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I Granatieri celebrano la tradizionale messa in suffragio del Duca di San Pietro

di Ernesto Bonelli

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Roma, 18 febbraio 2017 – “Esiste una profonda bellezza nel culto delle memorie, nel culto del passato! Passato che risorge grazie alla forza delle tradizioni che rende perenne quel culto e che imprime alla vita sociale una continuità infrangibile dettando nei singoli quella norma spirituale che ispira le loro azioni, e che si presenta più viva e gagliarda là dove le tradizioni sono sintetizzate nel dovere: nelle Forze Armate” (da “Lo slancio vitale e la forza delle tradizioni”. Ernesto Bonelli).

E nel culto delle memorie e delle proprie tradizioni che ieri, 17 febbraio 2017, in Roma all’interno della Basilica Santa Maria degli Angeli, i Granatieri di Sardegna, in armi (bandiera, banda d’ordinanza e reparto in armi agli ordini del col. Stefano Chironi) ed in congedo, hanno celebrato il rito della Santa Messa in suffragio di don Alberto Genovese duca di San Pietro; tradizione che sin dal 1852 ininterrottamente, anche durante la guerra od in prigionia – come ci ricorda il Contigliozzi: “Ricordi, nei campi di concentramento nazisti, quando la morte ci sorrideva quotidianamente, come riusciste Tu (ten. Guido Cipriani) e Lino Fornale a convincere me bestemmiatore accanito per la fame e le malattie, a servire la Santa Messa in occasione del Duca di San Pietro?” – ha visto i soldati dai bianchi alamari osservare con la fedeltà che li contraddistingue.

1800022Essa nasce il 1 Agosto 1776 allorché don Alberto Genovese Duca di San Pietro e Cervellon, stipulava una convenzione con Gavino Pagliaciu Marchese della Planargia, comandante e proprietario del reggimento di Sardegna – poi Cacciatori di Sardegna – per la creazione di una musica (massa di musica) e di una massa di pietà con capitale, elargito dal duca, di 100.000 lire vecchie di Piemonte, con gli interessi annui di 4.000 lire, da impiegarsi dal Comandante del suddetto Reggimento, per quattro quinti per mantenere in buona efficienza la musica del Reggimento stesso e per una funzione funebre in suffragio dell’anima del padre don Bernardino Antonio Genovese duca di San Pietro e Cervellon (deceduto il 16 o 17 febbraio 1764 ed il cui rito funebre fu celebrato il successivo 18) nel giorno della di lui morte, ed, alla sua morte, per egli stesso da celebrare annualmente davanti al reggimento in armi, e per un quinto in opere di bene a favore di militari del reggimento e delle loro famiglie. Alla somma fu aggiunto dal duca la somma di 4.000 lire vecchie di Piemonte destinate per il vestiario e per le prime provviste della banda. Con “istromento” 25 ottobre 1777 furono dal duca assegnate altre 20.000 lire per la vestizione del tamburino e l’equipaggiamento della Banda.

Nel 1815 il reggimento di Sardegna, per i meriti acquisiti, veniva incorporato nella brigata guardie, che, dopo successivi cambi ordinativi, il 19 marzo 1852, con la soppressione del reggimento “Cacciatori di Sardegna” e la fusione dei suoi soldati nei due Reggimenti Granatieri, assumeva la denominazione di Brigata Granatieri dì Sardegna.

Da allora, come si è detto, i Granatieri di Sardegna, eredi del munifico lascito, fanno celebrare, in forma solenne, il 18 febbraio di ogni anno, od in data immediatamente anteriore o posteriore, una santa messa di suffragio alla presenza dei reparti in armi. In tale funzione, oltre al benefattore, i “Granatieri di Sardegna” intendono onorare tutti gli eroici Granatieri che in oltre tre secoli e mezzo servirono la Patria nei ranghi dei Reggimenti delle Guardie, dei Cacciatori e dei Granatieri.

La cerimonia odierna, alla presenza di numerose autorità civili e militari, tra cui il sottosegretario di Stato alla Difesa on. Domenico Rossi, il consigliere comunale di Roma On. Cristiana Paciocco in rappresentanza del sindaco Raggi, il gen. Rolando Mosca Moschini consigliere del presidente della repubblica per gli affari del consiglio supremo di difesa e segretario del consiglio supremo di difesa, i generali di corpo d’armata Massimiliano Del Casale presidente del centro alti studi per la Difesa, Francesco De Leverano comandante del 2° comando forze operative per la Difesa, Agostino Biancafarina comandante militare della capitale, del gen. d. Antonio Vittiglio, comandante della divisone Acqui e del gen. b. Francesco Olla comandante della brigata Granatieri di Sardegna, e tanti altri ufficiali generali in servizio od in congedo.

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Dopo l’afflusso in sfilata dalla caserma Macao di Castro Pretorio del reggimento Granatieri, ha visto la celebrazione della santa messa da parte di mons. Angelo Friggerio, vicario dell’ordinario militare, concelebranti don Paolo Villa ispettore vicario episcopale per l’Esercito italiano e don Pier Luca Bancale cappellano militare del 1° reggimento “Granatieri di Sardegna”.

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Al termine del rito il Reparto si è schierato in Piazza della Repubblica e, dopo aver reso gli onori alla bandiera del 1° Reggimento Granatieri, è defluito in parata tra ali di folla sorpresa ed entusiasta lungo le strade di Roma verso la caserma Macao in Castro Pretorio.  

Attualmente il reggimento più antico d’Italia ed unico per la sua specialità, è impiegato nell’Operazione “Strade Sicure” nella capitale, al comando della Task Force “Roma 1” con circa 200 tra uomini e donne, nonché contribuisce con diverse unità all’operazione creata a supporto della popolazione del centro Italia, colpita dal sisma.

© All rights reserved
Articolo di: gra. gen. Ernesto Bonelli
Immagini: ph. Monica Palermo
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I Granatieri e il Duca di San Pietro, 240 anni di storia

di Alessandro Menenti / Monica Palermo

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Roma, 19 febbraio 2016 – Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli i Granatieri di Sardegna hanno tenuto ieri a Roma per il 240° anno, la celebrazione in suffragio di don Alberto Genovese onorando l’impegno assunto nel 1776.

Quando Don Bernardino Genovese patrizio sardo, il 10 luglio 1744, costituì a Cagliari a sue spese il Reggimento di Sardegna al fine di garantire la sicurezza dei coloni sardi approdati sull’isola di San Pietro, non sapeva che aveva dato luogo alla più antica specialità del futuro esercito italiano.

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Il figlio di Don bernardino, Alberto Genovese Duca di San Pietro e Cervellon, Ufficiale del Reggimento fondato da suo padre, donò al Reggimento la somma di 120.000 lire vecchie di Piemonte per costituire un fondo di assistenza alle famiglie bisognose dei granatieri caduti, una banda musicale e perchè venisse celebrato in perpetuo il suffragio nel giorno della sua morte.

A questo impegno il Corpo ha tenuto fede nei secoli come dice il Gen. Giovanni Garassino, neo presidente dell’associazione nazionale granatieri (ANGS).

Agli ordini del Col. Raffaele Morello, comandante del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna sono sflilate in armi due compagnie di formazione composte in 7X9 e in 4X9 la banda reggimentale. Al comando delle compagnie di formazione un Capitano comandante e due Tenenti comandanti di plotone.

Al centro dei reparti la pluridecorata bandiera di guerra del Reggimento.

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Per essersi distinto alla presa di Perugia”, 14 settembre 1860.

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE “AL CORPO SANITARIO” – “Per essersi lodevolmente portato alla presa di Perugina”, 14 settembre 1860.

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE – “Per bella condotta tenuta alla presa di Mola di Gaeta”, 4 novembre 1860.

CROCE DI CAVALIERE DELL’ORDINE MILITARE DI SAVOIA – “Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ordinamento: audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia”, 1915 – Guerra Italo – Austriaca.

MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE – “Con grandi sacrifici di sangue e con insigni atti di valore, scrisse nel grande Trentino fulgide pagine di grande storia, contrastando per più giorni, sul fronte M. Cengio – Cesura, il passo al nemico che tentava di sboccare nella pianura vicentina (22 maggio – 3 giugno 1916). Sanguinosamente conquistò formidabili posizioni nemiche, difendendone con tenacia sovrumana il possesso, pur con forze assottigliate dalla lotta. Ritirato dalla prima linea da meno di un giorno (19 ore) nuovamente vi accorreva per respingere un riuscito minaccioso contrattacco nemico, e gettandosi ancora nella lotta con abnegazione sublime, riconquistava definitivamente, in mischie convulse, le tormentate posizioni. Nella intera campagna rinverdì di novella gloria le fiere tradizioni dei Granatieri di Sardegna”, Carso – Regione Fornaia –  23 maggio/7 giugno 1917.

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Durante più di un anno di guerre (giugno 1915 – agosto 1916), segnalandosi a Monfalcone sul Sabotino, ad Oslavia, sull’altopiano Carsico, ha ognora dimostrato di essere degno delle secolari tradizioni”, 1915-1918 – Guerra Italo-Austriaca

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – “Nella difesa di Roma reagì con decisione al proditorio violento attacco tedesco che scatenò nel suo ampio settore prescelto dall’invasore per una redditizia e immediata penetrazione. Per due giorni sostenne tenace lotta e in tre violenti combattimenti oppose alla schiacciante superiorità del nemico la ferrea volontà dei suoi gregari, che pagarono a caro prezzo il volontario sacrificio sempre degni delle secolari tradizioni di gloria dei Granatieri”, Roma 8-10 settembre 1943.

I granatieri si riuniranno ad Asiago il 4 e 5 giugno 2016 per il 31^ Raduno annuale in occasione del centenario delle gloriose giornate del Cengio, di Cesuna e di Magnaboschi, come ci spiega il granatiere generale Ernesto Bonelli.

Alla cerimonia hanno preso parte autorità politiche, militari e civili, tra le quali il sottosegretario di Stato alla Difesa – on. Domenico Rossi, il consigliere per gli Affari del Consiglio Supremo di Difesa e segretario del Consiglio Supremo di Difesa – generale Rolando Mosca Moschini, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito – generale di corpo d’armata Giovan Battista Borrini. Presente nella chiesa rappresentanze del corpo della Croce Rossa Italiana, dell’aeronautica, una rappresentanza del Lancieri di Montebello con il tenente colonnello Emanuele Patalano e il tenente colonnello Giancarlo Cati, e molti altri.

Alcune immagini della cerimonia:

© All rights reserved
Immagini: Alessandro Menenti / Monica Palermo
Riprese: Alessandro Menenti
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Presentato il libro sulle attività dei Granatieri di Sardegna nella terra dei cedri durante la missione Leonte XV

di Monica Palermo

Roma, 10 dicembre 2014 – È stato presentato oggi a Roma, presso il museo storico dei Granatieri di Sardegna, il libro Libano, Leonte XV la brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna nella terra dei cedri 2013 – 2014 che racconta l’impegno in Libano della più antica grande unità dell’esercito.

La presentazione è iniziata con un intervento del comandante di brigata, generale Maurizio Riccò che ha spiegato l’operazione Leonte XV, iniziata ad ottobre 2013 e terminata in aprile 2014, illustrando l’intervento della brigata in Libano, dalle attività dei militari a supporto delle forze armate libanesi, alle attività di supporto alla popolazione. Discorso coadiuvato poi da un video che, attraverso splendide immagini, ha mostrato al pubblico le attività della brigata nella terra dei cedri. Il generale Riccò ha quindi introdotto e dato la parola all’autore del libro, il generale (in pensione) dei granatieri Ernesto Bonelli che ha spiegato le diverse sezioni del volume, raccontando aneddoti che ha riportato nel suo libro. Grande importanza è stata data alle donne presenti nella brigata, che con la loro presenza in Libano hanno agevolato le attività di CIMIC.

Libano, Leonte XV la brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna nella terra dei cedri 2013 – 2014 è un libro ricco di immagini, documenti e testimonianze e rappresenta un viaggio che ripercorre i passi della brigata Granatieri di Sardegna dall’approntamento per l’impiego nella “terra dei cedri”, passando per la partenza e la missione operativa, fino a concludersi con il rientro in Patria.

Al termine della presentazione il generale Riccò e il granatiere Bonelli hanno consegnato un volume ai rappresentanti dei vari reparti e una copia è stata inserita nella bacheca all’interno del museo insieme alle onorificenze riconosciute alla brigata durante l’operazione Leonte XV.

L’operazione “Leonte” è una missione militare italiana sotto l’egida dell’ONU iniziata nel 2006 e prende il nome dal più grande fiume del Libano che delimita l’area in cui opera il contingente italiano, nel settore ovest della regione.

La brigata Granatieri di Sardegna è stata impiegata in Albania (2000 e 2002), in Kosovo (2005, 2007 e 2008), sul territorio nazionale nell’ambito dell’operazione “Domino” nel 2001 ed è attualmente impegnata nell’operazione “strade sicure”, in concorso alle forze di polizia.

© All rights reserved
Immagini: Ph. Monica Palermo


Il generale Maurizio Riccò illustra l’operato dei Granatieri di Sardegna in Libano nella missione Leonte XV

di Monica Palermo

Roma, 27 giugno 2014 – Conferenza interessante quella di ieri nella sala d’onore del Museo Storico dei Granatieri di Sardegna, per ricordare e illustrare le operazioni svolte dalla brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna dalla fondazione ad oggi. 

A introdurre e presentare l’impegno e le missioni della brigata è stato il comandante della brigata Granatieri di Sardegna, generale Maurizio Riccò, che per sei mesi è stato anche al comando della Joint Task Force Lebanon (JTFL), per la missione di peacekeeping Leonte XV, nell’ambito dell’operazione UNIFIL in Libano, con un contingente di circa 4000 militari di nove nazioni differenti: Italia, Slovenia, Finlandia, Ghana, Brunei, Malesia, Irlanda, Repubblica di Corea (Corea del Sud) e Tanzania.

Il generale Riccò, dopo aver ricordato le missioni di pace precedenti in cui è stata impegnata la brigata: nel 2000 e 2002 in Albania nell’ambito della missione Joint Guardian, nel 2005, 2007 e 2009 in Kosovo sia a Pristina, che al comando della Brigata Multinazionale Ovest nell’ambito della missione Joint Enterprise, ha focalizzato l’attenzione sul lavoro dei militari svolto durante i sei mesi di mandato in Libano, da novembre 2013 ad aprile 2014. 

È stata illustrata l’operatività dei militari italiani nella Terra dei Cedri, a cui è seguito un filmato dove i presenti hanno potuto vedere in dettaglio l’operato dei caschi blu e del contingente italiano.

In sinergia con le forze armate libanesi, gli uomini e le donne della brigata hanno pattugliato e monitorato la zona del Libano del sud al fine di far cessare le ostilità tra il popolo libanese e quello israeliano. Numerose sono state le attività di addestramento delle forze armate locali per il mantenimento della pace, tra cui come riconoscere e annientare gli IED (Improvised Explosive Device) attualmente in uso, come controllare la folla, nozioni di medicina da campo (combat Medical Care), avere una familiarizzazione con strumenti radio. Il generale Riccò, ha poi sottolineato le numerose attività svolte dal suo contingente a favore e a supporto della popolazione libanese (CIMIC), tra cui donazione di materiale scolastico, costruzione di strade, potabilizzazione delle acque, posizionamento di lampioni a energia solare per favorire la mobilità locale, attività a favore di bambini con disabilità. 

Il comandante della brigata ha poi focalizzato l’attenzione sull’operato dei caschi blu a supporto della blu line, una linea armistiziale di 120 km che separa il Libano da Israele, con il posizionamento di tre blue pillar, a tutela della pace tra i due stati.

Molti sono stati i riconoscimenti che la brigata, durante questa missione, ha ricevuto dalle autorità libanesi, per il supporto fornito.

Tra i numerosi presenti alla cerimonia di saluto ci stavano il generale C.A. (ris.) Mario Buscemi, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna; il marchese Narciso Salvo di Pietraganzili, vice commissario magistrale ACISMOM; il generale D. (ris.) Antonello Falconi, presidente sezione Roma Capitale dell’ANGS; il generale B. (ris.) Antonino Torre, segretario nazionale ANGS e il colonnello Mario Fine, comandante corpo militare ACISMOM.

Dopo il filmato il generale B. (riserva) Ernesto Bonelli ha illustrato il suo volume che riporterà il lavoro dei militari svolto in questi mesi “Libano – Leonte XV. La brigata meccanizzata Granatieri di Sardegna nella Terra dei Cedri”.

Nel salutare poi le autorità intervenute il generale Riccò ha affermato che “il futuro della Brigata Granatieri, benché poggi su solide fondamenta, quali la storia che la contraddistingue e i servizi di alta rappresentanza, trae “nuova linfa” dagli impegni operativi, sia in Patria ma soprattutto all’estero, che conferiscono ai “Bianchi Alamari” prestigio internazionale, fama e notorietà, nel solco della loro plurisecolare vita”.  

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Foto: © Ph. Monica Palermo

 


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