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Carabinieri, il generale Gaetano Angelo Antonio Maruccia è il nuovo vice comandante generale dell’Arma

Generale-Gaetano-Maruccia

Roma, 24 marzo 2020 – Avvicendamento nella carica di vice comandante generale dell’Arma, ieri mattina, tra il generale di corpo d’armata Ilio Ciceri, cedente, e il generale di corpo d’armata Gaetano Angelo Antonio Maruccia, che al momento sta rivestendo anche l’incarico di comandante interregionale dei Carabinieri “Pastrengo”.

In linea con l’emergenza coronavirus il cambio è avvenuto tramite collegamento in videoconferenza, su una piattaforma informatica, a cui hanno partecipato i vertici dell’Arma.

Il mandato di Vice Comandante Generale per legge viene conferito per la durata di un anno al Generale di Corpo d’Armata più anziano dei Carabinieri.

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Bergamo, emergenza ossigeno, in campo i Carabinieri che recuperano 250 bombole (video)

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Bergamo, 23 marzo 2020 – Rilevante carenza di ossigeno per i pazienti in quarantena domiciliare affetti da Covid-19 a Bergamo. Per ovviare la situazione i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo, in accordo con la prefettura locale e l’Agenzia di Tutela della Salute, hanno recuperato oltre 250 bombole di ossigeno vuote, che stavano nelle abitazioni delle persone decedute  o presso le farmacie. I militari dell’Arma le hanno quindi consegnate alle aziende produttrici di gas tecnici per la tempestiva rigenerazione ed immissione nel territorio provinciale a favore di nuovi 250 ammalati.

Grosse difficoltà erano state segnalate nel reperire i presidi medici ad ATS di Bergamo, de alcuni farmacisti e da numerosi pazienti presenti nelle loro abitazioni.

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L’operazione, che ha visto coinvolte tutte le Tenenze e le Stazioni dell’Arma di Bergamo, ha permesso di fronteggiare tempestivamente la carenza di ossigeno più volte lamentata da l’Arma di Bergamo. Come già accaduto nei giorni scorsi, anche oggi i Carabinieri continueranno a garantire il trasporto dei medicinali e delle apparecchiature sanitarie in favore dei nosocomi della provincia, in particolare l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’ospedale Bolognini di Seriate e l’ospedale di Treviglio, tutti in prima linea contro l’epidemia in atto.

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Il carabiniere Claudio Polzoni vittima del coronavirus, condoglianze dall’Arma, cordoglio dal sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo

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Bergamo, 20 marzo 2020 – Nella tarda serata di ieri, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto l’appuntato scelto qualifica speciale Claudio Polzoni, 47enne, addetto alla Centrale Operativa della Compagnia CC di Bergamo. L’Arma piange così la seconda scomparsa a causa di questa terribile malattia.

Il militare in servizio alla Centrale Operativa di Bergamo da quasi dieci anni, era divenuto un valido riferimento per i colleghi in pattuglia sul territorio bergamasco e per tutti coloro che si rivolgevano al “112” per chiedere aiuto, un consiglio o semplicemente per una rassicurazione.

Una vita dedicata alla propria famiglia, al prossimo, all’Arma.

Il Comandante Generale e tutta l’Arma si stringono compatti intorno al dolore alla famiglia del militare.

Il sottosegretario alla Difesa on. Angelo Tofalo, appresa la notizia del decesso scrive in una nota: “Partecipo con sentimenti di profondo cordoglio al dolore della famiglia dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale dei Carabinieri Claudio Polzoni, vittima del coronavirus”, esprimendo inoltre “vicinanza a tutti gli italiani che, in queste drammatiche ore di emergenza, stanno piangendo i propri cari”.

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Carabinieri, monitoraggio in Sardegna nelle aziende produttrici di Dispositivi Protezione Individuale

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Cagliari, 16 marzo 2020 – I militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – N.A.S. e del Comando Provinciale Carabinieri di Cagliari, a seguito delle disposizioni nazionali sulla gestione dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, hanno avviato un’attività di monitoraggio  sulle aziende in Sardegna in grado di produrre i Dispositivi Protezione Individuale (DPI), indispensabili per consentire il prosieguo in sicurezza delle attività finalizzate al contenimento del fenomeno epidemiologico.

In tale contesto, i carabinieri hanno individuato presso l’area di stoccaggio del “porto canale” di Cagliari un container contenente un considerevole quantitativo di D.P.I. destinati per la rivendita ad una farmacia all’ingrosso di Genova.

Il prefetto di Cagliari, dr. Bruno Corda, su istanza della Regione Sardegna, ieri ha preso atto delle risultanze degli accertamenti svolti dai Carabinieri del N.A.S. di Cagliari e dell’indispensabilità del suddetto materiale per le strutture sanitarie della Regione nella gestione dell’emergenza epidemiologica “Covid-19”, disponeva di acquisire il predetto materiale mettendolo nell’immediata disponibilità dell’autorità regionale.

Il provvedimento è scaturito da “indifferibili ed urgenti necessità di sicurezza pubblica connesse alla salvaguardia della vita e della salute, considerata altresì la condizione di insularità del territorio sardo che ne aggrava ulteriormente il reperimento”.

Tale sinergia tra la Prefettura, la Regione Autonoma della Sardegna e l’Arma dei Carabinieri ha permesso quindi di acquisire i predetti dispositivi sanitari, consentendo alle strutture preposte di implementare il materiale di consumo in uso presso le strutture di protezione civile ed ospedaliere impegnate per far fronte all’emergenza epidemiologica in Sardegna.

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‘ndrangheta, Carabinieri dei Cacciatori di Calabria arrestano esponente di spicco supportati dai Carabinieri di Locri

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Reggio Calabria, 13 marzo 2020 – “La lotta alla criminalità organizzata continua senza tregua anche in condizioni di grave emergenza come quelle che stiamo vivendo in queste ore. La notte scorsa infatti i Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto dell’Arma territoriale di Locri, hanno arrestato Cesare Antonio Cordì, esponente di spicco della ‘ndrangheta. Il latitante è stato individuato a seguito delle violazioni delle prescrizioni decise dal governo per l’emergenza coronavirus. Ringrazio tutto il personale dell’Arma dei Carabinieri e di ciascuna Forza armata che, continuando ad operare con il massimo dell’impegno, fanno sentire sempre più forte la presenza dello Stato a salvaguardia della legalità e della sicurezza collettiva”, questo ciò che ha scritto in una nota il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ringraziando i militari dell’Arma per il lavoro svolto.

Ma come sono riusciti i Carabinieri a incastrare il latitante? L’intraprendenza nel violare le prescrizioni delle norme di emergenza coronavirus dettate in questi giorni dal Governo, ha fornito l’ultimo tassello agli investigatori dell’Arma: quell’abitazione non poteva essere solo il buen-retiro di un onesto cittadino.

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Nella tarda serata di ieri, sono risultate quindi fatali a Cesare Antonio Cordì, classe 1978, le condizioni ambientali generate dall’emergenza sanitaria in atto, impedendogli di celare la propria presenza in una casa tra le tante che, in questi giorni, vedono la sola fugace uscita per gli acquisti quotidiani di derrate alimentari.

È bastata poi il flebile bagliore di una sigaretta – carpito dalla fessura di una tapparella – per dare la certezza ai Carabinieri che, in quella casa in Contrada Monica di Bruzzano Zeffirio, ci fosse il ricercato sulle cui tracce erano ormai da giorni.

Ancora una volta i Carabinieri della provincia aspromontana si sono confermati inesorabili cacciatori di latitanti, pronti a imporre l’osservanza della giustizia a chi, dopo la commissione dei reati, prova a sottrarsi ulteriormente alle proprie responsabilità.  

Un’azione fulminea, quella dei militari delle Compagnie di Bianco e Locri, dei Carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori d’Aspromonte”, che non ha concesso la minima possibilità alla  fuga già orchestrata da un ingresso secondario al figlio di Antonio “u ragiuneri”, il quale si era reso irreperibile in occasione dell’esecuzione dell’operazione “Riscatto” della Compagnia di Locri.

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Una manovra investigativa che, nell’agosto del 2019, aveva consentito ai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, di assestare un durissimo colpo alla storica cosca locrese dei “Cordì”, ai cui partecipi furono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta.

In particolare, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, a carico di Cesare Antonio Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria poiché indagato per trasferimento fraudolento di valori – aggravato perché commesso al fine di agevolare l’associazione mafiosa – in quanto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, attribuiva fittiziamente alla moglie Teresa Giorgi la titolarità formale dell’esercizio commerciale “Dolcemente di Giorgi Teresa” ad Ardore.

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Sono in corso le indagini per ricostruire la rete che di persone che ha favorito la latitanza del 42enne esponente di spicco della ‘ndrangheta di Locri.

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Scuola Ufficiali Carabinieri, inaugurato l’anno accademico 2019-2020

Inaugurazione anno accademico arrivo Autorità

Roma, 25 gennaio 2020 – Nella mattinata, presso l’aula magna della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dei Ministri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, della Giustizia, Alfonso Bonafede, della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, e per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019 – 2020.

Fra le tante personalità presenti, autorità parlamentari, di governo e diplomatiche, esponenti delle magistrature, delle Forze armate, delle Forze di polizia, delle agenzie di informazione e sicurezza, il presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al V.M., i presidenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali in congedo ed esponenti degli organismi di rappresentanza dell’Arma.

La cerimonia è stata aperta dal comandante della scuola, generale di divisione Riccardo Galletta, che ha indirizzato il proprio saluto ai presenti illustrando le attività didattiche svolte dall’Istituto.

Inaugurazione anno accademico 2019 - 2020 (3)

Ha quindi preso la parola il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Giovanni Nistri. Tra i temi trattati, la necessità, nonostante il 2019 abbia segnato il più basso tasso di reati degli ultimi 10 anni, di accrescere la sicurezza percepita anche attraverso la rassicurazione dei singoli, minacciati dall’ansia, acuita dalle crescenti fragilità sociali. Il modello di prossimità dell’Arma, capillarmente diffuso sul territorio, che coniuga efficienza operativa e qualità delle relazioni umane risponde a questa esigenza. Tenenze e Stazioni rappresentano infatti per 7.416 Comuni d’Italia l’unico presidio di polizia e a questo presidio nel 2019 sono stati destinati oltre 2.600 carabinieri. I reparti dell’Arma nel loro complesso hanno perseguito il 73% di tutti i reati denunciati, scoprendo il 63% dei casi risolti da tutte le Forze dell’Ordine.

Un impegno, ha ricordato il generale Nistri, che sovente mette a repentaglio l’incolumità dei Carabinieri, come dimostrano i tre morti e 2.033 feriti e contusi, vittime di resistenze e aggressioni, oltre il 28% in più rispetto al 2018. Un dato che preoccupa perché frutto di un clima che vede l’autorità costituita comunque espressa associata a riferimenti negativi. Da qui la riflessione sul bisogno di misura anche nella formazione dell’opinione pubblica.

Il modello di prossimità è “l’anima” che l’Arma apporta al sistema della sicurezza interna. Un sistema equilibrato nel quale l’espressione formale della pubblica sicurezza procede “verticalmente” dalle autorità provinciali – prefetti e questori – a quella nazionale del Ministro dell’Interno, ma trova il suo completamento nella responsabilità “orizzontale”, propria nella maggior parte dei casi dei Reparti Carabinieri, unici presidi sul territorio. 

La cerimonia è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio della riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma: a 3 anni dall’adozione dei provvedimenti i risultati operativi si sono moltiplicati, con controlli che hanno registrato un incremento progressivo, del 31% nei primi due anni e di un ulteriore 6% nel 2019, anche grazie all’assegnazione di 790 militari ai reparti forestali e all’acquisizione di mezzi ed equipaggiamenti. Le misure organizzative adottate hanno inoltre consentito di conseguire economie di esercizio per 35 milioni di euro, superando l’obiettivo di 32 milioni fissato per legge.

Si è parlato inoltre di innovazione tecnologica, con importanti investimenti sia nell’area operativa che in quella concorsuale, e di benessere del personale. Il generale Nistri ha auspicato tra l’altro provvedimenti che possano compensare la riduzione del trattamento pensionistico a seguito dell’introduzione del sistema contributivo

Parlando di diritti del personale il comandante generale ha affrontato il tema dell’associazionismo militare di natura sindacale. Un argomento a cui l’Istituzione guarda con estremo interesse e con il vivo auspicio che una legge sia approvata a breve, nella convinzione che “l’innesto delle relazioni sindacali non è un aspetto neutro nella regolazione della vita di un’Istituzione, talché risulterebbero assai semplicistiche soluzioni che, aderenti a realtà organizzative affatto differenti, non tengano nella dovuta considerazione le necessità operative e di impiego di migliaia di presidi diffusi sul territorio nazionale”.

Infine, rivolgendosi ai giovani ufficiali allievi, il generale Nistri ha ricordato che la militarità, requisito irrinunciabile per l’Arma, è condizione particolare, riconosciuta dalla Costituzione a presidio delle Istituzione democratiche e comporta dei limiti di continenza. Ha citato Giuseppe Mazzini che scriveva: “La questione vitale che si agita nel nostro secolo è una questione di educazione. Educazione ad un principio: il dovere. Attraverso l’educazione al dovere si può arrivare a comprendere che lo scopo della vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé stessi e gli altri migliori. Questo non vuol dire rinunciare ai diritti, bensì arrivare al loro raggiungimento attraverso la pratica dei doveri”. “La pratica dei doveri – ha proseguito il Comandante Generale – è la grammatica etica della nostra formazione e la pietra d’angolo della nostra funzione. Una funzione da esercitare con «disciplina ed onore», come recita la Costituzione. E non ci può essere onore senza servizio. Servire la Patria e i cittadini. Servire i Carabinieri che vi verranno affidati. Servirli con la competenza delle conoscenze, l’umiltà dell’ascolto, la responsabilità delle decisioni, il coraggio delle rinunce”.

Inaugurazione anno accademico 2019 - 2020 (2)

Ha preso dunque la parola il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini il quale, dopo aver ribadito ai giovani ufficiali allievi “che se l’arma dei carabinieri, da oltre due secoli, è un pilastro insostituibile per la nostra collettività, lo deve anche e soprattutto alla capacità che ha dimostrato di saper trasmettere alle sue nuove generazioni tutto il suo inestimabile patrimonio di tradizioni, di identità, di valori, di conoscenza, di procedure, di tecnologia”, ha dichiarato aperto l’anno accademico 2019 – 2020.

Inaugurazione anno accademico - Giuseppe Conte

In chiusura ha preso la parola il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte che ha fatto una attenta disamina delle innumerevoli attività che vedono impegnati i carabinieri sul territorio nazionale e all’estero. “Siete una risorsa del Paese” –  ha detto il massimo esponente del Governo – “che sa ispirarsi alle regole democratiche, divenendo veicolo di promozione di quell’umanesimo che deve porre l’individuo al centro della società. Una forza sana, che sa affrontare anche le vicende più dolorose, andando ben oltre le normali mansioni d’istituto e rinunciando, talvolta, anche al calore degli affetti più cari, ricompensati tuttavia, da attestazioni di riconoscenza e piena umanità da parte del cittadino. Ed è così che il sistema della pubblica sicurezza trova il suo necessario completamento nella responsabilità, aderente e concreta, dell’azione di polizia delle comunità, risalente, nella maggior parte dei casi, proprio ai Reparti dei Carabinieri”.

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Roma, operazione antidroga “Coffee bean” dei Carabinieri a San Basilio, 21 arresti

L'operazione dei Carabinieri a S. Basilio (3) 

Roma, 20 gennaio 2020 – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone, hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nei confronti di 21 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, nonché tentato omicidio.

L'operazione dei Carabinieri a S. Basilio (9)

Ulteriori perquisizioni sono in corso nei confronti di altri 13 indagati, le cui condotte sono risultate collegate al traffico illecito di sostanze stupefacenti, attribuito agli arrestati.

Le indagini hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio.

Tra gli arrestati ci sono diversi personaggi vicini alla ‘ndrina Marando di Platì, progressivamente insediatisi sul territorio popolare di San Basilio, gestendo, con l’ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher in vario modo coordinati, una costante, pervasiva e remunerativa attività di spaccio.

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