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Arte in caserma, 14 artisti per il 186° rgt paracadutisti “Folgore”

Siena, 14 marzo 2022 – Arte e mondo militare si incontrano, ben 14 artisti hanno donato le loro opere al 186° reggimento paracadutisti “Folgore”, per tramite dell’Accademia Internazionale Medicea di Firenze. Le opere saranno presentate nella caserma Bandini da venerdì 18 marzo presso la Caserma Bandini.

L’dea del connubio arte e mondo militare nasce dal profondo senso di appartenenza verso il Reggimento, di quattro amici che nel tempo vi hanno prestato servizio, e che è diventato a loro caro, come una sorta di grande famiglia. In questo gruppo di amici, anche Michele Coppola che oltre ad essere stato un “figlio” di questo reparto, ha poi sviluppato la sua carriera di artista, diventando poi rettore dell’Accademia Internazionale Medicea di Firenze. Michele Coppola coinvolse la compianta artista orafa Paola Crema, proprio nella città del fiore, affinché sposasse l’iniziativa e coinvolgesse un certo numero di personalità del mondo dell’arte. Da quel momento, cominciò a costituirsi la collezione che oggi viene donata al Reggimento.

E’ da ricordare che questa sorta di “gemellaggio affettivo” tra la “Folgore” e l’Accademia Internazionale Medicea risale al 2017 quando la brigata fu insignita dell’onorificenza più alta del consesso fiorentino, cioè il Premio Lorenzo il Magnifico. L’anno successivo il 186° reggimento ottenne invece la medaglia Laurenziana, e fu in quell’ambito che l’idea, comunque pionieristica, di portare l’arte contemporanea in una caserma lanciata dalla Professoressa Frabetti, venne ben accolta dall’allora comandante del reggimento, colonnello Michele Fraterrigo.

Un’idea che riflette la sempre maggiore richiesta di cultura e una rinnovata sensibilità verso la bellezza che come qualcuno diceva “salverà il mondo”. Il rettore Michele Coppola durante un suo discorso sottolineò che “talvolta non si tiene conto che, gli artisti attingono al proprio animo, per dare dimensione a ciò che dimensione non ha, attingono al loro serbatoio emotivo, le loro opere, le loro visioni muoiono dal loro infinito per nascere nella nostra realtà. Quando un pittore decide di dipingere non sa fino in fondo dove arriverà il suo quadro ma sa dove arriverà con se stesso… tocca il fondo della sua natura in un’apnea affettiva per poi tornare su, magari stanco o sfinito ma sicuramente appagato”.

Il gruppo di opere d’arte durante il periodo di comando del colonnello Federico Bernacca, si è poi consolidato. L’onore di inaugurare la mostra pero spetta ora all’attuale comandante colonnello Massimo Veggetti, che farà esporre le opere in uno dei luoghi più importanti per la convivialità di una caserma, la sala mensa. Ognuna di esse rappresenta non solo un soggetto, ma una tematica che vuole offrire, oltre alla leggerezza, anche spunti per favorire una forma moderna dell’otium intellettuale.

Sono 14 gli artisti presenti con le loro opere sono: Marco Castorina, Ambra Morosi, Andrea Stella, Maila Astolfi, Luciano Manara, Marco Vannucchi, Vittoria Marziari, Massimo Listri, Michele Coppola, Lajos Ravasz, David Wurzel, Fiorella Nuti, Pietro Olivieri, Stefania Angelo Comneno Ferrari. Il dottor Ariani vicepresidente dell’Accademia Medicea, ha donato al reggimento alcune opere della propria collezione privata.

Il principe Alessio Angelo-Comneno di Tessaglia

All’iniziativa ha preso parte anche il principe Alessio Angelo-Comneno Ferrari, presidente dell’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere, Arti e Scienze di Roma, che ha donato due opere della  sua collezione privata realizzate dalla madre, Principessa Stefania AngeloComneno di Tessaglia. Una donazione particolarmente prestigiosa, poiché il principe è l’attuale capo della famiglia imperiale degli Angelo-Comneno, che racchiude una storia millenaria a metà fra l’Oriente e l’Occidente. L’Accademia, anche in virtù della rivista Studi sull’Oriente Cristiano (tripla classe A del Ministero dell’Università e della Ricerca) è ancora oggi un soggetto attivo nella promozione del dialogo religioso e nella diffusione della cultura a livello mondiale.

L’Accademia Internazionale Medicea e il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore sono quindi fieri di poter vantare una simile collaborazione che impreziosisce l’evento.

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Folgore, esercitazione Wrangler 22 per oltre 400 paracadutisti a Monte Romano

Attività addestrativa per testare le capacità e le potenzialità nel condurre operazioni ad alta intensità da parte degli assetti delle Permanent Training Company della “Folgore”

Monte Romano (VT), 8 febbraio 2022 – Oltre 400 i paracadutisti impegnati nelle scorse settimane nell’ambito dell’esercitazione “Wrangler 22”, presso l’area addestrativa di Monte Romano (VT), che ha interessato un “complesso minore pluriarma a seguito di aviolancio”, su base compagnia addestrativa (Permanent Training Company) del 183° reggimento paracadutisti “Nembo”, rinforzato da un plotone blindo pesanti del reggimento Savoia Cavalleria (3°), assetti dell’8° reggimento genio guastatori paracadutisti e una sezione del 185° reggimento artiglieria paracadutisti.

L’esercitazione è stata pianificata, preparata e condotta quale attività addestrativa di specialità orientata al warfighting, come disposto dal Comando Forze Operative Nord, secondo i lineamenti d’impiego tipici delle aviotruppe e, al fine di consolidare le capacità di combattimento delle unità della Brigata paracadutisti “Folgore” per essere prontamente impiegabili in operazioni full spectrum, conseguendo una concreta e solida integrazione tra unità Combat, Combat Support (CS) e Combat Service Support (CSS), sin dalla fase di pianificazione.

L’esercitazione rientra nel più ampio obiettivo di addestrare i paracadutisti alla condotta di operazioni avioportate, anche alla luce dell’aggiornamento dottrinale di riferimento, in particolare delle cosiddette operazioni di ingresso forzato (Joint Forcible Entry Operations), eseguite anche in territorio ostile per la conquista e successiva occupazione di una posizione solida e sicura (lodgement), al fine di condurre una o più operazioni successive. In queste operazioni l’aliquota di ingresso iniziale (Initial Entry Forces) ha il compito di favorire e proteggere l’arrivo dell’aliquota successiva (Follow-on Forces), la quale interviene per sostituire e/o espandere le posizioni occupate dall’aliquota di ingresso iniziale e/o proseguire le operazioni.

Ad un’accurata fase di pianificazione, sono seguite le prove parziali e il ROC Drill (Rehearsal Of Concept – terrain model) a cura dei comandanti del dispositivo pluriarma, al fine di raggiungere la massima sincronizzazione e capacità di coordinamento, a premessa della fase condotta finalizzata alla creazione di una testa di aviosbarco. Il sostegno logistico alla Forza di aviosbarco durante la fase di condotta è stato assicurato con aviolanci di “carichi” da parte della componente di aviorifornimento della Brigata “Folgore”, che costituisce una pedina operativa fondamentale dall’alto valore strategico, oltre che assetto essenziale per la sostenibilità di un’operazione avioportata.

Il complesso minore pluriarma, inoltre, ha integrato al suo interno capacità specifiche quali tiratori scelti, JTAC, JFST e soccorritori militari, al fine di massimizzare l’opportunità addestrativa in un’ottica combined arms. Le componenti a tiro curvo, seppur impiegate “in bianco”, hanno sfruttato l’evento addestrativo per implementare le procedure di cooperazione arma base e artiglieria, in preparazione di uno specifico evento addestrativo che nel futuro prossimo coinvolgerà tutte le componenti di supporto alla manovra della Grande Unità da combattimento.

Fire position dei tiratori scelti

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Fonte e immagini
: Brigata paracadutisti Folgore
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Il nostro Tricolore celebra il 225 anniversario, celebrazioni e manifestazioni

Roma, 7 gennaio 2021 – Numerose le celebrazioni di oggi per commemorare, nella Giornata Nazionale della Bandiera, il 225 anniversario del Tricolore, nato a Reggio Emilia.

Le nostre Forze Armate hanno dato lustro alla nostra Bandiera ovunque sulla rete, dai siti istituzionali, ai portali social, da Meta (ex Facebook) a Twitter e ogni gruppo e associazione d’arma ha presenziato virtualmente con immagini, video e commenti.

7 GENNAIO 2021 FESTA PRIMO TRICOLORE
CON MINISTRO PATRIZIO BIANCHI
Fonte immagine: https://www.reggionline.com/festa-della-bandiera-tricolore-arriva-dal-cielo-fotogallery/

Nella città natale del Tricolore l’Esercito Italiano ha onorato la nostra Bandiera con un lancio effettuato dal Reparto Attività Sportive dell’Esercito della Brigata Paracadutisti Folgore. Un paracadutista con una bandiera tricolore di 150 metri quadrati è atterrato in piazza Prampolini, a chiusura della cerimonia presenziata dal sindaco e da autorità civili e militari, dove si è svolta l’alzabandiera, con gli onori militari e l’esecuzione dell’Inno nazionale.

L’Aeronautica Militare ha portato in volo il Tricolore durante una missione operativa sull’#Iraq degli Eurofighter del Task Group Typhoon, rischierati in #Kuwait per l’operazione Inherent Resolve.

Un nostro lettore, il presidente Assoarma Verona, granatiere Roberto Pellegrini, ci ha inviato alcune immagini scattate nel 2019 a Verona, quando venne allestita una mostra sul tricolore alla Gran Guardia dove circa 200 bandiere esposte, in parte originali e in parte ricostruite filologicamente, hanno illustrato le vicende del Tricolore italiano dal 1797 ad oggi. La mostra faceva parte di eventi promossi dal Comune e dal Comando delle Forze Operative di Supporto, sotto il comando del generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota, e con la collaborazione di Agsm.

Anche la Polizia di Stato ha reso onore al Tricolore, questa mattina alle 11,30 con la sua banda che si è esibita sul palco del Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia, sotto la direzione del Maestro Maurizio Billi, si è esibita in per la prima volta in città.

La Banda Musicale della Polizia di Stato, con una storia lunga oltre 90 anni segnata da continui successi che hanno lasciato un segno importante nel paesaggio culturale in Italia e all’Estero, ha sempre fornito significativi segnali di modernità nel tempo. 

Nel link possibile vedere la banda mentre suona l’Inno d’Italia https://www.interno.gov.it/it/galleria-video/inno-nazionale-eseguito-dalla-banda-musicale-polizia-stato-festa-tricolore

Ai nostri lettori: se anche voi avete delle foto e le volete vedere pubblicate qui sotto a chiusura articolo contattate la redazione, o andate sulla nostra pagina Meta (ex Facebook).

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Conclusa l’esercitazione “Mangusta 2021” che ha visto impegnati circa 700 militari della Folgore

Circa 700 militari impegnati nell’attività addestrativa condotta dalla Brigata paracadutisti “Folgore”

Aviorifornimenti di materiali © bgt paracadutisti Folgore

Roma, 24 novembre 2021 – L’esercitazione “Mangusta”, una fondamentale attività addestrativa, sul territorio nazionale, per la Brigata Paracadutisti “Folgore”, si è conclusa nei giorni scorsi.

Lo scopo dell’esercitazione è stao quello di addestrare la Grande Unità da combattimento nella pianificazione, preparazione e condotta di operazioni avioportate e di attività tattiche militari (offensive, difensive, abilitanti), in un contesto caratterizzato da conflittualità ibrida (regolare, irregolare, cyber) e in ambiente semi-permissivo/ostile, nell’ambito di una campagna finalizzata alla presa, tenuta e allargamento di una testa di aviosbarco (Initial Entry Force) a premessa del ricongiungimento con le “follow-on forces”.

Il focus addestrativo, quest’anno, è stato ampliato verso le attività mirate alla verifica delle procedure d’impiego, in un’ottica di incremento dell’integrazione interforze e del livello di interoperabilità con le forze alleate.

I moderni scenari operativi sempre più caratterizzati da incertezza e volatilità, impongono la necessità di preparare costantemente il personale a mantenere e migliorare gli standard individuali e collettivi, incrementare le capacità operative di High Readiness Force, mediante lo sviluppo di operazioni complesse, e sincronizzare la proiezione e l’applicazione del combat-power nel tempo e nello spazio, integrando l’intero spettro del supporto aerotattico ed esprimendo il Mission Command fino ai minimi livelli.

Mortai pesanti schierati a difesa dell’aeroporto © bgt paracadutisti Folgore

Le unità paracadutisti sono unità specialistiche preparate per la conquista e tenuta di obiettivi vitali attraverso la proiezione del combat-power e del supporto tramite la terza dimensione. La capacità di svolgere compiti specifici, che spaziano dall’occupazione preventiva di posizioni e basi avanzate (fondamentali per abilitare successive operazioni terrestri e aeree) alla condotta di incursioni di livello tattico, è diretta funzione del binomio mobilità strategica–livello di prontezza, fattori che costituiscono i principali parametri di misurazione dell’efficacia dell’impiego di unità avio portate.

Nell’attività di quest’anno, sviluppata nel mese di novembre in diverse aree della Toscana e del Friuli Venezia Giulia, sono stati integrati, in un dispositivo pluriarma, tutte le unità della Brigata Paracadutisti “Folgore” con assetti della Brigata Informazioni Tattiche, che hanno supportato le attività con le capacità di sorveglianza del campo di battaglia, guerra elettronica e ricerca informativa da fonti umane; assetti statunitensi della 173° Airborne Division; un Landing Zone Control team del plotone esploranti della 11^ Air mobile Brigade olandese; velivoli della 46^ aerobrigata di Pisa impiegati per inserzione del personale tramite aviolancio e per gli aviorifornimenti; 3 elicotteri NH90 e 2 elicotteri A129 Mangusta della brigata aeromobile “Friuli”.

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Fonte e © immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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Folgore, il 187° rgt commemora il cinquantesimo anniversario della sciagura della Meloria

La mattina del 9 novembre del 1971 si inabissava “Gesso 4”, velivolo della Royal Air Force. Persero la vita 46 paracadutisti del 187° Reggimento, 6 membri dell’equipaggio britannico e un sottufficiale dell’allora 9° Battaglione sabotatori “Col. Moschin”

Il monumento ai caduti della Meloria presso la località Banditella (© Comando bgt paracadutisti “Folgore”)

Livorno, 15 novembre 2021 – Autorità civili e militari della città di Livorno hanno commemorato, nei giorni scorsi, il 50° anniversario dell’incidente aereo della Meloria, a cui hanno partecipato i parenti delle vittime di uno degli eventi più drammatici che ha coinvolto le Forze Armate Italiane dal dopoguerra ad oggi.

Il 9 novembre 1971 un velivolo Hercules C 130 del Regno Unito con a bordo 52 militari tra paracadutisti del 187° Reggimento Paracadutisti Folgore ed equipaggio di volo della Royal Air Force britannica, decollato dall’aeroporto San Giusto di Pisa e diretto verso il tavoliere di Villacidro in Sardegna, per effettuare un lancio nel contesto dell’esercitazione internazionale “Cold Stream”, precipitò alle secche della Meloria, il tratto di mare antistante la città di Livorno.

L’ordinario militare s.e mons. Santo Marcianò con alcuni familiari delle vittime (© Comando bgt paracadutisti “Folgore”)

La commemorazione, che si è svolta il 9 novembre, è iniziata al cimitero della Cigna con la deposizione di una corona e la resa degli onori presso il monumento ai caduti del “Gesso 4”, è proseguita con la celebrazione della Santa Messa presso la Cattedrale di S.Francesco, Duomo di Livorno, officiata dall’Ordinario Militare S.E. Santo Marcianò, alla quale ha fatto seguito la deposizione di una corona presso il Monumento ai Caduti della Meloria in località Banditella e di una corona in mare nel punto esatto nel quale si inabissò il C 130.

Il comandante della Folgore rivolge il suo saluto (© Comando bgt paracadutisti “Folgore”)

Nel corso del suo intervento il comandante della brigata “Folgore”, generale di brigata Roberto Vergori, nel rivolgere un sentito ringraziamento ai familiari dei caduti, ha sottolineato quanto la loro memoria sia unificante per il nostro Paese. Tenere vivo il ricordo di tutti i nostri Caduti – ha precisato – è una missione di altissimo valore etico e morale, che contribuisce al consolidamento di una coscienza civile e alla crescita personale e collettiva.

Il cte del 187 rgt par Folgore durante il suo messaggio (© Comando bgt paracadutisti “Folgore”)

Il comandante del 187° reggimento, colonnello Mauro Zandonadi, ha espresso la propria gratitudine ai presenti, tra cui anche i parenti delle vittime britanniche con una rappresentanza della Royal Air Force, invitando a non far svanire mai la memoria e il rispetto verso il sacrificio degli uomini che cinquant’anni orsono decollarono per la loro ultima missione senza fare ritorno.

Le autorità rendono omaggio ai caduti (© Comando bgt paracadutisti “Folgore”)

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Fonte e immagini
: Comando Brigata Paracadutisti “Folgore”
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Il 185° artiglieria paracadutisti in approntamento, i “diavoli gialli” si addestrano per l’impiego in operazioni internazionali

Allestimento mortaio per il trasporto

Monte Romano (VT), 25 marzo 2021 – Il 185° reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore” ha avviato, a partire da gennaio scorso, le attività connesse all’approntamento dell’unità per l’impiego nelle operazioni internazionali all’estero.

Una prima fase addestrativa è stata svolta presso il Centro Addestramento Tattico (CAT) di Monte Romano, con attività dinamiche a fuoco e simulazioni di attività tattiche offensive, difensive, abilitanti e di stabilizzazione. Nello stesso poligono militare di Monte Romano, alla presenza del comandante della divisione Vittorio Veneto, generale di divisione Angelo Michele Ristuccia, i “diavoli gialli” – tra questi anche i volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) neo assegnati al reggimento –  hanno svolto addestramento al tiro con mortai pesanti Thomson-Brandt da 120mm.

Successivamente il personale di staff dell’unità ha partecipato all’esercitazione Orione 1/2021. Una Command Post Exercise/Computer Assisted Exercise (CPX/CAX) coordinata dal personale del Centro di Simulazione e Validazione (CeSiVa) di Civitavecchia.

Il comando del 185° Folgore in circa dieci giorni è stato messo alla prova nel processo decisionale e di pianificazione, nel coordinamento tra le branche funzionali, nella capacità gestionale in momenti di crisi, nel flusso di comunicazioni, nell’applicazione delle procedure. Gli artiglieri paracadutisti, rispondendo ad attivazioni generate dal sistema di simulazione, hanno così testato, mediante scenari addestrativi realistici, la capacità di operare nel contesto di missioni a guida NATO.

Tiro mortai

La delicata situazione emergenziale che il Paese sta vivendo ha imposto che ogni attività fosse condotta nel pieno rispetto delle normative vigenti per il contenimento della diffusione del contagio da SARS-Cov-2.  Le lezioni teoriche sono state quindi svolte utilizzando piattaforme di videoconferenza in uso all’Esercito e le attività pratiche sono state condotte garantendo il distanziamento fisico e la protezione individuale.

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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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Folgore, paracadutisti del 183 rgt Nembo concludono esercitazione Steel Forge 2-2020

Il comandante del Nembo col. Vincenzo Zampella parla ai paracadutisti

Carpegna (PU), 9 ottobre 2020 – Oltre 200 paracadutisti del 183° Nembo hanno condotto la seconda di una serie di esercitazioni denominate Steel Forge, nei giorni scorsi, presso il poligono militare di Carpegna (PU).

Con questa esercitazione il reggimento ha voluto addestrare unità di manovra del battaglione verificando l’efficacia delle procedure tecnico-tattiche. Tema principale è stata la fase esercitativa che ha interessato  il plotone mortai pesanti “Pegaso” della 12^ compagnia “Leopardi” che ha sparato con mortai Thomson da 120 millimetri.

Questa serie di eventi addestrativi si prefigge lo scopo di consolidare le capacità del reparto e di portare a termine  l’approntamento dell’unità in previsione dell’impiego quale LRF (Land Reserve Force). La Steel Forge 2^-2020 è stata inserita nell’esercitazione federata “Dagger Resolve 2020” al fine di addestrare il personale nel più ampio ambito del Battlespace Management (BSM), perché addestrarsi in un contesto realistico permette di consolidare competenza, flessibilità, rapidità decisionale e spirito d’iniziativa.

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Fonte e immagini
: 183 rgt paracadutisti Nembo
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Folgore, paracadutisti 183° rgt Nembo abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer

Esercizio di tiro con beretta 92 di team

Vicenza, 24 settembre 2020 – Paracadutisti del 183° reggimento Nembo sono stati abilitati all’uso del sistema Engagement Skill Trainer (E.S.T.) dopo aver frequentato un corso a Vicenza dal 14 al 17 settembre, nella caserma Del Din in coordinamento con la 173rd  Airborne Brigade.

Nel suo impiego più semplice l’ E.S.T. appare come un simulatore di tiro computerizzato che sfrutta una tecnologia a raggi laser su bersagli visualizzati su uno schermo. In realtà  le potenzialità del sistema sono molteplici: circa dieci piazzole di tiro, diverse armi impiegabili, diverse le distanze dei bersagli.

Parte interessante è rappresentata dal meccanismo ad aria compressa che riproduce sparo e rinculo rendendo l’azione di fuoco molto realistica e vicina al 90% della sensazione di sparo reale.

La parte più complessa del sistema prevede la proiezione di scenari che immergono la squadra nei vari contesti operativi in cui i militari si sono trovati ad operare. Molteplici le situazioni in cui la squadra viene immersa dal simulatore: imboscate, pattugliamenti, check point, centri abitati.

Questa interazione con lo scenario permette di migliorare le capacità di coordinamento dell’unità e di addestrare le capacità decisionali di ogni paracadutista che si addestra a reagire alla situazione che viene proposta  in tempi rapidi e con efficacia.

Il computer registra colpi e traiettorie e al termine dell’operazione viene proiettato il replay dell’azione evidenziando con precisione le modalità con le quali il personale ha sparato. Questo permette un rapido controllo su procedure, aspetti positivi e punti da migliorare riguardo l’azione appena eseguita.

Gli istruttori del 183° Nembo hanno conseguito la certificazione che li abilita all’utilizzo di questo sistema di simulazione e che entra a far parte delle possibilità addestrative dei paracadutisti della Folgore.

Il Comando Forze Operative Nord, Alto Comando dell’Esercito che ha alle proprie dipendenze la Brigata “Folgore”, favorisce da tempo l’utilizzo di simulatori diventati sempre più importanti nella formazione, nel mantenimento e nel miglioramento delle capacità del personale. Strumenti  tecnologici come l’E.S.T. permettono di istruire velocemente il personale nei vari esercizi da svolgere, portando ad un sostanziale risparmio di risorse economiche, di tempo e salvaguardando l’ambiente.

Il simulatore, utilizzato dai militari statunitensi della 173rd  Airborne Brigade, rappresenta la volontà  da parte delle aviotruppe di eserciti diversi di  creare un legame addestrativo, oltre che operativo, all’interno della più ampia Airborne Community.

Attestato training

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Lanci ad alta quota per gli esploratori della “Folgore”

3. Uscita lancio assiale da velivolo C27

Pistoia, 30 luglio 2020 – Gli esploratori paracadutisti, provenienti dalle unità della Brigata “Folgore”, hanno condotto nei giorni scorsi uno specifico addestramento aviolancistico con la tecnica della caduta libera nelle zone lancio di Ampugnano (SI) e Lajatico (PI).

I lanci, avvenuti da quote superiori ai 3000 metri, sono stati effettuati utilizzando, quali vettori aerei, un C 27 J “Spartan” dell’Aeronautica Militare e un elicottero CH47 del 1° reggimento AVES “Antares”. L’attività aviolancistica è stata pianificata, coordinata e condotta dal nucleo istruttori TCL (Tecnica Caduta Libera) del Centro Addestramento di Paracadutismo (CAPAR) di Pisa.

4. Uscita in sequenza rapida dalla porta assiale

L’alta quota di lancio, con apertura del paracadute subito dopo aver lasciato l’aeromobile, consente agli esploratori paracadutisti, con l’utilizzo di sistemi navigazione GPS, di “coprire” fino a 15 chilometri di distanza orizzontale. Dal punto di vista tattico la capacità acquisita dalle unità esploranti consente una maggiore efficacia nella delicata fase di inserzione nell’area di operazione e nell’avvicinamento all’obiettivo, semplificando le successive fasi di osservazione e riporto di dati informativi.

I plotoni esploratori paracadutisti della Brigata “Folgore” sono composti da personale selezionato e sottoposto a specifico corso di formazione. Dopo un intenso iter formativo acquisiscono le capacità di lancio con la tecnica della caduta libera permettendo loro di sfruttare appieno le inserzioni con aviolancio.

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Paracadutisti 1° btg Carabinieri Tuscania e del 2° btg Tarquinia ricordano le loro origini con una cerimonia a porte chiuse

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Livorno, 3 luglio 2020 – I paracadutisti del 1° Battaglione Carabinieri Tuscania e del 2° Battaglione Tarquinia il 1 luglio hanno ricordato le loro origini con una celebrazione a porte chiuse presso la caserma “P. Vannucci” di Livorno. Con una cerimonia congiunta è stato celebrato l’80° anniversario della costituzione del 2° btg. paracadutisti “Tarquinia” e del 1° btg. Carabinieri paracadutisti, pedine di manovra tuttora inquadrate rispettivamente nel 187° rgt. paracadutisti “Folgore”, al comando del colonnello Mauro Zandonadi, e nel 1° rgt. CC. par. “Tuscania”, al comando del colonnello Salvatore De Montis.

La cerimonia si è svolta a porte chiuse, nel rispetto delle limitazioni imposte dall’attuale situazione per l’esigenza COVID-19, alla presenza del comandante della brigata paracadutisti “Folgore”, generale di brigata Beniamino Vergori, e del comandante della 2^ brigata mobile dei Carabinieri, generale di brigata Stefano Iasson, oltre ad una rappresentanza di ufficiali e sottufficiali di entrambi i reggimenti e del 9° rgt. ass. “Col Moschin”, avente sede anch’esso all’interno della caserma Vannucci.

Entrambi i battaglioni vennero costituiti nel luglio 1940 presso la regia scuola di paracadutismo militare, istituita presso l’aeroporto “Amerigo Sostegni” di Tarquinia (VT), in data 15 ottobre 1939.

Il compito della Regia Scuola era quello di addestrare i futuri paracadutisti delle Forze Armate italiane sul suolo nazionale, facendo leva sulle esperienze maturate in seno al Campo Scuola paracadutisti libici creato a Castel Benito (Libia) nel 1938.

Nel volgere di pochi mesi, le attività sempre più intense all’interno della Regia Scuola di Paracadutismo condussero alla creazione di un corpo istruttori formato da una cinquantina di ufficiali e sottufficiali.

Successivamente, il 1° luglio 1940, un gruppo di volontari provenienti da varie Armi e Specialità delle Forze Armate Italiane, dette vita al I° battaglione volontari paracadutisti, al comando del tenente colonnello Camillo Benzi, prima di 3 unità paritetiche create in pari data nell’ambito della Scuola di Tarquinia per dare sistemazione organica ai numerosi aspiranti ed allievi paracadutisti che affluivano da tutti i reparti d’Italia.

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Contemporaneamente, su ordine del generale di corpo d’armata Riccardo Moizo, comandante generale del corpo dei Carabinieri Reali si radunavano in Roma presso la Caserma “Podgora” i Carabinieri Reali aspiranti allievi paracadutisti agli ordini del Maggiore Bruto Bixio Bersanetti.

Il 12 luglio 1940 lo Stato Maggiore del Regio Esercito sanciva ufficialmente l’avvenuta costituzione del Battaglione Carabinieri paracadutisti, il quale – trasferitosi a Tarquinia per iniziare l’addestramento aviolancistico – in ragione dell’anzianità d’Arma assumeva, a far data dal successivo 15 luglio, la denominazione di 1° battaglione Carabinieri paracadutisti, mentre il già 1° battaglione trasformava il suo nome in quello di 2° battaglione paracadutisti.

Da quei pochi eventi del luglio 1940 si svilupparono, nei mesi e negli anni successivi, le vicende che hanno fatto la storia del paracadutismo militare italiano sui campi di battaglia all’estero e in Patria, e che videro protagonisti, nel volgere di soli 2 anni, il 2° battaglione paracadutisti con il lancio su Cefalonia (30 aprile 1941), il 1° battaglione Carabinieri paracadutisti che si coprì di gloria nella battaglia di Eluet El Asel (Libia) il 19 dicembre 1941, e di nuovo il 2° battaglione paracadutisti che insieme all’intera Divisione “Folgore” scrisse pagine di assoluto valore ad El Alamein.

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Fonte:
187° Reggimento Paracadutisti “Folgore”
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