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Gli alpini ricordano il loro patrono San Maurizio con una funzione religiosa

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Bolzano, 24 settembre 2019 – Una funzione religiosa in memoria di San Maurizio patrono del Corpo degli Alpini, a cui ha presenziato il vice comandante delle Truppe Alpine generale di divisione Ignazio Gamba assieme al commissario del governo Vito Cusumano, si è svolta ieri nella chiesa del comprensorio militare “Druso”.

Una messa a cui hanno preso parte autorità militari e civili del capoluogo altoatesino e una rappresentanza delle Forze Armate, dei Corpi Armati dello Stato dell’Associazione Nazionale Alpini e delle associazioni combattentistiche e d’arma presenti in Regione. 

Il corpo degli alpini, che oggi vede oltre 10.000 militari è presente con i suoi reparti in tutto il Nord Italia e nella zona appenninica.

Nel ringraziare i convenuti, il generale di divisione Gamba ha ricordato come “San Maurizio sia un esempio di dedizione al servizio, gli Alpini tutti, in armi e in congedo,  ricordano il comandante della Legione che sacrificò la propria vita ai valori di cristiani. Agli uomini in uniforme – ha continuato – viene richiesto, oggi come allora, la capacità di discernimento, di giudizio e di sacrificio verso il prossimo.”

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San Maurizio, martire del terzo secolo e Patrono del corpo degli Alpini, è l’ esempio del guerriero cristiano. La proposta di nominare un Protettore del Corpo risale al 1938, la scelta cadde su San Maurizio, soldato di una legione romana alpina, martire, intrepido e valoroso combattente per la Patria vicino allo spirito alpino. Nel 1941, con decreto papale del 19 luglio , Papa Pio XII ha dichiarato “San Maurizio martire celeste patrono presso Dio del Corpo dell’Esercito Italiano denominato Alpini”.

Il più antico documento sul suo martirio e su quello dei suoi commilitoni della legione tebana risale al 450-455. Il racconto presenta Maurizio come il primicerius, uno degli ufficiali comandanti della unità che pare fosse originaria dell’Egitto ed era stata trasferita in occidente dall’imperatore Massimiano Erculeo. San Maurizio fu già patrono del Sacro Romano Impero e la sua spada  faceva parte del corredo del trono imperiale.

Santo patrono di diverse località in Italia e all’estero San Maurizio è protettore anche  della Savoia.

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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Inaugurata a Brunico la sezione sportiva Esercito “Alto Adige”

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Brunico, 16 luglio 2019 – E’ stato lo scoprimento della targa della sezione tecnico sportiva “6^ sezione Alto Adige” all’ingresso della caserma “Lugramani” di Brunico a sancire la nascita, in Alto Adige, di un nuovo distaccamento del Centro Sportivo Esercito.

La neonata area sportiva sarà un’ulteriore sede del Reparto Attività Sportive di Courmayeur e accoglierà le squadre e gli atleti d’eccellenza dell’Esercito per la preparazione atletica in alta montagna.

La nuova realtà fornirà inoltre appoggio logistico per le competizioni invernali.

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Saranno cinque le discipline invernali che utilizzeranno la struttura di Brunico: biathlon, sci di fondo, sci alpinismo, slittino da pista artificiale e skiroll.

L’apertura in Alto Adige di una sezione del Centro Sportivo Esercito punta ad aumentare la capacità operativa del Centro e rendere ancora più capillare la ricerca e l’attenzione alle eccellenze del territorio.

Fortemente voluta dal Centro Sportivo Esercito, dalle Truppe Alpine e dal Centro Addestramento Alpino, la Sezione, punto di partenza per una presenza sportiva importante nell’area, è stata inaugurata dal comandante delle Truppe Alpine generale di corpo d’armata Claudio Berto.

Presenti alla cerimonia anche il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Claudio Mora  e il sindaco Roland Griessmair.

Il tenente colonnello Patrick Farcoz, da cui dipenderà la sezione, ha fatto un sunto dell’impegno e dei risultati degli atleti: “Veniamo da una stagione entusiasmante dove i nostri atleti hanno conquistato 27 medaglie assolute e 54 podi di Coppa del Mondo, ma questi sono i risultati ottenuti, noi siamo già proiettati verso nuovi obiettivi come i prossimi mondiali di Anterselva nel 2010 e i giochi olimpici di Tokyo che interesseranno i nostri atleti dell’arrampicata. Parteciperemo ai giochi olimpici giovanili di Losanna nel 2020, ai mondiali di Cortina nel 2021 e i Giochi Olimpici di Pechino nel 2022 con uno sguardo, lasciatemelo dire, già proiettato a Milano-Cortina 2026.

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Tra i tanti atleti e referenti delle federazioni sportive presenti anche il comitato organizzatore dei mondiali di Antholz 2020 con il suo presidente Lorenz Leitgeb. Non è mancata la presenza del presidente del comitato organizzatore della tappa di coppa del mondo di sci di fondo di Dobbiaco, Gerty Taschler. Numerose e significative le espressioni di compiacimento per il progetto sportivo da parte del mondo sportivo.

 “Siamo scesi ieri dalle Tre Cime di Lavaredo dove gli alpini hanno, ancora una volta, dimostrato il loro connubio con la montagna – ha sottolineato il Comandante delle Truppe Alpine Generale Berto – e da oggi altri alpini, atleti che vivono la montagna attraverso lo sport d’eccellenza, potranno trovare in Pusteria supporto alle loro attività di allenamento. Da oggi si aggiunge un nuovo tassello a una squadra affiatata tesa a ottenere grandi risultati siano essi operativi o sportivi”.

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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Esercito: conclusi i campionati sciistici delle truppe alpine CaSTA 71^ edizione, il bilancio (video)

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San Candido (BZ), 24 febbraio 2019 –  La 71^ edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine si riassume così: 22x3x25. Numeri che raccontano con l’oggettività della matematica l’impegno e lo sforzo di 22 plotoni che per 3 giorni con 25 kg del loro equipaggiamento si sono contesi il trofeo Buffa che sancisce, sin dal 1931 il Reparto alpino più preparato.

Per sette giorni la Pusteria e il Cadore sono stati teatro di attività militari che sono spaziate dall’addestramento montano alla tecnica alpinistica andando a verificare anche le capacità tecnico – tattiche e quelle ad operare in sinergia in situazioni emergenziali. Si sono confrontati sulla neve 2000 militari provenienti da 11 nazioni.

Ad augurare “in bocca al lupo” alla partenza il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dopo sette giorni di competizioni e di attività a San Candido, davanti a centinaia di spettatori, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha chiuso la manifestazione, sottolineandone il valore per ogni singolo militare: “Mi rivolgo a tutti ma in particolare ai più giovani, a voi che per la prima volta vi siete confrontati con questa splendida realtà dei CaSTA: guardatevi attorno. Vi renderete conto di appartenere alla grande famiglia dell’Esercito, uomini e donne che, come voi, si preparano con assoluta dedizione, ogni singolo giorno, per affrontare le sfide al meg2lio delle proprie possibilità”.

E tante sono le sfide che si sono giocate in una settimana di intense attività: sfide tecniche come le pattuglie, il biathlon, e lo sci-alpinismo, senza tralasciare il fondo e lo slalom gigante, ma accanto a questa dimensione tecnica i Campionati sono una verifica dell’addestramento degli alpini. Verifica che passa dalla gara dei plotoni, una massacrante competizione che testa a fondo, la preparazione tecnica, fisica, ma soprattutto psicologica del personale.

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Ad aggiudicarsi il titolo, il 2° reggimento alpini di Cuneo, ma a vincere sono stati tutti i 400 militari che, con caparbietà, hanno portato a termine una gara durissima, quest’anno resa ancor più dura visto il riposo nelle tre giornate in tenda in un accampamento a oltre 1000 mt. di quota, tra le montagne innevate della Pusteria.

Sono “soldati al quadrato”, gli alpini, secondo il loro comandante, generale ClaudioBerto; soldati in grado di resistere in condizioni estreme.

Ma non sono state solo le gare le protagoniste di questa settimana, che ha visto, assieme agli alpini tanti assetti dell’Esercito, operare sul campo assieme alla Croce Rossa Militare, alle volontarie della Croce Rossa, e alle squadre di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. Diverse le esercitazioni: una tecnico-tattica, che ha proposto quanto di meglio l’Esercito è in grado di esprimere in ambiente innevato, e quella di soccorso, che ha testato la capacità di lavorare assieme tra i tanti soggetti che concorrono al soccorso in montagna, sia esso il CNSAS, il Bergrettung, i Vigili del Fuoco o gli assetti dei vari corpi dello Stato.

Un’intensa settimana che ha dimostrato il valore formativo della montagna, che richiede sacrificio, dedizione e umiltà.

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Fonte e immagini/video: Comando Truppe Alpine
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Esercito: esercitazione Aquila Blu per le truppe alpine, il combattimento in montagna (video)

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Misurina (BL), 24 febbraio 2019 – Gli alpini sono i militari che hanno come loro peculiarità quella di muovere, operare e combattere in montagna. E proprio le capacità di combattimento in ambiente montano invernale sono state lo scenario dell’esercitazione “Aquila Blu”.

Ad operare, in difesa sul terreno innevato, tanti reparti, uomini dell’8° alpini, del 3° artiglieria, del Piemonte Cavalleria (2°) della task force Altair dell’aviazione dell’Esercito, del 41°di Cordenons e le forze speciali del 4° reggimento alpini paracadutisti.

Gli alpini sono intervenuti per neutralizzare il nemico intenzionato (nella finzione) a sabotare un acquedotto. Lo scontro a fuoco, l’intervento degli elicotteri, la gestione dei feriti sul campo hanno mostrato ai vertici dell’Esercito e agli amministratori locali giunti a Misurina, le capacità degli alpini nel terzo millennio.

Uomini forgiati dall’addestramento e dalla fatica (hanno dormito per oltre 30 giorni in tenda in quota per prepararsi all’attività) che ancora oggi come i loro Padri e i loro nonni hanno nella montagna e nelle sue regole il principale campo di addestramento tattico e morale.

Presenti alla cerimonia il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina che si è complimentato per la preparazione dimostrata sul campo dal suo personale.

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Ad osservare la guerra, per quanto simulata, sul suo territorio, il sindaco di Auronzo Tatiana Pais Becher.

L’esercitazione mattutina è stata preludio alla gemella “Lupo Bianco”, che come la prima ha dimostrato la capacità operativa dei militari ad operare in montagna, la seconda verificherà la loro integrazione nel sistema di soccorso.

Un’altra sfida da affrontare.

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Fonte e immagini/video: Comando Truppe Alpine
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Esercito, CaSTA 2019: da subito la fatica protagonista dei campionati alpini

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San Candido (BZ) 18 febbraio 2019 – Sette giorni, 2100 militari, migliaia di chilometri percorsi sulle piste della Pusteria e del Cadore sono i numeri che riassumono in estrema sintesi i campionati sciistici delle truppe Alpine, giunti alla 71^ edizione, aperti, nella giornata di ieri, dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta che nel suo intervento ha sottolineato come: “Oggi, come ieri, uomini e donne in uniforme si ergono a baluardo della salvaguardia degli irrinunciabili valori di democrazia e libertà; i CaSTA sono una competizione che dimostra i valori collettivi riferiti alle capacità di sopravvivenza, mobilità ed efficienza operativa di intere unità in ambiente montano”.

A suggellare il valore dell’ambiente alpino come palestra di efficienza fisica e di carattere il generale di corpo di armata Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha ricordato che essere alpini trova la sua essenza nell’affrontare le sfide del soldato in un ambiente altamente proibitivo, ed è vera scuola di vita in grado di temprare il fisico e carattere del singolo combattente.

L’accensione del tripode a San Candido domenica pomeriggio ha dato ufficialmente avvio ai campionati ma oggi la parola passa già agli atleti.

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

Questa mattina, poco dopo l’alba, da passo di Monte Croce Comelico al confine tra il Veneto e l’altro Adige è partita la pattuglia sci-alpinistica che ha visto darsi battaglia oltre 150 militari impegnati in un percorso tecnico particolarmente impegnativo con 30 km da coprire in tecnica scialpinistica ed oltre 1000 metri di dislivello da superare con l’equipaggiamento militare che si aggira attorno ai 25 kg di peso. 

Una prima selezione in vista della più intensa e completa tre giorni che decreterà il miglior plotone dei soldati da montagna. 

Nella prima giornata, a gara ancora in corso, si contendono la vittoria gli uomini del 7° alpini di Belluno e del 2° alpini di Cuneo.  

I CaSTA, nati nel 1931, sono da sempre terreno di caccia dei Reparti che ambiscono alla vittoria per “l’Onor del battaglion”.

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

Sono previste nella settimana di competizione diverse gare ed esercitazioni che, come ha sottolineato il comandante delle Truppe Alpine “sintetizzano l’addestramento delle diverse unità e le capacità acquisite ad operare in fase di soccorso, come parte di un sistema per la  salvaguardia della collettività in situazioni emergenziali. in difficoltà”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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A Verona lo scenario dell’esercitazione “Vardirex” con una simulazione di scossa di terremoto (video)

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Verona, 18 ottobre 2018 – Scossa di terremoto nell’area di Verona. E’ lo scenario dell’esercitazione “Vardirex” (Various Disaster Relief Management Exercise), un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’associazione Nazionale Alpini con il supporto del dipartimento di Protezione Civile.

Le aree operative in tre regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

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Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà fino al 20 ottobre, sarà testato il sistema operativo di un’organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza.

Vardirex “È un’occasione importante – sottolinea il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli – perché vede in campo, fianco a fianco, due realtà fondamentali  del nostro sistema di protezione civile: la forza armata e il volontariato organizzato. Nel nostro Paese, protezione civile significa fare squadra, significa “fare insieme”, mettersi alla prova e addestrarsi, per essere capaci di rispondere al meglio quando ce n’è bisogno”.

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Nell’area dei comuni di Caprino Veronese Ferrara di Monte Baldo sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti ad un evento sismico con epicentro nei pressi di Verona. La situazione su terreno è ulteriormente aggravata dalla presenza di forti piogge che ostacolano le operazioni di soccorso.

Accanto agli osservatori della Protezione Civile regionale e della Prefettura di Verona, e ai Comuni di Monte Baldo e Caprino Veronese che prenderanno parte all’esercitazione con l’attivazione dei Centri Operativi Comunali, l’Esercito sarà schierato con assetti del 2° reggimento genio guastatori di Trento, del reggimento logistico “Julia” di Merano , del 4° reggimento alpini paracadutisti di Montorio Veronese,  con elicotteri del 1° rgt. “Antares” e del 4° rgt Altair”.

L’aeronautica Militare parteciperà con due aeromobili (un C130 e un C27) della 46^ Brigata Aerea.

L’ANA sarà presente con il terzo raggruppameto di PC, il Gruppo Intervento Medico Chirurgico, l’ambulatorio mobile, la squadra sanità, la cellula Idrica unitamente a assetti diversi di intervento. Schierato anche il Light Field Hospital.

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Fonte e immagini: Comando truppe alpine
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Esercitazione “5 Torri 2018”, torna a luglio l’appuntamento con le truppe alpine

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Bolzano,15 giugno 2018 – Le Truppe Alpine dell’Esercito saranno Nuovamente protagoniste, il prossimo 4 luglio, dell’esercitazione multinazionale interforze “5 Torri 2018”. Nell’omonimo comprensorio montano, dove 100 anni fa era posizionato il comando dell’artiglieria italiana ed è oggi ben visibile e visitabile un autentico museo a cielo aperto della 1^ guerra mondiale, gli Alpini daranno prova delle loro capacità nel saper operare in montagna, con appassionanti dimostrazioni aperte al pubblico* di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri)  e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo.

Discesa da elicottero

Eredi dei leggendari soldati che durante il primo conflitto mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare ed alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di  “mountain warfare”, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile ed idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Attività alpinistica ambiente invernale

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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