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Libano, team building per i Caschi Blu Italiani

Attività di formazione in metodologie esperienziali per il personale italiano della missione in Libano UNIFIL

Shama, 3 maggio 2022 – Nelle scorse settimane sono state svolte attività di formazione esperienziale (team building) a favore dei militari dell’Italian National Support Element (a cura del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”), schierati presso il contingente italiano in Libano.

L’attività è stata condotta dalla psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello (ufficiale formatore in metodologie esperienziali), ed ha visto interessate alcune specifiche componenti di supporto logistico dei Caschi Blu delle Basi Italiane di Shama e Al Mansouri.

La psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello

La formazione esperienziale è una metodologia utilizzata, tra gli altri scopi, per stimolare e consolidare capacità e attitudini necessarie al lavoro di gruppo.

Il personale coinvolto, affrontando compiti e situazioni impreviste, vive esperienze d’apprendimento emotivamente coinvolgenti ed esprime comportamenti che costituiscono, in un secondo momento, oggetto di un’attenta riflessione e di valorizzazione personale e professionale.

Con il supporto del formatore, il singolo militare e l’intero gruppo diventano maggiormente consapevoli dei miglioramenti da adottare per aumentare i propri livelli di efficienza organizzativa (performance).

Considerati gli elevati livelli di efficacia, tale metodologia di formazione viene altresì utilizzata in fase di approntamento a favore dello staff dei comandi che saranno successivamente impiegati in missioni internazionali.

Tali progetti formativi, e più in generale la policy di Forza Armata, sono curati dal personale del Dipartimento Impiego del Personale – Ufficio Orientamento e Sviluppo Professionale.

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La missione italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli’, al suo sesto mandato nella “Terra dei cedri” con i colori delle Nazioni Unite, con la responsabilità del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 Caschi blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte 1.000 militari italiani.

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Fonte e immagini: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, Caschi Blu Italiani e le Forze Armate Libanesi perfezionano la loro sinergia

I Caschi Blu del Contingente Italiano in Libano impegnati quotidianamente in collaborazione con le LAF

Tiro, 18 aprile 2022 – Pattugliamento congiunto, scorta convogli e posti di blocco; sono stati questi i temi addestrativi che hanno visto operare spalla a spalla i Caschi Blu Italiani del battaglione di manovra Italiano (ITALBATT) nel Settore Ovest di UNIFIL con le Forze Armate Libanesi (LAF) nei pressi di Tiro.

L’attività, in bianco, della durata di una settimana, ha visto i soldati italiani addestrarsi con i colleghi libanesi al fine di perfezionare cooperazione, interoperabilità e coordinamento, indispensabili per poter operare sinergicamente durante le attività giornaliere che vengono condotte all’interno dell’area di operazioni.

Il momento addestrativo si è concluso con la consegna degli attestati ai colleghi libanesi da parte del comandante di ITALBATT (su base reggimento Lagunari Serenissima), colonnello Claudio Guaschino.

L’attività congiunta (operativa e addestrativa) con le Forze Armate Libanesi è prevista dalla risoluzione dell’ONU 1701 e fa parte dei compiti assegnati ai Caschi Blu di UNIFIL con l’obiettivo di incrementare l’interoperabilità e le capacità del personale delle LAF e di UNIFIL. Tali attività sono condotte anche con pattugliamenti congiunti lungo la Blue Line (linea di demarcazione tra Libano e Israele) e nell’intera Area di Operazioni compresa tra il fiume Litani a Nord e la Blue Line a Sud.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani. 

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, i Caschi Blu italiani donano sangue per la popolazione locale

I militari italiani rispondono all’appello della Croce Rossa in Libano

Shama, 6 aprile 2022 – “Necessità improrogabile di sangue ed emoderivati per aumentarne la disponibilità negli ospedali del Libano del Sud”, questo l’appello al quale i Caschi Blu italiani hanno risposto organizzando presso la base Millevoi di Shama, sede del comando del Settore Ovest di UNIFIL, una donazione straordinaria di sangue in collaborazione con la Croce Rossa libanese.

La donazione, organizzata nel pieno rispetto delle normative contro la diffusione del Covid-19, è stata effettuata all’infermeria del contingente, dove, nelle due giornate dedicate, 130 donatori hanno risposto all’appello lanciato dalla Croce Rossa.

“Abbiamo voluto rispondere prontamente alla richiesta dalla Croce Rossa libanese, per venire incontro alla mancanza di sangue negli ospedali locali” ha detto il comandante del Sector West di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca, anch’esso tra i donatori “…soprattutto in questo periodo di Ramadan che, per diverse ragioni, vede la necessità di aumentare le scorte di sangue.” ha continuato il Comandante del Contingente Italiano.

La campagna di donazione rientra tra i tanti progetti che il Settore Ovest di UNIFIL porta avanti in tutti gli ambiti, da quello CIMIC a quello relativo alla prospettiva di genere, in supporto alla popolazione locale, come sancito della Risoluzione delle Nazioni Unite 1701.

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UNIFIL: caschi blu italiani formano alimentaristi del Libano del Sud

I Caschi Blu Italiani hanno tenuto un corso in scienze alimentari per 27 donne dell’Associazione Martire

Tiro, 31 marzo 2022 – I Caschi Blu Italiani hanno organizzato nei giorni scorsi, presso la sede della Croce Rossa Internazionale di Tiro, un corso di formazione per alimentaristi in favore di 27 donne dell’Associazione Martire tenente colonnello Sobhi Al Akoury.

Il corso è stato condotto dall’ufficiale medico veterinario del contingente italiano, con l’obbiettivo di fornire un quadro generale di tutti i principali rischi di contaminazione degli alimenti e di realizzare una formazione concreta sulle norme igienico sanitarie.

Ogni partecipante ha conseguito la formazione professionale che le consentirà di operare nel campo alimentare. Nel corso sono statti trattati argomenti inerenti: la manipolazione degli alimenti, le metodologie di conservazione, tempi di cottura, principali batteri e virus pericolosi nel campo alimentare e relativi metodi da utilizzare per controllarne lo sviluppo, nonché l’aggiornamento relativo alla normativa per la prevenzione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del contingente italiano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha voluto personalmente dare l’avvio ai lavori, sottolineando come questo tipo di iniziative siano fondamentali nel fornire strumenti e conoscenze utili alle partecipanti per sviluppi professionali e aggiornamento nello specifico settore.

L’evento, organizzato dalla consulente di genere del comandante del Settore Ovest, rientra tra i progetti della più ampia campagna orientata all’integrazione della prospettiva di genere delle Nazioni Unite, finalizzata all’abbattimento delle differenze e all’uguaglianza di genere.

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale, anche attraverso numerosi corsi di formazione a favore delle realtà pubbliche e associazionistiche del Libano del Sud.

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Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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Libano: donati presidi sanitari alle Forze Armate Libanesi

I Caschi Blu italiani della missione in Libano continuano nella loro opera di supporto attraverso i progetti di cooperazione Civile-Militare

Tiro, 16 marzo 2022 – I Caschi Blu italiani del Settore Ovest di UNIFIL, hanno condotto a Tiro una donazione di presidi sanitari (DPI) in favore dell’infermeria delle Forze Armate Libanesi (LAF) che opera a supporto dei militari e della popolazione civile locale.

La cerimonia di consegna si è svolta alla presenza del comandante del Settore Ovest di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca, e del comandante del Settore Sud Litani delle Forze Armate Libanesi, generale di brigata Maroun Kobayati.

Il generale Kobayati, nel prendere la parola, ha sottolineato il forte legame che si è instaurato tra il contingente italiano e la popolazione locale e ha ringraziato per l’aiuto che l’Italia ormai da molti anni fornisce e continua a fornire.

La donazione, coordinata dalla Cellula G9 (Cooperazione Civile e Militare) dei Caschi Blu italiani, è una delle attività previste dalla Risoluzione 1701, il supporto alla popolazione locale e alle Forze Armate Libanesi.

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative di intervento e di supporto essenziale all’ambiente civile del settore salute ed è orientato alla riduzione e al contrasto al COVID-19 attraverso il materiale reso disponibile dalla Struttura Commissariale Italiana.

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Libano, cambio di responsabilità al National Support Element, il rgt logistico “Pozzuolo del Friuli” subentra al 6° rgt logistico di supporto generale

Shama, 22 febbraio 2022 – Passaggio di autorità (transfer of autority) dell’Italian National Support Element (IT NSE) tra il 6° reggimento logistico di supporto generale di Budrio (BO) e il reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli” di Remanzacco (UD), il 20 febbraio presso la base “Millevoi”, sede del comando del Settore Ovest di UNIFIL a guida Italiana.

La cerimonia si è svolta al cospetto della Bandiera di guerra del reggimento Logistico “Pozzuolo del Friuli”, ed è stata presieduta del comandante e del Settore Ovest di UNIFIL e Joint Task Force Lebanon, generale di brigata Massimiliano Stecca.

Alla cerimonia hanno partecipato anche autorità libanesi, tra cui il sindaco di Shama Abdel Kader Safieddine e il Mukthar di Shama Issam Mossen e, presenti alla manifestazione, anche una rappresentanza di Caschi Blu del Sector West di UNIFIL.

Il colonnello Marco Ventola

Il colonnello Marco Ventola, comandante uscente, ha ringraziato i Caschi Blu italiani per il lavoro svolto a supporto del contingente italiano e per le numerose attività svolte in sei mesi di mandato; tra queste, oltre 6300 ore di lavoro delle officine (per oltre 950 ordini di lavoro) e oltre 1300 interventi nel settore manutentivo e infrastrutturale.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha ringraziato i militari che dallo scorso agosto hanno operato nei ranghi dell’IT NSE per il prezioso contributo fornito a tutte le attività, garantendo un supporto fondamentale per l’espletamento di tutti i compiti assegnati al Contingente Italiano in un momento particolarmente critico per il Libano che, oltre ad affrontare l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, si trova ad attraversare un difficile momento di crisi economica.

Il momento culmine della cerimonia è stato il passaggio del gagliardetto tra il comandante cedente e quello subentrante colonnello Enzo Dursi.

La cerimonia militare si è svolta nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del COVID-19.

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Il National Support Element è dedicato al supporto delle forze Italiane impiegate in Libano, e raggruppa tutti gli assetti necessari alla gestione delle attività nazionali da e verso la Patria, impiegando diverse unità tra le quali la Joint Multimodal Operation Unit (JMOU), il Centro di Gestione dell’Infrastruttura (IMC), un plotone del 7° reggimento Difesa chimica, batteriologica, radiologica e nucleare (CBRN), un team del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine ed una squadra del 33° reggimento guerra elettronica (EW) di Treviso.

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Joint Task Force  – Lebanon Sector West
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UNIFIL: contingente italiano a sostegno degli scout del Libano

I Caschi Blu italiani di UNIFIL conducono un’attività benefica a favore all’Associazione Scout del Sud del Libano di Tiro

Shama, 17 febbraio 2022 – Il personale di ITALBATT (il battaglione italiano del Sector West di UNIFIL), a guida 66° reggimento aeromobile di Forlì, la settimana scorsa ha consegnato, all’Associazione Scout del Sud del Libano di Tiro, materiali per il giardinaggio, l’agricoltura, per la piantumazione di agrumi e piante oltre che diversi strumenti musicali. L’attività benefica rientra nell’ambito di un progetto “Quick Impact Project” finanziato e realizzato dall’Ufficio Affari Civili del comando di UNIFIL.

La cerimonia si è svolta nella sede della scuola primaria di Tiro dove i rappresentati di UNIFIL, tenente colonnello Federico Boldrin, comandante del gruppo squadroni di ITALBATT, in rappresentanza del comandante, colonnello Marco Licari, e il referente dell’Ufficio Affari Civili di UNIFIL, Nasser Sabbah, hanno consegnato il materiale al dr. Ahemed Saleh Direttore dell’Istruzione del sud e al dr. Mohamed Fakih direttore generale dello Scout Nazionale in Libano alla presenza di una rappresentanza di scout.

La cerimonia di donazione ha avuto il suo momento principale nel taglio del nastro e si è conclusa con la piantumazione di alcune piante come simbolo di speranza per le generazioni future, eco sostenibilità e vicinanza alla popolazione locale.

Quick Impact Project sono progetti su piccola scala, di rapida attuazione e hanno lo scopo di indirizzare i beni di prima necessità alle popolazioni locali, supportando al tempo stesso le Autorità locali in stretta collaborazione con UNIFIL.
 
La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella terra dei cedri con i colori delle Nazioni Unite, ed ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Il sostegno alla popolazione e alle istituzioni locali è uno dei pilastri della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, compito fondamentale che il contingente italiano, al comando del generale di brigata Massimiliano Stecca, svolge con impegno teso anche a rinsaldare i tradizionali vincoli di amicizia che legano Libano e Italia.

I Caschi Blu italiani operano nel Libano del sud a ridosso della Blu Line (Linea Blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni.

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Libano: monsignor Santo Marcianò inaugura la prima chiesa di rito latino, intitolata a San Giovanni XXIII

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Shama (Libano), 20 marzo 2019 – Monsignor Santo Marcianò, in visita al contingente italiano in missione in Libano, ha inaugurato la prima chiesa di rito latino del Libano del Sud.

Monsignor Marcianò, accolto dal comandante della Leonte XXV, generale di brigata Diodato Abagnara, ha incontrato, durante la visita pastorale, i caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L)– Sector West (SW), del comando della missione UNIFIL e della Task Force ITALAIR, nonché il personale della MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano), recandosi personalmente nelle diverse sedi. L’alta autorità religiosa, nel suo percorso di visite, si è intrattenuto, altresì, con il generale Del Col per una office call e per la firma dell’albo d’onore della missione UNIFIL.

Nei vari incontri, ha sottolineato l’importanza del luogo di culto quale riferimento per la preghiera e la meditazione all’interno di una specifica realtà, quale quella degli uomini e delle donne di UNIFIL, a servizio quotidiano della Pace, ringraziando i peacekeepers per il lavoro svolto, nell’ottica dell’attenzione alla formazione ed al sostegno integrale sia della persona, come uomo e figlio di Dio, sia dell’operatore di pace.

Presenti alla cerimonia l’Ambasciatore d’Italia in Libano, Massimo Marotti, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, generale di divisione Stefano Del Col, il rappresentante del ministero degli Esteri della Repubblica del Libano, ambasciatore Khalil Kharam, il console onorario d’Italia a Tiro, Mr. Ahmad Seklaoui, il prefetto di Tiro, Mr. Mohammad Jaffal, il sindaco di Tiro, ing. Hassan Dbouk che ha anche conferito, precedentemente, a monsignor Marcianò, la cittadinanza onoraria dell’importantissimo capoluogo fenicio, e i sindaci delle Municipalità viciniori. Il citato conferimento riveste una notevole importanza anche perché concesso da un Sindaco musulmamo sciita ad un Vescovo Cattolico Romano.

“In occasione dell’inaugurazione, nella base UNP 2-3 di Shama, della Chiesa dedicata a Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII e annessi locali pastorali, il Santo Padre Francesco rivolge ai partecipanti il suo beneaugurante pensiero esprimendo apprezzamento per la significativa realizzazione. Egli auspica che il nuovo luogo di culto sia un costante richiamo a incontrare il Signore nell’intimità della preghiera per testimoniarlo nella vita quotidiana, diventando testimoni di pace e di fraternità. Con tali sentimenti, il Sommo Pontefice assicura un orante ricordo e volentieri invia una speciale benedizione apostolica a Vostra Eccellenza, al Generale di Brigata Abagnara, al Cappellano, ai militari ed ai presenti tutti al Sacro Rito.”

Queste le parole del Santo Padre, Papa Francesco, che sono state indirizzate, con messaggio, per il tramite di sua eminenza, il cardinale Pietro Parolin – segretario di Stato di sua Santità, all’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, Sua Eccellenza Reverendissima (S.E.R.) monsignor Santo Marcianò giunto a Shama, sede dei caschi blu italiani, in occasione della dedicazione della nuova chiesa e per una visita pastorale al contingente nazionale in missione in Libano.

Anche il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della congregazione per le chiese orientali, ha sottolineato, in un messaggio, la portata storica dell’avvenimento: “La Santa Sede ha un legame speciale con il Paese dei Cedri e la voce dei Sommi Pontefici si è levata negli ultimi decenni affinché esso possa continuare ad essere un messaggio di pace e convivenza all’interno del tanto martoriato Medio Oriente: tale esperienza è possibile certamente anche grazie alla presenza attenta e disponibile dei contingenti dell’UNIFIL, e in particolare dei militari italiani, che sempre si contraddistinguono per la professionalità del servizio e la promozione delle popolazioni locali ovunque siano inviati”.

La Santa Messa, officiata per l’occasione dall’Ordinario Militare, è stata concelebrata dal Nunzio Apostolico in Libano, S.E.R. Mons. Joseph Spiteri, dall’Arcivescovo Metropolita Greco-Melchita Cattolico S.E.R. Mons. Michael Abrass, dal reverendo padre abate Nematallah Hachem, superiore generale dell’ordine libanese maronita, dal rappresentante dell’arcivescovo ortodosso di Sidone e Tiro, reverendo Nicolas Bassil, dai cappellani militari di Sector West, da sacerdoti libanesi e, da un gruppo di sacerdoti italiani giunti con l’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP). Molto suggestivo il rito della dedicazione con l’unzione dell’altare e delle pareti della Chiesa, preceduto dalla deposizione delle reliquie dei Santi Charbel, Rafqa, Nimatullah e Beato Stefano dell’ordine libanese maronita, nel nuovo altare.

Nell’omelia, l’ordinario militare, nel sottolineare l’importanza storica “per il dono inatteso e fecondo” della consacrazione di una nuova Chiesa, ha affermato, tra l’altro, che: “Papa Giovanni ritorna in Libano da Santo e da Patrono dell’Esercito Italiano. Il Papa della pace viene in questa sua casa e vuole farci comprendere quanta responsabilità di pace sia affidata alle Forze Armate”. “E assieme a Papa Giovanni, questa Chiesa viene dedicata a Maria, Decor Carmeli. A immagine della Chiesa, Maria è casa di Dio”, ha aggiunto Sua Eccellenza Reverendissima.

Foto-ufficiale-CaSME-GenCAFarina.pngCon l’occasione, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha inviato, per la solenne dedicazione, il seguente messaggio augurale: “Nella giornata in cui si celebra la consacrazione della chiesa latina intitolata a “Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII Papa” intendo esprimere, a nome dell’Esercito Italiano e mio personale, i più sinceri e vivi sentimenti di partecipazione e gioia. Estendo con immenso piacere il saluto all’Eccellentissimo Nunzio Apostolico Mons. Joseph Spiteri e all’intera Nunziatura, a Monsignor Santo Marcianò, al Comandante della missione UNIFILe al Comandante del Sector-West, a tutti i rappresentanti e delegati religiosi, civili e militari nazionali e internazionali nonché agli uomini e alle donne delle Forze Armate che, quotidianamente, operano con costante generosità e impegno.

Oggi, siamo testimoni di un evento lieto e significativo, laddove il messaggio che si innalza è destinato a superare i confini di questi luoghi, dimostrando come solo la fratellanza tra le Nazioni e i loro popoli consenta di affrontare e vincere le impegnative sfide dei tempi moderni e così aprire la strada a un futuro di cooperazione e pace con il contingente UNIFIL, nel cui ambito è forte e sentita la partecipazione internazionale e il contributo del personale italiano. Così come forte è, in questo percorso, il messaggio di San Giovanni Papa XXIII, nostro Patrono, per la serena pace degli animi e la concordia fraterna tra i popoli.”

L’intitolazione della chiesa a “Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII Papa”, è in ragione della vicinanza geografica al Monte Carmelo, in Terra Santa, luogo delle apparizioni e rivelazioni della Vergine ed in onore del Patrono dell’Esercito Italiano, San Giovanni XXIII Papa, già in servizio durante la Grande Guerra come Soldato, Sergente di sanità e Cappellano Militare nonché, da Cardinale, Legato Pontificio di Papa Pio XII nel Paese dei Cedri.

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La nuova cappella rappresenta, oggi, l’unica Chiesa di Rito Latino, con la presenza stabile di un sacerdote cappellano militare – attualmente don Claudio Mancusi, del Libano del Sud.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: Blue Hammer 2, la prima esercitazione congiunta caschi blu italiani e forze armate libanesi

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Shama (Libano), 28 febbraio 2019 – I militari italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) hanno condotto Blue Hammer 2, esercitazione congiunta con le Forze Armate Libanesi (LAF), nel training hub di Chawakeer (Tiro).

Scopo dell’esercitazione è stato quello di incrementare il livello addestrativo e l’amalgama delle unità appartenenti alle LAF, implementare la cooperazione con le unità alle dipendenze del SW di UNIFIL e raggiungere il corretto modus operandi nella ricerca continua di un addestramento finalizzato alla piena implementazione della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Il centro addestrativo, inaugurato nel mese di febbraio e ridenominato per l’occasione training area “Garibaldi”, appartiene al 54° battaglione carri della 5ª Brigata ed ha fatto da cornice ad un’esercitazione concepita, pianificata e condotta dalle LAF, in stretto coordinamento con il Sector West (SW) di UNIFIL.  Per tale scopo e per la formazione a domicilio, nel recente periodo, l’area è stata suddivisa in cinque training box, concepiti rispettivamente per l’addestramento individuale al combattimento (AIC), il Circuito Addestrativo Ginnico Sportivo Militare (CAGSM), il Metodo di Combattimento Militare (MCM), il Close Quarter Battle (CQB) e l’addestramento a fuoco con armi portatili.

L’esercitazione si è svolta alla presenza delle più alte cariche militari e civili dell’area, tra i quali i comandanti della 5ª e 7ª vrigata delle Lebanese Armed Forces (LAF) – unità dislocate rispettivamente nel Sector West e nel Sector East di UNIFIL, del South Litani Sector (SLS) e delle LAF Intelligence, nonchè del prefetto, il sindaco ed il console onorario d’Italia della città di Tiro.

La “Blue Hammer 2” ha rappresentato la sintesi di un intenso ciclo formativo congiunto, incominciato nel novembre dello scorso anno ed è stata ideata principalmente sulla base dei corsi svolti di Study of Mission, Patrol Formation, Observation Post, Fighting In Built-Up Areas (FIBUA) e CQB. In tale contesto, circa 120 militari tra LAF e personale istruttore di ITALBATT, la Task Force di manovra a guida italiana, su base reggimento cavalleggeri “Guide” (19°), hanno dato vita alla prima esercitazione sviluppata in una base militare libanese.

Nello specifico l’attività è stata suddivisa in quattro fasi: AIC, applicazione delle tecniche di base di autodifesa e MCM; superamento di un percorso ad ostacoli (CAGSM); attività tattica di combattimento in ambiente urbano (CQB) con l’impiego di assetti Explosive Detection Dog (EDD) e di soccorso medico e l’utilizzo di sistemi di simulazione al tiro in uso all’Esercito Italiano; attività dinamica a fuoco, con munizionamento ordinario e forze avversarie rappresentate da sagome, durante la quale la Quick Reaction Force (QRF) libanese e la Battalion Mobile Reserve (BMR) di ITALBATT hanno garantito la sicurezza areale ed il supporto immediato per tutta la durata dell’intervento. 

La “Blue Hammer 2” ha costituito anche un momento d’incontro e di confronto per i comandanti delle forze di sicurezza libanesi a tutti i livelli, che hanno colto anche l’occasione per riunirsi al termine dell’attività con i comandanti di SW e di ITALBATT, al fine di definire le attività addestrative e operative future volte al raggiungimento della full operational capability delle unità delle Lebanese Armed Forces schierate nel Libano del Sud.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Missione in Libano e sport. I caschi blu italiani inaugurano impianto sportivo sul lungomare di Tiro

Taglio del nastro del Comandante della JTF-L e le Autorità locali

Shama (Libano), 17 ottobre 2017 – In questi giorni è stato inaugurato, dal contingente italiano in Libano, un complesso sportivo all’ingresso della città di Tiro.

Alla cerimonia ha presenziato il comandante della Joint Task Force – Lebanon, generale di brigata Francesco Olla, che ha tagliato il nastro che sancisce il temine dei lavori, alla presenza delle Autorità locali.

I miei auguri per tutti coloro che utilizzeranno questi impianti; per la città di Tiro, che possa gestirli al meglio; perché i ragazzi possano goderne al massimo, trascorrendo ore e ore di sano sport e di condivisione dei suoi valori.” è quanto dichiarato dal comandante del contingente italiano impiegato nella Terra dei Cedri con l’Operazione “Leonte XXII”, attualmente su base brigata “Granatieri di Sardegna”.

Il Gen.B. Fracnesco Olla riceve le chiavi della città di Tiro

In tale contesto, il sindaco di Tiro, ing. Dbouk, ha fatto dono al comandante del settore ovest delle chiavi dell’antica città fenicia e della cittadinanza onoraria, a testimonianza del forte rapporto di collaborazione maturato negli ultimi sei mesi.

Successivamente al taglio del nastro, il Comandante della JTF-L ha fatto dono al Sindaco di Tiro e al presidente della squadra del Tadamon, Società calcistica della massima serie libanese, delle magliette dell’U.S. Avellino, provenienti dalla donazione effettuata ai Caschi Blu italiani per la loro missione. Infine, ha avuto luogo una partita amichevole tra una rappresentanza di ITALBATT, l’Unità di manovra dei peacekeepers italiani, e della polizia municipale di Tiro.

Spoglio della targa inaugurale del complesso sportivo

La realizzazione dei campi da calcetto sul lungomare della città, famosa per il patrimonio storico e artistico, rientra in un più ampio progetto di qualificazione dell’area. Recentemente, infatti, la municipalità di Tiro ha inaugurato, anche alle presenza dei Caschi Blu italiani, il parco adiacente ai campi da calcetto grazie alla “Cooperazione Italiana” che opera quale Organizzazione Non Governativa (ONG) e in stretta collaborazione con l’ambasciata d’Italia in Libano, a dimostrazione della versatilità e capacità del Sistema Paese.

L’opera inaugurata, assieme a tante altre che stanno interessando i lotti dell’area, contribuisce notevolmente alla creazione di nuovi posti di lavoro grazie all’assunzione, da parte della municipalità, di personale responsabile della gestione e conservazione dei beni.

Le squadre rappresentanti i militari italiani e la polizia municipale di Tiro

L’attività rientra nei numerosi progetti sviluppati a favore della popolazione locale dal personale del CIMIC (Civil and Military Cooperation), così come previsto dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2006.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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