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 La Marina Militare firma l’accordo con l’Ama per la raccolta differenziata

 

Roma, 29 ottobre 204 – È stato firmato oggi pomeriggio, 29 ottobre, il protocollo sperimentale d’intesa tra Ama e la Marina Militare per l’attivazione del servizio mirato Grandi Utenze di raccolta differenziata. L’accordo è stato siglato presso il Ministero della Marina Militare, alla presenza del sottocapo di stato maggiore ammiraglio di squadra Claudio Gaudiosi, dal capitano di vascello Crescenzio Sancilio, comandante del comando marittimo capitale di Roma e dal presidente di Ama Daniele Fortini. Il protocollo, sottoscritto nella prestigiosa sala della biblioteca storica della marina militare, avrà una durata di 24 mesi e sarà rinnovabile dalle parti.

I responsabili operativi della raccolta differenziata presso le “Grandi Utenze” di Ama hanno provveduto già a fornire gran parte dei mille eco-box previsti all’edificio ministeriale e a tutte le strutture della Marina Militare di Roma, cinquecento eco-box con coperchio bianco destinati alla raccolta di carta, cartone e cartoncino;  cinquecento eco-box con coperchio blu per il conferimento del multimateriale (contenitori in plastica, vetro e metallo). All’interno del ministero e in tutte le altre strutture in cui è attivo un servizio di mensa o ristoro Ama effettuerà anche la raccolta mirata degli scarti alimentari e organici.

Con la stipula del protocollo sarà avviata una campagna di comunicazione per diffondere, tra il personale, in totale 7500 abitanti equivalenti, le corrette pratiche di differenziazione e conferimento dei rifiuti e saranno realizzati incontri periodici di formazione tra i tecnici Ama e il personale addetto alla pulizia dei locali interessati.

Ama effettuerà un’attività di monitoraggio per stabilire la corretta differenziazione dei materiali. Questo controllo di qualità sul conferimento differenziato sarà attuato anche attraverso un Rating ecologico di certificazione. Questo sistema di valutazione qualitativa e quantitativa della raccolta differenziata prevede i seguenti punteggi: 6/7 (singola R), 8/9 (doppia R), 10 (tripla R), nel caso in cui tutte le fasi della raccolta differenziata, dalla comunicazione al conferimento, siano effettuate correttamente.

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Fonte: Marina Militare
(Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione)

Mare Nostrum: siglato protocollo di collaborazione tra la Marina Militare e Save the Children

logoRoma, 15 ottobre 2014 – Ad un anno di distanza dall’avvio dell’operazione Mare Nostrum, Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e a promuovere i loro diritti in tutto il mondo, e la Marina Militare, hanno siglato il 7 ottobre, un protocollo d’intesa che prevede la presenza degli operatori professionali dell’organizzazione a bordo delle unità navali impiegate nel dispositivo, allo scopo di fornire supporto, orientamento, informazione legale e mediazione culturale per i minori.

L’accordo prevede che nei giorni di permanenza a bordo delle Unità Navali venga fornito il necessario supporto ai bambini e agli adolescenti presenti a bordo delle imbarcazioni soccorse in mare.

“Questo accordo con la Marina Militare è importantissimo perché consentirà ai nostri operatori di svolgere già sulle navi le attività di mediazione culturale, informazione e orientamento, ma anche di  identificare eventuali bisogni specifici dei minori, come nel caso di vittime di violenza, tratta o sfruttamento, e di fornire un supporto adeguato –  ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia – Per la nostra Organizzazione, che dal 2008 opera in collaborazione nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell’Interno, a Lampedusa, in Sicilia, Calabria, Puglia, significherà di fatto estendere alla fase di soccorso in mare le attività di supporto ai minori già svolte fino ad oggi a terra.”

A margine della sottoscrizione dell’accordo, in rappresentanza della Marina Militare, l’ammiraglio Claudio Gaudiosi, Ssottocapo di stato maggiore della marina ha dichiarato: “La presenza a bordo delle navi della Marina Militare degli operatori di Save the Children consentirà ai nostri equipaggi di svolgere ancora meglio il difficile compito nel quale sono impegnati ogni giorno, trovandosi a dover assistere centinaia di persone in condizioni fisiche e psicologiche difficili. In particolare con donne incinte, bambini anche molto piccoli o adolescenti senza adulti di riferimento. L’operazione Mare Nostrum, vede la Marina Militare impegnata ormai da quasi un anno nelle acque del Mediterraneo. Attraverso la presenza a bordo di operatori umanitari di Save the Children, avremo la possibilità di offrire la migliore assistenza possibile a bambini e adolescenti che dopo essere fuggite da conflitti, guerre o situazioni terribili, rischiano la loro vita in mare per raggiungere il nostro Paese e l’Europa.

SAVE THE CHILDREN 

Save the Children  è presente sulle coste del sud Italia dal 2008, e opera in collaborazione con UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), IOM (International Organization for Migration) e Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell’Interno e finanziato dallo stesso ministero e dall’Unione Europea. Le attività, in particolare quelle svolte con i minori soli non accompagnati, hanno l’obiettivo di fornire informazione, consulenza legale, mediazione culturale,  garantire la loro corretta identificazione e protezione, monitorare gli standard di accoglienza in Italia e facilitare, nel caso esistano le condizioni, la riunificazione familiare con parenti residenti in Italia o in altri Paesi.

Save the Children opera inoltre a Milano e Roma, due dei principali luoghi di transito dei minori stranieri non accompagnati e dei nuclei familiari con bambini, attraverso due centri diurni a Roma e Milano, in partnership con la Cooperativa Civico Zero, e il centro notturno A28 a Roma, in partnership con Intersos.

Secondo i dati ufficiali e le stime di Save the Children, più del 15% dei migranti arrivati via mare dal 1 gennaio ad oggi è costituito da minori, 22.500 in totale, tra i quali almeno 11.650 soli, senza alcun adulto di riferimento.  Si tratta spesso di minori in particolari condizioni di vulnerabilità, con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, ma anche di 12 o 13, originari principalmente di paesi come l’ Eritrea, l’Egitto o la Somalia, che hanno vissuto terribili esperienze nel corso del loro viaggio, durato in alcuni casi mesi o anni, tra violenze di ogni tipo. Molti sono i bambini provenienti dalla Siria che viaggiano con i propri genitori e che hanno bisogni peculiari legati alla loro età e vulnerabilità.

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Fonte: Marina Militare

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