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Convenzione CeMiSS – Università di Trieste per ricerca e studi sulla difesa e sicurezza

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Roma, 9 giugno 2014 – L’11 giugno prossimo presso l’Università di Trieste, il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi prof. Maurizio Fermeglia e il direttore del Centro Militare di Studi Strategici (Ce.Mi.S.S.) di Roma, generale di divisione Nicola Gelao, firmeranno una convenzione tra i due enti, volta a creare sinergie nell’ambito degli studi e della ricerca scientifica sulla difesa e la sicurezza, con riguardo alle scienze geopolitiche e geostrategiche. I due Istituti svilupperanno in comune programmi di ricerca, seminari, conferenze e workshop.

La convenzione rafforza una già radicata collaborazione tra il Ce.Mi.S.S. e l’Università di Trieste, scelta dal Centro Militare tra molti istituti in ambito internazionale per l’ alta produttività scientifica e la tradizione accademica dei suoi docenti e ricercatori in materia di geopolitica. Beneficiari della convenzione saranno docenti e giovani neo laureati in scienze internazionali e in scienze politiche: molti di questi hanno già svolto degli stages formativi presso il Ce.Mi.S.S., dove hanno avuto la possibilità di rapportarsi con i più prestigiosi istituti di studi geo-strategici di tutto il mondo.

Al momento è attiva un’unità di ricerca coordinata dal prof. Igor Jelen e dal prof. Sergio Zilli con la collaborazione di uno staff di giovani dottori di ricerca, sul tema della Politica Europea di Sicurezza e di Difesa (PESD).

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa


Presentato al CASD il volume Prospettive 2014 del CeMiSS. L’ammiraglio Binelli Mantelli illustra la leadership militare nel contesto attuale

di Monica Palermo

Roma, 18 marzo 2014 – Presso il Centro Alti Studi per la Difesa, è stato presentato il volume Prospettive 2014 del Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS), opera che individua nuove opportunità e crisi in un sistema internazionale sempre più complesso con riferimento al breve-medio periodo.

L’ammiraglio di squadra Rinaldo Veri, presidente del CASD e il generale D. Nicola Gelao, direttore del CeMiSS, hanno introdotto la tavola rotonda, moderata dalla giornalista RAITg1 Barbara Carfagna a cui hanno preso parte: Alessandro Politi, analista politico e strategico, Paolo Quercia, direttore del CENASS (Center for Near Abroad Strategic Studies), Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies e della ricerca sul Medio Oriente e Golfo Persico e Marco Massoni, direttore di Ricerca per l’Africa al CeMiSS.

La presentazione del volume “Prospettive 2014”, è stato anche un momento di confronto e di discussione sulle principali questioni geopolitiche che stanno caratterizzando il nostro pianeta, individuando le linee di tendenza con cui si dovranno confrontare i decisori nazionali ed internazionali.

La presentazione si è articolata in una panoramica generale sull’anno che si è appena concluso e sugli eventi relativi ai primi mesi del 2014. Successivamente, nel vasto panorama dei mutamenti in atto, sono state analizzate alcune aree e questioni di interesse per il nostro Paese (Balcani, Iran e Africa Centrale), cogliendo gli elementi maggiormente caratterizzanti delle crisi in atto o potenziali, con una visione prospettica e pragmatica sullo sviluppo degli eventi.

Erano presenti quasi tutti i collaboratori del CeMiSS che, nel corso del 2013, hanno contribuito al monitoraggio strategico degli eventi e alla stesura del volume. All’evento hanno partecipato rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, diplomatico e militare nonché un nutrito gruppo di studiosi e ricercatori con cui il CeMiSS normalmente si confronta e collabora.

Al termine della presentazione è intervenuto il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che ha illustrato come si pone la leadership militare nel contesto attuale: “La gerarchia militare ha un senso perché noi dobbiamo, e siamo obbligati in certi casi, a richiedere al nostro personale sacrifici che altre organizzazioni non chiedono. Quindi la gerarchia militare, a prescindere dalle scelte… è fondamentale per non disperdere le responsabilità. Oggi noi, in questo paese…, vediamo una progressiva dispersione della linea chiara di responsabilità, che per noi è comando. Il comando vuol dire avere i mezzi, gli uomini, ma soprattutto sapersi assumere le responsabilità. Se questo non avviene allora è vero che bisogna cambiare la leadership. I militari sono i primi che hanno cominciato a parlare di leadership, in tempi non sospetti, in cui si parlava di managerialtà. Managerialità significa saper gestire, la leadership significa avere una visione, sapersi far seguire – e conclude dicendo che – è chiaro che se interventi legislativi, finanziari, economici portano ad annacquare il senso della gerarchia militare, le Forze Armate perdono le loro capacità fondamentali.”

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Foto: Ph. Monica Palermo


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