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Somalia: esplosione coinvolge convoglio italiano, nessun militare ferito, in corso accertamenti

VTLM LINCE 1

foto di repertorio

Mogadiscio (Somalia), 30 settembre 2019 – Nella tarda mattina di oggi, due VTLM Lince, appartenenti ad un convoglio di 3 mezzi italiani, sono stati coinvolti in un’esplosione al rientro da un’attività addestrativa a favore della Forze di sicurezza somale.

Al momento non si registrano conseguenze per il personale italiano. Le cause dell’esplosione sono in corso di accertamento.

I militari italiani operano nell’ambito della missione europea in SOMALIA (EUTM), finalizzata al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG), attraverso la consulenza militare a livello strategico alle istituzioni di difesa somale e l’addestramento militare. La missione militare dell’UE opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d’America.

©: Stato Maggiore Difesa
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Somalia: esercitazione a favore del personale della polizia marittima somala

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Mogadiscio (Somalia), 28 marzo 2018 – L’European Union Training Mission Somalia e alle forze dell’African Mission, hanno svolto un’esercitazione a fuoco a favore del personale della polizia marittima somala.

Ieri a Mogadiscio, per la prima volta la missione militare di addestramento dell’Unione Europea in Somalia (European Training Mission Somalia, EUTM-S) ha svolto attività addestrativa insieme al personale della missione europea EU Capacity Building Mission Somalia (EUCAP), che è deputata a fornire un’opera di consulenza e di addestramento per il controllo marittimo.

In particolare, EUTM ha condotto con EUCAP un’esercitazione a fuoco volta a migliorare la capacità operativa della polizia marittima somala e l’attività ha visto il coinvolgimento anche del personale della missione dell’Unione africana in Somalia (African Union Mission to Somalia – AMISOM). L’esercitazione pratica è stata preceduta dalle lezioni teoriche a cura degli istruttori italiani della EUTM, che hanno permesso ai tirocinanti di apprendere le corrette procedure connesse al tiro con armi da fuoco.

L’attività mette in luce i vantaggi dell’approccio globale della UE alla Somalia e al Corno d’Africa che coinvolge  allo stesso tempo diversi attori della comunità internazionale, come l’AMISOM.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Concluso il corso per comandanti di squadra e di plotone a favore di 154 allievi ufficiali maliani

Mali, 30 giugno 2015 – ​Presso l’École Militaire Inter Armes (Scuola Militare Inter Arma), si è concluso il corso per comandanti di squadra e di plotone a favore di 154 allievi ufficiali maliani, molti dei quali in procinto di assumere il comando delle unità dislocate in tutto il Mali.

Il corso è stato organizzato e condotto dall’European Union Training Mission in Mali (EUTM Mali) in collaborazione con le Forze Armate Maliane (MAF) e la Scuola Militare Inter Arma del Koulikoro Training Center. Prima della cerimonia conclusiva, i cadetti hanno svolto diverse valutazioni per testare le competenze e le capacità acquisite durante il corso.

I neo-comandanti maliani durante lo svolgimento del corso, hanno ricevuto le istruzioni dei militari dell’Esercito appartenenti al Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2°) e Scuola di Cavalleria di Lecce per quanto riguarda le nozioni di cavalleria esplorante, mentre per l’addestramento di fanteria connesso alle operazioni di supporto aereo ravvicinato (Close Air Support), è stato impiegato un team composto dal personale del 9° Reggimento Alpini de L’Aquila, del Centro Addestramento Alpino di Aosta, dell’8° Reggimento Alpini di Cividale del Friuli (UD) e del Reggimento Lagunari di Venezia.

L’Italia partecipa alla missione di capacity building EUTM – Mali, finalizzata a formare istituzioni credibili e stabili ed unità addestrate ed equipaggiate in grado di contrastare il terrorismo presente in quell’area. 

Il corso conferma l’impegno di EUTM Mali nel fornire la propria assistenza alle autorità maliane per supportare l’addestramento e la riorganizzazione delle loro Forze Armate al fine di contrastare i gruppi terroristici e le milizie irregolari operanti nel Paese africano.

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Fonte e immagini: SME / SMD

Somalia: donato equipaggiamento per l’addestramento dell’esercito somalo

Mogadiscio, 21 febbraio 2015 – Nell’ambito della missione EUTM Somalia (European Training Mission in Somalia), i militari italiani hanno donato materiali d’addestramento ai militari somali frequentatori dei corsi tenuti dal contingente italiano di stanza a Mogadiscio.

​La missione EUTM Somalia è condotta dall’Unione Europea al fine di contribuire al rafforzamento del Governo Federale di Transizione somalo (TFG). In particolare, l’obiettivo della missione militare dell’Unione Europea è quello di sviluppare il settore della sicurezza in Somalia con l’addestramento delle forze di sicurezza somale.

Il materiale consegnato ai militari consentirà l’addestramento di base, individuale e di squadra, e quello per le operazioni di controllo della folla per il mantenimento dell’ordine pubblico.

L’attività è solo una delle tante svolte dal contingente nazionale presente in Somalia, e rientra tra le numerose iniziative italiane e della comunità internazionale volte al rafforzamento delle strutture della Difesa della Repubblica Federale di Somalia.

I militari italiani – attualmente il contributo nazionale consiste di 78 unità – sono impiegati infatti in vari ambiti, da quello principale dell’addestramento delle Forze Armate somale alla sicurezza dei movimenti e del contingente, dal supporto logistico e amministrativo a quello di staff del Comandante.

La missione militare dell’UE opera in stretta collaborazione e coordinamento con gli altri attori della comunità internazionale presenti nell’area d’operazione come le Nazioni Unite, l’African Union Mission in Somalia (AMISOM) e gli Stati Uniti d’America.

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Fonte: Ministero della Difesa


Intervista al 1 maresciallo lgt Giampiero Monti. Una vita per la Patria

di Monica Palermo 

Roma, 09 ottobre 2014 – Giampiero Monti, 1° Maresciallo Lgt paracadutista, classe ’66, arruolato a maggio 1984 presso la Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo, quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni di carriera militare. Per circa venti anni è stato nella Brigata Paracadutisti Folgore, per poi prestare servizio, dal 2009, presso l’ufficio militare dell’Ambasciata italiana a Washington USA. Ha partecipato a diverse missioni: Ibis in Somalia nel 1993, Enduring Freedom in Kosovo nel 1999 e nel 2001, Decisive Endevour in Kosovo nel 2003, Nilo in Sudan nel 2005. Attualmente in missione EUTM Somalia a Mogadiscio. È un pluridecorato, tra cui ricordiamo la Medaglia Argento al Valor Militare e la Medaglia d’Oro quale Vittima del Terrorismo (per i fatti d’armi del 2 luglio 1993 Check Point PASTA in Mogadiscio).

– Maresciallo, la sua è stata una carriera intensa, cosa l’ha spinta ad entrare nel mondo militare e cosa l’ha spinta a restarci?

Nella mia famiglia sono stato il settimo di dieci figli, sin dall’età di 10 anni ho cominciato a tenere in ordine il mio letto, il mio piccolo spazio all’interno dell’armadio condiviso con i fratelli e sorelle. Ho sempre rispettato le regole. Quando sono arrivato all’età di 16 anni, durante le scuole superiori, all’interno della scuola vidi un manifesto, dove c’era scritto “Arruolati volontario alla scuola allievi sottufficiali”. Sentii subito un’emozione incontrollabile, il mio battito cardiaco accelerò, mi dissi questa sarebbe stata la mia strada. Tornai a casa e ne parlai immediatamente con i miei genitori, che rimasero sbalorditi della mia scelta, in quanto nella mia famiglia nessuno si è mai avvicinato alle F.F.A.A. compresi i nonni. Arruolato a 17 anni, giorno dopo giorno cresceva in me la passione per la divisa, questo mondo è il mio mondo. Disciplina, regole, rispetto, Onore, fratellanza e Lealtà sono i codici del mio DNA. Dopo essere stato ferito in Somalia, mi offrirono la riforma, ovviamente non accettai, per me sarebbe stato come morire.

– Tutti conoscono ciò che accadde durante la battaglia del Check Point Pasta a Mogadiscio nel 1993, pochi forse sanno quali sono state le emozioni vissute in quel momento, fatta eccezione di chi le ha vissute, le va Maresciallo Monti di descriverle?

Quel giorno, per noi si ruppe un incantesimo, eravamo li per aiutare non per invadere. Da mesi portavamo aiuti umanitari, abbiamo costruito scuole, uffici e abbiamo ricevuto il ben servito. Quel giorno per quanto mi riguarda, ho raggiunto l’apice dell’essere soldato, in una frazione di secondi ho dovuto decidere se sparare o gettare l’arma, ho deciso di combattere perché sono un soldato, a offesa ugual difesa e io mi sono difeso. Non si possono descrivere alcune sensazioni perché sono cosi forti ed invasive che non le riesci a controllare.

– Chi è militare sa cosa vuol dire esserlo, ma per chi sta al di fuori di questa realtà, come descriverebbe un uomo/una donna, che indossano una divisa? Vi si immagina come dei Rambo sempre pronti all’azione, e così deve essere in ambito operativo, ma immagino abbiate anche un lato umano, con gioie e tristezze come tutti, come riesce a conciliare entrambi gli aspetti, o uno esclude l’altro?

Essere un soldato vuol dire sacrificare la propria vita incondizionatamente per la Patria. Sappiamo di dover poter mettere a rischio la nostra vita, e sottostiamo a delle regole che spesso potrebbero apparire “eccessive”, ma le rispettiamo, tutti noi amiamo mostrare con orgoglio il nostro tricolore fuori dal territorio italiano, siamo orgogliosi di essere italiani. Svolgiamo nella nostra quotidianità attività addestrative perché dobbiamo essere sempre pronti ad un’eventuale chiamata, oggi le Forze Armate dispongono di mezzi e strumenti altamente tecnologici e essere addestrati è il minimo che possiamo fare.

– Regole e disciplina, cosa significano per lei? Tutti potrebbero esserci portati o è uno stile di vita solo per alcuni privilegiati?

Regole e disciplina sono alla base del rispetto, innanzitutto per sé stessi. Non tutti sono portati al rispetto delle regole ma, come la vita insegna, chi non rispetta, innanzitutto non viene rispettato e non esiste mai lieto fine per costoro.

– Secondo Lei potrebbe essere di giovamento per i giovani il ripristino del servizio di leva? Molte sono ora le caserme che vengono dismesse, gli arruolamenti sono solo volontari, come potrebbe essere reinserito?

Molte caserme sono dismesse non perché abbiamo sospeso la leva, ma perché, come sappiamo, negli anni ‘90 con la fine della Guerra Fredda l’esigenza si è ridimensionata. Nella mia esperienza professionale ho avuto modo di lavorare con la leva, con il sistema misto ed ora con quello professionale. Vi sono dei vantaggi e degli svantaggi in tutte le formule. Certo, con l’aver sospeso la leva, abbiamo tolto la possibilità a generazioni di giovani di conoscere un mondo diverso da quello cui erano abituati, privandoli di una importante esperienza lontano da casa. È grave vedere dei giovani senza ideali, spesso egoisti, totalmente disinteressati al bene comune, attenti solo a tecnologie del tipo play station, cellulari ed altro, mi piace, invece, ascoltare i nostri padri come ricordano con ansia i bellissimi tempi del servizio di leva.

– Maresciallo Monti, lei è un pluridecorato, se la ricorda la sua sensazione quando ha ricevuto la sua prima medaglia, il suo primo riconoscimento? Cosa vuol dire ricevere una medaglia?

Un motivo di orgoglio, fierezza ma nello stesso tempo un peso, rappresentare un’alta decorazione come la mia vuol dire mostrarsi sempre impeccabile, dare l’esempio, essere in ogni momento un punto di riferimento per i più giovani e, perché no anche per gli anziani, non può che essere motivo di orgoglio.

– Viviamo un periodo storico in cui i valori si sono affievoliti, ci sta confusione, il concetto di Patria pare sia diventata astrazione, a meno che non si parli di calcio, diventa sempre più difficile riconoscersi in qualcosa e avere un ideale, lei cosa ne pensa?

Anche a tal proposito, con il servizio di leva, si provava a trasmettere dei valori, quegli stessi valori con i quali i nostri padri resero l‘Italia una nazione.

– Trent’anni di appartenenza non sono pochi, si potrebbe considerare un secondo matrimonio ben riuscito, ha mai avuto ripensamenti? Tornasse indietro farebbe qualcosa di diverso?

Nessun ripensamento, ne farei altri trenta al fine di trasmettere quei Valori di cui stiamo parlando. Rifarei tutto, non farei niente di diverso perché ciò che ho fatto mi viene riconosciuto nel giusto.

– Ci sta un aneddoto della sua carriera a cui è affezionato e le piacerebbe condividere con i nostri lettori?

Il 20 febbraio 1986 il mio primo lancio su CH47, gasatissimo per il primo lancio, appena 18 anni, condividevo i momenti con i miei fratelli di corso, tutta la mattinata a Tassignano (Lucca) a scherzare e raccontare l’emozione tra noi. In particolare c’era un leccese (futuro bersagliere che doveva fare solo tre lanci per abilitazione), a cui ero molto affezionato, diceva che non vedeva l’ora e prendeva in giro chi titubava. Saliti sul CH47, ero il terzo della fila, appena seduti guardavo con ammirazione, attraverso la rampa aperta dell’elicottero, il suolo che si allontanava, dopo circa tre minuti “ritti” mi alzai, il “leccese” davanti a me si gira e mi fa l’occhiolino. Siamo a 500 metri di quota, ci fanno agganciare la fune di vincolo, passano i secondi ed io non vedo l’ora di saltare, danno il via, il primo va via, il secondo (il leccese) non si muove, gli urlo “aoooooo movete” ma niente, era con lo sguardo nel vuoto, proprio lui che sfotteva gli altri, altri due tre secondi ed il lancio veniva annullato, cominciai a spingerlo in avanti fino a farlo giungere dal DL (direttore di lancio) che gli da una pacca alla gamba sinistra, in quel momento si riprende e salta, e io subito dopo di lui. Alla riconsegna del paracadute mi si avvicina e mi dice grazie “senza il tuo aiuto non sarei saltato”, gli rispondo “ora però ti metti davanti a tutti e cominci a pompare cantando… non son degno di Te”.

 

Grazie Maresciallo anche da parte dei nostri lettori. (Monica Palermo)

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Mogadiscio: consegna delle medaglie ai militari della missione EUTM Somalia

 

Mogadiscio (Somalia), 3 agosto 2014 –  Si è svolta ieri la cerimonia della consegna della Union Common Security and Defence Policy Medal for Somalia al personale della Missione presso il Comando della European Union Training Mission Somalia (EUTM Somalia) a Mogadiscio.

Alla cerimonia hanno presenziato l’ambasciatore d’Italia Fabrizio Marcelli ed il mission commander di EUTM Somalia, generale di brigata Massimo Mingiardi.

La medaglia è stata conferita a ottantasei membri della missione, provenienti da Italia, Germania, Svezia, Olanda, Ungheria, Spagna, Serbia, Finlandia e Portogallo.

Durante il suo discorso il generale Mingiardi ha espresso le proprie congratulazioni a tutto il personale di EUTM Somalia, il cui sforzo e dedizione hanno permesso il raggiungimento degli obiettivi previsti; l’ambasciatore Marcelli, dal canto suo, nel ricordare che EUTM Somalia è uno dei fattori chiave per ristabilire la pace e la sicurezza nel Paese, ha ringraziato il personale della missione per l’eccellente lavoro svolto e per i risultati conseguiti, vero motivo di orgoglio per tutto lo staff e per lui stesso.

L’obiettivo di EUTM Somalia è di assistere il governo somalo nella costituzione di un esercito nazionale professionale, che operi nel rispetto delle Istituzioni e della cultura locale, in aderenza ai principi di uguaglianza e democrazia.

Le attività di EUTM Somalia rientrano nel quadro dell’impegno profuso dall’UE nella regione per rispondere alle necessità del popolo somalo e del suo Governo per il rafforzamento delle Istituzioni e la stabilizzazione del paese.

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Fonte: contingente italiano in Somalia

 


MALI: un  battaglione dell’esercito maliano conclude il secondo ciclo addestrativo

Mali, 6 maggio 2014 – Si è concluso il ciclo di attività addestrative “complementari” che il mese scorso ha visto impegnati gli istruttori italiani del Light Armoured Training Team (LATT) nell’addestramento del primo battaglione maliano.

Questa prima unita di livello Battaglione, denominata GTIA 1 Waraba, era già stata precedentemente addestrata presso il Koulikoro Training Center nel periodo marzo-maggio 2013.

Infatti, nel quadro generale di pianificazione delle turnazioni di approntamento e impiego in operazione dei battaglioni già formati da EUTM, è emersa l’esigenza di far svolgere ulteriori specifici cicli addestrativi complementari. Questi corsi hanno lo scopo di implementare le lezioni apprese nel corso dell’impiego e diversificare le capacità tecnico-tattiche delle unità maliane in funzione degli sviluppi evolutivi dello scenario operativo nel nord del paese.

A conclusione delle specifiche attività addestrative pratiche, venerdì 2 maggio, durante la cerimonia finale di saluto al GTIA 1 Waraba, sono stati consegnati i certificati per il completamento dell’addestramento.

Il Team di istruttori denominato Light Armoured Training Team (LATT) è costituito da Istruttori militari Italiani, prevalentemente del 4° reggimento Genova Cavalleria dell’Esercito Italiano, con il compito di istruire le corrispettive unita maliane e specializzarle nella condotta delle tipiche funzioni tattiche delle unità blindate leggere, ovvero ricognizione di itinerari, sorveglianza dell’area di responsabilita ed acqusizione obiettivi (funzione RSTA).

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
Foto: © Stato Maggiore della Difesa


L’Italia consegna materiali d’equipaggiamento all’esercito ed alla polizia della Repubblica Federale di Somalia

Roma, 02 aprile 2014 – Nell’ambito dei rapporti bilaterali e della cooperazione tra Italia e Somalia, nella giornata odierna presso l’aeroporto internazionale di Mogadiscio, si è svolta una sobria cerimonia nel corso della quale sono stati donati materiali ed equipaggiamenti all’Esercito e alla Polizia del Governo Federale della Somalia.

Alla ricorrenza hanno presenziato: il Primo Ministro della Repubblica Federale di Somalia S.E. Abdiweli Sheikh Ahmed, il Ministro delle Finanze Hussein Abdi Halane, il Vice Ministro della Difesa Abdallah Hussain Ali, l’Ambasciatore d’Italia Andrea Mazzella, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Somalo Gen Dahir Aden Elmi, il Comandante della Missione EUTM Somalia Generale di Brigata Massimo Mingiardi ed il Comandante del Settore 1 della Missione dell’Unione africana in Somalia (AMISOM) Generale di Brigata Dick Olum (Uganda People’s Defence Force).

Il Primo Ministro con il Gen. Mingiardi, l’ambasciatore Mazzella ed il Col. Mencaraglia

In particolare per quanto riguarda il Ministero degli Affari Esteri, l’Ambasciatore d’Italia Andrea Mazzella ha consegnato 30 autovetture destinate alla polizia somala. Per quanto riguarda la Difesa, il Colonnello Bernardo Mencaraglia, Comandante dell’Italian National Support Element (IT-NSE) EUTM Somalia, ha consegnato accessori ed equipaggiamento militare per l’Esercito Somalo. Tale donazione rappresenta la prima tranche di una serie di materiali che il Ministero della Difesa ha predisposto per le Forze Armate Somale.

Il Primo Ministro esamina il materiale d'equipaggiamento

Il Primo Ministro esamina il materiale d’equipaggiamento

Questi aiuti rappresentano parte dell’impegno italiano nell’ambito delle iniziative internazionali a salvaguardia della pace e della stabilità della Somalia martoriato da una lunga guerra civile. In tale ambito, l’Italia è fortemente impegnata nella Missione della UE denominata European Union Training Mission in Somalia (EUTM Somalia) in quanto fornisce, oltre al Comandante Gen. Brig. Mingiardi, il 60 % del personale.

EUTM Somalia svolge le proprie funzioni nel quadro dell’impegno globale dell’UE, volto a rispondere ai bisogni primari del popolo Somalo e al rafforzamento e stabilizzazione delle istituzioni locali.

Foto di gruppo con il Primo Ministro

Foto di gruppo con il Primo Ministro

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa


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