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Carabinieri, operazione Lost Children, smantellata banda di borseggiatori minorenni della capitale in sinergia con la polizia romena, arrestati i mandanti

Roma, 10 marzo 2021 – Un’accurata indagine e un capillare attività repressiva svolta dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro ha consentito di smantellare una banda di borseggiatori minorenni che operavano al centro della Capitale, a danno di turisti e cittadini.

L’indagine che ha consentito a smantellare la banda, denominata “LOST CHILDREN”, è stata il catalizzatore dell’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma (Gruppo reati contro il patrimonio) e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma. L’indagine venne avviata nel 2017, e si è conclusa nelle ultime ore con l’arresto di ulteriori 4 persone colpite da un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Roma. I reati contestati agli indagati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, determinazione al reato di persona non imputabile, ricettazione, utilizzo fraudolento di carte di pagamento, false attestazioni sull’identità personale.

Le attività investigative sono state condotte dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina con l’ausilio della Polizia Romena, giunta in Italia su richiesta del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, SIRENE. Dopo una attenta e capillare analisi dei numerosi furti, soprattutto di portafogli e cellulari nelle boutique del Centro o a bordo della metropolitana, sono scaturite le indagini dei militari dell’Arma, che hanno che i colpi venivano messi a segno da vere e proprie bande di ragazzini, di nazionalità romena, in prevalenza minorenni al di sotto dei 14 anni, quindi non imputabili dei reati commessi.

In dettaglio il bilancio è stato di:

  • 64 persone indagate,
  • 29 arrestate in flagranza di reato per furto,
  • 54 minori fermati, tra gli 11 e i 17 anni, non imputabili ed affidati ai genitori,
  • 6 minori denunciati per falsa attestazione sull’identità personale

La professionalità con cui venivano rubati gli oggetti di valore alle ignare vittime (anche turisti stranieri) e il consolidato metodo di fornire false generalità per cercare di spacciarsi per minori di 14 anni, ha indotto i Carabinieri a concentrarsi sulla rete degli sfruttatori, che dietro questi giovani e raffinati borseggiatori maturava ingenti guadagni sostenendo economicamente intere famiglie, sulla carta nullatenenti. Le indagini, che si sono svolte con intercettazioni telefoniche e lunghi servizi di pedinamento nel centro storico di Roma, nelle piazze e i monumenti più rappresentativi, hanno permesso di accertare che erano proprio i genitori e i parenti più prossimi delle giovanissime “mano leste” a sfruttarli, inviandoli tutti i giorni tra piazza di Spagna, piazza del Popolo e al Colosseo a ripulire le tasche delle numerose vittime, sottraendoli anche alla frequenza scolastica.

I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno individuato i ruoli dei diversi indagati, dai reclutatori a chi riscuoteva il denaro, scoperto un canale di ricettazione degli oggetti rubati e le modalità di spartizione dei proventi. Nel corso dell’attività sono state recuperate ingenti somme di denaro in contante, anche in valuta straniera.

È stata fatta luce su un vero e proprio gruppo criminale, composto da famiglie di nazionalità romena di etnia rom, tutte legate da vincolo di parentela, stanziali sul litorale romano, principalmente nel Comune di Anzio località Lavinio, da dove, ogni mattina, partivano le varie “batterie” di borseggiatori che invadevano il centro capitolino.

I soggetti rintracciati in Italia sono stati associati in carcere e sottoposti alle misure cautelari degli arresti domiciliari, dell’obbligo di dimora e di presentazione presso gli uffici della polizia giudiziaria. Alcuni componenti del sodalizio, nel frattempo spostatisi in Romania, sono in fase di cattura da parte della Polizia Romena e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, SIRENE.

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Foto
: Arma de Carabinieri estrapolate dal video
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Traffico di cocaina dal sud America, carabinieri arrestano 9 persone

Lanciavano “macumbe” ai militari che indagavano su di loro. In alcune abitazioni scoperti altari e oggetti per il culto della “santeria cubana”.

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Roma, 27 giugno 2018 – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, coadiuvati dai militari del comando provinciale di Roma, stanno dando esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di 9 persone (4 in carcere e 5 ai domiciliari), alle quali è stato contestato il delitto di traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Le attività investigative, svolte da marzo a novembre 2016 dai Carabinieri della stazione di Roma Piazza Farnese e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia romana, con il fondamentale ausilio e supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno permesso di individuare un considerevole traffico internazionale di droga, importata dal Perù e successivamente distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane.

Il sodalizio, costituito da cittadini peruviani e capeggiato da un latitante internazionale, che si nascondeva nella provincia di Barcellona. Catturato nel corso delle indagini in esecuzione di un mandato di arresto europeo, il latitante riusciva a importare ingenti quantitativi di cocaina purissima dal Sud-America, tramite l’utilizzo di corrieri (prevalentemente donne incensurate), che occultavano la sostanza stupefacente, collocata all’interno di confezioni di shampoo, prodotti cosmetici e alimentari.

La cocaina, dopo un particolare processo chimico effettuato in Sud America, diventava una crema densa, inodore, impossibile da individuare ai controlli, anche perché il confezionamento avveniva in contenitori non modificati, con la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale.

La cocaina grezza, con gradi di purezza anche del 99%, una volta giunta a Roma, veniva sottoposta a specifici trattamenti chimici da alcuni membri dell’associazione, specializzati nella “cottura”, per essere trasformata nella classica forma pulverulenta.

Le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher della organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone di movida del centro (Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Campo de’ Fiori, Lungotevere) o rimaneva all’interno della comunità peruviana romana.

In numerose perquisizioni effettuate dai Carabinieri, in occasione delle quali i militari hanno rinvenuto i barattoli contenenti cocaina, sono stati trovati oggetti per il culto della così detta “santeria cubana”, conosciuta anche come Yoruba: gli arrestati infatti erano dediti rievocare genitori e antenati defunti, considerati protettori dei loro discendenti, pregando e offrendo sacrifici su altarini a loro dedicati, anche al fine, così come ascoltato durante le intercettazioni telefoniche, di garantire la buona riuscita degli illeciti traffici internazionali di cocaina.

Schermata 2018-06-27 alle 22.15.06

Ai militari che arrestavano gli indagati, i sodali indirizzavano macumbe, auspici malefici volti a interrompere l’azione repressiva a loro danno.

L’indagine ha portato alla denuncia, complessivamente, di 22 indagati, a 23 arresti in flagranza dei reati di spaccio, al sequestro di complessivi 17 kg di cocaina purissima circa e al sequestro di oltre 60.000 euro, in contante e altri valori, provento dei traffici internazionali.

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Fonte e immagini (tratte dal video)Comando provinciale Carabinieri Roma
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