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Informatizzate le chiavi di accesso dell’archivio di Umberto Nobile, efficace l’accordo tra Aeronautica Militare, CNR e università di Tor Vergata

16 maggio 1928. La fotografia ritrae il Dirigibile “Italia” in uscita da un hangar

Roma, 27 febbraio 2020 – Le chiavi di accesso dell’archivio di Umberto Nobile conservato presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle sono state informatizzate.

Da oggi sarà possibile, in tempo reale, effettuare ricerche all’interno del complesso archivistico. Questo è il primo risultato del progetto di valorizzazione e fruizione che il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sta conducendo sulle carte del generale Umberto Nobile. L’attività rientra in Polar Memory, un progetto più ampio, che prevede la valorizzazione delle fonti scientifiche polari condotto in collaborazione con il dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università degli Studi Roma di “Tor Vergata”. L’archivio di Umberto Nobile, o meglio una parte di esso, è composto da documentazione, oggetti, cimeli e fotografie prodotti e raccolti dal generale.

Da destra Elisabetta Cerchiari, 1° Lgt Luciano De Luca, Alessia A. Glielmi, Jessica Rosignoli, Marta Carnevali.

Il materiale documentario fu donato al Museo Storico a più riprese a partire dalla fine degli anni Settanta; la donazione fu voluta dalla figlia Maria Nobile Schettino e dalla vedova del generale Gertrude Nobile Stolp che si occupò della prima sistemazione delle carte.

La finalità della donazione era «tramandare alle future generazioni documenti, cimeli, che costituissero testimonianza avente carattere di unicità nella storia del volo in Italia».

Le carte, che complessivamente abbracciano un arco cronologico che va dalla fine dell’Ottocento agli anni ’80 del secolo scorso, testimoniano tutte le attività svolte dal Generale, in particolare quelle legate alle esplorazioni effettuate con il dirigibile “NORGE” (1926) che trasvolò il Polo Nord, e con il dirigibile “ITALIA” (1928), vero e proprio laboratorio volante. 

Non meno importanti sono le informazioni desumibili dai documenti che testimoniano le attività svolte in Russia negli anni Trenta del Novecento.

Il cantiere archivistico è operativo grazie all’accordo di collaborazione tecnico – scientifica, che ha avuto anche il placet dello Stato Maggiore della Difesa, firmato da Maurizio Vitale dell’Ufficio Servizi Generali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, al cui interno sono comprese le competenze di tipo archivistico e relative alla gestione documentale, e dal colonnello Giuseppe Lauriola del Centro Storiografico e Sportivo dell’AM (CSSAM) nel quale è inquadrato il Museo. L’accordo prevede l’inventariazione, mai eseguita, della documentazione donata dalla famiglia Nobile all’Aeronautica Militare insieme con la digitalizzazione integrale. Responsabile scientifico dell’accordo è Alessia Glielmi, archivista del CNR e docente di Archivistica presso l’Università di Roma ‘Tor Vergata’. Collaborano, curando la schedatura della documentazione, Marta Carnevali e Jessica Rosignoli, laureande in Scienze della storia e del documento appartenenti all’ateneo romano.

Documentazione di U. Nobile all’atto della donazione

Il risultato a medio termine del progetto, messo in pratica attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia per la valorizzazione e fruizione dei beni culturali, sarà l’inventario di questa partizione delle carte del generale Nobile e la digitalizzazione. L’obiettivo finale – più ambizioso – è la ricostruzione virtuale dell’intero archivio del Generale che è attualmente collocato in tre sedi diverse. A tal fine è stata stipulata, sempre dal CNR, una convezione con il Comune di Lauro (AV), dove è conservata un’altra consistente parte dell’archivio di Nobile, ed il Comune di Eboli (SA) che conserva gli atti relativi alla storia familiare e diverse memorie personali e familiari.

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Aeronautica Militare e CNR siglano Accordo Quadro di collaborazione con industria ed università per lancio di piccoli satelliti

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Roma, 17 settembre 2019 – Continua la collaborazione con gli enti di ricerca, le università e le industrie nazionali finalizzata allo sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea.

Alla presenza del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), prof. Massimo Inguscio, e del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso, questa mattina, presso la della Casa dell’Aviatore, ha avuto luogo la firma dell’Accordo Quadro per la collaborazione finalizzata all’avvio di progetti volti a sostenere lo sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea. 

L’Accordo Quadro, che rientra tra le linee programmatiche della Difesa per una sempre più inclusiva integrazione e collaborazione tra Forze Armate, mondo accademico, della ricerca ed industriale a supporto della collettività, ha visto la partecipazione di numerosi enti di ricerca, università ed industrie nazionali al fine di raggiungere un obiettivo comune e condiviso, in una prospettiva di completa sinergia del Sistema Paese.

“Con la firma di oggi si concretizza la volontà di mettere insieme, in una logica inclusiva, le capacità e le competenze nel settore dello spazio e dell’aerospazio a livello nazionale, nell’ambito di un progetto relativo ai lanciatori di satelliti aero-portati. Per raggiungere risultati importanti è essenziale che le Istituzioni, le industrie, le università ed i centri di ricerca collaborino sinergicamente mettendo a fattor comune conoscenze, risorse e professionalità. Il numero delle realtà presenti oggi testimonia lo sforzo e la volontà fare squadra al servizio del Paese”. Queste le parole con le quali il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica ha commentato l’evento odierno.

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La firma di oggi rappresenta il passo successivo rispetto alla lettera di intenti già siglata a dicembre 2018 tra l’Aeronautica Militare, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’Università di Roma “Sapienza”, il CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) e la SITAEL S.p.A. (azienda italiana specializzata nella produzione di satelliti di piccole dimensione) cui ha fatto seguito un avviso pubblico per manifestazione di interesse, attraverso il quale sono state invitate a partecipare all’iniziativa tutte le industrie nazionali intenzionate ad investire nel settore aerospaziale.

Sono state 22 le realtà tra enti di ricerca, università, ed industrie che hanno aderito scommettendo sulle proprie capacità, investendo proprie risorse, con l’obiettivo di mettere insieme, in una logica inclusiva, le nicchie di eccellenza nell’ambito aeronautico, spaziale e tecnologico costituito non solo dalle grandi ma soprattutto dalle medie e piccole imprese di cui è ricca l’Italia.

Attualmente sono numerose le nazioni che dispongono di assetti spaziali ma solo pochi Paesi, tra questi sicuramente l’Italia, sono dotati di una filiera completa che va dalla costruzione di lanciatori fino alla gestione dei servizi satellitari. Vi è poi un numero ancora più ristretto di Stati che sono in grado di accedere ed operare, in maniera autonoma ed indipendente, allo Spazio e ad oggi l’Italia non è ancora tra questi. Il lancio di piccoli satelliti da piattaforme aeree potrebbe tuttavia dischiudere nuovi scenari ed offrire nuove opportunità al Paese.

Il documento siglato oggi segna proprio l’avvio ufficiale delle attività per uno studio di fattibilità per la pianificazione e la sperimentazione di un sistema di lancio aviotrasportato a supporto delle operazioni di osservazione e sorveglianza dal cielo nonché di telecomunicazioni.

Nel corso dell’evento, il Presidente del CNR, Prof. Massimo Inguscio ha dichiarato: “Questo rilevante accordo con l’Aeronautica militare, numerosi enti di ricerca, università ed industrie nazionali permetterà di offrire all’Italia nuove opportunità all’avanguardia nel mondo nello sviluppo della tecnologia di lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea. Le future applicazioni di queste ricerche porteranno innovazioni, nuove conoscenze e benefici nell’attività del telerilevamento nel campo dello studio della chimica dell’atmosfera e della meteorologia, del bilancio energetico del sistema terrestre, nello studio degli ecosistemi, nelle ricerche e controllo del territorio, delle coste e del mare, nel campo delle telecomunicazioni e della IT-Information Technology grazie alla collaborazione e competenze degli eccellenti ricercatori degli istituti di ricerca del CNR che si occupano di queste tematiche e ricerche sul territorio e in diversi progetti nazionali e internazionali”.

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L’accordo è stato firmato da: Aeronautica Militare, CNR, CIRA, Politecnico di Milano, Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi “Roma Tre”, AKKA Italia Srl, ALTEC SpA, AON SpA, ARCA DYNAMICS Srls, CELAB REAL ESTATE Srl, KAYSER Italia Srl, MECCANICA PER L’ELETTRONICA E SERVOMECCANISMI M.E.S. SpA, N.P.C. NEW PRODUCTION CONCEPT Srl, PROGETTI SPECIALI ITALIANI Srl, SETEL Srl, SITAEL S.p.A, SOPHIA HIGH TECH Srl, SPAZIOFUTURO Srl, T4i Srl, TELESPAZIO SpA, TOPNETWORK SpA, TYVAC INTERNATIONAL Srl.

Quello dell’aviolancio di piccoli satelliti costituisce un campo di ricerca ed approfondimento di forte interesse per la comunità scientifica internazionale che vede l’Aeronautica Militare – nell’ambito del Piano Spaziale della Difesa – competente per lo sviluppo e la promozione di studi di settore per il lancio di satelliti da piattaforme aeronautiche.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Le Forze Armate italiane in Antardide per la XXXIV Campagna Antartica estiva 2018-2019

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Baia Terra Nova (Antartide), 9 novembre 2018 – La XXXIV Campagna Antartica estiva 2018-2019 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) ha preso ufficialmente il via con la riapertura della stazione scientifica italiana “Mario Zucchelli” a Baia Terra Nova, in Antartide.

La Campagna è finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e logistico dell’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA) e la partecipazione delle Forze Armate. In questa spedizione saranno impegnati 22 militari italiani di Esercito, Marina, Aeronautica ed Arma dei Carabinieri, nell’ambito delle competenze specifiche della Forza Armata d’appartenenza.

Le Forze Armate partecipano esclusivamente alle attività delle campagne estive, che si protraggono da ottobre a febbraio, cioè nel periodo che coincide con l’estate antartica, in cui sussistono condizioni climatiche molto complesse ma meno proibitive rispetto al resto dell’anno.

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Presso la stazione costiera italiana Mario Zucchelli, si registrano infatti, temperature medie tra 0°C e -35°C ed è necessario adattarsi a 24 ore di luce al giorno per tutto il periodo. L’avversità del tempo e del clima in Antartide non è solo riferita alla temperatura dell’aria, ma anche a quella del mare, anch’essa negativa di circa 1,8°C, con notevole impatto sulle attività di ricerca subacquea.

Altro parametro da non trascurare è il vento: in Antartide per gran parte dell’anno si formano fortissime “correnti catabatiche”, venti che discendono dal plateau verso la costa per effetto di gravità, tra i più intensi mai misurati sull’intero pianeta, capaci di superare anche i 300 km/h. In questo quadro, già di per sé complesso, bisogna poi tener conto delle non frequenti ma talvolta abbondanti nevicate che complicano la logistica.

In questo particolare contesto operano le eccellenze provenienti dalle varie Forze Armate come le guide alpine dell’Esercito e un carabiniere, per il coordinamento delle attività esterne e il supporto specialistico durante le attività di ricerca, i palombari della Marina per la conduzione e il coordinamento di tutte le attività subacquee, i meteorologi dell’Aeronautica per le previsioni, che giocano un ruolo spesso determinante per l’efficace pianificazione delle molteplici attività che coinvolgono sia la base Italiana sia quella italo-francese Concordia, situata sul plateau antartico a 3320 metri di quota.

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Continua inoltre, anche quest’anno l’opera di realizzazione di un aeroporto presso il sito di Boulder Clay, per cui è stata richiesta la collaborazione di personale tecnico appartenente all’Aeronautica. L’inizio dei lavori per la realizzazione della pista semi-preparata in ghiaia è iniziato nella campagna 2015-2016 e nel corso di tre campagne sono stati completati 850 mt. Il termine dei lavori della pista, per una lunghezza complessiva di 2.200mt, concepita sulle caratteristiche di atterraggio di un velivolo da trasporto C-130J, è previsto per la campagna 2022-2023.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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