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Addestramento tattico dell’Esercito, terminate le livex Centauro 2/2020, Capricorno 2/2020 e Scorpione 1/2020

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Roma, 20 febbraio 2020 – Attività addestrative si sono svolte nei giorni scorsi presso i poligoni di Capo Teulada, Monte Romano e Lecce, 3 livex dal 3 al 14 febbraio dipendenti dal Centri di Addestramento Tattico.

L’esercitazione livex “Centauro 2/2020” si è conclusa venerdì 7 febbraio, presso il Centro di Addestramento Tattico di Lecce. Organizzata a favore di un plotone del 15° Reggimento “Cavalleggeri di Lodi”, l’attività addestrativa ha avuto lo scopo di incrementare l’addestramento volto al mantenimento della condotta di attività tattiche in un contesto di combattimento classico nello scenario realistico “Skolkan”.

La “Capricorno 2/2020” e la “Scorpione 1/2020” si sono concluse invece lo scorso 14 febbraio invece, presso il Centro di Addestramento Tattico di Capo Teulada e Monte Romano. L’attività presso il poligono sardo è stata finalizzata all’approntamento delle unità del 3° reggimento Bersaglieri rinforzato, per l’occasione, da uno squadrone del 19° reggimento “Cavalleggeri Guide”.

Nel corso dell’esercitazione, l’unità amica, composta da un gruppo tattico del 3° reggimento Bersaglieri, è stata opposta a una unità nemica a livello di complesso minore del medesimo reggimento. La livex tenutasi a Monte Romano ha invece visto impegnato un complesso minore del 9° Reggimento Alpini.

L’esercitazione, finalizzata alla formazione di un contingente della NATO Readiness Initiative, ha contrapposto unità amiche del 9° Alpini a unità nemiche a livello plotone del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna”.

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Spagna, esercitazione Toro 2019, attività tattiche di combattimento congiunte tra i soldati italiani e spagnoli

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Saragozza (ES), 18 novembre 2019 – L’esercitazione Toro 2019 è entrata nella fase più importante: la condotta di attività tattiche di combattimento congiunte tra i soldati della brigata Pinerolo e la brigata spagnola Aragon I.

Le due unità dopo un’intensa attività di amalgama e preparazione dei giorni scorsi, sono pronte a testare l’interoperabilità dei sistemi di comando e controllo e le procedure attuative che verranno impiegate nell’ambito dell’assolvimento dei diversi compiti tattici, impiegando “a fuoco” tutte le piattaforme e sistemi d’arma schierati per questo fondamentale momento addestrativo.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, durante la sua visita nell’area addestrativa di San Gregorio, si è rivolto ai soldati della Pinerolo sottolineando come le attività esercitative congiunte, quali l’esercitazione Toro 2019, rappresentino “un’occasione essenziale per accrescere il bagaglio professionale di tutti noi, e siano da stimolo per fare sempre meglio, esprimendo potenzialità peculiari della componente terrestre della Difesa uniche ed attuabili solamente dall’Esercito. Per questo motivo abbiamo il dovere di essere sempre pronti a operare per la Difesa dell’Italia e per la sicurezza internazionale.”

La Toro 2019 vedrà nei prossimi giorni lo sviluppo di attività di combattimento in cui, secondo un approccio inter-arma, tutte le tipologie di unità schierate verranno impiegate in maniera sinergica e combinata, consentendo a soldati italiani e spagnoli di accrescere la loro interoperabilità ma anche la conoscenza reciproca di capacità procedure e sistemi d’arma.

La collaborazione tra la brigata Pinerolo e la Aragon I, nasce dalla firma di una lettera d’intenti tra l’Esercito Italiano e l’Ejercito de Tierra siglata il 25 settembre 2017 nel corso del 4° Forum dei comandanti delle forze terrestri europee, che prevedeva la forte volontà di rafforzare le attività esercitative tra le parti, al fine di implementare l’interoperabilità di procedure e sistemi tra le due forze armate attraverso la stretta collaborazione e affiliazione tra due unità di livello Brigata.

La brigata Pinerolo si è schierata presso l’area addestrativa “San Gregorio” di Saragozza con il posto comando di Brigata, l’82° reggimento Fanteria “Torino” e assetti del 21° Reggimento Artiglieria Terrestre “Trieste”, 11° reggimento genio guastatori e 232° Reggimento Trasmissioni, al fianco dei colleghi della brigata “Aragon I” dell’ Esercito Spagnolo.

Scopo principale di questo importante evento addestrativo è stato quello di perfezionare il livello d’integrazione delle Unità e testare l’interoperabilità dei servizi e sistemi di comando e controllo italiano (SIACCON ADV) e spagnolo (SIMACET) affinando sia le procedure da attuare nei posti Comando che le procedure d’impiego delle unità impegnate.

L’attività esercitativa a fuoco, condotta in maniera integrata tra le unità italiane e spagnole, ha visto il suo momento culminante, durante le fasi della manovra, nell’azione combinata dei vari sistemi d’arma italiani tra cui il VBM “FRECCIA” (in versione combat e porta mortaio da 120 mm), VTLM “LINCE”, VTMM “ORSO”, OBICI FH70 con quelli in dotazione alle unità spagnole.

La “TORO 2019”, che vede operare sul terreno 400 militari dell’Esercito Italiano, terminerà nei prossimi giorni con una Livex di 72H che rafforzerà l’integrazione dei due Paesi alleati.

14_ TORO 2019_ MILITARE ITALIANO E SPAGNOLO A FINE ESERCITAZIONE

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Esercitazione Toro 2019, l’Esercito italiano impegnato in Spagna con circa 450 militari della brigata “Pinerolo”

Esercitazione Toro 2019 Porto di Segunto per sbarco mezzi 82° Reggimento Fanteria Torino_4

Saragozza (Spagna), 9 novembre 2019 – Con la fine delle operazioni di sbarco e l’avvio delle prime attività logistiche-addestrative di integrazione presso il Centro Addestrativo Nazionale (CENAD) nell’area di “San Gregorio” in Saragozza, è terminato lo schieramento per l’esercitazione “TORO 2019”, che vedrà impiegati assetti della brigata “Pinerolo” e l’82° reggimento fanteria “Torino” al fianco dei colleghi della Brigata “Aragon I” dell’Esercito spagnolo, sotto TACON (controllo tattico) della divisione Castillejo.

Scopo principale di questo importante evento addestrativo è quello di perfezionare il livello d’integrazione delle Unità e testare l’interoperabilità dei servizi e sistemi di comando e controllo italiano (SIACCON ADV) e spagnolo (SIMANET) attraverso il Military Interoperability Program (MIP), al fine di consentire la visione della Common Operational Picture alle unità italiane e spagnole affinando sia le procedure da attuare nei posti Comando e le procedure d’impiego delle unità.

L’evento addestrativo rappresenta un importante banco di prova per la complessa stesura di accordi tecnico-logistico-amministrativi tra le parti resisi necessari per la fase, appena terminata, di deployment e di redeployment degli assetti schierati oltre frontiera.

L’esercitazione sulla base accordi bilaterali ed un’intensa attività di cooperazione e di amicizia tra i due Paesi terminerà con una livex di Gruppo Tattico, con l’impiego di una Task Force pluriarma e Posto Comando che opereranno in maniera integrata in uno scenario di tipo war-fighting.

La “TORO 2019” vedrà operare sul terreno per circa 20 giorni 450 militari dell’Esercito Italiano affiancati da soldati spagnoli della Brigata “Aragon I” con l’impiego di VBM “FRECCIA”, VBM “FRECCIA” porta mortaio da 120 mm, VTLM “LINCE”, VTMM “ORSO”, OBICI FH70, oltre ad assetti di Force Protectione sorveglianza del campo di battaglia. Nei prossimi giorni avranno inizio le prime attività esercitative e di amalgama tra i reparti italiani e spagnoli che vedranno protagonisti i militari della “Pinerolo” inseriti in un intenso ciclo addestrativo.

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Cyber defence: il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) per la prima volta all’esercitazione interforze Joint Stars 

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Roma, 20 giugno 2018 – Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), costituito nel 2017, prende parte per la prima volta all’esercitazione “Joint Stars” per testare la sicurezza delle reti e delle informazioni.

È stata infatti una espressa volontà del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, quella di inserire anche il CIOC nell’esercitazione interforze più importante dell’anno, in previsione del fatto che, nel corso del 2019, il Comando Interforze che si occupa di cyber defence della Difesa sarà sottoposto a valutazione e validazione per il conseguimento della piena capacità operativa. La “Joint Stars 2018” è pertanto un ulteriore banco di prova per il CIOC, comandato dal generale di brigata aerea Francesco Vestito.

L’esercitazione, che è del tipo “computer assistita”, vede impegnati due team con diverse funzioni: il Blue Team, che deve provocare gli eventi pianificati nell’ambito dello scenario esercitativo, e il Red Team che, invece, deve rispondervi in maniera adeguata mettendo in pratica le conoscenze acquisite e le procedure stabilite.

Lo scenario prevede che, a seguito di una crisi tra due Stati limitrofi e dopo specifica risoluzione dell’ONU, venga schierata una Joint Task Force sul territorio di uno dei due paesi la cui stabilità è minacciata da gruppi armati di una minoranza etnica che si richiama all’altro Stato. La Joint Task Force è così chiamata, dal susseguirsi degli eventi, a sviluppare una serie di attività militari sul terreno, in mare e in cielo, ma anche nel dominio cibernetico, per contrastare le azioni ostili dei gruppi terroristici e delle milizie paramilitari dallo Stato di riferimento, che punta a ottenere l’egemonia regionale. La cyber defence assume, così, la sua funzione di elemento di disturbo delle operazioni militari degli avversari, così come avviene nel campo della guerra elettronica e del conflitto ibrido, dove piuttosto che alla distruzione fisica dei sistemi d’arma avversari, si mira a renderli inutilizzabili, ovvero a neutralizzarli anche temporaneamente. La cyber, infatti, fa parte della cosiddetta CEMA, Cyber Electro Magnetic Activities, e unisce le operazioni classiche a quelle sulle reti.

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Il contributo fornito dai militari del CIOC è inoltre volto a risaltare un’altra funzione del nuovo dominio, trasversale al ’decision making’ e alle informazioni. La cyber defence infatti ha i suoi effetti sulla catena di comando e controllo, perché garantisce il cosiddetto ciclo ODA – Observe, Detect and Act – che è quel processo distinto nelle fasi di osservazione, determinazione e azione tipico dei ogni processo decisionale. L’effetto facilitatore va anche a vantaggio delle informazioni perché la cyber garantisce, con continuità, la disponibilità di dati e conoscenze per intervenire efficacemente in teatro operativo. La difesa cibernetica, per questi aspetti, si pone quindi come strumento strategico del comandante in capo delle Forze Armate, il capo di Stato Maggiore della Difesa, con la funzione di supportare il proprio ciclo decisionale e, nel contempo, di rallentare quello avversario.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Italiani in Libano: esercitazione multinazionale dei caschi blu delle Nazioni Unite

Esercitazione dell'assetto CRC francese in coordinamento con la sala ope...

Shama (Libano), 12 settembre 2017 –  Si è conclusa in questi giorni, nel Libano del sud, l’esercitazione RITE III/17 (Reserve Integration Training Exercise) per il contingente italiano della Joint Task Force – Lebanon che conduce l’operazione “Leonte XXII” dal 27 aprile scorso.

In contesto multinazionale, il Sector West di UNFIL, con a capo il generale di brigata Francesco Olla, ha testato le proprie capacità di “Comando e Controllo” delle unità dispiegate sul terreno al fine di aumentarne la reattività, l’interoperabilità e la flessibilità.

Pianificazione e condotta del Posto Comando Avanzato prima degli assetti...

L’esercitazione ha visto oltre 200 uomini e donne, 45 veicoli blindati e 4 posti comando tattici condurre le operazioni che garantiscono la stabilità dell’area da oltre undici anni. Attraverso l’ausilio degli assetti specializzati quali squadre antisommossa e nuclei EOD (Explosive Ordinance Disposal), per far fronte al riconoscimento e disinnesco degli ordigni inesplosi (UXO –  Unexploded ordnance) o improvvisati (IED – Improvised explosive device), le unità del contingente multinazionale sono state ingaggiate e valutate attraverso la simulazione delle più probabili minacce che potrebbero verificarsi nel Sud del Libano. 

L'assetto EOD con relativo equipaggiamento robotico

L’esercitazione si è svolta in una zona non popolata del villaggio di Naqoura, che insiste nell’area di responsabilità del cntingente italiano su base brigata “Granatieri di Sardegna”. L’unità di manovra italiana (ITALBATT), congiuntamente a quella malese, irlandese, finlandese, sud-coreana e ghanese, garantisce, in base a quanto sancito dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il monitoraggio costante della Blue Line, la linea di demarcazione che divide il Libano da Israele; il supporto alla popolazione locale, attraverso numerosi progetti in sostegno alle autorità municipali e governative a sud del fiume Litani; la pianificazione e condotta, a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), di attività addestrative e operative finalizzate all’implementazione del mandato previsto dalla risoluzione stessa.

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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