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Esercito: rafforzata la capacità di intervento nelle zone sismiche dell centro Italia

Il Ministro della Difesa arriva al 9° reggimento Alpini di L'Aquila

L’Aquila, 29 maggio 2017 – Si è tenuta oggi, nella caserma Pasquali – Campomizzi, sede del 9° reggimento alpini e del Comando Militare Esercito “Abruzzo”, la visita del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti che, accompagnata dal capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, dal capo di stato maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico e dal comandante delle truppe alpine, generale di corpo d’armata Federico Bonato, ha tenuto a battesimo il neo costituito battaglione “Orta” posto alle dipendenze del 9° reggimento alpini.

Tra le autorità civili presenti il senatore Franco Marini, e il sindaco della città de L’Aquila, dottor Massimo Cialente.

Il Ministro della Difesa Pinotti

Il ministro della Difesa, rivolgendosi al personale militare e alle autorità civili intervenute, ha evidenziato l’importanza della nuova unità, affermando che “il battaglione “Orta” avrà delle specifiche capacità duali che sono per noi fondamentali quando ci proiettiamo all’esterno, ma allo stesso tempo importanti in caso di pubblica utilità e di calamità naturali”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Graziano

A seguire, il generale Graziano nel suo discorso ha affermato che “L’esperienza maturata dal tragico evento che ha colpito le nostre regioni centrali ha dimostrato quanto le Forze armate siano una capacitá duale al servizio del Paese … ancora una volta è emersa la necessità di affrontare le attuali sfide mediante sforzi comuni e sinergici. L’output di qualsiasi processo che coinvolge il comparto Difesa, per essere efficace, deve configurarsi come prodotto del Sistema Paese, frutto cioè di una strategia unitaria e condivisa tra tutti gli attori coinvolti, ognuno in funzione delle proprie peculiarità”. “Così come già avviene in ambito internazionale in cui ormai da tempo perseguiamo un approccio multidisciplinare nei confronti delle sfide alla sicurezza al fine di creare un “continuum” virtuoso fra l’azione militare e quella non-militare, anche in ambito nazionale la Difesa ha la necessità di standardizzare, sviluppare e sostenere un approccio inter-agenzia per garantire un meccanismo sempre pronto e capace di reagire di fronte ad ogni tipologia di attivazione”.

Il Capo di Stato Maggiore Esercito Gen. C.A. Errico

Il generale di corpo d’armata Danilo Errico, rivolgendosi al personale del 9° reggimento Alpini, ha evidenziato che “il battaglione “Orta” permette alla Nazione di avere a disposizione un reparto multifunzionale orientato ad assicurare capacità duali attraverso unità specialistiche nel settore emergenziale … si tratta di assetti moderni ed efficienti a disposizione di tutti i cittadini del Centro Italia a suggello di quei sentimenti di vicinanza e fraterna condivisione che si sono instaurati tra l’Esercito e le comunità locali”.

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Il battaglione sarà in grado di intervenire nel campo della pubblica utilità e nei casi di calamità naturali nell’area appenninica centrale. In particolare, questa Unità dell’Esercito dislocata in una zona altamente sismica, garantirà la pronta disponibilità di risorse idonee a svolgere attività come il rifornimento idrico, la produzione e distribuzione di energia, la costruzione, riparazione e mantenimento di strade, di ponti e di strutture alloggiative temporanee, oltre ad assicurare la mobilità in ambiente innevato.

L’Esercito, è stato impegnato nei luoghi colpiti dal sisma, dal 24 agosto del 2016 fino agli inizi di maggio di quest’anno con una media di 1500 militari e 550 mezzi (tattici, speciali del genio e commerciali) e con un picco massimo – durante l’emergenza neve – di 2500 militari e circa 950 mezzi. In questi mesi, gli uomini e le donne dell’Esercito sono intervenuti per soccorrere, in coordinamento con la Protezione Civile, la popolazione, sgomberare le macerie, ripristinare la viabilità e permettere di raggiungere i luoghi più colpiti, consentendo così il flusso degli aiuti e il recupero delle persone isolate con mezzi ruotati e cingolati dei reparti alpini e del Genio.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Nascono i Cacciatori di Sicilia, lo squadrone Carabinieri ha sede a Sigonella

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Sigonella (CT), 13 maggio 2017 – Questa mattina, a Sigonella, presso l’aeroporto “Cosimo di Palma”, ha avuto luogo la cerimonia di istituzione dello squadrone Carabinieri eliportato “Cacciatori Sicilia”, alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del ministro dell’Interno Marco Minniti, del capo di stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.

Il nuovo reparto dislocato all’interno della base dell’Aeronautica Militare viene istituito, su autorizzazione del Ministero della Difesa, dal comando generale dell’Arma, con lo scopo di concorrere con i Carabinieri dell’organizzazione territoriale della Sicilia alle attività sul terreno, forti dell’esperienza maturata in Sardegna e Calabria dove i reparti dei cacciatori perlustrano la Barbagia e l’Aspromonte.

Lo Squadrone istituito in Sicilia batterà le zone più impervie dell’isola in cerca dei grandi latitanti di Cosa Nostra ed eserciterà una capillare azione di controllo del territorio mediante perlustrazioni e appiattamenti, battute e rastrellamenti, posti di blocco, posti di ascolto e controllo, vigilanza e pattugliamenti eliportati.

Inoltre, per particolari esigenze operative, lo Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Sicilia” potrà efficacemente concorrere ad integrare temporaneamente il dispositivo dell’Arma in altre regioni e a rafforzare i servizi svolti dai comandi territoriali, con aliquote di forza di entità variabile.

Ulteriore concorso potrà essere dato nelle operazioni di soccorso in caso di pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento, e nelle attività di ricerca e soccorso di persone disperse in zone impervie.

Il reparto, che ha una forza organica di circa 60 unità, opererà alle dirette dipendenze del vice comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” e si articolerà su 2 plotoni “Cacciatori”, ciascuno con 5 squadriglie composte da 6 unità.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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4 maggio, 156° anniversario costituzione Esercito

11.000 uomini e donne giornalmente al servizio del Paese

 

Roma, 4 maggio 2017 –  Sono iniziate questa mattina con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti nel cortile d’onore di Palazzo Esercito, le celebrazioni per il 156° Anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano.

Successivamente, all’ippodromo militare “generale Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, si è svolta la cerimonia militare alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico. Presenti anche le più alte autorità civili, religiose e militari dello Stato.

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Nel corso della cerimonia il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Bandiera di Guerra dell’Esercito, per il sacrificio e l’impegno profusi da migliaia di uomini e donne della Forza Armata che con il loro operato hanno contribuito a salvare vite umane e a ripristinare la sicurezza in quelle aree dell’Italia centrale colpite dalle nevicate e dal terremoto dello scorso anno.

Il presidente Mattarella ha inoltre insignito di decorazioni e riconoscimenti alcuni militari dell’Esercito particolarmente distintisi in operazioni all’estero e sul territorio nazionale.

Presenti del parterre ammassamenti dei vari corpi che poi ritroviamo nell’operazione di Sstrade Sicure: Eserciti, granatieri diSardegna, Lancieri di Montebello, Alpini, Bersaglieri, Lagunari, Paracadutisti, Aviazione, reggimento San Marco e brigata Sassari.

Dopo lo sfilamento i militari si sono esibiti in uno spettacolo che riportava lo spettatore al tempo passati, alpini e bersaglieri combattevano il nemico, con armi rigorosamente a salve, Il carosello si è concluso con la carica comandata dal colonnello Ettore Sarli comandante dello squadrone a cavallo dei Lancieri di Montebello.

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Il capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica Ceca al carosello dei Carabinieri a Roma

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Roma, 27 aprile 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica Ceca generale Josef BEČVÁŘ è intervenuto alla caserma Salvo D’Acquisto di Roma, per assistere al Carosello dell’Arma dei Carabinieri, per la celebrazione del 54° annuale di fondazione del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo in concomitanza del  169° anniversario della “Carica di Pastrengo”.

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(Nella foto in alto, da sx: generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e capo di Stato Maggiore della Repubblica Ceca generale Josef BEČVÁŘ)

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Immagine: Ph. Monica Palermo
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Il generale Graziano visita la task force air “Northern Ice” in Islanda

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Keflavik, 13 aprile 2017 – “L’Italia è pronta a fare il proprio dovere sul fronte della sicurezza internazionale”, così il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha salutato il contingente della task force air “Northern Ice” dell’Aeronautica Militare italiana, prima di terminare la visita alla base aerea di Keflavik, in Islanda. Nell’occasione, il generale Graziano, impegnato a portare gli auguri per le imminenti festività Pasquali a tutti gli uomini e le donne impegnati in operazioni fuori e dentro il territorio nazionale, si è congratulato per gli ottimi risultati raggiunti, che hanno contribuito a dare, ancora una volta, piena dimostrazione dell’elevato livello di professionalità e della competenza dei militari italiani in ambito internazionale e NATO. “Questa vostra missione di difesa degli spazi aerei islandesi è molto importante” – ha proseguito il generale Graziano – “perché oggi la difesa e la sicurezza si incontrano in un tutt’uno geografico a 360 gradi. Benché l’Italia sia già impegnata sul fianco sud dello spazio euro-atlantico, chiedendo peraltro l’attenzione di tutti gli alleati verso le minacce provenienti da tale quadrante, è comunque pronta ad assumersi le proprie responsabilità, nel quadro della partecipazione all’Alleanza Atlantica e della solidarietà tra Stati membri, ovunque ve ne sia bisogno. E la vostra presenza, qui in Islanda, ne è diretta testimonianza”.

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Il generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, che ha accompagnato il generale Graziano, ha voluto sottolineare, a sua volta, quanto l’integrità della sovranità degli spazi aerei dell’Alleanza sia “una responsabilità collettiva e come l’Italia, con l’Aeronautica Militare, risponda a questa esigenza, assicurando, per la parte di propria competenza, ben quattro attività di air policing, non solo in Islanda, ma, a suo tempo, nelle repubbliche baltiche, così come, quotidianamente, in Slovenia e in Albania”.

La visita del capo di Stato Maggiore della Difesa, ha avuto luogo nel giorno in cui si conclude ufficialmente l’attività di Interim Air Policing assicurata dagli assetti aerei e dal personale del distaccamento italiano in Islanda. Infatti, per tre settimane, a partire da giovedì 23 marzo, sei velivoli caccia intercettori Eurofighter e circa 140 tra uomini e donne dell’Aeronautica Militare hanno assicurato e preservato l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda, che non possiede capacità e strutture per la difesa aerea autonoma.

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Accolto dal colonnello Emanuele Spigolon, comandante Task Force Air – Northern Ice, il capo di Stato Maggiore della Difesa ha visitato le infrastrutture operative e logistiche in cui il personale italiano ha operato in queste settimane. Il colonnello Spigolon ha illustrato in dettaglio al generale Graziano articolazione e compiti della sua Task Force, nonché tutte le attività svolte nel periodo, concludendo con una dimostrazione pratica di uno scramble (addestrativo), ovvero del decollo immediato di due velivoli caccia per intercettare nel più breve tempo possibile una traccia radar non identificata.

Particolare interesse ha suscitato, infine, la visita presso il Control and Report Centre (CRC), dove i controllori della difesa aerea italiani hanno collaborato in stretta sinergia con i controllori del traffico aereo islandesi e a diretto contatto con il Combined Air Operations Centre (CAOC) di Uedem, ente sovraordinato della NATO che assicura e gestisce la difesa dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica nel settore nord europeo.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa
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NATO: presentato il progetto per la creazione in Italia di un centro di eccellenza per la Security Force Assistance

Il generale Graziano: i militari italiani sono bravi istruttori perché sono prima di tutto dei bravi militari

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Roma, 5 aprile 2017 – Il  capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha inaugurato ieri mattina i lavori della conferenza di presentazione del progetto per la costituzione di un centro di eccellenza NATO per la Security Force Assistance (SFA). La conferenza, che si protrarrà fino al 6 aprile e alla quale interverranno esperti NATO del settore, è la prima tappa necessaria affinché l’attuale centro nazionale, che ha sede all’interno dell’area della scuola di fanteria di Cesano di Roma, diventi un centro di eccellenza dell’Alleanza.

La SFA è l’insieme di attività volte a generare, sviluppare ed incrementare le capacità operative delle forze di sicurezza delle aree  di crisi nei quali operano i militari italiani e di altri paesi dell’Alleanza Atlantica.

Il centro avrà il compito di concorrere allo sviluppo e alla sperimentazione di concetti e dottrina afferenti al settore SFA, di raccogliere ed elaborare lezioni apprese e di condurre attività formative e addestrative a favore di istruttori, mentor e personale estero appartenente alle Security Forces.

Le lezioni apprese dalle operazioni a cui hanno preso parte le Forze Armate italiane negli ultimi 20 anni – ha sottolineato il generale Graziano durante il suo intervento – indicano chiaramente che i maggiori rischi per la stabilità hanno origine in aree del mondo in cui si è verificato un crollo  della struttura statale; crollo che viene frequentemente sfruttato da soggetti aggressivi che hanno interesse a creare o mantenere il caos.”

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Le missioni moderne – ha aggiunto il capo di SMD – sono pensate proprio per portare la stabilità in uno Stato fallito e il nostro fine deve essere sempre il passaggio  di responsabilità alle forze di sicurezza locali, quando esistono. Quando sono scomparse il lavoro è sicuramente più lungo perché bisogna ricostruire un modo di pensare ed offrite anche un patrimonio valoriale di riferimento. I nostri militari  sono bravi istruttori  perché sono prima di tutto dei bravi militari“.

Sono fiero dell’esperienza italiana ma sono anche fermamente convinto che condividere le esperienze di diverse nazioni possa avere riflessi positivi sulle capacità di training e di stesura della dottrina. L’iniziativa che prende il via oggi è un ulteriore tassello dell’impegno dell’Italia nei confronti della NATO.” Ha concluso il generale Graziano.

L’esigenza di un centro di eccellenza di tal genere deriva dalla necessità di disporre di personale delle Forze Armate – istruttore e mentor – che sia ben addestrato, in possesso di ottime capacità tecnico-operative e dotato di un’adeguata preparazione culturale e linguistica. Il progetto per la costituzione di un centro di eccellenza SFA è stata avviato già nel febbraio 2016 e avallato dal Supremo Comando Alleato per la Trasformazione (Supreme Allied Command for Transformation – SACT), per la sua trasformazione in centro NATO. Il pieno funzionamento è stato raggiunto alla fine dell’anno 2016.

L’assistenza alle forze di sicurezza consistente nell’addestramento, nel supporto alla pianificazione e condotta delle operazioni e nell’effettuazione di attività di mentoring and advising. Questo tipo di attività, ad esempio, è svolta dai militari italiani in Somalia, Mali, Libano, Gibuti, Iraq e Afghanistan, sia nell’ambito di organizzazioni internazionali e sovranazionali che agiscono per Risoluzioni dell’ONU sia sulla base di accordi bilaterali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Parole di elogio ai caschi blu italiani UNIFIL Libano dal generale Graziano

Il generale Graziano ai caschi blu italiani della Missione UNIFIL in Libano “l’Italia orgogliosa di voi e il Libano riconoscente per vostro servizio”

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Beirut, 3 aprile 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano che ha accompagnato il ministro della Difesa Roberta Pinotti in visita ufficiale in Libano, ha incontrato il personale delle forze armate italiane che opera nell’ambito dell’Operazione UNIFIL. 

Prima di raggiungere la base – ha detto il generale Graziano parlando al personale – abbiamo incontrato i massimi vertici politici e militari del Paese e da ciascuno di loro abbiamo ricevuto parole di profonda riconoscenza per il lavoro che svolgete per la sicurezza e la stabilità di questa Terra“. 

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Nello specifico – ha continuato il generale Graziano – il Ministro della Difesa libanese ha tenuto ad evidenziare come la cooperazione tra Italia e Libano passi proprio attraverso la cooperazione tra le due forze armate” sottolineando che il lavoro svolto dai caschi blu italiani è molto apprezzato. 

Stesse attestazioni di stima sono state fatte dal presidente della repubblica libanese generale Michael Aoun e dal portavoce del parlamento Nabih Berri che hanno ringraziato il vertice civile e quello militare della Difesa italiana per il prezioso supporto al Libano. 

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Nella mattinata il generale Graziano ha incontrato anche il nuovo capo delle forze armate libanesi, generale Joseph Aoun “Le Forze Armate italiane e libanesi sono legate da un rapporto solido e antico” questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’incontro durante il quale i due alti ufficiali hanno discusso del contesto di sicurezza in Libano e delle nuove minacce alla sicurezza internazionale.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa libanese, ha voluto poi ringraziare il generale Graziano per l’eccellente lavoro di addestramento che i militari italiani stanno conducendo a favore delle Forze Armate libanesi nell’ambito della missione italiana bilaterale in Libano (MIBIL) auspicando una sempre maggiore collaborazione. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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