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Somalia: i militari italiani hanno concluso l’ottava missione di addestramento a favore delle forze di polizia locali

Da settembre 2017, i militari italiani hanno addestrato 180 poliziotti somali e 225 fra poliziotti e gendarmi gibutini

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Gibuti, 25 gennaio 2018 – Termina oggi l’ottavo ciclo della missione italiana di addestramento delle forze di polizia somale e gibutine (MIADIT), condotta dai Carabinieri presso l’accademia di Polizia e della gendarmeria gibutiana.  

Alla cerimonia di consegna dell’attestato ai 405 frequentatori dei corsi, erano presenti molte autorità locali, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate di Gibuti, il capo di Stato Maggiore della gendarmeria nazionale, il direttore generale della Polizia, il comandante della guardia repubblicana di Gibuti e il relativo capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

A rappresentare le Forze Armate italiane il generale Gino Micale, capo del II reparto del comando generale dell’Arma dei Carabinieri che nel suo discorso, oltre ad esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dagli istruttori dell’Arma dei Carabinieri si è rivolto ai frequentatori così “il vostro sarà un contributo prezioso, perché costituisce la chiave per il mantenimento della pace in Gibuti e in Somalia, rafforzando le condizioni per creare stabilità in tutta la regione del Corno d’Africa” ed ha continuato “siate di sostegno ai vostri connazionali, difendendoli da ogni criminale aggressione, da ogni sopraffazione, da ogni violazione dei diritti umani fondamentali.”     

Durante le numerose attività addestrative svolte infatti, i frequentatori sono stati chiamati a cimentarsi in molteplici materie, insegnate secondo i massimi standard internazionali: dall’addestramento individuale al combattimento alle tecniche di primo soccorso sul campo di battaglia, dalle procedure di gestione dell’ordine pubblico ai poligoni di tiro, dal combattimento nei centri abitati alle tecniche di perquisizione ed ammanettamento.

I corsi sono finalizzati a fornire quelle conoscenze, capacità e professionalità necessarie per creare degli operatori di polizia versatili e moderni, in grado di affrontare con efficacia ed efficienza le minacce che gravano nell’area in questo delicato momento storico.

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La MIADIT Somalia si inserisce in un più ampio quadro di accordi trilaterali con la Somalia e con la Repubblica di Gibuti per contribuire, attraverso il capacity building rivolto alle forze di polizia locali, alla realizzazione di un quadro di stabilità e sicurezza nel Corno d’Africa.

I cicli addestrativi si svolgono a cadenza periodica e quest’ultimo, iniziato a settembre dello scorso anno, ha permesso di addestrare, grazie al contingente di istruttori dell’Arma dei Carabinieri, ben 180 poliziotti somali e 225 fra poliziotti e gendarmi gibutini.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Carabinieri: il generale Gino Micale a Novara premia i militari per attività di servizio

Novara, 19 dicembre 2014 – Questa mattina il comandante della Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, generale di brigata Gino Micale, ha fatto visita al comando provinciale di Novara per premiare i militari distintisi in attività di servizio.

In particolare, sono stati consegnati gli encomi al luogotenente Adriano Tarantola, al maresciallo Lorenzo La Manna, al brigadiere Angelo Tavilla, agli appuntati Giovanni Di Resta e Christian Marangoni, tutti effettivi al nucleo investigativo, con la seguente motivazione: “Addetti a Nucleo Investigativo di Reparto Operativo, dando prova di qualificate doti professionali, spiccato intuito investigativo ed incondizionata dedizione, offrivano determinante contributo ad articolate attività di indagine, nei confronti di sodalizio criminale, dedito alla commissione di furti in abitazione ed alla ricettazione. L’operazione si concludeva con l’arresto di 39 persone, 29 denunce in stato di libertà, il sequestro di una pistola completa di munizionamento, nonché il recupero di refurtiva per un valore di oltre 3 milioni di Euro.”

La complessa indagine, condotta nelle province di Novara, Milano e Monza dal febbraio al luglio del 2013, nonostante le significative difficoltà incontrate – che ha costretto i militari operanti all’esecuzione di incessanti servizi di osservazione e pedinamento, puntualmente documentati e filmati – ha permesso nel complesso di:

  • effettuare su tutto il territorio nazionale e con l’ausilio dei rispettivi comandi provinciali di competenza, n. 39 arresti, tra cui n. 28 soggetti di etnia georgiana, n. 2 egiziani, n. 2 ucraini e n. 1 nomade slavo;
  • deferire in stato di libertà di n. 29 soggetti di varie nazionalità.

Inoltre i militari hanno seguestrato:

  • svariato metallo pregiato, tra cui 10 (dieci) chilogrammi di oro e 80 (ottanta) di argento, preziosi di varia natura, per un valore complessivo di oltre 3.000.000,00 euro;
  • 187 monete commemorative da collezione, in prevalenza d’oro;
  • una tela ad olio attribuita al notissimo pittore Picasso, con relativa attestazione di genuinità;
  • una pistola Glock 9×21 comprensiva di 15 colpi, risultata provento di furto in Torino;
  • attrezzatura industriale atta allo scasso comprendente bombole di acetilene, trapani e pistole per tagli laser;
  • valuta straniera pari ad euro 200.000,00.

Infine hanno restituito gli aventi diritto dei preziosi vari per oltre 200.000,00 euro.

Al termine, il generale Micale ha espresso la propria soddisfazione per i risultati conseguiti nel corso del corrente anno, ed in particolare per la rapida e felice conclusione delle indagini relative all’omicidio Milani, augurando al personale ed alle famiglie di trascorrere in serenità le prossime festività.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Novara)

I carabinieri commemorano il sacrificio dell’appuntato scelto Gianpietro Cossu

Appuntato Gianpiero Cossu

Dormelletto (NO), 27 giugno 2014 – Nel quadro delle iniziative intraprese per celebrare il Bicentenario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, oggi 27 giugno, si è svolta in Dormelletto la cerimonia commemorativa della tragica scomparsa del militare dell’arma dei carabinieri Gianpiero Cossu.

Alle ore 10.00 è stata celebrata la SS Messa presso la chiesa “Maria Vergine Assunta”, e al termine è stata letta la Preghiera del Carabiniere.

La celebrazione è poi proseguita all’interno del locale cimitero, dove è stato consegnato alla vedova, signora Leyla, di un attestato firmato del comandante generale dell’arma dei carabinieri, generale di corpo d’armata Leonardo Gallitelli, e sono stati resi gli onori militari con la deposizione di una corona di fiori sul luogo di sepoltura dell’eroico militare.

La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, generale di brigata Gino Micale, ha visto la partecipazione dei sindaci di Dormelletto, Bogogno, Gattico, Inveruno, Paruzzaro e Lesa, dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma (in particolare di tutte le sezioni della provincia di Novara dell’Associazione Nazionale Carabinieri) con i loro labari, e di rappresentanti delle Forze Armate e di Polizia.

Il sottosegretario al ministero del lavoro e delle politiche sociali, on. Franca Biondelli, ed il prefetto di Novara, s.e. il dott. Francesco Paolo Castaldo, non presenti poiché impegnati in concorrenti attività istituzionali, hanno fatto pervenire un caloroso messaggio di vicinanza all’Arma ed alla vedova del militare.

I fatti che portarono al tragico epilogo narrano di un uomo che, quel tragico 27 giugno del 2005 alle ore 15.00 circa, dopo aver ucciso il perito inviato dal Tribunale di Novara per stimare la sua casa, aveva cominciato a sparare in modo indiscriminate su chiunque passasse per strada, uccidendo un motociclista, ferendo un altro passante e continuando a fare fuoco con le numerose armi in suo possesso.

Durante quel lungo pomeriggio, lo squilibrato ha ferito 7 militari dell’Arma, intervenuti per soccorrere e mettere al riparo i feriti e, tra questi, l’appuntato scelto Cossu che, colpito mortalmente, si era accasciato esanime al suolo.

Quella tragica giornata si è conclusa con l’azione risolutiva del Gruppo di Intervento Speciale (G.I.S.) dei Carabinieri che ha fatto irruzione nella casa, arrestando il pericoloso soggetto.

Per l’eroico gesto al militare fu conferita la Medaglia d’Oro al valor civile alla memoria con la seguente motivazione:

Con generoso slancio cosciente sprezzo del pericolo, interveniva presso un’abitazione ove un uomo, colto da raptus, aveva poco prima ucciso a colpi d’arma da fuoco un perito giudiziario ed indirizzato altri colpi di fucile verso ignari passanti e militari dell’arma accorsi sul luogo. Espostosi a grave rischio per prestare soccorso alle persone che erano state gravemente ferite e che si trovavano ancora sotto il tiro dell’omicida, veniva raggiunto da alcuni colpi di fucile, accasciandosi esanime al suolo. L’intervento si concludeva con l’arresto del folle ed il sequestro di numerose armi. Nobile esempio di elette virtu’ civiche ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrifico”.

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Fonte: Arma dei Carabinieri / Centrale Operativa Carabinieri Novara


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