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Cyber Defence: le Forze Armate alla Nato Locked Shields 2019

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Tallinn (Estonia), 10 aprile 2019 – Oltre mille esperti di Cyber Defence provenienti da 30 differenti nazioni, questa settimana si confrontano nell’ambito dell’esercitazione Locked Shields 2019 (LS19). L’esercitazione, organizzata  dal Centro di Eccellenza NATO per la difesa cibernetica (NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence), di Tallinn (Estonia), prevede la simulazione di una serie di attacchi virtuali contro reti informatiche di infrastrutture militari e civili fondamentali per la sicurezza di un Paese immaginario.

La squadra italiana “Blue Team 22” è costituta da esperti informatici del Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), delle Forze Armate, del centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (CNAPIC), dell’Industria e delle Università, che insieme rispondono agli attacchi informatici virtuali. L’evento addestrativo ha offerto quindi ai partecipanti l’opportunità di collaborare e confrontarsi, addestrandosi a lavorare insieme in modo tale da essere pronti per fronteggiare una eventuale minaccia cibernetica reale.

Il settore della Difesa da sempre attinge alle tecnologie più avanzate e molte attività militari di una nazione moderna hanno una componente cibernetica. Ciò ha imposto alle Forze Armate di dotarsi delle necessarie contromisure per fronteggiare le nuove minacce Cyber. In Italia – in linea con gli obiettivi definiti sia in ambito europeo che in quello NATO, che comprendono la realizzazione di solide capacità di Cyber Defence e di protezione delle infrastrutture critiche – è stato costituito il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC).

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Cyber defence: il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) per la prima volta all’esercitazione interforze Joint Stars 

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Roma, 20 giugno 2018 – Il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), costituito nel 2017, prende parte per la prima volta all’esercitazione “Joint Stars” per testare la sicurezza delle reti e delle informazioni.

È stata infatti una espressa volontà del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, quella di inserire anche il CIOC nell’esercitazione interforze più importante dell’anno, in previsione del fatto che, nel corso del 2019, il Comando Interforze che si occupa di cyber defence della Difesa sarà sottoposto a valutazione e validazione per il conseguimento della piena capacità operativa. La “Joint Stars 2018” è pertanto un ulteriore banco di prova per il CIOC, comandato dal generale di brigata aerea Francesco Vestito.

L’esercitazione, che è del tipo “computer assistita”, vede impegnati due team con diverse funzioni: il Blue Team, che deve provocare gli eventi pianificati nell’ambito dello scenario esercitativo, e il Red Team che, invece, deve rispondervi in maniera adeguata mettendo in pratica le conoscenze acquisite e le procedure stabilite.

Lo scenario prevede che, a seguito di una crisi tra due Stati limitrofi e dopo specifica risoluzione dell’ONU, venga schierata una Joint Task Force sul territorio di uno dei due paesi la cui stabilità è minacciata da gruppi armati di una minoranza etnica che si richiama all’altro Stato. La Joint Task Force è così chiamata, dal susseguirsi degli eventi, a sviluppare una serie di attività militari sul terreno, in mare e in cielo, ma anche nel dominio cibernetico, per contrastare le azioni ostili dei gruppi terroristici e delle milizie paramilitari dallo Stato di riferimento, che punta a ottenere l’egemonia regionale. La cyber defence assume, così, la sua funzione di elemento di disturbo delle operazioni militari degli avversari, così come avviene nel campo della guerra elettronica e del conflitto ibrido, dove piuttosto che alla distruzione fisica dei sistemi d’arma avversari, si mira a renderli inutilizzabili, ovvero a neutralizzarli anche temporaneamente. La cyber, infatti, fa parte della cosiddetta CEMA, Cyber Electro Magnetic Activities, e unisce le operazioni classiche a quelle sulle reti.

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Il contributo fornito dai militari del CIOC è inoltre volto a risaltare un’altra funzione del nuovo dominio, trasversale al ’decision making’ e alle informazioni. La cyber defence infatti ha i suoi effetti sulla catena di comando e controllo, perché garantisce il cosiddetto ciclo ODA – Observe, Detect and Act – che è quel processo distinto nelle fasi di osservazione, determinazione e azione tipico dei ogni processo decisionale. L’effetto facilitatore va anche a vantaggio delle informazioni perché la cyber garantisce, con continuità, la disponibilità di dati e conoscenze per intervenire efficacemente in teatro operativo. La difesa cibernetica, per questi aspetti, si pone quindi come strumento strategico del comandante in capo delle Forze Armate, il capo di Stato Maggiore della Difesa, con la funzione di supportare il proprio ciclo decisionale e, nel contempo, di rallentare quello avversario.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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