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AERONAUTICA: FALCON STRIKE 2021, l’ESERCITAZIONE INTERNAZIONALE DI 5ª GENERAZIONE, IMPEGNATI CACCIA F-35 DI QUATTRO DIVERSI PAESI

Ferrara, 9 giugno 2021 – Il 7 giugno è iniziata l’esercitazione aerea multinazionale ‘Falcon Strike 2021’, che ha preso il via, dalla base aerea di Amendola, sede del 32° Stormo.

L’esercitazione Falcon Strike 2021 è uno degli eventi addestrativi più importanti dell’anno organizzati dall’Aeronautica Militare, che fino al 15 giugno vedrà impegnati oltre 50 velivoli tra caccia, aerei da trasporto e da rifornimento in volo ed altri assetti di supporto. Per la prima volta in Europa, nell’ambito di un evento esercitativo multinazionale, opereranno insieme F-35A ed F-35B di quattro diverse Nazioni che hanno aderito al programma Joint Strike Fighter (JSF):  Stati Uniti, Italia, Regno Unito e Israele.

Foto: U.S. Air Force

Per la prima volta presenti in uno scenario estero
gli F-35 Ha’Adir dell’aviazione israeliana

L’esercitazione, sotto il comando e controllo del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), ha l’obiettivo di riprodurre uno scenario operativo in cui si svolgono operazioni aeree complesse con assetti di 5ª generazione appartenenti a diverse nazioni. Gli scenari esercitativi sono stati creati per offrire agli equipaggi di volo ed ai team di supporto un contesto complesso, altamente mutevole e non permissivo, in cui potersi addestrare in varie tipologie di missioni, tra cui la protezione di assetti aerei di alto valore, le operazioni di Close Air Support, l’interdizione aerea con gestione strategica e tattica, il supporto alle forze speciali a terra, le operazioni di targeting dinamico.

Le attività di volo vengono svolte all’interno di spazi aerei dedicati all’addestramento, nell’ambito dei quali saranno svolte attività EW (Electronic Warfare) e SBAD (Surface Base Air Defence); in tale contesto opereranno anche il sistema di comando e controllo/radar SIRIUS del 2° Stormo di Rivolto (Udine) e una componente SAMP-T dell’Esercito Italiano.

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Fonte:
Aeronautica Militare
Foto del F-35 israeliano: U.S. Air Force
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Esercitazione Steel Forge 1/2021, paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting

Un momento del tiro con mortaio da 81mm

Pesaro/Urbino, 25 marzo 2021 – Si è conclusa nei giorni scorsi l’esercitazione Steel Forge 1/2021, dove circa 120 paracadutisti del 183° Nembo si sono addestrati su uno scenario warfighting presso il poligono militare di Carpegna (PU).

L’esercitazione ha avuto lo scopo di mantenere e implementare la capacità operativa dell’unità addestrata quale pedina della LRF (Land Reserve Force): una task force capace di essere operativa con brevissimi tempi di preavviso. Nella prima parte dell’esercitazione sono state testate le conoscenze e le capacità del plotone di supporto alla manovra che ha impiegato il mortaio di tipo Expal da 81mm.

Successivamente i plotoni del battaglione “Grizzano” hanno condotto attività tattiche offensive contro un nemico organizzato a difesa utilizzando il sistema di simulazione MILES (Multiple Integrated Laser Engagement System).



Il sistema di simulazione MILES si compone di un laser montato sulla canna dell’arma e da sensori che vengono indossati su uniforme ed elmetto. Ciò permette di contrapporre tra loro le unità in addestramento che riescono così a confrontarsi in uno scenario realistico e dinamico. 

Inoltre il MILES consente di addestrare in modo efficace la capacità decisionale dei comandanti che si trovano a fronteggiare l’indeterminatezza dell’avversario, peculiarità questa dei moderni scenari operativi caratterizzati da minacce di tipo asimmetrico.

L’attività è stata condotta in condizioni sfavorevoli, i militari hanno operato con temperature rigide e neve.

Fuoco con mortaio da 81mm

L’evento esercitativo si è svolto nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti adottando tutte le misure previste per il contenimento dell’epidemia da COVID-19. 

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Fonte e immagini
: Brigata Paracadutisti Folgore
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Esercito, i cavalleggeri di Lodi (15°) in esercitazione in bianco e a fuoco, per essere impiegati anche in operazioni militari all’estero

Lecce, 3 marzo 2021 – Il reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°) ha portato a termine una serie di attività ed esercitazioni volte al mantenimento e al miglioramento delle capacità operative di specialità, con attività tattiche di guard and screen e di recce in force, peculiari delle unità di Cavalleria dell’Esercito. L’addestramento si è svolto presso il poligono di Torre Veneri (LE) per il mantenimento delle capacità operative dell’unità.

Il reggimento, unità dell’Esercito alle dipendenze della brigata “Pinerolo”, ha condotto attività a fuoco con armi di reparto da bordo di mezzi da combattimento, tiri con Blindo Armate “Centauro” e un’esercitazione che ha visto l’impiego di un plotone blindo esplorante con attivazioni da parte di aliquote di opposing forces (OPFOR).

L’unità esplorante ha pianificato, diramato ordini e condotto attività tattiche di guard and screen e di recce in force (peculiari delle unità di Cavalleria dell’Esercito) in uno scenario operativo di warfighting simulato.

L’addestramento è stato condotto per favorire il continuo esercizio pratico del personale specializzato e per dare i primi fondamenti teorici ai volontari in ferma prefissata del reparto, a premessa delle prossime attività esercitative pianificate per l’anno in corso. In aggiunta, sono stati svolti esercizi a fuoco mirati al consolidamento delle procedure di tiro e di amalgama di squadra ed equipaggio.

Al termine dell’intenso ciclo addestrativo il Reggimento Cavalleggeri di Lodi (15°) raggiungerà la Full Operational Capability (FOC) e potrà essere impiegato anche in operazioni militari all’estero.

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Fonte e immagini
: Stato Maggiore Esercito
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Esercitazione “proof of concept expeditionary”, testate a Pantelleria le capacità di proiezione dell’Aeronautica Militare

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Pantelleria, 1 agosto 2020 – L’F-35B, versione STOVL del nuovo caccia di 5ª generazione, al centro dell’evento esercitativo che ha consentito di testare le capacità di proiezione delle forze espresse dall’AM.

Testare la capacità di proiettare, con brevissimo preavviso, un adeguato pacchetto di forze, completo in tutte le sue componenti abilitanti, in un’area di interesse anche lontana dalla madre Patria e in un ambiente semi-permissivo: questo l’obiettivo dell’esercitazione “Proof of Concept Expeditionary”, un evento pensato per sintetizzare le principali e peculiari capacità di proiezione delle forze che l’Aeronautica Militare è in grado di esprimere oggi al servizio della Difesa e del Paese.

L’attività, alla quale ha presenziato anche il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso, si è svolta giovedì 30 luglio sull’isola di Pantelleria, all’interno del Distaccamento Aeroportuale dell’Aeronautica Militare che da più di ottant’anni costituisce un importante presidio strategico per la Difesa nel cuore del Mediterraneo.

Uno scenario individuato proprio per ricreare quelle condizioni di distanza dalle basi aeree stanziali e di ridotto supporto logistico, inclusa la presenza di una pista di decollo e atterraggio dalle dimensioni limitate dove i caccia convenzionali non possono operare, tipiche di quelle che in gergo tecnico vengono definite “bare/austere base”. In particolare, un F-35B, versione a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL – Short Take-Off and Vertical Landing) del nuovo caccia di 5ª generazione, recentemente assegnato al 32° stormo di Amendola (FG) – il principale e più attuale fattore abilitante della predetta capacità expeditionary della Forza Armata – dopo aver preventivamente verificato le condizioni di sicurezza necessarie all’atterraggio, ha effettuato un avvicinamento a bassa velocità alla pista di Pantelleria, arrestando in pochissime centinaia di metri la propria corsa di atterraggio. Il velivolo è stato poi rifornito a terra con una speciale procedura direttamente da un velivolo tanker KC-130J ed è stato armato in tempi strettissimi, per poi ridecollare per la prosecuzione della missione assegnata. Il tutto si è svolto in una cornice di sicurezza per i velivoli, i mezzi ed il personale coinvolto costantemente assicurata grazie ad un sistema di ricognizione e sorveglianza dall’alto, una struttura di comando e controllo mobile e ad unità specializzate di Personale Force Protection.

L’Aeronautica Militare è una delle poche forze aeree al mondo in grado di avere oggi, concretamente, una piena ed autonoma capacità di proiezione del potere aerospaziale“, ha affermato il generale Rosso. “Questa è una capacità che non riguarda un singolo velivolo, quale può essere l’F-35B, fattore essenziale ed abilitante in questo contesto ma di cui rappresenta solo un tassello, ma che richiede la reale capacità di integrare tutta una serie di competenze fondamentali che la Forza Armata è in grado di esprimere, operando non solo da casa, dalle nostre basi, dove abbiamo tutta la logistica di supporto necessaria, ma anche lontano dai confini nazionali ed in contesti non permissivi se, dove e quando ritenuto necessario“.

pantSi tratta di una capacità importante al servizio del Paese – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica – anche alla luce degli scenari così mutevoli, flessibili ed imprevedibili con i quali siamo chiamati in qualche modo a convivere e confrontarci. Noi, come tutte le forze armate, dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza. Flessibilità di impiego, dispersione e imprevedibilità, sia in chiave di deterrenza che come capacità operativa vera e propria, sono fattori ritengo essenziali in qualsiasi scenario ipotetico“.

Diversi gli assetti logistici coinvolti nell’attività esercitativa, tra cui in particolare l’Air Landed Aircraft Refuelling Point (ALARP), sistema che permette il prelevamento del combustibile direttamente dai serbatoi del velivolo KC-130J e consente il rifornimento contemporaneo fino a quattro velivoli. L’attività è stata assicurata dal personale specializzato del 3° Stormo di Villafranca (VE), principale espressione delle capacità logistiche di proiezione di Forza Armata.

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Esercitazione “UNA ACIES 2020”: gli istituti di formazione dell’Esercito Italiano di nuovo in campo

Foto 3 Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell'Esercito in a...

Torino, 08 luglio 2020 – Nei prossimi giorni, per la durata di tre mesi, circa 1000 frequentatori dell’Area della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, provenienti dal Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dall’Accademia Militare di Modena e dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, inizieranno l’esercitazione congiunta denominata “UNA ACIES 2020”.

Le attività addestrative si svolgeranno contemporaneamente presso le Scuole d’Arma e di Specialità (Scuola di Fanteria, Scuola di Cavalleria, Comando di Artiglieria, Comando di Artiglieria Contraerea, Comando Genio, Scuola dei Trasporti e Materiali, Scuola di Commissariato e Centro Addestramento di Paracadutismo); Comandi vari (Comando Militare della Capitale, Comando dei Supporti Logistici, Direzione di Amministrazione dell’Esercito); presso le vaste aree addestrative del poligono di Monte Romano (Viterbo) e di Torre Veneri (Lecce),  ed in parte anche nelle rispettive sedi di servizio per i corsi in e-learning tenuti dal Comando Trasmissioni e dalla Scuola Telecomunicazioni Forze Armate.

Foto 4 Propedeutica tiri Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali ...

Le attività addestrative saranno un momento fondamentale per la verifica operativa delle capacità raggiunte a livello dottrinale, dai frequentatori degli Istituti di Formazione.

L’addestramento a favore di Ufficiali, Marescialli, Allievi Ufficiali ed Allievi Marescialli prevederà varie attività:

  • le squadre e plotoni di fanteria a fuoco con armi portatili e di reparto,
  • corso di istruttore al combattimento in aree urbane,
  • pattuglie diurne e notturne in ambiente non permissivo,
  • impiego dei principali mezzi e sistemi d’arma in dotazione alla fanteria, alla cavalleria (Blindo Puma, Centauro e Carro Ariete), all’artiglieria (FH70),
  • procedure per la difesa nucleare biologica, chimica e ambientale,
  • addestramento con esplosivi, impiego dei mezzi e dei materiali del genio (Ponte Bailey),
  • corso di protezione delle forze,
  • sicurezza delle comunicazioni, cyber defence, 
  • corso scorte tecniche,
  • impiego dei mezzi mobili campali,
  • corso di pattugliatore scelto e di abilitazione al lancio con il paracadute ad apertura vincolata.

La molteplicità delle attività addestrative di “UNA ACIES 2020” svolta dagli uomini e dalle donne dell’Area della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito Italiano, costituiscono una rilevante occasione di crescita per i futuri quadri dell’Esercito, riuniti “in un’unica schiera”.

Foto 1 Ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione in partenza ...

Tutte le attività logistiche ed addestrative vengono condotte nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia di pandemia COVID-19.

Foto 2 Allievi Ufficiali dell'Accademia Militare in partenza per Una Aci...

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La Marina Militare partecipa con nave Carabiniere all’esercitazione Dynamic Manta 2020 nel Mar Ionio

Exercise Dynamic Manta 2020

La fregata della Marina italiana ITS Carabiniere, nave ammiraglia del Standing Nato Maritime Group 2 (SNMG2), prepara la tua spinta nel Mar Mediterraneo durante l’esercitazione Dynamic Manta 2020, esercitazione annuale di guerra antisommergibile – Photo by © NATO 

Roma, 7 marzo 2020 – Il gruppo navale Standing Nato Maritime Group (SNMG 2) ha assunto il comando della componente navale che partecipa all’esercitazione Dynamic Manta 2020.

Il Gruppo Navale della NATO, al comando del contrammiraglio Paolo Fantoni della Marina Militare, ha assunto il comando di tutte le unità di superficie che prenderanno parte alla Dynamic Manta, una delle maggiori esercitazioni condotte dalla NATO in Mediterraneo.

L’edizione 2020, ospitata come da tradizione dall’Italia, coinvolge nove Nazioni alleate (Canada, Francia, Grecia, Germania, Italia, Spagna, Turchia, UK, e USA) per una forza in mare composta da otto Unità di superficie e quattro subacquee, supportate da velivoli ad ala fissa e rotante, imbarcati o basati a terra.

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Il contrammiraglio Fantoni, riferendosi alla Dynamic Manta, ha detto: “Abbiamo una lunga esperienza di operazioni ASW (anti-sommergibili) in Mediterraneo, che da sempre conduciamo con piattaforme multifunzione, come le nostre fregate. Oggi, con le Unità di nuova concezione che stiamo schierando, siamo cresciuti in termini di prestazioni e nella capacità di scoperta subacquea a lungo raggio. Ora però è il momento di lavorare sull’integrazione di tali capacità tra tutte le piattaforme impiegate e di sviluppare nuove tattiche di impiego che permettano di sfruttare al meglio le nostre capacità. L’ammiraglio ha inoltre commentato il ruolo assunto dalla Marina Militare italiana in qualità di ospite dell’evento: “Siamo fiduciosi nel supporto che la Marina Militare può fornire all’Alleanza. Sono orgoglioso di sostenere la NATO nel suo sforzo di addestrare le forze alleate e di migliorare le nostre procedure operative”.

Al riguardo si è espresso anche il contrammiraglio Petroni, Comandante di MARICOSOM: “I Comandi italiani supporteranno le forze impiegate nella Dynamic Manta con la Stazione elicotteri della Marina di Catania e con la base di Sigonella, mentre la base navale di Augusta rimarrà a disposizione per le necessità di supporto e manutenzione delle Unità”.

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Un membro dell’equipaggio della fregata Carabiniere  / Photo by © NATO

Il 24 febbraio scorso, in occasione del media day, è stata svolta una dimostrazione di lotta ASW, condotta dalle unità dello SNMG2 Carabiniere e Fredericton, che hanno simulato un’azione di scoperta e ingaggio di unità subacquea, con la cooperazione del sommergibile Salvatore Todaro della Marina Militare, impiegando i propri sensori e gli elicotteri imbarcati.

Caratteristiche nave Carabiniere

Exercise Dynamic Manta 2020

Nave Carabiniere della MM / Photo by © NATO

Nave Carabiniere è la quarta Unità del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione) e la terza della Classe in versione antisommergibile (FREMM ASW). E’ stata varata il 29 marzo 2014 presso il cantiere di Riva Trigoso (GE) con il sistema Road Away, metodo che consiste nell’immissione in un bacino galleggiante tramite l’impiego di carrelli autopropulsi.

 

Contraddistinta dal distintivo ottico F 593, secondo la classificazione NATO, l’Unità è stata consegnata alla Marina Militare il 28 aprile 2015.

Nave Carabiniere una Fregata di nuova generazione caratterizzata dalla possibilità di impiego in vari contesti operativi. Le sue capacità di scoperta e l’armamento la rendono idonea per i seguenti compiti:

  • operazioni di sorveglianza ed interdizione di traffici illeciti, prevenzione e controllo dell’immigrazione illegale;
  • attività specifiche di  Sea Control e, in particolare, protezione delle Sea Lines of Communication (SLOC) e operazioni di interdizione marittima (MIO);
  • contrasto alla minaccia di naviglio ostile con particolare riguardo alla lotta antisommergibile;
  • assistenza umanitaria e concorsi in caso di calamità naturali.

L’Unità risponde ai requisiti di ridotta segnatura termica ed elettromagnetica. L’elevata automazione, sia del sistema di propulsione che di combattimento, ha consentito di implementare una riduzione dell’equipaggio, quasi la metà rispetto alle Fregate di altre classi attualmente in servizio nella Marina Militare.

La polivalenza di Nave Carabiniere è garantita anche dai sistemi d’arma in dotazione; tra tutti va ricordato il nuovo radar di scoperta aereo attivo MFRA (Multifunctional RADAR Active), integrato con il sistema missilistico antiaereo SAAM-ESD (Surface to Anti Air Missile – Extended Self Defence), costituito da una batteria di due lanciatori verticali Sylver A-50 capaci di alloggiare 16 missili tipo Aster. Per quanto attiene alla specifica funzione antisommergibile, oltre ai sistemi sonar a scafo comuni alla versione GP (General Purpose) della Classe FREMM, l’Unità è dotata di un sonar a profondità variabile (VDS), attivo e a bassa frequenza, Thales 4249.

Nave Carabiniere possiede inoltre un sistema di telecomunicazioni integrato di ultima generazione che assicura un accesso semplice, rapido e sicuro a comunicazioni in fonia, dati e video, basato sugli standard militari e civili più all’avanguardia. L’Unità è progettata per imbarcare anche una componente elicotteristica medio-pesante, specificatamente EH-101 ed SH-90 (utilizzabili sia in ruolo antinave che antisommergibile), aeromobili di prestazioni ed autonomia superiori rispetto ai mezzi della precedente generazione che consentono di allungare considerevolmente il braccio operativo nello svolgimento delle proprie missioni. In aggiunta alla sua funzione primaria, l’Unità navale imbarca anche un battello a chiglia rigida ed un rhib da 7 metri, per le operazioni con il Boarding Team imbarcato.

Con un equipaggio di 168 tra uomini e donne, 145 metri di lunghezza ed un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate, il Carabiniere è intensamente impegnato nel più ampio ambito della Squadra Navale, ad esprimere un potenziale operativo connotato da elevatissima flessibilità d’impiego e modularità di intervento, quanto mai necessarie nell’attuale contesto geostrategico. Con il programma FREMM, la Marina Militare ha ulteriormente elevato il carattere abilitante del proprio complesso capacitivo, intrinsecamente multidimensionale e multidisciplinare, sempre pronta a contribuire alla difesa degli interessi nazionali, nel quadro dell’apporto del Paese alla promozione e salvaguardia della stabilità  e pacifica convivenza tra popoli.

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Esercito: successo per l’esercitazione “TORO 2019”, impegnati circa 400 militari della brigata “Pinerolo”

TORO 2019: I FANTI DEL TORINO IN ATTIVITA A FUOCO CONGIUNTA CON LO SPIKE TERRESTRE

Saragozza (Spagna), 22 novembre 2019 – Si è conclusa l’esercitazione “Toro 2019” che ha visto impiegata la Brigata “Pinerolo” nell’area addestrativa di “San Gregorio” in Saragozza. Ad essere schierati in terra spagnola, assetti della brigata “Pinerolo” su base 82° reggimento fanteria “Torino”, rinforzato con unità del 21° reggimento artiglieria “Trieste”, specialisti dell’11° reggimento genio guastatori e del 232° reggimento trasmissioni, al fianco dei colleghi della brigata “Aragon I” dell’esercito spagnolo.

Scopo dell’esercitazione è stato quello di testare l’interoperabilità dei sistemi di comando e controllo e le procedure d’impiego delle unità dei due Paesi impegnate in molteplici attività addestrative.

La “Toro 2019” ha visto l’impiego di vari sistemi d’arma italiani tra cui il VBM “Freccia” (in versione combat, Spikee porta mortaio da 120 mm), VTLM “LINCE”, VTMM “ORSO”, OBICI FH70, oltre ad assetti di Force Protection e sorveglianza del campo di battaglia, impegnati in modo combinato con quelli in dotazione alle unità spagnole.

L’esercitazione, iniziata nei primi giorni di novembre sulla base di accordi bilaterali ed un’intensa attività di cooperazione e di amicizia tra i due Paesi, è terminata con una continuativa condotta a livello brigata con l’impiego di una Task Force nazionale pluriarma e relativo Posto Comando che hanno operato in uno scenario di tipo war-fighting a partiti contrapposti.

La “Toro 2019”, le cui operazioni di redeployment termineranno nei primi giorni di dicembre con lo sbarco dei mezzi e materiali ed il rientro del personale in Italia, ha visto impegnati sul terreno circa 6000 militari spagnoli della divisione Castillejo e della brigata “Aragon I” e 400 militari dell’Esercito Italiano che hanno operato in un clima di stretta collaborazione e grande sinergia evidenziando una consolidata affiliazione tra le due unità a livello Brigata.

TORO 2019: MILITARE ITALIANO IN ADDESTRAMENTO NOTTURNO

L’importante evento addestrativo ha rappresentato un’occasione unica per incrementare la capacità di operare a livello internazionale. Le numerose attività svolte si sono dimostrate tutte estremamente premianti sia in termini di motivazione che per l’accrescimento professionale del personale che ha dato prova, anche in un contesto climatico, definito dai colleghi spagnoli, “avverso” caratterizzato da basse temperature, delle qualità del Soldato Italiano che ha dimostrato ancora una volta  professionalità e competenza.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
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Aeronautica Militare, attività di volo su acqua, i piloti del 72° Stormo si addestrano sul lago di Bracciano (video)

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Bracciano, 22 novembre 2019 – Due elicotteri TH-500B, un team di istruttori e personale del 72° Stormo hanno svolto nei giorni scorsi una serie di missioni addestrative presso l’aeroporto di Vigna di Valle, sede del Museo Storico dell’Aeronautica Militare. All’esercitazione hanno preso parte anche gli Aerosoccorritori dell’85° Centro CSAR (Combat Search And Rescue) di Pratica di Mare e il personale dell’Aeroporto di Vigna di Valle.

Per l’occasione, gli elicotteri dello Stormo sono stati allestiti con appositi galleggianti, montati al di sotto dei pattini, per consentire agli aeromobili di atterrare e muoversi sugli specchi d’acqua.

Obiettivo dell’attività è stato quello di elevare le capacità tecnico-professionali del personale pilota, quelle peculiari delle componenti di supporto e quelle gestionali del Reparto, promuovendo la standardizzazione, l’efficienza e la reattività nelle operazioni di volo su acqua.

Questi eventi addestrativi scaturiscono da una duplice esigenza, quella di ottimizzare le procedure e le modalità d’intervento in caso di necessità e quella di implementare il bagaglio esperienziale nelle operazioni congiunte, il tutto finalizzato a rendere sempre più tempestivo ed efficace il concorso alla salvaguardia della vita umana ed il soccorso alla popolazione.

Il 72° Stormo, unica scuola nel settore dell’ala rotante in Italia, è il reparto dipendente dal Comando Scuole Aeronautica Militare/3^ Regione Aerea di Bari, che forma i piloti di elicottero dell’Arma Azzurra, delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato, nonché frequentatori stranieri.

La sinergia collaborativa sviluppata nel campo dell’addestramento presso la Scuola elicotteri di Frosinone, si inserisce nell’ottica di continuo miglioramento della formazione e contestuale ottimizzazione delle risorse. Lo Stormo sarà protagonista, nel prossimo futuro, del progetto interforze per la costituzione di una Scuola di addestramento elicotteri a connotazione interforze, che vedrà l’Aeronautica Militare in posizione di lead service, secondo quanto previsto dalla lettera d’intenti firmata tra i Capi di Stato Maggiore dell’Aeronautica e dell’Esercito.

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Esercitazione NATO Creval 2019, elevato stato di prontezza per la brigata Pinerolo

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Saragozza (Spagna), 15 novembre 2019 – E’ terminata nei giorni scorsi l’esercitazione NATO CREVAL per l’82° reggimento fanteria “Torino”. 

L’Italia, sulla base degli accordi internazionali esistenti in ambito NATO, si impegna a garantire pacchetti di forze ad elevato stato di prontezza per i quali deve essere mantenuto un notevole standard addestrativo, operativo e logistico. In tale contesto si inserisce la NATO CREVAL (Combat Readiness Evaluation Program), ovvero il processo di valutazione dello stato di prontezza.

L’unità nazionale designata è stata l’82° reggimento fanteria “Torino”, che ha visto esaminate le proprie capacità operative nelle aree Preparation, Operations, Support, CIS ed Administration, attraverso un’attività esercitativa specifica, che ha consentito di certificare il livello di prontezza.

L’attività si è sviluppata in due fasi distinte ed è stata svolta da un Evaluation Team, costituito da personale appartenente alla stessa nazione dell’unità in esame, in questo caso personale proveniente dal comando della brigata meccanizzata Pinerolo, integrato da osservatori alleati (NATO Monitor).

La prima fase (in Barracks Evaluation) che si è svolta nel mese di ottobre presso la sede dell’82° reggimento, è stata propedeutica alla seconda (Field Evaluation) condotta presso l’area addestrativa “San Gregorio” di Saragozza in Spagna, dove contestualmente si sta svolgendo anche l’esercitazione denominata “Toro 2019”. Durante questa fase, terminata con una Livex di 48H, sotto la supervisione di una direzione d’esercitazione (EXCON) e alla presenza dell’Evaluation Team, tutto il personale è stato sottoposto da parte delle Opposing Forces (OPFOR) a numerose attivazioni (come ad esempio attacco IED, fuoco diretto ed indiretto, attacco aereo, attacco CBRN, trattamento feriti, trattamento prigionieri di guerra, recupero automezzi). Le OPFOR sono assetti incaricati di rappresentare il nemico nelle esercitazione che nell’occasione sono stati costituiti con personale del 21° reggimento artiglieria “Trieste” e 11° reggimento Genio Guastatori. Al termine del Formal Report and Back-brief l’82° Reggimento è stato certificato “Combat Ready”.

I Monitor Nato, provenienti dall’Allied Land Command, comando che ha la sua sede a Izmir in Turchia, hanno espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dai militari della Pinerolo che hanno saputo concretizzare sul campo la professionalità espressa tutti i giorni dai militari Italiani che operano nei più complessi scenari internazionali.

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Media Day per l’esercitazione UNA ACIES 2019, organizzato dal COMFORDOT

(di Monica Palermo)

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Roma, 18 luglio 2019 – Etica, Cultura e tradizione, Tecnologia e futuro, sono le tre linee guida del COMFORDOT, il Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, che ogni anno addestra allievi ufficiali, marescialli e cadetti provenienti dalle scuole militari dislocate sul territorio nazionale in attività altamente specializzate che serviranno per fornire ai militari la conoscenza e preparazione adeguata per esercitare meglio la loro professione al fine di fornire  una capillare difesa e sicurezza al Paese, in territorio nazionale ed estero.

Con una attività addestrativa che durerà circa sei mesi, il COMFORDOT valuterà il grado di preparazione del personale che dovrà essere impiegato in territorio nazionale ed estero.

Oltre 1400 allievi, di cui 200 sono donne, si stanno addestrando nell’attività denominata “UNA ACIES 2019”, che è iniziata ad aprile 2019 e terminerà a novembre dello stesso anno. Una esercitazione a cui partecipano allievi provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè, impiegati su 5 regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Puglia e Valle d’Aosta).

L’esercitazione “UNA ACIES 2019” vanta un bassissimo impatto ambientale e massima sicurezza per il personale impegnato.

L’Esercito sempre innovativo e al passo con i tempi si sta aprendo al mondo esterno con una presenza sempre più social per dare visibilità all’operato degli uomini e donne impegnati quotidianamente nella sicurezza e tutela del Paese. Quest’anno i militari si sono dovuti confrontare con una ulteriore “esercitazione”, la presenza di civili, giornalisti, cine e foto operatori, durante la loro attività, con un Media Day al fine di mostrare il loro operato agli organi di stampa. Attività in cui si è potuto evincere il grado elevato di preparazione del personale. Il media day si è svolto alla presenza del comandante del COMFORDOT, generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, e il generale di brigata Pietro Addis, comandante della scuola sottufficiali dell’Esercito.

Le attività sono iniziate nell’area addestrativa Bonivento della Cecchignola con una simulazione di una esplosione di un IED (ordigno improvvisati esplosivi) e intervento di “route clearance”. Dopo un’esplosione sospetta è arrivato in avanscoperta un mezzo con a bordo i militari e l’attrezzatura necessaria per bonificare la zona.

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La presentazione è poi proseguita con la presentazione dell’attività di sicurezza informatica Security Information and Event Management (SIEM), un sistema di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza. Un sistema all’avanguardia come, ha sottolineato il generale Fungo, che mira a tenere sotto controllo le attività intrusive nei sistemi di sicurezza delle reti di missione utilizzate dal personale impiegato nei diversi teatri operativi. Un sistema che attraverso l’inserimento di regole consente di evidenziare in maniera automatica eventuali alert dovuti a traffico anomalo nella rete. Le regole sono personalizzabili dagli operatori.

 

Interessante lo schieramento dimostrativo degli apparati dell’artiglieria contraerei con il sistema anti drone C-DUAS AD3S, che consente di fornire da parte degli operatori “sul terreno” una risposta immediata alla moderna minaccia, grazie alla presenza di sensori (sistema radar, sistema EO, colonnina di puntamento, direction finder “Dedalo”), di attuatori (Jammer) e di un sistema di comando e controllo (Sicot Evolution, riconoscimento immagine, app AD3S Tracking).

Sono poi state illustrate le attività dell’area logistica con il supporto del personale della Scuola di Commissariato, con sede a Maddaloni, che si avvale un’unità operativa-logistica, polifunzionale, di grande potenzialità, configurabile modularmente in tempi brevi e proiettabile per nuclei, in grado di schierare e gestire, all’emergenza, strutture da campo idonee a supportare complessi di forze impiegate in territorio nazionale o all’estero relativamente a confezione e distribuzione vitto, panificazione, lisciviatura del corredo, organizzazione dei servizi igienici.  E’ stato illustrato un panificio shelterizzato  con un suo impianto, di scarico e idrico. Molteplici gli accessori: impastatrice a spirale, spezzatrice, stampatrice, filonatrice, una cella di lievitazione, un forno a convenzione, un frigorifero, una pompa di adduzione idrica, un boiler e un condizionatore.

Dopo aver degustato le leccornie preparate per il nostro pranzo dal personale della scuola di commissariato a bordo di un Chinook siamo stati portati al poligono di Monte Romano per assistere ad esercitazioni a fuoco di artiglieria con i PZH 2000 calibro 155mm 52, obici semoventi di artiglieria di reazione rapida il miglior mix di prodotto e di qualità, mobilità e protezione. Caratteristiche principali del sistema sono: reazione rapida, dosatura del fuoco, in gran parte automatica; alta precisione e alto volume di fuoco, con munizioni NATO standard 155mm; capacità di gestire diversi tipi di munizioni e alta efficienza operativa.

A seguire una esercitazione di plotone dove gli allievi marescialli del XX corso “Certezza” della scuola sottufficiali dell’Esercito hanno svolto l’esercitazione di assalto di plotone, a fuoco.si sono cimentati in un’attività tattica dapprima illustrata su un plastico e poi sul campo, alla presenza del colonnello Cristian Margheriti, comandante del reggimento allievi marescialli. Equipaggi e mezzi sono stati forniti da 6° rgt bersaglieri della brigata “Aosta”, dell’11° rgt bersaglieri della brigata “Ariete” e dell’8° rgt bersaglieri della brigata “Garibaldi”.

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L’esercitazione UNA ACIES 2019 si è poi spostata presso la scuola di fanteria di Cesano, dove istruttori ed allievi hanno dato dimostrazione di esercitazione sistemi di simulazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) e una dimostrazione del Metodo Combattimento Militare (MCM), combattimenti corpo a corpo per disarmare o immobilizzare un presunto aggressore, o per fermare un liti in corso tra civili armati.

Questo slideshow richiede JavaScript.

dsc_6346_unaacies2019.jpgIl comandante del COMFORDOT, generale Giovanni Fungo, ha tenuto a precisare alla stampa presente che “La presenza dei giornalisti all’interno di “Una Acies” è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa. Inoltre la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole. Durante i percorsi organizzati in questo” Media Day”, voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese. Per cui grazie per essere intervenuti, sia per osservare e conoscere “Una Acies” sia perché siete i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti.”.

Al termine del Media Day il capo di SME, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, è intervenuto salutando poi tutti i presenti.

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