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Il capo di SMD conclude oggi il seminario del gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM)

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Roma, 24 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha concluso oggi il seminario del Gruppo Speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM), promosso dalla delegazione italiana dell’assemblea parlamentare della NATO e organizzato presso l’aula della Camera. 

Nel corso del suo intervento, il generale Graziano ha illustrato il contributo delle Forze Armate italiane nel contrasto a Daesh e, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha affermato che “da una prospettiva Euro-centrica, siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi e instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”.

In particolare, focalizzando l’attenzione al fianco a sud, all’interno della regione Nord africana e Mediorientale “il contrasto a Daesh – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore della Difesa – riveste una questione di prioritario interesse nazionale, perché riguarda sia la sicurezza interna contro eventuali attacchi terroristici perpetrati dai suoi affiliati, sia la stabilità internazionale in aree di interesse strategico dell’Italia, con connesse ripercussioni sociali, non ultime le migrazioni”. Analizzando lo scenario internazionale nella sua complessità il generale Graziano ha poi illustrato la sussistenza di una “relazione triangolare” tra l’instabilità di alcuni Paesi, il terrorismo internazionale e i traffici illeciti. “Questa tridimensionalità – ha affermato il capo di Stato Maggiore – implica che è necessario giungere rapidamente a una condizione di stabilità, poiché questa rappresenta un requisito essenziale per la prevenzione del terrorismo e del fenomeno dei traffici illegali, compreso quello più odioso di esseri umani”.

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Il contrasto agli attuali fenomeni di instabilità costituisce quindi una complessa questione di sicurezza sia internazionale che nazionale e riguarda tutti gli attori del Sistema Paese, imponendo approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo strumento militare è solo uno dei mezzi a disposizione della comunità internazionale. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

In questo contesto globale molto complesso, la minaccia di Daesh e la sua rapida espansione ha evidenziato la complessità dei meccanismi decisionali delle Organizzazioni Internazionali nell’articolare una risposta tempestiva in grado di fronteggiare nell’immediato nuovi focali di crisi, richiedendone una meno strutturata ma più efficace, quale quella garantita dalla Coalition of the Willings.L’Italia – ha affermato il capo di Stato Maggiore – rappresenta il secondo contributore in termini di forze terrestri impiegate. Svolgiamo attività di training, advising, and assistance a favore delle forze di sicurezza irachene e dei Peshmerga curdi, abbiamo la leadership della formazione delle forze di polizia destinate a controllare i territori liberati da Daesh con i nostri Carabinieri e svolgiamo attività con una componente di forze speciali a favore delle forze speciali curde e del governo federale di Baghdad. Nell’area di intervento abbiamo 1.500 militari coinvolti nei diversi contingenti ed abbiamo formato, tra forze di sicurezza e di difesa, ben 32.000 unità, che rappresenta oltre un quarto di quelle addestrate dall’intera coalizione.

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Sebbene l’eradicazione territoriale dell’organizzazione terroristica rappresenti un grande successo per la Comunità Internazionale, è forte la consapevolezza che tale fase non determinerà anche il suo smantellamento virtuale e l’annullamento della sua identità, resta fondamentale – ha concluso il generale Graziano – concentrare gli sforzi sul potenziamento del processo di stabilizzazione dell’area siro-irachena per non vanificare i risultati militari conseguiti e ciò potrà avvenire solo mantenendo la presenza nel teatro con interventi omnicomprensivi, che coinvolgano anche le Organizzazioni Internazionali, fino a quando non sarà consolidato il processo di ricostruzione e stabilizzazione del Paese”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito, giurano gli allievi della scuola militare “Nunziatella” davanti al presidente della Repubblica (photoreportage)

1. Afflusso dei reparti

Napoli, 18 novembre 2017 – Si è svolta oggi in piazza del Plebiscito a Napoli la solenne cerimonia del giuramento degli allievi del 230° corso della Scuola Militare “Nunziatella”.

L’atto solenne è stato rimarcato dalla presenza, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, del consigliere del presidente della Repubblica e segretario del consiglio supremo di Difesa, generale Rolando Mosca Moschini, del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico e del comandante per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, generale di corpo d’armata Pietro Serino.

La presenza delle massime autorità dello Stato, sia del mondo civile che militare, ha sottolineato l’importanza del passo che i novanta giovani allievi, di cui ventuno donne, hanno compiuto.

Il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana, con la tradizionale formula “lo giuro!”, rimarrà un ricordo e un impegno indelebile nelle loro vite, rinnovando e testimoniando i sacri valori che contraddistinguono la Scuola Militare dell’Esercito. Cittadini che da sempre si differenziano per spirito di abnegazione, senso del dovere e senso del sacrificio, che hanno portato oggi e in passato ogni militare, a sacrificare il bene supremo della vita in nome della Patria.

12. Il Capo di SME Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico durante il suo intervento

Nel corso del suo intervento il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico rivolgendosi agli allievi ha detto “sono, le qualità morali unite a una formazione culturale d’eccellenza e forgiate nella disciplina e nel rigore militare di questa antica scuola dell’Esercito, che creano una comunità di allievi ed ‘ex allievi’, cittadini di spicco, militari di successo, piuttosto che imprenditori o professionisti affermati, uniti gli uni agli altri da un legame saldissimo e indissolubile.”

Momento saliente della cerimonia è stata la simbolica consegna dello spadino ad un allievo del primo anno da parte di un allievo del terzo anno; lo spadino, emblema di appartenenza alla Scuola Militare “Nunziatella”, rappresenta l’importante passaggio di consegne, tradizioni e valori che vengono tramandati alle nuove generazioni.

10. Consegna dello Spadino

Cornice unica dell’evento è stata la monumentale piazza del Plebiscito, gremita da familiari, parenti ed ex-allievi, giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia per assistere alla cerimonia, rimarcando così la solennità del momento e accompagnando, idealmente quasi per mano, gli Allievi in questo momento di crescita.

La folta presenza di “ex-allievi”, che hanno preso anch’essi posto nello schieramento, ha rappresentato un ideale passaggio di consegne tra chi è stato a suo tempo allievo e chi si appresta a diventare un giovane membro della grande famiglia della “Nunziatella”.

Il giuramento ha visto lo schieramento dei reparti in armi in uniforme storica, lo sfilamento dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, la resa degli onori ai gonfaloni della città di Napoli, decorati di medaglia d’oro al valor militare, della regione Campania, della città metropolitana di Napoli ed in particolare della gloriosa bandiera d’istituto, decorata con la medaglia di bronzo al valore dell’Esercito.

Il reggimento di formazione, così costituito, agli ordini del comandante della scuola militare “Nunziatella”, colonnello Fabio Aceto, ha visto tra le proprie fila la banda della brigata Granatieri di Sardegna e la batteria tamburi della scuola.

La cerimonia ha avuto termine con lo sfilamento in parata del reggimento di formazione e dei numerosi ex-allievi giunti da tutte le regioni d’Italia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Inaugurato anno accademico del Centro Alti Studi per la Difesa (CASD)

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Roma, 14 novembre 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha partecipato questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018 del Centro Alti studi per la Difesa che si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, dell’on. dr. Giovanni Legnini, vice presidente del consiglio superiore della magistratura, dei vertici militari e di numerose autorità civili.

Nel corso del suo intervento il generale Graziano, partendo da una sintetica analisi del quadro di sicurezza internazionale, ha illustrato le quotidiane sfide che le Forze Armate  italiane si trovano ad affrontare: “Da una prospettiva euro-centrica – ha spiegato il generale – siamo chiamati ad affrontare sfide provenienti da due archi di crisi ed instabilità, uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nord-africana e la fascia sub-sahariana, ed uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero ed il Mediterraneo orientale”. Aggiungendo poi che proprio su questi territori si estendono le due aree di interesse strategico nazionale: quella euro-mediterranea e quella euro-atlantica.

Viviamo – ha continuato il capo di Stato Maggiore della Difesa – una situazione estremamente complessa, che richiede un’analisi e una metodologia di approccio multi-disciplinare e la consapevolezza che lo Strumento Militare sia solo uno dei mezzi a disposizione della Comunità Internazionale, talvolta forse il più decisivo ma non certo l’unico. Per poter cooperare ed essere credibili a livello internazionale  è necessario essere competitivi e bisogna esserlo ad ogni livello: economico, militare e industriale”.

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Il generale Graziano si è quindi soffermato sulle Organizzazioni Internazionali sottolineando come oggi “assumano una rilevanza senza precedenti  ed ha evidenziato la necessità di sviluppare sinergie anche nelle operazioni militari già in atto per ottimizzare  gli strumenti a disposizione di  proiezione della stabilità nelle aree di crisi”.

Parte dell’intervento è stato poi dedicato ad un tema estremamente attuale: la Difesa europea con riferimento alle Cooperazioni Strutturate Permanenti (PESCO) e, in tale ambito, alle iniziative regionali quale, ad esempio,  la  Defence Cooperative Initiative (DECI) a guida italiana volta a promuovere,  su base regionale e tra Nazioni europee,  un progetto di cooperazione  finalizzato ad incrementare la stabilità della Regione e la crescita della cooperazione tra i Paesi aderenti.

Il capo di SMD ha poi ricordato il grande passo avanti fatto ieri a Bruxelles per concretizzare il tema della Difesa europea attraverso la firma di avvio della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO),  fortemente voluta dal  nostro Ministro della Difesa Roberta Pinotti e firmato dal Ministro della Difesa e degli Esteri , cui hanno aderito, al momento, 23 Paesi. “Rappresenta – ha detto – un’opportunità per proporsi in ambito europeo come “Sistema Paese”, contribuendo anche a valorizzare le potenzialità industriali delle singole Nazioni. Questo è un momento storico di cambiamento e di trasformazione dell’Europa della difesa e della sicurezza in un contesto internazionale”.

La PESCO rappresenta un impegno vincolante tra i Paesi che vi aderiscono, teso non solo a rafforzare la politica estera e di sicurezza comune ma, soprattutto, a consentire una graduale transizione dalla cooperazione all’integrazione capacitiva a supporto del livello di ambizione dell’UE. Tale strumento avrà, infatti, una indubbia utilità quale strumento di avanzamento nel processo di integrazione europea, contribuendo in larga misura ad evitare quelle situazioni di stallo che hanno caratterizzato il recente passato. L’obiettivo è quello di creare uno stimolo politico e una architettura istituzionale che renda praticabile una maggiore cooperazione tra gli stati europei in tema di Difesa.

Sarà necessario un impegno dei 27 membri per rafforzare ulteriormente l’autorevolezza del vomitato militare, al fine di contribuire fattivamente al progetto di realizzazione della Difesa europea e per garantire che l’Unione Europea sia pienamente in grado di rispondere a 360º alle nuove sfide alla sicurezza”, ha concluso il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Celebrata la 9^ giornata del ricordo dei caduti nelle missioni internazionali per la pace

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Roma, 12 novembre 2017 – Celebrata questa mattina presso l’Altare della Patria, la 9^ giornata del ricordo dei caduti nelle missioni internazionali per la pace alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano, del ministro della Difesa senatrice Roberta Pinotti e di autorità militari, civili e religiose, dove è stata deposta una corona di alloro.

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Durante la cerimonia il generale Graziano ha sottolineato che “I traguardi raggiunti per la pace e la sicurezza sono il risultato del sacrificio dei nostri caduti e dei nostri feriti”.

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E’ poi stata celebrata una messa in suffragio dei caduti civili e militari nelle operazioni internazionali dall’ordinario militare Santo Marcianò nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Il generale Graziano ha indirizzato un messaggio di solidarietà “alle famiglie che vivono con grande dignità la dolorosa perdita – evidenziando che a loro – va la mia più sincera gratitudine e la mia più profonda ammirazione e, sono certo, la stima e il rispetto del Paese

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa
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Unione Europea: il generale Graziano nominato presidente del Comitato Militare

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Bruxelles, 7 novembre 2017 – Il generale Claudio Graziano, capo di Stato maggiore della Difesa, è stato nominato presidente del Comitato militare della UE.

Di seguito la sua prima dichiarazione dopo essere stato eletto presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea (Chairman of the European Union Military Committee – CEUMC) dai 27 capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi membri dell’Unione Europea, riunitisi oggi a Bruxelles.

schermata-2017-11-02-alle-18-52-22.pngSono onorato della nomina a Presidente dello European Union Military Committee e ringrazio tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Paesi dell’Unione per la fiducia accordatami. Desidero esprimere la mia gratitudine al Governo, e in particolare al Ministro della Difesa, Senatrice Roberta Pinotti, per il pieno supporto alla mia candidatura. All’attuale Chairman, il Generale Mikhail Kostarakos, rivolgo un caloroso ringraziamento per lo straordinario lavoro svolto. In attesa di assumere l’incarico, voglio rimarcare che continuerò ad assolvere, con assoluta dedizione e grande orgoglio, i compiti di Capo di Stato Maggiore della Difesa al servizio del Paese e confermo la mia ammirazione per tutti i militari italiani che quotidianamente, in Patria e all’estero, operano con grande e coraggio e abnegazione. Posso solo anticipare che, una volta in carica, mi impegnerò al massimo delle mie capacità per rafforzare ulteriormente l’autorevolezza del Comitato Militare, per contribuire fattivamente al progetto di realizzazione della Difesa europea e per garantire che l’Unione Europea sia pienamente in grado di rispondere a 360º alle nuove sfide alla sicurezza”.

L’incarico, di durata triennale, sarà ricoperto a partire dal mese di novembre 2018, quando il generale Graziano succederà all’attuale presidente, il generale Mikhail Kostarakos, in carica dal 6 novembre 2015.

Il presidente del Comitato Militare è la più alta autorità militare della UE e, come tale, è il consulente militare dell’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione, ma ha anche il compito di presentare i pareri e le decisioni di natura militare, assunte dal Comitato Militare, presso il Comitato Politico e di Sicurezza (PSC), nonché di fornire direttive e linee guida al direttore generale dello European Union Military Staff (EUMS).

Il Comitato Militare è stato istituito, con decisione del Consiglio dell’Unione Europea, il 22 gennaio 2001, con il compito di dirigere tutte le attività militari nel quadro dell’UE, con particolare riferimento alla pianificazione e l’esecuzione delle missioni militari. L’Italia aveva già ottenuto la guida dell’alto consesso con il Generale Rolando Mosca Moschini, che fu in carica dall’aprile 2004 al novembre 2006.

L’odierna nomina, oltre a confermare la chiara professionalità del Generale Graziano e la stima di cui gode a livello internazionale, è anche una preziosa conferma di quanto sia apprezzato l’impegno delle Forze Armate italiane nel mondo. I militari italiani garantiscono infatti un contributo fondamentale per l’Unione Europea, non solo in termini di partecipazione numerica, ma anche per la qualità professionale dimostrata in decenni di partecipazione alle operazioni della UE. Parimenti, la nomina del Generale Graziano è anche un riconoscimento del ruolo politico-strategico giocato dal nostro Paese, che crede profondamente nella necessità della creazione di un sistema di Difesa europea.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa 
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Difesa, 4 novembre: celebrazione della festa delle Forze Armate e dell’unità nazionale

 

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Roma, 2 novembre 2017 – Domani il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano dalle 9:10 parlerà del Giorno dell’Unità Nazionale e della Giornata delle Forze Armate.

Anche quest’anno la Difesa si appresta a celebrare la ricorrenza del 4 novembre per ricordare il “Giorno dell’Unità Nazionale” e “Giornata delle Forze armate”.

Per l’occasione tutti i palazzi del dicastero, delle Forze armate e dei comandi generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché degli enti e delle società già interessate per la celebrazione del 2 giugno, Festa della Repubblica, saranno coperti dal Tricolore. Su Palazzo Venezia saranno esposti il Tricolore e gli stemmi araldici delle Forze armate, della Guardia di Finanza mentre sul palazzo delle Assicurazioni Generali, sempre a Piazza Venezia, saranno esposti due vessilli tricolore.

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Cuore della cerimonia, la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal Presidente del Consiglio, dal ministro Roberta Pinotti, dalle più alte cariche dello Stato e dal Capo di Stato maggiore della Difesa Gen. Claudio Graziano. Un momento solenne che sarà caratterizzato da numerosi elementi di novità rispetto agli anni precedenti.

Agli uomini e le donne in uniforme che punteggeranno il percorso dal Quirinale all’Altare della Patria, in Piazza Venezia si aggiungerà infatti un numero ingente di militari, circa 3000, di tutte le Forze armate e della Guardia di Finanza, con banda interforze, alla presenza delle rispettive Bandiere di Guerra/d’Arma. Presenti anche reparti a cavallo e una nutrita rappresentanza di allievi delle varie accademie e scuole militari in cima alla Scalea dell’Altare della Patria.

 

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Ci sarà il tradizionale passaggio delle Frecce Tricolori che coloreranno di verde, bianco e rosso i cieli di Roma.

In piazza Venezia il Presidente Mattarella conferirà inoltre l’Ordine Militare D’Italia (OMI) alle bandiere del 6° Reggimento Bersaglieri  e del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega”.

Agli eventi che caratterizzeranno il 4 novembre a Roma se ne aggiungeranno tanti altri in tutto il Paese.

Dalla deposizione di una corona al Sacrario di Redipuglia ed al Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari da parte dei presidenti di Senato e Camera in rappresentanza del Presidente della Repubblica, all’esibizione di bande e fanfare di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza.

In 28 città italiane si terranno cerimonie militari e iniziative quali “Caserme Aperte” e “Caserme in Piazza” con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Coinvolte anche le scuola con la consegna di una bandiera ad un istituto scolastico, possibilmente intitolato ad un caduto, in ognuna delle città, da parte di rappresentativa militare.

Sempre il 4 novembre il ministro Pinotti saluterà in videoconferenza dal Comando Operativo Interforze i militari impegnati nei Teatri Operativi esteri.

Le celebrazioni del 4 novembre saranno accompagnate anche dal video “Noi per Voi” un messaggio chiaro, che rafforza il rapporto di fiducia e affetto tra i cittadini italiani e le Forze Armate, rapporto che si è accresciuto e consolidato nel tempo.

Tante quindi le iniziative organizzate per celebrare la giornata che segnò la fine di quella che allora venne definita la “Grande Guerra”, per ricordare la data in cui andò a compimento il processo di unificazione nazionale che, iniziato in epoca risorgimentale, aveva portato alla proclamazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861.

Fu proprio durante la Prima Guerra Mondiale che gli italiani si trovarono per la prima volta fianco a fianco, legati indissolubilmente l’un l’altro sotto la stessa bandiera nella prima drammatica esperienza collettiva che si verificava dopo la proclamazione del Regno. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale.

Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma.

A partire da oggi sul nostro sito vi racconteremo eventi, uomini, episodi, che hanno scritto una significativa pagina della storia del nostro Paese.

 

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Fonte e immagini: SMD
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Difesa: commemorazione dei caduti militari al Verano

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Roma, 2 novembre 2017 – Commemorazione solenne dei defunti oggi al cimitero Verano di Roma, dove il capo dello Stato Maggiore della Difesa ha ricevuto il capo di Stato Sergio Mattarella.

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L’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, ha celebrato la Santa Messa in onore dei Caduti. 

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Presente alla commemorazione dei caduti di tutte le guerre il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano. Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro, presso il sacrario militare, alla presenza dei vertici delle Forze Armate.

Terminata la cerimonia il sottosegretario Alfano, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano ed il comandante militare della capitale, gen. c.a. Agostino Biancafarina, hanno accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Al termine del rito religioso, il Presidente della Repubblica ha visitato il Sacrario Militare.

Nel ricordare i caduti di tutte le guerre, il sottosegretario Alfano ha rinnovato i sentimenti di affettuosa vicinanza alle famiglie ed ai congiunti di quanti sono caduti nell’adempimento del proprio dovere, al servizio dello Stato: “Essere qui oggi è un dovere di tutti noi. Occorre ricordare ed onorare, sempre, tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la democrazia e per la libertà. Ricordarli significa tramandare alle future generazioni il significato delle loro gesta e soprattutto non farli mai cadere nell’oblio”.

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Fonte e immagini: SMD
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