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Terrorismo e immigrazione clandestina: nascono le squadre investigative comuni


Roma, 4 ottobre 2014 – Il capo della polizia, prefetto Alessandro Pansa, insieme al vice capo della polizia, direttore centrale della polizia criminale, prefetto Francesco Cirillo, ha partecipato a Monaco di Baviera (Germania) ad una riunione informale con i capi della polizia dell’Austria, Germania e Svizzera.

Per la Germania erano presenti il presidente del Bundeskriminalamt/BKA, Jörg Ziercke e il presidente della polizia bavarese, Wilhelm Schidbauer, per l’Austria il direttore generale della polizia austriaca, Konrad Kogler, e per la Svizzera il direttore dell’ufficio federale di polizia (Fedpol), Nicoletta Della Valle.

Durante il quadrilaterale, denominato “Alpentressen”,  sono stati affrontati i temi dell’immigrazione clandestina e del terrorismo.

Dall’incontro è nata la iniziativa di creare una squadra investigativa comune per lo scambio di informazioni sulle organizzazioni che gestiscono i flussi di immigrazione versi i Paesi europei e sul fenomeno e dei così detti “foreign fighters”, (estremisti islamici, spesso appartenenti alla seconda generazione di immigrati, che combattono all’estero).

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Fonte: Polizia di Stato

 

 

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Incontro bilaterale italo-tedesco al Viminale sulla criminalità organizzata

PansaRoma, 24 luglio 2014 – Incontro bilaterale italo-tedesco al Viminale sulla criminalità organizzata. Il capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, Prefetto Alessandro Pansa, insieme al vice capo della polizia, direttore centrale della polizia criminale, Prefetto Francesco Cirillo, ha incontrato il vice presidente dell’ufficio federale della polizia criminale tedesca Bundeskriminalamt (BKA), Jürgen Stock.

DSC_2055_cirillo_L’incontro è stato organizzato in vista delle prossime elezioni per il rinnovo della carica di segretario generale di Interpol che si terranno nel mese di novembre presso il Principato di Monaco ed a cui il rappresentante tedesco è ufficialmente designato.

Nella riunione, a cui hanno partecipato anche il Prefetto Matteo Piantedosi, vice capo della polizia, il Prefetto Annapaola Porzio, direttore dell’ufficio per il coordinamento e la pianificazione forze di polizia e il dirigente generale Giovanni Pinto, direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, avvenuta in un clima di grande cordialità e collaborazione, sono state affrontate, le tematiche della criminalità organizzata, criminalità itinerante, terrorismo e del cyber-crime. In vista della prossima riunione della task-force italo-tedesca prevista per il prossimo autunno a Wiesbaden, le parti, considerati gli ottimi risultati derivanti dalla collaborazione investigativa in materia di criminalità organizzata avviata dopo gli omicidi di Duisburg, hanno convenuto di rafforzare l’impegno nella cooperazione italo-tedesca e di estenderla anche ad altre temi d’interesse quali la criminalità itinerante e la ricerca latitanti.

Gli stessi hanno condiviso anche l’esigenza di rafforzare la multilateralità dell’impegno al contrasto al crimine organizzato attraverso il rafforzamento del ruolo di Interpol quale organismo di interscambio informativo ed operativo tra 190 Paesi.

L’incontro ha avuto termine con una visita al Sacrario dei caduti della Polizia di Stato presso la scuola superiore di polizia.

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Fonte: Polizia di Stato


Interpol: a Roma la prima riunione di esperti internazionali sul sequestro dei beni

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Il prefetto A. Pansa

Roma, 14 maggio 2014 – Questa mattina ha avuto inizio, presso la Scuola Superiore di Polizia, la prima riunione del gruppo di esperti internazionali in materia di identificazione, localizzazione e sequestro dei beni, che è stata preceduta da una cerimonia di apertura alla presenza del signor capo della Polizia prefetto Alessandro Pansa, dei tre vice capi della Polizia, prefetto Francesco Cirillo, prefetto Alessandro Marangoni, prefetto Matteo Piantedosi e dei vertici delle altre forze di polizia e delle massime autorità dipartimentali.

Questo gruppo di esperti nasce da una serie di raccomandazioni e risoluzioni presentate dall’Italia ed approvate in ambito Interpol, con la finalità di rafforzare l’azione internazionale di contrasto alla criminalità organizzata, attraverso l’aggressione dei proventi da essa acquisiti illecitamente.

L’incarico demandato agli esperti comprende lo studio dell’attuale quadro normativo in materia di recupero dei beni e la formulazione di raccomandazioni finalizzate all’elaborazione di una proposta di testo da sottoporre alle autorità politiche per la sua traduzione in strumento giuridico internazionale.

Tale strumento, anche grazie alla proficua collaborazione già sviluppata con l’UNODC per la realizzazione del “Digesto dei casi di criminalità organizzata”, potrebbe rappresentare il naturale sviluppo del lavoro svolto per la stesura della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, siglata a Palermo nel 2000.

Alla conferenza, che si concluderà il prossimo 16 maggio, partecipano oltre 100 esperti provenienti da tutto il mondo e rappresentanti di istituzioni ed organizzazioni internazionali, fra cui l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC), la Banca Mondiale, il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI), Europol, il Consiglio di Europa, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la rete CARIN, il Gruppo Egmont e il Comitato 1267 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte: Polizia di Stato


Contro i crimini d’odio un master per le Forze di Polizia

Workshop su progetto TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement) a cura dell’OSCE/ODIHR e OSCAD

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Roma, 10 febbraio 2014 – I reati ispirati dall’odio – hate crimes – costituiscono un aspetto recente, ma assai importante, dei rapporti tra tutela dei diritti umani e sicurezza (interna ed internazionale) essi, infatti, non sono solo una grave violazione delle libertà individuali ma rappresentano una minaccia al diritto di sicurezza del singolo e della società tutta.

I fenomeni di violenza non emergono dal nulla. Essi sono spesso il tragico atto finale di un processo che comincia con la deviazione e l’intolleranza sociale, passa attraverso la discriminazione e si conclude con la violenza.

La violenza motivata dall’odio produce un impatto devastante sulle vittime, incrementando un clima di paura, un senso di sfiducia e il fenomeno della mancata denuncia da parte della vittima. L’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ha promosso un importante progetto formativo, realizzato con l’OSCEODIHR su “La prevenzione e il contrasto dei crimini d’odio” – un ciclo di seminari specificamente dedicati alla realtà italiana, arricchiti da una preziosa componente europea del progetto.

A partire da questa mattina, presso la Scuola Superiore di Polizia e presso la Scuola Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, gli allievi approfondiranno i diversi aspetti della questione grazie alle competenze e all’autorevolezza dei docenti dell’ODIHR. Il progetto formativo, denominato “Training Against Hate Crimes for Law Enforcement” (TAHCLE) consentirà lo sviluppo delle conoscenze e dell’expertise degli operatori attraverso l’apprendimento dei metodi più efficaci per far fronte ai crimini d’odio.

Si tratta di un programma che mira ad approfondire ogni aspetto dei crimini ispirati dall’odio, ad aumentare le competenze di Polizia e Carabinieri, ad incrementare le capacità di interazione con le comunità delle vittime e a creare fiducia reciproca tra i diversi attori.

Un ruolo cruciale, in questo contesto, è quello delle Forze dell’Ordine che devono possedere una formazione specifica e approfondita.

Il Prefetto Francesco Cirillo

Il Prefetto Francesco Cirillo

È questa la strada intrapresa dall’Osservatorio quando, il 29 maggio 2013, il Prefetto Francesco Cirillo – Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Direttore Centrale della Polizia Criminale, in qualità di presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) – ha siglato, con l’Ambasciatore Janez LENARČIČ, Direttore dell’ufficio ODIHR (Office for Democratic Institutions and Human Rights) dell’OSCE, un protocollo di intesa per la partecipazione del Dipartimento della P.S. al programma formativo, finanziato dall’OSCE, denominato TAHCLE (Training Against Hate Crimes for Law Enforcement).

Il Prefetto Cirillo ha dichiarato: “Le discriminazioni non hanno confini e dovunque impediscono alle vittime di vivere! Un’efficace attività di prevenzione e di contrasto di ogni forma di discriminazione e di incitamento alla violenza necessita di  un approccio globale e di forme di cooperazione che consentano lo scambio di buone prassi e la condivisione di esperienze e competenze delle principali organizzazioni internazionali “di settore” come l’OSCE e, in particolare, l’ODIHR.”.

Secondo una logica formativa del tutto innovativa, sono stati organizzati incontri, preparatori e propedeutici all’avvio dell’attività formativa, tra i docenti dell’ODIHR e gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nonché organizzazioni della società civile, necessari per acquisire maggiori elementi di conoscenza in merito ai vari casi concreti, alle  “buone prassi” adottate e alle criticità riscontrate.

Ciò è stato indispensabile per valutare la portata dei fenomeni di violenza motivati dall’odio, conoscere più approfonditamente le attività poste in essere per far fronte al fenomeno , individuare i possibili margini di miglioramento e, in tal modo, “personalizzare” il modulo formativo.

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Fonte: Polizia di Stato
Foto: © Monica Palermo


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