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La Marina del Montenegro dà il benvenuto a Nave Cavour

Montenegro, 25 novembre 2014 – Addestramento, cooperazione, condivisione. Queste le parole chiave dell’attività congiunta tra marina militare italiana e marina montenegrina durante la visita della portaerei Cavour nella rada di Tivat in Montenegro, dove ha sostato dal 17 al 21 novembre.

Uno scambio di intenti e procedure è stato il punto focale di questa tappa balcanica, che ha visto la partecipazione di una rappresentanza di militari della Marina montenegrina, affiancati dai fucilieri della Brigata Marina San Marco, dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei e dagli specialisti di volo.

Fra le attività che hanno impegnato le due Marine, i briefing sulle capacità operative aeronavali e sulle procedure di sicurezza e sorveglianza marittima – con particolare riguardo al tema dell’anti-inquinamento – e soprattutto le dimostrazioni pratiche, di fronte alle Bocche di Cattaro, con un’esercitazione congiunta di boarding (procedura ispettiva su navi sospette) da parte di un team italo-montenegrino sul pattugliatore Kotor della Marina locale.

Soddisfatto il capo di stato maggiore della difesa montenegrino, ammiraglio Dragan Samardzic, in visita sulla Cavour accompagnato dal contrammiraglio Andrea Gueglio, comandante del secondo gruppo navale.

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Fonte: Marina Militare

Marina militare: il relitto Polluce continua a restituire i suoi tesori

Elba, 26 settembre 2014 – Ieri la Marina Militare, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), ha recuperato una serie di monete provenienti dal “tesoro” del relitto del piroscafo Polluce nelle acque dell’Isola d’Elba.

L’operazione è stata condotta da nave Anteo e dal Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) Teseo Tesei, ad una profondità di oltre 100 metri.

Il piroscafo Polluce, noto per il suo leggendario tesoro, affondò il 17 giugno 1841, speronato dal piroscafo Mongibello.

La scoperta è stata possibile grazie all’impiego del nuovo ROV (Remoted Operative Vehicle) PEGASO, in dotazione a COMSUBIN, un sofisticato sistema robotico dotato di potenti bracci manipolatori, telecamere ad alta definizione e sonar di ultima generazione, che può raggiungere i 2.000  metri di profondità.

Le monete recuperate – colonnati spagnoli  d’argento da 8 reali – sono di grande interesse storico e numismatico e vanno ad aggiungersi alle oltre cento monete riportate alla luce da nave Anteo e dai suoi palombari  nelle precedenti missioni del 2007 e 2008.

La Marina Militare esprime le proprie capacità ed impiega i propri uomini e mezzi su una gamma di attività ed operazioni che spaziano dal sociale, all’umanitario, all’ambientale, allo scientifico ed in tutti i settori d’interesse della collettività che unitamente alla funzione prettamente militare delineano le capacità dual–use in senso più ampio.

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Fonte: Marina Militare

Palombaro day: i Comsubin si addestrano all’immersione con lo scafandro da palombaro

 

Varignano (SP), 18 settembre 2014 – Alle radici della professionalità e della capacità operativa degli uomini del Gruppo Operativo Subacquei vi è un arte antica, tramandata da oltre 160 anni dai palombari che si sono susseguiti nell’incarico di Istruttore alla Scuola Subacquei del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei.

La particolarità di questa tradizione è quella di vivere, in prima persona, ciò che i primi argonauti subacquei vissero nelle acque antistanti il porto di Genova nel luglio del 1849. Da quel momento ogni allievo palombaro, nel suo percorso formativo, ha dovuto imparare ad immergersi con l’apparecchiatura normale per acquisirne i segreti e le specificità, in maniera tale che potesse affrontare con la giusta consapevolezza i sistemi d’immersione più moderni. Questo particolare imprinting ha fatto sì che ciascun palombaro della Marina non dimenticasse questa affascinante e romantica apparecchiatura, all’interno della quale ha mosso i primi passi nel mondo della subacquea militare.

Per questa ragione, ogni anno, gli uomini che si sono distinti in molteplici operazioni (tra le quali si ricordano il Costa Concordia, la torre del porto di Genova, il naufragio del barcone di immigrati a Lampedusa e le innumerevoli bonifiche di ordigni esplosivi lungo tutto il litorale italiano) ritornano ad addestrarsi con lo scafandro da palombaro, per riassaporare i momenti della propria gioventù ed il senso di appartenenza a una delle specialità più antiche della Marina Militare.

Così in questa particolare giornata, denominata Palombaro day,  gli operatori di Comsubin, giovani e meno giovani, si sono immersi nelle acque del seno del Varignano con l’apparato normale per poi concludere la giornata brindando insieme al loro comandante, contrammiraglio Francesco Chionna che non si è sottratto all’immersione, nuovamente pronti ad affrontare le sfide che si potranno presentare nel prossimo futuro.

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Fonte: Marina Militare

COMSUBIN: ad Ancona i palombari rimuovono una bomba di 500 chilogrammi

Baia di Vallugola (PU), 17 giugno 2014 – Il Nucleo S.D.A.I. (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, del Gruppo Operativo Subacquei del COMSUBIN, è intervenuto a Baia di Vallugola (Pesaro) in seguito alla segnalazione della presenza in mare di un ordigno inesploso.

Con la prima immersione degli operatori dello S.D.A.I. l’oggetto segnalato è stato identificato quale bomba d’aereo italiana da 500 Kg dotata di doppia spoletta e risalente al secondo conflitto mondiale.

Per la rimozione della bomba i palombari hanno dovuto adottare particolari procedure. Non potendo impiegare i normali sistemi di sollevamento dal fondo, hanno infatti dovuto utilizzare una struttura galleggiante, dotata di un apparato per il sollevamento meccanico, che ha permesso di staccare l’ordigno dal fondo.

La pericolosità della bomba, probabilmente innescata, e la complessità delle operazioni di rimozione, hanno reso necessario evacuare parte del Comune di Vallugola.

Terminata la fase di rimozione si è proceduto al rimorchio della bomba in mare aperto dove, a circa 2 miglia dalla costa, gli uomini del Comando Subacqueo e Incursori (COMSUBIN) hanno provveduto a farla brillare adottando le classiche misure previste per la salvaguardia della fauna marina.

Importante segnalare il senso civico di tutti coloro che, imbattendosi in un oggetto riconducibile ad un artifizio esplosivo, contattano immediatamente, per la salvaguardia di tutti, le autorità competenti (Capitaneria di Porto e Carabinieri) a richiedere l’intervento del Gruppo Operativo Subacquei del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei.

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Fonte: Ministero della Difesa

 


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