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Iraq: conclusi i corsi per la protezione dei beni culturali da parte dei Carabinieri alla polizia locale

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Baghdad (Iraq), 15 gennaio, 2019 – Conclusi alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati  nel contingente militare italiano dell’operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione in Iraq, tra la capitale irachena ed Erbil.

Personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale è giunto dall’Italia, presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria). Il reparto è noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero.

foto 2 - missione in iraq - lezione teorico-pratica

Nel 2018 il personale della Task Force Unite for Heritage  – U4H, meglio conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

In Erbil dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato, tra l’altro, oltre 25 donne alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali ed internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse a queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse  componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

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Fonte e immagini: SMD/Arma dei Carabinieri
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Carabinieri Forestali sequestrano tonnellate di sacchetti per la spesa contraffatti

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L’Aquila, 15 gennaio 2019 – Carabinieri Forestali hanno sequestrato tonnellate di sacchetti per la spesa in polietilene (shoppers) che riportavano falsamente la dicitura di “Sacco biodegradabile e compostabile”. Denunciati a piede libero 18 egiziani ed un’italiana che vendevano gli shoppers contraffatti. 

Circa 90 Carabinieri Forestali del gruppo di L’Aquila e Roma, unitamente a 12 Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di L’Aquila hanno eseguito perquisizioni e sequestri già dalle prime ore della mattinata di ieri 14 gennaio. Misure cautelari disposte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila (Pubblico Ministero, dr. Fabio Picuti) e dal Tribunale di L’Aquila (Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Guendalina Buccella), presso 30 esercizi commerciali e sedi di aziende, quasi tutti riconducibili a soggetti di nazionalità egiziana, dislocati in diverse località delle province di L’Aquila e Roma.

Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Agroalimentare Forestale Carabinieri (NIPAAF) di L’Aquila ha individuato dei sacchetti per la spesa (shoppers) che avevano una insolita consistenza nonostante riportassero diverse scritte che attestavano essere “100% biodegradabile compostabile”. Le analisi chimiche, infatti, hanno rivelato che i sacchetti erano fatti di un polimero non biodegradabile né compostabile, rendendoli così non idonei all’utilizzo né alla commercializzazione, ed erano importati da un’unica ditta il cui proprietario è di nazionalità egiziana e commercializzati da attività di rivendita di frutta i cui proprietari hanno la stessa nazionalità.

Le indagini si sono svolte nell’ambito di una campagna di controlli che ha interessato l’intero territorio nazionale, coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e promossa da INTERPOL, inerente attività di contrasto allo sversamento di rifiuti in mare.

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L’Autorità Giudiziaria ha emesso decreti di perquisizione e sequestri contestando a 18 egiziani ed un’italiana i reati previsti dall’art. 517 del Codice Penale (vendita di prodotti industriali con segni mendaci) e dall’art. 256 del D. Legislativo 152/2006 (gestione illecita di rifiuti). I Carabinieri Forestali, coordinati dal responsabile dell’operazione, tenente colonnello Antonio Renato Rampini, comandante del NIPAAF di L’Aquila, hanno individuato l’importatore e sono risaliti alla documentazione doganale che già li indicava come “sacchetti in polietilene per frutta e verdura” e che, quindi, non erano da immettere sul mercato poiché riportavano, falsamente, la scritta “biodegradabile” e avrebbero causato inquinamento ambientale poiché l’ignaro consumatore, indotto in errore dalla scritta, li avrebbe riutilizzati per l’avvio al compostaggio di rifiuti umidi.

Nel corso delle perquisizioni, avvenute contemporaneamente in trenta attività commerciali e ditte, sono state sequestrate 8 tonnellate di sacchetti corrispondenti a diversi milioni di pezzi che vengono, così, sottratti alla dispersione in ambiente. Da luglio 2018 ad oggi, risultano essere stati importati oltre 10 milioni di sacchetti.

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Fonte e immaginiComando provinciale Carabinieri Caserta
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Grosseto: i carabinieri del NOE sequestrano 460 tonnellate di terra e roccia contaminata da amianto

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Grosseto, 19 dicembre 2018 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Grosseto hanno controllato nei giorni scorsi alcune società operanti nel settore delle bonifiche ambientali da amianto nell’area nord della provincia.

Durante le ispezioni i militari hanno individuato due distinti siti nei quali altrettante imprese avevano allestito stoccaggi di rifiuti costituiti da terre e rocce contenenti sostanze pericolose (amianto), provenienti dalle attività di bonifica eseguite su terreni dell’area geotermica compresa tra le provincie di Grosseto e Pisa.

Dai controlli è emerso che i rifiuti, contenuti in n. 460 big bags del volume complessivo di 460 metri cubi, per un peso stimato in 460 tonnellate, erano stati stoccati da oltre un anno e con volumi di gran lunga superiori ai limiti massimi consentiti, in violazione delle norme di legge che disciplinano il deposito temporaneo.

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I carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro probatorio di quanto rinvenuto in relazione al reato di “deposito incontrollato di rifiuti pericolosi”, previsto dall’art.256 comma 2 del Testo Unico Ambientale.

A seguito di quanto accertato, 4 persone, tra amministratori e tecnici delle due società responsabili delle attività di bonifica e del conseguente deposito dei rifiuti in questione, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria di Grosseto per il suddetto reato.

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Fonte e immagini: Arma dei carabinieri
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Al CoESPU la cerimonia di apertura della sessione LIVEX dell’esercitazione OSCE per il contrasto alla tratta degli esseri umani

 

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260px-Logo_CoESPUVicenza, 10 dicembre 2018 – Cerimonia di apertura della 4^ esercitazione internazionale OSCE questa mattina presso il Centro di Eccellenza dei Carabinieri per le Stability Police Units (CoESPU).

Esercitazione per contrastare la tratta di esseri umani lungo le rotte migratorie.

L’iniziativa è rivolta a una platea costituita da Signori Procuratori della Repubblica, Forze di Polizia, Giornalisti, Ispettori del Lavoro, appartenenti alle Organizzazioni Non Governative (NGO) e funzionari dei Servizi Sociali provenienti da 26 diversi Paesi.

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L’obiettivo dell’esercitazione OSCE è di rafforzare le loro capacità nella tempestiva individuazione delle vittime di tratta lungo le diverse direttrici migratorie, con particolare enfasi nei confronti dello sfruttamento sessuale e quello lavorativo, promuovendo in particolare un approccio multi-agenzia, fondato sul rispetto dei diritti umani.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
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Niger: militari italiani concludono i primi corsi a favore delle forze di difesa e sicurezza locali

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Niger, 26 novembre 2018 – Si sono conclusi in questi giorni i primi corsi di addestramento a favore delle forze di difesa e sicurezza nigerine da parte degli addestratori militari italiani dei Mobile Training Teams (MTT), inseriti nel contingente nazionale della Missione Bilaterale in Niger (MISIN). La MISIN, avviata sulla base di specifica richiesta di supporto avanzata dalle autorità nigerine a quelle italiane, ha potuto iniziare le attività dei primi MTT, rivolte innanzitutto alla formazione di istruttori nigerini, dallo scorso settembre.

I corsi si sono focalizzati, al momento, su tre ambiti: la lotta agli ordigni esplosivi e alle mine, la sicurezza di basi aeree e aeroporti e il mantenimento dell’ordine pubblico e hanno permesso di “diplomare” già 250 militari e gendarmi nigerini. 

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L’Esercito Italiano ha alimentato con il personale dei reparti del Genio l’MTT, che ha fornito  ai militari nigerini selezionati gli strumenti per poter affrontare in sicurezza un campo minato e per attuare le giuste procedure di messa in sicurezza, in caso di rinvenimento di ordigni esplosivi.

All’Aeronautica Militare, invece, è toccato il compito di formare  istruttori nigerini nelle attività di protezione e sicurezza degli aeroporti e di basi aeree militari, permettendo alla controparte di ampliare le competenze e conoscenze professionali in materia di procedure da mettere in atto  per garantire la sicurezza dei velivoli e l’incolumità del  personale presente negli aeroporti civili e militari.

Infine, i Carabinieri hanno svolto un corso a favore della gendarmeria locale focalizzato su procedure e tecniche per le attività di controllo della folla e di mantenimento dell’ordine pubblico.

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A detta dei militari italiani, tutti e tre i corsi svolti hanno conseguito appieno gli obiettivi addestrativi prefissati, grazie anche agli eccellenti livelli di preparazione professionale del personale nigerino ammesso ai corsi. Un giudizio lusinghiero che è stato confermato, all’atto delle relative cerimonie di consegna dei diplomi di partecipazione, dalle autorità di vertice delle Forze di Difesa e di Sicurezza nigerine intervenute, che hanno voluto sottolineare la loro piena soddisfazione per il proficuo rapporto di collaborazione instauratosi con gli addestratori italiani e per gli ottimi livelli addestrativi raggiunti.

La MISIN è pronta anche ad ampliare l’offerta formativo-addestrativa a favore della controparte nigerina, laddove ci fossero specifiche richieste ed esigenze rappresentate dalle autorità locali, con il preciso obiettivo di supportare le forze di difesa e di sicurezza nigerine in un percorso di miglioramento e rafforzamento delle proprie capacità operative, al fine di poter svolgere un più efficace controllo del territorio, volto al contrasto dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Carabinieri avviano sperimentazione a livello nazionale dello “smart watch” per le vittime di violenza e stalking

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Napoli, 25 novembre 2018 – Partirà a breve, a Napoli, la prima sperimentazione a livello nazionale dello smartwatch per la tutela delle vittime di stalking e maltrattamenti in famiglia.

L’Arma, con il sostegno dell’associazione “Woman Care Trust” impegnata per la tutela delle vittime di violenza di genere e della fondazione “Vodafone Italia” che assiste le categorie deboli, con la collaborazione della società “Intellitronika”, ha avviato la sperimentazione del sistema “Mobile Angel”.

Il progetto prevede la consegna alle vittime di violenza di genere, che abbiano preventivamente prestato il proprio consenso, di uno smartwatch. Il dispositivo è dotato di un sensore di movimento e di un tasto di allarme che invia la richiesta di intervento alla Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli la quale dispone l’immediato intervento.

La sperimentazione avverrà nel territorio di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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L’impegno dei Carabinieri nella giornata internazionale contro la violenza di genere

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Roma, 25 novembre 2018 – L’Arma dei Carabinieri partecipa alla “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, un tema del quale si occupano i reparti dislocati su tutto il territorio nazionale, anche grazie ai locali adibiti permanentemente alla ricezione di denunce in un ambiente “protetto”, allestiti in un centinaio di caserme in seno al progetto “Una stanza tutta per sé”, in collaborazione con Soroptimist International d’Italia.

Molte le iniziative di sensibilizzazione predisposte nell’ambito della campagna mondiale denominata “Orange the World”, coloriamo di arancione il mondo, che durerà 16 giorni dal 25 novembre al 10 dicembre. Il colore arancione è stato scelto per simboleggiare un futuro migliore e senza violenze e l’Arma ha deciso di adottarlo per tutta la durata della campagna.

Luci di colore arancione illuminano la facciata dell’edificio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, delle sedi del Comando Interregionale “Ogaden” a Napoli, della Legione Carabinieri “Campania”, dei Comandi Provinciali di Venezia, Napoli e Cosenza e delle Compagnie di Mestre, San Donà di Piave, Portogruaro e Cosenza.

Viene inoltre riproposto sui canali social istituzionali il cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile”, realizzato nel 1999 dal regista Paolo Genovese, incentrato sul confronto tra una donna che ha subito una violenza sessuale e un Brigadiere che ne raccoglie la denuncia.

In varie città italiane oggi sono aperti stand informativi, realizzati anche in collaborazione con le associazioni che si battono contro la violenza di genere, dove personale femminile illustra le iniziative dell’Istituzione a contrasto della violenza sulle donne.

Inoltre sul sito www.carabinieri.it, per tutta la durata della campagna mondiale saranno pubblicate informazioni sulle iniziative dell’Arma in occasione della ricorrenza, e il rosso classico della fiamma sarà sostituito con l’arancione.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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