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Carabinieri: sgominata la “banda delle colf”, dedita al traffico di droga tra l’Italia e le Filippine

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Roma, 23 febbraio 2018 – Sgominata dai carabinieri la “banda delle colf”. Nove gli arresti per traffico internazionale di droga tra l’Italia e le Filippine, tra gli arrestati ci sono anche collaboratori domestici della “Roma bene”. 

Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Trionfale stanno dando esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 9 cittadini filippini (4 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), molti dei quali collaboratori domestici di professionisti e imprenditori romani, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma a seguito degli sviluppi di un’attività investigativa coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della procura della Repubblica di Roma.

I destinatari delle misure restrittive sono ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere, finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e spaccio.

L’indagine, avviata nel mese di marzo 2016, ha già determinato l’arresto di altre 6 persone, in flagranza di reato, ed il recupero di più di due chili, precisamente 2,258 kg, di shaboo, che ha costituito un sequestro record in Italia e uno dei più importanti in Europa per questo particolare tipo di sostanza stupefacente che, immessi sul mercato, avrebbero fruttato più di milione di euro.

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L’attività investigativa dei Carabinieri della compagnia Trionfale ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’associazione criminale. Dal piccolo spacciatore nella Capitale fino ad arrivare al cartello nelle Filippine, che inviava la sostanza stupefacente in Italia mediante aerei, con voli di linea, fino a Milano e da qui veniva trasportata a Roma da alcuni appartenenti all’organizzazione, che poi rifornivano i pusher per la vendita al dettaglio a domicilio o lungo le strade.

La sostanza stupefacente Shaboo, che essendo inodore non viene rilevata dal fiuto dei cani antidroga, giungeva in Italia in bustine di plastica, avvolte nella carta carbone per eludere i controlli aeroportuali ai raggi X, custoditi all’interno di confezioni di carne in scatola, perfettamente sigillate.

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I Carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Roma Trionfale hanno accertato che al vertice dell’organizzazione criminale, per la parte romana, vi era una donna filippina di 52 anni. Il cartello filippino si occupava di procacciare la sostanza stupefacente, inviarla in Italia monitorandone lo spaccio, ricevere il denaro provento della vendita al dettaglio, indicare agli associati in Italia nuovi canali con i quali inviare i soldi al fine di occultarne i flussi, assicurare adeguata tutela legale e giudiziaria agli associati.

Sono stati inoltre individuati e tracciati i flussi di denaro da e per le Filippine, tramite i circuiti di “money transfer”, dove venivano effettuati versamenti grazie all’utilizzo di documenti forniti da prestanomi compiacenti.

Cosa è lo shaboo

Lo shaboo si è diffuso in Italia nella comunità filippina ma oggi sempre più consumatori sono anche italiani che si sono avvicinati a questa droga per i suoi forti effetti, cui segue una costante e forte dipendenza.

Il prezzo di un grammo di shaboo varia tra i 350 ai 450 euro e per una dose singola ne bastano solo 100 milligrammi (0,100 grammi).

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Altri termini con cui viene identificata questa droga sono “Ice”, “Shabu” (in uso nelle Filippine) e ” Crystal meth”. E’ la forma più pura della metanfetamina, ovvero cristalli, solitamente limpidi, di d-metanfetamina cloridrato (che ricordano il ghiaccio e il sale grosso). E’ una droga proveniente dalle Filippine, ma è diffusa anche in Giappone e Corea. Viene generalmente fumata per mezzo di piccole pipette di vetro, ma può anche essere iniettata, masticata, assunta tramite la pelle o se ne possono respirare i vapori riscaldandola all’interno di un recipiente di vetro. Allontanando la fonte di calore, la sostanza si solidifica e può essere riutilizzata per nuove assunzioni. L’effetto è eccitante come quello prodotto dalla cocaina, ma molto più lungo e intenso (dalle 8 alle 24 ore). Per questa caratteristica molti consumatori preferiscono questa sostanza alla cocaina. Provoca euforia, eccitamento, abbassamento dei freni inibitori, innalzamento massimo del livello di attenzione associati a inappetenza, aumento del battito cardiaco e affanno. Così come per le anfetamine, lo shaboo può causare insufficienza renale e complicazioni cardiache. A livello psicologico si sono registrati, nei consumatori abituali, casi di marcata aggressività, allucinazioni, comportamenti violenti, paranoia e umore depresso dovuti all’instaurarsi di uno stato di dipendenza.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Scuola ufficiali Carabinieri, inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018

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Roma, 14 febbraio 2018 – Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2017 – 2018 questa mattinata, presso l’Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni.

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Angelo Agovino, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

Ha quindi preso la parola il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri che ha ricordato come il 2017 abbia segnato un passaggio storico per l’Arma con l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, una manovra ”di integrazione, pianificata con cura e attuata con metodo“ che “già nel primo anno ha conseguito pienamente gli obiettivi di risparmio previsti dalle norme, peraltro con risultati operativi in sensibile crescita”. Un 2017 che ha visto inoltre l’approvazione dei provvedimenti di riordino dei ruoli e delle carriere delle Forze armate e di polizia.

Provvedimenti – ha proseguito il generale Nistri – che si inseriscono in un ampio intervento di aggiornamento del sistema di sicurezza nazionale per corrispondere al meglio alle trasformazioni della società e alla fluidità delle minacce, dal terrorismo alla criminalità organizzata, alla criminalità di strada. Adeguare lo strumento per dare, vista l’oggettiva diminuzione dei reati, anche più percezione di sicurezza in una società caratterizzata da una gratuita aggressività che dilaga in tutti gli ambiti sociali”.

La complessità della situazione sollecita l’Arma a verificare costantemente le proprie capacità, trovando solido ancoraggio nella capillarità del dispositivo territoriale, nelle scelte di specializzazione e nella coordinata sinergia con le altre Forze di polizia”. L’organizzazione territoriale è la “macchina molecolare” della sicurezza nazionale, ha continuato il generale Nistri. “Una rete di protezione che opera una vigilanza ininterrotta attraverso i propri presidi sul territorio. Una struttura duttile che consente di intervenire con immediatezza, per fronteggiare le situazioni che innalzano le criticità in specifiche aree del Paese”.

Stesso impegno ed efficacia vengono riservati ai settori di specialità, e tra tutti il generale Nistri ha voluto evidenziare lo sforzo dell’Arma per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro e per contrastare il “caporalato”. 

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L’Arma è una componente emblematica del sistema Paese anche fuori dai confini nazionali, nel quadro del più ampio impegno delle Forze armate italiane. Al momento circa 1.000 Carabinieri sono impegnati all’estero, sia a tutela delle sedi diplomatiche nazionali, prerogativa istituzionale, sia nelle missioni di pace e di sicurezza internazionali, ambiti nei quali l’Arma ha promosso il moderno concetto di “stability policing”, un insieme di strumenti per la gestione delle crisi “ospitati in un unico polo – la caserma “Chinotto” di Vicenza – dove operano il COESPU, l’EUROGENDFOR e il centro di eccellenza NATO sulla polizia di stabilità, sotto l’egida, rispettivamente, delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica”, ha ricordato il generale Nistri. “Un ruolo internazionale di primo piano che sarà svolto anche in specifici contesti di specialità quali la protezione dei beni culturali, con il progetto UNESCO “Unite4Heritage” – i cosiddetti “Caschi blu per la cultura” – e la salvaguardia dell’ambiente, proseguendo la collaborazione con la FAO per la protezione di parchi e foreste”.

Il generale Nistri, in ultimo, si è rivolto ai giovani Ufficiali Allievi, ricordando che “se c’è un impegno che riassume tutta la missione del Carabiniere, questo impegno è alimentare la fiducia nello Stato. L’Arma fa quello che fa perché è quello che è e diversamente non sarebbe: luogo della stabilità operosa, che custodisce la fiducia degli Italiani, perché vi corrisponde con l’esemplarità della condotta, individuale e collettiva. Ciascuno di voi, in ogni realtà, in ogni circostanza, impersonerà tutto questo, rappresentando molto più di sé stesso”.

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Ha preso quindi la parola il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano sottolineando come l’Arma dei Carabinieri sia “un’Istituzione specificatamente italiana e componente essenziale del “Sistema Paese” nel quadro della sicurezza e difesa della nazione”. Rivolgendosi ai giovani ufficiali egli ha affermato: “Ben prima di ogni sofisticazione tecnologica o procedurale, i successi dell’Arma dipendono largamente dal suo capitale umano e voi sarete chiamati nel breve tempo a consolidare ulteriormente il prestigio e la credibilità di cui oggi godono le nostre Forze armate, in Patria e nel mondo, attraverso lo svolgimento dei vostri compiti istituzionali di sicurezza interna e di proiezione di stabilità all’estero”.

La mattinata si è conclusa con l’intervento del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, che ha dichiarato aperto l’anno accademico 2017 – 2018 e, rivolgendosi ai giovani ufficiali, ha ribadito la straordinaria fiducia della Repubblica nell’Arma dei Carabinieri, nella consapevolezza di quanto abbia rappresentato e rappresenti per la Comunità nazionale e nel mondo. Il ruolo dell’Arma è “a 70 anni dalla Costituzione uno dei grandi simboli della Patria”.

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Fra le tante personalità presenti, Parlamentari, il vice presidente della corte costituzionale Giorgio Lattanzi, il ministro dell’Interno Marco Minniti, autorità di governo e diplomatiche, esponenti delle magistrature, il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e il segretario del Consiglio Supremo di Difesa generale Rolando Mosca Moschin, i vertici delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e delle agenzie di sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M. generale Umberto Rocca, i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo generale di corpo d’armata Libero Lo Sardo, l’ingegnere Francesco Scarpelli, ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

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Fonti: Arma dei carabinieri - Stato Maggiore Difesa
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Somalia: i militari italiani hanno concluso l’ottava missione di addestramento a favore delle forze di polizia locali

Da settembre 2017, i militari italiani hanno addestrato 180 poliziotti somali e 225 fra poliziotti e gendarmi gibutini

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Gibuti, 25 gennaio 2018 – Termina oggi l’ottavo ciclo della missione italiana di addestramento delle forze di polizia somale e gibutine (MIADIT), condotta dai Carabinieri presso l’accademia di Polizia e della gendarmeria gibutiana.  

Alla cerimonia di consegna dell’attestato ai 405 frequentatori dei corsi, erano presenti molte autorità locali, il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate di Gibuti, il capo di Stato Maggiore della gendarmeria nazionale, il direttore generale della Polizia, il comandante della guardia repubblicana di Gibuti e il relativo capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

A rappresentare le Forze Armate italiane il generale Gino Micale, capo del II reparto del comando generale dell’Arma dei Carabinieri che nel suo discorso, oltre ad esprimere il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dagli istruttori dell’Arma dei Carabinieri si è rivolto ai frequentatori così “il vostro sarà un contributo prezioso, perché costituisce la chiave per il mantenimento della pace in Gibuti e in Somalia, rafforzando le condizioni per creare stabilità in tutta la regione del Corno d’Africa” ed ha continuato “siate di sostegno ai vostri connazionali, difendendoli da ogni criminale aggressione, da ogni sopraffazione, da ogni violazione dei diritti umani fondamentali.”     

Durante le numerose attività addestrative svolte infatti, i frequentatori sono stati chiamati a cimentarsi in molteplici materie, insegnate secondo i massimi standard internazionali: dall’addestramento individuale al combattimento alle tecniche di primo soccorso sul campo di battaglia, dalle procedure di gestione dell’ordine pubblico ai poligoni di tiro, dal combattimento nei centri abitati alle tecniche di perquisizione ed ammanettamento.

I corsi sono finalizzati a fornire quelle conoscenze, capacità e professionalità necessarie per creare degli operatori di polizia versatili e moderni, in grado di affrontare con efficacia ed efficienza le minacce che gravano nell’area in questo delicato momento storico.

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La MIADIT Somalia si inserisce in un più ampio quadro di accordi trilaterali con la Somalia e con la Repubblica di Gibuti per contribuire, attraverso il capacity building rivolto alle forze di polizia locali, alla realizzazione di un quadro di stabilità e sicurezza nel Corno d’Africa.

I cicli addestrativi si svolgono a cadenza periodica e quest’ultimo, iniziato a settembre dello scorso anno, ha permesso di addestrare, grazie al contingente di istruttori dell’Arma dei Carabinieri, ben 180 poliziotti somali e 225 fra poliziotti e gendarmi gibutini.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Avvicendamento di comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale Nistri subentra a Del Sette

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(Di Monica Palermo) Roma, 16 gennaio 2018 – La caserma “De Tommaso” sede della Legione Allievi Carabinieri in Roma, ha fatto da scenario alla cerimonia di avvicendamento nella carica di comandante generale dell’Arma dei Carabinieri fra i generali Tullio Del Sette, cedente, e Giovanni Nistri, subentrante.

Nel cortile della scuola si sono ammassati i vari reparti dell’Arma dei Carabinieri, con la presenza dei labari dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri e della scuola militare della Nunziatella. Dopo che i reparti si sono sistemati è entrata la bandiera di Guerra dell’Arma, mentre militari e presenti intonavano l’inno d’Italia. I reparti sono poi stati passati in rassegna dal ministro Pinotti, dal generale Graziano e dai generali Del Sette e Nistri.

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La cerimonia è stata celebrata alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del ministro dell’Interno Marco Minniti  e del capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano.

A rotazione hanno preso la parola il generale Del Sette che ha fatto un riassunto delle missioni e degli interventi effettuati durante il suo comando, ricordando l’importanza della sua famiglia che ho ha coadiuvato durante la sua carriera. Ha poi augurato un buon comando al generale Giovanni Nistri che a sua volta ha preso la parola. Il generale Nistri, che proviene dalla scuola della Nunziatella, ha ringraziato il suo predecessore per i successi raggiunti e ha illustrato come si darà da fare durante il suo comando.

DSC_1574_MP_cambio_com_ccA seguire ha poi preso la parola il capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano che ha ringraziato il generale Del Sette: Salutiamo il generale Tullio Del Sette che cede al generale Giovanni Nistri il prestigioso comando della Benemerita dopo tre anni di guida saggia, attenta e lungimirante. Un’esistenza consacrata all’Arma e allo Stato, a beneficio dell’intera collettività.” 

Il generale Graziano ha poi augurato un buon mandato al nuovo comandante generale Nistri: Sono convinto che il ruolo delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, sotto la guida del suo nuovo comandante, sarà trainante in un contesto europeo in continuo fermento e sempre più desideroso di una difesa comune. Hanno poi preso la parola il ministro della Difesa Roberta Pinotti e per ultimo il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni. Entrambi hanno sottolineato l’importanza dell’Arma nel nostro territorio e la loro capillarità di intervento.

In tribuna d’onore, fra le molte autorità politiche, religiose, amministrative e militari, erano presenti anche il consigliere per gli Affari del Consiglio Suprema di difesa del Presidente della Repubblica generale Rolando Mosca Moschini, il capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di c.a. Danilo Errico, il capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio di squadra Valter Girardelli, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, il vice segretario generale della Difesa / direzione nazionale degli armamenti generale di c.a. Nicolò Falsaperna, il comandante generale della Guardia di Finanza generale di c.a. Giorgio Toschi, il direttore del DIS prefetto Alessandro Pansa, il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dott. Santi Consolo, il direttore dell’Aisi Prefetto Mario Parente, l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia sua ecc.za mons. Santo Marcianò, il presidente del gruppo medaglie d’oro al V.M. generale di B. Umberto Rocca, il presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo generale di c.a. Libero Lo Sardo, il presidente dell’O.N.A.O.M.A.C. generale di c.a. Cesare Vitale ed esponenti di tutti gli organismi di rappresentanza dell’Arma.

Prima della cerimonia di avvicendamento, i generali Del Sette e Nistri hanno reso omaggio ai caduti deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto all’altare della Patria ed al sacrario dei caduti del Museo Storico dell’Arma.

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Fonte: Arma dei Carabinieri / Immagini: Ph. Monica Palermo
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Congratulazioni del generale Graziano per le nomine del capo di SME e del comandante generale dei Carabinieri

Roma, 22 dicembre 2017 – Il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa si è congratulato per le nomine del capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e per il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri.

23471898_10212330604673441_5475175317232066074_nA nome mio e di tutto il personale, militare e civile, delle Forze Armate voglio esprimere le più vive congratulazioni per le nomine del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina a Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri a Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri”. Con queste parole il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha voluto salutare la decisione assunta oggi dal Consiglio dei Ministri per la designazione dei nuovi vertici dell’Esercito e dei Carabinieri.

Queste nomine sono il giusto riconoscimento dell’eccezionale percorso professionale dei due alti Ufficiali. La loro esperienza e professionalità – ha continuato il Generale Graziano – li rende particolarmente idonei per proseguire nell’attività ormai indispensabile di riorganizzazione e ottimizzazione dello strumento militare italiano”.


Il generale di corpo d’armata Giovanni Nistri è il nuovo comandante generale dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 22 dicembre 2017 – Nominato il nuovo comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, nato a Roma il 14 febbraio 1956, coniugato, 2 figli.

Ha frequentato:

  • la Scuola Militare Nunziatella di Napoli nel quadriennio 1970 – 1974, l’accademia militare di Modena nel biennio 1974 – 1976 e la scuola ufficiali Carabinieri nel biennio 1976 -1978;
  • il 3° corso d’istituto per ufficiali in s.p.e. dell’Arma dei Carabinieri presso la scuola ufficiali Carabinieri e presso la Scuola di Guerra dell’Esercito in Civitavecchia (RM) nell’A.A. 1988 – 1989;
  • il 113° corso superiore di Stato Maggiore presso la scuola di guerra di Civitavecchia (RM) nell’A.A. 1991 -1992.

È laureato in Giurisprudenza presso l’università degli studi di Trieste nell’anno 1981, in Scienze Politiche presso l’università degli studi di Siena nell’anno 1988 nonché in Scienze della Sicurezza (I livello) ed in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna (specialistica) presso l’università degli studi di Roma Tor Vergata, nell’anno 2003.

Ha conseguito:

  • il diploma di master di II livello in Management pubblico e comunicazione di pubblica utilità presso la L.U.M.S.A. (Libera Università Maria Santissima Assunta) di Roma nell’anno 2002;
  • il diploma di master di II livello in Scienze Strategiche presso l’università degli studi di Torino nell’anno 2004;
  • l’idoneità all’esercizio della professione di avvocato presso la corte di appello di Catanzaro, nell’anno 2000.

È stato condirettore della rivista “Il Carabiniere”.

È iscritto all’albo dei giornalisti – elenco pubblicisti – dell’ordine dei giornalisti della Toscana, dall’anno 2004.

È stato membro dei seguenti organi ministeriali:

  • commissione speciale permanente per la sicurezza del patrimonio culturale nazionale;
  • comitato per le problematiche afferenti all’esercizio dell’azione di restituzione dei beni culturali illegittimamente sottratti al patrimonio culturale italiano;
  • commissione per il censimento delle collezioni numismatiche.

È stato docente di Sicurezza del patrimonio culturale presso la L.U.M.S.A. di Roma, facoltà di Giurisprudenza, corso di laurea specialistica in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni.

Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica Italiana e commendatore dell’ordine equestre pontificio di San Gregorio Magno, è insignito del diploma di prima classe con medaglia d’oro di benemerito della cultura, dell’arte e della scuola.

È accademico della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone (FC) e accademico onorario dell’Accademia Raffaello di Urbino (PU), città di cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria.

Dopo la fase formativa, nell’autunno del 1978 è destinato al 4° battaglione Carabinieri “Veneto” di Venezia – Mestre, quale comandante di plotone e poi di compagnia.

L’anno successivo viene prescelto quale istruttore degli allievi ufficiali dell’Arma dei Carabinieri presso l’accademia militare di Modena, ove ricopre gli incarichi di comandante di plotone e di compagnia.

Promosso Capitano, nel 1981 viene assegnato al comando della compagnia Carabinieri di Urbino e, nel 1984, di quella di San Remo (IM).

Nell’autunno del 1985 è chiamato al comando generale dell’Arma, ove permane sino al 1994 quale capo sezione, dapprima all’ufficio servizi sociali e poi all’ufficio personale ufficiali.

Dal 1994 al 1997, nel grado di tenente colonnello, espleta l’incarico di comandante provinciale di Cosenza, venendo poi nuovamente destinato al comando generale dell’Arma quale capo ufficio personale ufficiali.

Promosso colonnello nel 2000, l’anno successivo è nominato capo del V reparto “Comunicazione e Affari Generali” dello stesso comando generale, carica che ricopre sino all’aprile 2003.

Dall’aprile 2003 ad ottobre 2006, ricopre l’incarico di comandante provinciale di Firenze.

Promosso generale di brigata, dal 10 gennaio 2007 al 27 settembre 2010 regge il comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Dal settembre 2010 al settembre 2012, riveste la carica di comandante della legione Carabinieri Toscana.

Foto Gen. Nistri 1Promosso generale di divisione, dal 6 settembre 2012 al 19 gennaio 2014 è stato comandante della scuola ufficiali Carabinieri in Roma.

Dal 20 gennaio 2014 al 14 febbraio 2016, nominato con D.P.C.M. 27 dicembre 2013, è stato direttore generale del Grande Progetto Pompei.

Promosso generale di corpo d’armata a decorrere dal 1° gennaio 2016, il 15 febbraio successivo viene nominato presidente della commissione di valutazione e avanzamento dell’Arma dei Carabinieri, incarico ricoperto sino al 31 dicembre 2016, in parziale contemporaneità con quello di comandante interregionale “Ogaden”, assunto il 6 aprile 2016 e tuttora rivestito, con funzioni di alta direzione, coordinamento e controllo delle legioni Carabinieri Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise.

Dal 29 gennaio al 30 giugno 2017 ha ricoperto altresì la carica di dirigente generale responsabile dei sistemi informativi automatizzati dell’Arma dei Carabinieri in Roma.

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Fonte e immagini: Comando generale dell'Arma
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Carabinieri: inaugurazione della nuova sede del RIS (Reparto Investigazioni Scientifiche) a Messina

Il nome della sede è stato dedicato al M.A.sUPS Alfio Ragazzi, croce d’onore – alla memoria – caduto in An-Nassiriya il 12 novembre 2003 nel palazzo dell’ex Intendenza di Finanza 

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Messina, 18 dicembre 2017 – Questa mattina, presso il palazzo dell’ex intendenza di Finanza di Messina, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) di Messina, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, gen. c.a. Tullio del Sette, del comandante delle unità mobili e specializzate dei Carabinieri, gen. c.a. Sabino Cavaliere, e di Autorità civili e militari. La struttura è stata intitolata al M.A.sUPS Alfio Ragazzi, uno dei fondatori del RIS di Messina, croce d’onore alla memoria, vittima con altri connazionali, militari e civili, dell’attentato terroristico in AN-Nassiriya del 12 novembre 2003. All’evento è intervenuta, come madrina della cerimonia, la vedova signora Tiziana Montalto Ragazzi.

L’istituzione del reparto risale al 7 luglio 1992 quando, nel quadro del potenziamento del servizio delle investigazioni scientifiche nelle Regioni Sicilia e Calabria, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha determinato l’istituzione del Sottocentro Carabinieri Investigazioni Scientifiche. Il 1° gennaio 1999 il Sottocentro ha assunto la denominazione di Reparto Investigazioni Scientifiche e a seguito di successive revisioni ordinative ha potenziato gli organici e i mezzi, oggi impegnati nello svolgimento di analisi di laboratorio e di accertamenti tecnici nei seguenti settori delle scienze forensi: analisi del DNA, balistica comparativa, ripristino dei contrassegni matricolari su armi e auto-motomezzi, ricerca e analisi al microscopio elettronico dei residui dello sparo, analisi chimica tossicologica, merceologica, degli esplosivi e degli infiammabili, esami dattiloscopici, fonici e di audiovisivi, accertamenti grafici di falso documentale e di manoscritture. Dal maggio 2008 il reparto è certificato ISO 9001/2008, per l’erogazione dei servizi di analisi chimica, biologica e dattiloscopica e dal 14 aprile 2016 è accreditato ISO 17025 per l’analisi del DNA.

A distanza di 25 anni dalla sua costituzione, il RIS di Messina, articolato su 7 sezioni e un nucleo reperti, può oggi vantare la collocazione in questa prestigiosa sede che, nel vantare circa 2500 mq, soddisfa pienamente i requisiti infrastrutturali e impiantistici previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e quelli connessi con le norme internazionali di certificazione / accreditamento dei laboratori di scienze forensi”.

© Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri, comando generale
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