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Polizia: incontro tra il vice direttore generale della pubblica sicurezza Vittorio Rizzi e il segretario generale Interpol Jurgen Stock

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Lione, 13 settembre 2019 – Si è svolto oggi un incontro a Lione tra una delegazione italiana guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, vice direttore generale della Pubblica Sicurezza e direttore centrale della Polizia Criminale, e una delegazione di funzionari Interpol, con a capo il segretario generale Jurgen Stock.

A determinare l’incontro è stato il momento storico contemporaneo in cui una società globale e liquida anche la minaccia criminale non conosce confini e la cooperazione internazionale di polizia rappresenta l’arma più potente per combattere fenomeni come il terrorismo, lo sfruttamento dei fenomeni migratori e la criminalità organizzata che hanno sempre più natura transnazionale.

Obiettivo dell’incontro per la delegazione italiana è stato quello di illustrare la strategia volta a potenziare la cooperazione con la più grande agenzia internazionale di polizia, che riunisce 194 Paesi del mondo, attraverso una serie di azioni di formazione, di investimento e di innovazione tecnologica.

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Da sx: segretario generale Interpol Jurgen Stock, prefetto Vittorio Rizzi

Calorosa ed accogliente l’ospitalità di Interpol che ha apprezzato l’attenzione italiana, fortemente sostenuta dal Capo della Polizia, direttore generale della Pubblica sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, di lavorare perché il bagaglio culturale del law enforcement sia costantemente aggiornato sull’uso dei canali di comunicazione e delle banche dati per sfruttare al massimo le potenzialità straordinarie offerte dalla cooperazione internazionale di polizia nel lavoro quotidiano dell’operatore, sia di indagine che di controllo del territorio reale e virtuale.

Proficui i primi esiti dell’incontro in cui si sono gettate le basi per progettualità ad hoc tra il dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Interpol, per il contrasto ai cartelli criminali italiani di stampo mafioso che hanno sempre più ambizioni internazionali, con particolare riguardo soprattutto alla ‘ndrangheta.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Polizia: al Lucca Comics il primo volume del fumetto Il Commissario Mascherpa

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Lucca, 31 ottobre 2018 – E’ stato presentato ieri il primo volume del fumetto “Il commissario Mascherpa”, nell’ambito della manifestazione “Lucca Comics and Games 2018”, alla presenza del capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli e del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri

La Rosa d’argento, titolo della graphic novel, raccoglie le prime puntate dell’inchiesta del Commissario Mascherpa, incentrata sulla ‘Ndrangheta e pubblicate sulla rivista Poliziamoderna. All’evento parteciperanno Luca Scornaienchi, autore de Il commissario Mascherpa e il noto disegnatore Luca Raimondo, che realizzerà una tavola durante l’incontro.

Il fumetto è ambientato a Diamante, gioiello della riviera cosentina, perché le piccole realtà di provincia della Polizia di Stato affrontano spesso grandi fenomeni criminali.
Protagonista è il vice questore Giovanni Mascherpa, ma per tutti “il commissario”: padre milanese, madre del sud, poliziotto per vocazione. Segue sempre il suo istinto per risolvere le situazioni più complicate, pronto all´azione e disponibile a sacrificare qualsiasi cosa pur di raggiungere l’obiettivo.

Nel volume, inoltre, sono state inserite le tavole realizzate dagli studenti vincitori del concorso “PretenDiamoLegalitá 2018”, organizzato dalla Polizia di Stato e dal Miur, che ha coinvolto moltissimi istituti scolastici chiamati a reinterpretare il finale del fumetto.

Il libro può essere acquistato, al costo di 9 euro, presso lo stand di Polizia Moderna, presente a Lucca Comics&games, oppure inviando una email a:
segreteria.poliziamoderna@interno.it o telefonando allo 0646538326/0646525518.

Il ricavato del libro sarà interamente devoluto al piano Marco Valerio, istituito per sostenere i figli minori dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da gravi patologie.

(Realizzatore delle tavole Jonathan Fara. Testi di Luca Scornaienchi. Cover di La Rosa d’argento, Bruno Brindisi.)

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Fonte e immagine: Polizia di Stato
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La Polizia di Stato celebra il 40° anniversario di istituzione del N.O.C.S. (Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza)

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Spinaceto, 11 ottobre 2018 – Il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza (NOCS) della Polizia di Stato ha festeggiato ieri 40 anni dalla sua fondazione, nel suggestivo Centro Polifunzionale – Scuola Tecnica di Spinaceto- dove il nucleo di assalto si addestra ogni giorno.

Presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Franco Gabrielli, il direttore centrale della Polizia di Prevenzione, Lamberto Giannini e il comandante del N.O.C.S., Andrea Mainardi.

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini

Per celebrare l’evento, il personale del N.O.C.S. si esibirà, eccezionalmente, in spettacolari dimostrazioni pratiche, volte a dimostrare la peculiarità delle attività demandate al nucleo; seguirà una breve esibizione della Banda musicale della Polizia di Stato. 

La Polizia di Stato, attraverso il N.O.C.S., articolazione della direzione centrale della Polizia di Prevenzione, forma da sempre personale particolarmente addestrato, anche all’utilizzo di materiali e tecnologie all’avanguardia, per la risoluzione di situazioni operative ad alto rischio, come la liberazione di ostaggi, l’irruzione in ambito urbano ed extraurbano per la cattura di terroristi e criminali e la protezione di alte personalità istituzionali italiane o straniere ad alto rischio.

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Il comandante del N.O.C.S., Andrea Mainardi

Dal 1978, anno della sua costituzione e sino alla fine degli anni ’80, il N.O.C.S. ha compiuto numerose operazioni contro organizzazioni terroristiche interne, conclusesi con l’arresto di noti esponenti di gruppi eversivi attivi all’epoca, quali i Nuclei Armati Proletari, le Brigate Rosse e Prima Linea.

Emblematico in tale contesto fu il fulmineo blitz, condotto il 28 gennaio 1982 a Padova, che consentì la liberazione del generale americano James Lee Dozier, tenuto “prigioniero” in un covo dalle Brigate Rosse, e la contestuale cattura di tutti i brigatisti presenti.

Negli anni ’90, il N.O.C.S. è stato chiamato a portare a termine numerose operazioni contro la criminalità organizzata, con interventi ad alto rischio per la liberazione di ostaggi sequestrati a scopo di estorsione.

Dal 2000, poi, il N.O.C.S. si è sempre più specializzato in determinati settori strategici, tanto che è stata implementata la Sezione di Intervento Speciale, dotata di incursori subacquei, artificieri, breacher, unità cinofile e tiratori scelti.

Il N.O.C.S., collaborando costantemente con gli organi investigativi della Polizia di Stato impegnati in operazioni di contrasto al terrorismo internazionale ed interno, ha avviato e successivamente intensificato i servizi di pronto impiego, con particolare attenzione alla capitale e alla Città del Vaticano, assicurando nel contempo un’importante aliquota di personale pronta a fronteggiare eventuali emergenze su tutto il territorio nazionale.

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Il capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli

Dal 2015, il N.O.C.S. partecipa alla formazione e all’aggiornamento degli operatori della Polizia di Stato assegnati Unità Operative di Pronto Intervento (UOPI) in servizio presso i principali Reparti Prevenzione Crimine, qualificati per un primo intervento in situazioni di alto rischio.

Dalla sua nascita, il N.O.C.S. conta 253 arresti, tra cui 41 sequestratori e 329 ostaggi liberati. Il valore della peculiare attività svolta dal nucleo è attestata anche dal numero dei riconoscimenti ottenuti: una medaglia d’oro, 26 medaglie d’argento e 5 medaglie di bronzo al valor civile, 52 promozioni per merito straordinario e 690 encomi.

Il N.O.C.S. conta attualmente circa 150 unità ed ha un ruolo importante anche all’interno dell’organizzazione ATLAS, formata dalle Unità Speciali di polizia dei 28 Paesi dell’Unione Europea. Il reparto è impegnato in molteplici appuntamenti in tutta Europa per la partecipazione a stage addestrativi utili alla definizione di comuni metodologie operative e per un eventuale impiego congiunto volto alla risoluzione di gravi emergenze.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Polizia di Stato e Wind Tre S.p.A. insieme per contrastare il cybercrime

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Roma, 3 ottobre 2018 – E’ stato siglato oggi a Roma l’accordo tra la Polizia di Stato e Wind Tre S.p.A. per la tutela delle reti e dei sistemi informativi dell’azienda, di particolare rilievo per il Paese. 

La convenzione, firmata dal capo della Polizia – direttore generale della pubblica sicurezza Franco Gabrielli e da Jeffrey Hedberg, amministratore delegato di Wind  Tre S.p.A., è finalizzata a sviluppare una collaborazione strutturata tra la Polizia di Stato e le attività di Wind Tre S.p.A. per l’adozione di strategie sempre più efficaci in materia di prevenzione e contrasto al cybercrime.

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Le piattaforme tecnologiche ed i sistemi di rete di Wind Tre S.p.A. costituiscono un asset fondamentale a tutela dell’interesse nazionale, grazie alle prestazioni fornite nell’ambito dei servizi di pubblica utilità.

Wind Tre S.p.A., infatti, considera la cybersercurity una priorità da tutelare insieme alla Polizia di Stato, attraverso interventi integrati che vanno dalla condivisione delle informazioni alla gestione congiunta dei piani operativi con i principali attori della sicurezza cibernetica.

Per la Polizia di Stato il supporto verrà assicurato dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che, da anni, si occupa della tutela delle reti informatiche di realtà, sia pubbliche che private, di importanza strategica per il Paese.

Analisi dei rischi, scambio informativo, rapporti previsionali sull’evoluzione del cybercrime e sulle sempre crescenti minacce informatiche, gestione di eventi e situazioni critiche con il supporto della sala operativa attiva 24 ore su 24: queste sono alcune delle iniziative di collaborazione previste dall’accordo e che rappresentano un efficace strumento di difesa di fronte alla continua evoluzione delle minacce informatiche.

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Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti per il dipartimento della pubblica sicurezza, il direttore centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Roberto Sgalla, e il direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi, mentre per Wind Tre S.p.A., il direttore PR Internal & External Communication, Massimo Angelini e il direttore Litigation, Security & Lawful Data Services, Vincenzo Folino.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Polizia di Stato e Consip insieme per contrastare il cybercrime

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Roma, 19 aprile 2018 – È stato siglato oggi a Roma dal capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli e dall’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa, il protocollo di collaborazione per la prevenzione di crimini informatici a tutela dell’infrastruttura informatica e della piattaforma di e-procurement di Consip.

L’accordo è stato stipulato in attuazione del decreto del ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008 che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale ovvero i sistemi ed i servizi informatici di supporto alle funzioni istituzionali di diversi enti, pubblici e privati operanti in settori strategici per il Paese. Senza dubbio anche i sistemi informatici e le reti telematiche di Consip, in particolare la piattaforma di e-procurement possono annoverarsi in questa categoria in quanto funzionali allo svolgimento delle attività strategiche che l’azienda gestisce: da un lato, la realizzazione del Programma di razionalizzazione degli acquisti per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze; dall’altro, il ruolo di procurer per singole amministrazioni e per le gare a supporto dell’Agenda digitale italiana costituiscono una risorsa fondamentale per un’efficace attuazione della mission della Società.

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L’intesa ha per obiettivo l’adozione condivisa di procedure d‘intervento e scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale che potrebbero avere ad oggetto l’infrastruttura Consip. La cybersecurity è, infatti, non solo una necessità, ma una priorità, che la Polizia di Stato e Consip intendono garantire attraverso interventi integrati, volti alla condivisione informativa e alla gestione congiunta degli eventi.
Tale attività, che per la Polizia di Stato sarà svolta dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) della Polizia Postale e delle Comunicazioni, avrà ad oggetto:

  • la condivisione e l’analisi di informazioni idonee a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti alle infrastrutture critiche informatiche gestite da Consip
  • la segnalazione di emergenze relative a vulnerabilità, minacce ed incidenti che pregiudichino la regolarità dei servizi di telecomunicazione
  • l’identificazione dell’origine degli attacchi contro infrastrutture critiche del Sistema Paese, che abbiano come destinazione le infrastrutture tecnologiche gestite da Consip o che da queste traggano origine 
  • la realizzazione e alla gestione di attività di comunicazione reciproca per fronteggiare situazioni di crisi.

Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Roberto Sgalla e il Direttore del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nunzia Ciardi.

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Fonte: Polizia di Stato
Immagini: © Matteo Losito per la Polizia di Stato
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Convegno della Polizia “Questo non è amore” a l’università La Sapienza di Roma

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Roma, 24 novembre 2017 – Alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, oggi, venerdì 24 novembre, la Polizia di Stato e la “Sapienza” Università di Roma, hanno organizzato, presso l’Aula Magna della Facoltà di Lettere, il convegno “Questo non è amore”, per contribuire, con testimonianze e statistiche, al dibattito su di un fenomeno che oggi viene considerato un indice per misurare la civiltà di una società.

Alla presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli, e del magnifico rettore, Eugenio Gaudio, è stata presentata la prima pubblicazione, che avrà cadenza annuale e porterà il titolo della campagna “Questo non è amore”, con i dati sulla violenza di genere in possesso delle forze di polizia,  gli strumenti operativi,  le iniziative d’informazione e una serie di testimonianze di poliziotte che lavorano tutti i giorni con le donne per supportarle nella prima fase della denuncia e in quelle successive.

Sotto il profilo dei dati, a fronte di una diminuzione degli omicidi volontari negli ultimi 10 anni, quelli delle donne rimangono sostanzialmente invariati (le vittime erano 150 nel 2007 e 149 nel 2016) passando dal 24% rispetto al totale nel 2007, alla percentuale ben più grave del 37% nel 2016.

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In questo quadro, il femminicidio (termine non giuridico, ma di uso comune) è una sottocategoria degli omicidi volontari e rappresenta l’uccisione di una donna da parte di un uomo proprio in quanto donna, come atto estremo di prevaricazione e superiorità.

Comunemente si pensa che il femminicidio sia l’omicidio avvenuto in ambito familiare o affettivo e, infatti, il 73% delle uccisioni di donne avvengono tra le mura domestiche e nel 56% dei casi il carnefice è il partner o l’ex partner. Non tutti gli omicidi di donne in ambito familiare o affettivo sono, però, da considerare femminicidi, nel senso di uccisioni di donne in ragione del proprio genere. Degli 84 omicidi di donne nei primi nove mesi del 2017 (erano stati 109 nello stesso periodo del 2016), 61 si sono verificati in ambito familiare, ma l’esame puntuale di tutte le drammatiche vicende fa sì che in 31 casi si possa propriamente parlare di femminicidio, dovendosi escludere i casi in cui, ad esempio, il marito uccide la moglie malata terminale per porre fine alla sua sofferenza o quella del figlio che uccide la madre per motivi meramente economici.

Passando ai c.d. reati spia, che rappresentano degli indici importanti di un rapporto uomo-donna malato, che può pericolosamente degenerare, questi sono i dati operativi in possesso delle forze di polizia:

  • atti persecutori (di cui oltre il 72% in danno delle donne): 8.480 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 10.067 nello stesso periodo del 2016 (-15,76 %);
  • maltrattamenti in famiglia (di cui circa il 79% in danno delle donne) 9.818 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 10.876 nello stesso periodo del 2016 (-9,73%);
  • violenze sessuali (di cui oltre il 90% in danno delle donne) 3.059 nel periodo gennaio/settembre 2017, a fronte di 3.095 nello stesso periodo del  2106 (-1,16%).

Dati tutti in leggera flessione che, se da un lato può essere il segno di un embrionale miglioramento in materia di discriminazioni legate al genere, dall’altro non autorizza alcuna soddisfazione perché, al di là della gravità del numero assoluto di reati, esiste la seria preoccupazione che la riduzione delle denunce nasconda in realtà un sommerso fatto di angoscia e solitudine.

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Spesso il primo passo è, infatti, il più difficilela paura di essere giudicate, la vergogna di raccontare dettagli della propria vita privata, il timore di rimanere sole. A volte però basta solo una spalla a cui appoggiarsi, qualcuno con cui parlare senza il timore di essere giudicati, una rete di sostegno indispensabile per iniziare un nuovo percorso di vita libero dalla violenza e dal dolore.

Diventa, dunque, fondamentale l’azione di prevenzione e di informazione, che la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato realizza a livello nazionale attraverso il progetto Camper, in cui équipe multidisciplinari fatte di funzionari di polizia, medici, psicologi, rappresentanti di centri antiviolenza e ad altre istituzioni e associazioni impegnate su questi temi, mettono a disposizione le proprie competenze per aiutare le donne a sentirsi meno sole e a liberarsi di violenze e sopraffazioni sempre nascoste. Campagna che nel corso di un anno ha portato ad oltre 45.000 contatti che in 450 casi si sono tradotti in segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Da un punto di vista strettamente operativo, in tutte le Questure d’Italia è stato adottato dall’inizio dell’anno il protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite), uno strumento che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia (SDI) – indipendentemente dalla proposizione di una denuncia o querela – una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. Protocollo E.V.A. che ha consentito finora di gestire ed analizzare 3.607 segnalazioni portando in 62 casi all’arresto in flagranza ed in 104 casi alla denuncia.

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Nell’ambito della ricerca e della formazione, si segnala anche l’attività realizzata all’interno del Progetto HASP – Honour Ambassadors against Shame Practices (JUST/2014/RDAP/AG/HARM/7973), sovvenzionato dall’Unione Europea nel quadro del programma DAPHNE III, coordinato dalla Facoltà di Medicina e Psicologia, “Sapienza” Università di Roma, in partneriato con la Direzione Centrale Anticrimine e la Direzione Centrale per le Specialità della Polizia di Stato, unitamente ad Enti ed Istituzioni di altri quattro Paesi europei (Spagna, Grecia, Bulgaria e Regno Unito). Il progetto HASP (www.hasp-project.eu) ha come principale obiettivo l’informazione, la formazione ed il contrasto di un fenomeno definito violenza fondata sull’onore (HRV), un insieme di pratiche impiegate per affermare un potere maschile e controllare l’autonomia e la sessualità femminile, come anche per esercitare un potere entro le famiglie allo scopo di proteggere i valori culturali e religiosi e/o l’onore.

“Non basta applicare la legge, è necessario assicurare alla donna l’accoglienza, informazioni e sostegno necessari ad uscire dalla condizione di soggezione e isolamento che sta vivendo…perché ogni episodio di violenza contro una donna è una sconfitta per tutti” le parole del capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Capo della Polizia alla scuola per il controllo del territorio di Pescara

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Pescara, 10 maggio 2017 – Il capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, ha visitato la scuola per il controllo del territorio della Polizia di Stato di Pescara e ha inaugurato la nuova sala operativa virtuale che consente ai frequentatori del corso di addestrarsi, muniti di tablet e con la possibilità di consultare le diverse banche dati.

La formazione in aula sulla soft consolle (sistema digitale di gestione delle telefonate e degli interventi sul territorio) e sul sistema Mercurio (dispositivo di bordo installato sulle volanti) diventa, infatti, strategica in funzione di un approccio professionale ed efficace, perché le procedure diventino sempre più rapide e collaudate, così da amplificare le potenzialità operative dei poliziotti nei servizi su strada, garantendo sempre la costante assistenza della sala operativa.

Nell’occasione, il prefetto Gabrielli ha incontrato i dirigenti degli uffici prevenzione generale e soccorso pubblico di buona parte delle questure d’Italia ed i dirigenti dei reparti prevenzione crimine, impegnati in un seminario di aggiornamento sugli aspetti legati al controllo del territorio, alla vigilia di impegni straordinari, come il G7 dei ministri delle Finanze a Bari ed i G7 dei capi di Stato a Taormina.

Ci saranno anche 20 ufficiali della polizia egiziana, che stanno frequentando un ciclo formativo di tre settimane sul controllo del territorio, in attuazione ad un accordo bilaterale Italia Egitto.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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