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Media Day per l’esercitazione UNA ACIES 2019, organizzato dal COMFORDOT

(di Monica Palermo)

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Roma, 18 luglio 2019 – Etica, Cultura e tradizione, Tecnologia e futuro, sono le tre linee guida del COMFORDOT, il Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, che ogni anno addestra allievi ufficiali, marescialli e cadetti provenienti dalle scuole militari dislocate sul territorio nazionale in attività altamente specializzate che serviranno per fornire ai militari la conoscenza e preparazione adeguata per esercitare meglio la loro professione al fine di fornire  una capillare difesa e sicurezza al Paese, in territorio nazionale ed estero.

Con una attività addestrativa che durerà circa sei mesi, il COMFORDOT valuterà il grado di preparazione del personale che dovrà essere impiegato in territorio nazionale ed estero.

Oltre 1400 allievi, di cui 200 sono donne, si stanno addestrando nell’attività denominata “UNA ACIES 2019”, che è iniziata ad aprile 2019 e terminerà a novembre dello stesso anno. Una esercitazione a cui partecipano allievi provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè, impiegati su 5 regioni (Calabria, Lazio, Toscana, Puglia e Valle d’Aosta).

L’esercitazione “UNA ACIES 2019” vanta un bassissimo impatto ambientale e massima sicurezza per il personale impegnato.

L’Esercito sempre innovativo e al passo con i tempi si sta aprendo al mondo esterno con una presenza sempre più social per dare visibilità all’operato degli uomini e donne impegnati quotidianamente nella sicurezza e tutela del Paese. Quest’anno i militari si sono dovuti confrontare con una ulteriore “esercitazione”, la presenza di civili, giornalisti, cine e foto operatori, durante la loro attività, con un Media Day al fine di mostrare il loro operato agli organi di stampa. Attività in cui si è potuto evincere il grado elevato di preparazione del personale. Il media day si è svolto alla presenza del comandante del COMFORDOT, generale di corpo d’armata Giovanni Fungo, e il generale di brigata Pietro Addis, comandante della scuola sottufficiali dell’Esercito.

Le attività sono iniziate nell’area addestrativa Bonivento della Cecchignola con una simulazione di una esplosione di un IED (ordigno improvvisati esplosivi) e intervento di “route clearance”. Dopo un’esplosione sospetta è arrivato in avanscoperta un mezzo con a bordo i militari e l’attrezzatura necessaria per bonificare la zona.

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La presentazione è poi proseguita con la presentazione dell’attività di sicurezza informatica Security Information and Event Management (SIEM), un sistema di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza. Un sistema all’avanguardia come, ha sottolineato il generale Fungo, che mira a tenere sotto controllo le attività intrusive nei sistemi di sicurezza delle reti di missione utilizzate dal personale impiegato nei diversi teatri operativi. Un sistema che attraverso l’inserimento di regole consente di evidenziare in maniera automatica eventuali alert dovuti a traffico anomalo nella rete. Le regole sono personalizzabili dagli operatori.

 

Interessante lo schieramento dimostrativo degli apparati dell’artiglieria contraerei con il sistema anti drone C-DUAS AD3S, che consente di fornire da parte degli operatori “sul terreno” una risposta immediata alla moderna minaccia, grazie alla presenza di sensori (sistema radar, sistema EO, colonnina di puntamento, direction finder “Dedalo”), di attuatori (Jammer) e di un sistema di comando e controllo (Sicot Evolution, riconoscimento immagine, app AD3S Tracking).

Sono poi state illustrate le attività dell’area logistica con il supporto del personale della Scuola di Commissariato, con sede a Maddaloni, che si avvale un’unità operativa-logistica, polifunzionale, di grande potenzialità, configurabile modularmente in tempi brevi e proiettabile per nuclei, in grado di schierare e gestire, all’emergenza, strutture da campo idonee a supportare complessi di forze impiegate in territorio nazionale o all’estero relativamente a confezione e distribuzione vitto, panificazione, lisciviatura del corredo, organizzazione dei servizi igienici.  E’ stato illustrato un panificio shelterizzato  con un suo impianto, di scarico e idrico. Molteplici gli accessori: impastatrice a spirale, spezzatrice, stampatrice, filonatrice, una cella di lievitazione, un forno a convenzione, un frigorifero, una pompa di adduzione idrica, un boiler e un condizionatore.

Dopo aver degustato le leccornie preparate per il nostro pranzo dal personale della scuola di commissariato a bordo di un Chinook siamo stati portati al poligono di Monte Romano per assistere ad esercitazioni a fuoco di artiglieria con i PZH 2000 calibro 155mm 52, obici semoventi di artiglieria di reazione rapida il miglior mix di prodotto e di qualità, mobilità e protezione. Caratteristiche principali del sistema sono: reazione rapida, dosatura del fuoco, in gran parte automatica; alta precisione e alto volume di fuoco, con munizioni NATO standard 155mm; capacità di gestire diversi tipi di munizioni e alta efficienza operativa.

A seguire una esercitazione di plotone dove gli allievi marescialli del XX corso “Certezza” della scuola sottufficiali dell’Esercito hanno svolto l’esercitazione di assalto di plotone, a fuoco.si sono cimentati in un’attività tattica dapprima illustrata su un plastico e poi sul campo, alla presenza del colonnello Cristian Margheriti, comandante del reggimento allievi marescialli. Equipaggi e mezzi sono stati forniti da 6° rgt bersaglieri della brigata “Aosta”, dell’11° rgt bersaglieri della brigata “Ariete” e dell’8° rgt bersaglieri della brigata “Garibaldi”.

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L’esercitazione UNA ACIES 2019 si è poi spostata presso la scuola di fanteria di Cesano, dove istruttori ed allievi hanno dato dimostrazione di esercitazione sistemi di simulazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) e una dimostrazione del Metodo Combattimento Militare (MCM), combattimenti corpo a corpo per disarmare o immobilizzare un presunto aggressore, o per fermare un liti in corso tra civili armati.

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dsc_6346_unaacies2019.jpgIl comandante del COMFORDOT, generale Giovanni Fungo, ha tenuto a precisare alla stampa presente che “La presenza dei giornalisti all’interno di “Una Acies” è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa. Inoltre la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole. Durante i percorsi organizzati in questo” Media Day”, voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese. Per cui grazie per essere intervenuti, sia per osservare e conoscere “Una Acies” sia perché siete i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti.”.

Al termine del Media Day il capo di SME, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, è intervenuto salutando poi tutti i presenti.

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Immagini: Ph. Monica Palermo
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Conclusa al Ce.Si.Va. un’esercitazione della Granatieri di Sardegna

1. Pegaso BRIEFING COMANDANTE (1)

Civitavecchia, 17 luglio 2019 – Terminate le esercitazioni per uno staff operativo della Granatieri di Sardegna con la “Command Post Exercise” (CPX) – “Computer Assisted Exercise” (CAX) Pegaso 3/2019 presso la caserma “Giorgi” di Civitavecchia, che lo ha visto impegnato in un’attività addestrativa che si è conclusa il 12 luglio.

Nel corso dell’esercitazione, finalizzata alla validazione del Comando brigata, di prossimo impiego all’estero, il personale della  Brigata  meccanizzata “Granatieri di Sardegna” è stato valutato principalmente sulle capacità di pianificazione e produzione di ordini, sul monitoraggio della situazione e l’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), sulla gestione delle informazioni, delle emergenze ed emanazione degli ordini.

3. Pegaso ESERCITAZIONE

L’attività si è focalizzata sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo. Nella stessa giornata ai Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Monte Romano e Lecce si sono rispettivamente concluse le “Livex” “Sagittario 3/2019” e “Centauro 4/2019”.

Le attività “Livex” dei C.A.T., invece, hanno avuto lo scopo di consentire alle unità in addestramento di operare in ambienti reali, attraverso l’impiego dei sistemi di simulazione “live” a partiti contrapposti, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione. L’esercitazione “Sagittario 3/2019”, tenutasi presso il C.A.T. di Monte Romano ha visto contrapposte unità BLUFOR del rgt. Lancieri di Montebello (8°) e complesso minore 1° Reggimento Granatieri ,  a unità OPFOR composte del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”. 

4. PEGASO ESERCITAZIONE

La “Livex” “Centauro 4/2019”, svoltasi presso il C.A.T. di Lecce, è stata finalizzata all’approntamento di unità nell’ambito di attività tattiche difensive, di stabilizzazione e abilitanti nel quadro di una campagna di sostegno di pace. L’esercitazione ha contrapposto unità BLUFOR a livello complesso minore del 132° rgt. “carri”  a un’unità OPFOR composta da un plotone del 31° rgt. “carri”. 

Il Ce.Si.Va. costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

2. Pegaso ROLE PLAYING

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Fonte e immagini: COMFORDOT
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Aeronautica militare: conclusa esercitazione Cyber Eagle 2019, testata la difesa cyber dei reparti di trasporto aereo

Cyber Eagle 2019 

Roma, 13 giugno 2019 – L’esercitazione di Cyber Defense dell’Aeronautica Militare, “Cyber Eagle 2019”, si è conclusa giovedi 13 giugno. L’esercitazione si è svolta tra il 10 e il 12 giugno sotto la direzione del Re.S.I.A. (Reparto Sistemi Informativi Automatizzati) dell’Acquasanta – Roma, il reparto aeronautico deputato alla difesa cibernetica della Forza Armata.

Al pari dell’edizione 2018 al “Cyber Eagle 2019″ anche quest’anno hanno partecipato il 4° Stormo di Grosseto e il 36° Stormo di Gioia del Colle, e sono stati inoltre coinvolti i reparti di volo dell’Aeronautica Militare interessando il settore del trasporto aereo attraverso la 46^ Brigata Aerea di Pisa e il 14° Stormo di Pratica di Mare.

Nel corso dell’esercitazione un team di militari, esperti del settore cyber del Re.S.I.A., ha simulato decine di eventi critici – da malware per infiltrarsi nelle reti militari, a casi di divulgazione di dati operativi, e-mail di phishing ed esfiltrazione dati dai computer – a cui i CIRT (Computer Incident Response Team), dei due reparti coinvolti, hanno dovuto far fronte con adeguate azioni difensive complesse e coordinate con tutte le componenti dei rispettivi reparti, a cominciare dalla catena di comando, senza tralasciare gli aspetti legali e quelli di comunicazione, garantendo la continuità operativa dei velivoli e la missione dei reparti.

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L’elevata connotazione tecnologica raggiunta dalle Forze Armate e, in particolare, dall’Aeronautica Militare, comporta indiscutibili vantaggi operativi ma, al tempo stesso, implica un aumento delle vulnerabilità nei confronti della minaccia cibernetica, sempre più in espansione e sempre più mutevole. Risulta quindi fondamentale testare, addestrare ed implementare la capacità di difesa del sistema, attraverso il coinvolgimento “in prima linea” dei reparti di volo.

“Questa esercitazione è il segno di una maturità in evoluzione e contribuisce ad aumentare considerevolmente la consapevolezza della minaccia e delle azioni di contrasto e mitigazione. Questo è un chiaro indicatore della direzione che la Forza Armata vuole seguire nella difesa cibernetica” – ha dichiarato il Comandante Logistico dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Giovanni Fantuzzi, dal quale dipende, tramite il comando intermedio della 3^ Divisione, il Re.S.I.A.

Di fronte alla minaccia cibernetica, sia in ambito europeo che in ambito NATO, sono stati tracciati obiettivi tesi alla realizzazione di salde e durevoli capacità integrate di protezione delle infrastrutture. Solidali con tali obiettivi, nell’alveo delle operazioni del C.I.O.C. (Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche), le Forze Armate sono chiamate a contribuire, per la parte di competenza, alla difesa cyber integrata dell’intero Sistema-Paese. Al fine di garantire il necessario grado di preparazione del proprio personale, l’Aeronautica Militare investe in percorsi addestrativi come la Cyber Eagle.

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Il Re.S.I.A., oltre a realizzare e gestire sistemi e procedure applicative per l’automazione dei processi logistico/amministrativi, sta assumendo sempre più una connotazione operativa, sia nel settore della navigazione aerea (con l’erogazione del servizio AFTN – Aeronautical Fixed Telecommunication Network), sia nel settore delle Computer Network Operations. Si occupa inoltre della formazione del personale impiegato nel settore informatico, nonché dell’assistenza agli utenti dei sistemi informativi di Forza Armata.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Esercitazione pluriarma Famagosta 2019, concluse quattro intense settimane di addestramento

10 Un momento della panificazione

Monteromano (VT), 5 aprile 2019 – La brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, grande unità dell’Esercito che fornisce gli assetti per la Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM), ha concluso, con l’esercitazione pluriarma “Famagosta 2019”, quattro intense settimane addestrative nel Lazio.

Dopo una fase svoltasi al Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia, dove il comando della “Pozzuolo” è stato protagonista di un’articolata esercitazione sulle procedure da adottare nella gestione di complesse situazioni di crisi, lo staff ha raggiunto le proprie unità operative dipendenti, il reggimento lagunari “Serenissima”, il reggimento logistico Pozzuolo del Friuli” e il 3° reggimento genio guastatori presso il poligono militare di Monte Romano, dove è stato allestito il posto comando tattico della brigata. 

Le attività esercitative, diurne e notturne successivamente svolte, sono state finalizzate ad addestrare il personale della Brigata alla concezione, pianificazione e condotta di eventi in scenari di crisi. Inoltre, sono state approfondite le procedure per la consulenza, l’addestramento e l’assistenza in favore di Forze Armate di un paese ospitante al fine di conseguire il progressivo miglioramento del loro livello di operatività e autonomia.

Nel corso delle incessanti attività, sono state eseguite lezioni di tiro con armi individuali, di reparto e mortai, marce tattiche in assetto da combattimento, prove notturne di soccorso e autosoccorso sanitario con l’impiego di presidi medici individuali, attività operative con mezzi tattici, combattimenti in aree ristrette e in campo aperto. Inoltre, sono state consolidate le procedure di integrazione degli assetti interarma della Brigata, assicurandone la piena interoperabilità in ogni tipologia di scenario, condizione per affrontare con successo tutte le moderne sfide.

Nel corso dell’esercitazione, il generale di brigata Giovanni Parmiggiani, comandante della brigata, ha esercitato il comando tattico delle unità sul terreno nei differenti scenari addestrativi utilizzando moderni sistemi di comando e controllo. Alla “Famagosta 2019” ha assistito il comandante della divisione “Friuli”, generale di divisione Carlo Lamanna, che ha espresso apprezzamento per la qualità delle attività svolte, complimentandosi per l’eccellente raggiungimento degli obiettivi operativi. L’esercitazione, oltre ad inquadrarsi nei regolari cicli periodici di preparazione, ha rivestito una particolare importanza poiché i militari della Brigata hanno realizzato un addestramento ispirato al massimo realismo attraverso il perfezionamento delle tecniche di combattimento individuali e collettive. 

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Fonte e immagini: COMFOP nord
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Esercito: termina l’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal rgt Piemonte Cavalleria

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Roma, 13 maro 2019 – L’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal reggimento “Piemonte Cavalleria” si è conclusa dopo alcune settimane di intenso addestramento.

L’attività ha avuto lo scopo di sperimentare le capacità di un reparto di cavalleria nell’esplorazione tattica e su terreni compartimentati a favore delle Truppe Alpine. Il reggimento infatti è l’unità esplorante della brigata alpina “Julia” .

Assieme allo schieramento di un posto comando con capacità di pianificazione dell’impiego di un gruppo tattico esplorante in ambiente con ridotta mobilità, l’addestramento ha interessato anche assetti del genio, dell’artiglieria e della terza dimensione.

L’esercitazione di distaccamento esplorante, che ha visto i militari di “Piemonte Cavalleria” svolgere attività di ricognizione, avvicinamento e combattimento con  azioni di fuoco delle componenti leggere e delle  blindo pesanti “Centauro”, ha coinvolto anche alcuni veicoli cingolati BV 206 dell’8° reggimento alpini, così da fornire la necessaria mobilità agli esploranti in zone particolarmente difficili da raggiungere.

I velivoli del 5° reggimento “Rigel” hanno permesso l’infiltrazione di un posto di osservazione avanzato (POA), lo sgombero di un ferito operando in coordinamento con il nucleo JTAC (Joint Terminal Attack Controller) del 3° reggimento artiglieria terrestre della Brigata.

Un team ACRT (Advanced Combat engineer Reconnaisance Team) del 2° reggimento genio guastatori ha effettuato la ricognizione e bonifica di un itinerario  a favore di alcune unità di manovra coinvolte (in sede esercitativa) dall’esplosione di un IED.

Il comandante delle Truppe Alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto, accompagnato dal comandante della “Julia” generale di brigata Alberto Vezzoli, ha assistito alla fase condotta dell’attività a fuoco complimentandosi per l’integrazione raggiunta tra i reparti ed il livello addestrativo mostrato.

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Presenti all’attività anche il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini ingegnere Sebastiano Favero, e il  presidente delle sezione ANAC di Trieste Fabio Tognoni.

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Fonte e immagini: COMTA
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Libano: Blue Hammer 2, la prima esercitazione congiunta caschi blu italiani e forze armate libanesi

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Shama (Libano), 28 febbraio 2019 – I militari italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) hanno condotto Blue Hammer 2, esercitazione congiunta con le Forze Armate Libanesi (LAF), nel training hub di Chawakeer (Tiro).

Scopo dell’esercitazione è stato quello di incrementare il livello addestrativo e l’amalgama delle unità appartenenti alle LAF, implementare la cooperazione con le unità alle dipendenze del SW di UNIFIL e raggiungere il corretto modus operandi nella ricerca continua di un addestramento finalizzato alla piena implementazione della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Il centro addestrativo, inaugurato nel mese di febbraio e ridenominato per l’occasione training area “Garibaldi”, appartiene al 54° battaglione carri della 5ª Brigata ed ha fatto da cornice ad un’esercitazione concepita, pianificata e condotta dalle LAF, in stretto coordinamento con il Sector West (SW) di UNIFIL.  Per tale scopo e per la formazione a domicilio, nel recente periodo, l’area è stata suddivisa in cinque training box, concepiti rispettivamente per l’addestramento individuale al combattimento (AIC), il Circuito Addestrativo Ginnico Sportivo Militare (CAGSM), il Metodo di Combattimento Militare (MCM), il Close Quarter Battle (CQB) e l’addestramento a fuoco con armi portatili.

L’esercitazione si è svolta alla presenza delle più alte cariche militari e civili dell’area, tra i quali i comandanti della 5ª e 7ª vrigata delle Lebanese Armed Forces (LAF) – unità dislocate rispettivamente nel Sector West e nel Sector East di UNIFIL, del South Litani Sector (SLS) e delle LAF Intelligence, nonchè del prefetto, il sindaco ed il console onorario d’Italia della città di Tiro.

La “Blue Hammer 2” ha rappresentato la sintesi di un intenso ciclo formativo congiunto, incominciato nel novembre dello scorso anno ed è stata ideata principalmente sulla base dei corsi svolti di Study of Mission, Patrol Formation, Observation Post, Fighting In Built-Up Areas (FIBUA) e CQB. In tale contesto, circa 120 militari tra LAF e personale istruttore di ITALBATT, la Task Force di manovra a guida italiana, su base reggimento cavalleggeri “Guide” (19°), hanno dato vita alla prima esercitazione sviluppata in una base militare libanese.

Nello specifico l’attività è stata suddivisa in quattro fasi: AIC, applicazione delle tecniche di base di autodifesa e MCM; superamento di un percorso ad ostacoli (CAGSM); attività tattica di combattimento in ambiente urbano (CQB) con l’impiego di assetti Explosive Detection Dog (EDD) e di soccorso medico e l’utilizzo di sistemi di simulazione al tiro in uso all’Esercito Italiano; attività dinamica a fuoco, con munizionamento ordinario e forze avversarie rappresentate da sagome, durante la quale la Quick Reaction Force (QRF) libanese e la Battalion Mobile Reserve (BMR) di ITALBATT hanno garantito la sicurezza areale ed il supporto immediato per tutta la durata dell’intervento. 

La “Blue Hammer 2” ha costituito anche un momento d’incontro e di confronto per i comandanti delle forze di sicurezza libanesi a tutti i livelli, che hanno colto anche l’occasione per riunirsi al termine dell’attività con i comandanti di SW e di ITALBATT, al fine di definire le attività addestrative e operative future volte al raggiungimento della full operational capability delle unità delle Lebanese Armed Forces schierate nel Libano del Sud.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: esercitazione Aquila Blu per le truppe alpine, il combattimento in montagna (video)

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Misurina (BL), 24 febbraio 2019 – Gli alpini sono i militari che hanno come loro peculiarità quella di muovere, operare e combattere in montagna. E proprio le capacità di combattimento in ambiente montano invernale sono state lo scenario dell’esercitazione “Aquila Blu”.

Ad operare, in difesa sul terreno innevato, tanti reparti, uomini dell’8° alpini, del 3° artiglieria, del Piemonte Cavalleria (2°) della task force Altair dell’aviazione dell’Esercito, del 41°di Cordenons e le forze speciali del 4° reggimento alpini paracadutisti.

Gli alpini sono intervenuti per neutralizzare il nemico intenzionato (nella finzione) a sabotare un acquedotto. Lo scontro a fuoco, l’intervento degli elicotteri, la gestione dei feriti sul campo hanno mostrato ai vertici dell’Esercito e agli amministratori locali giunti a Misurina, le capacità degli alpini nel terzo millennio.

Uomini forgiati dall’addestramento e dalla fatica (hanno dormito per oltre 30 giorni in tenda in quota per prepararsi all’attività) che ancora oggi come i loro Padri e i loro nonni hanno nella montagna e nelle sue regole il principale campo di addestramento tattico e morale.

Presenti alla cerimonia il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina che si è complimentato per la preparazione dimostrata sul campo dal suo personale.

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Ad osservare la guerra, per quanto simulata, sul suo territorio, il sindaco di Auronzo Tatiana Pais Becher.

L’esercitazione mattutina è stata preludio alla gemella “Lupo Bianco”, che come la prima ha dimostrato la capacità operativa dei militari ad operare in montagna, la seconda verificherà la loro integrazione nel sistema di soccorso.

Un’altra sfida da affrontare.

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Fonte e immagini/video: Comando Truppe Alpine
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Monica Palermo

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