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Caserta: al via la terza edizione della scuola di giornalismo investigativo a Casal di Principe

“Ucciso perché solo” 22-24/09 – Summer School Ucsi/Agrorinasce, III Edizione di Scuola di giornalismo investigativo / 6 Sessioni di approfondimento: Cutuli, Falcone, Mattei, Alpi, Don Diana

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Casal di Principe, 21 settembre 2017 – Inizierà domani, alle 15.00, la terza edizione della scuola di giornalismo investigativo organizzata dal consorzio Agrorinasce e dall’Ucsi Caserta a Casal di Principe, presso il Teatro – Parco della legalità. Diventata, di fatto, un appuntamento annuale di rilievo nazionale, la scuola di giornalismo investigativo – patrocinata anche dall’Ordine dei giornalisti della Campania, dal sindacato dei giornalisti nazionale e regionale FNSI e SUGC, dalla Fondazione POLIS e dall’Università di Caserta Luigi Vanvitelli – propone una programma intenso di approfondimento che quest’anno sarà dedicato ai casi Maria Grazia Cutuli, Giovanni Falcone, Enrico Mattei, Ilaria Alpi, don Peppe Diana. Per tutti un unico comune denominatore: “Uccisi perché soli”.

Indagini, storia e storie di depistaggi, resistenze, processi non ancora conclusi, tre giorni di studio sul primo maxi processo alla mafia, la procura nazionale antimafia e la guerra di Cosa nostra allo Stato con le stragi di Capaci e via D’Amelio; la giustizia sospesa al filo della prescrizione e il caso Maria Grazia Cutuli, inviata del Corriere della Sera uccisa nel 2001 in Afghanistan, per lei solo dopo quindici anni, nel 2016, è stato avviato il dibattimento; il caso Ilaria Alpi, inviata del Tg3 uccisa in Somalia nel 1994, per cui la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione; il caso Enrico Mattei, fondatore dell’Eni, morto nel 1962, da apparente incidente aereo ad attentato e il caso di Don Peppe Diana, assassinato nel 1994 e di un testimone, Augusto Di Meo, considerato testimone oculare ma non testimone di giustizia.

Coltivare la memoria e la conoscenza come antidoto per la buona informazione e la legalità. È questo il senso di una iniziativa come la Summer School Ucsi che con Agrorinasce abbiamo voluto realizzare anche per scrivere una storia diversa da quella del passato. Ed è importante cogliere ciò che di positivo c’è oggi in un territorio come Casal di Principe – afferma Gianni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce – la scelta del titolo contiene un messaggio importante. Perché la solitudine e l’isolamento possono essere armi letali per chi, con il suo lavoro, percorre la strada della legalità. E lo stesso vale per i territori”. “Siamo venuti in periferia perché qui avvengono le rivoluzioni – dichiara il direttore della Summer School Ucsi Luigi Ferraiuolo –  e le periferie, come Casal di Principe, non possono essere dimenticate. E’ una scelta simbolica tornare in quella che è nell’immaginario di molti la capitale di Gomorra ed è un altro passo perché la Summer School Ucsi, scuola di giornalismo investigativo, diventi un appuntamento nazionale stabile per i giornalisti. La scuola è gratuita, si tiene in beni confiscati a esponenti della camorra, in cui oggi lavorano anche cooperative che operano nel sociale”.

L’apertura dei lavori con il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania – FNSI Claudio Silvestri e il presidente regionale dell’Ucsi Pino Blasi, prevede due lectio magistralis: di Giuseppe Ayala Pubblico Ministero, i maxiprocesso a Cosa Nostra; già parlamentare e di Claudio Martelli, già ministro di Grazia e Giustizia nel governo Andreotti e promotore con Giovanni Falcone della procura nazionale antimafia. Sabato mattina si prosegue con Armando Borriello Presidente “Sindacato Unitario Giornalisti Campania – FNSI”, Leonardo Guarnotta, giudice istruttore i maxiprocesso a Cosa Nostra, e i giornalisti Francesco La Licata inviato de La Stampa, Antonio Roccuzzo caporedattore La 7 e Toni Mira inviato di Avvenire.

Il pomeriggio sotto la lente i casi Cutuli e Alpi con Leonida Reitano presidente Associazione Giornalismo Investigativo, Luciano Scalettari vicedirettore di Famiglia Cristiana; e il caso Mattei analizzato da Lorenzo Calò Caporedattore de Il Mattino di Caserta con Sabrina Pisu inviata Euronews e con Enzo Calia sostituto procuratore generale presso la Corte di appello di Milano che all’epoca in cui era sostituto procuratore di Pavia ha riaperto il caso sull’omicidio del presidente dell’Eni.

Domenica mattina, con Rosaria Capacchione senatrice, inviata de Il Mattino, Augusto Di Meo, Renato Natale sindaco di Casal di Principe e Raffaele Sardo giornalista de La Repubblica, attenzione puntata sul caso di Don Giuseppe Diana e sul contesto in cui è maturato il suo omicidio a Casal di Principe. Al termine della VI sessione, è prevista una visita nella sacrestia in cui il prete anticamorra fu assassinato.

Per scaricare il programma cliccare qui ——> PROGRAMMA

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Fonte: Uff. stampa Imma Laura Viggiano
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Caserta: carabinieri trovano in un rudere ordigno esplosivo artigianale

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Caserta, 27 agosto 2014 – Durante una perquisizione a Casal di Principe i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia locale hanno trovato, occultato all’interno di un rudere, un ordigno esplosivo di fattura artigianale, privo di etichettatura. Il manufatto, del peso di circa 1 Kg, è stato poi messo in sicurezza dai carabinieri artificieri del Nucleo Investigativo di Caserta intervenuti sul posto.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Caserta: carabinieri sequestrano 10 pozzi di falda acquifera, contenevano rifiuti speciali e pericolosi

Caserta, 13 agosto 2014 – Nell’ambito di un’articolata indagine, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, unitamente ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di 10 pozzi di falda acquifera, ubicati nel comune di Casal di Principe, di proprietà di privati cittadini, emesso dal Gip presso il Tribunale di Napoli.

L’indagine ha consentito di:

  • riscontrare le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia sullo sversamento dei rifiuti speciali e pericolosi, attività posta in essere dalle locali organizzazione camorristiche – fazione Schiavone negli a i 80′ e 90′.,
  • individuare un sito di sversamento di rifiuti mediante attività di scavo e carotaggi eseguiti nel settembre del 2013 e nel febbraio del 2014 in Casal di Principe (CE), via Circumvallazione altezza intersezione via Isonzo;
  • accertare, attraverso analisi effettuate s e particelle di terreno del sito, la presenza di stagno, berillo ed idrocarburi pesanti oltre la soglia di contaminazione e la presenza di amianto, rifiuto speciale pericoloso per natura, e di altre sostanze chimiche, i cui valori di concentrazione sono tuttavia inferiori al limite di legge, tali da essere classificati come rifiuti speciali allo stato non pericolosi;
  • accertare, attraverso l’analisi delle acque sotterranee prelevate dai pozzi oggetto di sequestro, la contaminazione della falda come conseguenza della realizzazione degli interramenti illeciti poiché sono risultati periori alla CSC (concentrazione soglia contaminazione) i parametri manganese e solfati oltreche tetracloroetilene, sommatoria organo alogenati, tribromometano, dibromoclorometano, 1,2-dicloropropano, zinco, piombo, nitriti e nitrati.

I pozzi sequestrati sono stati affidati ai proprietari dei terreni sui quali insistono, nominati all’uopo custodi giudiziari, con i relativi obblighi di legge. Lo stesso decreto di sequestro è stato notificato a 4 soggetti indagati, affiliati al clan “dei Casalesi fazione Schiavon ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di adulterazione di acque (art. O c.p.) con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 L. 203/91).

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Casal di Principe: carabinieri arrestano uno dei rapinatori della gioielleria Coppola

Caserta, 9 agosto 2014 – Nel mese di maggio due uomini irrompono in una gioielleria di Casal di Principe, minacciano il proprietario con un fucile e riescono a farsi consegnare numerosi monili in oro e preziosi, per un valore di migliaia di euro. 

I due uomini, ripresi dalle telecamere di sorveglianza della gioielleria, prima di fuggire dall’ingresso secondario della gioielleria, sono riusciti, con elevata efferatezza, a immobilizzare nel retrobottega i due gestori, una donna e un uomo, colpendo quest’ultimo alla testa, abbandonandolo in una pozza di sangue; il gioielliere ferito ha riportato un trauma cranico e facciale con un’ampia ferita lacero contusa.

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Dopo accurate indagini gli investigatori sono riusciti a raccogliere numerosi indizi di colpevolezza a carico dei due rapinatori, e in base agli elementi raccolti, nelle prime ore della mattinata odierna, nell’ambito dell’articolata indagine, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord nei confronti di uno dei due rapinatori, un 33enne di San Marcellino (CE), indagato per “rapina, porto illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate, in concorso”.

Le immagini del sistema di videosorveglianza, hanno ripreso in maniera nitida sia il volto dei due rapinatori, che l’autovettura utilizzata per la fuga, una Fiat Punto di colore blu, alla quale era stata sostituita la targa, consentendo così ai militari dell’Arma di individuare l’autore della rapina nella gioielleria. Il veicolo è risultato di proprietà della madre dell’arrestato e utilizzata dal rapinatore. 

Sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad identificare il secondo rapinatore.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


Blitz dei carabinieri in una fabbrica abusiva. Trovato bunker e tunnel sotterraneo di 25mt (video)

 

Casal di Principe (CE), 7 agosto 2014 – I Carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Casal di Principe hanno fatto irruzione all’interno di una fabbrica, priva di qualsiasi autorizzazione,che confezionava olii lubrificanti per motori. All’interno hanno identificato sei lavoratori irregolari. Nello stesso stabile è ancora presente un intero piano interrato, adibito a “bunker” scoperto nel 2008 da altre forze di polizia, con un monolocale abusivo con bagno, collegati da un corridoio sotterraneo lungo circa 25 (venticinque) metri e largo circa 2 (due) metri. Dal 2008 questi locali non sono mai stati utilizzati.

All’interno dell’immobile è stato rinvenuto un apparecchio utilizzato per rilevare la presenza di microspie.

Il proprietario dell’immobile, originario di Casal di Principe, che non ha fornito documenti che attestano le autorizzazioni richieste per la presenza dei locali interrati, ed è stato denunciato per “abusivismo edilizio”.

Il gestore dell’attività illecita, affittuario dell’immobile, in attesa di ulteriori accertamenti, è stato denunciato per “frode in commercio e violazione normativa in materia di lavoro”.

L’abitazione, i locali interrati, le pertinenze e tutti i vari macchinari sono stati sequestrati.

Sono in corso ulteriori indagini dei Carabinieri finalizzate per verificare la provenienza degli olii confezionati illegalmente nella fabbrica e la futura destinazione sul mercato, e per l’eventuale utilizzo del “bunker” per il favoreggiamento della latitanza di camorristi locali.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando provinciale di Caserta)


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