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Carabinieri, operazione Racoon II, sequestrate pellicce di orsetto lavatore importate illegalmente dalla Cina

Pellicce di orsetto lavatore importate illegalmente dalla Cina per il mercato italiano degli accessori di abbigliamento.  

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Sesto Fiorentino (FI), 13 ottobre 2017 – I Carabinieri Forestali Raggruppamento Servizio CITES (Convention on International Trade of endangered Species of Wild Fauna and Flora) hanno sequestrato a Sesto Fiorentino (FI) oltre 5.500 capi di abbigliamento, tra cappelli, sciarpe e guanti realizzati con pelliccia di procioni (orsetto lavatore o Procyon lotor) allevati e provenienti dalla Cina, in violazione della normativa comunitaria che regolamenta il commercio di pelli e pellicce (Regolamento (CEE) n. 3254/91, per la cui violazione è previsto in Italia l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 10 a 100mila euro). Il regolamento vieta l’introduzione e l’uso nella Unione Europea di pellicce e prodotti con queste ottenuti, di animali da pelliccia, come il procione, il coyote, la lince ed altri, che provengano da paesi che non assicurino che per la loro cattura, allevamento e abbattimento non siano usate tagliole o metodi cruenti che producano gravi sofferenze. E’ per questo che l’introduzione di pellicce di procione è illegale se non proviene da Paesi riconosciuti, a garanzia che gli animali non siano stati sottoposti ad uccisioni illegali, maltrattamento e sevizie. I capi in questione infatti erano stati importati illegalmente dalla Cina, paese in cui non esistono allevamenti autorizzati, e per questo i Carabinieri  CITES, specializzati in questo settore, hanno provveduto a deferire all’A.G. il proprietario di una ditta e hanno sequestrato la merce illegale.

Allertati da un caso di importazione di dubbia provenienza di un ingente quantitativo di caratteristici pon-pon, realizzati con pelli di procione (Procyon lotor), gli investigatori del raggruppamento Carabinieri CITES di Roma, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri CITES Firenze, hanno provveduto ad eseguire un immediato controllo presso i magazzini e la sede della ditta importatrice sita nella zona industriale fiorentina. Tra le migliaia di prodotti in esposizione, costituiti da semilavorati, giubbotti, giacche, abiti, accessori di abbigliamento etc., i militari hanno individuato la merce illegalmente introdotta e pronta per essere alienata sul mercato italiano ai rivenditori al dettaglio.

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Non è la prima volta che il settore della moda viene sottoposto a controlli mirati da parte del Servizio CITES. Già nel 2010, con le operazioni “Racoon” e “Rascal”, furono circa mille i capi di abbigliamento griffati e Made in Italy sequestrati ad una nota catena di moda romana presso numerose boutique della capitale dagli agenti CITES e 600 i “colli” realizzati con procione provenienti da Pechino e sottoposti a sequestro.

Il fenomeno del traffico di esemplari animali, vivi, morti o parti derivate, anche appartenenti a specie protette, destinati all’industria della moda, ancora registra numeri elevati. La merce sequestrata dai Carabinieri Forestali, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato cifre sino  a 200.000 euro. I controlli si estenderanno ad altri centri di importazione e vendita di pelli e pellicce animali.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Inaugurata la nuova stazione dei carabinieri di Torriglia (GE)

 

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Genova, 09 ottobre 2017 – Inaugurata questa mattina la nuova sede della stazione Carabinieri di Torriglia, con una cerimonia a cui hanno partecipato autorità militari, religiose e civili regionali e nazionali. Presenti il ministro della Difesa sen. Roberta Pinotti, che ha tagliato il nastro, ed il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri gen. di corpo d’armata Tullio Del Sette, accompagnato dal comandante interregionale di Milano gen. di corpo d’armata Riccardo Amato e dal comandante della Legione Liguria gen. di brigata Paolo Carra. Nei brevi interventi sia il ministro della Difesa che il comandante generale hanno rimarcato l’importanza della presenza capillare dell’Arma in particolar modo nei piccoli centri, in cui le Stazioni carabinieri devono rappresentare soprattutto punti di riferimento e di conforto per la popolazione e garanzia di sicurezza necessaria per una convivenza serena.

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Sentita la partecipazione della cittadinanza arricchita dalla presenza di numerosi bambini delle scuole materne ed elementari di Torriglia. Donata dal comune ai carabinieri la bandiera nazionale.

L’immobile, di proprietà privata, è stato acquistato dall’amministrazione comunale di Torriglia che lo ha ristrutturato in base alle esigenze dell’Arma e concesso in comodato d’uso.

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La stazione Carabinieri di Torriglia vede la sua genesi sin dal 1816, due anni dopo l’istituzione con le Regie Patenti del 1814 del corpo dei Carabinieri Reali. Infatti, il 4 novembre del 1816 con determinazioni di S.M. è stata definita l’organizzazione e eegolamento militare per il corpo dei Carabinieri Reali. Nel documento, che definisce nel dettaglio la composizione del corpo dei Carabinieri Reali, è possibile trovare tra le Stazioni dipendenti dalla Divisione di Genova, quella di Torriglia, con giurisdizione sui comuni di Bargagli, Montebruno e Propata, retta da un “Brigadiere a piedi”.

Sin dai primi anni i Carabinieri furono largamente impiegati in ogni genere di servizi. In occasione dell’epidemia di colera del 1835/1836 ai Carabinieri furono delegate anche funzioni di sorveglianza sulle persone in transito, isolamento delle zone e delle singole abitazioni, il trasporto degli infermi ed i servizi presso gli ospedali ed i lazzaretti. L’impiego fu talmente ampio che si rese necessaria la distribuzione di apposite istruzioni sulla profilassi da adottare per evitare il contagio e sulle modalità di soccorso degli ammalati. Molteplici furono i casi di sopravvissuti perché individuati ed assistiti dai Carabinieri.

Alla fine del 1836 la Gazzetta di Genova faceva le più alte lodi all’opera svolta dai Carabinieri durante la lunga epidemia, scomparsa verso la fine del 1837 e per tale opera il corpo ebbe l’elogio del Sovrano.

Negli anni successivi la stazione, situata nell’omonimo comune facente parte del Parco naturale regionale dell’Antola, assunse l’attuale configurazione con una forza organica di 6 unità (2 Isp., 1 Brig. e 3 App./Car.).

Il territorio su cui insiste il Presidio è situato in zona montuosa ai piedi del monte Prelà (1.406 m) in uno spartiacque comprendente le valli dei fiumi Trebbia e Scrivia ed il bacino del lago del Brugneto e si estende su una superficie di circa 107 kmq con una popolazione di 2729 abitanti, suddivisi tra i comuni di Torriglia (2.297 abitanti), Montebruno (228 abitanti) e Propata (140 abitanti). Nel 2011 si è aggiunto anche il comune di Rondanina (64 abitanti) precedentemente di competenza della stazione di Rovegno, anch’essa dipendente dalla compagnia di Chiavari.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Carosello dei carabinieri in chiusura del Longines Global Champions Tour di Roma

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Roma, 24 settembre 2017 – Chiusura d’eccezione del Longines Global Champions Tour di Roma, oggi domenica 24 settembre, con il Carosello dei Carabinieri a cavallo per la prima volta allo Stadio dei Marmi Pietro Mennea. Il numeroso pubblico presente anche oggi al Foro Italico ha infatti salutato la sempre emozionante esibizione del 4° Reggimento dell’Arma che ha posto il suo sigillo dell’edizione numero tre del prestigioso concorso ippico internazionale.

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Fonte: Ufficio stampa Equi-Equipe
Immagine: © Stefano Grasso/LGCT
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Salvo D’Acquisto ricordato a Palidoro nel  74° anniversario del sacrificio

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Palidoro, 24 settembre 2017 – Ieri mattina, presso la torre di Palidoro, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e del fratello dell’eroe, prof. Alessandro D’Acquisto, è stato celebrato il 74° anniversario del sacrificio del vice brigadiere Medaglia d’Oro al Valor Militare Salvo D’Acquisto, con la deposizione di una corona alla stele del decorato.

Alla caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma è stata deposta una corona al monumento.

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Successivamente, nella sala di rappresentanza del comando generale dell’Arma dei Carabinieri, il comandante generale ha voluto rendere merito a sei militari e a un orfano dell’Arma distintisi in operazioni e attività caratterizzate da spiccato senso di solidarietà, consegnando loro il Premio “Salvo D’Acquisto”.

Era il 23 settembre 1943 quando, a seguito di un presunto attentato alle SS, il comando tedesco prese in ostaggio 22 civili innocenti. Il comandante del contingente, per tentare di avvalorare il sequestro degli ostaggi, cercò il Carabiniere più elevato in grado della stazione di Torrimpietra, affidandogli il compito di individuare un colpevole tra i 22 innocenti presi in ostaggio.

Fu così che i tedeschi aggredirono il giovane Salvo D’Acquisto, vice brigadiere in sottordine, cercando di convincerlo ad accusare qualcuno, ma non servì a nulla. Il Carabiniere infatti, intuendo le intenzioni dei nazisti, decise di accusarsi del presunto attentato e sacrificare la propria giovane vita, barattandola con quella dei 22 innocenti. Aveva solo 23 anni.

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L’estremo sacrificio dell’eroe, a cui è stato riconosciuto il titolo di “Servo di Dio”, è l’esempio del più luminoso altruismo che ha da sempre contraddistinto lo spirito dell’Arma e di ogni Carabiniere.

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri
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Kosovo: primo corso sulla tutela ambientale per la Kosovo Police

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Pristina (Kosovo), 22 settembre 2017 – Si è concluso oggi il primo corso “Environmental Crime Course” sulla tutela ambientale, svolto dai militari dell’Arma dei Carabinieri in favore dei poliziotti della Kosovo Police (KP).

Alla cerimonia di chiusura, che si è tenuta oggi presso la base della Multinational Specialized Unit (MSU) di Pristina, hanno partecipato il vice comandante di KFOR (Kosovo Force), brigadier general Christina Riener, e l’ambasciatore italiano Piero Cristoforo Sardi, che, alla presenza del capo della KP col. Shpend Maxhuni e del comandante di MSU col. Marco Di Stefano, hanno consegnato gli attestati di partecipazione ai 20 frequentatori.

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Il corso, nato da accordi intercorsi tra l’Arma dei Carabinieri e la KP, ha avuto lo scopo di fornire nozioni di base agli operatori di polizia nel settore della tutela ambientale. Il programma si è sviluppato in 3 settimane, tra lezioni teoriche e pratiche, ed ha affrontato diverse tematiche inerenti l’ambiente: la definizione di ambiente; l’uomo e l’ambiente; effetti dell’inquinamento sull’uomo, su matrici e alimentazione; organismi internazionali; protocolli, trattati e convenzioni e regolamentazione internazionale sul trasporto di materiali/liquidi/gas su strada. 

Le attività sono state condotte dai Carabinieri Forestali e del Nucleo Operativo Ecologico (NOE), militari altamente specializzati sul tema della tutela dell’ambiente.

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La MSU di KFOR è un’unità multinazionale su base Arma dei Carabinieri che opera in Kosovo dal 1999. Le unità operative dell’MSU assolvono ai compiti di risposta e mantenimento dell’ordine pubblico, supporto alle forze di polizia locali e  monitoraggio degli aspetti riguardanti la pubblica sicurezza.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Consegnata ai carabinieri di Bolzano una macchina ad idrogeno, la prima in uso ad una forza di polizia

A22 consegna un’auto ad idrogeno con tecnologia fuel cell ai carabinieri del Trentino Alto Adige, si tratta del primo veicolo ad idrogeno in uso ad una forza di polizia italiana. Il veicolo verrà utilizzato per attività di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione nelle zone esterne al tratto autostradale dell’A22.

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Bolzano, 21 settembre 2017 – È avvenuta stamani, presso la sede di IIT – Istituto per le Innovazioni Tecnologiche – a Bolzano, l’assegnazione di un’auto a idrogeno concessa da A22 al Comando Legione Carabinieri Trentino – Alto Adige in comodato d’uso gratuito fino al 31 agosto 2018. Tra i presenti, l’amministratore delegato di A22, Walter Pardatscher, il direttore tecnico generale Carlo Costa e il comandante della Legione Carabinieri Trentino Alto Adige, generale di brigata Massimo Mennitti.

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Walter Pardatscher – consegnando le chiavi del veicolo – ha dichiarato che: “Autostrada del Brennero da sempre mantiene stretti rapporti con le forze dell’ordine dislocate sul territorio, nell’intento di garantire la massima sicurezza possibile in autostrada e nelle zone limitrofe. La collaborazione tra A22 e l’Arma rientra pienamente nell’ottica di una tutela sempre maggiore dei nostri territori”.

La Hyundai mod. ix35 Fuel Cell è dotata di un motore con una potenza massima di 100 Kw, pari a 136 cv e con un’autonomia di quasi 600 km: servirà – nell’ambito territoriale di competenza del Legione Carabinieri Trentino Alto Adige – per svolgere funzioni legate al pattugliamento nei parcheggi dei veicoli pesanti esterni all’A22 e nelle zone limitrofe al tratto autostradale stesso. Si tratta di aree spesso soggette, in orario notturno o nei giorni festivi, a soste non regolamentate dei tir, in particolare quando vi sono prolungati blocchi del traffico, esodi di massa o eventi meteo avversi.

La scelta di mettere a disposizione dei Carabinieri del Trentino Alto Adige, per le attività istituzionali, un autoveicolo a idrogeno, rientra nell’ambito della promozione dei combustibili alternativi rinnovabili ed ecosostenibili che da anni ormai A22 persegue. Il direttore tecnico generale Carlo Costa, a questo proposito, ha ricordato che: “numerosi e tangibili sono gli esempi dell’impegno di Autostrada del Brennero a supporto di azioni rispettose dell’ambiente, come la presenza nella propria flotta aziendale di più veicoli alimentati ad idrogeno e elettrici nonché la creazione del primo Centro di produzione d’idrogeno da fonti rinnovabili in Italia, inaugurato il 5 giugno 2014, che ci ospita quest’oggi.”

Il lavoro svolto dai Carabinieri va ad aggiungersi a quello svolto dalla Polizia Stradale, dagli operatori del COA e del CAU di Trento e degli ausiliari della viabilità che, parallelamente alla continua sperimentazione e applicazione di tecnologie avanzate, garantiscono che l’A22 e le sue pertinenze e le aree limitrofe rispondano ai più moderni ed elevati standard di sicurezza.

20170921 CONSEGNATA AI CARABINIERI DI BOLZANO LA PRIMA AUTO A IDROGENO

Nel ricevere il mezzo il generale Massimo Mennitti ha sottolineato l’importanza di questa giornata per l’Arma dei Carabinieri. “È la prima volta che in Italia una forza di polizia riceve in dotazione un mezzo ad idrogeno. In verità questo è uno dei primi test al mondo, perché ci risultano solo alcuni progetti avviati in Inghilterra (ma riguardanti scooter). E noi siamo davvero orgogliosi che l’Arma dei Carabinieri sia approdata per prima a questa nuova frontiera della sicurezza coniugata alla sostenibilità. Sono due fattori che possono percorrere assieme un lungo cammino verso un’etica del servizio di sicurezza in favore della collettività che trova, nel nostro impegno quotidiano, un valido banco di prova. Oggi più che mai, soprattutto dopo l’acquisizione di rilevanti competenze in materia di tutela dell’ambiente, con l’ingresso della competenza forestale negli assetti dell’Arma dei Carabinieri, la nostra Istituzione guarda con grande interesse alla tutela dell’ambiente, come dimostrano le già numerose auto elettriche impiegate nel servizio d’istituto. Da oggi l’Arma dei Carabinieri punta un traguardo ulteriore, con un mezzo dalle grandi potenzialità, nato dal connubio di significative competenze, come quella della società Autostrada del Brennero e dell’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche di Bolzano, e di una precisa volontà dell’Arma dei Carabinieri di pensare alla sicurezza in futuro che ci deve vedere tutti più attenti alla salvaguardia ambientale.”

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Fonte e immagini: Arma dei Carabinieri, comando provinciale Bolzano
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Apertura della caccia: Carabinieri intensificano le operazioni di controllo sull’attività venatoria

CACCIA: CARABINIERI, ATTENZIONE ALLA SICUREZZA E AL RISPETTO DELL’AMBIENTE In occasione del prossimo inizio della stagione venatoria intensificati su tutto il territorio nazionale i controlli dei reparti territoriali e dei Carabinieri Forestale

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Roma, 15 settembre 2017 – Domenica 17 settembre è prevista l’apertura generale della stagione venatoria. Il comando generale dell’Arma dei Carabinieri ha impartito disposizioni a tutti i  reparti territoriali e alla specialità forestale, che si avvale dell’ausilio di 83 gruppi e circa 1000 tra comandi stazione e nuclei tutela biodiversità, affinché vengano intensificate le operazioni di controllo sull’attività venatoria e soprattutto quelle di prevenzione e contrasto al bracconaggio.

Di recente la normativa sulla caccia è stata modificata per quanto riguarda i munizionamenti e le importazioni di specie selvatiche dall’estero. Si ricorda anche che martedì e venerdì non si può esercitare l’attività venatoria, mentre per i restanti cinque giorni della settimana si dovrà sceglierne al massimo tre. Sono poi soltanto due i colpi che può contenere il serbatoio dei fucili a canna liscia,  mentre la carabina per la caccia al cinghiale, ne potrà contenere fino a cinque.

La fauna selvatica è patrimonio tutelato nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale. L’Arma dei Carabinieri, attraverso l’attività delle strutture operative centrali e periferiche, difende la vita delle specie selvatiche, autoctone ed esotiche, garantendo anche la conservazione dei loro habitat naturali. In particolare, con l’ausilio della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali (SOARDA), dipendente dal Comando Carabinieri  per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi, struttura specializzata che opera congiuntamente alle strutture territoriali  negli interventi contro il bracconaggio, controlla il corretto esercizio dell’attività venatoria e svolge complesse indagini relative al traffico di fauna selvatica, animali da reddito e d’affezione e opera contro il maltrattamento animale.

Per la caccia si invitano tutti coloro che praticano l’attività venatoria a comportamenti responsabili nel rispetto della normativa vigente. Il cacciatore deve collaborare sempre più con gli enti preposti alla gestione del patrimonio faunistico e naturale del nostro Paese. In questo contesto si inserisce l’importante opera di vigilanza sul territorio svolta dai Carabinieri che in questo periodo verrà intensificata per prevenire gli incidenti e reprimere gli episodi di bracconaggio.

 Nell’ambito dell’applicazione delle norme per la protezione della fauna selvatica e a protezione del prelievo venatorio, i Carabinieri Forestale hanno accertato, nel corso del 2016, 681 Reati. Le persone denunciate sono state 465.  Gli arresti sono stati 8, le perquisizioni effettuate 83 Sono stati accertati, inoltre, oltre 1568 illeciti amministrativi per un importo totale delle sanzioni notificate pari a circa 221.206,76 euro.  Nel 1° semestre del 2017 invece i reati accertati sono stati 233, con 159 persone denunciate, 4 arrestate e 35 perquisizioni effettuate . Sempre nel corso del 1° semestre del 2017, inoltre gli illeciti amministrativi sono stati 498 per un importo totale di 64.117,58 euro.

Si ricorda che la legge conferma il divieto di utilizzo delle reti da uccellagione. Si evidenzia inoltre che è vietata  la cattura degli uccelli in natura da utilizzare come richiami vivi mentre continua a essere legittimo l’eventuale uso di volatili da allevamento.

Ecco alcuni consigli dei Carabinieri Forestale per una caccia rispettosa delle regole

  1. Non cacciare, per un periodo non inferiore a 10 anni, sulle superfici boschive percorse da incendi; le informazioni relative a tali aree sono reperibili presso i catasti comunali;
  2. Controllare meticolosamente lo stato delle armi, del munizionamento e dell’equipaggiamento personale e rispettare sempre le disposizioni sull’uso e/o sul trasporto dei mezzi di caccia;
  3. Verificare la regolarità dei documenti necessari per l’esercizio venatorio (porto d’armi, licenza di caccia, assicurazione, tesserino venatorio regionale, ecc);
  4. Provvedere al pagamento delle tasse governative e regionali nonché a tutti gli adempimenti richiesti dagli ambiti territoriali di caccia (ATC) e dai comprensori alpini (CA), previsti dalle rispettive normative regionali;
  5. Accertarsi correttamente di quali siano i confini di eventuali Parchi e aree protette o di altre zone all’interno delle quali è assolutamente vietata la caccia;
  6. Documentarsi correttamente su quali siano i limiti dei propri ambiti territoriali di caccia e prestare la massima attenzione alle aree denominate Zona a Protezione Speciale, all’interno delle quali l’attività venatoria è disciplinata in modo particolare, così come specificato nei vari calendari venatori, e alle zone umide, dove si ha l’obbligo di utilizzare munizioni con pallini non tossici;
  7. Conoscere bene le disposizioni del calendario venatorio provinciale ed eventualmente dei regolamenti relativi alla raccolta funghi o di altri prodotti delle zone boscate;
  8. Essere sempre certi delle specie selvatiche per le quali è consentito il prelievo venatorio; la selvaggina che non si riconosca, o che non si veda distintamente, non deve essere abbattuta;
  9. Rispettare rigorosamente le distanze di sicurezza previste dalla legge per edifici, qualunque via di comunicazione, mezzi agricoli al lavoro nonché appostamenti di caccia fissi o temporanei; anche in caso di un minimo dubbio evitare ogni esplosione potenzialmente pericolosa;
  10. Rispettare sempre l’ambiente circostante ed evitare di abbandonare rifiuti di ogni genere, ma soprattutto i bossoli delle cartucce;
  11. Ricordarsi di detenere, trasportare e gestire i cani, da sempre i migliori “ausiliari” della stagione di caccia, in maniera rispettosa delle norme e delle loro esigenze comportamentali;
  12. Si raccomanda, infine, il massimo rispetto delle colture agricole.

Per informazioni più dettagliate i cacciatori potranno rivolgersi ai Gruppi Carabinieri Forestale e ai Comandi Stazione Forestale dislocati su tutto il territorio nazionale o chiamare il numero gratuito di Emergenza Ambientale 1515 a disposizione di tutti i cittadini 24 ore su 24.

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Fonte e immagine: Arma dei Carabinieri
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