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Arrestato a Roma dalla polizia un narcotrafficante della ‘ndrangheta calabrese

 

Roma, 20 agosto 2014 – Catturato ieri sera a Roma dalla Polizia di Stato il latitante Vincenzo Crisafi, ritenuto vicino alle cosche Romeo e Giorgi di San Luca (RC).

Il latitante è stato catturato dagli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, della Squadra Mobile di Reggio Calabria e Roma e del Commissariato di P.S. di Siderno (RC), a conclusione di prolungati servizi di osservazione e pedinamento svolti nell’ambito di una complessa attività di indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Il Crisafi si era sottratto, il 24 luglio scorso, all’esecuzione del fermo di indiziato di delitto emesso, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nei suoi confronti e di altri dodici soggetti, dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, nell’ambito di una operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Reggio Calabria,  

Il latitante è stato riconosciuto e fermato dagli investigatori della Polizia di Stato in Via Appia nel quartiere San Giovanni in Roma, lo stesso non ha opposto alcuna resistenza.

Nello specifico, l’uomo è ritenuto responsabile, in concorso con altri trafficanti, di aver acquistato ed importato in Italia:

  • attraverso il porto di Gioia Tauro un ingente quantitativo di cocaina prima del 22 maggio 2013;
  • attraverso il porto di Rotterdam, un ingente quantitativo di cocaina pari a 75 o 100 kg giunto su una nave MSC, con rotta Callao (Perù)-Rotterdam, da trasportare in Italia a bordo di un camion, in data antecedente al 23 giugno 2013;
  • in qualità di intermediario, 469 kg di cocaina trasportati dal Sud America attraverso un veliero. Fatto commesso in Sud America e Gioia Tauro nei mesi di giugno, luglio ed agosto 2013;

Dopo le formalità di rito, Vincenzo Crisafi è stato associato presso la casa circondariale di Roma a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Fonte: Polizia di Stato
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Caserta: carabinieri sequestrano 10 pozzi di falda acquifera, contenevano rifiuti speciali e pericolosi

Caserta, 13 agosto 2014 – Nell’ambito di un’articolata indagine, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, unitamente ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di 10 pozzi di falda acquifera, ubicati nel comune di Casal di Principe, di proprietà di privati cittadini, emesso dal Gip presso il Tribunale di Napoli.

L’indagine ha consentito di:

  • riscontrare le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia sullo sversamento dei rifiuti speciali e pericolosi, attività posta in essere dalle locali organizzazione camorristiche – fazione Schiavone negli a i 80′ e 90′.,
  • individuare un sito di sversamento di rifiuti mediante attività di scavo e carotaggi eseguiti nel settembre del 2013 e nel febbraio del 2014 in Casal di Principe (CE), via Circumvallazione altezza intersezione via Isonzo;
  • accertare, attraverso analisi effettuate s e particelle di terreno del sito, la presenza di stagno, berillo ed idrocarburi pesanti oltre la soglia di contaminazione e la presenza di amianto, rifiuto speciale pericoloso per natura, e di altre sostanze chimiche, i cui valori di concentrazione sono tuttavia inferiori al limite di legge, tali da essere classificati come rifiuti speciali allo stato non pericolosi;
  • accertare, attraverso l’analisi delle acque sotterranee prelevate dai pozzi oggetto di sequestro, la contaminazione della falda come conseguenza della realizzazione degli interramenti illeciti poiché sono risultati periori alla CSC (concentrazione soglia contaminazione) i parametri manganese e solfati oltreche tetracloroetilene, sommatoria organo alogenati, tribromometano, dibromoclorometano, 1,2-dicloropropano, zinco, piombo, nitriti e nitrati.

I pozzi sequestrati sono stati affidati ai proprietari dei terreni sui quali insistono, nominati all’uopo custodi giudiziari, con i relativi obblighi di legge. Lo stesso decreto di sequestro è stato notificato a 4 soggetti indagati, affiliati al clan “dei Casalesi fazione Schiavon ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di adulterazione di acque (art. O c.p.) con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 L. 203/91).

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Caserta: carabinieri sequestrano beni per 2 milioni di euro ai prestanome di Antonio Iovine

Caserta, 31 luglio 2014 – Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta, coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nell’ambito di un’articolata indagine, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro nei confronti di dieci soggetti considerati intestatari fittizi di beni riconducibili ad Antonio Iovine detto “O’ Ninno”, esponente di vertice dell’omonima fazione della consorteria criminale dei Casalesi ed attualmente testimone di giustizia.

In particolare sono stati identificati i dieci prestanomi che avevano intestati beni immobili e terreni, dislocati tra le province di Caserta e Modena e riconducibili al citato Iovine.

Le dichiarazioni, e i successivi accertamenti, hanno tracciato un quadro chiaro della situazione degli immobili che Iovine aveva messo da parte negli anni di latitanza e che costituiscono parte del proprio patrimonio esclusivamente personale. È stato inoltre accertato che i fittizi proprietari non avevano palesemente disponibilità economiche tali da giustificare la proprietà dei cespiti.

Tra i beni oggetto delle indagini vi è anche una ditta, intestata ad uno degli indagati ma riconducibile di fatto al sodalizio camorristico, che aveva ottenuto in concessione un terreno da parte del comune di San Cipriano d’Aversa (CE) in area P.I.P. per edificarvi un capannone industriale poi non costruito.

Rilevante è poi la circostanza che uno degli intestatari fittizi, è la figlia del proprietario dell’abitazione in cui lo stesso Iovine fu catturato al termine della sua latitanza.

Il valore complessivo dei beni sequestrati (costituito da 4 ville di grandi dimensioni, 1 autorimessa, 1 appartamento e 2 terreni) è di circa 2 milioni di euro.

I magistrati della DDA interessati nell’operazione sono il procuratore capo Giovanni Colangelo, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e i sostituti procuratori Antonello Ardituro, Cesare Sirignano, Alessandro D’Alessio.

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Fonte: Arma dei Carabinieri


Traffico di migranti (video): indagati dalla DDA di Palermo cittadini africani per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

 

Palermo, 1 luglio 2014 – La Polizia di Stato di Palermo ha eseguito, nelle province di Agrigento, Catania, Milano, Roma e Torino, 9 decreti di fermo e notificato 5 informazioni di garanzia, in stato di libertà, emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 14 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio malavitoso.

Le indagini, condotte dalle Squadre Mobili di Palermo ed Agrigento coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, furono avviate dopo il tragico naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013, nei pressi di Lampedusa e nel quale persero la vita almeno 366 migranti, hanno consentito di ricostruire, anche attraverso mirate attività tecniche, la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di un pericoloso sodalizio malavitoso transnazionale, composto da soggetti eritrei, etiopi e sudanesi, che ha favorito, traendone ingenti profitti economici, l’immigrazione illegale di diverse centinaia di connazionali.


(nel video il testo delle intercettazioni telefoniche)

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano un cittadino etiope e uno cittadino sudanese, ritenuti, da tempo, tra i più pericolosi e importanti trafficanti di migranti. In particolare, è emerso che quest’ultimo aveva il ruolo di raccogliere a Khartoum (Sudan), una consistente parte di migranti che venivano trasferiti, spesso con modalità vessatorie, a Tripoli (Libia), dove l’altro, dopo averli tenuti “segregati” in diverse abitazioni, di cui ha la disponibilità, li faceva imbarcare su natanti fatiscenti diretti verso le coste siciliane.

Le investigazioni hanno consentito, altresì, di individuare una cellula della medesima associazione criminale, composta da cittadini eritrei operanti in Italia, in particolare nelle province di Agrigento e Roma, che favoriva la permanenza illegale di migranti clandestini sul territorio nazionale e ne agevolava il successivo espatrio, sempre illegalmente, verso altri Paesi dell’Unione Europea, in particolare Norvegia e Germania, o del continente americano, tra tutti il Canada.

Nel corso delle indagini sono emersi, inoltre, precisi riferimenti alle continue violenze fisiche e alle reiterate torture che hanno subito numerosi migranti, nonché ai ripetuti stupri, anche di gruppo, cui sono state sottoposte diverse donne.

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Fonte: Polizia di Stato

 


Sicilia: identificate 10 persone ritenute responsabili traffico di stupefacenti

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Caltanissetta, 28 gennaio 2014 – Arrestate 10 persone dalla Polizia di Stato di Caltanisetta in collaborazione col Commissariato di P.S. di Augusta (SR). Le indagini, svolte dal Commissariato di P.S. di Leonforte, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Caltanissetta, hanno consentito l’identificazione delle 10 persone ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Le indagini, che sono state condotte attraverso intercettazioni e classici metodi investigativi, quali appostamenti e pedinamenti, hanno portato a numerosi sequestri di stupefacenti e alcuni arresti in flagranza di reato.

Fonte: Polizia di Stato


Antonella Lallo

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