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Cyber Defence: le Forze Armate alla Nato Locked Shields 2019

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Tallinn (Estonia), 10 aprile 2019 – Oltre mille esperti di Cyber Defence provenienti da 30 differenti nazioni, questa settimana si confrontano nell’ambito dell’esercitazione Locked Shields 2019 (LS19). L’esercitazione, organizzata  dal Centro di Eccellenza NATO per la difesa cibernetica (NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence), di Tallinn (Estonia), prevede la simulazione di una serie di attacchi virtuali contro reti informatiche di infrastrutture militari e civili fondamentali per la sicurezza di un Paese immaginario.

La squadra italiana “Blue Team 22” è costituta da esperti informatici del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), delle Forze Armate, del centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (CNAPIC), dell’Industria e delle Università, che insieme rispondono agli attacchi informatici virtuali. L’evento addestrativo ha offerto quindi ai partecipanti l’opportunità di collaborare e confrontarsi, addestrandosi a lavorare insieme in modo tale da essere pronti per fronteggiare una eventuale minaccia cibernetica reale.

Il settore della Difesa da sempre attinge alle tecnologie più avanzate e molte attività militari di una nazione moderna hanno una componente cibernetica. Ciò ha imposto alle Forze Armate di dotarsi delle necessarie contromisure per fronteggiare le nuove minacce Cyber. In Italia – in linea con gli obiettivi definiti sia in ambito europeo che in quello NATO, che comprendono la realizzazione di solide capacità di Cyber Defence e di protezione delle infrastrutture critiche – è stato costituito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: al via il master universitario in “Cyber defence governance” presso la scuola telecomunicazioni delle FFAA di Chiavari

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Chiavari (GE), 14 dicembre 2018 – Mancano tre giorni all’inizio del master universitario di I livello in “Cyber Defence Governance”,  che si terrà presso la Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate (STELMILIT) di Chiavari dal prossimo 17 dicembre.

Il master rientra nell’ambito del percorso formativo a favore del personale militare impiegato nel settore della Cyber Defence e sarà condotto dal raggruppamento accademico UNIGE-UNIMORE (Università di Genova e di Modena – Reggio Emilia).

Il percorso didattico avrà la durata di circa tre mesi al termine dei quali gli studenti acquisiranno, oltre alle basi teoriche, le competenze relative alle metodologie e agli strumenti per progettare e gestire soluzioni di protezione delle infrastrutture informatiche connesse in rete, nonché di protezione delle informazioni memorizzate e trasmesse in forma digitale.

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In ottica dual use, dalla prossima edizione i master – condotti presso STELMILIT – saranno aperti anche al mondo civile.

Il processo evolutivo del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) e quindi della cyber security – quale elemento fondamentale della sicurezza nazionale a cui dedicare massima attenzione – non può prescindere da una stretta interazione tra Difesa, Industria e Università nazionali.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa
Immagini: Sito Difesa e Google maps
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Cyber defence: il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) per la prima volta all’esercitazione interforze Joint Stars 

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Roma, 20 giugno 2018 – Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), costituito nel 2017, prende parte per la prima volta all’esercitazione “Joint Stars” per testare la sicurezza delle reti e delle informazioni.

È stata infatti una espressa volontà del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, quella di inserire anche il CIOC nell’esercitazione interforze più importante dell’anno, in previsione del fatto che, nel corso del 2019, il Comando Interforze che si occupa di cyber defence della Difesa sarà sottoposto a valutazione e validazione per il conseguimento della piena capacità operativa. La “Joint Stars 2018” è pertanto un ulteriore banco di prova per il CIOC, comandato dal generale di brigata aerea Francesco Vestito.

L’esercitazione, che è del tipo “computer assistita”, vede impegnati due team con diverse funzioni: il Blue Team, che deve provocare gli eventi pianificati nell’ambito dello scenario esercitativo, e il Red Team che, invece, deve rispondervi in maniera adeguata mettendo in pratica le conoscenze acquisite e le procedure stabilite.

Lo scenario prevede che, a seguito di una crisi tra due Stati limitrofi e dopo specifica risoluzione dell’ONU, venga schierata una Joint Task Force sul territorio di uno dei due paesi la cui stabilità è minacciata da gruppi armati di una minoranza etnica che si richiama all’altro Stato. La Joint Task Force è così chiamata, dal susseguirsi degli eventi, a sviluppare una serie di attività militari sul terreno, in mare e in cielo, ma anche nel dominio cibernetico, per contrastare le azioni ostili dei gruppi terroristici e delle milizie paramilitari dallo Stato di riferimento, che punta a ottenere l’egemonia regionale. La cyber defence assume, così, la sua funzione di elemento di disturbo delle operazioni militari degli avversari, così come avviene nel campo della guerra elettronica e del conflitto ibrido, dove piuttosto che alla distruzione fisica dei sistemi d’arma avversari, si mira a renderli inutilizzabili, ovvero a neutralizzarli anche temporaneamente. La cyber, infatti, fa parte della cosiddetta CEMA, Cyber Electro Magnetic Activities, e unisce le operazioni classiche a quelle sulle reti.

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Il contributo fornito dai militari del CIOC è inoltre volto a risaltare un’altra funzione del nuovo dominio, trasversale al ’decision making’ e alle informazioni. La cyber defence infatti ha i suoi effetti sulla catena di comando e controllo, perché garantisce il cosiddetto ciclo ODA – Observe, Detect and Act – che è quel processo distinto nelle fasi di osservazione, determinazione e azione tipico dei ogni processo decisionale. L’effetto facilitatore va anche a vantaggio delle informazioni perché la cyber garantisce, con continuità, la disponibilità di dati e conoscenze per intervenire efficacemente in teatro operativo. La difesa cibernetica, per questi aspetti, si pone quindi come strumento strategico del comandante in capo delle Forze Armate, il capo di Stato Maggiore della Difesa, con la funzione di supportare il proprio ciclo decisionale e, nel contempo, di rallentare quello avversario.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Cyber defence a Roma: conclusa l’esercitazione Locked Shields 2015

Roma, 25 aprile 2015 – Attacchi informatici, hacking, minacce alla sicurezza delle reti e relative contromisure hanno tenuto impegnati, dal 21 al 24 aprile, i circa 400 esperti e specialisti militari e civili della NATO che hanno preso parte all’esercitazione di cyber-defence Locked Shields 2015, organizzata dal NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence di Tallinn (Estonia) e diretta, per l’Italia, dal comando C4 Difesa con il contributo del mondo accademico e dell’industria di settore.

Concepita nel quadro della cooperazione multinazionale nel campo della difesa cibernetica, la Locked Shields 2015 è tradizionalmente finalizzata all’addestramento e al coordinamento degli specialisti di settore – civili e militari – nella gestione delle emergenze informatiche, con particolare riguardo all’individuazione e alla neutralizzazione di attacchi cibernetici su larga scala. 

Giunta alla sua sesta edizione, l’esercitazione ha visto quest’anno la partecipazione di 16 teams – che hanno operato ciascuno dal proprio Stato d’appartenenza – e del NATO Computer Incident Response Capability Technical Centre (NCIRC – TC).

Ambientata in un fittizio scenario di crisi – nella fattispecie, un paese nord-europeo membro della NATO e dell’UE teatro di attacchi di natura informatica e convenzionale – la “Locked Shields 2015” ha visto lo schieramento e l’impiego di teams di specialisti nel computer emergency response a protezione delle reti informatiche di controllo di velivoli a pilotaggio remoto.

In particolare, l’esercitazione è consistita nella gestione, da parte di teams di reazione rapida, di emergenze informatiche della più varia natura, quali attività di disturbo, hacking e veri propri attacchi alla sicurezza delle reti militari e civili, con numerose implicazioni di natura legale e mediatica.

L’esercitazione – la quarta di questa tipologia cui partecipa l’Italia – ha costituito un’occasione di approfondimento e di confronto su un tema, quello della sicurezza cibernetica, che è da tempo una delle priorità tra i Paesi dell’area euro-atlantica, impegnati nel garantire una risposta integrata ed adeguata ad una minaccia, quella informatica, sempre più diversificata e sofisticata.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa

Il ruolo della difesa informatica nella protezione e sostegno dell’economia dell’UE

di Monica Palermo

Roma, 30 ottobre 2014 – La difesa informatica questo il tema del seminario “The Role of Cyber Defence to Protect and Sustain EU” (Il ruolo della difesa informatica nella protezione e sostegno dell’economia dell’UE) che si è tenuto nella città militare della Cecchignola, presso la Scuola Trasporti e Materiali.

L’evento rientra nelle attività del ministero della difesa in occasione della presidenza di turno italiana del consiglio dell’unione europea.

Il convegno è stato introdotto dall’intervento del ministro della difesa Roberta Pinotti che ha evidenziato che “le strategie e le modalità della competizione tecnologica nella gestione dell’informazione sono difficilmente catalogabili, in virtù di una evoluzione dinamica e discontinua determinate da continui salti tecnologici”, e il problema non è piu “quello di ottenere informazioni – ha aggiunto il ministro – ma di processarne una massa enorme in tempo reale, in modo tale da reperire quelle di interesse, relazionarle tra loro e permettere decisioni in tempi utili”.

Le minacce nello spazio cibernetico – ha poi sottolineato il ministro Pinotti – rappresentano una sfida alla stabilità, alla prosperità e alla sicurezza di tutte le nazioni, e le azioni di attacco possono essere originate da entità statuali, da terroristi, da gruppi criminali o da individui dediti alla ricerca di informazioni o alla distruzione e danneggiamento dei sistemi informatici e dei dati in essi contenuti”.

Al convegno hanno preso parte anche il ministro della difesa dell’Estonia, Sven Mikser, il sottosegretario alla difesa lettone, Janis Sarts e il capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Attraverso interventi e dibattiti, il convegno ha offerto spunti per discutere sulle sfide e sulle prospettive future nel settore dello sviluppo industriale sulla sicurezza informatica a protezione e sostegno dell’economia europea con testimonianze di alte cariche istituzionali e rappresentanti del mondo industriale impegnati nel campo della sicurezza informatica, tra cui il prefetto Giovanni De Gennaro, presidente di Finmeccanica.

Quattro sono stati gli argomenti principali su cui si sono confrontati gli addetti ai lavori:
la politica della cyber defence  nel quadro della politica di sicurezza e difesa europea che include i nuovi global commons;
cyber defence e sicurezza: come innovare i modelli di partnership pubblico private e incoraggiare la formazione, l’addestramento e le esercitazioni comuni;
architettura e tecnologia per la cyber defence: le lezioni apprese e l’importanza delle future tecnologie abilitanti;
Computer Emergency Response Teams (Cert): come promuovere le migliori pratiche in tutta Europa per armonizzare la risposta all’emergenza.

Molte aziende operanti nell’ambito della sicurezza informatica erano presenti con i loro stand per illustrare i progressi raggiunti.

 

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A Chiavari la terza edizione del Cyber Defence Symposium presso la Scuola Telecomunicazioni Forze Armate

Roma, 9 maggio 2014 – La terza edizione del Cyber Defence Symposium si terrà a Chiavari, presso l’Auditorium di Piazza San Francesco 1, a partire dalle 09,30 nelle giornate del 14 e 15 maggio.

L’annuale manifestazione, di livello nazionale ed internazionale, è organizzata dalla Scuola Telecomunicazioni Forze Armate di Chiavari e rappresenta  un importante  appuntamento che raccoglie lo stato dell’arte del settore e  nel quale  le Forze Armate, il mondo civile delle ditte specializzate e dell’Industria, i settori della ricerca ed universitari, possono confrontarsi e conoscere le rispettive esperienze e progetti nel delicato e sempre più attuale argomento della Cyber Defence e Information Security.

Al Simposio, moderato dal Professor Michele Colajanni, Direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Sicurezza dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, interverrà, tra gli altri, il dottor ingegner Agostino Ragosa, direttore dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), ente governativo che coordina le azioni in materia di innovazione per promuovere le tecnologie ICT (Information & Communication Technologies) a supporto della Pubblica Amministrazione.

Il Cyber Defence Symposium rientra tra le varie attività formative e divulgative relative al settore della Cyber Defence, che vedono la Scuola Telecomunicazioni quale polo formativo interforze, nell’ambito dello Stato Maggiore Difesa e che si sono concretizzate con la stipula di una  convenzione con l’Università di Modena e Reggio Emilia per la realizzazione di Master in Cyber Defence e Digital Forensics per l’Anno Accademico 2014 – 2015.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa


Visita in Italia del Capo di Stato Maggiore delle Forze di Autodifesa del Giappone Generale Shigeru Iwasaki

Roma, 6 marzo 2014 – Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha ricevuto questa mattina, il Generale S. A. Shigeru Iwasaki, Capo di Stato Maggiore delle Forze di Autodifesa del Giappone. A rendere gli onori all’alto Ufficiale giapponese, nel cortile d’onore di Palazzo Esercito, una compagnia interforze composta da: Granatieri di Sardegna, avieri, marinai e carabinieri, accompagnati dalla fanfara della Scuola Allievi carabinieri di Roma.

Nel corso dei colloqui, svolti in un clima di grande cordialità, entrambi i Capi di Stato Maggiore hanno concordato sulla delicatezza della situazione internazionale del momento, ribadendo la necessità di intensificare le occasioni di scambio e collaborazione tra le Forze Armate dei due paesi. Tra i temi trattati è stata, in particolare, dedicata attenzione alla Cyber Defence e all’Information Warfare.

I rapporti bilaterali che legano Italia e Giappone sono sanciti da uno “Statement of Intent” sottoscritto nel 2012 dai rispettivi Ministri della Difesa. A partire da quell’anno, infatti, si svolgono tra i due Paesi incontri a cadenza annuale a livello Stato Maggiore della Difesa che hanno messo in luce sinergie in tre campi: quello aeronautico con  la disponibilità ad esplorare potenziali aree di cooperazione a livello addestramento del personale all’impiego di piattaforme comuni, quello navale con l’interesse a sviluppare la cooperazione nell’area maritime situational awareness e nel settore procurement con la disponibilità a verificare le possibilità di sviluppo di importanti collaborazioni che prevedano anche scambi/trasferimenti di tecnologia.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
Foto: © Stato Maggiore della Difesa


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