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Esercito: inaugurati a San Candido i campionati sciistici delle Truppe Alpine 2019

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

San Candido (BZ), 18 febbraio 2019 – Avviata ufficialmente la 71^ edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine con l’accensione del tripode, ieri in piazza del Magistrato a San Candido in Pusteria. Presenti alla cerimonia il ministro della Difesa, dott.ssa Elisabetta Trenta, accompagnata dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher, il commissario di Governo di Bolzano dott. Vito Cusumano e i sindaci dei quattro comuni ospitanti la manifestazione.

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Nati nel 1931 per valutare l’addestramento dei soldati da montagna, i CaSTA si sono evoluti nel tempo fino a diventare un importantissimo momento addestrativo e un’occasione di condivisione di tecniche alpinistiche con uno sguardo sempre più attento alla sicurezza che, nell’edizione 2019, vedrà impegnati oltre 2000 militari; in tale contesto il plotone del 7° reggimento Alpini di Belluno ambisce a vincere per il terzo anno consecutivo il prestigioso Trofeo Buffa.

“Oggi, come ieri, uomini e donne in uniforme si ergono a baluardo della salvaguardia degli irrinunciabili valori di democrazia e libertà; i CaSTA sono una competizione che dimostra i valori collettivi riferiti alle capacità di sopravvivenza, mobilità ed efficienza operativa di intere unità in ambiente montano, coniugandoli alla componente sportiva e del mantenimento della forma fisica, che sono princìpi fondamentali della vita di un militare”, ha sottolineato il Ministro della Difesa nel suo intervento.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel parlare ai militari schierati ha ricordato che essere alpini trova la sua essenza nell’affrontare le sfide del soldato in un ambiente altamente proibitivo, ma allo stesso tempo vera scuola di vita in grado di temprare il fisico e soprattutto il carattere. Il singolo combattente, l’uomo, è il centro della Forza Armata e questo trova conferma qui, tra le montagne, dove le innovazioni tecnologiche e dei materiali possono costituire un valido ausilio, come lo è il progetto “soldato sicuro” a cui, insieme al Vertice della Difesa, l’Esercito sta dedicando energie e risorse per implementare sempre di più le capacità e la sicurezza del singolo uomo e delle Unità in chiave duale.

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“Le diverse gare e le due esercitazioni in programma – ha evidenziato il comandante delle Truppe Alpine nel suo intervento – sintetizzano l’addestramento delle diverse unità alpine e le capacità acquisite di operare in fase di soccorso, come parte di un sistema che impiega strumenti e soggetti diversi in uno sforzo comune sempre ispirato alla salvaguardia della popolazione in difficoltà”.

A gareggiare nelle montagne venete e altoatesine non solo soldati italiani, sono 10 infatti le delegazioni straniere presenti ai campionati, alcune presenti da anni, altre affluite per la prima volta come il Kazakistan. 

Cerimonia di apertura - CaSTA 2019

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Saluto al generale di corpo d’armata Stefanini

Un incontro tra piloti di elicottero quello avvenuto oggi per il saluto del generale di corpo d’armata Stefanini, che dopo 43 anni di servizio ha reso definitivamente gli onori alla bandiera di guerra dell’Esercito Italiano.

Arruolatosi nel 1972 con il 154° corso dell’Accademia Militare, il generale di corpo d’armata Stefanini ha conseguito il brevetto di  pilota di elicottero nel 1984 e ha all’attivo oltre 5500 ore di volo. Dopo aver ricoperto l’incarico di comandante dell’aviazione dell’Esercito per oltre 8 anni, dall’11 agosto 2013 il consiglio dei ministri gli ha conferito la nomina di segretario generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti.

Le funzioni del Segretariato Generale/DNA riguardano l’amministrazione del personale, la gestione di servizi e infrastrutture della Difesa, l’acquisizione di sistemi d’arma e di equipaggiamenti per le Forze Armate oltre che al sostegno della ricerca tecnologica in chiave duale.

Il generale di corpo d’armata terminerà il suo incarico il prossimo 8 ottobre 2015.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

Italian Blade 2015, in esercitazione 30 elicotteri di 7 nazioni europee per combattere il terrorismo

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Roma, 3 luglio 2015 – Si è conclusa ieri mattina, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, l’esercitazione Italian Blade 2015, la più grande esercitazione militare con elicotteri in Europa, coordinata dal comando aviazione Esercito di Viterbo.

Organizzata dall’European Defence Agency, presso il poligono di Monteromano l’addestramento ha coinvolto più di 30 elicotteri, che hanno volato per oltre 600 ore, e circa 1200 militari appartenenti a 7 Nazioni, con lo scopo di incrementare il livello di interoperabilità delle Forze Armate dei diversi paesi europei.

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”Italian Blade 2015”, dove l’Italia ha partecipato con il contingente più numeroso, con assetti ed equipaggi dell’Aviazione dell’Esercito e anche un elicottero della Marina Militare, è iniziata lo scorso 22 giugno e ha visto in azione i militari di altre 6 nazioni tra le quali Germania, Austria, Slovenia, Ungheria, Belgio e Repubblica Ceca, che si sono preparati alle diverse tipologie di missioni.

Nella giornata conclusiva, dopo il lancio di paracadutisti, è stata simulata la cattura di un terrorista attuando, in modo coordinato, procedure e tecniche dei diversi paesi europei. 

Esercitazioni come queste costituiscono un’ottima occasione per le forze armate europee per scambiarsi idee, esperienze e procedure maturate nei diversi contesti operativi.

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Immagini: Ph. Monica Palermo

Esercitazione dell’arma del Genio alla presenza dell’on. Domenico Rossi e del capo di SME gen. Danilo Errico

Roma, 26 giugno 2015 – Si è conclusa oggi, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, l’esercitazione Smart Sapper 2015 che ha avuto luogo presso il poligono “Gigli” del comprensorio della città militare della Cecchignola.

Al termine dell’esercitazione, il generale Errico ha posto l’accento sull’importanza delle capacità tecnico-specialistiche dell’Arma del Genio, “nonché sulla sua naturale vocazione a essere un potente strumento di raccordo fra le istituzioni militari e quelle civili”. “I reggimenti Genio di supporto diretto – ha aggiunto il capo di Stato Maggiore – saranno potenziati nella loro capacità di ricerca degli ordigni improvvisati”, implementando le misure di sicurezza e di protezione dei soldati in operazione.

L’esercitazione “Smart Sapper”, della durata di una settimana, ha visto impegnati oltre 170 militari di diversi reparti della Forza Armata e diverse decine di mezzi specialistici dell’arma del Genio ed ha permesso di mettere alla prova procedure e capacità operative per l’impiego sia sul territorio nazionale sia in missioni internazionali.

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di protezione delle forze amiche (Force Protection e Counter Improvised Explosive Devices – C-IED), capacità essenziali per garantire la sicurezza dei circa 2.500 militari dell’Esercito attualmente impegnati nelle operazioni internazionali in 17 diversi paesi.

Le capacità e l’esperienza acquisite nelle operazioni internazionali fanno si che i 12 reggimenti del Genio, dislocati su tutto il territorio nazionale, siano in grado di intervenire in ogni momento, nei casi di pubbliche calamità e utilità a supporto della popolazione, confermando di essere una risorsa dual use, pronta e flessibile al servizio del Paese.

Nelle foto qui sotto mezzi speciali dell’esercito per lo sminamento e la bonifica delle strade da ordigni esplosi improvvisati

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

Decesso del tenente De Falco. Cordoglio del capo di stato maggiore della difesa.

Binelli MantelliRoma, 30 giugno 2014 – Il capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, appresa la notizia del decesso del tenente Antonio De Falco, del 62° reggimento fanteria “Sicilia” di stanza a Catania, rimasto ferito a seguito dell’incidente automobilistico che lo ha visto coinvolto lo scorso 25 giugno, ha espresso ai familiari del giovane militare e al capo di stato maggiore dell’esercito il profondo cordoglio a nome delle forze armate e suo personale.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa


L’aviazione dell’esercito celebra il 63° anniversario della costituzione

Roma, 23 maggio 2014 – Si è celebrato questa mattina il 63° anniversario della costituzione dell’Aviazione dell’Esercito (Aves) presso l’aeroporto militare “Fabbri” di Viterbo, sede del 1° reggimento Antares.
Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità civili, militari e religiose di Viterbo, il capo di stato maggiore dell’esercito, generale Claudio Graziano, e il generale di corpo d’armata Roberto Bernardini, comandante delle forze Operative Terrestri.
Nel corso della cerimonia sono state concesse alcune onorificenze al personale che si è particolarmente distinto in operazione.
In particolare, è stato concessa, la croce d’oro al merito dell’esercito al sergente Sergio Agostinelli per l’operazione Isaf in Afghanistan del 2009, la croce d’argento al merito dell’esercito al generale di brigata Luigi Francavilla, in qualità di comandante del contingente nazionale in Libano dal novembre 2009 al maggio 2010, la croce d’argento al merito dell’esercito al caporal maggiore scelto Ivan Costantini per il contributo dato nel corso dell’operazione ISAF del 2009 e infine la croce di bronzo al merito dell’esercito al colonnello Luigi Adiletta per l’operazione in Libano dal novembre 2009 al maggio 2010. 

Il generale Graziano, durante il suo intervento, nel commemorare i 115 caduti dell’aviazione dell’esercito dal 1951 ad oggi, ha ricordato il generale Giangiacomo Calligaris e il capitano Paolo Lozzi, caduti in servizio durante un volo di addestramento lo scorso gennaio.
Il Capo di Stato di Stato maggiore dell’Esercito ha poi sottolineato “l’importanza della funzione dual-use dell’Aviazione dell’Esercito in supporto alle popolazioni e in occasione di pubbliche calamità“. “Pertanto – ha proseguito il Generale – è indispensabile essere sempre pronti ad intervenire e mantenere queste capacità. È in corso un’evoluzione tecnologica che dev’essere accompagnata da un processo di adeguamento dei nostri equipaggi – ha concluso il capo di stato maggiore – per essere sempre più aderenti alle missioni e ai nuovi scenari internazionali.” “La fase di razionalizzazione in atto – ha concluso il capo di stato maggiore dell’esercito – non deve compromettere la sicurezza e la protezione del personale.”
Alla giornata odierna hanno partecipato anche i reduci della missione Helitaly UNTAG – svolta in Namibia nel 1989.

L’Aviazione dell’Esercito, nata il 10 maggio 1951, è la più giovane specialità della Forza Armata e si è affermata rapidamente fino a diventare, oggi, una componente determinante e insostituibile dell’Esercito.
I baschi azzurri sono stati sempre impegnati in tutte le missioni all’estero dell’esercito: dal Libano alla Namibia, dalla Somalia al Mozambico, dai Balcani all’Iraq e all’Afghanistan. 
In Afghanistan l’Aves è fortemente impegnata con i propri elicotteri per compiti di trasporto, ricognizione e scorta armata a sostegno delle truppe schierate sul terreno. Dal 2006, anno in cui sono stati schierati nel paese asiatico, ad oggi, i baschi azzurri dell’esercito hanno raggiunto il ragguardevole traguardo di circa 20.000 ore di volo, 6.765 missioni effettuate, 4.211 tonnellate di materiali movimentati e circa 69.000 persone trasportate nella regione ovest del paese.

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Fonte: Stato Maggiore Esercito

 


Celebrati i funerali del generale Umberto Cappuzzo

Roma, 16 maggio 2014 – Si sono svolte ieri, presso la chiesa “Salus Infirmorum” del policlinico militare Celio di Roma, le esequie del generale di corpo d’armata Umberto Cappuzzo, già capo di stato maggiore dell’esercito e comandante generale dell’arma dei carabinieri, deceduto a Roma lo scorso 13 maggio.

Ad accogliere l’arrivo della salma, portata a spalla da giovani ufficiali dell’esercito e dei carabinieri, un battaglione in armi che ha reso gli onori militari al feretro. 
Alla cerimonia religiosa, officiata da monsignor Giovanni Marra, già arcivescovo ordinario militare per l’Italia, erano presenti il generale Rolando Mosca Moschini, consigliere militare del Presidente della Repubblica, il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell’esercito e il generale Leonardo Gallitelli, comandante generale dell’arma dei carabinieri.
Nel corso dell’omelia, monsignor Marra, dopo aver ripercorso le tappe più importanti della brillante carriera militare del generale Cappuzzo, ha ricordato “la lunga stagione di lavoro e dedizione alla patria del generale il quale non ha smesso di servire nemmeno dopo aver lasciato l’ uniforme.
eletto senatore, per due legislature – ha aggiunto monsignor Marra – ha continuato a offrire quel contributo di pensiero, di esperienza e di passione sincera per la Repubblica che gli era congeniale“. 

Il capo di stato maggiore dell’esercito, generale Claudio Graziano, nel suo intervento, dopo aver rivolto parole di affetto e vicinanza alla signora Evelina, vedova del generale, ha ricordato che l’alto ufficiale “ha attraversato la seconda parte del secolo breve vivendo tutti gli avvenimenti più importanti, dalla seconda guerra mondiale all’internamento, dalla guerra fredda alle trasformazioni delle istituzioni di cui stato a capo, portando, in ogni occasione, la sua intelligenza, la sua autorevolezza e la sua capacita“.
La cerimonia si è conclusa con la lettura del saluto di cordoglio del Presidente della Repubblica, della preghiera del Soldato e del Carabiniere. 
Il generale Cappuzzo sarà sepolto al Verano nelle Cappelle della Confraternita santa Maria Odigitria dei Siciliani di cui era Priore emerito.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa


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