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Libano: prima edizione corso “Sharpshooter skills” per le forze di sicurezza libanesi

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Shama, 23 gennaio 2018 – Si è conclusa la prima edizione del corso “Sharpshooter skills”, presso la sede del comando del settore ovest di Unifil, a guida italiana, su base brigata paracadutisti “Folgore”. Il corso serve per fornire ai partecipanti, tutti appartenenti al General Directorate of State Security (GDSS) libanese, le conoscenze di base per l’impiego dell’armamento in dotazione nel tiro di precisione sulle lunghe distanze.

I frequentatori hanno seguito lezioni teorico-pratiche incentrate su osservazione e stima delle distanze, individuazione, identificazione e indicazione dei bersagli, azzeramento dell’arma in dotazione e tecniche di puntamento e tiro.

Oltre alle lezioni in aula e alle attività in bianco, il personale libanese ha avuto modo di esercitarsi anche a fuoco, presso il poligono di tiro di Al Naqoura, dove nel corso di due intense giornate sono state messe in pratica tutte le nozioni acquisite.

Assai significativo il numero dei partecipanti, 2 sottufficiali e 14 graduati, dato che conferma il notevole interesse e l’importanza che l’addestramento congiunto con Unifil – e in particolare con le forze armate italiane – riveste per la controparte libanese.

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Si tratta, infatti, di una proficua interazione, dai contenuti altamente tecnici e qualificanti, mirata a far acquisire concrete capacità operative alle forze di sicurezza libanesi, nello spirito della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: peacekeepers italiani incontrano il presidente delle municipalità e i sindaci libanesi

I militari italiani incontrano oltre 50 sindaci delle municipalità di Tiro presso il comando del settore ovest di Unifil

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Shama, 19 gennaio 2018 – Si è svolto presso il comando del settore ovest di Unifil a guida italiana, su base brigata paracadutisti Folgore, un importante incontro fra i peacekeepers italiani di Unifil ed i sindaci delle municipalità di Tiro, la città più grande che si trova nel settore Italiano, nel sud del Libano.

I militari italiani di Unifil determinanti per la sicurezza e la stabilità della Regione

Il comandante del contingente italiano, generale Rodolfo Sganga, ha ricevuto presso il comando italiano di Shama il Kaimakan, il presidente delle municipalità ed oltre 50 sindaci della zona. Nel corso dell’incontro si è discusso sulla realtà delle rispettive municipalità e sulla situazione generale libanese, delineando un quadro di una regione al momento stabile e sicura e all’interno della quale il ruolo di Unifil e dei militari italiani è sempre più apprezzato.

Il ruolo fondamentale del dialogo

Nel corso del suo intervento di saluto il generale Sganga ha espresso il profondo orgoglio per la scelta dei funzionari libanesi di riunirsi presso la Base Italiana ed ha evidenziato quanto sia fondamentale il dialogo e l’esistenza di autorità locali come loro e come quelle incontrate recentemente,  così accorte alle esigenze del proprio popolo e senza le quali il lavoro di Unifil  sarebbe più arduo.

Militari italiani in supporto per le Forze Armate libanesi

Il generale ha inoltre sottolineato come la presenza di Unifil sia sempre a supporto delle Forze Armate libanesi e ha invitato le autorità locali a supportare l’azione italiana di Unifil, affinché essa possa risultare ancora più efficace ed efficiente. Tale cooperazione aiuterebbe nell’individuazione di progetti sempre più utili alla popolazione, focalizzati al miglioramento delle condizioni di vita. Attività, questa, che aiuterebbe la percezione tra i cittadini libanesi che Unifil esiste per lavorare insieme alle Forze Armate libanesi a favore della sicurezza.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: il contingente italiano incontra l’associazione dei professionisti libanesi laureati in Italia

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Shama (Libano), 15 gennaio 2018 – Si è svolto, presso la base di Shama sede del comando del settore ovest della missione di UNIFIL a guida italiana su base paracadutisti Folgore, l’incontro con l’associazione delle persone laureate in Italia. Il generale Rodolfo Sganga, comandante del contingente italiano, ha accolto oltre 40 professionisti che lavorano nel sud del Libano in moltissimi campi dall’architettura, all’archeologia, all’ambito medico e dell’ingegneria. Ogni anno sono più di duecento gli studenti libanesi che scelgono di frequentare le università italiane.

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Nel corso dell’incontro è emerso quanto sia profondo, solido e con radici antichissime il legame che unisce queste persone in particolare ed il Libano in generale all’Italia.

Il legame fra il popolo italiano e quello libanese è quanto mai solido perché forte di radici storiche importanti che permettono, come ricordato dal generale Sganga, “di sentire più leggero il peso di lasciare le nostre famiglie in Italia per svolgere il nostro servizio in Libano perché alleggerito dalla sensazione di sentirsi accolti da una seconda famiglia qui nella terra dei cedri”.

A termine della serata il presidente dell’associazione ha voluto rendere omaggio ai militari italiani, donando al generale Rodolfo Sganga un mosaico, interamente fatto a mano dagli studenti di archeologia del professor Hassan Badawi, raffigurante lo stemma della brigata paracadutisti Folgore.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: inaugurati i primi progetti di supporto alla popolazione del 2018

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Bint Jbeil (Libano), 8 gennaio 2018 – Alla presenza del generale di brigata Rodolfo Sganga, comandante del settore ovest di Unifil a guida italiana su base Brigata Paracadutisti Folgore, si è svolta una cerimonia per l’inaugurazione di due importanti progetti realizzati mediante i fondi della Cooperazione Civile-Militare italiana.

In particolare si è trattato della fornitura e dell’installazione di nuovi cartelli stradali e la sostituzione di altri cartelli deteriorati e la fornitura e l’installazione nel palazzo della prefettura dell’unione di Bint Jbeil dell’impianto di illuminazione fotovoltaico.

Questi progetti, nati dalle richieste del presidente dell’unione delle municipalità di Bint Jbeil, ing. Atallah Chaeyto, e del Qaimaqam di Bint Jbeil, prof. Khalil Dbouk, contribuiscono ad apportare, oltre ad un risparmio energetico tramite l’impiego dei pannelli fotovoltaici, un significativo miglioramento dell’efficienza della rete viaria, migliorando le condizioni di sicurezza per la popolazione locale.

UNIFIL ha avuto sin dai primi anni del suo dispiegamento nel 1978, una forte inclinazione umanitaria nell’affrontare le conseguenze delle guerre e dell’occupazione nel sud del Libano. I contingenti UNIFIL quali quello a guida italiana schierato nel settore ovest del sud del Libano, forniscono assistenza medica, dentale, veterinaria e di altro tipo e conducono vari programmi di formazione per le persone in settori quali informatica, lingue, produzione di pizza, maglieria, yoga, taekwondo e molti altri.

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L’Italia e UNIFIL sono sempre con la popolazione, per la popolazione e tra la popolazione del Libano.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano UNIFIL: corso sulla sicurezza stradale nelle scuole del Libano del sud

I Carabinieri del contingente italiano contribuiscono al progetto educativo sulla sicurezza stradale

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Shama (Libano), 15 dicembre 2017 –  I peacekeepers italiani del settore ovest di UNIFIL, su base brigata paracadutisti “Folgore”, hanno partecipato al progetto educativo volto alla sensibilizzazione sulla sicurezza stradale nelle scuole intermedie della città di Tiro, Rumaysh ed Alma Ash Shaab.

La campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, nasce in coordinamento con il Civil Affairs Office di UNIFIL e con l’associazione “Kunhadi”, associazione che da oltre dieci anni si occupa di realizzare progetti analoghi in collaborazione con la polizia militare di UNIFIL,  ed è stata rivolta a circa 200 studenti delle scuole secondarie ed ha visto come educatori e dimostratori il nucleo Carabinieri di polizia militare del contingente italiano unitamente alla International Military Police.

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L’attività si sviluppa con attività teorico e pratiche utili a sensibilizzare i giovani libanesi sulla sicurezza stradale, la prevenzione degli incidenti e il rispetto delle regole della circolazione stradale in vigore in Libano.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: il vescovo serbo visita il contingente italiano

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Shama (Libano), 13  novembre 2017 – Il vescovo della chiesa serba Jovan, ha incontrato a Shama i militari del contingente italiano della missione UNIFIL.

L’incontro ha assunto un valore particolare per lo speciale legame che lega il vescovo Jovan alla brigata paracadutisti Folgore che, da metà ottobre, è al comando del settore ovest della missione UNIFIL e costituisce il grosso delle forze dispiegate nel Libano meridionale.

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Il vescovo, che ha incontrato il comandante del settore ovest generale di brigata Rodolfo Sganga, i paracadutisti del 183°Rgt Nembo e del Savoia Cavalleria nonché i colleghi serbi schierati a fianco dei militari italiani,  oltre ad essere anch’egli paracadutista, è rimasto legato alla Folgore sin dagli anni dell’impiego dei Paracadutisti Italiani nei conflitti nei Balcani.

La Folgore, grazie all’impegno profuso per la tutela della comunità serba all’inizio degli anni 2000, fu insignita, prima unità militare nella storia, della prestigiosa Croce di San Sava.

Inizialmente istituito dal Re Milan I di Serbia per compensare civili meritevoli nelle arti e nelle scienze, dopo il 1914 l’Ordine di San Sava venne concesso anche ai militari e, da dopo la caduta della monarchia serba, dal 1945 l’Ordine venne ripristinato dalla chiesa ortodossa serba.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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4 Novembre,  l’Esercito, al servizio del Paese, celebra il giorno dell’Unità Nazionale e la giornata delle Forze Armate. 

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Roma, 4 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito alle celebrazioni per il 4 Novembre, giorno dell’Unità Nazionale e giornata delle Forze Armate.

Nell’ambito delle celebrazioni per il giorno dell’Unita Nazionale e della giornata delle Forze Armate, presiedute a Roma, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico ha reso omaggio ai Caduti di tutte le guerre assistendo alla deposizione di una corona d’alloro sulla tomba del “Milite Ignoto” all’Altare della Patria.

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Per l’occasione il capo dello Stato, con il ministro della Difesa, sen. Roberta Pinotti e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha insignito di Croce di “Cavaliere” dell’Ordine Militare d’Italia le bandiere del 6° reggimento Bersaglieri e del 7° reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” per “l’ammirevole coraggio, dedizione e tenacia dimostrata dagli uomini e dalle donne dei due reparti dell’Esercito, che partecipando a numerose operazioni di supporto alla pace e soccorso umanitario, sotto egida NATO e ONU, si sono sempre prodigati, mettendo a rischio anche la propria vita, per il raggiungimento degli obiettivi assegnati“.

A seguire, il generale Errico si è recato al Sacrario Militare di Redipuglia dove, con la sottosegretaria di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – dott.ssa Barbara Degani – ha accolto il presidente del Senato – senatore Pietro Grasso – delegato del presidente della Repubblica, che ha ricevuto gli onori da un picchetto interforze con in testa la bandiera del reggimento “Piemonte Cavalleria”(2°) e la musica d’ordinanza della fanfara della brigata alpina Julia.

Toccante il momento in cui, davanti ai reparti schierati delle Forze Armate e alle insegne di associazioni combattentistiche e d’arma, tra le ali di folla presente al Sacrario e sulle note de “La leggenda del Piave”, il presidente del Senato ha deposto una corona alla memoria dei Caduti, prima dell’accensione dei tripodi che sovrastano il Sacrario e della lettura della preghiera per la Patria.

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La lettura della motivazione del conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Militare al Milite Ignoto è stata affidata alla voce della novantaquattrenne Paola Del Din, insignita di quella stessa medaglia per gli atti di eroismo durante la seconda guerra mondiale. Arruolata e addestrata dalle forze speciali inglesi, è stata la prima donna paracadutista militare italiana e forse l’unica ad aver compiuto un lancio di guerra. Durante la guerra, poco più che ventenne, trasportava documenti segreti attraverso l’Italia occupata.

Essere qui a Redipuglia oggi, è un omaggio a quanti, militari e civili, hanno conosciuto i sacrifici della guerra – ha detto il senatore Grasso – Ognuno di noi, ogni famiglia italiana ha almeno un parente tra questi nomi e il sacrificio di questi eroi, che sono morti per la Patria, non può e non deve essere dimenticato.

La cerimonia si è conclusa tra gli applausi dei numerosi cittadini e delle scolaresche presenti, arrivate dalle varie regioni italiane, per rendere omaggio al ricordo degli eroi che hanno donato la propria vita per la Patria.

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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