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Presentato alla FAO il calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 12 dicembre 2018 – Il Calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri è stato presentato presso la FAO oggi pomeriggio. Presenti all’evento il direttore generale Josè Graziano da Silva, il rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma ambasciatore Pierfrancesco Sacco, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e il generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, .

Il servizio CITES dell’Arma dei Carabinieri sovrintende alle attività previste dalla normativa nazionale e comunitaria di attuazione della convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con legge n.874 del 19 dicembre 1975.

Il Calendario CITES, finalizzato a promuovere nel grande pubblico la consapevolezza dell’importanza della biodiversità, propone immagini di alta qualità e dal forte potere attrattivo, ritraenti alcune specie simbolo del dramma della minaccia di estinzione. Attorno a queste, una serie di informazioni in ”pillole” sul grado e la natura della minaccia in natura, su alcune curiosità che le distinguono, su quanto il servizio CITES dell’Arma ha fatto e fa per tutelarle in Italia e nel mondo. Nel tempo il prodotto editoriale ha riscosso apprezzamento nel mondo scientifico, tra gli addetti al settore, tra i giovani e presso il grande pubblico e per questo ha ottenuto nel 2014 il riconoscimento del segretariato generale CITES di Ginevra che, in occasione del World Wildlife Day, lo ha citato tra i dieci progetti di comunicazione più importanti a livello mondiale.

Il tema del Calendario CITES 2019 è “La Cooperazione Internazionale contro il Traffico di Specie Protette“, a testimoniare la fondamentale importanza della cooperazione tra Stati per combattere i crimini contro le specie selvatiche.

Il loro commercio illegale è ancora oggi uno dei traffici illeciti più importanti al mondo, dopo quello di droga, armi ed esseri umani ed è un fenomeno per sua natura transnazionale che per essere contrastato richiede la collaborazione di organismi, autorità, organizzazioni governative e non, per la raccolta delle informazioni, la loro disseminazione, lo scambio di esperienze, di tecniche investigative e di intelligence.

Importante la cooperazione tra organizzazioni governative internazionali quali la FAO, l’Unione Europea e le Nazioni Unite con le loro agenzie specialistiche, l’UNICRI (Ufficio ricerche su crimini e giustizia dell’ONU), l’UNODC (Ufficio Droga e Crimini dell’ONU), l’UNEP (Programma Ambiente ONU). In ambito comunitario, fondamentale è il lavoro quotidiano svolto per l’applicazione della CITES dalla Commissione UE e da Europol.

Oltre alla partecipazione del Segretariato CITES e dello ICCWC (Consorzio internazionale per la lotta ai reati contro le specie selvatiche), quest’anno il Calendario ha visto la collaborazione – in rappresentanza di centinaia di autorità estere che collaborano quotidianamente con l’Arma nel settore – delle polizie di Brasile, Svezia, India e Spagna, delle autorità competenti nel contrasto al “wildlife traffic” di Israele, Repubblica Ceca, Portogallo, India e USA e degli organismi internazionali quali Interpol, CITES, Unione Europea, Organizzazione Mondiale delle Dogane, e ancora il Lusaka Agreement tra paesi africani (LATF) e la FAO.

Il Calendario CITES dei Carabinieri rappresenta un’opportunità significativa per la sensibilizzazione del grande pubblico e la diffusione della cultura sui temi della conservazione. Per questa ragione per il 2019 si è deciso, grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, autorità nazionale di gestione CITES, di incrementare in modo consistente il numero di copie pubblicate, al fine di promuovere un’azione diffusa di educazione ambientale anche presso gli Istituti scolastici.

Nel corso della presentazione si è tenuta pure una tavola rotonda sulla protezione della biodiversità moderata dalla giornalista Licia Colò. Vi hanno preso parte tra gli altri Paolo Aielli, Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (che anche quest’anno ha fornito la propria collaborazione per la stampa e la grafica) e Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2019

Presentazione Calendario Storico Carabinieri 2019 (6)

Roma, 30 novembre 2018 – Cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2019 dell’Arma dei Carabinieri ieri mattina presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma, alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali, del sottosegretario al Ministero della Difesa Angelo Tofalo e del comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri.

Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie. Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.

Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le tavole del Calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme ai temi della nuova edizione dell’Agenda dal conduttore televisivo Massimo Giletti. A illustrare i prodotti editoriali, oltre al capo del V Reparto del Comando Generale, generale Massimo Mennitti, si sono alternati sul palco il giornalista e divulgatore scientifico Alberto Angela, lo scrittore Piero Colaprico, protagonista di una parte dei contenuti dell’agenda, la conduttrice Licia Colò e il prof. Pietro Sisto autore dell’inserto dell’agenda.

Tra gli ospiti erano presenti il direttore dell’Ufficio Regionale per la Scienza e la Cultura in Europa dell’Unesco Ana Luiza Thompson-Flores, Franco Bernabè, presidente del consiglio direttivo della commissione nazionale per l’Unesco e il presidente dell’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova, Pietro Pongiglione.

Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’Umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la “World Heritage list”. Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica. Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.

Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco. Sono stati “inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola” – ha dichiarato nel suo intervento il Comande Generale Giovanni Nistri. In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e “principalmente di volti. Il volto” – ha proseguito il generale Nistri – “è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”.

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L’Agenda Storica 2019 è incentrata sul tema “I Carabinieri nella letteratura”, con uno specifico inserto curato dal Prof. Pietro Sisto. Viene proposta una carrellata di romanzi dedicati ai Carabinieri nel corso dei due secoli della loro storia.

Tra le opere dell’Ottocento si trovano il carme “La rassegna di Novara” di Costantino Nigra, con il verso “usi obbedir tacendo e tacendo morir”, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

Fra i classici del Novecento si ricordano I Racconti del Maresciallo di Mario Soldati e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.

Si arriva infine ai nostri giorni, con i romanzi di Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio, di Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, dell’ospite Piero Colaprico e di altri ancora.

La manifestazione è stata l’occasione per presentare altre due opere editoriali: il Calendarietto da tavolo, dedicato alla Via Francigena e alle riserve naturali protette dai carabinieri Forestali e il Planning da tavolo che tratta le Città Italiane Capitali Europee della Cultura. Il ricavato del calendarietto sarà devoluto all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (ONAOMAC) e quello del planning all’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova.

La scelta fatta, donare qualcosa ai nostri orfani e ai bambini curati nella città di Genova, così duramente colpita dal crollo del Ponte Morandi” – ha affermato il comandante Nistri – “vuole essere un piccolo segno della nostra attenzione e della nostra solidarietà umana, valore fondante dell’Istituzione. Non si è buoni Carabinieri se non si avverte l’importanza della cultura quale elemento motore del cammino della civiltà umana…Non si è buoni Carabinieri se non si sente forte, quanto il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, il Dovere sacro di aiutare i bisognosi”.  

Video della manifestazione visibile sul canale Youtube dell’Arma dei Carabinieri al seguente link:

https://bit.ly/2AdzJoj

Presentazione Calendario Storico Carabinieri 2019 (5) 

Calendario Storico dell’Arma 2019

L’edizione 2019 del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri è stata dedicata alla ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente, dei 50 anni dall’avvento dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Descrizione

Si parte a gennaio dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Il volto di una donna del reparto fa da sfondo alle immagini del Centro Storico di San Geminiano (Sito Unesco dal 1990), dell’Arte Rupestre della Valle Camonica, della Chiesa e del convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e del Cenacolo di Leonardo da Vinci (Siti Unesco dal 1980), di Piazza del Duomo a Pisa (Sito Unesco dal 1987).

A febbraio lo sguardo attento di un carabiniere in pettorina simboleggia l’attività investigativa. Nel 1974, da un intuizione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nasce il “Nucleo Speciale di polizia Giudiziaria”, che sviluppa un nuovo modello operativo antesignano del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS). Il Carabiniere con pettorina fa da sfondo alla Città di Vicenza e alle ville del Palladio in Veneto (Siti Unesco dal 1994), all’insediamento industriale Crespi d’Adda (Sito Unesco dal 1995), ai Sassi e al Parco delle Chiese Rupestri di Matera (Sito Unesco dal 1993), al Centro Storico di Siena (Sito Unesco dal 1995).

Il 1978 è l’anno di nascita del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), l’unità viene descritta nel mese di marzo. Il volto di un Operatore GIS, coperto da passamontagna, fa da sfondo a Ferrara, città del Rinascimento, e al Delta del Po (siti Unesco dal 1995), a Castel del Monte (Sito Unesco dal 1996), ai Monumenti paleocristiani di Ravenna (Siti Unesco dal 1996) e ai Trulli di Alberobello (Sito Unesco dal 1996).

Il mese di aprile è incentrato sull’innovazione del numero di pronto intervento “112” introdotto nel 1980. E’ rappresentato il volto rassicurante del “Carabiniere della Radiomobile”, che fa da sfondo al Centro Storico di Pienza (Sito Unesco dal 1996), al Palazzo reale del XVIII di Caserta con il Parco, all’acquedotto vanvitelliano e al Complesso di San Leucio (Siti Unesco dal 1997), alla Costiera Amalfitana (Sito Unesco dal 1997) e alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (Siti Unesco dal 1997).

A maggio è il volto di un Corazziere a rappresentare il valore dei Reparti per Specifiche Esigenze, di cui fanno parte, oltre al Reggimento Corazzieri, i Carabinieri degli Organismi Costituzionali e i Comandi di polizia Militare per le Forze Armate e per il Ministero della Difesa. Il Corazziere fa da sfondo alle Residenze Sabaude, al sito archeologico Su Nuraxi di Barumini, a Modena: Cattedrale, Torre Civita e Piazza Grande, a Portovenere, Cinque Terre e Isole (tutti Siti Unesco dal 1997).

A giugno viene raccontata l’Organizzazione Speciale dell’Arma, rappresentata da una donna del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), impegnata in una meticolosa ricerca. Il RaCIS, insieme ai Comandi Carabinieri Antifalsificazione Monetaria, Banca d’Italia, Tutela della Salute, Tutela del Lavoro, Tutela del Patrimonio Culturale e al Raggruppamento Aeromobili, è inserito nella Divisione Unità Specializzate, e costituiscono un prezioso supporto per tutti i reparti dell’Arma. In questo mese sono graficamente rappresentati l’Area archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia (Sito Unesco dal 1998), Piazza Armerina, Villa Romana del Casale, l’Orto botanico di Padova e l’Area Archeologica di Agrigento (tutti Siti Unesco dal 1997).

Nelle pagine centrali una donna e un uomo Carabinieri in Grande Uniforme Speciale fanno da sfondo ai siti Unesco Centro Storico di Napoli, Centro Sorico di Firenze, Venezia e la sua Laguna, Centro Storico di Roma e le proprietà extraterritoriali della Santa Sede.

A luglio il volto determinato di un Carabiniere paracadutista rappresenta l’impegno all’estero dell’Arma, un coinvolgimento corale dell’Istituzione a supporto delle strategie del Paese. Il 1° Reggimento Carabiniere Paracadutisti “Tuscania”, il 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” e il 7° Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige” sono inquadrati nella 2^ Brigata Mobile e costituiscono un bacino privilegiato per le missioni all’estero o per i servizi di supporto alle Sedi Diplomatiche italiane più a rischio. Il volto del Carabiniere paracadutista fa da sfondo al Centro Storico di Urbino (Sito Unesco dal 1998), alle Isole Eolie (Sito Unesco dal 2000), al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (Siti Unesco dal 1998), a Villa Adriana – Tivoli (Sito Unesco dal 1999).

Nel mese di agosto il volto di un giovane Allievo Carabiniere rappresenta la formazione e l’addestramento, quali ingredienti indispensabili del percorso professionale dell’istituzione. Per queste attività altamente specializzate l’Arma si è dotata di una specifica organizzazione che ne cura tutti gli aspetti, da quelli di base, a quelli specialistici. Il giovane allievo Carabiniere è associato ai siti Unesco di Villa d’Este – Tivoli (nella lista dal 2001), Assisi, Basilica di San Francesco e altri siti Francescani (nella lista dal 2000), delle città tardo barocche della Val di Noto – Sicilia sud orientale (dal 2002) e della Città di Verona (iscritta dal 2000).

Lo sguardo limpido e sereno di un atleta Carabiniere, proposto nel mese di settembre, è il simbolo dell’attenzione dell’Arma allo sport, quale elemento fondante della formazione e dell’addestramento, ma soprattutto punto di riferimento valoriale imprescindibile. Lo sport, inteso come sacrificio, impegno e sana tensione al risultato è quanto di più prossimo alla vocazione originaria del Carabiniere. Nelle pagine del mese di settembre sono rappresentati i siti Unesco di Genova, le strade nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli (iscritto dal 2006), la Val d’Orcia (iscritto dal 2004), Mantova e Sabbioneta (iscritti dal 2008), Siracusa (iscritta nel 2005).

A ottobre lo sguardo composto e attento di un carabiniere impiegato in ordine pubblico rappresenta il segno distintivo dell’impegno e della responsabilità con cui l’Arma assolve questo delicatissimo compito, tradizionalmente svolto dai Reggimenti e dai Battaglioni dell’organizzazione Mobile. Il volto di questo carabiniere della linea mobile fa da sfondo alle Dolomiti (Sito Unesco dal 2009), alla Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina (Sito Unesco dal 2008), al Monte San Giorgio (Sito Unesco dal 2010) e ai “Longobardi in Italia. Luoghi di potere” (Sito Unesco dal 2011).

A novembre è stata rappresentata l’attenzione costante dell’Arma all’ambiente, attraverso lo sguardo che va oltre l’orizzonte di un Carabiniere Forestale. Il Carabiniere Forestale, pur essendo di recente istituzione, affonda le sue radici nella più che trentennale esperienza dell’Arma maturata con i suoi Nuclei Operativi Ecologici. Con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, è stato costituito un Comando interamente dedicato alla salvaguardia della natura con una peculiare attenzione alle molteplici implicazioni dei reati ambientali. Insieme ai “Carabinieri Forestali”, l’Arma ha di fatto costituito una Forza di polizia ambientale senza precedenti per ampiezza e potenzialità. Al Carabiniere Forestale sono associati i siti Unesco delle Ville e Giardini medicei in Toscana (iscritti dal 2013), dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato (iscritti dal 2014), dei Siti palafitticoli preistorici delle Alpi (iscritto dal 2011) e del Monte Etna (iscritto dal 2013).

L’ultimo mese dell’anno è dedicato alla musica. Sulla pagina di dicembre è rappresentato il volto di una donna Carabiniere della Banda musicale dell’Arma. I musicisti del complesso sono l’anima dell’impegno dell’Istituzione nella divulgazione della tradizione musicale bandistica in Italia e nel mondo. I siti Unesco associati sono Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (iscritto dal 2005), le Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa (iscritto nel 2017), Ivrea, città industriale del XX secolo (iscritto nel 2018) e Le opere di difesa veneziane tra il XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar Occidentale.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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I carabinieri celebrano la Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dal 1949

Celebrazioni Virgo Fidelis (1)

Roma, 21 novembre 2018 – Ricorrono oggi la “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma, il 77° anniversario della “Battaglia di Culqualber” e la “Giornata dell’Orfano”.

Le celebrazioni della patrona dell’Arma, Maria Virgo Fidelis, sono iniziate questa mattina a Roma, nel Museo Storico di piazza Risorgimento, dove il comandante generale Giovanni Nistri ha deposto una corona d’alloro al Sacrario in onore dei Carabinieri caduti.

Successivamente il generale Nistri ha partecipato alla messa in onore della patrona presso la Scuola Ufficiali Carabinieri. Alla celebrazione, officiata dall’Ordinario Militare S.E. mons. Santo Marcianò, hanno preso parte i vertici dell’Arma, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo, dell’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.) e degli organismi di rappresentanza, insieme ai Carabinieri in servizio nei reparti della Capitale.  

Alla Santa Messa è seguita la celebrazione della “Giornata dell’Orfano”, istituita nel 1996, che rappresenta per i Carabinieri e per l’O.N.A.O.M.A.C. un concreto momento di vicinanza alle famiglie dei colleghi scomparsi, mediante la consegna di borse di studio e premi agli orfani maggiormente distintisi nel rendimento scolastico. Nella circostanza il generale Nistri ha premiato personalmente alcuni orfani.

Il 21 novembre è anche la “Giornata nazionale degli alberi”. L’Arma per l’occasione ha organizzato, tramite la Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, degli incontri negli istituti scolastici della provincia di Rieti, in cui sono stati messi a dimora alberi di specie tipiche locali per educare alla conservazione dell’ambiente. Nel pomeriggio il vertice del Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari, generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, parteciperà agli Stati Generali del verde pubblico, in qualità di membro del comitato per lo sviluppo del verde pubblico.

Celebrazioni Virgo Fidelis (7)La celebrazione della Virgo Fidelis risale al 1949, quando Sua Santità Pio XII proclamò ufficialmente Maria “Virgo Fidelis patrona dei Carabinieri”, fissandone la ricorrenza al 21 novembre: data in cui la cristianità celebra la presentazione di Maria Vergine al tempio e anniversario della “Battaglia di Culqualber”.

Il 21 novembre del 1941 ebbe luogo una delle più cruente battaglie in terra d’Africa, nella quale un battaglione di Carabinieri si sacrificò nella difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber. Quei caduti sono andati a far parte della folta schiera di Carabinieri che, in pace e in guerra, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio. Alla bandiera dell’Arma dei Carabinieri fu conferita, per il fatto d’arme, la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, dopo quella ottenuta per la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale.

Celebrazioni Virgo Fidelis (2)

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Fonte e immaginiComando Generale Carabinieri 
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Celebrato il 75° anniversario della deportazione dei Carabinieri da Roma

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Roma, 5 ottobre 2018 – Nella mattinata odierna, presso la Legione Allievi, si è svolta la cerimonia di commemorazione del 75° anniversario della deportazione dei Carabinieri da Roma del 7 ottobre 1943. Alla presenza di autorità cittadine e della comunità ebraica, dei presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Caduti, il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri ha deposto una corona d’alloro alla lapide dei Caduti in guerra.

L’eccidio delle Fosse Ardeatine, i combattimenti di Porta San Paolo, il sacrificio del vice brigadiere Salvo D’Acquisto avevano fatto ben comprendere ai nazisti e agli aderenti alla Repubblica Sociale Italiana che i Carabinieri difficilmente sarebbero venuti meno al giuramento di fedeltà prestato e ancor meno si sarebbero resi partecipi o soltanto spettatori di atti di barbarie contro la popolazione, di cui per mandato dovevano essere i difensori.

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I tedeschi che, come da ordini ricevuti da Berlino, si apprestavano a rastrellare il ghetto ebraico di Roma per deportarne gli abitanti, avevano bisogno di avere mano libera per condurre in porto l’operazione senza particolari impedimenti. Per questo, come confermato da autorevoli studi storici (un ruolo importante per far tornare alla luce la vicenda l’ha avuto il libro di Annamaria Casavola “7 ottobre 1943. La deportazione dei carabinieri nei lager nazisti” ed. Studium, 2008), il comandante della Gestapo romana, Herbert Kappler, si pose il problema di neutralizzare i Carabinieri, ancora armati e, a Roma, in gran numero al loro posto, per garantire la sicurezza pubblica.

Il 7 ottobre 1943, di primo mattino, paracadutisti tedeschi e SS circondarono le principali caserme dell’Arma della Capitale, bloccando all’interno i Carabinieri che, ignari, attendevano alle loro occupazioni quotidiane, quasi sempre senza l’immediata disponibilità delle armi. Molti militari in forza alle stazioni riuscirono fortunatamente a dileguarsi, magari portando con sé il proprio armamento, grazie a tempestive segnalazioni di amici che, pur consapevoli dei rischi che correvano, in molti casi li aiutarono a trovare un momentaneo nascondiglio. Dei Carabinieri in servizio nella Capitale oltre 2 mila, forse 2.500 (il numero è incerto dal momento che i tedeschi bruciarono tutti gli archivi delle caserme dell’Arma occupate), furono catturati e rinchiusi per tutta la notte nelle caserme Pastrengo, Podgora, Acqua, Lamarmora (tuttora in uso all’Arma quali sedi rispettivamente del Comando Generale, dell’Interregionale di Roma, della Legione Carabinieri Lazio e, in parte, del Comando Tutela Patrimonio Culturale e dei Corazzieri) e in quella in cui si è svolta la commemorazione (Legione Allievi), all’epoca intitolata a Vittorio Emanuele II.

Il giorno dopo i militari trattenuti vennero avviati alle stazioni ferroviarie Ostiense e Trastevere e fatti salire su treni merci diretti a Nord, con la falsa notizia – fatta circolare ad arte per tranquillizzarli – che sarebbero scesi a Fidenza per essere impiegati nei territori del Nord Italia. In realtà tutti i Carabinieri catturati furono deportati in campi di lavoro o di internamento in Austria e in Germania, allora unite nel Terzo Reich nazista, o in Polonia, da dove oltre 600 non tornarono più e gli altri riuscirono a fare ritorno soltanto dopo circa due anni di fatiche, sofferenze e stenti, nemmeno riconosciuti come prigionieri di guerra.

Il 16 ottobre, otto giorni dopo, messi fuori gioco i militari dell’Arma, centinaia di ebrei italiani furono catturati in tutta Roma e in particolare nel ghetto, in via Portico d’Ottavia.

1023 di loro furono avviati a Auschwitz: sappiamo che tornarono in 16, 15 uomini e una donna.

Quelle appena descritte sono solo alcune delle pagine di valore e di coraggio che i Carabinieri hanno scritto nella storia della Resistenza e della Guerra di Liberazione.

Quel 7 ottobre di 75 anni fa i Carabinieri rifiutarono l’adesione alla R.S.I., scegliendo la strada dell’onore e il supplizio dei campi di internamento nazisti. Una scelta consapevole, estrema e coraggiosa, coerente con quella fatta all’atto dell’arruolamento: servire la propria gente e difendere la Patria.

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L’eroismo dei Carabinieri e il contributo dell’Arma alla Resistenza e alla Guerra di Liberazione si sono concretizzati in 2.735 caduti, 6.521 feriti, oltre 5 mila deportati, 723 ricompense individuali al Valor Militare e innumerevoli ricompense al Valore e al Merito Civile, nonché nella concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera di Guerra che, nascosta in quei drammatici giorni negli scantinati del Museo Storico dell’Arma per non farla finire in mani nemiche, fu poi restituita, all’atto della Liberazione di Roma, alla ricostituita Legione Allievi, dove da allora, sostituita nel 1947 da quella repubblicana, continua a essere gelosamente custodita.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Istituito lo squadrone eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”

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Vico del Gargano (Foggia), 5 settembre 2018 – Si è svolta nei giorni scorsi (5 settembre) la cerimonia per l’istituzione dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Puglia”, a Vico del Gargano (FG), presso il distaccamento dell’Aeronautica Militare di contrada “Jacotenente”.

La cerimonia è si è tenuta alla presenza del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

Il nuovo reparto viene istituito, su autorizzazione del Ministero della Difesa, dal comando generale dell’Arma, con lo scopo di integrare l’azione sul territorio dei Carabinieri dell’organizzazione territoriale della Puglia, forti dell’esperienza maturata in Sardegna, Calabria e, dal 13 maggio 2017, in Sicilia.

Lo squadrone istituito in Puglia renderà più efficace il dispositivo dell’Arma nelle aree più impervie della regione, esercitando una capillare azione di controllo del territorio mediante perlustrazioni e appiattamenti, battute e rastrellamenti, posti di blocco, posti di ascolto e controllo, vigilanza e pattugliamenti eliportati, ricerca di catturandi.

Potrà essere impiegato in attività di contrasto al traffico e alla produzione di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento alle coltivazioni di piantagioni in aree isolate, e di supporto ai reparti speciali che operano in materia ambientale.

Inoltre, per particolari esigenze operative o particolari situazioni di emergenza, lo Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Puglia” potrà concorrere ad integrare temporaneamente il dispositivo dell’Arma in altre Regioni e a rafforzare i servizi svolti dai Comandi territoriali, con aliquote di forza di entità variabile.

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Ulteriore concorso potrà essere dato nelle operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento, e nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse in zone impervie.

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Fonte: Comando generale dell'Arma
Immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in visita al comando generale dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 3 luglio 2018 –  Nei giorni scorsi il ministro della Difesa Elisabetta Trenta si è recata in visita al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dove è stata ricevuta dal capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e dal comandante generale Giovanni Nistri.

Dopo aver salutato la Bandiera di Guerra, durante la sua permanenza a viale Romania, il ministro Trenta è stata aggiornata sulle principali attività dell’Arma in Italia e all’estero attraverso una sintetica presentazione dell’organizzazione e degli obiettivi che l’Istituzione intende perseguire nel quadro programmatico istituzionale del Paese.

La visita è stata anche l’occasione per salutare tutti i vertici dell’Arma, lo Stato Maggiore e una rappresentanza di carabinieri di ogni ordine e grado. Presenti all’incontro i presidenti del Gruppo medaglie d’Oro al Valor Militare, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri e i carabinieri della rappresentanza militare.

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Fonte e immagine: Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
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I Corazzieri celebrano il 150° anniversario della costituzione ed il quinto raduno nazionale

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Roma, 19 maggio 2018 – A Roma questa mattina sono stati celebrati il 150° anniversario della costituzione dei Corazzieri ed il 5° raduno nazionale Corazzieri, presso la caserma dei Corazzieri intitolata al maggiore Alessandro Negri di Sanfront, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

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Nell’ambito della cerimonia il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri generale di corpo d’armata Libero Lo Sardo ha consegnato il nuovo labaro alla dipendente sezione “Quirinale Gruppo Corazzieri”.

A seguire, nell’ufficio del comandante del reggimento Corazzieri, è stato presentato il francobollo ordinario dedicato al reggimento nel 150° anniversario di istituzione, del valore di “ 0,95”, appartenente alla serie tematica “Il senso Civico”, realizzato da Poste Italiane ed emesso oggi 19 maggio 2018 dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il 1° esemplare è stato consegnato al presidente della Repubblica.

Presenti anche il sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico, onorevole Antonello Giacomelli, il presidente della commissione per lo studio delle carte – valori postali, professor Angelo di Stasi, l’amministratore delegato di Poste Italiane, dottor Matteo Del Fante, il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, dottor Domenico Tudini, ed il direttore generale di Poste Italiane, dottor Giuseppe Lasco.

Il francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, raffigura il cortile d’Onore del Palazzo del Quirinale, con in primo piano un Corazziere a cavallo e sullo sfondo, in formazione, uno schieramento di commilitoni; in alto a sinistra è riprodotto lo stemma araldico del reggimento. Completano il prodotto filatelico la leggenda “Reggimento Corazzieri 150° Anniversario dell’Istituzione”, la scritta “Italia” e il valore “ 0,95”. Bozzettista del francobollo: Maria Carmela Perrini.

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Poste Italiane ha voluto commemorare il momento mediante la realizzazione di un raccoglitore presidenziale con all’interno un folder in formato A4 a due ante, a tiratura limitata, contenente un francobollo del Reggimento Corazzieri, una cartolina annullata e affrancata ed una busta personalizzata con timbro primo giorno.

A commento dell’emissione è stato realizzato un “Bollettino illustrativo”, con articolo a firma del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri.

IL REGGIMENTO CORAZZIERI

Era il 7 febbraio 1868 quando, per ordine del Ministero della Guerra, vennero concentrati a Firenze 80 Carabinieri a cavallo destinati come scorta d’onore al corteo reale che doveva formarsi allorquando la principessa Margherita di Savoia, andando in sposa al Principe Umberto, sarebbe entrata solennemente in città. I Carabinieri indossarono gli elmi e le corazze già impiegate alle nozze del duca di Savoia. Questa volta, però, lo squadrone non venne subito disciolto ma destinato alla guardia dei reali appartamenti e scorta d’onore alla persona del re. I singoli componenti dello speciale reparto dovevano possedere, oltre a peculiari doti fisiche di statura, particolare robustezza ed abilità nel montare a cavallo, distintissimi requisiti d’onore morale e disciplinare. Il reparto assunse nel tempo varie denominazioni.

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Dopo la Seconda Guerra Mondiale, all’esito del referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica, Umberto II sciolse i Carabinieri Guardie del re dal giuramento alla sua persona ma non da quello di fedeltà alla Patria. Deposta momentaneamente la tradizionale corazza e sotto il nome di Squadrone Carabinieri a cavallo, il Reparto proseguì nell’attività di guardia al capo provvisorio dello Stato. L’11 maggio 1948, in occasione dell’insediamento del presidente Enaudi, venne deciso che i Carabinieri Guardie riassumessero la loro primitiva veste e denominazione.

Nei decenni successivi vi furono ulteriori modifiche nell’articolazione e lo squadrone diventò prima Gruppo Squadroni e poi Comando Carabinieri Guardie del presidente della Repubblica. Nel 1990 assunse rango reggimentale con il nome di reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica ed il 24 dicembre 1992, con decreto del presidente della Repubblica, venne fissata l’attuale denominazione del reparto in reggimento Corazzieri.

 

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Fonte e immagini: Comando generale Arma dei Carabinieri
Immagini dal sito del Ministero della Difesa
Immagine del francobollo dal  Ministero dello sviluppo economico
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