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Col Moschin, forze speciali dell’Esercito, concorrono alla demolizione definitiva del ponte Morandi di Genova

incursori in operazione

Genova, 28 giugno 2019 – Un team di incursori, esperti demolitori, del 9° reggimento d’assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito ha concluso con successo l’attività di concorso per la demolizione del Ponte Morandi.

Gli incursori sono stati richiesti dal commissario straordinario per l’emergenza di Genova per garantire il taglio degli stralli vincolanti il Ponte Morandi alla struttura dell’Autostrada A7, non interessata dalla demolizione, con una procedura peculiare che, nel conseguire gli effetti di taglio, ha minimizzato i danni collaterali.

Le Forze Speciali dell’Esercito hanno impiegato una tipologia di esplosivo appositamente sviluppato per il taglio di manufatti in ferro, utilizzando tecniche militari classificate. L’attività preparatoria è iniziata da febbraio con i primi incontri presso la Prefettura di Genova.

Al fine di garantire la riuscita della demolizione, sono state effettuate due giornate di prove, con diverse tecniche e tipologie di esplosivi, presso una cava nei pressi di Genova. L’intervento è stato particolarmente impegnativo in quanto gli stralli erano costituiti da diversi trefoli, ognuno inguainato, ed ogni strallo ricoperto da una spessa protezione. Per mitigare gli effetti delle onde di sovrappressione e eventuali schegge, sono state predisposte delle sacche d’acqua a copertura delle cariche, mentre l’area è stata circoscritta da un “muro” costituito da sacchetti di sabbia alto quattro metri.

download (1)Il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” è il reparto di forze speciali dell’Esercito il cui personale operativo è brevettato “Incursore” ed è abilitato al maneggio ed impiego degli esplosivi al fine di neutralizzare specifici obiettivi.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Basco grigio verde per gli incursori del 9° Col Moschin

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Livorno, 23 aprile 2019 – Il 9° Col Moschin: sintesi di eccellenza, valori e tradizione indosseranno il basco che appartenne alle prime unità speciali.

La cerimonia di consegna del basco grigio-verde al 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” si è svolta nei giorni scorsi presso la Caserma Vannucci di Livorno, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina. 

Schierati nel piazzale erano presenti tutti i reparti del Comando Forze Speciali dell’Esercito di Pisa: il 4° reggimento Alpini Paracadutisti, il 185° reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi e il 28° reggimento “Pavia”. Era inoltre presente la banda ed una rappresentanza della brigata Paracadutisti “Folgore”, a simboleggiare lo storico legame con il reggimento. 

La cerimonia, semplice ma ricca di tradizioni, ha avuto inizio con il lancio di alcuni incursori istruttori di paracadutismo che hanno portato al suolo la bandiera italiana, dell’Esercito e del 9° reggimento “Col Moschin”. Dopo un breve discorso, con il quale il comandante di reggimento ha rimarcato il legame imprescindibile sia con i reparti Arditi operanti nei due conflitti mondiali sia con la Brigata Folgore, il generale Farina ha personalmente calzato il nuovo basco sul capo del comandante di reggimento, il quale, successivamente, ha dato l’ordine agli incursori di indossarlo.

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Il capo di SME nel suo discorso ha ripercorso le imprese che hanno caratterizzato la storia dei reparti d’assalto sino a giungere alle recenti operazioni condotte dagli incursori, richiamando le gesta di alcuni di loro che nel corso di poco più di un secolo dalla loro costituzione, anche sacrificando loro stessi, hanno scritto pagine importanti della storia dell’Esercito. Nell’evidenziare come il “9°” rappresenti la punta di diamante delle Forze Speciali sia in ambito nazionale che internazionale, il generale Farina si è soffermato sull’importanza dei valori intrinseci degli operatori del reggimento: sacrificio, coraggio, temerarietà; ed ha evidenziato come questi valori, parimenti alle tradizioni ed alla storia del reparto, debbano essere tramandati verso il personale più giovane affinché sulle basi di un glorioso passato, possa costruirsi un grandioso futuro.    

A suggellare l’importanza del momento, tra le autorità, erano anche presenti molti ex comandanti del reparto, tra cui il generale Franco Angioni e il generale Marco Bertolini, il comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER COE), generale di corpo d’armata Federico Bonato e il comandante del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), generale di divisione Nicola Zanelli, di Roma, il sig. prefetto di Livorno dott. Gianfranco Tomao e una rappresentanza delle autorità locali e dell’Associazione Nazionale Incursori Esercito. Portare il basco grigio-verde per gli incursori dell’Esercito è dare nuovo valore ad una parte delle proprie origini allorquando, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, il plotone speciale e la successiva Compagnia Speciale, embrione delle Forze Speciali dell’Esercito, indossava proprio i colori di questo basco.

Successivamente la cerimonia ha visto la consegna dei brevetti da incursore all’ultima sezione di allievi che ha terminato i due anni di iter e che, successivamente, si sono uniti ai ranghi del battaglione d’assalto.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Convegno sugli incursori dell’Esercito italiano, il capo di SME annuncia il nuovo basco per il 9° reggimento d’assalto “Col Moschin”

Il saluto al Presidente dell'Ass. Naz. Incursori Esercito

Roma, 30 novembre 2018 – Convegno sul 40° anniversario della costituzione delle unità di intervento speciale del 9° reggimento d’assalto “Col Moschin” è stato ospitato ieri presso la biblioteca centrale militare dello Stato Maggiore dell’Esercito.

L’attività è stata organizzata e diretta dall’Associazione Nazionale Incursori dell’Esercito. Hanno presenziato il sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Raffaele Volpi ed il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

Nel convegno sono stati trattati vari temi riguardanti la realtà degli incursori e i moderni contesti e scenari che ne vedono l’impiego, per poi delinearne le potenziali linee evolutive per il prossimo futuro.

Il sottosegretario Volpi ha rivolto un indirizzo di saluto sottolineando la vicinanza del dicastero e del governo alla Forza Armata e al comparto delle Forze Speciali e al 9° reggimento incursori che, con le sue eccelse qualità e la elevatissima competenza, rappresenta una delle eccellenze delle nostre Forze Armate.

Intervento del Capo di SME al Convegno-1 (1).jpg

Il generale Farina ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dagli eredi degli Arditi della 1^ Guerra Mondiale ed in particolare la loro versatilità delle loro capacità derivanti da un addestramento e preparazione sempre al passo con i tempi per operare nei moderni scenari. Il discorso è stato rivolto agli ospiti intervenuti, tra cui diversi ex comandanti del 9° reggimento e personale facente parte del comparto operazioni speciali.

Con l’occasione il capo di SME, a voler dimostrare l’importanza che gli incursori rivestono per l’Esercito, ha annunciato di aver autorizzato l’introduzione del nuovo basco che il personale del 9° reggimento potrà indossare a breve e che simboleggia, nella fattura, il legame con gli Arditi del Maggiore Messe che compirono l’impresa del Col Moschin nella Grande Guerra, ma che non deve sciogliere il sodalizio forte di 50 di storia con la Brigata paracadutisti Folgore. Legame che deve racchiudersi unendo, ai passi successivi, al grido “Arditi” quello di “Folgore”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Esercito: a 5 militari la medaglia al valore in occasione del 155° anniversario della costituzione EI

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Roma, 6 maggio 2016 – Si è celebrato il 3 maggio il 155° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. La cerimonia si è tenuta presso l’ippodromo militare Pietro Giannattasio di Tor di Quinto, alla presenza di autorità civili, militari e religiose.

Durante la celebrazione il capo di Stato Sergio Mattarella ha insignito 5 militari della medaglia al valore dell’esercito. Eccoli elencati di seguito.

155_ann_EI_MP_DSC_6536Tenente colonnello Raffaele Aruanno, di Bari, effettivo al Comando Operativo di Vertice Interforze. Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con la Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Comandante di aeromobile, durante la fase di sbarco per l’infiltrazione di Forze Speciali italiane e afghane, veniva bersagliato da violento fuoco nemico. Con coraggio, lucidissima determinazione e a rischio della propria vita, si accertava in prima persona che nessuno dei militari sbarcati rimanesse sul terreno e manovrava il proprio elicottero, gravemente danneggiato, consentendo l’evacuazione dei feriti a bordo. Magnifica figura di pilota e Ufficiale che ha contribuito a dare lustro al Contingente nazionale e all’Esercito Italiano in un contesto di interforze e multinazionale”.

155_ann_EI_MP_DSC_6548Sergente Alessio Carducci di Viterbo effettivo al 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (REOS). Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Sottufficiale tecnico operatore di brodo in missione di volo per l’infiltrazione di Forze Speciali italiane e afghane, durante la fase di sbarco, subiva un attacco con armi portatili. Incurante dei proiettili che lo avevano appena lambito e di una copiosa e pericolosa perdita di olio idraulico che lo investiva in pieno sulla rampa, si esponeva a manifesto rischio della propria vita, trascinando fisicamente all’interno dell’elicottero i propri commilitoni. Mirabile esempio di Sottufficiale che ha tento alto il prestigio del contingente nazionale e dell’Esercito”.

155_ann_EI_MP_DSC_6558Caporale maggiore capo scelto Antonio Garzia, di Napoli, effettivo al 1° Reggimento AVES “Antares”. Per la sua missione svolta il 5 gennaio 2014 è stato insignito con la Medaglia Argento al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Mitragliere di bordo di elicottero da trasporto, impiegato nell’operazione di infiltrazione delle Forze Speciali italiane afghane, nonostante l’aeromobile venisse bersagliato da pesante fuoco nemico, con coraggio e chiaro sprezzo del pericolo, forniva fuoco di copertura a protezione del lato sinistro del velivolo, mantenendo audacemente la posizione. Esperto militare che, esponendosi con il proprio temerario operato a manifesto rischio della vita, assicurava il reimbarco del personale dispiegato sul terreno, dimostrando altissima professionalità, ardimento e profondo attaccamento al dovere”.

155_ann_EI_MP_DSC_6569Capitano Fabio D’Andria della provincia di Potenza, effettivo al 4° Reggimento Genio Guastatori (Palermo). Per la sua missione svolta il 20 ottobre 2013 è stato insignito con la Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Comandante di Compagnia genio guastatori, nel corso di un pattugliamento congiunto con una unità dei   bersaglieri, a seguito di una imboscata reagiva efficacemente, coordinando il fuoco dei propri militari e mezzi e inibendo l’attacco diretto alle postazioni italiane. Con assoluto coraggio, disponeva i propri assetti sulla fronte e a tergo della colonna, consentendo all’intero dispositivo di riorganizzarsi e procedere in sicurezza all’esfiltrazione dall’area. Fulgida figura di Comandante che ha contribuito a dare ulteriore lustro e prestigio all’Esercito Italiano”. 

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Primo maresciallo luogotenente Davide Macrelli di Rimini, effettivo al 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Per la sua missione svolta il 22 settembre 2013 è stato insignito con la Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito, con la seguente motivazione: “Sottufficiale del 9° Reggimento “Col Moschin”, alla testa di una aliquota di incursori italiani e di elementi delle Forze afghane, durante la bonifica di alcune abitazioni di un villaggio ove alcuni insorti si erano arroccati per sottrarsi alla cattura, con estremo coraggio dirigeva un’ardita ed efficace impresa mirata a contrastare la violenta reazione di fuoco degli ostili, contribuendo alla neutralizzazione della minaccia e alla cattura degli stessi. Magnifica figura di Sottufficiale che, con il suo pregevole operato, ha dato lustro alle Forze Speciali italiane nel contesto internazionale”.

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Fonte: Stato Maggiore dell'Esercito
Immagini: Ph. Monica Palermo
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Muore parà Sergio David Ferreri del 9° rgt paracadutisti d’assalto Col. Moschin. Cordoglio del capo di SMD e del capo di SME

Roma, 24 giugno 2015 – Durante un’attività addestrativa di aviolancio a Siena è morto il sergente Sergio David Ferreri, 32 anni, effettivo al 9° Reggimento Paracadutisti d’Assalto “Col. Moschin” di Livorno. 

Il sergente Ferreri aveva prestato servizio in Afghanistan in due diversi turni di missione. Paracadutista esperto, aveva conseguito anche il brevetto americano di tecnica caduta libera nonché quello di paracadutista militare portoghese e spagnolo. Ancora da accertare le cause dell’incidente, sono in corso i rilievi.

Appresa la notizia il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, a nome suo e delle Forze Armate e il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, a nome suo e dell’Esercito, esprimono il loro cordoglio e vicinanza ai familiari del sottufficiale.

Addestramento, coraggio e determinazione, sono aspetti fondamentali grazie ai quali gli uomini e le donne delle nostre Forze Armate operano quotidianamente da protagonisti di eccellenza in tutti i complessi scenari operativi, contribuendo in maniera fondamentale a garantire la sicurezza della collettività.

Il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti incursori “Col Moschin” è il reparto di Forze speciali dell’Esercito Italiano, è inquadrato nel Comando Forze Speciali e tiene in custodia la bandiera del 10º Reggimento arditi, del quale ha ereditato l’anno di costituzione (1918) e le mostrine (fiamme nere), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell’Esercito Italiano, è passato da battaglione a reggimento.

Condoglianze alla famiglia dalla redazione di MNFI.

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Fonte: SMD - SME

 


Decolla il primo mini drone delle forze speciali dell’esercito

​Roma, 3 ottobre 2014 – La sera del 25 Settembre è decollato da un sorgitore navale, in dotazione al 9° Reggimento d’Assalto Col. Moschin, il primo mini drone denominato MANTA ASFO, acronimo che significa Army Special Forces Operations, nato da una collaborazione intensa, quanto rapida, tra il neo costituito Comando Forze Speciali dell’ Esercito (COMFOSE) e la ditta pisana Industria dei Sistemi (IDS),

Al timone dell’IDS è l’ingegnere Giovanni Bardelli, il cui padre fondò la storica SELENIA. Questa nuova realtà industriale raccoglie attorno a sé quasi 140 ingegneri provenienti dalle più affermate università d’Italia ed ha filiali in varie parti del globo.

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Fonte: Esercito

Forze speciali italiane in azione

Panoramica video sulle forze speciali italiane in azione: Col Moschin, GOI, GIS, Ranger, RAO, REOS e Tuscania, di Fonzi TierOne.


Monica Palermo

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