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Libano, il contingente italiano si addestra con le Forze Armate Libanesi

Soldati libanesi e dell’Onu si addestrano periodicamente insieme, per affinare le procedure di coordinamento e per avere un’azione congiunta più efficiente ed efficace.

Team fucileri in posizione di sicurezza

Shama, 21 ottobre 2022 – I Caschi Blu italiani della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), a poche settimane della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ne legittima la presenza in Libano, continuano senza sosta ad assicurare il controllo della vasta area di responsabilità assieme alle LAF (Lebanese Armed Forces), il cui supporto è uno dei pilastri su cui si fonda il mandato ONU nella Terra dei Cedri.

L’ultimo modulo addestrativo appena concluso, sviluppato congiuntamente con la 5^ brigata delle LAF, ha avuto per scenario l’approccio operativo nei centri abitati, con lo scopo di armonizzare le rispettive procedure tecnico-tattiche. In particolare, la progressione addestrativa ha visto, nella sua fase iniziale, approfondire le tecniche di movimento congiunto e le formazioni di una pattuglia mista, per poi focalizzare l’attenzione sulla bonifica ambientale di singoli edifici di varia conformazione e natura.

Durante tutte le fasi, sono stati simulati il ferimento di membri dei team, la loro stabilizzazione da parte di soccorritori militari e la successiva esfiltrazione su mezzi tattici. Per innalzare il livello di corrispondenza alla realtà dell’addestramento, è stato inoltre utilizzato munizionamento da simulazione ad ogiva marcante.

Cooperazione, interoperabilità e coordinamento sono i parametri fondamentali sui quali si basa la costante attività addestrativa condotta quotidianamente dai militari del battaglione di manovra italiano che opera nel settore occidentale dell’area di operazioni di UNIFIL, affidato al comando del generale di brigata Giuseppe Bertoncello, che ricopre anche il ruolo di comandante del contingente nazionale.

Il comando a guida italiana del Settore Occidentale di UNIFIL, per l’addestramento congiunto con le Forze Armate libanesi, mette periodicamente in campo ufficiali esperti nel campo della pianificazione operativa e addestrativa, organizzando con istruttori del 5° reggimento Fanteria Aosta di Messina e del reggimento Lancieri di Aosta (6°) di Palermo intense attività addestrative nel comprensorio del poligono di Chewakeer, nei pressi dell’antica città fenicia di Tiro.

Questo ha consentito nel tempo una vera e propria amalgama tra peacekeeper di UNIFIL e LAF, garantendo così un accrescimento del reciproco supporto, una maggiore conoscenza, una migliore cooperazione e coordinazione, ai fini di un più efficiente ed efficace impiego delle rispettive risorse e dello strumento operativo.

Team fucilieri italiani e LAF in addestramento congiunto

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La missione italiana in Libano a guida brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. 

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: gara podistica di solidarietà per il contingente italiano

I Caschi Blu del Contingente italiano in Libano promuovono mensilmente un evento sportivo per supportare la popolazione libanese

Shama (Libano), 19 ottobre 2022 – Oltre 500 CaschiBlu della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), che operano nella base di Shama, dove ha sede il comando del Settore Ovest della missione delle Nazioni Unite in Libano, hanno partecipato alla gara podistica di solidarietà denominata Sector West Monthly Run. L’attività, promossa dal comandante del contingente nazionale e comandante del Settore Ovest generale di brigata Giuseppe Bertoncello, ha suggellato ancora una volta il forte legame che lega i peacekeeper italiani e di altre nazioni alla Terra dei Cedri.

Questa manifestazione, non agonistica, ha visto la partecipazione dei militari di diverse nazionalità per suggellare un momento di solidarietà a favore delle fasce sociali più bisognose. Infatti, grazie a questa iniziativa, sono stati donati kit scolastici ad alcune scuole elementari di tre villaggi delle zone più disagiate dell’area di responsabilità a guida italiana.

Le donazioni di questa attività, coordinate dagli specialisti del Multinational Cimic Groupdi Motta di Livenza (TV), si inquadrano nell’ambito dei progetti ad impatto immediato, attività svolte a favore della popolazione locale per soddisfare tempestivamente esigenze che vengono palesate dalle autorità del posto, ovvero analizzate dagli specialisti della cooperazione civile-militare.

Il loro obiettivo è quello di colmare gap capacitivi, sociali o di genere al fine di supportare le fasce della popolazione che ne hanno maggiore bisogno e, contestualmente, per avere un riscontro positivo in termini di gradimento della presenza degli operatori di pace sul territorio.

Nei prossimi mesi, con analoghe attività sportive e il coinvolgimento di tutti gli altri battaglioni multinazionali, si supporteranno altre esigenze prospettate dai sindaci delle municipalità del Libano del Sud, nel corso dei numerosi incontri con il comandante del contingente.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: i Caschi Blu italiani sostengono la Croce Rossa libanese con attrezzature ospedaliere

Consegnate attrezzature ospedaliere acquistate con il contributo di donatori italiani e visitati da medici militari italiani pazienti libanesi

Donazione alla Croce Rossa libanese

Tiro, 12 ottobre 2022 – Il contingente italiano in Libano ancora una volta contribuisce, con la sua attività, al supporto sanitario che porta avanti da tempo a favore della popolazione locale.

La Croce Rossa Italiana, l’Associazione per l’Assistenza Spirituale alle Forze Armate e l’Unione Nazionale Sottufficiali d’Italia – grazie al contributo di alcuni donatori nazionali – hanno consegnato alla Croce Rossa libanese della sede di Tiro letti da ospedale, carrozzine ad auto spinta e da transito, oltre ad un ingente quantitativo di dispositivi sanitari di protezione individuale.

Queste donazioni sono state coordinate dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadrano nell’ambito di intervento per il supporto essenziale all’ambiente civile nel settore salute, costituendo un ulteriore aiuto per il contrasto alla pandemia da Covid-19 che da tempo l’Italia e UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon) conducono per arginare il Coronavirus. 

Nel corso della cerimonia di consegna, presente anche il sindaco di Tiro Hassan Dbouk, la direttrice del presidio sanitario Aousayan Siklawi Ajami ha indirizzato parole di ringraziamento e di profonda amicizia al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente Italiano e del Settore Ovest della missione UNIFIL.

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I rapporti tra Caschi Blu italiani e Croce Rossa libanese sono consolidati ormai da molto tempo e costituiscono uno dei pilastri del proprio mandato stabiliti dalla risoluzione n. 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite, a supporto della popolazione libanese. 

Tra le attività più richieste, condotte in collaborazione con la Croce Rossa di Tiro, vi è il prelievo di sacche di sangue donate dai militari che consente, periodicamente, di far fronte alle richieste per mantenere inalterate e reintegrare le riserve delle banche del sangue degli ospedali locali.

La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo. 

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, il contingente italiano porta a termine progetto CIMIC, ristrutturata la sede comunale di Al Boustan

Ultimato il progetto CIMIC di rifacimento della sede comunale alla municipalità di Al Boustan nel Libano del Sud

Il generale Bertoncello e il sindaco di Al Boustan inaugurano la sede comunale

Libano del sud, 23 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano che opera in Libano sotto l’egida della Nazioni Unite, attualmente su base Brigata Aosta, hanno ultimato il progetto di rifacimento della sede comunale della municipalità di Al Boustan, cittadina a sud del Paese.

La donazione, pianificata e condotta in tutte le fasi di esecuzione, dalla progettazione alla realizzazione finale, è stata coordinata dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadra nell’ambito di intervento dei progetti di cooperazione civile e militare per l’amministrazione civile.

Grazie al contributo della prestazione professionale di architetti libanesi e all’apporto di manodopera locale si è cercato di dare ulteriore incentivo all’economia di un’area in difficoltà per la persistente crisi economica che attanaglia da due anni la Terra dei Cedri.

A margine della cerimonia di completamento dei lavori di ristrutturazione degli uffici e dell’intera facciata del palazzo cittadino, il sindaco di Al Boustan, Adnan Al Ahmad ha espresso la sua gratitudine personale e quella dell’intera comunità al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del settore occidentale della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) e del contingente nazionale, il quale ha rimarcato la continua opera di vicinanza dell’Italia e dei peacekeeper dell’Onu a supporto delle istituzioni del Paese.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il pattugliamento dei Caschi Blu è anche Market Walk

In Libano i Caschi Blu di UNIFIL controllano il territorio anche con lo strumento della Market Walk e della Community Engagement Walk

Market Walk nei villaggi del Libano del Sud

Libano del sud, 15 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano di UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon), attualmente su base Brigata Aosta, hanno avviato già dal 2014 un programma di Market Walk, cioè pattugliamenti a piedi nei luoghi di mercato, all’interno dei villaggi situati nell’area di operazioni del Libano del Sud.

L’attività consiste nell’assicurare la presenza e la circolazione di personale militare dell’ONU nelle strade principali dei villaggi, nei mercati e nei maggiori centri di aggregazione, al fine di aumentare la percezione di sicurezza per la popolazione e avvicinare la componente militare alle comunità locali.

Già dalle prime esperienze di Market Walk, i riscontri avuti dalla popolazione sono stati molto positivi, facendo percepire la presenza dei militari, in generale, in modo diverso.

Il programma delle Market Walk rientra nell’ambito delle attività di assistenza alla popolazione libanese, che è uno dei compiti principali stabiliti dalla risoluzione n. 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e al supporto alle Forze Armate libanesi.

Si tratta di un’attività operativa a tutti gli effetti che concorre, assieme alle cosiddette pattuglie classiche motorizzate ed appiedate, a garantire presenza e sorveglianza sul territorio. Di più, esse permettono una relazione interpersonale con la popolazione, permettendo di ottenere da essa input per comprenderne più a fondo le esigenze. A questo, nel tempo, si sono aggiunte le LAF (Lebanese Armed Forces) che, oltre a garantire un’idonea cornice di sicurezza ai peacekeeper di UNIFIL, ha consentito anche ad esse di immergersi ancor di più nel tessuto sociale.

Nel tempo, a questa tipologia di pattugliamento, si sono affiancate le Community Engagement Walk, attività svolte da personale militare specializzato nell’ingaggio della popolazione civile, con lo scopo di far comprendere alla comunità in cui essi operano quali siano gli scopi e i pilastri della missione che conducono per conto della Nazioni Unite, nonché quello di comprendere e analizzare a loro volta come la popolazione percepisca la presenza degli operatori di pace sul territorio.

I Baschi Blu italiani interagiscono con la popolazione libanese

Inoltre, nel corso di queste attività vengono effettuati acquisti dai soldati, utili a muovere la micro economia locale, il cui beneficio viene avvertito soprattutto nelle aree rurali meno sviluppate commercialmente. 

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la panificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement). Di questi ultimi, da inizio anno ne sono stati condotti circa 200 nell’area di responsabilità a guida Brigata Aosta.

Per quanto concerne le relazioni con la popolazione, un altro tassello importante è costituito dalla forte presenza di personale femminile tra i militari delle Market Walk e delle Community Engagement Walk che facilita la possibilità di raggiungere le fasce della popolazione più restie ad avere contatti con i Caschi Blu di UNIFIL, quali donne, anziani e bambini, garantendo una migliore valutazione dei bisogni e delle richieste da parte delle autorità locali, in aderenza anche a quanto stabilito dalle risoluzioni n. 1325 del 2000 e n. 2242 del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevedono di assicurare una partecipazione significativa delle donne in tutti gli aspetti delle operazioni, nonché di aumentarne il numero. 

Peacekeeper italiani incontrano le autorità della municipalità di Ain Ibil

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


UNIFIL, incessante l’attività dei caschi blu italiani nel controllo della Blu Line tra Libano e Israele a tutela della popolazione

Pattugliamento appiedato sulla Blue Line

Shama, 10 settembre 2022 – I Caschi Blu italiani della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon), a pochi giorni dal rinnovo della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ne legittima la presenza in Libano, continuano senza sosta, ad assicurare il controllo della propria area di responsabilità. In particolare i militari della Joint Task Force Lebanon, su base Brigata Aosta, hanno assunto il comando del Settore Ovest della missione da circa un mese e ad oggi hanno già effettuato oltre 7.000 attività di monitoraggio della linea di demarcazione (Blue Line) e del settore assegnato dalla missione, di cui oltre 1.500 condotte dalla componente di manovra italiana, contribuendo non solo alla stabilità dell’area, ma soprattutto a dare impulso all’incremento della percezione di sicurezza da parte della popolazione locale che, grazie alle oltre 750 pattuglie effettuate in concorso con le LAF (Lebanese Armed Forces), ripone piena fiducia nelle proprie istituzioni e nella missione UNIFIL.

  • 7.000 attività di monitoraggio della linea di demarcazione (Blue Line)
  • 1.500 attività condotte dalla componente di manovra italiana
  • 750 pattuglie effettuate in concorso con le LAF

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la pianificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement).

La Blue Line rappresenta quella linea pratica di demarcazione, lunga 120 chilometri di cui 60 nell’area della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) – Sector West, che separa il Libano da Israele e che, convenzionalmente, permette l’identificazione di violazioni accidentali tra le parti.

La Task Force di manovra a guida italiana (Italbatt), su base reggimento 5˚ reggimento fanteria Aosta di Messina con il gruppo squadroni del reggimento Lancieri d’Aosta (6°) di Palermo, il battaglione logistico del reggimento logistico Aosta, una compagnia del 4° reggimento genio guastatori di anch’essi di Palermo, unitamente a personale specialistico del 28˚ reggimento Pavia di Pesaro, del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (PN) e delle Forze Armate della Repubblica di Serbia, assicura, quotidianamente, sulla base della risoluzione n. 1701 del 2006 delle Nazioni Unite, il monitoraggio della cessazione delle ostilità, favorendo il mantenimento della stabilità nell’area di interesse, in un contesto in cui l’equilibrio si coniuga con l’operato imparziale e trasparente dei peacekeeper del contingente italiano. 

La missione italiana in Libano a guida Brigata meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani. Negli ultimi giorni la Moldavia si è aggiunta tra i paesi che contribuiscono allo staff del comando.

Il pattugliamento del tratto della Blue Line che insiste nell’area di Italbatt, insieme al contributo ghanese (Ghanbatt), irlandese e polacco (Irishpolbatt) nelle rispettive zone di pertinenza sotto il comando italiano, costituisce l’asse portante della stabilità del settore. 

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, team building per i Caschi Blu Italiani

Attività di formazione in metodologie esperienziali per il personale italiano della missione in Libano UNIFIL

Shama, 3 maggio 2022 – Nelle scorse settimane sono state svolte attività di formazione esperienziale (team building) a favore dei militari dell’Italian National Support Element (a cura del reggimento logistico “Pozzuolo del Friuli”), schierati presso il contingente italiano in Libano.

L’attività è stata condotta dalla psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello (ufficiale formatore in metodologie esperienziali), ed ha visto interessate alcune specifiche componenti di supporto logistico dei Caschi Blu delle Basi Italiane di Shama e Al Mansouri.

La psicologa del contingente, tenente Jessica Busenello

La formazione esperienziale è una metodologia utilizzata, tra gli altri scopi, per stimolare e consolidare capacità e attitudini necessarie al lavoro di gruppo.

Il personale coinvolto, affrontando compiti e situazioni impreviste, vive esperienze d’apprendimento emotivamente coinvolgenti ed esprime comportamenti che costituiscono, in un secondo momento, oggetto di un’attenta riflessione e di valorizzazione personale e professionale.

Con il supporto del formatore, il singolo militare e l’intero gruppo diventano maggiormente consapevoli dei miglioramenti da adottare per aumentare i propri livelli di efficienza organizzativa (performance).

Considerati gli elevati livelli di efficacia, tale metodologia di formazione viene altresì utilizzata in fase di approntamento a favore dello staff dei comandi che saranno successivamente impiegati in missioni internazionali.

Tali progetti formativi, e più in generale la policy di Forza Armata, sono curati dal personale del Dipartimento Impiego del Personale – Ufficio Orientamento e Sviluppo Professionale.

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La missione italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli’, al suo sesto mandato nella “Terra dei cedri” con i colori delle Nazioni Unite, con la responsabilità del settore Ovest di Unifil in cui operano 3.800 Caschi blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte 1.000 militari italiani.

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Fonte e immagini: Contingente Italiano
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, Caschi Blu Italiani e le Forze Armate Libanesi perfezionano la loro sinergia

I Caschi Blu del Contingente Italiano in Libano impegnati quotidianamente in collaborazione con le LAF

Tiro, 18 aprile 2022 – Pattugliamento congiunto, scorta convogli e posti di blocco; sono stati questi i temi addestrativi che hanno visto operare spalla a spalla i Caschi Blu Italiani del battaglione di manovra Italiano (ITALBATT) nel Settore Ovest di UNIFIL con le Forze Armate Libanesi (LAF) nei pressi di Tiro.

L’attività, in bianco, della durata di una settimana, ha visto i soldati italiani addestrarsi con i colleghi libanesi al fine di perfezionare cooperazione, interoperabilità e coordinamento, indispensabili per poter operare sinergicamente durante le attività giornaliere che vengono condotte all’interno dell’area di operazioni.

Il momento addestrativo si è concluso con la consegna degli attestati ai colleghi libanesi da parte del comandante di ITALBATT (su base reggimento Lagunari Serenissima), colonnello Claudio Guaschino.

L’attività congiunta (operativa e addestrativa) con le Forze Armate Libanesi è prevista dalla risoluzione dell’ONU 1701 e fa parte dei compiti assegnati ai Caschi Blu di UNIFIL con l’obiettivo di incrementare l’interoperabilità e le capacità del personale delle LAF e di UNIFIL. Tali attività sono condotte anche con pattugliamenti congiunti lungo la Blue Line (linea di demarcazione tra Libano e Israele) e nell’intera Area di Operazioni compresa tra il fiume Litani a Nord e la Blue Line a Sud.

La missione Italiana in Libano è attualmente a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani. 

I Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale.

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Libano, i Caschi Blu italiani donano sangue per la popolazione locale

I militari italiani rispondono all’appello della Croce Rossa in Libano

Shama, 6 aprile 2022 – “Necessità improrogabile di sangue ed emoderivati per aumentarne la disponibilità negli ospedali del Libano del Sud”, questo l’appello al quale i Caschi Blu italiani hanno risposto organizzando presso la base Millevoi di Shama, sede del comando del Settore Ovest di UNIFIL, una donazione straordinaria di sangue in collaborazione con la Croce Rossa libanese.

La donazione, organizzata nel pieno rispetto delle normative contro la diffusione del Covid-19, è stata effettuata all’infermeria del contingente, dove, nelle due giornate dedicate, 130 donatori hanno risposto all’appello lanciato dalla Croce Rossa.

“Abbiamo voluto rispondere prontamente alla richiesta dalla Croce Rossa libanese, per venire incontro alla mancanza di sangue negli ospedali locali” ha detto il comandante del Sector West di UNIFIL, generale di brigata Massimiliano Stecca, anch’esso tra i donatori “…soprattutto in questo periodo di Ramadan che, per diverse ragioni, vede la necessità di aumentare le scorte di sangue.” ha continuato il Comandante del Contingente Italiano.

La campagna di donazione rientra tra i tanti progetti che il Settore Ovest di UNIFIL porta avanti in tutti gli ambiti, da quello CIMIC a quello relativo alla prospettiva di genere, in supporto alla popolazione locale, come sancito della Risoluzione delle Nazioni Unite 1701.

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Contingente Italiano
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UNIFIL: caschi blu italiani formano alimentaristi del Libano del Sud

I Caschi Blu Italiani hanno tenuto un corso in scienze alimentari per 27 donne dell’Associazione Martire

Tiro, 31 marzo 2022 – I Caschi Blu Italiani hanno organizzato nei giorni scorsi, presso la sede della Croce Rossa Internazionale di Tiro, un corso di formazione per alimentaristi in favore di 27 donne dell’Associazione Martire tenente colonnello Sobhi Al Akoury.

Il corso è stato condotto dall’ufficiale medico veterinario del contingente italiano, con l’obbiettivo di fornire un quadro generale di tutti i principali rischi di contaminazione degli alimenti e di realizzare una formazione concreta sulle norme igienico sanitarie.

Ogni partecipante ha conseguito la formazione professionale che le consentirà di operare nel campo alimentare. Nel corso sono statti trattati argomenti inerenti: la manipolazione degli alimenti, le metodologie di conservazione, tempi di cottura, principali batteri e virus pericolosi nel campo alimentare e relativi metodi da utilizzare per controllarne lo sviluppo, nonché l’aggiornamento relativo alla normativa per la prevenzione del Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Il comandante del Settore Ovest di UNIFIL e del contingente italiano, generale di brigata Massimiliano Stecca, ha voluto personalmente dare l’avvio ai lavori, sottolineando come questo tipo di iniziative siano fondamentali nel fornire strumenti e conoscenze utili alle partecipanti per sviluppi professionali e aggiornamento nello specifico settore.

L’evento, organizzato dalla consulente di genere del comandante del Settore Ovest, rientra tra i progetti della più ampia campagna orientata all’integrazione della prospettiva di genere delle Nazioni Unite, finalizzata all’abbattimento delle differenze e all’uguaglianza di genere.

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La missione Italiana in Libano è attualmente a guida Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, al suo sesto mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, e ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 46 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Caschi Blu italiani operano nel Libano con imparzialità e trasparenza, a ridosso della Blue Line (linea blu), linea di demarcazione con Israele, per garantire la stabilità nell’area da oltre 15 anni, monitorando la cessazione delle ostilità, assistendo e supportando le Forze Armate Libanesi (LAF) e fornendo supporto alla popolazione locale, anche attraverso numerosi corsi di formazione a favore delle realtà pubbliche e associazionistiche del Libano del Sud.

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