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Libano: monsignor Santo Marcianò inaugura la prima chiesa di rito latino, intitolata a San Giovanni XXIII

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Shama (Libano), 20 marzo 2019 – Monsignor Santo Marcianò, in visita al contingente italiano in missione in Libano, ha inaugurato la prima chiesa di rito latino del Libano del Sud.

Monsignor Marcianò, accolto dal comandante della Leonte XXV, generale di brigata Diodato Abagnara, ha incontrato, durante la visita pastorale, i caschi blu italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L)– Sector West (SW), del comando della missione UNIFIL e della Task Force ITALAIR, nonché il personale della MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano), recandosi personalmente nelle diverse sedi. L’alta autorità religiosa, nel suo percorso di visite, si è intrattenuto, altresì, con il generale Del Col per una office call e per la firma dell’albo d’onore della missione UNIFIL.

Nei vari incontri, ha sottolineato l’importanza del luogo di culto quale riferimento per la preghiera e la meditazione all’interno di una specifica realtà, quale quella degli uomini e delle donne di UNIFIL, a servizio quotidiano della Pace, ringraziando i peacekeepers per il lavoro svolto, nell’ottica dell’attenzione alla formazione ed al sostegno integrale sia della persona, come uomo e figlio di Dio, sia dell’operatore di pace.

Presenti alla cerimonia l’Ambasciatore d’Italia in Libano, Massimo Marotti, l’Head of Mission e Force Commander di UNIFIL, generale di divisione Stefano Del Col, il rappresentante del ministero degli Esteri della Repubblica del Libano, ambasciatore Khalil Kharam, il console onorario d’Italia a Tiro, Mr. Ahmad Seklaoui, il prefetto di Tiro, Mr. Mohammad Jaffal, il sindaco di Tiro, ing. Hassan Dbouk che ha anche conferito, precedentemente, a monsignor Marcianò, la cittadinanza onoraria dell’importantissimo capoluogo fenicio, e i sindaci delle Municipalità viciniori. Il citato conferimento riveste una notevole importanza anche perché concesso da un Sindaco musulmamo sciita ad un Vescovo Cattolico Romano.

“In occasione dell’inaugurazione, nella base UNP 2-3 di Shama, della Chiesa dedicata a Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII e annessi locali pastorali, il Santo Padre Francesco rivolge ai partecipanti il suo beneaugurante pensiero esprimendo apprezzamento per la significativa realizzazione. Egli auspica che il nuovo luogo di culto sia un costante richiamo a incontrare il Signore nell’intimità della preghiera per testimoniarlo nella vita quotidiana, diventando testimoni di pace e di fraternità. Con tali sentimenti, il Sommo Pontefice assicura un orante ricordo e volentieri invia una speciale benedizione apostolica a Vostra Eccellenza, al Generale di Brigata Abagnara, al Cappellano, ai militari ed ai presenti tutti al Sacro Rito.”

Queste le parole del Santo Padre, Papa Francesco, che sono state indirizzate, con messaggio, per il tramite di sua eminenza, il cardinale Pietro Parolin – segretario di Stato di sua Santità, all’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, Sua Eccellenza Reverendissima (S.E.R.) monsignor Santo Marcianò giunto a Shama, sede dei caschi blu italiani, in occasione della dedicazione della nuova chiesa e per una visita pastorale al contingente nazionale in missione in Libano.

Anche il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della congregazione per le chiese orientali, ha sottolineato, in un messaggio, la portata storica dell’avvenimento: “La Santa Sede ha un legame speciale con il Paese dei Cedri e la voce dei Sommi Pontefici si è levata negli ultimi decenni affinché esso possa continuare ad essere un messaggio di pace e convivenza all’interno del tanto martoriato Medio Oriente: tale esperienza è possibile certamente anche grazie alla presenza attenta e disponibile dei contingenti dell’UNIFIL, e in particolare dei militari italiani, che sempre si contraddistinguono per la professionalità del servizio e la promozione delle popolazioni locali ovunque siano inviati”.

La Santa Messa, officiata per l’occasione dall’Ordinario Militare, è stata concelebrata dal Nunzio Apostolico in Libano, S.E.R. Mons. Joseph Spiteri, dall’Arcivescovo Metropolita Greco-Melchita Cattolico S.E.R. Mons. Michael Abrass, dal reverendo padre abate Nematallah Hachem, superiore generale dell’ordine libanese maronita, dal rappresentante dell’arcivescovo ortodosso di Sidone e Tiro, reverendo Nicolas Bassil, dai cappellani militari di Sector West, da sacerdoti libanesi e, da un gruppo di sacerdoti italiani giunti con l’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP). Molto suggestivo il rito della dedicazione con l’unzione dell’altare e delle pareti della Chiesa, preceduto dalla deposizione delle reliquie dei Santi Charbel, Rafqa, Nimatullah e Beato Stefano dell’ordine libanese maronita, nel nuovo altare.

Nell’omelia, l’ordinario militare, nel sottolineare l’importanza storica “per il dono inatteso e fecondo” della consacrazione di una nuova Chiesa, ha affermato, tra l’altro, che: “Papa Giovanni ritorna in Libano da Santo e da Patrono dell’Esercito Italiano. Il Papa della pace viene in questa sua casa e vuole farci comprendere quanta responsabilità di pace sia affidata alle Forze Armate”. “E assieme a Papa Giovanni, questa Chiesa viene dedicata a Maria, Decor Carmeli. A immagine della Chiesa, Maria è casa di Dio”, ha aggiunto Sua Eccellenza Reverendissima.

Foto-ufficiale-CaSME-GenCAFarina.pngCon l’occasione, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha inviato, per la solenne dedicazione, il seguente messaggio augurale: “Nella giornata in cui si celebra la consacrazione della chiesa latina intitolata a “Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII Papa” intendo esprimere, a nome dell’Esercito Italiano e mio personale, i più sinceri e vivi sentimenti di partecipazione e gioia. Estendo con immenso piacere il saluto all’Eccellentissimo Nunzio Apostolico Mons. Joseph Spiteri e all’intera Nunziatura, a Monsignor Santo Marcianò, al Comandante della missione UNIFILe al Comandante del Sector-West, a tutti i rappresentanti e delegati religiosi, civili e militari nazionali e internazionali nonché agli uomini e alle donne delle Forze Armate che, quotidianamente, operano con costante generosità e impegno.

Oggi, siamo testimoni di un evento lieto e significativo, laddove il messaggio che si innalza è destinato a superare i confini di questi luoghi, dimostrando come solo la fratellanza tra le Nazioni e i loro popoli consenta di affrontare e vincere le impegnative sfide dei tempi moderni e così aprire la strada a un futuro di cooperazione e pace con il contingente UNIFIL, nel cui ambito è forte e sentita la partecipazione internazionale e il contributo del personale italiano. Così come forte è, in questo percorso, il messaggio di San Giovanni Papa XXIII, nostro Patrono, per la serena pace degli animi e la concordia fraterna tra i popoli.”

L’intitolazione della chiesa a “Maria Decor Carmeli e San Giovanni XXIII Papa”, è in ragione della vicinanza geografica al Monte Carmelo, in Terra Santa, luogo delle apparizioni e rivelazioni della Vergine ed in onore del Patrono dell’Esercito Italiano, San Giovanni XXIII Papa, già in servizio durante la Grande Guerra come Soldato, Sergente di sanità e Cappellano Militare nonché, da Cardinale, Legato Pontificio di Papa Pio XII nel Paese dei Cedri.

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La nuova cappella rappresenta, oggi, l’unica Chiesa di Rito Latino, con la presenza stabile di un sacerdote cappellano militare – attualmente don Claudio Mancusi, del Libano del Sud.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Libano: Blue Hammer 2, la prima esercitazione congiunta caschi blu italiani e forze armate libanesi

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Shama (Libano), 28 febbraio 2019 – I militari italiani della Joint Task Force Lebanon (JTF-L) hanno condotto Blue Hammer 2, esercitazione congiunta con le Forze Armate Libanesi (LAF), nel training hub di Chawakeer (Tiro).

Scopo dell’esercitazione è stato quello di incrementare il livello addestrativo e l’amalgama delle unità appartenenti alle LAF, implementare la cooperazione con le unità alle dipendenze del SW di UNIFIL e raggiungere il corretto modus operandi nella ricerca continua di un addestramento finalizzato alla piena implementazione della risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Il centro addestrativo, inaugurato nel mese di febbraio e ridenominato per l’occasione training area “Garibaldi”, appartiene al 54° battaglione carri della 5ª Brigata ed ha fatto da cornice ad un’esercitazione concepita, pianificata e condotta dalle LAF, in stretto coordinamento con il Sector West (SW) di UNIFIL.  Per tale scopo e per la formazione a domicilio, nel recente periodo, l’area è stata suddivisa in cinque training box, concepiti rispettivamente per l’addestramento individuale al combattimento (AIC), il Circuito Addestrativo Ginnico Sportivo Militare (CAGSM), il Metodo di Combattimento Militare (MCM), il Close Quarter Battle (CQB) e l’addestramento a fuoco con armi portatili.

L’esercitazione si è svolta alla presenza delle più alte cariche militari e civili dell’area, tra i quali i comandanti della 5ª e 7ª vrigata delle Lebanese Armed Forces (LAF) – unità dislocate rispettivamente nel Sector West e nel Sector East di UNIFIL, del South Litani Sector (SLS) e delle LAF Intelligence, nonchè del prefetto, il sindaco ed il console onorario d’Italia della città di Tiro.

La “Blue Hammer 2” ha rappresentato la sintesi di un intenso ciclo formativo congiunto, incominciato nel novembre dello scorso anno ed è stata ideata principalmente sulla base dei corsi svolti di Study of Mission, Patrol Formation, Observation Post, Fighting In Built-Up Areas (FIBUA) e CQB. In tale contesto, circa 120 militari tra LAF e personale istruttore di ITALBATT, la Task Force di manovra a guida italiana, su base reggimento cavalleggeri “Guide” (19°), hanno dato vita alla prima esercitazione sviluppata in una base militare libanese.

Nello specifico l’attività è stata suddivisa in quattro fasi: AIC, applicazione delle tecniche di base di autodifesa e MCM; superamento di un percorso ad ostacoli (CAGSM); attività tattica di combattimento in ambiente urbano (CQB) con l’impiego di assetti Explosive Detection Dog (EDD) e di soccorso medico e l’utilizzo di sistemi di simulazione al tiro in uso all’Esercito Italiano; attività dinamica a fuoco, con munizionamento ordinario e forze avversarie rappresentate da sagome, durante la quale la Quick Reaction Force (QRF) libanese e la Battalion Mobile Reserve (BMR) di ITALBATT hanno garantito la sicurezza areale ed il supporto immediato per tutta la durata dell’intervento. 

La “Blue Hammer 2” ha costituito anche un momento d’incontro e di confronto per i comandanti delle forze di sicurezza libanesi a tutti i livelli, che hanno colto anche l’occasione per riunirsi al termine dell’attività con i comandanti di SW e di ITALBATT, al fine di definire le attività addestrative e operative future volte al raggiungimento della full operational capability delle unità delle Lebanese Armed Forces schierate nel Libano del Sud.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Missione in Libano e sport. I caschi blu italiani inaugurano impianto sportivo sul lungomare di Tiro

Taglio del nastro del Comandante della JTF-L e le Autorità locali

Shama (Libano), 17 ottobre 2017 – In questi giorni è stato inaugurato, dal contingente italiano in Libano, un complesso sportivo all’ingresso della città di Tiro.

Alla cerimonia ha presenziato il comandante della Joint Task Force – Lebanon, generale di brigata Francesco Olla, che ha tagliato il nastro che sancisce il temine dei lavori, alla presenza delle Autorità locali.

I miei auguri per tutti coloro che utilizzeranno questi impianti; per la città di Tiro, che possa gestirli al meglio; perché i ragazzi possano goderne al massimo, trascorrendo ore e ore di sano sport e di condivisione dei suoi valori.” è quanto dichiarato dal comandante del contingente italiano impiegato nella Terra dei Cedri con l’Operazione “Leonte XXII”, attualmente su base brigata “Granatieri di Sardegna”.

Il Gen.B. Fracnesco Olla riceve le chiavi della città di Tiro

In tale contesto, il sindaco di Tiro, ing. Dbouk, ha fatto dono al comandante del settore ovest delle chiavi dell’antica città fenicia e della cittadinanza onoraria, a testimonianza del forte rapporto di collaborazione maturato negli ultimi sei mesi.

Successivamente al taglio del nastro, il Comandante della JTF-L ha fatto dono al Sindaco di Tiro e al presidente della squadra del Tadamon, Società calcistica della massima serie libanese, delle magliette dell’U.S. Avellino, provenienti dalla donazione effettuata ai Caschi Blu italiani per la loro missione. Infine, ha avuto luogo una partita amichevole tra una rappresentanza di ITALBATT, l’Unità di manovra dei peacekeepers italiani, e della polizia municipale di Tiro.

Spoglio della targa inaugurale del complesso sportivo

La realizzazione dei campi da calcetto sul lungomare della città, famosa per il patrimonio storico e artistico, rientra in un più ampio progetto di qualificazione dell’area. Recentemente, infatti, la municipalità di Tiro ha inaugurato, anche alle presenza dei Caschi Blu italiani, il parco adiacente ai campi da calcetto grazie alla “Cooperazione Italiana” che opera quale Organizzazione Non Governativa (ONG) e in stretta collaborazione con l’ambasciata d’Italia in Libano, a dimostrazione della versatilità e capacità del Sistema Paese.

L’opera inaugurata, assieme a tante altre che stanno interessando i lotti dell’area, contribuisce notevolmente alla creazione di nuovi posti di lavoro grazie all’assunzione, da parte della municipalità, di personale responsabile della gestione e conservazione dei beni.

Le squadre rappresentanti i militari italiani e la polizia municipale di Tiro

L’attività rientra nei numerosi progetti sviluppati a favore della popolazione locale dal personale del CIMIC (Civil and Military Cooperation), così come previsto dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 2006.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Caschi Blu in Libano: terminato il Fire Observation Course per gli ufficiali delle Forze Armate Libanesi (video)

Gli istruttori di Osservazione del Fuoco spiegano l'esercizio da effettuare

Shama (Libano) 25 settembre 2017 –  È terminato ieri il Fire Obervation Course a favore delle Lebanese Armed Forces (LAF), condotto dal contingente italiano in Libano e che ha visto un’esercitazione finale nell’area addestrativa vicina alla base “Millevoi” di Shama.

Il corso si prefissava lo scopo di insegnare ai giovani ufficiali delle LAF le tecniche di osservazione e gestione del fuoco durante le operazioni condotte con le armi a tiro indiretto, in particolare con i mortai pesanti. La complessità del corso e il livello di difficoltà hanno consentito la partecipazione di solo un esiguo numero di ufficiali delle LAF che, in base al concetto di “train the trainer”, svilupperanno, a loro volta, l’addestramento dei militari di stanza nei reparti schierati nel sud del Libano.

L'Osservazione del Fuoco durante i le attivita' con tiro indiretto

L’attività formativa, della durata di due settimane, è stata sviluppata dal personale istruttore di ITALBATT, l’unità di manovra del contingente italiano in Libano, oggi su base Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°).

L’addestramento delle LAF dislocate nel sud del Libano è uno dei più importanti target previsti dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato, nonché al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse dalle unità della Civil and Military Cooperation (CIMIC).

La Task Force “Montebello”, che compone ITALBATT con un battle group di “Lancieri” e uno di “Granatieri”, ha effettuato decine di corsi a favore delle LAF della 5^Brigata libanese, in particolare nelle attività tattiche connesse al controllo del territorio, forti dell’esperienza maturata nelle precedenti operazioni di homeland security in occasione del “Giubileo straordinario della misericordia” in Roma.

tecniche di osservazione e gestione del fuoco

I reparti di manovra schierati in Libano, su base brigata “Granatieri di Sardegna”, prima di essere impiegati quali peacekeepers con l’operazione “Leonte XXII”, sono stati per tre anni in prima linea a supporto della Forze di Polizia con l’operazione “Strade Sicure”, a dimostrazione della grande versatilità delle Forze Armate italiane.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: gemellaggio tra caschi blu della specialità Granatieri, per celebrare la battaglia dell’Assietta

I Granatieri impiegati nell'Operazione Leonte XXII

Shama (Libano), 28 luglio 2017 –  In occasione della celebrazione Battaglia dell’Assietta, combattuta dai  Granatieri di Sardegna nel Luglio 1747, il contingente italiano in Libano, impiegato nell’Operazione “Leonte XXII” e su base Brigata “Granatieri di Sardegna”, ha condotto un gemellaggio informale con i caschi blu indiani del 14° Battaglione “Granatieri”.

Il Gen.B. Olla, Comandante del contingente italiano, e il parigrado Sandeep Singh BAJAJ, deputy Force Commander di UNIFIL

Il generale di brigata Francesco Olla, comandante della Joint Task Force- Lebanon, ha ricevuto la visita presso la base “Millevoi” del parigrado Sandeep Singh BAJAJ, vice force commander di UNIFIL e  rappresentante delle Forze Armate Indiane. In tale occasione, i cachi blu della specialità “Granatieri” hanno sinteticamente rievocato le proprie origini storiche, per entrambi risalenti al tardo 1600, e la loro partecipazione ai più importanti eventi storici nazionali.

Deposizione di una corona in memoria dei caduti della battaglia dell'Assietta

I Granatieri prendono il nome dalla parola “granata”, l’ordigno esplosivo nato nel XVII secolo, ed erano scelti tra i militari più prestanti fisicamente e di maggior statura, al fine di poter lanciare il più lontano possibile le granate e condurre attività di assalto. Nonostante il cambio generazionale delle armi, già dal XVIII secolo, i Granatieri di tutto il mondo hanno mantenuto la tradizionale selezione dei soldati più alti e forti.

Per un giorno, in un ambiente caratterizzato da alta professionalità e spirito cameratesco, soldati con differenti tradizioni militari e culture, provenienti da lontani paesi, hanno condiviso la “granata”, simbolo universale dell’antica specialità di fanteria e il casco blu, che rappresenta l’impiego quali peacekeepers nella missione UNIFIL. 

Quest’ultima, sotto egida della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n.1701, annovera, tra i suoi compiti principali, la cessazione delle ostilità attraverso un costante monitoraggio della Blue Line; il supporto alla popolazione locale, anche attraverso la funzione operativa di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC); il supporto alle Forze Armate libanesi (LAF) dislocate nel Libano del Sud, attraverso il coordinamento, la pianificazione e l’esecuzione di attività addestrative e operative congiunte.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Le Forze Armate Libanesi si addestrano al combattimento nei centri abitati

Squadra delle LAF nell'acquisizione delle tecniche di irruzione nei centri abitati

Shama (Libano) 16 luglio 2017 –  Si è concluso ieri il corso di combattimento nei centri abitati Urban Fighting Course, a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF) e tenuto dal contingente italiano impiegato nella missione UNIFIL.

L’attività, della durata di due settimane, è stata condotta dagli istruttori dell’unità di manovra di ITALBATT specializzati nelle procedure tecnico-tattiche di combattimento nei centri urbani. Il corso ha permesso di qualificare un plotone delle LAF nella pianificazione e condotta di attività tattiche in un contesto, attuale come quello urbano.

Dalla cura dell’equipaggiamento individuale, alle procedure di sicurezza per l’uso delle armi in ambienti ristretti, fino ai movimenti di squadra nell’isolamento e assalto degli edifici; con l’aiuto degli assistenti linguistici, i caschi blu italiani dell’Operazione “Leonte XXII” hanno trasmesso il know how di particolari attività tattiche alle unità delle LAF, in un ciclo addestrativo che non vede sosta da oltre dieci anni.

L’addestramento delle LAF dislocate nel sud del Libano è uno dei più importanti target previsti dalla risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio costante della Blue Line, attraverso il pattugliamento appiedato e motorizzato, nonché al supporto alla popolazione locale attraverso le attività promosse dalle unità della Civil and Military Cooperation (CIMIC).

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Fonte e immagini: Contingente italiano nel Libano del sud
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La European Union Delegation visita la base avanzata italiana di UNIFIL

 Il Comandante della JTF-L fa il suo ingresso in base

Shama (Libano), 24 maggio 2017 – Si è svolta oggi, sul confine tra Libano e Israele, la visita della European Union Delegation (EUDel) presso la base UNP 1-31 di UNIFIL.

Guidata dalla signora Julia Koch, vice capo della missione EUDel presso le Nazioni Unite, la delegazione è stata accolta dal gen. b. Francesco Olla, comandante della JTF-L (Joint Task Force – Lebanon), e ha avuto occasione di assistere a un briefing informativo da parte dell’UNIFIL HQ che ha illustrato la storia e caratteristiche della linea di demarcazione tra i due paesi e che vede nell’allineamento dei caratteristici Blue Pillar la sua materializzazione.

Il generale Olla, a capo del contingente italiano con l’operazione “Leonte XXII”, ha colto l’occasione per incontrare, nella stessa sede, i comandanti dei Battle Group alle dipendenze, per la periodica azione di comando e controllo nel complesso contesto di una Grande Unità composta da dodici nazioni.

Al Batt Commanders meeting, hanno partecipato anche i rappresentanti del DPCA (DePartment of Civil Affairs) dell’UNIFIL HQ, con i quali è stato affrontato la tematica di “genere” nelle Peace-Keeping Operations.

La base avanzata, sotto il controllo di un plotone del reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), è l’avamposto del contingente italiano in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, con l’incarico di monitorare senza sosta la Blue Line, come sancito dalla Risoluzione n.1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

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Fonte e immagini: Contingente itliano in Libano del Sud
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