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Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in visita al comando generale dell’Arma dei Carabinieri

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Roma, 3 luglio 2018 –  Nei giorni scorsi il ministro della Difesa Elisabetta Trenta si è recata in visita al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, dove è stata ricevuta dal capo di Stato Maggiore della Difesa Claudio Graziano e dal comandante generale Giovanni Nistri.

Dopo aver salutato la Bandiera di Guerra, durante la sua permanenza a viale Romania, il ministro Trenta è stata aggiornata sulle principali attività dell’Arma in Italia e all’estero attraverso una sintetica presentazione dell’organizzazione e degli obiettivi che l’Istituzione intende perseguire nel quadro programmatico istituzionale del Paese.

La visita è stata anche l’occasione per salutare tutti i vertici dell’Arma, lo Stato Maggiore e una rappresentanza di carabinieri di ogni ordine e grado. Presenti all’incontro i presidenti del Gruppo medaglie d’Oro al Valor Militare, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri e i carabinieri della rappresentanza militare.

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Fonte e immagine: Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
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Traffico di cocaina dal sud America, carabinieri arrestano 9 persone

Lanciavano “macumbe” ai militari che indagavano su di loro. In alcune abitazioni scoperti altari e oggetti per il culto della “santeria cubana”.

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Roma, 27 giugno 2018 – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro, coadiuvati dai militari del comando provinciale di Roma, stanno dando esecuzione a una ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di 9 persone (4 in carcere e 5 ai domiciliari), alle quali è stato contestato il delitto di traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo cocaina.

Le attività investigative, svolte da marzo a novembre 2016 dai Carabinieri della stazione di Roma Piazza Farnese e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia romana, con il fondamentale ausilio e supporto della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), hanno permesso di individuare un considerevole traffico internazionale di droga, importata dal Perù e successivamente distribuita nelle principali piazze di spaccio romane, ma anche in altre province italiane.

Il sodalizio, costituito da cittadini peruviani e capeggiato da un latitante internazionale, che si nascondeva nella provincia di Barcellona. Catturato nel corso delle indagini in esecuzione di un mandato di arresto europeo, il latitante riusciva a importare ingenti quantitativi di cocaina purissima dal Sud-America, tramite l’utilizzo di corrieri (prevalentemente donne incensurate), che occultavano la sostanza stupefacente, collocata all’interno di confezioni di shampoo, prodotti cosmetici e alimentari.

La cocaina, dopo un particolare processo chimico effettuato in Sud America, diventava una crema densa, inodore, impossibile da individuare ai controlli, anche perché il confezionamento avveniva in contenitori non modificati, con la complicità di industrie di marchi famosi a livello internazionale.

La cocaina grezza, con gradi di purezza anche del 99%, una volta giunta a Roma, veniva sottoposta a specifici trattamenti chimici da alcuni membri dell’associazione, specializzati nella “cottura”, per essere trasformata nella classica forma pulverulenta.

Le cessioni agli acquirenti finali, effettuate dai pusher della organizzazione, erano dedicate soprattutto ai consumatori delle zone di movida del centro (Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Campo de’ Fiori, Lungotevere) o rimaneva all’interno della comunità peruviana romana.

In numerose perquisizioni effettuate dai Carabinieri, in occasione delle quali i militari hanno rinvenuto i barattoli contenenti cocaina, sono stati trovati oggetti per il culto della così detta “santeria cubana”, conosciuta anche come Yoruba: gli arrestati infatti erano dediti rievocare genitori e antenati defunti, considerati protettori dei loro discendenti, pregando e offrendo sacrifici su altarini a loro dedicati, anche al fine, così come ascoltato durante le intercettazioni telefoniche, di garantire la buona riuscita degli illeciti traffici internazionali di cocaina.

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Ai militari che arrestavano gli indagati, i sodali indirizzavano macumbe, auspici malefici volti a interrompere l’azione repressiva a loro danno.

L’indagine ha portato alla denuncia, complessivamente, di 22 indagati, a 23 arresti in flagranza dei reati di spaccio, al sequestro di complessivi 17 kg di cocaina purissima circa e al sequestro di oltre 60.000 euro, in contante e altri valori, provento dei traffici internazionali.

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Fonte e immagini (tratte dal video)Comando provinciale Carabinieri Roma
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Afghanistan: militari italiani concludono il corso di primo soccorso alla polizia femminile afghana

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Herat, 23-24 giugno 2018 – I militari italiani in missione in Afghanistan hanno concluso ad Herat il corso Basic Life Support Defibrillation (BLSD) teso a consentire alle poliziotte in servizio presso il carcere femminile di stabilizzare le detenute ed i loro figli in imminente pericolo di vita.


I carabinieri del Police Advising Team (PAT)  con l’ausilio di personale medico e infermieristico dell’ospedale da campo della base italiana (ROLE 2) appartenenti al Train Advise Assist Command West (TAAC-W), su base brigata “Pinerolo”, hanno abilitato sette poliziotte in servizio presso l’istituto di reclusione femminile di Herat al primo soccorso e al soccorso pediatrico. Il corso è stato richiesto dalla direttrice dell’istituto penitenziario per accrescere la formazione del personale di polizia a fornire una maggiore assistenza alle donne detenute nel carcere e ai loro figli che ad oggi, in circa 60 tra neonati e bambini, vivono con loro nella struttura in età prescolare.

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La rianimazione cardio-polmonare, le posizioni di sicurezza post traumatiche e da shock, il trattamento delle ferite lacero-contuse e l’impiego del defibrillatore, sono le principali capacità acquisite dalle poliziotte espresse nella pratica di numerosi esercizi eseguiti su manichino. Inoltre, una sessione a parte è stata dedicata al primo soccorso pediatrico, con particolare riferimento alla disostruzione delle vie respiratorie.

Le attività a favore delle donne afghane, realizzate nell’ambito dei progetti gender, hanno il duplice obiettivo, da una parte,  di rendere le Forze Armate e di Polizia autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale e, dall’altra,  di formare nuovi istruttori (train the trainers) in linea con i compiti del TAAC W che si sviluppano sia sul piano dell’addestramento (train) che su quello della consulenza (advise e assist).

Tutti gli sforzi del contingente italiano, nell’ambito della missione in Afghanistan Resolute Support, sono tesi allo sviluppo organizzativo e funzionale delle forze di sicurezza afgane, per il raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse.

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Le partecipanti, al termine della cerimonia di consegna dei diplomi, hanno espresso grande soddisfazione per quanto appreso durante le lezioni teoriche e pratiche, mostrando sempre un vivo interesse per gli argomenti trattati durante il corso.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Carabinieri restituiscono ai francesi una scultura lignea policroma del XVIII secolo

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Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale restituisce alla Francia una scultura lignea policroma del XVIII sec., rubata nel 1979 dal museo statale “Maison Jean Jaques Rousseau” di Chambery e documenti archivistici del XIX sec., sottratti dagli Archivi del Ministero della Guerra francese.

Roma, 12 giugno 2018 – Il 12 giugno 2018, alle ore 18:00, in Roma, presso Palazzo Farnese, alla presenza del comandante della divisione Unità Specializzate Carabinieri, generale di divisione Claudio Vincelli, in rappresentanza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri, il generale di brigata Fabrizio Parrulli, comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), ha restituito all’ambasciatore di Francia in Italia, s.e. dottor Christian Masset, una scultura lignea policroma del XVIII sec., raffigurante “Madonna con Bambino”, trafugata, nel giugno del 1979, dal Museo Statale “Maison Jean Jacques Rousseau” di Chambery (FR), nonché due importantissimi documenti archivistici del XIX sec., asportati, in data imprecisata, dall’Archivio Storico del Ministero della Difesa e dei Vecchi Combattenti di Parigi.

Le restituzioni sono il frutto di due diverse indagini condotte, rispettivamente dai Nuclei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine e di Monza.

La scultura è stata individuata, nell’ottobre del 2016, nel corso di un controllo effettuato dai militari del Nucleo TPC di Udine presso un negozio antiquario del capoluogo friulano. La successiva comparazione dell’immagine dell’opera, con quelle contenute nella banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ha permesso di indentificarla con quella rubata, nel giugno del 1979, dalla facciata principale del Museo Statale “Maison Jean Jacques Rousseau” di Chambery, oggi denominato “Musée Savoisienne”. Alla luce del riscontro, la procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine ne ha disposto il sequestro.

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Gli ulteriori sviluppi investigativi hanno consentito di accertare la buona fede dell’antiquario, il quale, appresa la provenienza illecita dell’opera, acquistata da una nota casa d’aste straniera, ha rinunciato alla proprietà permettendone la restituzione in favore dello Stato francese.

La seconda attività di recupero, è stata originata da una segnalazione, nel 2011, dell’allora Soprintendenza Archivistica per la Lombardia al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, riguardante la commercializzazione, attraverso una nota casa d’aste di Milano, di due documenti risalenti all’epoca napoleonica e relativi a comunicazioni del Ministro della Guerra Francese all’Imperatore.

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Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, hanno permesso il sequestro dei rari documenti:

  • Rapporto del 12 aprile 1809, inviato dal Ministro della Guerra Henry-Jacques-Guillaume-Clarke (firma autografa del “Conte d’Hunebourg”) “A sa Majesté l’Empereur et Roi”, per informarlo dei costi da sostenere per un’operazione militare in Portogallo;
  • Rapporto del 3 giugno 1812, inviato dal Ministro della Guerra Henry-Jacques-Guillaume-Clarke (firma autografa “Duc de Feltre”) “A sa Majesté l’Empereur et Roi”, in cui si chiede l’autorizzazione a concedere un foglio di via per tornare in “sa patrie” a favore di un soldato del “Battallion Etranger”.

Gli ulteriori accertamenti hanno permesso di verificare che il mandatario a vendere aveva ereditato i beni, nel frattempo riconosciuti delle competenti Autorità d’oltralpe, ignaro del fatto che fossero di provenienza illecita.

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La cerimonia odierna, non solo dimostra come la restituzione alle collettività dei preziosi materiali sottratti alla pubblica fruizione, garantisca la ricomposizione dei percorsi storici, culturali e sociali, altrimenti leggibili solo parzialmente, ma costituisce ulteriore prova della straordinaria collaborazione consolidatasi, nel corso degli anni, tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e l’omologo Servizio francese, Office Central de lutte contre le trafic des Biens Culturels, nonché della funzionalità del canale internazionale di cooperazione di polizia INTERPOL.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Carabinieri: inaugurato a Trieste monumento dedicato ai carabinieri infoibati dal 1943 al 1947

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Trieste, 16 maggio 2018 – Inaugurato oggi il monumento in memoria di tutti i Carabinieri infoibati, scomparsi e soppressi, dal sindaco Roberto Dipiazza e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri, presso la foiba di Basovizza, monumento nazionale. Durante l’alzabandiera, è stato scoperto il monumento: un monolite in marmo Aurisina, sormontato da una granata con fiamma a 13 lingue e con incisa la frase “In memoria di Tutti i Carabinieri infoibati, scomparsi e soppressi”.

Il monumento è stato posizionato nell’area in cui sono già presenti i cippi eretti in memoria di alpini, finanzieri e poliziotti – e dalla resa degli onori ai caduti. La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del commissario del governo in F.V.G. – prefetto di Trieste Annapaola Porzio.

Il monumento, voluto e realizzato dal comune di Trieste, è stato eretto in memoria di tutti i Carabinieri che nel periodo dall’8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947, in Istria, Dalmazia, e nelle province di Trieste e Gorizia sono stati infoibati, soppressi o sono scomparsi.

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Dopo l’8 settembre 1943 sul fronte jugoslavo quasi diecimila italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia furono uccisi a più riprese, fino al 10 febbraio 1947, giorno della firma del Trattato di pace che assegnò alla Jugoslavia l’Istria e buona parte della Venezia Giulia. Molti di loro, non solo esponenti del regime fascista ma in maggioranza civili, finirono in quelle cavità verticali tipiche della regione carsica e dell’Istria, le foibe, ove spesso venivano lanciati ancora in vita. Tra questi ci furono tanti Carabinieri, perlopiù in forza alla legione territoriale di Trieste o ai battaglioni mobilitati operanti nell’area, rimasti al proprio posto per difendere la popolazione. Oltre 250 – numero approssimato per difetto – il cui sacrificio è stato riconosciuto con la concessione, nel 2009, della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri.

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Fonte e immagini: Comando generale Arma dei Carabinieri
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Carabinieri scoprono giro di prostituzione a Pomezia con ragazze anche sposate, 5 gli arrestati

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Pomezia (RM), 16 marzo 2018 – Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato 5 persone, di nazionalità italiana e domiciliate nel comune di Pomezia, ritenute responsabili dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Gli arrestati, quattro uomini e una donna, sono accusati di aver trasformato due abitazioni prese in affitto, una a Pomezia l’altra a Roma, in centri massaggi e pubblicizzati come tali, mentre in realtà erano luoghi dove giovani donne si prostituivano, sia italiane che dell’est Europa, alcune anche sposate e all’insaputa dei loro mariti. I clienti potevano richiedere, oltre ai massaggi, che venissero eseguite dalle donne anche delle prestazioni sessuali.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Pomezia, è scaturita dalla denuncia presentata da una giovane ragazza che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come “segretaria”, recatasi all’appuntamento con i gestori dei centri massaggi, aveva scoperto che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire delle prestazioni sessuali.

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L’indagine ha permesso di dimostrare l’attività di sfruttamento della prostituzione per i gestori dei centri massaggi, due uomini di 42 e 32 anni entrambi residenti a Pomezia che sono stati tradotti presso il carcere di Velletri. I due si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% di quello che guadagnavano ed organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni ed una donna di 41 anni, favorivano l’attività di prostituzione delle giovani, portando nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno e gestendo gli appuntamenti e la contabilità, sono stati portati presso i loro domicili in regime di arresti domiciliari.

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Fonte e immagini: Legione carabinieri “Lazio” / Compagnia di Pomezia
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L’arma dei Carabinieri esprime le condoglianze per il decesso dell’appuntato scelto Alessandro Borlengo

 stemma-arma-carabinieriRoma, 23 marzo 2018 – L’Arma dei Carabinieri si stringe compatta intorno ai familiari dell’Appuntato Scelto Alessandro Borlengo, deceduto oggi in servizio a Borgo San Martino di Bra (CN) in un incidente stradale, esprimendo la propria vicinanza e il proprio cordoglio per la sua tragica scomparsa.

Nel contempo formula i migliori auguri di pronta e piena guarigione agli altri Carabinieri rimasti feriti nell’incidente. 

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