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Esercito: avvicendamento del comandante del 5° reggimento artiglieria “Superga”

DISCORSO 84 CTE

Portogruaro, 10 novembre 2017 – Il 10 novembre nella caserma Luciano Capitò ha avuto luogo la cerimonia del cambio del comando del 5° reggimento artiglieria terrestre lanciarazzi “Superga” tra il colonnello Edmondo Dotoli, 84° comandante, ed il colonnello Savino, Giuseppe Dibenedetto, 85° comandante.

La cerimonia, che ha avuto inizio con il passaggio degli MLRS – Improved, il sistema d’arma in dotazione al reggimento, ha visto schierata la Bandiera di Guerra del 5° reggimento artiglieria terrestre lanciarazzi “Superga”, la banda musicale della brigata paracadutisti e le batterie del reggimento, in presenza del comandante dell’artiglieria e ispettore dell’arma di artiglieria, generale di brigata Fabio Giambartolomei, delle istituzioni della città di Portogruaro, dei comuni limitrofi, di Nervesa della Battaglia e Venaria Reale e dei labari e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, accorsi numerosi e con sentita partecipazione.

saluto comandante artiglieria

Nel corso della solenne cerimonia, il colonnello Edmondo Dotoli nel sottolineare i successi ottenuti a seguito dell’ammodernamento e la validazione del sistema d’arma MLRS Improved e l’importanza delle numerose iniziative culturali e sociali rivolte anche a scopo benefico a favore di associazioni ONLUS del territorio, delle diverse manifestazioni svolte in collaborazione con le associazioni combattentistiche e d’arma e con le amministrazioni comunali e le istituzioni di Portogruaro e dei comuni limitrofi, ha poi ringraziato le donne e gli uomini del reggimento unitamente alle loro famiglie per tutti i sacrifici a cui sono stati chiamati ad affrontare. “E’ con immenso dispiacere che cedo il comando del 5° reggimento Superga, la più antica unità di artiglieria e tra le più prestigiose del nostro Esercito. Quello che avete dimostrato sul campo in tutti questi anni di intenso e duro lavoro, mi ha reso fiero di essere stato il vostro 84° comandante”. Queste le parole di commiato espresse dal colonnello Edmondo Dotoli prima di augurare al nuovo comandante un periodo di comando sereno e pieno di successi e soddisfazioni e salutare commosso i numerosi ospiti intervenuti, con un saluto e ringraziamento sottolineato dai colpi a salve di un pezzo di artiglieria.

Il colonnello Dotoli lascia il 5° reggimento artiglieria terrestre “Superga” per andare a ricoprire l’incarico di capo di Stato Maggiore della comando brigata di supporto NRDC – ITA. Il col. Savino, Giuseppe Dibenedetto proviene dal comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito.

COLPO A SALVE CANNONE DEL GIANICOLO CHE SALUTA PORTOGRUARO (1)

© All rights reserved
Fonte e immagini: 5° reggimento artiglieria MLRS "Superga"
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Cambio al comando della brigata Pinerolo

saluto tra cedente e subentrante

​​​​​​Bari, 25 settembre 2017 – Presso la Caserma “Vitrani”, sede del Reparto Comando e Supporti Tattici della brigata “Pinerolo”, alla presenza del comandante del comando delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano, e delle massime autorità civili, militari e religiose di Bari e provincia, ha avuto luogo, venerdì 22 settembre, la cerimonia di cambio del comando della brigata “Pinerolo” tra il generale di brigata Gianpaolo Mirra, cedente, ed il pari grado Francesco Bruno, subentrante.

Il generale Mirra ha lasciato il comando della prestigiosa Unità dopo due anni di intensissima attività addestrativa ed operativa svolta sia in Patria che fuori dal territorio nazionale.

Generale De Leverano

La brigata, sotto la sua guida, è stata impegnata nel periodo maggio – dicembre 2016 in Afghanistan dove ha guidato il “Train Advise Assist Command West” (TAAC-W), il comando NATO con base a Herat. Per l’impegno profuso in tale periodo, per gli eccellenti risultati ottenuti nel consolidare e implementare il nuovo concetto operativo, non più incentrato sulla funzione da combattimento, ma basato essenzialmente sul supporto e sull’addestramento delle Forze Armate afghane e per i successi raccolti nel campo della cooperazione civile militare il Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa, che ha la sua sede a Shape in Belgio, ha attribuito alla Brigata “Pinerolo” l’importante onorificenza “Allied Command Operations Campaign Pennat”.

L’onorificenza, per la prima volta conferita a una brigata italiana, è stata consegnata dal generale di corpo d’armata Luciano Portolano capo di Stato Maggiore del comando NATO di Napoli (JFC).

Gen Portolano Comando NATO

Contestualmente la brigata “Pinerolo” ha inviato proprie unità in altri teatri operati quali Iraq, Somalia, Libano e Lettonia ed ha proseguito l’implementazione del programma di digitalizzazione dell’Esercito che vede la grande unità prima brigata dell’Esercito ad aderire e sviluppare sul campo il progetto “Forza NEC”, un progetto ambizioso straordinariamente innovativo, che costituisce la punta di diamante dell’intero programma di modernizzazione della componente terrestre della Difesa.

In Patria ha continuato a partecipare all’operazione “Strade Sicure” operando al fianco delle Forze dell’ordine nella lotta finalizzata alla prevenzione dei delitti di criminalità organizzata e ambientale schierando fino a 1200 militari contemporaneamente.

Nel corso degli ultimi due anni la componente genio della brigata ha proseguito nelle attività di bonifica di residuati bellici risalenti alla 2^ Guerra Mondiale nell’area di competenza del basso Adriatico comprendente la Puglia, la Basilicata, il Molise, la Calabria e l’Abruzzo. Il reggimento genio ha inoltre operato nell’emergenza neve in Puglia, Abruzzo e Molise intervento anche in località Rigopiano. Intenso e costante è stato l’addestramento del personale della “Pinerolo” finalizzato a garantire la piena capacità operativa ed il pronto all’impiego nei tempi e nei luoghi in cui l’autorità di governo decida di inviare la grande unità.

Bandiera 9 Reggimento lascia lo schieramento

Il generale Mirra lascia il comando per ricoprire un prestigioso incarico presso gli organi centrali in Roma.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Brigata Pinerolo
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Cambio al vertice al CME Abruzzo, il comando passa al generale Giuseppe Di Giovanni

CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO MILITARE ESERCITO “ABRUZZO”

FOTO 3 - Rassegna al G.D. DE CICCIO

L’Aquila, 14 settembre 2017 – Si è svolta oggi la cerimonia di avvicendamento al vertice del Comando Militare Esercito “Abruzzo” tra il generale di brigata Rino De Vito e il generale di brigata Giuseppe Di Giovanni, precedentemente impiegato nella rappresentanza militare italiana di Stoccolma in Svezia, nella Caserma “Pasquali” de L’Aquila.

Presenti alla cerimonia il vice comandante per il territorio del Comando Forze Operative Nord, generale di divisione Carmelo De Cicco, e di numerose autorità militari, civili e religiose della città e della regione. 

FOTO 2 - Gen.B. Di Giovanni, Gen.B. De Vito

Il generale di brigata De Vito nel corso della sua carriera ha prestato servizio in attività di comando e di staff presso numerosi reparti operativi e di vertice della Forza Armata. Nel suo discorso di commiato, il generale De Vito ha espresso piena soddisfazione per aver comandato il Comando Militare Esercito “Abruzzo” e ha ringraziato tutte le autorità convenute, il personale e gli “amici” dell’ente per aver contribuito all’organizzazione e alla condotta di numerose attività fra le quali spiccano quelle promozionali, quelle riguardanti la ricollocazione nel mondo del lavoro dei volontari delle Forze Armate congedati senza demerito e quelle connesse con la complessa attività presidiaria.

Il Comando Militare Esercito “Abruzzo” è alle dirette dipendenze del Comando Forze Operative Nord in Padova ed esercita attività di comando, coordinamento e controllo sul centro documentale di Chieti.

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FOTO 1 – Gen.B. Di Giovanni, Gen.B. De Vito

Al comando sono attribuite le competenze di carattere territoriale della Forza Armata e le attività connesse con la promozione dei reclutamenti. In particolare, nell’ambito delle direttive ricevute dal comando superiore ed in ottemperanza alle norme in vigore, il Comando Militare Esercito “Abruzzo” gestisce nel territorio di giurisdizione i rapporti tra l’istituzione militare e le altre istituzioni presenti nella Regione Abruzzo, la pubblica informazione, la promozione dei reclutamenti, le attività presidiarie, gli alloggi di servizio, il comitato misto paritetico, le attività inerenti al completamento delle forze.

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Fonte e immagini: Comando Militare Esercito Abruzzo
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Cambio al comando della base logistico addestrativa di Roccaraso

Col FAbi Cte Base logistico-addestrativa Roccaraso

L’Aquila, 26 giugno 2017 – Il 27 giugno 2017 nello splendido scenario del piazzale antistante l’ingresso della base logistico addestrativa di Roccaraso (AQ) sarà svolta la cerimonia di avvicendamento tra il comandante cedente, colonnello Tiziano Fabi e il comandante subentrante, tenente colonnello Alessandro Pantaleo.

Alla cerimonia presenzierà il generale di corpo d’armata Agostino Biancafarina, comandante militare della capitale, con sede in Roma e numerose autorità militari, civili e religiose del territorio.

Il colonnello Fabi nei suoi 4 anni al comando ha elevato gli standard di ospitalità della base attraverso profondi interventi infrastrutturali e innumerevoli eventi di carattere naturalistico e culturale contribuendo significativamente a migliorare la recettività e la considerazione della struttura nell’alto Sangro. Di particolare rilevanza la mostra sulla prima guerra mondiale realizzata in collaborazione con gli istituti scolastici del comprensorio che ha riscosso un grande successo di pubblico.

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Fonte e immagine: Comando Militare Esercito "Abruzzo"
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Cambio comandante Granatieri di Sardegna, il generale Olla subentra al generale Lunardo

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Roma, 13 gennaio 2017 – Nella caserma “Gandin” di Roma, sede del comando Brigata Granatieri di Sardegna e del 1° Reggimento Granatieri di Sardegna, la cerimonia di avvicendamento del Comandante tra il Generale di Brigata Gaetano Lunardo, cedente, e il parigrado Francesco Olla, subentrante.

Alla cerimonia, presieduta dal comandante della Divisione “Acqui”, generale di divisione Antonio Vittiglio, erano presenti anche il sottosegretario alla Difesa, on. Domenico Rossi e il comandante delle Forze Operative Sud, generale di corpo d’armata Francesco Luigi De Leverano, il comandante dei corazzieri, colonnello Alessandro Casarsa oltre ad autorità civili e militari della città. 

Il generale Lunardo ha lasciato l’incarico dopo quasi due anni d’intense attività che hanno visto gli uomini e le donne della Granatieri impegnati nell’Operazione “Strade Sicure” per l’ordine e la sicurezza pubblica, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, durante il Giubileo straordinario della Misericordia, a Roma, nel Lazio e nelle vicine regioni di Umbria e Abruzzo; in impegnative attività addestrative; in esercitazioni a partiti contrapposti con altri Reparti della Forza Armata, nell’ambito dello sviluppo dei sistemi integrati per l’addestramento terrestre (SIAT); in attività di alta rappresentanza istituzionale in favore del cerimoniale di Stato; nell’emergenza terremoto, nel centro Italia, dove i reparti della Granatieri sono giunti per primi e con tempestività nelle zone colpite dal sisma per aiutare a scavare fra le macerie, allestire attendamenti, distribuire pasti, medicine e portare gli aiuti anche nelle zone più impervie.

Il generale Vittiglio, nel suo intervento di saluto, ha sottolineato che la Brigata Granatieri si è dimostrata all’altezza dei compiti ricevuti, confermandosi una risorsa pregiata per la Forza Armata e per tutto il Paese.

Il generale Olla, proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito, sarà il 104° Comandante della Brigata. A lui il compito di guidare gli uomini e le donne della Granatieri nei futuri impegni addestrativi ed operativi del 2017.

A seguire il reportage della cerimonia


Il generale Lunardo cede il comando di Strade Sicure al generale Angius

Roma, 10 gennaio 2017 – Ieri mattina, presso la caserma “Gandin”, durante il tradizionale momento dell’alzabandiera solenne, ha avuto luogo il cambio del comandante del Raggruppamento “Lazio, Umbria, Abruzzo”, tra il generale di brigata Gaetano Lunardo, comandante della brigata “Granatieri di Sardegna” e il generale di brigata Roberto Angius, comandante della brigata “Aosta”. 

Per circa 20 mesi al Comando del Raggruppamento, il Generale Lunardo ha guidato il contingente dei militari dell’Esercito impiegati nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure” in concorso e congiuntamente con le Forze di Polizia attraverso le diverse rimodulazioni del dispositivo di sicurezza attuate durante il Giubileo straordinario della Misericordia, le situazioni di allerta conseguenti agli atti ostili occorsi in Francia, Belgio e Germania e l’emergenza del terremoto che ha colpito il centro Italia nei mesi scorsi.

Oltre 12.000 i militari dell’Esercito che si sono alternati nel presidio di obiettivi sensibili e nel pattugliamento di piazze, stazioni della metropolitana, principali snodi ferroviari, porti e aeroporti nelle regioni Lazio, Umbria ed Abruzzo e nella città di Roma, al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Durante tale periodo la Brigata “Granatieri di Sardegna” ha assunto, senza soluzione di continuità, anche la leadership del contingente costituito da oltre 2.000 militari che ha operato in perfetta sinergia  con le Forze dell’Ordine, assicurando il regolare svolgimento dell’Anno Santo e concorrendo  all’attuazione delle misure di sicurezza predisposte in occasione dei 151 eventi “giubilari” che hanno avuto luogo nella sola città di Roma.

Bilancio sicuramente positivo se si considera che, nel corso del 2016, nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, il personale del Raggruppamento “Lazio, Umbria, Abruzzo”, ha identificato più di 160mila persone – contribuendo all’arresto di 264 di queste per reati di diversa natura- al sequestro di oltre 50 armi e 6,5 kg di sostanze stupefacenti. 

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Un contributo concreto al complessivo calo del 17% dei reati registrato a Roma nel 2016, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, nonostante l’afflusso di circa 30 milioni di pellegrini. Sulla base della Legge n. 232 del 2016, che ha prorogato l’impiego su tutto il territorio nazionale di 7.050 militari per lo svolgimento dell’Operazione “Strade Sicure” fino a dicembre del 2017, la Brigata Aosta, guidata dal Generale Angius, proseguirà a coordinare e gestire le attività di vigilanza e pattugliamento del Raggruppamento nel Lazio, Umbria, Abruzzo.

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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L’ammiraglio Valter Girardelli è il nuovo capo di Stato Maggiore della Marina

Cambio al vertice della Marina: questa mattina, alla presenza di ministro della Difesa, Roberta Pinotti, si è svolta la cerimonia di avvicendamento.

Roma, 22 giugno 2016 – Cambio al vertice della Marina Militare tra gli ammiragli Giuseppe De Giorgi e Valter Girardelli.

L’avvicendamento, sancito simbolicamente dal passaggio della Bandiera di Guerra della Marina, questa mattina a Palazzo Marina alla presenza del ministro Pinotti. L’ammiraglio Girardelli assume l’incarico dopo aver ricoperto, dal 10 marzo 2015, quello di capo di Gabinetto del ministro della Difesa.
 
Questi passaggi di testimone e di responsabilità sono dovuti all’inevitabile scorrere del tempo, ma ritengo anche che siano proficui, a tutti i livelli, per la vita e la crescita delle organizzazioni” ha detto il ministro Pinotti nel suo discorso, in quanto permettono “alle energie e alle potenzialità di nuovi leader militari di esprimersi compiutamente, fino al livello dei massimi vertici”.

Alla cerimonia erano presenti anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, i sottosegretari di Stato alla Difesa, Domenico Rossi e Gioacchino Alfano, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano,  oltre a numerose altre autorità delle Forze Armate e civili.  

Questo il discorso del nuovo capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli: 

Signor Ministro della Difesa, Onorevoli Rappresentanti del Parlamento, autorità di Governo, signor capo di Stato Maggiore della Difesa, autorità civili, religiose e militari, signore e signori, ma, soprattutto, ufficiali, sottufficiali, graduati, marinai e personale civile della Marina, mi risuonano alla mente, alte nella loro semplicità e nel loro valore perenne, le parole del giuramento, fatto oltre quaranta anni fa nel Piazzale dell’Accademia navale, parole di dovere e disciplina, di Patria e onore.

Sento fortissima, in questo momento, la presenza, persistente, radicata e ispiratrice, di questi valori, nell’assumere il Comando della Marina Militare. In questi valori, ho sempre creduto, credo e in essi continuerò a trovare vocazione.

 Esprimo, con la solennità del caso, questo mio impegno, indirizzandolo a tutti gli appartenenti alla Marina, alle altre Forze Armate ai Corpi Armati e non armati dello Stato , al vertice militare della Difesa, al Ministro della Difesa, al Governo e a tutte le istituzioni repubblicane, autorevolmente rappresentate in questo piazzale e alle quali la Forza Armata è da sempre al servizio.

Mi sento onorato di questa presenza che mi conferisce testimonianza di fiducia e sostegno. Il mio primo pensiero deferente va alle istituzioni repubblicane, innanzitutto al capo dello Stato, comandante supremo delle Forze Armate.

Esprimo la mia gratitudine al Governo, che ha deliberato la mia nomina a questo incarico, in particolare al Presidente del Consiglio e, soprattutto, per la fiducia accordatami e la stima manifestatami, al Ministro della Difesa, al cui fianco ho avuto il privilegio di vivere una straordinaria esperienza professionale e umana, non ultimo nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto.

Al capo di Stato Maggiore della Difesa assicuro piena condivisione di intenti, con a mente comunque il superiore bene della Marina, componente fondamentale di uno strumento nazionale di difesa e sicurezza sempre più integrato, efficace, interoperabile, interforze, multidisciplinare, sempre più proteso verso impieghi ben oltre la dimensione prettamente militare delle capacità operative possedute.

Ho visto la nostra Forza Armata, nel corso della mia, quasi quindicennale esperienza interforze, progressivamente trasformarsi in una ottica di sempre maggiore competenza e professionalità, ho seguito lo sviluppo delle principali tematiche ad essa afferenti, sino ad avere la certezza che quella di oggi è una Marina di qualità, di primo livello, nei mezzi ma soprattutto nel personale, in tutte le componenti operative, di supporto, di formazione, di sostegno e di esecuzione amministrativa.

Le esigenze fondamentali di difesa e di sicurezza della Nazione, così come le essenziali necessità di presenza, di sorveglianza, di proiezione, di intervento, di flessibilità operativa, di incisione capacitiva, non solo conseguenti a obblighi internazionali, ma, soprattutto, a supporto di una “robusta” e ambiziosa agenda italiana di salvaguardia degli interessi nazionali, laddove gli stessi debbono essere protetti e consolidati, poggiano e debbono essere soddisfatte da questa Marina.

Una Marina che si colloca fra le migliori istituzioni del Paese, molto stimata e apprezzata fra le Marine del mondo: una grande Marina. Ad essa sono stati riservati e sono in corso interventi, di ampia portata, tesi al fine di continuare a rendere disponibile allo Stato assetti e capacità, in tutte e tre (e non tralascio di evocare la quarta, quella cibernetica) le dimensioni di impiego, sotto, sulla e sopra la superficie dei mari.

Lo sforzo e l’attenzione che il Governo, sotto le indicazioni e certo anche la direzione del Ministro della Difesa – a cui rivolgo il sentito apprezzamento e ringraziamento di tutta la Forza Armata -, ha riservato alla Marina, trovano tangibile segno nel programma di rinnovamento della linea delle fregate, nel programma di sostituzione delle linee più obsolete, nell’ammodernamento delle linee subacquee e di quelle elicotteristiche, nel mantenimento e rinnovo di quelle aeree, negli interventi per ripristinare l’efficienza lavorativa degli arsenali e degli stabilimenti di lavoro e in altri molteplici settori.

Non va sottaciuto che gli auspici sono superiori alle aspettative, che le aspettative sono superiori alle concrete possibilità e percorribilità nell’attuale contesto nazionale di riferimento.

Certo vi sono tematiche generali di sistema da superare, compressioni finanziarie da contenere, criticità da governare, ma credo che con pragmatismo, serietà, chiarezza di intenti, consapevolezza, umiltà e consapevole determinazione, si sapranno affrontare, in forma collegiale e condivisa, secondo un percorso coerente e proiettato in una ottica di risultato di medio-lungo termine.

Quello di oggi è un patrimonio di una Marina in evoluzione verso il futuro, basato sui saldi e sui migliori principi del passato, di cui siamo, di cui sarò, di cui saremo custodi fedeli e gelosi.

 Mi sento di rendere omaggio:

  •  a questa Marina;
  •  alla sua bandiera, simbolo delle più elette virtù militari e dei principi su cui si fonda la realtà comunità nazionale.
  • ai suoi caduti nell’adempimento del dovere, che guidano con il loro luminoso esempio di eroismo il nostro senso di emulazione, dando forza e certezza al nostro presente;
  • alle Associazioni d’Arma, che preservano tradizioni marinare intergenerazionali e risaldano legami e sentimenti tra personale in servizio e in congedo, oltre il grado e l’età;
  • a tutti coloro che sono stati per me “precettori emeriti”, colleghi, collaboratori, essi con i loro esempi, insegnamenti, consigli, incitamenti e impegni, mi hanno accompagnato e incoraggiato nel corso del mio lungo cammino professionale.

Tra i collaboratori desidero ricordare tutto il personale, militare e civile, con cui sono entrato in relazione nel corso degli anni. Riguardo il più recente passato, desidero esprimere un cenno specifico al personale dello Stato Maggiore della Difesa, del segretariato generale della Difesa e degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della Difesa, nonché al personale dirigenziale e di vertice della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio e degli altri Dicasteri che ringrazio per l’attenzione e perché no, anche, per la pazienza che ci hanno riservato.

Tra i colleghi desidero ricordare i compagni di accademia del corso Eleutheros e della 53^ Sessione Ordinaria/1^ sessione speciale  dell’Istituto Alti Studi Difesa, oggi presenti e ai quali va tutto il mio affetto e la mia riconoscenza.

Tra i “precettori emeriti”, meglio sarebbe chiamarli “maestri”, i miei predecessori che considero preziosi riferimenti e guide esperte.

Tra di loro l’Ammiraglio De Giorgi, che lascia oggi il servizio attivo a conclusione di una lunga e prestigiosa carriera e al quale porgo il saluto di tutta la Forza Armata e l’augurio per un futuro luminoso e ricco di ogni soddisfazione, bene e serenità. Ogni bene a te e alle persone a cui tieni, caro Giuseppe.

 Rivolgo ora il mio pensiero direttamente al “grande equipaggio della Marina Militare”:

  • agli ufficiali, ai sottufficiali, ai marinai, di bordo e di terra, a quanti di loro sono ora in mare, in cielo, o operano nell’ambito delle missioni loro assegnate, in patria e all’estero, con specifico cenno anche al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto;
  • al personale civile, parte integrante e irrinunciabile della grande comunità marinara,
  • alle nostre famiglie e ai nostri affetti – che con noi condividono disagi e difficoltà, pronti a sacrificarsi giornalmente per consentirci di assolvere i nostri compiti, la nostra missione,
  • alle rappresentanze militari, che esercitano una funzione essenziale per migliorare la condizione militare,
  • alle organizzazioni sindacali, elementi di puntuale riflessione e stimolo verso l’arricchimento organizzativo, 

per stringerli tutti in un unico simbolico, caloroso, forte, grato e fraterno saluto.

Saluto, con l’occasione, il mondo dell’informazione e quello dell’industria per la vicinanza dimostrata e il sostegno che ci riservano.

Il tempo sarà galantuomo per tracciare e definire programmi, dare attuazione concreta al pensiero, realizzare gli intendimenti. Affronteremo le tematiche del presente nel segno della linearità con grande propensione alla innovazione.

Dobbiamo, infatti, volgere lo sguardo al futuro con fiducia, ottimismo, disponibilità al cambiamento, recependo appieno le esigenze dettate dal contesto che ci circonda: il futuro va governato, anticipato, trasformato in fattore di miglioramento e di progresso. Consolidamento, linearità e cambiamento, per assicurare alla Marina un domani  basato sul coraggio e sulla coerenza.

In ciò ci sosterranno e rappresenteranno guida e riferimento i contenuti del “Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”, laddove espone e rimarca l’ineludibile funzione abilitante, a livello interforze, intergovernativo e internazionale dello strumento marittimo, in tutte le sue componenti ed evidenzia l’importante ufficio delle relative capacità operative interforze, a cui lo stesso è chiamato a contribuire.

Con spirito innovativo e scevro da pregiudizi, soprattutto ideologici e settoriali, tracceremo il percorso di un programma di Forza Armata perfettamente innestato nel più ampio disegno della Difesa, apportando a quest’ultimo il nostro irrinunciabile bagaglio di cultura, di identità, di intelligenza e di buon senso marinaro.

Sarà posta la massima attenzione alle aspettative del personale, che so essere preparato, disponibile, serio, competente, pronto ad ogni sacrificio e applicazione, purché abbia e sia ben chiaro e definito il disegno strategico a cui tendere.

Perseguiremo l’efficienza e il rinnovamento dello strumento aeronavale, certi che una flotta moderna e addestrata, non è solo una esigenza di difesa e sicurezza, ma un forte fattore propulsivo nel campo tecnologico, delle capacità industriali, di posizionamento competitivo del sistema nazionale, di lavoro qualificato e di sostegno alla creazione e consolidamento di forti e amichevoli relazioni internazionali. Tale azione nel rispetto dei superiori indirizzi.

Dedicheremo pari e altrettanta attenzione, sempre ricercando la massima sinergia a livello integrato, interforze, interagenzia e con le realtà socio-economiche locali, alle strutture di supporto, alle aree in cui insistono basi aeronavali, logistiche, enti tecnici, centri di formazione.

 Desidero sintetizzare in una frase chiave i profili della mia futura azione di comando, richiamando un detto che proviene da lontano e che mi ha sempre ispirato “Solo chi non ha idee non le cambia”.

Sarà mia cura coinvolgere Voi, uomini e donne della Marina Militare, nelle scelte più importanti e strategiche per la Forza Armata, ascoltare i vostri contributi che so, già da ora, saranno propositivi e disinteressati, farvi partecipi delle decisioni di vertice e percorrere, insieme, il difficile, e non scevro di ostacoli, percorso per attuarle, con sempre a mente il detto che ho appena richiamato, che, in altra chiave di lettura, sottende autorevolezza e non autoritarismo.

(L’autorevolezza è anche contraddistinta dal silenzio, dalla riflessione, dalla mancanza di clamori, dalla consapevole appartenenza, dalla difesa dei diritti dei più deboli, dalla fedeltà agli impegni e alla parola data, da tutti gli altri valori che da sempre sono bagaglio incorruttibile dei Marinai).

E non lo faremo in una aurea e perfetta solitudine, ma insieme, sinergicamente e sistemicamente con il  capo di Stato Maggiore della Difesa, con i comandanti dell’Esercito, dell’Aeronautica, dei Carabinieri, con i comandanti di tutti i corpi armati e non dello Stato, con segretario generale della difesa/DNA, sotto l’attenta e lungimirante azione di indirizzo del Ministro della Difesa, certo che ci riserverà, Signor Ministro, la benevolenza e l’accompagno che voi, personale militare e civile della Marina, meritate per quanto avete sempre dimostrato i poter, di saper e di voler fare con totale dedizione e spiccato senso di servizio.

Sono certo che la Marina è in grado di raccogliere tutte queste impegnative sfide e, soprattutto di vincerle, per la grande tensione morale, lo spirito di attaccamento al dovere, l’abnegazione e perché no il soffio vitale “di genialità corsara”, l’iniziativa, lo spirito di indipendente applicazione, che da sempre contraddistingue chi va per mare.

Chi va per mare deve essere capace di guardare oltre l’orizzonte, di immaginare quanto accadrà, di premunirsi per assicurare risultati di primo livello, di avere doti quasi propiziatorie, queste le qualità e capacità che avrò modo in Voi di sollecitare, indirizzare e consolidare, e che vi chiedo di riservarmi. Ci attende un lavoro duro, impegnativo, coinvolgente.

Non ci dobbiamo nascondere le avversità e le difficoltà: per chi va per mare, non rappresentano una sorpresa.

Le affronteremo con animo sereno, sicuri di svolgere il nostro dovere, fiduciosi perché tutti noi possiamo contare, con certezza e rigore, sugli uomini e sulle donne della Marina, sulle loro menti, ma soprattutto sui loro cuori, cuori leali, incondizionati, tenaci, perseveranti, di onore, in Patria e sui mari del mondo.

Ho piena fiducia e come comandante sono fiero di voi. Non vi farò mancare il mio sostegno, la assidua presenza e la costante attenzione alle vostre esigenze. Dedicherò tutto me stesso con l’orgoglio, la determinazione, la passione di chi continuerà, ogni giorno, a prendere il mare con voi per il superiore interesse dell’Italia.

Viva la Marina. Viva l’Italia.

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Fonte: Ministero della Difesa, Marina Militare - Immagini: Ministero della Difesa

 

 

 

 

 


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