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Inseriti i test psicoattitudinali nelle selezioni dei VFP1, il generale Claudio Mora inaugura la nuova aula informatizzata

3. L'inaugurazione della nuova aula informatizzata        

Foligno (PG), 14 febbraio 2019 – Il sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Claudio Mora ha visitato il Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito (CSRNE) per presiedere all’inaugurazione dell’aula informatizzata per la selezione.

Tema centrale della visita è stato l’inaugurazione dell’aula informatizzata per la somministrazione di test psicoattitudinali introdotti nell’Esercito a cura dell’ufficio di Psicologia e Psichiatria Militare.

2. Le postazione della nuova sala di selezione informatizzata

Tali test sono basati sul concetto di plasticità cerebrale ovvero la capacità del cervello di variare funzione e struttura non  solo durante il suo periodo di sviluppo, ma anche durante la vita adulta. Tale concetto  è stato sistematizzato dal neuroscienziato di fama mondiale prof. Michael Merzenich, con cui in questi ultimi anni la Forza Armata ha stretto un rapporto di proficua collaborazione, al fine di realizzare un progetto che comprenda la selezione, la formazione e il recupero clinico del Soldato attraverso degli esercizi che interessano particolari aree cerebrali.

Tali “esercizi” consentono di valutare la “funzionalità del cervello” del candidato, in particolare le sue capacità mentali di attenzione e di velocità di percezione, abilità che vengono testate attraverso le reazioni a stimoli visivi indotti per il tramite di un computer. 

4. Il Gen. C.A. Claudio Mora illustra alla stampa le novità del processo selettivo dell'Esercito

Questa nuova metodologia partirà ufficialmente nel processo selettivo del I° blocco VFP1-2019 (al CSRNE e contemporaneamente ai centri di selezione VFP1 dipendenti nelle sedi di Roma, Palermo e Milano) e successivamente per tutti i concorsi di Forza Armata.

Con l’adozione di questi test, l’Esercito Italiano, diventa la prima Forza Armata in Europa ad utilizzare tali esercizi di brain training, già testati con enorme successo, sia in ambito militare che civile, da un team internazionale di neuroscienziati ed esperti del settore.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Il senatore Nicola Latorre visita il 28° reggimento Pavia

Sen. LATORRE - un momento dellla visita al 28° reggimento PAVIA 

Pesaro, 13 febbraio 2018 – Il senatore Nicola Latorre, presidente della IV commissione permanente Difesa, accompagnato dal sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Mora, ha visitato questa mattina il 28° reggimento comunicazioni operative Pavia, di stanza nella città di Pesaro. Presente anche il sindaco della stessa città marchigiana, Matteo Ricci.

Il senatore, accolto dal comandante di reggimento, colonnello Luca Felicissimo, ha incontrato il personale dell’unità, unica della Difesa deputata alle comunicazioni operative. Queste ultime sono attività svolte allo scopo di acquisire, accrescere o consolidare il consenso di gruppi e/o individui selezionati verso le operazioni militari internazionali di sostegno alla pace e trovano applicazione in tutto lo spettro delle operazioni militari in ambito nazionale, ONU, NATO ed Unione Europea. Le comunicazioni operative sono condotte principalmente verso le popolazioni presenti nelle aree in cui operano i contingenti militari  e hanno lo scopo di favorire una corretta comprensione della missione, attraverso l’implementazione di un “canale comunicativo” trasparente ed efficace con gli interlocutori.

 Il Sen. LATORRE durante la visita al 28° reggimento PAVIA

Durante la visita, sono state illustrate da personale specializzato, le capacità peculiari del reggimento, che si avvale anche dei più moderni e sofisticati mezzi di comunicazione di massa, consentendo lo svolgimento di attività quali: la diffusione di messaggi a mezzo altoparlanti, radio, televisione ed internet e la disseminazione di volantini da bordo di velivoli ad ala fissa o rotante oltre ai tradizionali contatti umani con la popolazione locale del teatro operativo presso cui l’unità è impiegata.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Psicologia 3.0 al servizio dell’esercito

Concluso a Roma il 2° workshop degli psicologi e medici psichiatri militari per valutare le potenzialità delle nuove metodiche e tecnologie

 2^Workshop di psicologia e psichiatria militare

Roma, 18 maggio 2017 – Sulla scia dei risultati positivi del 1° workshop di psicologia e psichiatria militare dello scorso anno, dal 16 al 18 maggio si è svolto a Roma, presso il Comando Supporti Logistici, il 2° workshop dal titolo “Psicologia 3.0. Policy e tecnologie innovativo a servizio della Forza Armata”, che ha visto la partecipazione di tutti gli psicologi e medici psichiatri dell’Esercito insieme a illustri rappresentanti del mondo accademico e professionale. Scopo dell’attività è cercare di finalizzare e valutare il contributo che la psicologia e la psichiatria possono fornire ai militari, in particolare nell’ambito della gestione delle risorse umane (selezione, orientamento e formazione) e in quello clinico.

Nelle prime due giornate i partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro, incaricati di sviluppare, sulla base delle proprie esperienze professionali nell’Esercito, specifiche tematiche di applicazioni della psicologia e della psichiatria in ambito militare. Tematiche che hanno un importante impatto su vari ambiti specialistici, dalla selezione all’impiego operativo, dall’addestramento all’aspetto clinico riabilitativo, tutti fondamentali per il benessere individuale ed organizzativo, con particolare attenzione alla sempre più frequente partecipazione di militari a operazioni di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali.

Un momento di lavoro al 2^Workshop di psicologia e psichiatria militare

I risultati dei lavori sono stati presentati nella giornata conclusiva del workshop alla presenza del sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Claudio Mora, dei vertici della Forza Armata e di importanti professionalità del campo scientifico e accademico.

Tali risultati hanno confermato l’opportunità di una sinergia funzionale tra le diverse fasi che accompagnano il ciclo operativo e la vita del soldato, dal suo reclutamento al recupero psicofisico, dalla salute individuale a quella del contesto sociale di appartenenza.

In tale ambito, i professionisti del settore psicologico e psichiatrico dell’Esercito sono chiamati a essere preziosi interpreti delle mutevoli esigenze specialistiche del comparto Difesa.

Psicologi e medici psichiatri militari al 2^Workshop di psicologia e psichiatria militare 1

Il workshop è stata l’occasione per esplorare nuovi strumenti scientifici di valutazione ed esplorazione delle caratteristiche individuali, attitudinali e personologiche. Particolare rilevanza è stata data alle recenti ricerche scientifiche sulla “plasticità cerebrale”, sviluppate dal professore emerito dell’Università della California Michael M. Merzenich, che nel suo intervento ha evidenziato le potenzialità che le neuroscienze, applicate al miglioramento della performance individuale e di gruppo, possono fornire all’organizzazione militare, con particolare riferimento allo sviluppo delle capacità operative del soldato e all’eventuale recupero delle funzioni cognitive, sensoriali e motorie danneggiate conseguentemente all’esposizione a eventi traumatici con interessamento del sistema nervoso centrale o periferico.

A chiusura dei lavori, il generale Mora ha ringraziato tutti i partecipanti per l’impegno profuso nella realizzazione del worhshop e l’attenzione posta sull’individuo come risorsa centrale e pietra basilare dell’organizzazione Esercito. “L’uomo – ha concluso il sottocapo di stato maggiore dell’Esercito – è alla base di tutto. Riconoscere la centralità del soldato significa credere che una Forza Armata moderna e competitiva sia frutto di una attenzione costante nelle varie fasi della vita di un militare“.

 Il Generale di Corpo d'Armata Claudio Mora al 2^Workshop di psicologia e psichiatria militare

Durante i lavori è stato anche presentato il neo costituito ufficio di psicologia militare dello Stato Maggiore dell’Esercito che avrà il compito di coordinare e promuovere il lavoro di tutti i professionisti del settore psicologico e psichiatrico, garantendo quelle sinergie fondamentali al conseguimento degli obbiettivi della Forza Armata.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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