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MISIN: il generale Figliuolo termina la visita di tre giorni in Niger

Cooperazione militare e addestramento delle Forze Armate nigerine impegnate nella lotta al terrorismo islamico sono stati i temi dell’incontro del Comandante del COVI con autorità diplomatiche, vertici militari e contingente italiano della MISIN

La visita al compound italiano

Niamey (Niger), 10 novembre 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), conclude oggi una visita ufficiale di tre giorni nella Repubblica del Niger, dove ha incontrato autorità diplomatiche italiane, i vertici della Difesa nigerina e il personale militare impiegato nell’ambito della MISIN (la missione italiana bilaterale di supporto nel Paese africano).

La delegazione del COVI, giunta alla Base Arienne 101 di Niamey, è stata accolta dall’Ambasciatrice d’Italia a Niamey, Emilia Gatto e dall’addetto militare in Niger, colonnello Franco Merlino.

Ieri, dopo il trasferimento presso l’Headquarters della Missione, il Generale Figliuolo è stato accolto dal Comandante della MISIN, generale di brigata Liberato Amadio (Esercito Italiano), ha presieduto la cerimonia dell’alzabandiera e ha incontrato gli uomini e le donne del contingente.

La cerimonia dell’alza bandiera nel compound italiano

Nel corso del suo intervento, il comandante del COVI, come affermato più volte dal capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha sottolineato che questa regione e, più in generale, il Mediterraneo Allargato, è strategica per il nostro Paese e per i nostri interessi nazionali. Quest’area è un campo di azione nel quale i riverberi della crisi derivante dal conflitto russo-ucraino rischiano di minare la stabilità e la sicurezza nel Sahel.

Il generale Figliuolo saluta il contingente italiano in Niger

Il compito dei militari italiani è supportare le autorità e le Forze Armate del Niger incrementando le loro capacità, perché rafforzare la sicurezza in questo Paese vuol dire realizzare le precondizioni per contrastare il terrorismo jihadista e tutte le attività economiche illegali attraverso le quali le organizzazioni criminali si autofinanziano: dal traffico di armi a quello di esseri umani.

La visita, dopo un aggiornamento sulle attività condotte dai militari italiani in zona di operazione, è proseguita presso la École de la Garde Nationale du Niger (GNN), nella località di Bassora, dove ha assistito a un’esercitazione condotta dallo Special Operation Task Group (SOTG) e che ha visto operare sul terreno unità delle Forze Armate nigerine addestrate dai militari italiani. “Qualification course”, “Ordine pubblico” e “Anti terrorismo” sono solo gli ultimi corsi pianificati e portati a termine dal personale delle Forze Armate e dai Mobile Training Team dell’Arma dei Carabinieri.

Nel pomeriggio, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha incontrato, insieme all’ambasciatrice italiana, il ministro della Difesa del Niger, Alkassoum Indatou e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale di divisione Salifou Modi. Il Ministro nigerino, anche a nome del governo, ha rivolto un ringraziamento per l’impegno che l’Italia ha assunto a sostegno del Paese africano. Tra i temi discussi: l’attuale situazione di sicurezza nel Sahel e nel Niger in particolare e quindi i meccanismi di cooperazione congiunta tra Roma e Niamey, le attività di addestramento e formazione condotte dai militari del contingente italiano, considerate fondamentali dalle autorità nigerine per migliorare le capacità e la preparazione delle loro Forze Armate impegnate nella lotta al terrorismo islamico.

Generale Figliuolo accolto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa del Niger

Il generale Salifou Modi ha invece sottolineato il suo apprezzamento per l’approvazione del progetto definitivo del Centro di Medicina Aerospaziale (di prossima realizzazione a Niamey) e per la recente consegna al Niger, da parte dell’Italia, di una coppia di elicotteri bimotori Leonardo AB-412.

La firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale e simbolico scambio di doni tra i Comandanti hanno sancito la conclusione della visita.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


Qatar, il comandante del COVI in visita ai militari dell’operazione “ORICE”

Incontro del generale Figliuolo con i militari del contingente italiano in supporto alle Forze Armate qatariote per la sicurezza del torneo mondiale di calcio

Il comandante del COVI parla ai militari del contingente italiano

Al Qaqaa (Qatar), 27 ottobre 2022 – “I Mondiali di calcio sono un evento internazionale, una vetrina sotto gli occhi del mondo, in cui ognuno di voi diventa ambasciatore dell’Italia, del saper fare bene, spesso anche in situazioni critiche. Guidati dalla professionalità, dall’esempio e da una provata affidabilità che gli uomini e le donne della brigata “Sassari” sanno esprimere nei diversi contesti operativi, sono certo che insieme alle altre nazioni partner saprete interpretare al meglio la missione a supporto delle Forze Armate del Qatar”.

Queste sono state le parole del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ai militari italiani schierati nella base di Al Qaqaa, quartier generale dell’operazione “Orice”, la missione bilaterale di supporto alle Forze Armate del Qatar per garantire la sicurezza dei Mondiali di calcio, i primi a essere ospitati da un Paese del Medio Oriente, che si disputeranno nell’emirato del Golfo tra il 20 novembre e il 18 dicembre prossimi.

Il generale Figliuolo dopo essere atterrato è stato accolto dal comandante del contingente interforze, a guida Brigata “Sassari”, generale di brigata Giuseppe Bossa.

Il comandante del COVI ha poi preso parte a una riunione informativa sui compiti e sulle finalità della missione, in cui circa 560 militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, con 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili, saranno chiamati a fornire supporto alle Forze Armate qatariote per l’implementazione del sistema di difesa e sicurezza dell’evento sportivo.

L’operatività delle Forze Armate italiane, che contibuirà alla sicurezza durante i mondiali di calcio, sarà cosi suddivisa:

  • ESERCITO:
    impiego di assetti specialistici EOD (Explosive Ordonance Disposal), per la difesa CBRN (da minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare) e unità cinofile per garantire una pronta ed efficace capacità di risposta al verificarsi di ipotetiche situazioni di emergenza caratterizzate dalla presenza di ordigni esplosivi a ridosso di infrastrutture critiche (stadi, porti, aeroporti, complessi industriali, centri commerciali) e luoghi affollati.
  • MARINA MILITARE:
    sicurezza delle acque internazionali al largo di Doha con il Pattugliatore Polivalente d’Altura “Paolo Thaon di Revel” e, in prossimità della costa, mediante il veicolo subacqueo a guida autonoma “REMUS 100”, alla scansione dei fondali per identificare la presenza di oggetti pericolosi presenti sul fondo del mare.
Marina Militare – Veicolo subacqueo a guida autonoma REMUS 100
  • AERONAUTICA MILITARE:
    controllo dello spazio aereo per contrastare l’eventuale impiego non autorizzato di mini e micro droni, mediante un Counter-Unmanned Aerial Anti-drone System (C-UAS) costituito da dispositivi jammer portatili e dal sistema anti-drone stanziale ACUS (AMI Counter UAS).
  • ARMA DEI CARABINIERI:
    attività di consulenza alle forze di sicurezza (Gendarmeria, Guardia dell’Emiro, Polizia Militare) e delle forze speciali del Qatar, con un dispositivo composto da 14 unità, e avrà compiti di polizia militare per garantire l’ordine e la sicurezza del nostro contingente.
Carabiniere del Weapons Intelligence Team

Nel corso del briefing il generale Bossa ha ricordato che il dispositivo nazionale interforze, che opera sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal COVI, avrà anche il compito di fornire consulenza e assistere le Forze Armate qatariote per il funzionamento della «Combined Joint Task Force Qatar», il comando interforze e multinazionale responsabile del coordinamento delle attività operative che, per tutta la durata della FIFA World Cup 2022, su richiesta delle autorità locali, uniche responsabili della designazione e dell’ingaggio dei target per l’eventuale impiego degli assetti, vigilerà sul regolare svolgimento della storica manifestazione.

L’incontro è proseguito con un attività dimostrativa finalizzata a illustrare le capacità esprimibili dal contingente italiano in termini di materiali, equipaggiamenti, mezzi e sistemi in dotazione alle unità specialistiche delle tre Task Forces del contingente (TF LAND, TF REMUS e TF C-UAS).

Dopo il saluto ai militari italiani, il Generale Figliuolo ha incontrato, insieme all’Ambasciatore d’Italia a Doha, Paolo Toschi, il Major General Saeed Hussain Muhammad Al-Khayarin, Comandante delle Qatari Emiri Land Forces, e il Major General Mohammed Abdullatif Al-Mannai, Military and Security Advisor to the Deputy Prime Minister e Minister of State for Defence Affairs Chairman of MOD’s Executive Committee for World Cup 2022.

Lo stesso generale Al-Mannai, lo scorso 25 agosto, aveva siglato presso il Comando Operativo di Vertice Interforze, il Technical Arrangement (TA) tra il Ministero della Difesa italiano e quello del Qatar, relativo al supporto che le Forze Armate italiane forniranno alle autorità di Doha per garantire la sicurezza della FIFA WORLD CUP 2022.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


Esercitazione “Brave Warrior 2022”, il contingente italiano in Ungheria raggiunge la piena capacità operativa

Il generale Figliuolo in visita a Varpalota al NATO eVA Battlegroup, impegnato nell’esercitazione multinazionale “Brave Warrior 2022”

Un momento della visita al contingente

Varpalota (Ungheria), 30 settembre 2022 – Si conclude oggi, dopo due intense settimane di attività addestrative, l’esercitazione denominata “Brave Warrior 2022”, in cui sono stati impegnati i contingenti militari di 5 Paesi della NATO che complessivamente hanno schierato oltre 1.200 tra uomini e donne e 300 veicoli da combattimento. Tra questi anche il contingente italiano, composto da 260 appartenenti alle Truppe Alpine dell’Esercito, in particolare alla Brigata Alpina “Taurinense”, inquadrato nella missione enhanced Vigilance Activity della NATO.

Presenti numerosi vertici militari dei Paesi NATO, tra i quali il Comandante Operativo di Vertice Interforze, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo e il comandante del Joint Force Command NATO di Brunssum, generale di corpo d’armata Guglielmo Luigi Miglietta.

Il generale Figliuolo, nel suo indirizzo di saluto ai militari italiani, ha evidenziato l’importanza della presenza militare in territorio ungherese. “Siamo qui, insieme ai nostri alleati, perché siamo parte integrante di una difesa rafforzata sul fianco est della NATO, decisa in seguito al recente vertice di Madrid e che oggi vede oltre 40.000 uomini e donne sotto il diretto controllo dell’Alleanza Atlantica, con un dispositivo che conta oltre 300.000 unità. Facciamo parte di una presenza militare che vede truppe NATO schierate non solo in Ungheria, ma anche in Slovacchia, Bulgaria e Romania. A questa presenza, si aggiungono i gruppi tattici già esistenti in Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, dove opera la Task Force Air italiana “White Eagle”. Pensiamo poi alle attività di sorveglianza marittima, che vedono impiegata tutta la flotta italiana con attività di ombreggiamento e di sorveglianza sui sottomarini russi.” 

Il generale Figliuolo visita il campo base italiano

Il comandante, ricordando che il prossimo 15 ottobre verrà celebrato il 150° anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini, ha poi aggiunto: “Consentitemi di dire che è un orgoglio personale vedere impegnati in questo sforzo collettivo voi alpini della Brigata Taurinense, unità che ho avuto il privilegio di guidare tra il 2010 e il 2011. Non è un caso che in una missione particolare come questa sia stata scelta proprio un’unità delle Truppe Alpine dell’Esercito, a riprova della versatilità e della resilienza di un Corpo che ha scritto pagine gloriose della storia nazionale e militare, con un impiego che va dal deserto ai territori montani e artici, ai quali siamo più votati, fino alla pianura ungherese. Inoltre, voi siete portatori di quelli che sono gli stessi valori della NATO, valori che esaltano la coesione e la solidarietà e che fanno di voi un baluardo a difesa della democrazia e della libertà.”

Nel corso delle ultime due settimane, gli alpini della Taurinense hanno condotto numerose attività addestrative, fianco a fianco con le unità alleate presenti in area di operazioni. Negli ultimi tre giorni sono state condotte attività tattiche difensive e offensive a fuoco che hanno interessato l’intero Battlegroup e durante le quali è stata esercitata la capacità di rallentare, bloccare e rispondere con un contrattacco a un’azione nemica.

Impiegate nella “Brave Warrior” tutte le componenti italiane facenti parte del Battlegroup, dai plotoni fucilieri che muovono a bordo dei VTLM “Lince” e dei BV206 (veicolo tattico a elevata mobilità tipico delle Truppe Alpine), sino alle unità pesanti di cavalleria su Blindo “Centauro”. Le squadre controcarri dotate di sistema missili “Spike” a lungo raggio, insieme plotoni mortai pesanti “Thomson” da 120mm e ai nuclei tiratori scelti, hanno invece supportato la manovra amica in tutte le fasi dell’esercitazione. Per garantire inoltre la funzione di supporto al combattimento, l’artiglieria da montagna ha schierato obici FH70, mentre le unità del Genio Alpino i VTMM (veicolo tattico medio multiruolo) in assetto Route Clearance. Non è mancato infine l’intervento del team JTAC (Joint Terminal Attack Controller) deputato alla gestione del fuoco aereo.

Altra fondamentale capacità espressa dal contingente Italiano è stata quella del sostegno logistico, che ha garantito, durante tutte le fasi dell’esercitazione, di giorno come di notte, il rifornimento di carburante, viveri e munizioni alle truppe schierate, i recuperi di veicoli alleati resisi inefficienti e gli sgomberi di eventuale personale infortunato. Tutto questo in piena aderenza al principio di interoperabilità tra le unità di diversi Paesi facenti parte del Battlegroup.

Il raggiungimento della piena capacità operativa non è che il punto di partenza per il battlegroup NATO dislocato in Ungheria. Le attività addestrative e operative continueranno nel corso dei prossimi mesi, permettendo di  accrescere sempre di più la capacità di combattimento di tutte le componenti.

La conclusione della “Brave Warrior” sancisce il raggiungimento della full operational capability da parte dell’eVA Battlegroup, che da oggi passa sotto il comando diretto della NATO, con la missione di garantire la deterrenza e la difesa sul fianco sud-est dell’Alleanza Atlantica.

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Per ulteriori informazioni sul Comando Operativo di Vertice Interforze, visitate il sito Il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) – Difesa.it

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)


Libano, il contingente italiano porta a termine progetto CIMIC, ristrutturata la sede comunale di Al Boustan

Ultimato il progetto CIMIC di rifacimento della sede comunale alla municipalità di Al Boustan nel Libano del Sud

Il generale Bertoncello e il sindaco di Al Boustan inaugurano la sede comunale

Libano del sud, 23 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano che opera in Libano sotto l’egida della Nazioni Unite, attualmente su base Brigata Aosta, hanno ultimato il progetto di rifacimento della sede comunale della municipalità di Al Boustan, cittadina a sud del Paese.

La donazione, pianificata e condotta in tutte le fasi di esecuzione, dalla progettazione alla realizzazione finale, è stata coordinata dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadra nell’ambito di intervento dei progetti di cooperazione civile e militare per l’amministrazione civile.

Grazie al contributo della prestazione professionale di architetti libanesi e all’apporto di manodopera locale si è cercato di dare ulteriore incentivo all’economia di un’area in difficoltà per la persistente crisi economica che attanaglia da due anni la Terra dei Cedri.

A margine della cerimonia di completamento dei lavori di ristrutturazione degli uffici e dell’intera facciata del palazzo cittadino, il sindaco di Al Boustan, Adnan Al Ahmad ha espresso la sua gratitudine personale e quella dell’intera comunità al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del settore occidentale della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) e del contingente nazionale, il quale ha rimarcato la continua opera di vicinanza dell’Italia e dei peacekeeper dell’Onu a supporto delle istituzioni del Paese.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, terminata la visita del generale Figliuolo

Incontro del comandante del COVI con autorità diplomatiche e militari e saluto ai contingenti italiani delle missioni MIBIL e UNIFIL

Il comandante del COVI saluta il personale italiano a Naqoura

Beirut, 25 agosto 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha concluso ieri una visita ufficiale di due giorni in Libano, dove ha incontrato i vertici delle missioni italiane e il comandante della United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL).

Il comandante ha inoltre salutato, nella capitale libanese e presso le basi italiane di Shama e Naqoura, i militari impiegati nell’ambito della Missione Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e nell’operazione Leonte, inquadrata nella UNIFIL.

Resa degli onori alla base di Al Mansouri

All’arrivo della delegazione del COVI presso l’aeroporto internazionale della capitale, l’alto ufficiale è stato ricevuto dalla vice capo missione/incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Beirut, dott.ssa Roberta Di Lecce, dall’addetto militare in Libano, colonnello Marzo Zona e dal comandante della MIBIL, colonnello dell’Esercito Andrea Mazzotta.

Il generale Figliuolo si è poi trasferito in elicottero, ieri mattina, presso la località di Shama, dove è stato accolto dal comandante del Sector West di UNIFIL e National Component Commander della missione ONU, generale di brigata Giuseppe Bertoncello.

Il comandante del COVI, dopo la resa degli onori presso la vicina base italiana di Al-Mansouri, accompagnato dalla dott.ssa Di Lecce, è stato aggiornato sull’attuale situazione nel sud del Libano e sulle attività condotte dai militari italiani nella zona di operazioni loro assegnata. Ha quindi incontrato gli uomini e le donne dell’Italian Battalion (ITALBATT), unità di manovra guidata dal colonnello Antonio Laudando e composta da uomini e donne della Brigata Aosta, in particolare 5° Reggimento Fanteria, Reggimento Lancieri d’Aosta (6°), Reggimento Logistico, 4° Reggimento Genio e Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri.

La visita è proseguita presso la base di Naqoura, dove ha sede l’Headquarters della missione ONU, per una office call con l’Head of Mission/Force Commander di UNIFIL, il Maggior Generale spagnolo Aroldo Làzaro Sàenz.

Il saluto alla Joint Task Force Lebanon

Successivamente, nel piazzale della base di Shama dedicato al tenente Andrea Millevoi, è avvenuto l’incontro con il personale di tutti gli assetti e le articolazioni della Joint Task Force – Lebanon Sector West, compresa ITALAIR, unità composta da personale dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare che fornisce supporto aereo alla missione UNIFIL mediante l’impiego di elicotteri AB-212.

Nel corso del suo intervento, il comandante del COVI ha sottolineato che “le Forze Armate italiane sono in Libano perché questo è un Paese strategico per il Mediterraneo, che a sua volta rappresenta una priorità nazionale, anche alla luce delle problematiche relative all’approvvigionamento energetico, conseguenza dell’attuale conflitto russo-ucraino. La vostra presenza qui è importante perché vigilate sul rispetto di un cessate il fuoco tra Libano e Israele che vuole essere la premessa a una pacificazione definitiva tra le due parti”.

Un momento del briefing

Il Generale Figliuolo ha elencato le numerose attività svolte dal contingente italiano nel Paese dei cedri, dalle pattuglie motorizzate ai posti di osservazione lungo la Blue Line, alla formazione e addestramento a favore della controparte libanese, sino alle attività di supporto alla popolazione.

Prossimamente, la Difesa e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale avvieranno una distribuzione di medicinali a favore della popolazione, fornendo anche supporto medico, tramite team mobili sanitari, alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi. “Noi italiani sappiamo fare tutte queste attività e sappiamo farle bene”, ha concluso il Comandante del COVI, “perché sono attività congeniali ai nostri valori, alla nostra cultura, al modo di porci e di interagire con le altre popolazioni. Questo bagaglio umano, unito all’esperienza e alla professionalità dei militari italiani, è l’elemento di successo della nostra missione”.

La firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale e simbolico scambio di doni tra i Comandanti hanno sancito la conclusione della visita.

Le missioni militari condotte dalle Forze Armate italiane sia all’estero sia sul territorio nazionale, incluse UNIFIL e MIBIL, si svolgono sotto il coordinamento, la direzione e secondo le direttive impartite dal COVI.

Il COVI è infatti il Comando di Vertice dell’Area Operativa Interforze e assolve, inoltre, alle funzioni di organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle operazioni e delle esercitazioni militari in ambito nazionale e internazionale condotte nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber.

APPROFONDIMENTO – UNIFIL

L’Italia è presente in Libano da oltre 40 anni e questa presenza rappresenta un caposaldo e una garanzia per le istituzioni locali e per il governo di Beirut a sostegno della sicurezza nel sud del paese.

Le truppe della missione UNIFIL operano dietro mandato ONU, tramite Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1701 dell’11 agosto 2006. I principali compiti dei caschi blu sono: monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele; supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nel loro rischieramento nel Libano del Sud, in concomitanza con il ritiro israeliano, in coordinamento con i governi di Beirut e Tel Aviv; contribuire a garantire l’accesso degli aiuti umanitari in favore della popolazione civile e lo spontaneo ritorno in sicurezza da parte degli Internally Displaced Persons (IDP); assistere le LAF nello stabilire, tra la cosiddetta “Blue Line” e il fiume Litani, una zona libera da personale armato che non sia quello delle LAF e di UNIFIL; infine, assistere il Governo libanese nel garantire la sicurezza dei confini e nell’interdire l’accesso al Libano di armi e materiale bellico.

Inoltre, nell’assenza di relazioni formali tra Israele e Libano, e quindi di un accordo di cessate il fuoco permanente – che è lo scopo ultimo della risoluzione n. 1701 – UNIFIL promuove i cosiddetti incontri tripartiti, che costituiscono l’unico efficace strumento cui finora abbiano aderito le parti, per tentare di risolvere delicati aspetti relativi alla sicurezza. Gli incontri si svolgono sulla base di un’opera di mediazione che si attua mediante i rappresentanti di UNIFIL e in particolare, mediante il Force Commander, che fa da mediatore. Questi incontri “a tre” hanno in genere cadenza mensile, ma possono essere convocati laddove emergano particolari circostanze che ne richiedano lo svolgimento.

APPROFONDIMENTO – MIBIL

La Missione Bilaterale italiana in Libano (MIBIL) nasce da un accordo quadro tra la Repubblica Italiana e il governo della repubblica libanese sulla cooperazione nel campo della Difesa, firmato a Beirut il 21 giugno 2004.

La missione, che si inquadra nel più ampio contesto delle iniziative dell’International Support Group for Lebanon (ISG), ha l’obiettivo di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, fornendo consulenza e sviluppando programmi di formazione e addestramento preventivamente concordati con le autorità libanesi. Ciò avviene in stretto coordinamento tra la Difesa, il COVI e le istituzioni libanesi, mediante l’impiego di eccellenze nazionali italiane nell’ambito del training, appositamente e temporaneamente schierate quali Mobile Training Team. Si tratta di assetti di entità variabile, capaci di condurre attività addestrative e formative in supporto alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi in tutto il paese.

L’obiettivo finale della missione è quello di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, al fine di renderle capaci di far fronte, efficacemente e in autonomia, alla situazione di sicurezza in Libano provocata dallo spillover della crisi siriana e dell’area mediorientale più in generale.

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: Comando Operativo di Vertice Interforze


Il generale Figliuolo in Bosnia-Erzegovina incontra i militari italiani della missione europea “ALTHEA”

Incontro del comandante del COVI con autorità diplomatiche e militari e saluto al contingente italiano dell’operazione “ALTHEA”

Il generale Figliuolo con il colonnello Sacchi

Sarajevo, 29 luglio 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha concluso ieri una visita ufficiale di due giorni in Bosnia Erzegovina, dove ha incontrato i militari italiani della missione europea “ALTHEA” e diverse autorità diplomatiche e militari.

Il comandante Fancesco Paolo Figliuolo al suo arrivo all’aeroporto della capitale bosniaca è stato ricevuto dal National Contingent Commander, tenente colonnello Roberto Sacchi e in serata ha incontrato l’ambasciatore d’Italia a Sarajevo, S.E. Marco Di Ruzza.

Il generale Figliuolo, dopo la resa degli onori presso il comando della European Union Force (EUFOR) di “ALTHEA”, ieri mattina ha incontrato il comandante del NATO Headquarters di Sarajevo, brigadier general Pamela Mc Gaha (Stati Uniti d’America) e, successivamente, il comandante di EUFOR, major general Anton Wessely (Austria).

La visita è proseguita presso lo Stato Maggiore della Difesa, per una office call con il Chief of the Joint Staff and Armed Forces of Bosnia and Herzegovina, lieutenant general Senad Mašović.

Saluto del generale Figliuolo al contingente italiano

Nel pomeriggio, la visita è proseguita a Camp Butmir, dove il generale il generale Figliuolo ha voluto incontrare e salutare gli uomini e le donne del contingente militare italiano impiegati a Sarajevo presso il NATO Headquarters e nell’operazione “ALTHEA”.

Nel suo indirizzo di saluto, il comandante del COVI ha ringraziato il personale italiano per la professionalità e la dedizione messe in campo nel complesso scenario in cui opera. In particolare, ha voluto sottolineare la centralità e l’importanza della presenza italiana nei Balcani occidentali, evidenziando quanto sia cruciale, per l’Italia, che questa regione continui a essere sicura e a prosperare.

Il comandante del COVI e il capo di Stato Maggiore della Difesa di Bosnia Erzegovina

La visita del generale il generale Figliuolo a Sarajevo avviene infatti in un momento in cui i noti eventi sul Fianco Est dell’Alleanza Atlantica generano inevitabilmente delle dinamiche che hanno dei riflessi anche nei Balcani. In questa regione, l’Italia rappresenta uno storico caposaldo, con la presenza delle proprie Forze Armate, oltre che nell’operazione EUFOR “ALTHEA”, anche nel vicino Kosovo, dove opera il contingente KFOR della NATO.

L’impegno delle Forze Armate italiane, ribadito di recente dallo stesso Ministro della Difesa, on. Guerini, è rivolto prevalentemente ad attività di monitoraggio e prevenzione delle tensioni interetniche e si articola anche in forme peculiari di collaborazione e coordinamento con i Paesi della regione, per preservare la stabilità della penisola Balcanica, di prioritario interesse nazionale. Ne sono un esempio la pluralità di iniziative varate o sostenute dal nostro Paese, tra le quali i forum di difesa della DECI, di ADRION, della Multinational Peace Force South-Eastern Europe (MPFSEE) sino alle componenti specificamente militari, come la Multinational Land Force (MLF) e le attività di sorveglianza aerea che l’Aeronautica Militare svolge in permanenza a favore della Slovenia, dell’Albania e del Montenegro.

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EUFOR è una forza imparziale di circa 1.100 soldati provenienti da 19 nazioni UE e non UE che si impegnano a sostenere il governo della Bosnia Erzegovina per contribuire alla stabilità del paese.

“ALTHEA” è un’operazione militare a guida Unione Europea avviata il 2 dicembre 2004 su mandato delle Nazioni Unite (UNSCR 1551 del 9 luglio 2004), in sostituzione dell’operazione della NATO “Joint Forge”. Essa è responsabile dell’attuazione degli allegati militari dell’accordo di pace di Dayton, firmato il 14 dicembre 1995, ed è condotta nell’ambito degli accordi Berlin Plus con il Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE), che funge da quartier generale operativo (OHQ) dell’UE.

Il contingente militare italiano è attualmente composto da circa 60 soldati.

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: Comando Operativo di Vertice Interforze


Romania, avvicendamento al comando della Task Force Air

Alla cerimonia il generale Francesco Paolo Figliuolo ha incontrato il personale militare della missione NATO di enhanced Vigilance Activity

Costanza, 10 maggio 2022 – Avvicendamento al comando della TFA “Black Storm”, impegnata in Romania nel quadro della missione NATO di enhanced Vigilance Activity (eVA), nei giorni scorsi presso l’aeroporto Mihail Kogălniceanu di Costanza (Romania).

La cerimonia si è svolta alla presenza del generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, comandante operativo di Vertice Interforze (COVI), accompagnato dal generale di divisione aerea Andrea Argieri, capo di Stato Maggiore del Comando della Squadra Aerea (CSA) dell’Aeronautica Militare. Hanno inoltre partecipato il generale Dorin Ionita, comandante interforze delle Forze Armate rumene e il generale Viorel Pana, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica rumena.

Il generale Figliuolo, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza delle attività condotte nell’ambito della missione NATO eVA. “Ogni giorno, in piena sinergia con i nostri alleati e partner, svolgete un’azione fondamentale nel garantire la sicurezza e l’integrità dello spazio aereo della Romania e della NATO”, queste le parole che il comandante del COVI ha rivolto ai militari italiani e rumeni schierati. Successivamente, ha presenziato al passaggio di testimone alla guida della TFA tra i comandanti cedente e subentrante.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del generale Ionita, il quale ha rivolto un ringraziamento a tutto il contingente per la loro “dedizione, duro lavoro e determinazione per assicurare insieme la sicurezza e il benessere dei nostri concittadini in tempi di tensione e instabilità”.

Il generale Pana ha quindi conferito l’onorificenza “Emblem of Honor” dell’Aeronautica rumena a otto uomini e donne della TFA per il loro lodevole operato.

Al termine delle celebrazioni, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha visitato la base operativa e di supporto della TFA, incontrando e ringraziando personalmente tutto il personale per il loro operato, la professionalità e l’abnegazione che hanno consentito il raggiungimento di elevate performance, riconosciute in patria e all’estero.

A margine della cerimonia, il comandante del COVI ha assistito a un briefing di aggiornamento informativo sulla situazione in atto nel territorio e nei cieli della vicina Ucraina, nonché sulle attività marittime condotte dalla Federazione Russa nel Mar Nero.

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L’Air Policing (AP) è una missione di difesa collettiva condotta sin dal tempo di pace, ininterrottamente per 365 giorni all’anno, allo scopo di assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo di tutti i Paesi dell’Alleanza, che è stata dagli stessi potenziata con missioni di enhanced Air Policing (eAP) a favore dei Paesi membri del fianco orientale, che sono state assicurate dalla TFA “Black Storm” da dicembre a marzo scorsi.

Dagli inizi di aprile, la TFA partecipa alle attività di vigilanza attiva (enhanced Vigilance Activity – eVA), per garantire supporto alla difesa dell’integrità dei confini dell’Alleanza, attualmente dispiegando una flotta di 8 velivoli F-2000A “Typhoon” provenienti dal 4°, 36°, 37° e 51° stormo dell’Aeronautica Militare.

Questo complesso di operazioni è svolto sotto il comando e controllo NATO, esercitato attraverso i Combined Air Operations Centre (CAOC) e sotto la supervisione dall’Allied Air Command (AIRCOM) della NATO, sostenendo la capacità dei Paesi dell’Alleanza di condividere e ottimizzare l’impiego di mezzi, di personale e di professionalità per salvaguardare lo spazio aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza.

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Fonte e immagni:
Comando Operativo di Vertice Interforze


COVI, il generale Figliuolo riceve il ministro della Difesa albanese onorevole Niko Peleshi

Onorevole Niko Peleshi in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze

Il ministro Peleshi ricevuto al COVI dal generale Figliuolo

Roma, 19 gennaio 2022 – Il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha ricevuto lunedi mattina la visita del ministro della Difesa della Repubblica di Albania, l’onorevole Niko Peleshi.

Nel corso dell’incontro, il generale Figliuolo e l’on. Peleshi hanno discusso dei principali temi di attualità internazionale, affrotando questioni di politica estera e di sicurezza e si sono confrontati sulle misure di contrasto alla pandemia adottate nei rispettivi Paesi.

Il comandante del COVI ha voluto richiamare i sentimenti di vicinanza tra i due Paesi e ringraziare ancora una volta il popolo albanese per la solidarietà dimostrata agli italiani quando, nel marzo 2020, le autorità di Tirana inviarono in Italia 30 medici albanesi in aiuto ai colleghi allora impegnati nella lotta al CoVid-19 in Lombardia.

La delegazione albanese era composta, tra gli altri, dalla dott.ssa Telisa Polena (capo di Gabinetto), dal dott. Fatjon Fhoxhalli (consigliere media), dal dott. Gjergji Methoxha (direttore della direzione della NATO e dell’UE) e dal colonnello Edmond Voci (addetto militare).

Un briefing di aggiornamento sulle attività operative del COVI e la firma dell’Albo d’Onore hanno concluso la visita.

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: Comando Operativo di Vertice Interforze
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Avvicendamento del comandante logistico dell’Esercito, subentra il generale Maurizio Riccò

Al generale Francesco Paolo Figliuolo subentra il generale Maurizio Riccò

Roma, 10 gennaio 2022 – Questa mattina, a Roma, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento nella carica di comandante logistico dell’Esercito tra il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, cedente, e il generale di divisione Maurizio Riccò, subentrante.

Nel corso della cerimonia, che si è svolta presso il Comando dei Supporti Logistici alla presenza di autorità civili, militari e religiose, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha espresso gratitudine al generale Figliuolo e a tutti gli uomini e le donne del Comando Logistico, rimarcando l’esemplare lavoro svolto e sottolineando che l’impegno di tutto l’Esercito nel fronteggiare questa terribile pandemia, che ha marcatamente condizionato le nostre vite, non cambierà.

Non cambia l’impegno dell’Esercito nel fronteggiare la pandemia

STATO MAGGIORE ESERCITO

Il generale Serino, nel suo intervento, ha sottolineato come gli anni della pandemia hanno messo in luce l’importanza dell’autonomia logistica dell’Esercito che ha consentito di operare con continuità ed efficienza nell’incertezza dell’emergenza, mettendo in campo le peculiarità proprie delle compagini militari. Continuando, ha ripercorso l’ottimo lavoro svolto dal generale Figliuolo quale comandante logistico e quale commissario straordinario concludendo: “Francesco Paolo, in un certo senso sei stato e sei il catalizzatore e il simbolo dell’impegno collettivo dell’Esercito a favore della Nazione di fronte a questa dura prova”… “per ciò che hai fatto e continui a fare ogni giorno per l’Esercito e per la Nazione, sono certo che, nella tua nuova veste di Comandante del COVI, saprai conquistare ulteriori brillanti e sfidanti traguardi. In bocca al lupo!”

Il capo di SME ha poi augurato buon lavoro al generale Riccò. 

Generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo

Il generale Figliuolo, che dopo tre anni al vertice del comando logistico è stato designato a ricoprire l’incarico di comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha ringraziato sentitamente tutto il personale dell’area logistica dell’Esercito, ricca di pregiate professionalità militari e civili, per aver affrontato con grande energia e determinazione le numerose sfide legate al contrasto della pandemia che hanno visto il Comando Logistico dell’Esercito, e le sue articolazioni, operare tempestivamente ed efficacemente in prima linea a favore della sanità pubblica e della collettività, in situazioni molto complesse e difficili.

Il ruolo del comando logistico è stato centrale sin dall’inizio dell’emergenza per tutti gli aspetti relativi all’organizzazione militare del supporto alla sanità pubblica: dai rifornimenti di dispositivi di protezione individuale, al rafforzamento del Policlinico militare “Celio” di Roma e del Centro Ospedaliero Militare di Milano, allo schieramento degli ospedali da campo, all’impiego del personale sanitario militare nei Drive Through e nei presidi vaccinali della Difesa, dal reclutamento straordinario di medici e infermieri per sostenere in modo capillare su tutto il territorio nazionale il Servizio sanitario pubblico, al sostegno per la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19.

Il generale Figliuolo ha concluso il suo intervento con l’augurio al generale Riccò, che ha appena lasciato l’incarico di capo del IV reparto logistico dello Stato Maggiore dell’Esercito, di accrescere ulteriormente l’azione del Comando Logistico affinché sia sempre più un’organizzazione solida, coesa, efficiente ed efficace in quell’indispensabile e vitale funzione di sostegno alla Forza Armata.

Generale di divisione Maurizio Riccò

Il generale Riccò, prendendo la parola, ha ribadito che opererà indirizzando tutte le sue energie in perfetta continuità con quanto fatto fino ad oggi, affinché alla logistica sia rivolta l’attenzione che merita quale centro di gravità della Forza Armata.

Il comando logistico è uno dei comandi di vertice dell’Esercito Italiano a cui è devoluta l’organizzazione logistica della Forza Armata. Si avvale di uno Stato Maggiore e di quattro specialistici – Trasporti e Materiali, Commissariato, Sanità e Veterinaria, e Tecnico – che operano nei settori di interesse attraverso organi specializzati. Si avvale inoltre del Comando dei Supporti Logistici e del Policlinico Militare di Roma “Celio”, ospedale polifunzionale militare nazionale di riferimento per il personale militare e civile della Difesa. Dal comando logistico dipende anche il Nucleo Ispettivo Centrale con il compito di effettuare un costante e puntuale monitoraggio del livello di funzionalità ed efficienza della logistica di Forza Armata.

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Fonte e immagini
: Comando logistico dell’Esercito
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Esercito, nuovo comandante per Sanità e Veterinaria, mag generale Massimo Barozzi subentra al ten generale Antonio Battistini

Roma, 12 marzo 2021 – Il tenente generale Antonio Battistini ieri ha ceduto l’incarico di comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito al maggior generale Massimo Barozzi, alla presenza del comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Cerimonia che ha avuto luogo presso la Caserma ‘E. Bianchi’ di Roma.

Il generale Figliuolo nel corso del passaggio di consegne ha espresso gratitudine al generale Battistini, destinato a un prestigioso incarico all’interno della struttura commissariale per l’emergenza Covid-19, rimarcando le altissime qualità morali che, accompagnate alla competenza e alla capacità professionale, hanno caratterizzato il suo operato durante il mandato.

In particolare, il Comandante Logistico ha voluto evidenziare come grazie al generale Battistini l’organizzazione della Sanità dell’Esercito si sia fortemente evoluta in senso dinamico: sia seguendo un modello di revisione areale che, attraverso la realizzazione delle Infermerie Presidiarie, ha di fatto contribuito a rendere efficiente ed efficace il concorso fornito dalla Forza Armata nell’ambito dell’emergenza pandemica, sia per l’ampliamento delle collaborazioni con le Aziende Sanitarie e il mondo accademico.

Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha poi rivolto gli auguri per il nuovo incarico al maggior generale Massimo Barozzi che ha appena lasciato quello di direttore ospedaliero del Policlinico Militare di Roma Celio.

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Comando Sanità è Veterinaria - Esercito Italiano

Il Comando di Sanità e Veterinaria, posto alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito, sovrintende all’implementazione della policy del sostegno sanitario di Forza Armata negli ambiti della medicina preventiva, legale e del lavoro, protezione sanitaria delle forze, igiene ambientale e servizi veterinari. È oggi articolato nel Reparto di Sanità e nel Reparto di Veterinaria ed  ha alle dipendenze il Centro Ospedaliero Militare di Milano e 4 Dipartimenti Militari di Medicina Legale (Roma, Padova, Messina e Cagliari), la Commissione Medica Interforze di II Istanza, il Centro Militare Veterinario di Grosseto e l’Ospedale Veterinario.

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