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La Folgore commemora il 77° anniversario della battaglia di El Alamein

consegna del basco

Pisa, 25 ottobre 2019 – Una cerimonia di commemorazione dei fatti d’arme di El Alamein si è svolta oggi presso la Caserma “Gamerra” di Pisa, alla presenza del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

La battaglia rappresentò uno dei momenti più epici della storia dell’Esercito e dei suoi soldati il cui valore e gesta furono riconosciute anche dall’avversario dell’epoca. Infatti, lo stesso Winston Churchill rese onore all’eroico sacrificio dei soldati italiani ad El Alamein in un discorso alla Camera dei Comuni di Londra, usando queste parole: “Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore…”

A lui fecero eco, il corrispondente di Radio Cairo, Heartbrington che, l’8 novembre 1942, sintetizzo quei giorni drammatici sottolineando come “La Divisione Folgore ha resistito al di là di ogni possibile speranza”, e la BBC di Londra che commentò come “Gli ultimi superstiti della Folgore sono stati raccolti esanimi nel deserto. La Folgore è caduta con le armi in pugno”.

Nel corso del suo intervento il generale Farina ha dapprima ringraziato le associazioni combattentistiche e d’arma ed in particolare l’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia custodi della memoria e delle tradizioni delle armi e specialità dell’Esercito, per poi rivolgersi agli uomini e donne della Folgore presenti a Pisa, evidenziando come i paracadutisti di oggi siano animati dagli stessi ideali che mossero “i ragazzi della Folgore di allora” e che fanno di questa Unità, insieme agli operatori delle Forze Speciali, “la punta di diamante delle Forze Armate”. 

discorso del Gen Farina

Nel proseguo del suo intervento, il capo di SME ha evidenziato i costanti eccellenti risultati ottenuti dalla Folgore nei vari teatri operativi che l’hanno vista protagonista dal 1982 sino ai giorni nostri, così come l’impegno nel garantire la sicurezza dei cittadini con l’operazione “Strade Sicure” e le molteplici e complesse attività addestrative nazionali e internazionali come ad esempio la Mangusta, la Swift Response 2019, la Muflone o la Gazza Ladra del Comparto Operazioni Speciali, solo per citarne alcune, condotte con paritetiche unità come la 173^ Airborne Brigade. 

Risultati questi “frutto di una forma mentis vincente e improntata sempre all’azione” che fa dei paracadutisti “una salda compagine di donne e uomini addestrati e preparati secondo standard elevatissimi ed alla continua ricerca di innovazioni e aggiornamenti” e che rappresentano “per la Forza Armata e per l’intera comunità nazionale un modello di riferimento, fonte di ispirazione e motivo di orgoglio”. In tal senso, ha elogiato tutti i paracadutisti, volontari, graduati, sottufficiali, ufficiali e catena di comando, esprimendo apprezzamento per la Brigata Folgore, il Comando Forze Operative Nord e i rispettivi comandanti, generale di brigata Beniamino Vergori e il generale di corpo d’armata Amedeo Sperotto.

Il comandante della Folgore, nel rivolgersi ai paracadutisti e agli ospiti intervenuti ha evidenziato come la Brigata Paracadutisti  sia costituita da donne e uomini in cui risiedono valori come spirito di sacrificio, senso del dovere e rispetto per il prossimo e per i più deboli e che servono la Patria con slancio e passione dalle città italiane, nel corso dell’impiego nell’Operazione Strade Sicure, ai diversi scenari di crisi internazionali in cui contribuiscono alla sicurezza e stabilità.  

La Folgore infatti, proprio per la particolarità e le caratteristiche dei propri paracadutisti, è impegnata costantemente, anche con piccoli nuclei o singoli specialisti, in tutte le missioni internazionali dove sono presenti le Forze Armate Italiane, nonché nelle operazioni in ambito nazionale, quali Strade Sicure, per concorrere alla sicurezza di diverse aree sensibili del Paese e nelle attività di soccorso alla popolazione colpita dalle recenti calamità naturali.

Capacità queste, che dopo 77 anni, traggono ancora forza e volontà dai valori e dalle tradizioni ricevute dai “Leoni” di allora, e che si tramandano verso i tantissimi giovani che aspirano oggi a indossare il basco amaranto.

lancio del tricolore

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Matera, termina il 67 raduno dei Bersaglieri, intervento del sottosegretario alla Difesa on Angelo Tofalo (video)

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I bersaglieri delle associazioni sfilano insieme al capo di SME e al sottosegretario alla Difesa (*)

Matera, 19 maggio 2019 – Terminato il 67° raduno dei Bersaglieri, specialità dell’Arma di Fanteria dell’Esercito Italiano, che a giugno festeggeranno il 183° anniversario della costituzione del Corpo, nella città di Matera, patrimonio mondiale Unesco e capitale europea della cultura.

Il 67° Raduno Nazionale oltre che ai valori che contraddistinguono l’Associazione Nazionale Bersaglieri, è stato dedicato alla memoria dei soldati d’ogni tempo caduti nell’adempimento del dovere per difendere gli ideali di libertà e di Patria. Tra un tripudio di suoni e colori di una città in festa, circa Centomila Fanti piumati hanno attraversato, ”al Passo di Corsa”, il centro di Matera accompagnati dalla frenesia delle piume al vento e dalle vibranti note di oltre 70 Fanfare provenienti dall’Italia e dall’estero.

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Il capo di SME gen Salvatore Farina, il sosttosegretario alla Difesa on Angelo Tofalo e il presidente nazionale di ANB Matteo Renzi (*)

Molte le autorità politiche e militari intervenute: il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Angelo Tofalo (nel video), il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, il comandante del Comando delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Rosario Castellano, unitamente alle più importanti autorità politiche e militari regionali.

Emozione e coinvolgimento hanno caratterizzato l’imponente afflusso e schieramento dei reparti in Piazza Vittorio Veneto. Lo sforzo della macchina organizzativa del Raduno è stato alimentato anche grazie alla sinergia tra Regione, Azienda di Promozione e Turismo Basilicata, Associazione Nazionale Bersaglieri, Anb Basilicata, Comando Militare Esercito Basilicata e Comune di Matera.

Un’adunata imponente che ha visto lo sfilamento da via Nazionale verso piazza Vittorio Veneto delle rappresentanze dei Bersaglieri in servizio e in congedo, precedute dalle travolgenti note della Fanfara del VII Reggimento Bersaglieri, seguita dalla Bandiera di Guerra dello stesso reggimento, dai gonfaloni dei comuni della Basilicata, dal Medagliere Regionale costituito da ben 63 Medaglie al Valor Militare.

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Il sottosegretario alla Difesa on Angelo Tofalo durante il suo discorso (*)

Il sottosegretario di Stato alla Difesa, che ha corso con i bersaglieri insieme al capo di SME, nel suo discorso ha affermato che: “i nostri Bersaglieri e come loro tutte le donne e gli uomini in uniforme hanno giurato di servire le Istituzione e difendere la bandiera anche fino all’estremo sacrificio. Questo vi rende speciali ed è molto importante che tutti lo sappiano e ne comprendano il significato. Io sento forte il dovere di rappresentarvi pro tempore e farmi portavoce del vostro impegno quotidiano all’estero e sul territorio nazionale. Siete l’orgoglio del Paese e il cuore pulsante del Sistema Difesa italiano”.

Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito 1

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel porgere il suo saluto ai Bersaglieri giunti a Matera, ha evidenziato: “i Bersaglieri hanno saputo scrivere pagine memorabili, lungo i momenti più significativi ed importanti della storia d’Italia. Nel corso del Risorgimento, come nei confitti mondiali e fino ai giorni nostri – ovunque impiegati – i fanti piumati hanno lasciato sempre un’impronta indelebile, facendo emergere le migliori qualità dell’italianità e del nostro popolo il quale, oggi come allora, riconosce nel baldo Bersagliere il riflesso di se stesso”.

“Un evento di portata nazionale giunto per la prima volta in terra lucana”, ha dichiarato il Presidente Nazionale dell’Associazione Bersaglieri, generale di brigata (della riserva), Ottavio Renzi, per poter conservare e tramandare la memoria alle giovani generazioni”.

Passaggio della Stecca

Una settimana ricca di eventi quella appena trascorsa che ha coinvolto l’intero territorio Lucano all’insegna della cultura, con presentazione di libri, mostre tematiche, incontri con le scuole, concenti, esibizioni delle Fanfare in 31 Comuni della Regione, annulli filatelici, sport e solidarietà con le Fondazioni Telethon, Aism e Banco Alimentare che da sempre i Bersaglieri sostengono nelle campagne di raccolta fondi.

L’evento si è concluso con il classico “Passaggio della stecca” tra il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri e l’Onorevole Enrico Stefàno, vice presidente vicario della Giunta Capitolina, in rappresentanza di Virginia Raggi Sindaco di Roma, città che nel 2020, ospiterà il 68° Raduno Nazionale dei Bersaglieri.

Reparti schierati

Nel video il discorso del sottosegretario alla Difesa on Angelo Tofalo al 67° raduno dei Bersaglieri a Matera

 

*Foto prese dalla pagina fb del sottosegretario alla Difesa on Angelo Tofalo
(https://www.facebook.com/AngeloTofalo.M5S/posts/1964707570308365)

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Fonte: Stato Maggiore Esercito
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Il Capo di SME in visita a Bracciano alle unità di artiglieria

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Bracciano (RM), 17 Gennaio 2019 – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha visitato il Comando Artiglieria e il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”.

Accolto al suo arrivo dal generale di brigata Fabio Giambartolomei, comandante del Comando Artiglieria, e dal colonnello Mauro Bruschi, comandante del 185° reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore”, il generale Farina ha visitato le principali infrastrutture delle due unità incontrando successivamente tutto il personale congratulandosi con loro per i risultati conseguiti nelle numerose attività addestrative e nelle operazioni condotte in Patria, come “Strade Sicure” sulle piazze di Fiumicino e Civitavecchia e nei vari teatri operativi che hanno visto operare gli artiglieri in Kosovo e Libano.

Il capo di SME ha evidenziato come ancora oggi l’Artiglieria rappresenti un elemento fondamentale per l’Esercito e che questa al pari delle altre Armi trova piena integrazione nelle “cinque sfide” attorno alle quali gravita l’evoluzione dell’Esercito.

Ai “Diavoli gialli” del 185° ha enfatizzato la peculiarità del reparto che riunisce un mix di virtù militari che comprendono lo spirito di corpo e la preparazione al combattimento dei paracadutisti, con la metodica precisione e puntuale applicazione tipica dell’“Arma Dotta” Artiglieria. Infine, il generale Farina ha illustrato alcuni dei principali eventi addestrativi che vedranno gli artiglieri protagonisti sia in Italia che all’estero, sottolineando che il successo di ogni attività della Forza Armata ha come elemento fondamentale il “gioco di squadra” per fare sempre di più insieme.

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Al termine della visita presso le unità, il generale Farina ha incontrato il sindaco di Bracciano, dott. Armando Tondinelli, con il quale ha condiviso la piena sinergia e integrazione tra i militari e la comunità cittadina prospettando ulteriori future collaborazioni. 

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Il capo di SME insieme ai Diavoli Gialli

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Le cinque sfide dell’Esercito: il capo di SME illustra alle commissioni Difesa riunite le sue linee programmatiche

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Roma, 20 settembre 2018 –Siamo una Istituzione solida, sana e capace e una risorsa dalle componenti altamente specialistiche, sempre presente in Italia e all’estero vicina ai cittadini…”, con queste parole il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, ha aperto l’audizione di fronte alle commissioni Difesa di Camera e Senato in cui sono state illustrate le sue cinque linee programmatiche:

       Ringiovanimento, valorizzazione e benessere del personale;

       Capacità e sistemi all’avanguardia;

       Razionalizzazione ed efficientamento dello strumento;

       Addestramento e approntamento sostenibili;

       Caserme e basi moderne.

La Forza Armata che vede impiegati ogni giorno circa 19.000 soldati in attività di carattere operativo, necessita per quanto riguarda il personale, assoluta priorità della Forza Armata, di adottare una serie di misure finalizzate al ringiovanimento, possibilmente con l’immissione di ulteriori 10.000 giovani leve, valorizzandone e curandone il benessere individuale e familiare rispettando sempre la centralità della componente umana . In tale direzione sono da intendersi alcune misure adottate negli ultimi mesi come ad esempio l’incremento della disponibilità di alloggi di servizio, quale elemento essenziale per accrescere il livello di benessere del personale. 

Un’ulteriore priorità consiste nel poter disporre di progetti che sviluppino sistemi d’arma tecnologicamente avanzati e competitivi. In tal senso, occorre ridurre il grave gap capacitivo che compromette l’interoperabilità a livello interforze e multinazionale dell’Esercito. “Tenuto conto che il divario prestazionale, tanto nel contesto interforze quanto in quello internazionale, penalizza non solo l’output operativo dell’Esercito ma dell’intera Difesa – ha evidenziato il Generale Farina – ho chiesto in sede interforze che la quasi totalità delle risorse disponibili nel breve termine sul Bilancio Ordinario e sul “Fondo Investimenti” siano destinate all’Esercito. Questa condizione è necessaria se si vuole dare allo strumento militare terrestre lo stesso impulso ricevuto dalle componenti Marina e Aeronautica e, in tal modo, poterlo bilanciare e farlo ripartire. Peraltro, evidenzio che tali progetti sono tutti pronti alla produzione e sono stati sviluppati dal comparto industriale nazionale e la loro realizzazione porterebbe enorme beneficio sia in termini di prodotto interno lordo sia dal punto di vista occupazionale”.

Il processo di razionalizzazione ed efficientamento dello strumento, è stato indirizzato a preservare la componente operativa che oggi comprende oltre il 75% degli effettivi. “Pur continuando nello snellimento della struttura organizzativa – ha sottolineato il Generale Farina – l’elevato livello di impegno nelle missioni fuori area e in territorio nazionale richiede un potenziamento degli organici per alleviare il pesante  tournover”.

Altra linea programmatica è rappresentata dall’addestramento e dall’approntamento che costituiscono le attività necessarie ad assicurare un elevato standard di “prontezza operativa”, per le quali occorrono più risorse, mentre sono già in atto soluzioni volte a minimizzare l’impatto ambientale.

L’ultima linea programmatica riguarda la disponibilità di caserme verdi e basi moderne. Questa tematica è di estrema rilevanza e presenta notevoli criticità, in quanto impatta direttamente sulla sicurezza e il benessere del personale. Sul tema il Generale Farina ha poi aggiunto “stiamo perseguendo due linee d’azione; la prima volta ad alleggerire il patrimonio immobiliare … e la seconda realizzando grandi infrastrutture, caserme verdi, moderne, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica con aree servizi e sportive aperte alle popolazioni locali.”

Sono consapevole che le citate sfide non si potranno realizzare tutte nel breve termine, ma è altrettanto vero che occorre intervenire sin da subito se si vogliono ottenere gli effetti desiderati anche in futuro, dando vita a progetti di ampio respiro, assolutamente vitali per garantire la funzionalità e l’efficienza della componente terrestre. L’Esercito – conclude il Generale Farina – continuerà a operare, come ha sempre fatto, per la difesa e la sicurezza del Paese, tra la gente e per la gente nella piena aderenza ai principi e ai valori che contraddistinguono la sua azione, rispondendo, con gli strumenti di cui potrà disporre, agli impegni che sarà chiamata a sostenere. Perché, come il nostro motto cita, “Noi ci siamo sempre”, certi che saremo sempre in grado di migliorarci facendo “Di più insieme”.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Esercito
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Il generale Salvatore Farina è il nuovo capo di Stato Maggiore dell’Esercito

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Roma, 27 febbraio – Cerimonia di avvicendamento nella carica di capo di Stato Maggiore dell’Esercito tra il generale di corpo d’armata Danilo Errico e il parigrado Salvatore Farinaquesta mattina nella caserma “Rossetti”, all’interno del comprensorio militare “Cecchignola”. La cerimonia è stata preceduta dall’omaggio alla tomba del Milite Ignoto con la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, segno di deferente ricordo dei caduti di tutte le guerre.

Il passaggio della Bandiera di Guerra dell’Esercito tra il generale Danilo Errico e il generale Salvatore Farina ha sancito ufficialmente l’avvicendamento del capo di Stato Maggiore dell’Esercito alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Paolo Gentiloni, del ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, del sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, e del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, unitamente a numerose autorità militari civili e religiose.

DSC_2305_MP_cambioSMEDopo aver ringraziato tutti i convenuti, il generale Danilo Errico, al termine di una carriera lunga 44 anni, ha rivolto il proprio pensiero a tutto il personale dell’Esercito, attualmente impiegato in attività di addestramento, approntamento e operazioni in Italia e all’estero.  Inoltre ha aggiunto: “in questi ultimi 3 anni, avete sempre lavorato con silente dedizione e alacre generosità, avulsi da strumentali protagonismi o da sterili vittimismi, spesso lontano dalle ovattate luci mediatiche della ribalta, proiettando sul campo – “oltre l’ostacolo” – le migliori energie – fisiche, morali e intellettuali – così come è uso e tradizione di questa organizzazione che ha sempre costituito un saldo punto di riferimento sia per i cittadini sia per le autorità costituite nei momenti di difficoltà delle popolazioni e della Nazione”.

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Durante il suo intervento, il ministro Roberta Pinotti ha dichiarato che l’Esercito si è dimostrato, ancora una volta, insostituibile sia in Patria sia all’estero. Sul territorio nazionale, che si trattasse di affiancare le Forze dell’Ordine per garantire la sicurezza, o di soccorrere la popolazione colpita da calamità grandi o piccole, l’Esercito c’è sempre stato, così come all’estero ha saputo assumere nuovi impegni, senza per questo lasciare incompiuto uno sforzo che, negli anni passati, ci aveva visto sostenere così tanti sacrifici.

DSC_2375_MP_cambioSMEIl generale Claudio Graziano, durante il suo discorso, ha affermato che in un periodo di grande trasformazione per le Forze Armate, c’è di nuovo l’esigenza dei nostri militari per aumentare la percezione di sicurezza nel territorio nazionale. In ambito interforze la nostra prima risorsa è proprio l’Esercito, Forza Armata che impiega lo sforzo maggiore, con circa 4000 donne e uomini nel mondo, e soprattutto a loro va il nostro plauso.

DSC_2354_MP_cambioSMEIl generale Salvatore Farina, proveniente dal NATO JFC (Joint Force Command) di Brunssum, del quale è stato il primo comandante italiano, dopo aver ringraziato il generale Errico “per la sua sapiente opera alla guida dell’Esercito” e tutti i comandanti che lo hanno preceduto alla guida della Forza Armata, ha rivolto un pensiero a tutti gli uomini  e le donne dell’Esercito dichiarando “è innegabile che il merito è soprattutto vostro che ogni giorno operate con professionalità e abnegazione al servizio del PaeseDedicherò ogni minuto del mio mandato per essere al vostro servizio. Sarò sempre tra voi, idealmente e sul campo, in operazioni e in addestramento, negli Istituti di Formazione o in guarnigione.”

L’Esercito conta oggi circa di 4.000 militari schierati in 15 diversi paesi come, Iraq, Libano, Afghanistan, Kosovo, Libia, Somalia e Mali con compiti che vanno dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, vale a dire quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (SFA).

Piu di  7.000 sono invece i soldati impegnati in Italia nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, in concorso alle Forze dell’Ordine per il presidio del territorio e la vigilanza, inoltre l’operazione assume particolare rilievo in Campania, agendo in risposta all’emergenza “Terra dei fuochi” e nell’Italia centrale nelle zone colpite dal sisma del 2016 dove sono presenti le unità specialistiche dell’Esercito impiegate in numerose attività a sostegno della popolazione e dei comuni dei crateri sismici.

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Fonte: Stato Maggiore Esercito - Immagini: Ph. Monica Palermo
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Visita del capo di SME alla Granatieri di Sardegna

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico si è recato oggi in visita presso la Brigata “Granatieri di Sardegna”.

A seguire, il generale Errico ha visitato la sala operativa del raggruppamento “Operazione Strade Sicure”, a guida Brigata “Granatieri di Sardegna” che, in stretto coordinamento con le Forze di Polizia, assicura una vigile e costante presenza di militari della F.A. sul territorio della Capitale, nel Lazio e nelle vicine Regioni di Umbria e Abruzzo. Il dispositivo, passato ad inizio dicembre a oltre 2400 unità, è composto da due task force denominate rispettivamente Strade Sicure e Giubileo e contribuisce a mantenere elevato il controllo presso i principali siti sensibili della Capitale, come stazioni delle metropolitane, nodi di scambio, aeroporti, ambasciate, residenze diplomatiche, istituti e basiliche “giubilari”.

In tale contesto, il concorso alla tutela della sicurezza pubblica, costituisce uno dei settori nei quali le Forze Armate, poste a disposizione dell’Autorità provinciale di pubblica sicurezza, operano in sinergia con le Forze di polizia per prevenire la minaccia asimmetrica del terrorismo e i fenomeni di criminalità, non ultimi quelli di natura predatoria.

Il capo di SME ha successivamente incontrato e salutato i soldati impegnati attualmente nell’Operazione “Strade Sicure” e della Brigata Granatieri. Il Generale Errico ha espresso parole di vivo apprezzamento per quanto fatto finora e formulato gli auguri a tutto il personale per le prossime festività natalizie, per poi concludere la visita con la firma dell’Albo d’Onore nella suggestiva cornice “storica” del Bastione Carlo Emanuele II – Forte di Pietralata.  ​

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Fonte e immagini: Stato Maggiore dell'Esercito

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