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DCSA e DEA: XXXI edizione dell’International Drug Enforcement Conference, per smantellare le strutture finanziarie del narcotraffico

Roma, 17 giugno 2014 – “Lo smantellamento delle strutture finanziarie del narcotraffico”, questo il tema della XXXI edizione dell’International Drug Enforcement Conference (IDEC), la riunione annuale dei capi delle agenzie antidroga mondiali, che quest’anno si svolge a Roma, presso il centro congressi del Rome Cavalieri Hotel. Da oggi fino al 19 giugno 500 delegati di 129 paesi si confronteranno sull’argomento e nell’ambito di sette Gruppi di lavoro a composizione regionale (Sud America, Caraibi, Nord/Centro America, Sud/Centro Asia, Europa, Africa, Sud Est asiatico), affronteranno le problematiche del riciclaggio degli immensi proventi del narcotraffico.

L’International Drug Enforcement Conference nasce nel 1983 su iniziativa della Drug Enforcement Administration (DEA) a livello regionale e successivamente si estende a livello mondiale. L’italia è membro dal 2003

La conferenza, organizzata dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) del Ministero dell’Interno, con il patrocinio della Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense, ha come obiettivo il coordinamento delle politiche antidroga, la condivisione delle relative informazioni e lo sviluppo di una strategia operativa tesa al contrasto del traffico illecito di stupefacenti.

A questa XXXI edizione, la prima a tenersi in Italia, partecipano circa 500 delegati, espressione di ben 129 Paesi.

I lavori sono presieduti dal direttore centrale per i servizi antidroga, il generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, insieme al direttore della DEA, Mrs. Michele M. Leonhart. Ad apertura del convegno sono intervenuti l’on. Angelino Alfano, ministro dell’interno e il prefetto Alessandro Pansa, capo della polizia – direttore generale della pubblica sicurezza.

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La conferenza stampa della giornata di apertura ha avuto come relatori il generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa e James L. Capra, funzionario delle operazioni DEA. Tutti si sono dichiarati contrari alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti e “occorre – come ha sottolineato il ministro Alfano – contrastare al massimo il cyber-crime, perché nel cyber-crime la droga c’è eccome!”. Il generale De Gennaro ha poi spiegato che “da circa due anni, all’interno della Direzione Centrale del Servizio Antidroga, è attiva un’articolazione chiamata sezione drug-online, che comprende personale addestrato dalla polizia delle telecomunicazioni, che monitora costantemente, per poi segnalare ai reparti investigativi e alle forze di polizia, quando vengono individuate delle spedizioni. Su questo aspetto – conclude il generale De Gennaro – è in corso anche l’attuazione di un progetto, finanziato dalla Comunità Europea, che comprende, oltre alle forze di polizia, anche la partecipazione dell’agenzia delle dogane, ed è un progetto che sta dando già dei risultati operativi interessanti“.

A seguire, nel salone dove erano presenti le delegazioni, c’è stato un intervento di don Luigi Ciotti, presidente del gruppo Abele onlus.

Nei prossimi giorni saranno presenti inoltre, tra gli altri relatori, Kathleen Doherty, vice ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la repubblica Italiana e la repubblica di San Marino, il Dr. Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, Don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele Onlus e Mr. Wil van Gemert, vice direttore operativo di EUROPOL.

Chiuderà la manifestazione, il giorno 19, l’intervento del senatore Pietro Grasso, presidente del senato della repubblica italiana, e il 20 giugno 2014, i delegati saranno ricevuti in Vaticano, in udienza privata, dal Sommo Pontefice.

Numerosi gli stand con prodotti utilizzati nel contrasto al traffico di stupefacenti, dai tester identificativi per droga, ed esplosivi, utilizzati in ambito forense, all’equipaggiamento utilizzato per rilevare merce di contrabbando.

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COSA È LA DCSA

La DCSA, istituita nel 1991, è composta da personale interforze, con paritetica rappresentanza della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza ed è retta, con rotazione triennale, da un dirigente Generale della Polizia di Stato, da un Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri e da un Generale di Divisione della Guardia di Finanza.

La missione istituzionale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga è quella di coordinare le attività delle Forze di Polizia per il contrasto  al traffico di stupefacenti.

A tal fine la DCSA individua le convergenze investigative tra le varie operazioni contro il narcotraffico e promuove le indagini dentro e fuori il territorio nazionale; sviluppa i rapporti con i corrispondenti Servizi delle Polizie estere presenti anche in Italia e con gli enti nazionali ed internazionali preposti alla prevenzione del fenomeno; cura la ricerca operativa, l’analisi e la formazione antidroga; gestisce la rete degli Esperti Antidroga nelle aree di produzione o transito delle sostanze stupefacenti.

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Conclusa l’operazione Fire&Ice in contrasto al narcotraffico. Gli USA consegnano 1.500.000 di dollari alla polizia italiana.

Roma, 1 aprile 2014 – Consegnato questa mattina un assegno simbolico di 1.500.000 dollari, al capo della Polizia, il Prefetto Alessandro Pansa dall’Ambasciatore americano John R. Phillips presso la sede dell’ambasciata USA. La somma è il risultato del sequestro di proventi illeciti di un’operazione congiunta tra la DEA (Drug Enforcement Administration) e la Polizia di Stato italiana.

Un’operazione di contrasto al narcotraffico internazionale denominata Fire & Ice, autorizzata dalla magistratura di Roma, che si è avvalsa della collaborazione tra agenti della DEA, della Polizia di Stato italiana e della Squadra mobile di Roma, a cui hanno preso parte parecchi agenti sottocopertura italiani. Tale sinergia ha aiutato la DEA a scoprire milioni di dollari, occultati dai narcotrafficanti, che venivano depositati su conti attivi della Bank of America.

Le autorità americane hanno confiscato ben 27 milioni di dollari. Facoltà del dipartimento di giustizia americano è la condivisione dei beni sequestrati e confiscati con le forze di polizia di altri paesi. La cifra devoluta all’Italia è pari a oltre il triplo della somma impiegata nelle operazioni sottocopertura condotte a Roma. Tale somma, destinata al Fondo Unico di Giustizia, segna una tappa importante nella cooperazione in materia e rappresenta un significativo passo in avanti per il futuro delle indagini internazionali volte ad intercettare i proventi illeciti nei flussi finanziari informatici.

Presenti alla cerimonia anche Mark HamletActing Regional Director della Drug Enforcement Administration (DEA) e il Procuratore Capo di Roma, Giuseppe Pignatone. Al termine sono stati consegnati 6 attestati di encomio ai funzionari di polizia Vittorio Rizzi, Fabrizio Nastasi e Luca Armeni e ai procuratori Giancarlo Capaldo, Rodolfo M. Sabelli e Giuseppe Cascini.

L’operazione Fire&Ice

L’operazione Fire&Ice comincia nel maggio 2008, quando l’ufficio DEA di Boston comunica all’ufficio di Roma che un agente americano sottocopertura era stato contattato da un colombiano per riciclare i proventi del traffico di droga che si trovavano in Italia. La cocaina veniva spedita con regolarità in Italia da un’organizzazione dedita al narcotraffico e al riciclaggio denominata “La Oficina de Evingado”.
Un mese dopo un poliziotto italiano sottocopertura si finge esperto di riciclaggio, 200.000 euro in contanti gli vengono consegnati dagli emissari dell’organizzazione di narcotraffico. Qualche mese dopo vengono consegnati altri 75.000 euro a un altro agente sottocopertura.
Mettendo sotto controllo le utenze di criminali italiani, in contatto con trafficanti della Colombia, della Repubblica Domenicana e del Guatemala, la polizia italiana risale a somme di denaro che entravano in maniera illecita nella Repubblica di San Marino.

I cittadini italiani riciclavano il denaro avvalendosi di cittadini libanesi, presenti sul territorio romano, per conto di trafficanti colombiani. A dicembre 2009 viene sequestrata, all’aeroporto di Fiumicino, una borsa appartenente a un cittadino libanese contenente 550.000 euro.

A maggio 2010 la polizia italiana sequestra 225kg di cocaina su un aereo proveniente dalla Repubblica Domenicana. Qualche giorno dopo vengono arrestati i responsabili del riciclaggio e del traffico di stupefacenti, e vengono confiscati 10.000.000 di euro.

di M. P.

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