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MISIN: il generale Figliuolo termina la visita di tre giorni in Niger

Cooperazione militare e addestramento delle Forze Armate nigerine impegnate nella lotta al terrorismo islamico sono stati i temi dell’incontro del Comandante del COVI con autorità diplomatiche, vertici militari e contingente italiano della MISIN

La visita al compound italiano

Niamey (Niger), 10 novembre 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), conclude oggi una visita ufficiale di tre giorni nella Repubblica del Niger, dove ha incontrato autorità diplomatiche italiane, i vertici della Difesa nigerina e il personale militare impiegato nell’ambito della MISIN (la missione italiana bilaterale di supporto nel Paese africano).

La delegazione del COVI, giunta alla Base Arienne 101 di Niamey, è stata accolta dall’Ambasciatrice d’Italia a Niamey, Emilia Gatto e dall’addetto militare in Niger, colonnello Franco Merlino.

Ieri, dopo il trasferimento presso l’Headquarters della Missione, il Generale Figliuolo è stato accolto dal Comandante della MISIN, generale di brigata Liberato Amadio (Esercito Italiano), ha presieduto la cerimonia dell’alzabandiera e ha incontrato gli uomini e le donne del contingente.

La cerimonia dell’alza bandiera nel compound italiano

Nel corso del suo intervento, il comandante del COVI, come affermato più volte dal capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha sottolineato che questa regione e, più in generale, il Mediterraneo Allargato, è strategica per il nostro Paese e per i nostri interessi nazionali. Quest’area è un campo di azione nel quale i riverberi della crisi derivante dal conflitto russo-ucraino rischiano di minare la stabilità e la sicurezza nel Sahel.

Il generale Figliuolo saluta il contingente italiano in Niger

Il compito dei militari italiani è supportare le autorità e le Forze Armate del Niger incrementando le loro capacità, perché rafforzare la sicurezza in questo Paese vuol dire realizzare le precondizioni per contrastare il terrorismo jihadista e tutte le attività economiche illegali attraverso le quali le organizzazioni criminali si autofinanziano: dal traffico di armi a quello di esseri umani.

La visita, dopo un aggiornamento sulle attività condotte dai militari italiani in zona di operazione, è proseguita presso la École de la Garde Nationale du Niger (GNN), nella località di Bassora, dove ha assistito a un’esercitazione condotta dallo Special Operation Task Group (SOTG) e che ha visto operare sul terreno unità delle Forze Armate nigerine addestrate dai militari italiani. “Qualification course”, “Ordine pubblico” e “Anti terrorismo” sono solo gli ultimi corsi pianificati e portati a termine dal personale delle Forze Armate e dai Mobile Training Team dell’Arma dei Carabinieri.

Nel pomeriggio, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha incontrato, insieme all’ambasciatrice italiana, il ministro della Difesa del Niger, Alkassoum Indatou e il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale di divisione Salifou Modi. Il Ministro nigerino, anche a nome del governo, ha rivolto un ringraziamento per l’impegno che l’Italia ha assunto a sostegno del Paese africano. Tra i temi discussi: l’attuale situazione di sicurezza nel Sahel e nel Niger in particolare e quindi i meccanismi di cooperazione congiunta tra Roma e Niamey, le attività di addestramento e formazione condotte dai militari del contingente italiano, considerate fondamentali dalle autorità nigerine per migliorare le capacità e la preparazione delle loro Forze Armate impegnate nella lotta al terrorismo islamico.

Generale Figliuolo accolto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa del Niger

Il generale Salifou Modi ha invece sottolineato il suo apprezzamento per l’approvazione del progetto definitivo del Centro di Medicina Aerospaziale (di prossima realizzazione a Niamey) e per la recente consegna al Niger, da parte dell’Italia, di una coppia di elicotteri bimotori Leonardo AB-412.

La firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale e simbolico scambio di doni tra i Comandanti hanno sancito la conclusione della visita.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


Qatar, il comandante del COVI in visita ai militari dell’operazione “ORICE”

Incontro del generale Figliuolo con i militari del contingente italiano in supporto alle Forze Armate qatariote per la sicurezza del torneo mondiale di calcio

Il comandante del COVI parla ai militari del contingente italiano

Al Qaqaa (Qatar), 27 ottobre 2022 – “I Mondiali di calcio sono un evento internazionale, una vetrina sotto gli occhi del mondo, in cui ognuno di voi diventa ambasciatore dell’Italia, del saper fare bene, spesso anche in situazioni critiche. Guidati dalla professionalità, dall’esempio e da una provata affidabilità che gli uomini e le donne della brigata “Sassari” sanno esprimere nei diversi contesti operativi, sono certo che insieme alle altre nazioni partner saprete interpretare al meglio la missione a supporto delle Forze Armate del Qatar”.

Queste sono state le parole del Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ai militari italiani schierati nella base di Al Qaqaa, quartier generale dell’operazione “Orice”, la missione bilaterale di supporto alle Forze Armate del Qatar per garantire la sicurezza dei Mondiali di calcio, i primi a essere ospitati da un Paese del Medio Oriente, che si disputeranno nell’emirato del Golfo tra il 20 novembre e il 18 dicembre prossimi.

Il generale Figliuolo dopo essere atterrato è stato accolto dal comandante del contingente interforze, a guida Brigata “Sassari”, generale di brigata Giuseppe Bossa.

Il comandante del COVI ha poi preso parte a una riunione informativa sui compiti e sulle finalità della missione, in cui circa 560 militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, con 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili, saranno chiamati a fornire supporto alle Forze Armate qatariote per l’implementazione del sistema di difesa e sicurezza dell’evento sportivo.

L’operatività delle Forze Armate italiane, che contibuirà alla sicurezza durante i mondiali di calcio, sarà cosi suddivisa:

  • ESERCITO:
    impiego di assetti specialistici EOD (Explosive Ordonance Disposal), per la difesa CBRN (da minaccia chimica, biologica, radiologica e nucleare) e unità cinofile per garantire una pronta ed efficace capacità di risposta al verificarsi di ipotetiche situazioni di emergenza caratterizzate dalla presenza di ordigni esplosivi a ridosso di infrastrutture critiche (stadi, porti, aeroporti, complessi industriali, centri commerciali) e luoghi affollati.
  • MARINA MILITARE:
    sicurezza delle acque internazionali al largo di Doha con il Pattugliatore Polivalente d’Altura “Paolo Thaon di Revel” e, in prossimità della costa, mediante il veicolo subacqueo a guida autonoma “REMUS 100”, alla scansione dei fondali per identificare la presenza di oggetti pericolosi presenti sul fondo del mare.
Marina Militare – Veicolo subacqueo a guida autonoma REMUS 100
  • AERONAUTICA MILITARE:
    controllo dello spazio aereo per contrastare l’eventuale impiego non autorizzato di mini e micro droni, mediante un Counter-Unmanned Aerial Anti-drone System (C-UAS) costituito da dispositivi jammer portatili e dal sistema anti-drone stanziale ACUS (AMI Counter UAS).
  • ARMA DEI CARABINIERI:
    attività di consulenza alle forze di sicurezza (Gendarmeria, Guardia dell’Emiro, Polizia Militare) e delle forze speciali del Qatar, con un dispositivo composto da 14 unità, e avrà compiti di polizia militare per garantire l’ordine e la sicurezza del nostro contingente.
Carabiniere del Weapons Intelligence Team

Nel corso del briefing il generale Bossa ha ricordato che il dispositivo nazionale interforze, che opera sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal COVI, avrà anche il compito di fornire consulenza e assistere le Forze Armate qatariote per il funzionamento della «Combined Joint Task Force Qatar», il comando interforze e multinazionale responsabile del coordinamento delle attività operative che, per tutta la durata della FIFA World Cup 2022, su richiesta delle autorità locali, uniche responsabili della designazione e dell’ingaggio dei target per l’eventuale impiego degli assetti, vigilerà sul regolare svolgimento della storica manifestazione.

L’incontro è proseguito con un attività dimostrativa finalizzata a illustrare le capacità esprimibili dal contingente italiano in termini di materiali, equipaggiamenti, mezzi e sistemi in dotazione alle unità specialistiche delle tre Task Forces del contingente (TF LAND, TF REMUS e TF C-UAS).

Dopo il saluto ai militari italiani, il Generale Figliuolo ha incontrato, insieme all’Ambasciatore d’Italia a Doha, Paolo Toschi, il Major General Saeed Hussain Muhammad Al-Khayarin, Comandante delle Qatari Emiri Land Forces, e il Major General Mohammed Abdullatif Al-Mannai, Military and Security Advisor to the Deputy Prime Minister e Minister of State for Defence Affairs Chairman of MOD’s Executive Committee for World Cup 2022.

Lo stesso generale Al-Mannai, lo scorso 25 agosto, aveva siglato presso il Comando Operativo di Vertice Interforze, il Technical Arrangement (TA) tra il Ministero della Difesa italiano e quello del Qatar, relativo al supporto che le Forze Armate italiane forniranno alle autorità di Doha per garantire la sicurezza della FIFA WORLD CUP 2022.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


COVI: firmato il Technical Arrangement tra Italia e Qatar per FIFA2022

Le Forze Armate italiane forniranno supporto per la sicurezza del campionato mondiale di calcio in Qatar FIFA WORLD CUP 2022

Roma, 26 agosto 2022 – Ieri mattina, presso la sede del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), è stato sottoscritto il Technical Arrangement (TA) tra il Ministero della Difesa italiano e quello del Qatar, relativo al supporto che le Forze Armate italiane forniranno alle autorità di Doha per garantire la sicurezza della FIFA WORLD CUP 2022.

Il documento, approvato dal Gabinetto del Ministro della Difesa, è stato firmato dal generale di divisione aerea Achille Cazzaniga, capo reparto operazioni del COVI e, per conto del Ministero della Difesa del Qatar, dal major general Mohammed Abdullatif Al-Mannai, Military and Security Advisor to the Deputy Prime Minister e Minister of State for Defence Affairs Chairman of MOD’s Executive Committee for World Cup 2022.

Il documento prevede lo schieramento di una Task Force di militari italiani in Qatar e regolamenta gli aspetti di natura operativa, legale, finanziaria, logistico – amministrativa e di sicurezza.

Il TA è basato sull’accordo del 2010 tra i governi italiano e qatarino sulla cooperazione nel settore della Difesa.

L’intervento del generale Torzani, capo ufficio legale del COVI

Il documento siglato oggi costituisce il naturale coronamento di una collaborazione tecnico-operativa e industriale avviata da anni tra Roma e Doha.

Il Qatar è un paese di rilevanza strategica per l’Italia, per la posizione geografica, per il ruolo che riveste nell’area medio-orientale, per le disponibilità finanziarie ed energetiche, per le prospettive che può offrire nel settore del procurement.

Tutte le attività relative all’impiego della Task Force italiana nell’ambito della FIFA WORLD CUP 2022 in Qatar saranno svolte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal COVI, che è il Comando di Vertice dell’Area Operativa Interforze della Difesa guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

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Fonte e immagini: Comando Operativo di Vertice Interforze


Libano, terminata la visita del generale Figliuolo

Incontro del comandante del COVI con autorità diplomatiche e militari e saluto ai contingenti italiani delle missioni MIBIL e UNIFIL

Il comandante del COVI saluta il personale italiano a Naqoura

Beirut, 25 agosto 2022 – Il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), ha concluso ieri una visita ufficiale di due giorni in Libano, dove ha incontrato i vertici delle missioni italiane e il comandante della United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL).

Il comandante ha inoltre salutato, nella capitale libanese e presso le basi italiane di Shama e Naqoura, i militari impiegati nell’ambito della Missione Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e nell’operazione Leonte, inquadrata nella UNIFIL.

Resa degli onori alla base di Al Mansouri

All’arrivo della delegazione del COVI presso l’aeroporto internazionale della capitale, l’alto ufficiale è stato ricevuto dalla vice capo missione/incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Beirut, dott.ssa Roberta Di Lecce, dall’addetto militare in Libano, colonnello Marzo Zona e dal comandante della MIBIL, colonnello dell’Esercito Andrea Mazzotta.

Il generale Figliuolo si è poi trasferito in elicottero, ieri mattina, presso la località di Shama, dove è stato accolto dal comandante del Sector West di UNIFIL e National Component Commander della missione ONU, generale di brigata Giuseppe Bertoncello.

Il comandante del COVI, dopo la resa degli onori presso la vicina base italiana di Al-Mansouri, accompagnato dalla dott.ssa Di Lecce, è stato aggiornato sull’attuale situazione nel sud del Libano e sulle attività condotte dai militari italiani nella zona di operazioni loro assegnata. Ha quindi incontrato gli uomini e le donne dell’Italian Battalion (ITALBATT), unità di manovra guidata dal colonnello Antonio Laudando e composta da uomini e donne della Brigata Aosta, in particolare 5° Reggimento Fanteria, Reggimento Lancieri d’Aosta (6°), Reggimento Logistico, 4° Reggimento Genio e Polizia Militare dell’Arma dei Carabinieri.

La visita è proseguita presso la base di Naqoura, dove ha sede l’Headquarters della missione ONU, per una office call con l’Head of Mission/Force Commander di UNIFIL, il Maggior Generale spagnolo Aroldo Làzaro Sàenz.

Il saluto alla Joint Task Force Lebanon

Successivamente, nel piazzale della base di Shama dedicato al tenente Andrea Millevoi, è avvenuto l’incontro con il personale di tutti gli assetti e le articolazioni della Joint Task Force – Lebanon Sector West, compresa ITALAIR, unità composta da personale dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare che fornisce supporto aereo alla missione UNIFIL mediante l’impiego di elicotteri AB-212.

Nel corso del suo intervento, il comandante del COVI ha sottolineato che “le Forze Armate italiane sono in Libano perché questo è un Paese strategico per il Mediterraneo, che a sua volta rappresenta una priorità nazionale, anche alla luce delle problematiche relative all’approvvigionamento energetico, conseguenza dell’attuale conflitto russo-ucraino. La vostra presenza qui è importante perché vigilate sul rispetto di un cessate il fuoco tra Libano e Israele che vuole essere la premessa a una pacificazione definitiva tra le due parti”.

Un momento del briefing

Il Generale Figliuolo ha elencato le numerose attività svolte dal contingente italiano nel Paese dei cedri, dalle pattuglie motorizzate ai posti di osservazione lungo la Blue Line, alla formazione e addestramento a favore della controparte libanese, sino alle attività di supporto alla popolazione.

Prossimamente, la Difesa e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale avvieranno una distribuzione di medicinali a favore della popolazione, fornendo anche supporto medico, tramite team mobili sanitari, alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi. “Noi italiani sappiamo fare tutte queste attività e sappiamo farle bene”, ha concluso il Comandante del COVI, “perché sono attività congeniali ai nostri valori, alla nostra cultura, al modo di porci e di interagire con le altre popolazioni. Questo bagaglio umano, unito all’esperienza e alla professionalità dei militari italiani, è l’elemento di successo della nostra missione”.

La firma dell’Albo d’Onore e il tradizionale e simbolico scambio di doni tra i Comandanti hanno sancito la conclusione della visita.

Le missioni militari condotte dalle Forze Armate italiane sia all’estero sia sul territorio nazionale, incluse UNIFIL e MIBIL, si svolgono sotto il coordinamento, la direzione e secondo le direttive impartite dal COVI.

Il COVI è infatti il Comando di Vertice dell’Area Operativa Interforze e assolve, inoltre, alle funzioni di organismo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, la coordinazione e la direzione delle operazioni e delle esercitazioni militari in ambito nazionale e internazionale condotte nei cinque domini: terra, mare, cielo, spazio e cyber.

APPROFONDIMENTO – UNIFIL

L’Italia è presente in Libano da oltre 40 anni e questa presenza rappresenta un caposaldo e una garanzia per le istituzioni locali e per il governo di Beirut a sostegno della sicurezza nel sud del paese.

Le truppe della missione UNIFIL operano dietro mandato ONU, tramite Risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 1701 dell’11 agosto 2006. I principali compiti dei caschi blu sono: monitorare la cessazione delle ostilità tra Libano e Israele; supportare le Forze Armate Libanesi (LAF) nel loro rischieramento nel Libano del Sud, in concomitanza con il ritiro israeliano, in coordinamento con i governi di Beirut e Tel Aviv; contribuire a garantire l’accesso degli aiuti umanitari in favore della popolazione civile e lo spontaneo ritorno in sicurezza da parte degli Internally Displaced Persons (IDP); assistere le LAF nello stabilire, tra la cosiddetta “Blue Line” e il fiume Litani, una zona libera da personale armato che non sia quello delle LAF e di UNIFIL; infine, assistere il Governo libanese nel garantire la sicurezza dei confini e nell’interdire l’accesso al Libano di armi e materiale bellico.

Inoltre, nell’assenza di relazioni formali tra Israele e Libano, e quindi di un accordo di cessate il fuoco permanente – che è lo scopo ultimo della risoluzione n. 1701 – UNIFIL promuove i cosiddetti incontri tripartiti, che costituiscono l’unico efficace strumento cui finora abbiano aderito le parti, per tentare di risolvere delicati aspetti relativi alla sicurezza. Gli incontri si svolgono sulla base di un’opera di mediazione che si attua mediante i rappresentanti di UNIFIL e in particolare, mediante il Force Commander, che fa da mediatore. Questi incontri “a tre” hanno in genere cadenza mensile, ma possono essere convocati laddove emergano particolari circostanze che ne richiedano lo svolgimento.

APPROFONDIMENTO – MIBIL

La Missione Bilaterale italiana in Libano (MIBIL) nasce da un accordo quadro tra la Repubblica Italiana e il governo della repubblica libanese sulla cooperazione nel campo della Difesa, firmato a Beirut il 21 giugno 2004.

La missione, che si inquadra nel più ampio contesto delle iniziative dell’International Support Group for Lebanon (ISG), ha l’obiettivo di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, fornendo consulenza e sviluppando programmi di formazione e addestramento preventivamente concordati con le autorità libanesi. Ciò avviene in stretto coordinamento tra la Difesa, il COVI e le istituzioni libanesi, mediante l’impiego di eccellenze nazionali italiane nell’ambito del training, appositamente e temporaneamente schierate quali Mobile Training Team. Si tratta di assetti di entità variabile, capaci di condurre attività addestrative e formative in supporto alle Forze Armate e di Sicurezza libanesi in tutto il paese.

L’obiettivo finale della missione è quello di incrementare le capacità complessive delle Forze Armate e di Sicurezza libanesi, al fine di renderle capaci di far fronte, efficacemente e in autonomia, alla situazione di sicurezza in Libano provocata dallo spillover della crisi siriana e dell’area mediorientale più in generale.

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: Comando Operativo di Vertice Interforze


Romania, avvicendamento al comando della Task Force Air

Alla cerimonia il generale Francesco Paolo Figliuolo ha incontrato il personale militare della missione NATO di enhanced Vigilance Activity

Costanza, 10 maggio 2022 – Avvicendamento al comando della TFA “Black Storm”, impegnata in Romania nel quadro della missione NATO di enhanced Vigilance Activity (eVA), nei giorni scorsi presso l’aeroporto Mihail Kogălniceanu di Costanza (Romania).

La cerimonia si è svolta alla presenza del generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, comandante operativo di Vertice Interforze (COVI), accompagnato dal generale di divisione aerea Andrea Argieri, capo di Stato Maggiore del Comando della Squadra Aerea (CSA) dell’Aeronautica Militare. Hanno inoltre partecipato il generale Dorin Ionita, comandante interforze delle Forze Armate rumene e il generale Viorel Pana, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica rumena.

Il generale Figliuolo, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza delle attività condotte nell’ambito della missione NATO eVA. “Ogni giorno, in piena sinergia con i nostri alleati e partner, svolgete un’azione fondamentale nel garantire la sicurezza e l’integrità dello spazio aereo della Romania e della NATO”, queste le parole che il comandante del COVI ha rivolto ai militari italiani e rumeni schierati. Successivamente, ha presenziato al passaggio di testimone alla guida della TFA tra i comandanti cedente e subentrante.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del generale Ionita, il quale ha rivolto un ringraziamento a tutto il contingente per la loro “dedizione, duro lavoro e determinazione per assicurare insieme la sicurezza e il benessere dei nostri concittadini in tempi di tensione e instabilità”.

Il generale Pana ha quindi conferito l’onorificenza “Emblem of Honor” dell’Aeronautica rumena a otto uomini e donne della TFA per il loro lodevole operato.

Al termine delle celebrazioni, il generale Francesco Paolo Figliuolo ha visitato la base operativa e di supporto della TFA, incontrando e ringraziando personalmente tutto il personale per il loro operato, la professionalità e l’abnegazione che hanno consentito il raggiungimento di elevate performance, riconosciute in patria e all’estero.

A margine della cerimonia, il comandante del COVI ha assistito a un briefing di aggiornamento informativo sulla situazione in atto nel territorio e nei cieli della vicina Ucraina, nonché sulle attività marittime condotte dalla Federazione Russa nel Mar Nero.

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L’Air Policing (AP) è una missione di difesa collettiva condotta sin dal tempo di pace, ininterrottamente per 365 giorni all’anno, allo scopo di assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo di tutti i Paesi dell’Alleanza, che è stata dagli stessi potenziata con missioni di enhanced Air Policing (eAP) a favore dei Paesi membri del fianco orientale, che sono state assicurate dalla TFA “Black Storm” da dicembre a marzo scorsi.

Dagli inizi di aprile, la TFA partecipa alle attività di vigilanza attiva (enhanced Vigilance Activity – eVA), per garantire supporto alla difesa dell’integrità dei confini dell’Alleanza, attualmente dispiegando una flotta di 8 velivoli F-2000A “Typhoon” provenienti dal 4°, 36°, 37° e 51° stormo dell’Aeronautica Militare.

Questo complesso di operazioni è svolto sotto il comando e controllo NATO, esercitato attraverso i Combined Air Operations Centre (CAOC) e sotto la supervisione dall’Allied Air Command (AIRCOM) della NATO, sostenendo la capacità dei Paesi dell’Alleanza di condividere e ottimizzare l’impiego di mezzi, di personale e di professionalità per salvaguardare lo spazio aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza.

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Fonte e immagni:
Comando Operativo di Vertice Interforze


COVI, il generale Figliuolo riceve il ministro della Difesa albanese onorevole Niko Peleshi

Onorevole Niko Peleshi in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze

Il ministro Peleshi ricevuto al COVI dal generale Figliuolo

Roma, 19 gennaio 2022 – Il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha ricevuto lunedi mattina la visita del ministro della Difesa della Repubblica di Albania, l’onorevole Niko Peleshi.

Nel corso dell’incontro, il generale Figliuolo e l’on. Peleshi hanno discusso dei principali temi di attualità internazionale, affrotando questioni di politica estera e di sicurezza e si sono confrontati sulle misure di contrasto alla pandemia adottate nei rispettivi Paesi.

Il comandante del COVI ha voluto richiamare i sentimenti di vicinanza tra i due Paesi e ringraziare ancora una volta il popolo albanese per la solidarietà dimostrata agli italiani quando, nel marzo 2020, le autorità di Tirana inviarono in Italia 30 medici albanesi in aiuto ai colleghi allora impegnati nella lotta al CoVid-19 in Lombardia.

La delegazione albanese era composta, tra gli altri, dalla dott.ssa Telisa Polena (capo di Gabinetto), dal dott. Fatjon Fhoxhalli (consigliere media), dal dott. Gjergji Methoxha (direttore della direzione della NATO e dell’UE) e dal colonnello Edmond Voci (addetto militare).

Un briefing di aggiornamento sulle attività operative del COVI e la firma dell’Albo d’Onore hanno concluso la visita.

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Fonte e immagini
: Comando Operativo di Vertice Interforze
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COVI, Esercito e Aeronautica Militare nell’esercitazione “Lampo 21”, obiettivo evacuare connazionali da paesi ostili

Esercito e Aeronautica Militare insieme nell’esercitazione “Lampo 21” pianificata e coordinata dal COVI

Roma, 19 novembre 2021 – Reparti dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare nei prossimi giorni saranno impegnati nell’esercitazione Lampo 21, le Forze Armate si testeranno in scenari ipotetici per l’evacuazione di connazionali da un’area considerata di crisi.

L’attività, pianificata e coordinata dall’Italian Joint Force Headquarters (ITA-JFH) del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) entrerà nella sua fase esecutiva lunedì prossimo e interesserà prevalentemente l’area di Piacenza.

Si tratta di un’esercitazione nazionale interforze di tipo Command Post Exercise/Live Exercise (CPX-LIVEX), concepita per addestrare i comandi e le forze sul campo su una specifica tipologia di missione che potrebbe essere oggetto di future operazioni nazionali, multinazionali o di coalizione. 

Lo scopo è testare la capacità delle Forze Armate di intervenire prontamente in un contesto emergenziale a favore dei propri connazionali all’estero, con l’impiego della componente terrestre e aerea.

Tra gli assetti dell’Esercito Italiano che prenderanno parte all’esercitazione, i lagunari del Reggimento “Serenissima di Mestre, i genieri del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza, personale del Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito di Civitavecchia e del 41° Reggimento IMINT Cordenons di Sora.

Velivoli dell’Aeronautica Militare si alzeranno in volo da Pratica di Mare e Fiumicino per raggiungere i sedimi aeroportuali di Ghedi e di Montichiari sotto il coordinamento del Joint Movement Coordination Centre del COVI.

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Fonte e immagini
: Comando Operativo di Vertice Interforze
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Afghanistan, operazione Aquila Omnia, ministro della Difesa richiede rimpatrio urgente del personale dell’ambasciata italiana a Kabul e dei collaboratori afghani

L’Operazione Aquila Omnia, che prevede il trasferimento dei collaboratori afghani e delle loro famiglie in Italia, è pianificata e diretta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI)

Roma, 15 agosto 2021 – Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini a seguito del deterioramento delle condizioni di sicurezza in Afghanistan, ha richiesto nei giorni scorsi, al capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli che, con la massima urgenza, venissero evacuati il personale diplomatico dell’ambasciata Italiana a Kabul e i nostri connazionali, contestualmente ha disposto l’accelerazione del trasferimento in Italia dei collaboratori afghani. Il generale Vecciarelli ha quindi disposto l’immediata esecuzione del Piano di evacuazione, per il rientro in patria del personale dell’ambasciata italiana, e dell’Operazione Aquila Omnia, che prevede il trasferimento dei collaboratori afghani e delle loro famiglie in Italia, entrambe pianificate e dirette dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) ed eseguite dal Joint Force Headquarter (JFHQ), elemento operativo del COVI, comandato dal generale di corpo d’armata Luciano Portolano.

Comando operativo di vertice interforze.jpg

Nel dettaglio, oggi 15 agosto, militari del COVI, opportunamente supportati da elementi dell’Esercito, raggiungeranno la capitale afghana a bordo di un KC767 dell’Aeronautica Militare e avranno il compito di dirigere e coordinare a Kabul il rientro in Patria del personale diplomatico, dei connazionali e dei collaboratori afghani.

Il Piano di evacuazione del personale diplomatico e connazionale prevede già un volo di rientro in Italia con KC767 dell’Aeronautica Militare che arriverà in Italia il giorno 16 agosto.

Contestualmente e successivamente all’evacuazione del personale diplomatico e connazionale, proseguirà il lavoro di coordinamento del Team militare del COVI, con l’operazione Aquila Omnia, per l’evacuazione umanitaria dal territorio afghano di tutti i collaboratori afghani del Ministero della Difesa e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nel più breve tempo possibile, attraverso un ponte aereo assicurato con voli commerciali il 16 agosto e dal 17 proseguiranno con aerei KC767 dell’Aeronautica Militare.

Il dispositivo militare del Comando Operativo di Vertice Interforze rimarrà operativo presso l’aeroporto internazionale di Kabul fino all’imbarco dell’ultimo collaboratore, fino a quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno, e lasceranno il territorio afgano con un velivolo C130 dell’Aeronautica Militare.

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Fonte
: Stato Maggiore Difesa
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