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A sei bandiere di guerra la medaglia dell’Ordine Militare d’Italia durante la cerimonia del 4 novembre a Napoli (video)

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Napoli, 8 novembre 2019 – Le Forze Armate quest’anno hanno celebrato la loro festa e l’unita d’Italia a Napoli sotto richiesta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per donare ulteriore lustro alla città. Mezzi militari, sfilamento di reparti interforze, associazioni d’arma, hanno “invaso” la città, da largo Diaz a Piazza del Plebiscito, dando cosi possibilità ai napoletani di avvicinarsi alla Marina Militare, Aeronautica, Esercito, Carabinieri e alla Guardia di Finanza, l’unica forza di polizia adibita al controllo Marittimo.

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Una cerimonia ufficiale per commemorare la giornata si è svolta tra lungomare Caracciolo e largo Diaz dove militari uomini e donne delle quattro Forze Armate, Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, la Guardia di Finanza si sono ammassati di fronte alle numerose autorità militari, civili e religiose.

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La cerimonia è stata presenziata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini e da capo di Stato Maggiore generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli. Presenti i capi di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, della Marina Militare ammiraglio ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, dell’Aeronautica Militare generale di squadra aerea Alberto Rosso, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale Giovanni Nistri e il comandante della Guardia di Finanza generale di corpo d’armata Giuseppe Zafarana.

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Nel corso della cerimonia 6 bandiere di guerra sono state onorificate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la medaglia dell’Ordine Militare d’Italia:

  • Bandiera di guerra della Marina Militare e delle Forze Navali,
  • Bandiera di guerra del 151° reggimento Fanteria “Sassari”
  • Bandiera di guerra del 4° reggimento Alpini Paracadutisti,
  • Bandiera di guerra del 51° stormo dell’Aeronautica Militare,
  • Bandiera di guerra del 7° reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”,
  • Bandiera di guerra del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

Nel dettaglio le motivazioni dell’onorificenza:

Bandiera di guerra della Marina Militare e delle Forze Navali, 
Mar Mediterraneo, 12 marzo 2015 – 31 dicembre 2018

Gli equipaggi delle Forze Navali della Marina Militare, impegnati nell’Operazione “Mare Sicuro”, conducevano con abnegazione, elevata professionalità, perizia marinaresca, ed eccezionale umanità e spirito di servizio, una meritoria missione di contrasto all’uso illegittimo dell’alto mare.

Hanno assicurato il necessario livello di sicurezza marittima per la tutela dei molteplici interessi nazionali esposti a crescenti rischi e incertezze causati dall’aggravarsi della minaccia terroristica.

Sovente esponevano la propria vita a manifesto pericolo per la cattura di unità ed il fermo degli equipaggi appartenenti a organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti, raccogliendo, altresì, informazioni utili a comprendere l’andamento della crisi mediterranea. In tale ambito gli equipaggi delle Forze Navali della Marina Militare hanno meritato il plauso della Nazione tutta e della Comunità Internazionale, dando lustro e prestigio alla Forza Armata.

Bandiera di guerra del 151° reggimento fanteria “Sassari”
Afghanistan, Libano e Iraq, 2007 – 2018 

Prestigiosa unità che per oltre un decennio ha condotto molteplici attività di elevata valenza per la sicurezza e la stabilizzazione di territori caratterizzati da diffusa violenza interetnica e significativa minaccia terroristica.

Nel solco delle più fulgide tradizioni della Fanteria italiana, il 151°, costantemente animato da abnegazione e saldezza morale, ha dato prova di audacia e altissimo senso del dovere conducendo con magistrale perizia operazioni ad elevato rischio in contesti impervi quali l’Afghanistan, il Libano e l’Iraq. In questa ultima regione i fanti della Sassari, a presidio della strategica diga di Mosul, hanno dato ennesima prova di perizia e dedizione al dovere.

Reggimento da sempre riconosciuto quale unità d’eccellenza della nostra Fanteria, fedele al proprio motto “sa vida pro sa patria”, ha contribuito a dare lustro all’Esercito e all’Italia in ambito internazionale.

Bandiera di guerra del 4° reggimento Alpini Paracadutisti
Mozambico, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iraq, Libia e Somalia, 2002 – 2018

Unità delle Forze Speciali, impiegata in molteplici e rischiosi Teatri Operativi, si prodigava con altissima professionalità e indiscusso coraggio nel compimento delle ardue missioni assegnate, esercitando con straordinaria efficacia la propria limpida, ardita e intelligente azione militare in ogni situazione operativa di particolare complessità e delicatezza.

Animati da abnegazione, valore e ardimento, spesso schierati in condizioni operative e ambientali di elevato rischio, gli Alpini del 4°, fedeli al proprio motto “in adversa ultra adversa”, hanno ottenuto importanti risultati operativi consentendo il raggiungimento di obiettivi di rilevanza strategica.

Ammirevole esempio di Reparto che, per audacia e altissimo senso del dovere, ha contribuito ad accrescere il prestigio dell’Esercito Italiano in contesti internazionali dando lustro alla Nazione.

Bandiera di guerra del 51° stormo dell’Aeronautica Militare
Cieli dell’Afghanistan, della Libia e dell’Iraq, 2015 – 2019

Prestigiosa unità di volo dell’Aeronautica Militare, dalle gloriose tradizioni, impiegata senza soluzione di continuità, nei vari teatri di crisi al servizio della comunità internazionale.

Dopo aver operato nell’ambito dell’operazione ISAF in Afghanistan e aver partecipato all’operazione UNIFIED PROTECTOR in Libia, il 51° Stormo, a brevissima distanza dal proprio rientro, è stato dapprima rischierato sulla base di Trapani, per oltre un anno, per il monitoraggio della delicata e contingente situazione politica nel Mediterraneo. Successivamente ha sostenuto con i propri velivoli, in totale autonomia e con ingenti sacrifici da parte del proprio personale, l’operazione PRIMA PARTHICA, per contrastare la minaccia del terrorismo islamico in terra irachena.

Il valore, le spiccate virtù militari, l’amor Patrio, lo straordinario spirito di sacrificio e l’esemplare efficienza che da sempre contraddistinguono questo glorioso Reparto, hanno permesso di totalizzare oltre 11000 ore di volo in operazioni reali e di pervenire a risultati di grande rilievo, oggetto di numerosi riconoscimenti in ambito internazionale.

Bandiera di guerra del 7° reggimento Carabinieri “Trentino Alto Adige”
Territorio estero, 1982 – 2018

Reggimento Carabinieri di spiccata preparazione ed efficienza, impiegato in numerose missioni all’estero per il mantenimento della pace e per la protezione delle sedi diplomatiche nazionali nelle aree di maggiore instabilità, dava prova di perizia e di ardimento, nel solco delle più fulgide e gloriose tradizioni militari dell’Arma.

Dalle martoriate terre balcaniche ai remoti territori iracheni e afgani, conduceva molteplici attività per ristabilire condizioni di sicurezza, operando con fermezza e determinazione, non disgiunte da eccezionale umanità. Ovunque necessario, agiva a salvaguardia degli interessi nazionali, tutelando l’esercizio delle funzioni del Corpo diplomatico.

L’instancabile e meritorio impegno rendeva testimonianza dell’ammirevole tenacia e della straordinaria capacità del Reparto, che guadagnavano il plauso degli alleati e della comunità internazionale, accrescendo il lustro delle Forze Armate italiane e della Nazione.

Bandiera di guerra del 13° reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”
Territorio estero, 1991 – 2018

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Reggimento Carabinieri di spiccata preparazione ed efficienza, nel solco delle gloriose tradizioni militari dell’Arma, offriva reiterate prove di ammirevole valore e lodevole determinazione in molteplici missioni condotte all’estero per il mantenimento della pace e nella protezione delle sedi diplomatiche nazionali nelle aree di maggiore instabilità.

Dalle martoriate terre balcaniche ai remoti territori iracheni e afgani, assolveva ai compiti assegnati con risoluta fermezza e ammirevole capacità, non disgiunte da eccezionale umanità, operando in contesti ambientali, sempre caratterizzati da elevato rischio. Ovunque necessario, agiva a salvaguardia degli interessi nazionali tutelando l’esercizio delle funzioni del Corpo diplomatico.

Il tenace impegno e l’appassionata dedizione del Reparto, uniti agli straordinari risultati operativi conseguiti, riscuotevano il plauso degli alleati e della comunità internazionale, accrescendo il lustro delle Forze Armate italiane e della Nazione.

Nel video le sei bandiere di guerra di posizionano davanti al palco d’onore

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Immagini di Monica Palermo
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Esercito: celebrato il ventennale dell’ingresso in Kosovo, del contingente italiano, alla presenza del capo di SME

Intervento del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito

Caserta, 20 settembre 2019 – Conclusa con una cerimonia militare in piazza Carlo II, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante generale dell’Arma del Carabinieri generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, degli ex comandanti del contingente italiano in Kosovo, del sindaco di Caserta e di altre autorità locali, la due giorni di celebrazioni per il ventennale dell’ingresso del Contingente Italiano in Kosovo, avvenuto nel giugno del 1999.

La manifestazione è stata aperta ufficialmente ieri nei saloni della Reggia di Caserta con la conferenza storico rievocativa tenuta dal generale di corpo d’armata (in quiescenza) Mauro Del Vecchio, primo comandante del Contingente Italiano in Kosovo e Comandante della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” che ha ripercorso l’ingresso nei territori kosovari dei militari italiani raccontando la sua esperienza, corredata altresì da quella degli altri comandanti presenti, tra i quali il generale di corpo d’armata Carlo Cabigiosu primo comandante italiano della Forza NATO di KFOR.

Mostra fotografica sull'ingresso del contingente italiano in Kosovo

A corollario della conferenza è stata allestita una mostra video fotografica riferita agli accadimenti di quel periodo.

Durante la cerimonia militare in piazza, in cui erano presenti i reparti e molti dei protagonisti che nel 1999 diedero inizio alla missione, il generale Farina, anch’egli ex comandante della Kosovo Force da settembre 2013 a settembre 2014, ha sottolineato quanto KFOR sia una missione importante che contribuisce alla stabilizzazione dei Balcani occidentali e, in termini più ampi, dell’intera Europa; aggiungendo che in tale ambito l’Esercito Italiano svolge un ruolo primario sia per il mantenimento della sicurezza nell’area sia per l’integrazione degli attori regionali con l’Unione Europea.

Bandiera di Guerra del 1° Reggimento Bersaglieri

Il capo di SME ha poi proseguito evidenziando che: “ la nostra tradizione culturale improntata al dialogo e al rispetto verso il prossimo e la  formazione attenta e costante dei nostri militari sono stati elementi fondamentali per ottenere in Kosovo la fiducia, la sinergia, il dialogo e il rispetto tra le parti. I Comandanti e i Soldati italiani dell’Esercito, dei Carabinieri e dell’Aeronautica e della Marina che negli anni hanno operato in Kosovo hanno sempre dimostrato altissima preparazione e ferma determinazione sul campo coniugando l’uso proporzionato della forza con un atteggiamento proattivo e imparziale fra le parti. Solo con un approccio multidimensionale, coordinato e integrato con ogni altro soggetto operante sul campo è possibile ottenere grandi risultati. Questi aspetti sono infatti alla base del motto MORE TOGHETER che coniai durante il mio mandato da Comandante di KFOR”.

La missione in Kosovo, nella denominazione di  KFOR  (Kosovo Force) iniziò il 12 giugno 1999, su mandato delle Nazioni Unite, con l’adozione, da parte del Consiglio di Sicurezza della Risoluzione 1244, che autorizzava l’impiego di un contingente militare inizialmente composto da circa 50000 militari provenienti da Paesi NATO e altri alleati. Così, il Contingente italiano composto da circa 6.500 uomini delle unità della Brigata “Garibaldi” e da assetti specialistici di altre Forze Armate, entrò nel Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiunse la città di Pec il mattino del 14 giugno 1999. Alla Brigata italiana, Brigata Multinazionale Ovest (MNB-W), venne assegnata la responsabilità dell’area ovest.

Attualmente all’operazione “Joint Enterprise” in Kosovo partecipano 28 paesi,  con un impegno complessivo di forze di circa 4000 unità, ed il Comando della Kosovo Force è affidata in modo continuativo ad un Generale dell’Esercito italiano dal 2013.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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I Carabinieri commemorano l’eccidio di Malga Bala dove in 12 persero la vita

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Udine, 24 marzo 2019 – Il comandante generale dell’Arma, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, – nel 75° dell’anniversario – ha reso onore ai 12 Carabinieri decorati di Medaglia d’Oro al Merito Civile, trucidati nel 1944 in località Malga Bala (oggi Slovenia), deponendo una corona d’allora all’interno del Tempio Ossario, dove sono custodite le spoglie di 7 dei 12 caduti (le altre 5 sono state nel tempo traslate nei luoghi d’origine).

La commemorazione è iniziata con la Santa Messa nella Chiesa “Santi Pietro e Paolo” di Tarvisio, concelebrata dall’Ordinario Militare d’Italia S.E. reverendissima Santo Marcianò, dal cappellano militare della Legione Friuli Venezia Giulia e dal parroco di Tarvisio.

Al termine della funzione religiosa il generale Nistri ha deposto una corona d’alloro all’interno del tempietto adiacente alla chiesa, dove sono ancora custoditi i resti di sette dei dodici caduti (gli altri sono stati nel tempo traslati e tumulati nei rispettivi paesi di origine).

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Hanno preso la parola il sindaco di Tarvisio, signor Renzo Zanette, che ha rivolto il saluto dell’amministrazione comunale ed il comandante generale dell’Arma il quale, ha voluto ricordare gli alti valori di coraggio, umanità e abnegazione, incarnati, oggi come allora, dall’impegno quotidiano dei Carabinieri, presidio dello stato anche nelle più remote contrade della regione e ancora oggi sicuro punto di riferimento per le popolazioni.

Erano presenti, oltre ai familiari dei caduti ed un folto pubblico, in rappresentanza del governo il sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del mare, on. Vannia Gava, il comandante interregionale “Vittorio Veneto”, generale di corpo d’armata Enzo Bernardini, in rappresentanza della Regione FVG il presidente del consiglio regionale, arch. Piero Mauro Zanin e l’assessore alle Finanze e Patrimonio, dott.ssa Barbara Zilli, il prefetto di Udine, autorità civili e militari di livello regionale e provinciale.

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Significativa è stata la presenza di numerosi Carabinieri dell’Associazione Nazionale intervenuta con labari e bandiere dei delegati di tutte le Sezioni della provincia di Udine e del Nucleo di Protezione Civile. Presenti anche gli organi centrali, intermedio e di base della rappresentanza militare.

Prima di lasciare il luogo della cerimonia, il signor generale Nistri si è intrattenuto con i familiari dei caduti, ai quali ha rinnovato la riconoscenza dell’Arma dei Carabinieri ai 12 eroi per il senso del dovere dimostrato, spinto fino all’estremo sacrificio.

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Fonte e immagini: Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri
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Il ministro Trenta inaugura monumento in ricordo dei Carabinieri siciliani caduti durante la strage di Nassirya

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Messina, 24 gennaio 2019 – Quindici anni sono trascorsi dalle stragi di Nassiriya, attacco terroristico in cui persero la vita 19 italiani (di cui 12 Carabinieri, 5 soldati e due civili). In ricordo delle vittime il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha inaugurato – presso la caserma A. Bonsignore di Messina, sede del comando interregionale Carabinieri Culqualber – il monumento dedicato ai 5 Carabinieri siciliani caduti a Nassiriya. Durante la cerimonia, che si è svolta alla presenza dei familiari dei caduti di Nassiriya, hanno partecipato anche Giovanni Nistri, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il comandante interregionale Luigi Robusto oltre alle massime autorità civili, militari e religiose della Sicilia.

Il monumento inaugurato alla presenza del ministro, è stato realizzato dagli alunni dell’istituto artistico Ernesto Basile di Messina: si tratta di un piano d’altare in pietra siciliana lavorata a mano, che poggia su 4 gambi di rose realizzati in acciaio, sorretti da 4 pietre provenienti delle Terre di origine di ciascun caduto siciliano, che circondano una roccia rossa giunta direttamente da Nassiriya. Le quattro pietre italiane abbracciano la pietra irachena e rappresentano – in modo simbolico – il sangue sgorgato dai caduti che ha dato vita ad una rosa. Dalle 4 pietre affiorano 5 rose in ferro battuto, in ricordo di ciascuno dei caduti di Nassiriya siciliani, sovrastate da un ripiano in pietra tipica siciliana.

Sul piano dell’altare, il sacrificio dei nostri caduti viene ricordato attraverso una commovente iscrizione:
La nostra Pietra
Il rosso naturale della dura pietra irachena cela il sangue di un italico martirio e, da cornice i colori della sicula Patria d’origine. Tu che, silenzioso volgi verso di me il tuo sguardo e la tua prece fa di questi sassi un’unica pietra, per schiacciare odi e rancori e, solo allora, da quel sangue potrà sbocciare un fiore.
S. Ten. Giovanni Cavallaro
M.llo A. Alfio Ragazzi
Brig. Giuseppe Coletta
V. Brig. Domenico Intravaia
App. Horacio Maiorana
Terra irachena, 12/XI/2003
Terra di Sicilia 17/I/2019

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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Arma dei Carabinieri, scuola ufficiali, il ministro della Difesa dà inizio al nuovo anno accademico 2018 -2019

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Roma 24 gennaio 2019 – L’anno accademico 2018 – 2019 per i futuri ufficiali dell’Arma è stato inaugurato il 22 gennaio con una cerimonia presso l’aula magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. La cerimonia, aperta dal comandante della Scuola Allievi Ufficiali, generale di divisione Riccardo Galletta, si è svolta alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, dei ministri dell’Interno Matteo Salvini, della Difesa Elisabetta Trenta e dell’Ambiente Sergio Costa.

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Fra le tante personalità presenti, autorità parlamentari, di governo e diplomatiche, il segretario generale della Corte Costituzionale, esponenti delle magistrature, i vertici delle Forze Armate, delle Forze di Polizia delle Agenzie di Informazione e Sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M., i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

Intervento del comandante della scuola

Il generale di divisione Riccardo Galletta, dopo aver ringraziato le autorità presenti, ha evidenziato “l’ambita dimostrazione riservata a questo Istituto che ha il delicato compito di formare la futura classe dirigente dell’Arma”. Il generale salutando i presenti e illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto ci ha tenuto a sottolineare che al termine dell’anno accademico i reparti saranno raggiunti dai primi ufficiali del ruolo forestale dell’Arma ed “a loro sarà affidato il compito di proseguire la missione a tutela dell’ambiente, ora forti dello spirito dei Carabinieri e della gloriosa tradizione del Corpo Forestale dello Stato”. 

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Sarà una “formazione permeata dei principi etici e giuridici che ispirano la nostra carta costituzionale” ha evidenziato il generale rivolgendosi al ministro della Difesa. Problematiche attuali verranno affrontate nella formazione dei nuovi ufficiali, come la globalizzazione, l’emigrazione e l’incontro di popolazioni diverse. Un modulo sarà dedicato alla sicurezza cibernetica, implementato da tecniche di investigazione nell’ambiente digitale con l’ausilio della più moderna tecnologia. Insieme all’università Roma Tre due compendi, uno che racchiude tutta la normativa antimafia e uno rivolto allo studio della minaccia terroristica. Per una sinergia tra teoria e pratica sono stati interpellati investigatori del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale), del RIS (Raggruppamento Investigativo Scientifico) e dell’Istituto Superiore di Tecniche Investigative per una condivisione della loro esperienza sul campo.

La formazione etica “è l’impegno più ambito e sentito” ha precisato il comandante dell’Istituto, insieme alla “riflessione sui valori che devono caratterizzare l’ufficiale quale comandante dei Carabinieri. Rettitudine, senso del dovere, consapevolezza delle proprie responsabilità, desiderio di porsi al servizio della comunità per proteggere i diritti e le libertà di ogni persona”.

Intervento del comandante generale dell’Arma

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Il comandante generale Giovanni Nistri, che si è rivolto agli ufficiali allievi frequentatori dei corsi, ribadendo loro la centralità sulla persona in termini di responsabilità, coscienza e coerenza: “Chiunque indossi questa uniforme porta il peso della responsabilità. La vostra, in quanto comandanti, è la più alta. Sarete chiamati a intercettare disagi e bisogni, a garantire la libera fruizione dei diritti di ognuno, ad assicurare il rispetto della dignità di tutte le persone, specie di quelle in condizioni di fragilità e sottoposte alla nostra custodia, affinché l’affermazione della legalità sia sempre scevra da gratuita violenza e proterva angheria, come la Costituzione ci impone”. 

La coscienza dell’autorità rivestita richiede di migliorare costantemente sé stessi, per far sì che i dipendenti alimentino e accrescano le proprie conoscenze, sostenendo la loro motivazioni attraverso l’ascolto attento e il giudizio equilibrato. Così si può meritare la considerazione degli uomini e delle donne rimessi alla propria responsabilità.

“Si è autorevoli solo se si è credibili” sottolinea il comandante dell’Arma “testimoniando ogni giorno con la propria condotta i principi che sono e restano la grammatica etica della nostra condizione di militari prima e di tutori dell’ordine” – ricordando – “… Noi Carabinieri dobbiamo essere i primi a giudicare, con rigore e senza tentennamenti chi di noi si allontani dalla via del dovere. Perché oltre 100.000 donne e uomini, capaci di dare un volto alla fiducia dei cittadini, sovrastino i pochi che possono venir meno all’impegno assunto”.

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Il generale Nistri ha poi tracciato un sintetico quadro delle attività e dei risultati ottenuti lo scorso anno. L’Arma, unico presidio di polizia per il 48% della popolazione che vive nei centri con meno di 50.000 abitanti, ha perseguito il 73% dei reati denunciati nel Paese e ha operato nel 63% dei casi scoperti in Italia. Oltre 4 milioni di pattuglie, 11.000 ogni giorno, hanno garantito la prevenzione e il pronto intervento 24 ore su 24. Nel settore investigativo sono stati tratti in arresto 783 persone per associazione di tipo mafioso e 7 latitanti pericolosi. Sono stati sequestrati e confiscati beni per oltre 1 miliardo di euro.

Il comandante ha sottolineato il rischio connaturato a questo costante impegno e il pensiero è andato ai 7 carabinieri deceduti in servizio e ai 1583 rimasti feriti nel 2018.

Un coraggio quotidiano, fatto spesso di semplici gesti di solidarietà, come ha rimarcato il Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno, ricordando uno dei tanti episodi di vicinanza alla popolazione dell’Arma.

Un impegno che valica i confini nazionali con le missioni internazionali di pace, che vedono oltre 1.000 carabinieri nei vari teatri operativi. Il modello Carabinieri è un solido punto di riferimento per la comunità internazionale, un ruolo svolto anche nei comparti di specialità. Il comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, a 50 anni dalla costituzione, fornisce all’Unesco i caschi blu della cultura, provvedendo all’addestramento di molte polizie straniere, e il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari, a due anni dalla sua istituzione, ha sviluppato le capacità di proiezione all’estero dei reparti forestali.

In generale ha rimarcato che tra le tante minacce attuali quella cibernetica è di grande rilevanza e sottolinea che “nell’investimento tecnologico affrontiamo la sfida alla cyber security,  nuova frontiera della minaccia. Il computer attivo presso il comando generale garantisce con continuità prevenzione e reazione ad eventi cibernetici”. 

Il generale Nistri ha quindi auspicato soluzioni per consentire l’abbassamento dell’età massima di primo arruolamento e un provvedimento legislativo che delinei le modalità di esercizio del diritto all’associazionismo sindacale.

In conclusione, il comandante generale si è rivolto nuovamente agli ufficiali allievi, ai quali ha ricordato che fare parte dell’Arma è una scelta esistenziale.

Intervento del ministro della Difesa

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Il ministro della Difesa dottoressa Elisabetta Trenta, ha ringraziato i Carabinieri “perché tutti i giorni rischiano la loro vita per difendere la libertà” lavorando con passione, amore, coraggio e onestà e rivolgendosi ai giovani allievi ufficiali ha sottolineato “Ciò che sarete, ciò che potrete dare, dovete costruirlo qui, con il massimo impegno e la massima dedizione, seguendo le indicazioni e gli insegnamenti dei vostri docenti e dei vostri comandanti, a cominciare dal comandante generale, generale Giovanni Nistri, che incarna perfettamente per capacità, dedizione, esperienza ed umanità ciò che un comandante dei Carabinieri dovrebbe essere sempre”. Il ministro al termine del suo intervento ha dichiarato aperto l’anno accademico 2018-2019 della scuola ufficiali Carabinieri. “W l’Arma dei Carabinieri, W le Forze Armate, W l’Italia”.

di Monica Palermo

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Immagini: Ministero della Difesa -  Fonte: Arma dei Carabinieri
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Presentato alla FAO il calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 12 dicembre 2018 – Il Calendario CITES 2019 dell’Arma dei Carabinieri è stato presentato presso la FAO oggi pomeriggio. Presenti all’evento il direttore generale Josè Graziano da Silva, il rappresentante permanente italiano presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite a Roma ambasciatore Pierfrancesco Sacco, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e il generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, .

Il servizio CITES dell’Arma dei Carabinieri sovrintende alle attività previste dalla normativa nazionale e comunitaria di attuazione della convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con legge n.874 del 19 dicembre 1975.

Il Calendario CITES, finalizzato a promuovere nel grande pubblico la consapevolezza dell’importanza della biodiversità, propone immagini di alta qualità e dal forte potere attrattivo, ritraenti alcune specie simbolo del dramma della minaccia di estinzione. Attorno a queste, una serie di informazioni in ”pillole” sul grado e la natura della minaccia in natura, su alcune curiosità che le distinguono, su quanto il servizio CITES dell’Arma ha fatto e fa per tutelarle in Italia e nel mondo. Nel tempo il prodotto editoriale ha riscosso apprezzamento nel mondo scientifico, tra gli addetti al settore, tra i giovani e presso il grande pubblico e per questo ha ottenuto nel 2014 il riconoscimento del segretariato generale CITES di Ginevra che, in occasione del World Wildlife Day, lo ha citato tra i dieci progetti di comunicazione più importanti a livello mondiale.

Il tema del Calendario CITES 2019 è “La Cooperazione Internazionale contro il Traffico di Specie Protette“, a testimoniare la fondamentale importanza della cooperazione tra Stati per combattere i crimini contro le specie selvatiche.

Il loro commercio illegale è ancora oggi uno dei traffici illeciti più importanti al mondo, dopo quello di droga, armi ed esseri umani ed è un fenomeno per sua natura transnazionale che per essere contrastato richiede la collaborazione di organismi, autorità, organizzazioni governative e non, per la raccolta delle informazioni, la loro disseminazione, lo scambio di esperienze, di tecniche investigative e di intelligence.

Importante la cooperazione tra organizzazioni governative internazionali quali la FAO, l’Unione Europea e le Nazioni Unite con le loro agenzie specialistiche, l’UNICRI (Ufficio ricerche su crimini e giustizia dell’ONU), l’UNODC (Ufficio Droga e Crimini dell’ONU), l’UNEP (Programma Ambiente ONU). In ambito comunitario, fondamentale è il lavoro quotidiano svolto per l’applicazione della CITES dalla Commissione UE e da Europol.

Oltre alla partecipazione del Segretariato CITES e dello ICCWC (Consorzio internazionale per la lotta ai reati contro le specie selvatiche), quest’anno il Calendario ha visto la collaborazione – in rappresentanza di centinaia di autorità estere che collaborano quotidianamente con l’Arma nel settore – delle polizie di Brasile, Svezia, India e Spagna, delle autorità competenti nel contrasto al “wildlife traffic” di Israele, Repubblica Ceca, Portogallo, India e USA e degli organismi internazionali quali Interpol, CITES, Unione Europea, Organizzazione Mondiale delle Dogane, e ancora il Lusaka Agreement tra paesi africani (LATF) e la FAO.

Il Calendario CITES dei Carabinieri rappresenta un’opportunità significativa per la sensibilizzazione del grande pubblico e la diffusione della cultura sui temi della conservazione. Per questa ragione per il 2019 si è deciso, grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, autorità nazionale di gestione CITES, di incrementare in modo consistente il numero di copie pubblicate, al fine di promuovere un’azione diffusa di educazione ambientale anche presso gli Istituti scolastici.

Nel corso della presentazione si è tenuta pure una tavola rotonda sulla protezione della biodiversità moderata dalla giornalista Licia Colò. Vi hanno preso parte tra gli altri Paolo Aielli, Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (che anche quest’anno ha fornito la propria collaborazione per la stampa e la grafica) e Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2019

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Roma, 30 novembre 2018 – Cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2019 dell’Arma dei Carabinieri ieri mattina presso la Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma, alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali, del sottosegretario al Ministero della Difesa Angelo Tofalo e del comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri.

Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie. Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.

Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le tavole del Calendario, ideate e realizzate sotto la direzione artistica di Silvia di Paolo, sono state presentate al pubblico insieme ai temi della nuova edizione dell’Agenda dal conduttore televisivo Massimo Giletti. A illustrare i prodotti editoriali, oltre al capo del V Reparto del Comando Generale, generale Massimo Mennitti, si sono alternati sul palco il giornalista e divulgatore scientifico Alberto Angela, lo scrittore Piero Colaprico, protagonista di una parte dei contenuti dell’agenda, la conduttrice Licia Colò e il prof. Pietro Sisto autore dell’inserto dell’agenda.

Tra gli ospiti erano presenti il direttore dell’Ufficio Regionale per la Scienza e la Cultura in Europa dell’Unesco Ana Luiza Thompson-Flores, Franco Bernabè, presidente del consiglio direttivo della commissione nazionale per l’Unesco e il presidente dell’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova, Pietro Pongiglione.

Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’Umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la “World Heritage list”. Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica. Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.

Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco. Sono stati “inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola” – ha dichiarato nel suo intervento il Comande Generale Giovanni Nistri. In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e “principalmente di volti. Il volto” – ha proseguito il generale Nistri – “è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”.

Layout 1

L’Agenda Storica 2019 è incentrata sul tema “I Carabinieri nella letteratura”, con uno specifico inserto curato dal Prof. Pietro Sisto. Viene proposta una carrellata di romanzi dedicati ai Carabinieri nel corso dei due secoli della loro storia.

Tra le opere dell’Ottocento si trovano il carme “La rassegna di Novara” di Costantino Nigra, con il verso “usi obbedir tacendo e tacendo morir”, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.

Fra i classici del Novecento si ricordano I Racconti del Maresciallo di Mario Soldati e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.

Si arriva infine ai nostri giorni, con i romanzi di Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio, di Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, dell’ospite Piero Colaprico e di altri ancora.

La manifestazione è stata l’occasione per presentare altre due opere editoriali: il Calendarietto da tavolo, dedicato alla Via Francigena e alle riserve naturali protette dai carabinieri Forestali e il Planning da tavolo che tratta le Città Italiane Capitali Europee della Cultura. Il ricavato del calendarietto sarà devoluto all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (ONAOMAC) e quello del planning all’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova.

La scelta fatta, donare qualcosa ai nostri orfani e ai bambini curati nella città di Genova, così duramente colpita dal crollo del Ponte Morandi” – ha affermato il comandante Nistri – “vuole essere un piccolo segno della nostra attenzione e della nostra solidarietà umana, valore fondante dell’Istituzione. Non si è buoni Carabinieri se non si avverte l’importanza della cultura quale elemento motore del cammino della civiltà umana…Non si è buoni Carabinieri se non si sente forte, quanto il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, il Dovere sacro di aiutare i bisognosi”.  

Video della manifestazione visibile sul canale Youtube dell’Arma dei Carabinieri al seguente link:

https://bit.ly/2AdzJoj

Presentazione Calendario Storico Carabinieri 2019 (5) 

Calendario Storico dell’Arma 2019

L’edizione 2019 del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri è stata dedicata alla ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente, dei 50 anni dall’avvento dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Descrizione

Si parte a gennaio dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Il volto di una donna del reparto fa da sfondo alle immagini del Centro Storico di San Geminiano (Sito Unesco dal 1990), dell’Arte Rupestre della Valle Camonica, della Chiesa e del convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie e del Cenacolo di Leonardo da Vinci (Siti Unesco dal 1980), di Piazza del Duomo a Pisa (Sito Unesco dal 1987).

A febbraio lo sguardo attento di un carabiniere in pettorina simboleggia l’attività investigativa. Nel 1974, da un intuizione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nasce il “Nucleo Speciale di polizia Giudiziaria”, che sviluppa un nuovo modello operativo antesignano del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS). Il Carabiniere con pettorina fa da sfondo alla Città di Vicenza e alle ville del Palladio in Veneto (Siti Unesco dal 1994), all’insediamento industriale Crespi d’Adda (Sito Unesco dal 1995), ai Sassi e al Parco delle Chiese Rupestri di Matera (Sito Unesco dal 1993), al Centro Storico di Siena (Sito Unesco dal 1995).

Il 1978 è l’anno di nascita del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), l’unità viene descritta nel mese di marzo. Il volto di un Operatore GIS, coperto da passamontagna, fa da sfondo a Ferrara, città del Rinascimento, e al Delta del Po (siti Unesco dal 1995), a Castel del Monte (Sito Unesco dal 1996), ai Monumenti paleocristiani di Ravenna (Siti Unesco dal 1996) e ai Trulli di Alberobello (Sito Unesco dal 1996).

Il mese di aprile è incentrato sull’innovazione del numero di pronto intervento “112” introdotto nel 1980. E’ rappresentato il volto rassicurante del “Carabiniere della Radiomobile”, che fa da sfondo al Centro Storico di Pienza (Sito Unesco dal 1996), al Palazzo reale del XVIII di Caserta con il Parco, all’acquedotto vanvitelliano e al Complesso di San Leucio (Siti Unesco dal 1997), alla Costiera Amalfitana (Sito Unesco dal 1997) e alle aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (Siti Unesco dal 1997).

A maggio è il volto di un Corazziere a rappresentare il valore dei Reparti per Specifiche Esigenze, di cui fanno parte, oltre al Reggimento Corazzieri, i Carabinieri degli Organismi Costituzionali e i Comandi di polizia Militare per le Forze Armate e per il Ministero della Difesa. Il Corazziere fa da sfondo alle Residenze Sabaude, al sito archeologico Su Nuraxi di Barumini, a Modena: Cattedrale, Torre Civita e Piazza Grande, a Portovenere, Cinque Terre e Isole (tutti Siti Unesco dal 1997).

A giugno viene raccontata l’Organizzazione Speciale dell’Arma, rappresentata da una donna del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RaCIS), impegnata in una meticolosa ricerca. Il RaCIS, insieme ai Comandi Carabinieri Antifalsificazione Monetaria, Banca d’Italia, Tutela della Salute, Tutela del Lavoro, Tutela del Patrimonio Culturale e al Raggruppamento Aeromobili, è inserito nella Divisione Unità Specializzate, e costituiscono un prezioso supporto per tutti i reparti dell’Arma. In questo mese sono graficamente rappresentati l’Area archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia (Sito Unesco dal 1998), Piazza Armerina, Villa Romana del Casale, l’Orto botanico di Padova e l’Area Archeologica di Agrigento (tutti Siti Unesco dal 1997).

Nelle pagine centrali una donna e un uomo Carabinieri in Grande Uniforme Speciale fanno da sfondo ai siti Unesco Centro Storico di Napoli, Centro Sorico di Firenze, Venezia e la sua Laguna, Centro Storico di Roma e le proprietà extraterritoriali della Santa Sede.

A luglio il volto determinato di un Carabiniere paracadutista rappresenta l’impegno all’estero dell’Arma, un coinvolgimento corale dell’Istituzione a supporto delle strategie del Paese. Il 1° Reggimento Carabiniere Paracadutisti “Tuscania”, il 13° Reggimento Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” e il 7° Reggimento Carabinieri Trentino Alto Adige” sono inquadrati nella 2^ Brigata Mobile e costituiscono un bacino privilegiato per le missioni all’estero o per i servizi di supporto alle Sedi Diplomatiche italiane più a rischio. Il volto del Carabiniere paracadutista fa da sfondo al Centro Storico di Urbino (Sito Unesco dal 1998), alle Isole Eolie (Sito Unesco dal 2000), al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (Siti Unesco dal 1998), a Villa Adriana – Tivoli (Sito Unesco dal 1999).

Nel mese di agosto il volto di un giovane Allievo Carabiniere rappresenta la formazione e l’addestramento, quali ingredienti indispensabili del percorso professionale dell’istituzione. Per queste attività altamente specializzate l’Arma si è dotata di una specifica organizzazione che ne cura tutti gli aspetti, da quelli di base, a quelli specialistici. Il giovane allievo Carabiniere è associato ai siti Unesco di Villa d’Este – Tivoli (nella lista dal 2001), Assisi, Basilica di San Francesco e altri siti Francescani (nella lista dal 2000), delle città tardo barocche della Val di Noto – Sicilia sud orientale (dal 2002) e della Città di Verona (iscritta dal 2000).

Lo sguardo limpido e sereno di un atleta Carabiniere, proposto nel mese di settembre, è il simbolo dell’attenzione dell’Arma allo sport, quale elemento fondante della formazione e dell’addestramento, ma soprattutto punto di riferimento valoriale imprescindibile. Lo sport, inteso come sacrificio, impegno e sana tensione al risultato è quanto di più prossimo alla vocazione originaria del Carabiniere. Nelle pagine del mese di settembre sono rappresentati i siti Unesco di Genova, le strade nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli (iscritto dal 2006), la Val d’Orcia (iscritto dal 2004), Mantova e Sabbioneta (iscritti dal 2008), Siracusa (iscritta nel 2005).

A ottobre lo sguardo composto e attento di un carabiniere impiegato in ordine pubblico rappresenta il segno distintivo dell’impegno e della responsabilità con cui l’Arma assolve questo delicatissimo compito, tradizionalmente svolto dai Reggimenti e dai Battaglioni dell’organizzazione Mobile. Il volto di questo carabiniere della linea mobile fa da sfondo alle Dolomiti (Sito Unesco dal 2009), alla Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina (Sito Unesco dal 2008), al Monte San Giorgio (Sito Unesco dal 2010) e ai “Longobardi in Italia. Luoghi di potere” (Sito Unesco dal 2011).

A novembre è stata rappresentata l’attenzione costante dell’Arma all’ambiente, attraverso lo sguardo che va oltre l’orizzonte di un Carabiniere Forestale. Il Carabiniere Forestale, pur essendo di recente istituzione, affonda le sue radici nella più che trentennale esperienza dell’Arma maturata con i suoi Nuclei Operativi Ecologici. Con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, è stato costituito un Comando interamente dedicato alla salvaguardia della natura con una peculiare attenzione alle molteplici implicazioni dei reati ambientali. Insieme ai “Carabinieri Forestali”, l’Arma ha di fatto costituito una Forza di polizia ambientale senza precedenti per ampiezza e potenzialità. Al Carabiniere Forestale sono associati i siti Unesco delle Ville e Giardini medicei in Toscana (iscritti dal 2013), dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato (iscritti dal 2014), dei Siti palafitticoli preistorici delle Alpi (iscritto dal 2011) e del Monte Etna (iscritto dal 2013).

L’ultimo mese dell’anno è dedicato alla musica. Sulla pagina di dicembre è rappresentato il volto di una donna Carabiniere della Banda musicale dell’Arma. I musicisti del complesso sono l’anima dell’impegno dell’Istituzione nella divulgazione della tradizione musicale bandistica in Italia e nel mondo. I siti Unesco associati sono Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (iscritto dal 2005), le Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa (iscritto nel 2017), Ivrea, città industriale del XX secolo (iscritto nel 2018) e Le opere di difesa veneziane tra il XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar Occidentale.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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