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Archivi tag: Carabinieri

I Carabinieri commemorano l’eccidio di Malga Bala dove in 12 persero la vita

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Udine, 24 marzo 2019 – Il comandante generale dell’Arma, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, – nel 75° dell’anniversario – ha reso onore ai 12 Carabinieri decorati di Medaglia d’Oro al Merito Civile, trucidati nel 1944 in località Malga Bala (oggi Slovenia), deponendo una corona d’allora all’interno del Tempio Ossario, dove sono custodite le spoglie di 7 dei 12 caduti (le altre 5 sono state nel tempo traslate nei luoghi d’origine).

La commemorazione è iniziata con la Santa Messa nella Chiesa “Santi Pietro e Paolo” di Tarvisio, concelebrata dall’Ordinario Militare d’Italia S.E. reverendissima Santo Marcianò, dal cappellano militare della Legione Friuli Venezia Giulia e dal parroco di Tarvisio.

Al termine della funzione religiosa il generale Nistri ha deposto una corona d’alloro all’interno del tempietto adiacente alla chiesa, dove sono ancora custoditi i resti di sette dei dodici caduti (gli altri sono stati nel tempo traslati e tumulati nei rispettivi paesi di origine).

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Hanno preso la parola il sindaco di Tarvisio, signor Renzo Zanette, che ha rivolto il saluto dell’amministrazione comunale ed il comandante generale dell’Arma il quale, ha voluto ricordare gli alti valori di coraggio, umanità e abnegazione, incarnati, oggi come allora, dall’impegno quotidiano dei Carabinieri, presidio dello stato anche nelle più remote contrade della regione e ancora oggi sicuro punto di riferimento per le popolazioni.

Erano presenti, oltre ai familiari dei caduti ed un folto pubblico, in rappresentanza del governo il sottosegretario di Stato per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del mare, on. Vannia Gava, il comandante interregionale “Vittorio Veneto”, generale di corpo d’armata Enzo Bernardini, in rappresentanza della Regione FVG il presidente del consiglio regionale, arch. Piero Mauro Zanin e l’assessore alle Finanze e Patrimonio, dott.ssa Barbara Zilli, il prefetto di Udine, autorità civili e militari di livello regionale e provinciale.

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Significativa è stata la presenza di numerosi Carabinieri dell’Associazione Nazionale intervenuta con labari e bandiere dei delegati di tutte le Sezioni della provincia di Udine e del Nucleo di Protezione Civile. Presenti anche gli organi centrali, intermedio e di base della rappresentanza militare.

Prima di lasciare il luogo della cerimonia, il signor generale Nistri si è intrattenuto con i familiari dei caduti, ai quali ha rinnovato la riconoscenza dell’Arma dei Carabinieri ai 12 eroi per il senso del dovere dimostrato, spinto fino all’estremo sacrificio.

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Fonte e immagini: Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri
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Carabinieri di Chieti sequestrano armi e munizioni da guerra a pluripregiudicato del luogo

Chieti, 20 marzo 2019 – Nella notte, in Montesilvano (PE), a parziale conclusione di un’attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Chieti e della Compagnia Carabinieri di Montesilvano (PE), gli uomini dell’Arma hanno arrestato un pluripregiudicato 65enne del luogo. L’uomo, che deteneva all’interno della propria auto parcheggiata a pochi metri dalla sua abitazione, nel centro cittadino, due pistole semiautomatiche cal.7.65 e calibro 9 corto, una delle quali con matricola abrasa, diversi caricatori, un fucile automatico MP40 calibro 7.62, munizionamento calibro 7.62 per AK-47 meglio noto come Kalashnikov, nonché due bombe a mano di produzione ex Jugoslavia, è stato tradotto presso la casa circondariale di Pescara a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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L’uomo, che dovrà rispondere di detenzione di armi e munizionamento da guerra,  Le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Chieti proseguono al fine di accertare la provenienza delle armi presumibilmente dei paesi dell’Est.

Nel corso della mattinata, nel rispetto delle norme vigenti in materia di esplodenti,  le due bombe a mano sono state fatte brillare, in complete condizioni di sicurezza, sulla spiaggia di Montesilvano (PE), dal Nucleo Carabinieri Artificieri ed Antisabotaggio del Comando Provinciale di Chieti.

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Fonte e immaginiComando generale dell’Arma dei Carabinieri
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Onori ai quattro marescialli dei Carabinieri che salvarono numerose famiglie ebree durante la II guerra mondiale

1 marzo con i carabinieri Giusti tra le nazioni

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Reggio Calabria, 28 febbraio 2019 – In occasione della prossima giornata dei Giusti, l’Associazione Virginia Olper Monis ha organizzato, per domani venerdi 1 marzo, un incontro per ricordare quattro marescialli dei Carabinieri che sono stati dichiarati Giusti tra le Nazioni dallo Yad Vashem (organo israeliano che si occupa della memoria delle vittime della Shoa). Si tratta dei marescialli Giacomo Avenia, Enrico Sibona, Osman Carugno, Carlo Ravera, che salvarono dalla deportazione e dalla morte diverse famiglie ebree durante la seconda guerra mondiale.

La riunione si terrà presso la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dove in memoria dei quattro marescialli verrà piantato nel parco un carrubo e posta una targa con i loro nomi. 

Dalle ore 11,00 si alterneranno dopo i saluti del colonnello Nicola Lorenzon: la presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, per la prima volta a Reggio Calabria; Roque Pugliese consigliere della comunità ebraica di Napoli e delegato per la Calabria; Anna Golotta presidente dell’associazione V. Olper Monis, e Tonino Nocera pubblicista.

L’incontro sarà un modo per confrontarsi sul tema ancora scottante dell’antisemitismo e parlare delle leggi razziali, ma soprattutto sottolineare l’importanza dei Giusti, uomini che hanno affrontato l’odio per salvare la propria umanità.

Il presidente emerito della Knesset Avraham Burg ha così sottolineato «Crediamo fortemente che l’umanità non debba avere limiti, e che la giustizia debba essere cieca rispetto alle nazionalità, ai Paesi o alla politica che la circondano. Ogni atto di ostilità contro persone innocenti richiede che altre persone lottino per loro, Giusti che mettano in pericolo le loro vite e la loro posizione per salvare l’umanità in ogni luogo»

In questa occasione particolarmente importante e coinvolgente, ad accogliere la presidente dell’UCEI Noemi Di Segni ci saranno diverse personalità istituzionali e referenti delle differenti confessioni religiose.

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Fonte e immaginiComando Provinciale CC di Reggio Calabria
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Palestina: avviata la 10^ missione addestrativa italiana

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Gerico (Palestina), 3 febbraio 2019 – ​È stata avviata la 10^ edizione della Missione Addestrativa Italiana MIADIT in favore delle forze di sicurezza palestinesi, nell’ambito delle relazioni bilaterali che intercorrono tra la nostra Repubblica e l’autorità nazionale palestinese. 

Per dodici settimane una trentina di qualificati istruttori dell’Arma dei Carabinieri, guidati dal colonnello Filippo Calisti, cureranno l’addestramento delle diverse unità militari e di polizia palestinesi. Tale iniziativa si inserisce, a pieno titolo, nelle operazioni di capacity building poste in essere dai Carabinieri in diverse missioni fuori area, al fine di sostenere lo sviluppo delle forze di polizia locali.

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Nel corso delle 12 settimane addestrative, verranno inoltre inviate a Gerico, dal comando generale dell’Arma, alcune squadre a contatto allo scopo di fornire addestramenti di alta specializzazione nei settori logistico, tutela patrimonio culturale e tutela dell’ambiente.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Catania: Carabinieri sequestrano cava abusiva in area sottoposta a vincolo paesaggistico del “parco dell’etna”

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Belpasso (CT), 2 febbraio 2019 – I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania (NOE) di Catania hanno sequestrato una cava abusiva ed impianto di frantumazione in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico del “Parco dell’Etna”. Denunciata la titolare della società.

Dopo un’attività di controllo avviate già da tempo nel territorio di alcuni comuni che fanno parte dell’estensione del parco dell’Etna, i militari hanno proceduto al sequestro d’iniziativa di una cava di materiale basaltico-lavico posta in località contrada Fra Diavolo del comune di Belpasso.

La cava, dove erano in corso manovre di lavorazione di materiale basaltico, ricade all’interno della cosiddetta zona “D” del parco dell’Etna, zona sottoposta a speciale vincolo naturalistico e paesaggistico, dove è assolutamente vietato condurre alcuna attività che ne possa modificare o alterare l’aspetto, men che meno quella estrattiva.

La verifica della documentazione dell’azienda operante nel sito ha consentito di rilevare l’assenza di un’autorizzazione valida ad effettuare tali lavori. La titolare della cava è stata quindi denunciata per aver condotto dei lavori di sbancamento all’interno di un’area sottoposta a vincolo in assenza della prescritta concessione estrattiva, di competenza del distretto minerario, oltre che per violazione dell’art. 734 del codice penale, per aver causato il deturpamento dei luoghi sottoposti a speciale tutela di tipo paesaggistico, con altre responsabilità di carattere penale per quanto attiene l’impianto di frantumazione dell’azienda, sequestrato, in quanto risultato sprovvisto della prescritta autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Sequestrato inoltre un escavatore munito di martello pneumatico.

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Nel corso dell’ultimo anno, i Carabinieri del NOE di Catania nell’area Etnea hanno posto sotto sequestro 5 aziende, 9 cave abusive, 4 impianti di frantumazione e produzione di calcestruzzi trovati privi delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atmosfera, nonché decine di escavatori, pale meccaniche e camion utilizzati per le illecite attività.

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Fonte e immagini: Comando Generale dei Carabinieri
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Carabinieri contrastano associazione criminale nigeriana a Messina, dedita al traffico della prostituzione

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Messina, 25 gennaio 2019 – Ordinanza di custodia cautelare in carcere per di 5 persone componenti di una cellula criminale di matrice nigeriana eseguita questa mattina dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina. L’associazione criminale era dedita all’organizzazione di viaggi dall’Africa centrale all’Italia di giovani minorenni da avviare alla prostituzione. L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina su richiesta della locale procura della Repubblica – D.D.A.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Messina con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia, è stata avviata sulla base dei comportamenti sospetti di una giovane nigeriana, ospite di un centro di accoglienza per minori non accompagnati di Messina, la quale è risultata operare per conto di una più vasta organizzazione criminale transnazionale, con base in Nigeria. La giovane donna si occupava di reclutare giovani ragazze minorenni da trasferire in Europa passando dalla città libica di Sabratha, ove si avvaleva dell’apporto di un collegato gruppo criminale libico operante nell’organizzazione delle partenze dei natanti carichi di migranti diretti in Italia.

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Il sodalizio aveva realizzato un collaudato sistema attraverso il quale, nel periodo 2015 – 2017 – reclutava ed avviava alla prostituzione giovani nigeriane, convinte ad abbandonare il paese di origine con la promessa di un lavoro dignitoso in Europa. Una volta giunte in Italia, invece, le giovani venivano costrette a prostituirsi per riscattare i costi del trasferimento, chiamati in gergo “Balance”, anticipati dalla stessa organizzazione.

Per ottenerne l’assoggettamento, le giovani venivano sottoposte, prima della partenza dalla Nigeria, a riti tribali di “magia nera” (quali il rito animista del cd. “Juju”). Alle vittime venivano impartite dettagliate istruzioni su come ottenere celermente i documenti di soggiorno, spiegando che dovevano riferire alle autorità italiane di essere minorenni ma in procinto di raggiungere la maggiore età, in modo da sfruttare il canale preferenziale riservato ai minori ed, al contempo, divenire autonome al compimento dei 18 anni e potersi sottrarre ai controlli più stringenti vigenti nelle comunità di accoglienza per minori non accompagnati. Ottenuti i documenti di soggiorno, le vittime venivano avviate alla prostituzione per ripagare il debito verso l’organizzazione. Parte dei proventi delle attività delittuose venivano reimpiegate in Nigeria per finanziare l’acquisto e la costruzione di immobili e parte venivano reimpiegate per finanziare i viaggi di ulteriori vittime da avviare alla prostituzione.

Nel corso dell’indagine, è stato accertato come l’organizzazione abbia gestito il trasferimento di almeno 15 minori stranieri non accompagnate dalla Nigeria – attraverso Messina – in vari Paesi dell’Unione Europea, avvalendosi anche dell’apporto garantito da un cittadino italiano – responsabile di un’associazione di volontariato impegnata nell’assistenza – il quale forniva notizie utili al rintraccio delle minori gestite dal sodalizio criminale una volta sbarcate in Italia e partecipava all’avviamento alla prostituzione di quelle che venivano ospitate nei centri di accoglienza messinesi.

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Nel corso dell’indagine è emerso anche come alcuni dei soggetti nigeriani indagati fossero dediti anche al traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo eroina, effettuato tramite corrieri che trasportavano il narcotico in corpore in ovuli termosaldati ingeriti alla partenza e consegnati a connazionali di stanza nel casertano. A riscontro di questa attività illecita, a maggio del 2017, su richiesta del Nucleo Investigativo di Messina, i Carabinieri di Firenze arrestarono uno degli indagati, il nigeriano IMARHAGHE Monday che era sbarcato all’aeroporto di Firenze, proveniente da Dusseldorf (Germania), trasportando all’interno della propria cavità intestinale 110 ovuli contenenti 1,2 kg di eroina.

Il delitto associativo è stato contestato ai nigeriani IHAMA Rita 38enne e IMARHAGHE Monday, 32enne, promotori e organizzatori dell’associazione, al 72enne messinese BUSCEMI Giovanni ed ad una quarta persona attivamente ricercata.

Il quarto arrestato è il 20enne nigeriano IGBINOMWANHIA Precious Ovbokhan, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare per il reato di tratta di persone.

Gli arrestati sono stati associati alla casa Circondariale di Messina a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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Fonte e immagini: Legione Carabinieri Sicilia
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Il ministro Trenta inaugura monumento in ricordo dei Carabinieri siciliani caduti durante la strage di Nassirya

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Messina, 24 gennaio 2019 – Quindici anni sono trascorsi dalle stragi di Nassiriya, attacco terroristico in cui persero la vita 19 italiani (di cui 12 Carabinieri, 5 soldati e due civili). In ricordo delle vittime il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha inaugurato – presso la caserma A. Bonsignore di Messina, sede del comando interregionale Carabinieri Culqualber – il monumento dedicato ai 5 Carabinieri siciliani caduti a Nassiriya. Durante la cerimonia, che si è svolta alla presenza dei familiari dei caduti di Nassiriya, hanno partecipato anche Giovanni Nistri, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il comandante interregionale Luigi Robusto oltre alle massime autorità civili, militari e religiose della Sicilia.

Il monumento inaugurato alla presenza del ministro, è stato realizzato dagli alunni dell’istituto artistico Ernesto Basile di Messina: si tratta di un piano d’altare in pietra siciliana lavorata a mano, che poggia su 4 gambi di rose realizzati in acciaio, sorretti da 4 pietre provenienti delle Terre di origine di ciascun caduto siciliano, che circondano una roccia rossa giunta direttamente da Nassiriya. Le quattro pietre italiane abbracciano la pietra irachena e rappresentano – in modo simbolico – il sangue sgorgato dai caduti che ha dato vita ad una rosa. Dalle 4 pietre affiorano 5 rose in ferro battuto, in ricordo di ciascuno dei caduti di Nassiriya siciliani, sovrastate da un ripiano in pietra tipica siciliana.

Sul piano dell’altare, il sacrificio dei nostri caduti viene ricordato attraverso una commovente iscrizione:
La nostra Pietra
Il rosso naturale della dura pietra irachena cela il sangue di un italico martirio e, da cornice i colori della sicula Patria d’origine. Tu che, silenzioso volgi verso di me il tuo sguardo e la tua prece fa di questi sassi un’unica pietra, per schiacciare odi e rancori e, solo allora, da quel sangue potrà sbocciare un fiore.
S. Ten. Giovanni Cavallaro
M.llo A. Alfio Ragazzi
Brig. Giuseppe Coletta
V. Brig. Domenico Intravaia
App. Horacio Maiorana
Terra irachena, 12/XI/2003
Terra di Sicilia 17/I/2019

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Fonte e immagini: Ministero della Difesa
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Antonella Lallo

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