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Libano, esercitazione Steel Storm II-2022, i Caschi Blu italiani testano le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale e interforze

Nel sud del Libano, a Naqoura, si è conclusa l’esercitazione “Steel Storm II – 2022”, per testare le procedure di interoperabilità in ambito multinazionale ed interforze tra paesi che partecipano alla missione delle Nazioni Unite e le Forze armate libanesi.

Esercito libanese e riserva mobile francese in azione

Libano del sud, 29 settembre 2022 – I Caschi Blu della missione della Nazioni Unite, che operano in Libano sulla base della risoluzione n. 1701 del 2006, recentemente rinnovata a fine agosto senza sostanziali modifiche al mandato della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), hanno condotto dal 20 al 23 settembre l’esercitazione semestrale multinazionale e interforze Steel Storm II-2022. 

L’attività esercitativa ha permesso di addestrare i peacekeeper alle procedure di integrazione delle varie componenti operative del dispositivo militare composto da 48 nazioni, di cui l’Italia costituisce una delle componenti più cospicue in termini numerici, nonché di incrementare il coordinamento e la cooperazione tra le unità operative della missione e la controparte strategica rappresentata dalle Forze Armate libanesi (LAF, Lebanese Armed Forces).

Nell’esercitazione Steel Storm i soldati italiani e i colleghi appartenenti agli altri battaglioni di manovra dei contingenti schierati nell’ambito della missione UNIFIL si sono addestrati nell’impiego delle armi individuali e di reparto, hanno sviluppato attività a fuoco statiche, dinamiche e congiunte con le LAF appartenenti alla 5^ Brigata, unità operativa schierata nel South Litani Sector (SLS), area geografica in linea di massima corrispondente all’area di responsabilità delle forze Onu nella regione.

Alla giornata conclusiva dell’attività addestrativa ha presenziato il capo della missione e comandante delle Forze UNIFIL in Libano, il generale di divisione Aroldo Lazaro, e tutti i comandanti delle unità da esso dipendenti, tra i quali il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del Settore Ovest e del contingente italiano.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, il contingente italiano porta a termine progetto CIMIC, ristrutturata la sede comunale di Al Boustan

Ultimato il progetto CIMIC di rifacimento della sede comunale alla municipalità di Al Boustan nel Libano del Sud

Il generale Bertoncello e il sindaco di Al Boustan inaugurano la sede comunale

Libano del sud, 23 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano che opera in Libano sotto l’egida della Nazioni Unite, attualmente su base Brigata Aosta, hanno ultimato il progetto di rifacimento della sede comunale della municipalità di Al Boustan, cittadina a sud del Paese.

La donazione, pianificata e condotta in tutte le fasi di esecuzione, dalla progettazione alla realizzazione finale, è stata coordinata dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadra nell’ambito di intervento dei progetti di cooperazione civile e militare per l’amministrazione civile.

Grazie al contributo della prestazione professionale di architetti libanesi e all’apporto di manodopera locale si è cercato di dare ulteriore incentivo all’economia di un’area in difficoltà per la persistente crisi economica che attanaglia da due anni la Terra dei Cedri.

A margine della cerimonia di completamento dei lavori di ristrutturazione degli uffici e dell’intera facciata del palazzo cittadino, il sindaco di Al Boustan, Adnan Al Ahmad ha espresso la sua gratitudine personale e quella dell’intera comunità al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del settore occidentale della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) e del contingente nazionale, il quale ha rimarcato la continua opera di vicinanza dell’Italia e dei peacekeeper dell’Onu a supporto delle istituzioni del Paese.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


UNIFIL: Caschi Blu italiani supportano la sanità in Libano

Il Contingente Nazionale UNIFIL, dona dispositivi sanitari all’ospedale governativo di Bint Jubayl

Bint Jubayl, 1 settembre 2022 – Il contingente italiano in Libano che ha la leadership del settore occidentale della missione delle Nazioni Unite nella Terra dei Cedri, ha condotto una serie di attività nell’ambito dei progetti di cooperazione civile e militare a supporto della popolazione locale.

I Caschi Blu italiani, attualmente provenienti dalla Brigata “Aosta” dell’Esercito Italiano, hanno donato un cospicuo numero di presidi sanitari all’Ospedale Civile di Bint Jubayl, città nell’estremo sud dell’area di responsabilità della missione.

Il generale Giuseppe Bertoncello, comandante della Joint Task Force Lebanon e del contingente italiano ha consegnato al dottor Tawfik Faraj, direttore del nosocomio libanese, 145.000 mascherine chirurgiche, 70.000 mascherine del tipo Ffp2, 72.000 guanti chirurgici, e oltre 100 litri di gel sanificante. Analogamente, stessa tipologia di materiale sanitario é stata consegnata alla vicina municipalità di Dibil, nelle mani del sindaco Elie Youssef Louka che ha ricevuto il materiale, presso la chiesa di San Giorgio, retta da padre Fali Felfleh.

Questa donazione, coordinata dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza(TV), si inquadra nell’ambito di intervento per il supporto essenziale all’ambiente civile nel settore salute ed è un ulteriore aiuto per il contrasto alla pandemia da Covid-19 che da tempo l’Italia e UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon) conducono per arginare il Coronavirus.

Inoltre, nei giorni precedenti i peacekeeper italiani hanno aderito alla campagna di donazione di sangue “Blood Drive” lanciata dal comando della missione ONU in Libano e che ha, tra i pilastri del proprio mandato stabiliti dalla risoluzione n. 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza, proprio quello del supporto alla popolazione libanese.

Il prelievo di sacche di sangue donate dai militari presso l’Ospedale Militare di Naqoura, ha permesso di far fronte alle richieste della Croce Rossa Libanese per mantenere inalterate e reintegrare le riserve delle banche del sangue degli ospedali locali.

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Le attività svolte in teatro operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, terminata la visita del generale Figliuolo

Incontro del comandante del COVI con autorità diplomatiche e militari e saluto ai contingenti italiani delle missioni MIBIL e UNIFIL

Il comandante del COVI saluta il personale italiano a Naqoura

Beirut, 25 agosto 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha concluso ieri una visita ufficiale di due giorni in Libano, dove ha incontrato i vertici delle missioni italiane e il comandante della United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL).

Il comandante ha inoltre salutato, nella capitale libanese e presso le basi italiane di Shama e Naqoura, i militari impiegati nell’ambito della Missione Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e nell’operazione Leonte, inquadrata nella UNIFIL.

Resa degli onori alla base di Al Mansouri

All’arrivo della delegazione del COVI presso l’aeroporto internazionale della capitale, l’alto ufficiale è stato ricevuto dalla vice capo missione/incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Beirut, dott.ssa Roberta Di Lecce, dall’addetto militare in Libano, colonnello Marzo Zona e dal comandante della MIBIL, colonnello dell’Esercito Andrea Mazzotta.

Il generale Figliuolo si è poi trasferito in elicottero, ieri mattina, presso la località di Shama, dove è stato accolto dal comandante del Sector West di UNIFIL e National Component Commander della missione ONU, generale di brigata Giuseppe Bertoncello.

Il comandante del COVI, dopo la resa degli onori presso la vicina base italiana di Al-Mansouri, accompagnato dalla dott.ssa Di Lecce, è stato aggiornato sull’attuale situazione nel sud del Libano e sulle attività condotte dai militari italiani nella zona di operazioni loro assegnata. Ha quindi incontrato gli uomini e le donne dell’Italian Battalion (ITALBATT), unità di manovra guidata dal colonnello Antonio Laudando e composta da uomini e donne della Brigata Aosta, in particolare 5° Reggimento Fanteria, Reggimento Lancieri d’Aosta (6°), Reggimento Logistico, 4° Reggimento Genio e Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri.

La visita è proseguita presso la base di Naqoura, dove ha sede l’Headquarters della missione ONU, per una office call con l’Head of Mission/Force Commander di UNIFIL, il Maggior Generale spagnolo Aroldo Làzaro Sàenz.

Il saluto alla Joint Task Force Lebanon

Successivamente, nel piazzale della base di Shama dedicato al tenente Andrea Millevoi, è avvenuto l’incontro con il personale di tutti gli assetti e le articolazioni della Joint Task Force – Lebanon Sector West, compresa ITALAIR, unità composta da personale dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare che fornisce supporto aereo alla missione UNIFIL mediante l’impiego di elicotteri AB-212.

Nel corso del suo intervento, il comandante del COVI ha sottolineato che “le Forze Armate italiane sono in Libano perché questo è un Paese strategico per il Mediterraneo, che a sua volta rappresenta una priorità nazionale, anche alla luce delle problematiche relative all’approvvigionamento energetico, conseguenza dell’attuale conflitto russo-ucraino. La vostra presenza qui è importante perché vigilate sul rispetto di un cessate il fuoco tra Libano e Israele che vuole essere la premessa a una pacificazione definitiva tra le due parti”.

Un momento del briefing

Il Generale Figliuolo ha elencato le numerose attività svolte dal contingente italiano nel Paese dei cedri, dalle pattuglie motorizzate ai posti di osservazione lungo la Blue Line, alla formazione e addestramento a favore della controparte libanese, sino alle attività di supporto alla popolazione.

Prossimamente, la Difesa e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale avvieranno una distribuzione di medicinali a favore della popolazione, fornendo anche supporto medico, tramite team mobili sanitari, alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi. “Noi italiani sappiamo fare tutte queste attività e sappiamo farle bene”, ha concluso il Comandante del COVI, “perché sono attività congeniali ai nostri valori, alla nostra cultura, al modo di porci e di interagire con le altre popolazioni. Questo bagaglio umano, unito all’esperienza e alla professionalità dei militari italiani, è l’elemento di successo della nostra missione”.

La firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale e simbolico scambio di doni tra i Comandanti hanno sancito la conclusione della visita.

Le missioni militari condotte dalle Forze Armate italiane sia all’estero sia sul territorio nazionale, incluse UNIFIL e MIBIL, si svolgono sotto il coordinamento, la direzione e secondo le direttive impartite dal COVI.

Il COVI è infatti il Comando di Vertice dell’Area Operativa Interforze e assolve, inoltre, alle funzioni di organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle operazioni e delle esercitazioni militari in ambito nazionale e internazionale condotte nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber.

APPROFONDIMENTO – UNIFIL

L’Italia è presente in Libano da oltre 40 anni e questa presenza rappresenta un caposaldo e una garanzia per le istituzioni locali e per il governo di Beirut a sostegno della sicurezza nel sud del paese.

Le truppe della missione UNIFIL operano dietro mandato ONU, tramite Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1701 dell’11 agosto 2006. I principali compiti dei caschi blu sono: monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele; supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nel loro rischieramento nel Libano del Sud, in concomitanza con il ritiro israeliano, in coordinamento con i governi di Beirut e Tel Aviv; contribuire a garantire l’accesso degli aiuti umanitari in favore della popolazione civile e lo spontaneo ritorno in sicurezza da parte degli Internally Displaced Persons (IDP); assistere le LAF nello stabilire, tra la cosiddetta “Blue Line” e il fiume Litani, una zona libera da personale armato che non sia quello delle LAF e di UNIFIL; infine, assistere il Governo libanese nel garantire la sicurezza dei confini e nell’interdire l’accesso al Libano di armi e materiale bellico.

Inoltre, nell’assenza di relazioni formali tra Israele e Libano, e quindi di un accordo di cessate il fuoco permanente – che è lo scopo ultimo della risoluzione n. 1701 – UNIFIL promuove i cosiddetti incontri tripartiti, che costituiscono l’unico efficace strumento cui finora abbiano aderito le parti, per tentare di risolvere delicati aspetti relativi alla sicurezza. Gli incontri si svolgono sulla base di un’opera di mediazione che si attua mediante i rappresentanti di UNIFIL e in particolare, mediante il Force Commander, che fa da mediatore. Questi incontri “a tre” hanno in genere cadenza mensile, ma possono essere convocati laddove emergano particolari circostanze che ne richiedano lo svolgimento.

APPROFONDIMENTO – MIBIL

La Missione Bilaterale italiana in Libano (MIBIL) nasce da un accordo quadro tra la Repubblica Italiana e il governo della repubblica libanese sulla cooperazione nel campo della Difesa, firmato a Beirut il 21 giugno 2004.

La missione, che si inquadra nel più ampio contesto delle iniziative dell’International Support Group for Lebanon (ISG), ha l’obiettivo di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, fornendo consulenza e sviluppando programmi di formazione e addestramento preventivamente concordati con le autorità libanesi. Ciò avviene in stretto coordinamento tra la Difesa, il COVI e le istituzioni libanesi, mediante l’impiego di eccellenze nazionali italiane nell’ambito del training, appositamente e temporaneamente schierate quali Mobile Training Team. Si tratta di assetti di entità variabile, capaci di condurre attività addestrative e formative in supporto alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi in tutto il paese.

L’obiettivo finale della missione è quello di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, al fine di renderle capaci di far fronte, efficacemente e in autonomia, alla situazione di sicurezza in Libano provocata dallo spillover della crisi siriana e dell’area mediorientale più in generale.

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Fonte e immagini
: Comando Operativo di Vertice Interforze


Libano, i Caschi Blu italiani, impegnati in attività CIMIC, organizzano il Tibnin Cultural Day

Il Contingente Italiano organizza a Tibnin un evento culturale in collaborazione con la municipalità e le associazioni locali

Il generale Bertoncello con i peacekeepers irlandesi e la polizia locale

Tibnin, 22 agosto 2022 – Nell’ambito dei progetti di cooperazione civile e militare che il contingente italiano conduce da tempo per supportare la popolazione libanese, la conoscenza delle reciproche culture, oltre ad essere elemento di aggregazione tra i popoli, è un fattore determinante per una più incisiva e capillare penetrazione nelle dinamiche sociali da parte dei peacekeepers, indispensabile per la conoscenza del territorio in cui si opera, ma è soprattutto occasione per approfondire esigenze e bisogni della popolazione stessa.

I Caschi Blu italiani proprio per questo motivo hanno promosso l’evento culturale Tibnin Cultural Day, su iniziativa dell’associazione umanitaria libanese Alpha, con il patrocinio di Tibnin, uno dei principali centri abitati del sud del Libano, dove libanesi, italiani e militari di diversa nazionalità hanno presentato le proprie peculiarità artigianali, gastronomiche e musicali dei rispettivi paesi e per i più piccoli sono state proposte attività ludiche assieme ai soldati.

Uno dei momenti particolarmente apprezzati dai libanesi, che ha destato notevole curiosità ed interesse, è stato quello dello scambio di conoscenze storico-culturali.

Attualmente, i militari italiani che operano nell’ambito della missione delle Nazioni Unite in Libano, provengono per la gran parte dalla brigata Aosta, che guida il settore occidentale dell’area di responsabilità di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) i cui reparti hanno sede in Sicilia.

Grazie alle comuni radici storiche fenicie, libanesi e siciliani si sono ritrovati, in una sera, a condividere tradizioni e peculiarità che, con il contributo di alcuni donors della provincia di Ragusa, si sono potute riprodurre nella Terra dei Cedri.

Come ha avuto modo di esprimere il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente italiano in Libano, durante il taglio del nastro inaugurale della manifestazione assieme al sindaco di Tibnin Nabil Assad Fawaz, è indispensabile condividere “le nostre culture tutti assieme per portare prosperità e sviluppo ai nostri popoli”.

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La missione Italiana in Libano a guida brigata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 47 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Il sostegno alla popolazione e alle istituzioni locali è uno dei pilastri della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1701 del 2006, compito fondamentale che il contingente italiano svolge con impegno teso anche a rinsaldare i tradizionali vincoli di amicizia che legano Libano e Italia.

I Caschi Blu italiani operano per garantire la stabilità da oltre 16 anni nel Libano del sud, a ridosso della Blu Line, linea di demarcazione con Israele.
Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini:
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Livorno: i paracadutisti della Folgore ricordano le vittime al largo della Meloria

Livorno, 17 novembre 2015 – Lo scorso 13 novembre 2015, il 187° Reggimento paracadutisti della Brigata Folgore, nella caserma “Vannucci” di Livorno, ha commemorato la più grave perdita dell’Esercito Italiano, in tempo di pace, dal dopo guerra ad oggi con la Giornata del Ricordo.

Il 9 novembre di 44 anni fa, il tempo si fermò per 46 tra quadri e giovani paracadutisti italiani e 6 aviatori del XXIV squadrone della Royal Air Force britannica.

Erano parte di un gruppo di 406 paracadutisti della “Folgore” che, impegnati nell’ambito di un’esercitazione NATO denominata Cold Stream, a bordo di velivoli da trasporto dell’Aeronautica britannica, decollando dalla base aerea di Pisa, avrebbero dovuto condurre attività a seguito di un aviolancio in Sardegna.

Uno di questi aerei, il “Gesso 4”, non raggiunse la meta, inabissandosi nelle acque della Meloria, al largo della costa livornese. Nelle difficili operazioni di recupero delle salme, perse la vita anche un sottufficiale appartenente al battaglione sabotatori, ora 9° Reggimento “Col Moschin”.

Si sono tutti spenti nel momento tanto atteso da ogni paracadutista..” ha citato il comandante del 187° Reggimento, colonnello Giuseppe Bertoncello, evidenziando quel fortissimo legame che unisce il reggimento ai familiari dei caduti, che ogni anno si riuniscono a Livorno nel giorno del ricordo.

Presente alla cerimonia, anche il comandante del XXIV Squadrone della Royal Air Foce britannica, Wing Commander Daz Rawlins, a testimonianza dell’unione spirituale che lega l’aviazione inglese all’Esercito Italiano.

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Fonte e immagini: COMFOTER

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