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Esercito: gridano “lo giuro” gli allievi della scuola militare Teuliè

schieramento reggimento allievi

Milano, 23 marzo 2019 – Si è svolta ieri mattina, in piazza Duomo, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare “Teuliè”.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla  presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, del comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito generale di corpo d’armata Giovanni Fungo e del comandante di NRDC-IT generale di corpo d’armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e i gonfaloni della città metropolitana di Milano e della regione Lombardia. Presente anche il sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso MUSSO III ha sottolineato “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano. Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Gli allievi del 1 anno mentre pronunciano la formula del giuramento

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento bersaglieri,  il comandante della Scuola Militare Teulié, colonnello Daniele Pepe ha riconsegnato al sindaco del comune di Milano, dottor Sala, il primo tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La scuola militare “Teuliè”, liceo d’elite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. Peraltro, è di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari. La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, ma, sempre e comunque, cittadini esemplari.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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L’Esercito alla LUMSA di Roma per un convegno internazionale su Balcani, NATO, KFOR e ruolo dell’Italia

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Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo

Roma, 7 marzo 2019 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo e il generale corpo d’armata Giovanni Fungo, rispettivamente comandante logistico dell’Esercito e comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, sono intervenuti questa mattina al convegno “I Balcani occidentali al bivio. La NATO, KFOR e il ruolo dell’Italia” che ha avuto luogo presso l’Università LUMSA di Roma.

L’evento, organizzato dall’Osservatorio per la Stabilità e la Sicurezza del Mediterraneo Allargato (OSSMED) della LUMSA, è stato presentato dal rettore dell’ateneo, Francesco Bonini. Tra gli intervenuti l’ambasciatrice del Kosovo, Alma Lama, e il direttore dell’OSSMED, Matteo Bressan, curatore del libro edito da “Informazioni della Difesa” con lo stesso titolo del convegno.

Generale C.A. Luigi Francesco De Leverano, Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa

Generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano

Il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano, nel salutare le personalità intervenute, ha evidenziato il delicato compito svolto dalla Forza Armata in Kosovo per la sicurezza dei Balcani: “Non c’è infatti pericolo peggiore della propagazione dell’incendio che ha interessato il campo del vicino.” Ha concluso l’intervento sottolineando che “Le Forze Armate Italiane sin dall’inizio della crisi balcanica assicurano una qualificata presenza nelle operazioni NATO in corso e, nei Balcani, in particolare, hanno assicurato i vertici di KFOR in maniera costante. Dei 23 comandanti di KFOR, dall’inizio della missione, 10 sono stati italiani e dal 6 settembre 2013 ad oggi, a pristina “si parla ininterrottamente italiano”.

Il generale Figliuolo, diciannovesimo comandante del KFOR (settembre 2014 – agosto 2015), ha sottolineato che proprio la missione della NATO nel Kosovo rappresenta un sensore privilegiato sulle questioni di sicurezza dell’area balcanica, di straordinaria importanza per l’Italia e l’Unione Europea. Il generale ha poi affermato poi che “il KFOR ha segnato una profonda evoluzione, con un riduzione graduale della forza sul terreno, inserendo e potenziando nella propria organizzazione assetti idonei a penetrare nel tessuto sociale, per coglierne i segnali deboli da cui possono concretizzarsi i rischi alla sicurezza del Paese.”

Un’azione di imprescindibile importanza che consente di prevenire escalation di possibili tensioni e modificare la missione sulla base dell’evoluzione delle condizioni in atto. Per assicurare la sicurezza e la stabilità del Kosovo, KFOR opera secondo una efficiente trama di relazioni con gli attori istituzionali locali, con le Organizzazioni Internazionali presenti e le missioni diplomatiche accreditate, secondo un approccio olistico ed omnicomprensivo necessario per affrontare le complesse dinamiche della sicurezza.

Il generale ha infine enfatizzato il ruolo leader che l’Italia recita in seno alla missione, con la sua lunga tradizione di comandanti e il suo primissimo contributo di forze. Ha poi preso la parola il Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), generale di corpo d’armata Giovanni Fungo che tra il 2016 e il 2017 ha guidato la missione NATO KFOR in Kosovo. 

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Generale di corpo d’armata Giovanni Fungo

Profondo conoscitore dell’area balcanica, il generale Fungo ha posto l’attenzione sulla natura strategica e di lungo termine dell’impegno della NATO con i balcani occidentali: “contribuendo alla sicurezza, promuovendo riforme, modernizzando e incoraggiando l’integrazione, l’Alleanza aiuta tutti i paesi della regione ad affrontare le sfide individuali e collettive”. L’alto ufficiale ha infine sottolineato quanto “la NATO, partner affidabile per tutte le nazioni e le comunità nei balcani occidentali, ha come obiettivo principale quello di aiutare l’intera regione a svilupparsi in termini di sicurezza, stabilità e cooperazione, rispettando le scelte politiche dei singoli paesi, sulla base di un dialogo fondato su valori democratici fondamentali e di diritto internazionale”. KFOR è iniziata all’alba del 12 giugno 1999. Il contingente italiano entrava in Kosovo alla mezzanotte dello stesso giorno e raggiungeva Pec il mattino del 14 giugno. In relazione agli sviluppi di situazione connessi con la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, proclamata unilateralmente il 17 febbraio 2008, e la successiva entrata in vigore della relativa Costituzione il 15 giugno 2008, la presenza delle forze NATO è stata incrementata.

Un momento del convegno1

Dallo scorso 6 settembre 2013 il nostro Paese ha assunto il comando dell’intera missione KFOR. Alle dipendenze dell’attuale Comandante operano 30 nazioni delle quali 22 appartenenti alla NATO e 8 partner, con un impegno complessivo di forze che oggi ammonta a circa 4000 unità. In particolare, le forze che compongono KFOR permanentemente schierate in Kosovo sono: due Multinational Battle Group (di cui uno a comando italiano), un reggimento Carabinieri MSU (composto esclusivamente da militari dell’Arma dei Carabinieri), un reggimento con funzioni di Riserva Tattica (multinazionale) e tre unità multinazionali denominate JRD (Joint Regional Detachment) di cui uno a leadership italiana.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Esercito, inaugurazione anno accademico/scolastico 2018-2019

Passaggio in rassegna

Torino, 30 novembre 2018 – Al via l’anno accademico e scolastico degli istituti di formazione e avvicendamento al vertice del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Questa mattina, presso il Palazzo dell’Arsenale di Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito alla presenza del sottosegretario alla Difesa, on. Raffaele Volpi, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e di numerose altre autorità civili, militari e religiose è stato inaugurato l’Anno Accademico/Scolastico 2018 – 2019.

Dopo l’indirizzo di saluto del generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, il prof. Gianmaria Ajani, rettore dell’università di Torino, ha tenuto una  Lectio Magistralis sul tema “L’Università nell’Europa”. A seguire sono stati premiati gli ufficiali e gli allievi frequentatori, primi classificati nel merito complessivo al termine del 1° anno di corso.

Discorso del Capo di SME 

Il generale Farina, rivolgendosi agli allievi, ha evidenziato che “le sfide di oggi ci richiedono un ampio spettro di risposte che devono risiedere su due pilastri fondamentali: i nostri specifici valori  istituzionali e la capacità di anticipare e adeguarsi ai cambiamenti. Abbiamo, perciò il dovere di preparare Comandanti, e leader a tutti i livelli, che sia capaci nel campo cognitivo, fisico e soprattutto etico-morale.

Successivamente, il capo di SME ha dichiarato ufficialmente aperto l’Anno Accademico/Scolastico 2018-2019 in collegamento video con tutti gli Istituti militari dell’Esercito: la Scuola di Applicazione di Torino, l’Accademia Militare di Modena, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito di Perugia e le due Scuole militari, “Nunziatella” di Napoli e “Teulié” di Milano. I suggestivi rintocchi della “Campana del Dovere” hanno suggellato il momento solenne, richiamando tutti i frequentatori alla responsabilità e all’impegno assunto nei confronti dell’Istituzione e quale motivo di deferente ricordo per tutti coloro che, nel rispetto del giuramento prestato e del dovere assunto, hanno sacrificato la propria vita per il bene dell’Italia. 

I frequentatori degli Istituti dell'Esercito suonano i rintocchi

A seguire ha avuto luogo l’avvicendamento al vertice del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito tra il generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, cedente ed il generale di divisione Salvatore Cuoci, subentrante. L’evento è avvenuto dinanzi alla Bandiera d’Istituto decorata di medaglia d’argento al Valore Militare, al capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, al reparto di ufficiali frequentatori ed al personale militare e civile del Comando. Il generale Cuoci proviene dal Kosovo dove ha comandato la missione KFOR dal 16 novembre 2017 al 28 novembre 2018. il generale Fungo guiderà il Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina in Roma (incarico ricoperto ad interim dal 7 novembre scorso).

La Campana del Dovere

Gli istituti di formazione dell’Esercito hanno il compito di preparare, accrescere e consolidare, nei frequentatori, i valori che caratterizzano il militare, quali onore, lealtà, coraggio, senso del dovere, fedeltà alle istituzioni.

Ogni anno i corsi svolti negli Istituti di Formazione dell’Esercito sono frequentati da oltre 1000 ufficiali, 400 allievi ufficiali, circa 600 sottufficiali e 400 studenti allievi delle scuole militari. Ad essi si aggiungono gli oltre 2500 frequentatori dei corsi di lingue straniere presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito. Si tratta di un onere notevole e di una altissima responsabilità, per assolvere i quali un significativo contributo è assicurato anche dal prezioso, consolidato e proficuo rapporto di collaborazione con i prestigiosi Atenei universitari di Torino, Modena e Reggio Emilia, Viterbo e Perugia, unitamente agli Uffici Scolastici delle città di Napoli e Milano.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Antonella Lallo

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