Archivi tag: Brigata Sassari

Libano, cambio al comando del contingente italiano di UNIFIL, la bgt alpina “Taurinense” è subentrata alla bgt Sassari

Shama (Libano), 4 febbraio 2021 – Cambio al comando dell’operazione “Leonte” nell’ambito della missione UNIFIL. La brigata alpina “Taurinense” è subentrata alla brigata Sassari, con il passaggio di consegne tra il comandante della “Sassari”, generale di brigata Andrea Di Stasio, e il comandante della “Taurinense”, generale di brigata Davide Scalabrin.
La cerimonia si è svolta nella base “Millevoi” di Shama nel corso di una cerimonia presieduta dal capo missione e comandante di UNIFIL, generale di divisione Stefano Del Col, con la partecipazione dell’ambasciatrice d’Italia in Libano Nicoletta Bombardiere, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, e di autorità civili e militari libanesi.
La missione UNIFIL è la Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud.

Il generale Salvatore Farina, dopo aver portato alle autorità presenti il saluto del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, e del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, nel suo intervento ha tracciato un bilancio dei sei mesi di mandato del contingente multinazionale a guida Brigata “Sassari”, elogiandone “L’eccezionale lavoro svolto per il conseguimento degli obiettivi nel corso della missione che, nonostante il COVID, è stata assolta al meglio, fornendo assistenza e sostegno alle forze armate e al popolo libanese” e sottolineando lo storico legame tra l’Italia  e il Libano, “al quale, con fierezza, siamo legati sin dai tempi della prima missione di pace istituita nel 1978”.

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha poi evidenziato “L’efficacia dell’intervento negli attimi immediatamente successivi alla tragica esplosione al porto di Beirut del 4 agosto”, quando un convoglio del contingente italiano, in coordinazione con il Comando Operativo di vertice Interforze , è entrato a Beirut per soccorrere il personale italiano e delle Nazioni Unite e, in un secondo momento, per supportare le forze armate libanesi nelle operazioni di pulizia e di rimozione delle macerie accumulatesi nell’area del porto e in altre zone della capitale. Il generale Farina, inoltre, ha posto l’accento sull’importanza del lavoro svolto al fianco delle Forze Armate libanesi (LAF). “Se tutti insieme, peacekeepers dell’Onu e Forze Armate libanesi, continueranno a lavorare insieme, potranno vincere ogni sfida per assicurare pace, stabilità e progresso a questo meraviglioso paese”. Il capo di SME si è poi rivolto gli alpini della “Taurinense”, esortandoli a proseguire sul solco tracciato dai precedenti contingenti e a dare prova della peculiarità della via italiana nelle operazioni di peacekeeping, “condotte con equilibrio, professionalità, imparzialità, diplomazia, efficacia, credibilità e rispetto. Il consolidato successo della missione UNIFIL”, ha concluso Farina, “lo si deve alla dedizione, al sacrificio, al senso del dovere e della responsabilità di ciascun peacekeeper, ma soprattutto alla straordinaria capacità di dialogo e di interazione dei militari italiani con tutte le componenti della società presenti nel variegato mosaico libanese”. Apprezzamento e gratitudine agli uomini e alle donne del settore Ovest di UNIFIL per i “risultati ottenuti sul campo”, sono stati espressi dal capo missione e comandante di UNIFIL.

Quanto alla “situazione fragile” che regna nel Libano meridionale, “Considerando il delicato contesto politico, economico e sociale aggravatosi ulteriormente a causa dell’emergenza sanitaria in corso”, il generale Del Col ha definito “straordinari” i progressi della missione nel “Paese dei cedri”, grazie anche al ruolo giocato dai peacekeepers italiani nel garantire, con imparzialità e trasparenza, il monitoraggio della cessazione delle ostilità e la cooperazione strategica con le forze armate libanesi per la sicurezza e la stabilità dell’area, soprattutto lungo la “blue line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele. “A ciò si aggiunge la ricerca costante del consenso unanime della popolazione locale mediante la realizzazione di progetti di cooperazione civile-militare”, ha detto Del Col, nel rispetto della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e della risoluzione 2539 dello scorso 28 agosto che, oltre a rinnovare per un altro anno il mandato di UNIFIL, “ha gettato le basi per un’ulteriore sinergia tra la missione e le parti verso gli obiettivi del mandato”. Facendo riferimento al dinamismo e alla complessità degli interventi di cooperazione civile-militare realizzati a favore della popolazione, il generale Del Col ha sottolineato i tratti distintivi della missione della Brigata “Sassari”, “caratterizzata dall’azione di contrasto all’emergenza COVID nell’area di responsabilità, con un’attenzione particolare al supporto delle strutture pubbliche e al sostegno della microeconomia nel territorio attraverso lo sviluppo di progetti che hanno favorito l’avvio di un circolo virtuoso di self-sustainability building, utile a affrontare la difficile crisi economica che sta attraversando il paese”.

Il successo della missione è stato riconosciuto anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che in un messaggio inviato al generale Del Col ha evidenziato “L’assoluto equilibrio raggiunto dai “caschi blu” tra l’emergenza pandemica, l’assolvimento del mandato e andando anche oltre il mandato di UNIFIL, con l’assistenza alle forze armate libanesi a seguito dell’esplosione al porto di Beirut”. Prima della cerimonia, posizionato nello spazio verde di fronte al quartier generale della base, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha inaugurato un monumento raffigurante una croce e una mezzaluna, a ricordo dell’incontro interreligioso dal titolo “Un cammino comune verso la pace perpetua”, tenutosi a ottobre nella base di Shama, che ha visto riuniti attorno a un tavolo i rappresentanti delle principali religioni monoteiste presenti nel Sud del Libano.

La Brigata alpina “Taurinense”, alla sua seconda missione in Libano con i colori delle Nazioni Unite, assume il comando del settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 “caschi blu” di 16 dei 45 paesi contributori alla missione UNIFIL. Del contingente multinazionale fanno parte 1.000 militari italiani, 800 dei quali appartenenti alla Brigata alpina “Taurinense”.

© All rights reserved
________________________


UNIFIL, dopo 8 mesi il contingente italiano rientra in Patria, la brigata Granatieri di Sardegna cede il comando alla brigata Sassari (video)

03 Saluto alle bandiere

Shama, 26 luglio 2020 – E’ giunto a conclusione quello che è stato il mandato continuativo più lungo per un contingente italiano in UNIFIL nella quarantennale storia della partecipazione italiana alla missione di pace: 254 infatti sono stati i giorni di intenso lavoro in una zona di operazione di 650 kmq nella quale operano cinque battaglioni lavorando giorno e notte con i colleghi delle 15 nazioni che formano la Joint Task Force – Lebanon Sector West.

Il passaggio di mano della Bandiera delle Nazioni Unite ha sancito il cambio del contingente italiano in UNIFIL: il generale di brigata Diego Filippo Fulco, comandante della Brigata “Granatieri di Sardegna” ha ceduto il comando al generale di brigata Andrea Di Stasio, comandante della Brigata “Sassari”. A sancire il trasferimento d’autorità il generale di divisione Stefano Del Col, Force Commander e Head of Mission della missione UNIFIL nel Sud del Libano.

14 UNIFIL Force Commander e Head of Mission Gen. D Stefano Del Col consegna la bandiera UN al Gen. B. Di Stasio neo-comandante del Sector West

Presente alla cerimonia l’ambasciatore d’Italia in Libano S.E. Nicoletta Bombardiere.

La Leonte XXVII si è chiusa con oltre 60.000 attività svolte, di cui 29.000 attività notturne scaturite dalla volontà di incrementare la presenza sul territorio anche in quell’arco temporale.

In oltre mesi 8 mesi di lavoro, 12.500 pattuglie circa hanno presenziato e controllato la Blue Line, la linea di demarcazione tra Israele e Libano che percorre per 55 km l’area di operazioni sotto guida italiana. Un impegno che non ha subito flessioni ed è stato riarticolato dopo il 21 febbraio, data del primo caso ufficiale di COVID in Libano.

08 L'ambasciatrice d'Italia Nicoletta Bombardiere

I peacekeeper hanno infatti adottato una serie di misure precauzionali necessarie per salvaguardare se stessi e la popolazione locale dal contagio, continuando però ad assolvere al proprio compito. E così i 3.800 soldati sotto la guida del generale di brigata Diego Filippo Fulco hanno proseguito le loro attività operative con una media di 250 attività al giorno.

“Gli ottimi risultati che sono davanti agli occhi di tutti sono stati costruiti giorno dopo giorno con dedizione, attenzione, sacrificio – ha ricordato il generale di brigata Diego Filippo Fulco parlando ai propri uomini – il vostro lavoro la vostra preparazione la vostra capacità e la vostra abnegazione sono state un ingrediente indispensabile per ottenere il risultato raggiunto, aggiungere altri otto mesi di pace alla storia recente di questo paese. Avete operato come ci si aspetta da un “basco Blu” delle Nazioni Unite”.

Al generale Diego Filippo Fulco medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese

L’operato del Sector West, della Brigata Granatieri di Sardegna e del suo comandante è stato riconosciuto all’unanimità ed il Presidente del Libano Michel Aoun ha concesso al generale Fulco la medaglia d’argento al merito dell’Esercito libanese.

10 Medaglia UNIFIL al Gen. B. Diego Filippo Fulco

“Non posso che essere orgoglioso del lavoro che avete svolto con attenzione, dedizione e professionalità in condizioni di crescente difficoltà – ha sottolineato il generale Del Col, quarto italiano a comandare UNIFIL una delle missioni delle UN più grandi con i suoi oltre 10.000 uomini sul terreno – ai colleghi della Sassari ed al loro comandante il Generale Di Stasio non posso che augurare un altrettanto importante impegno, sicuro che la loro esperienza anche nell’operare in Libano ne farà da subito degli ottimi peacekeeper”.

Schermata 2020-07-26 alle 17.23.34

12 Army Silver Medal of Honor

La cerimonia, si è svolta, in tono minore a causa delle restrizioni legate alla pandemia, all’interno della base “Millevoi”; a seguirne lo svolgimento, da lontano, anche gli oltre 400 militari da poco arrivati che, seguendo i dettami internazionali, sono stati sottoposti ad un periodo di quarantena.

18

© All rights reserved
______________________


Competizione per tiratori scelti in USA, l’Esercito partecipa con due militari del 3°rgt della brigata Sassari

3. Immagine del team italiano durante una delle prove di tiro di precisione

Arkansas (USA), 16 aprile 2019 – Si è appena conclusa, presso il Fort Chaffee Joint Maneuver Training Center nello stato dell’Arkansas (USA), la 48ª edizione della Winton P. Wilson (WPW) Sniper Champioship (National Guard) competition, una manifestazione sportiva militare per tiratori scelti, alla quale hanno partecipato team di diverse nazioni, tra i quali era presente il team dell’Esercito Italiano, composto da due tiratori scelti del 3° reggimento bersaglieri della Brigata Sassari.

La competizione, nata inizialmente per testare e valutare l’efficacia dei programmi di addestramento delle unità sniper americane, ha assunto successivamente carattere internazionale, diventando un momento importante nell’addestramento dei tiratori scelti, accrescendo le loro conoscenze e le capacità tecniche e migliorandole grazie al confronto con altre unità straniere.

La coppia di bersaglieri, oltre ad avere sostenuto diverse prove di tiro di precisione, ha superato con successo sia i test di forza e resistenza, come una marcia “zavorrata” di venti chilometri, effettuata con uno zaino affardellato, sia le attività di orienteering.

© All rights reserved
Fonte e immagini: COMFOP Sud
___________________________________

Operazione Strade Sicure: la bgt Granatieri di Sardegna cede il comando del raggruppamento Lazio Abruzzo alla bgt Sassari

granatieri in pattuglia al colosseo2

Roma, 17 gennaio 2019 – Passaggio di responsabilità nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, del comando di raggruppamento con competenza su Lazio e Abruzzo, tra la brigata Granatieri di Sardegna e la brigata Sassari. Un avvicendamento necessario per permettere alla brigata “Granatieri di Sardegna”, impiegata da quasi 19 mesi nell’operazione, di avviare l’approntamento per un futuro impiego in teatro operativo estero.

Il comandante della brigata “Granatieri di Sardegna”, generale di brigata Diego Filippo Fulco, ringraziando tutto il personale dipendente ha concluso con un saluto a tutti gli uomini e le donne del raggruppamento evidenziando la loro professionalità, competenza e le motivazioni che li hanno contraddistinti. “A voi va il mio riconoscimento sincero per quanto avete fatto per l’Esercito in tutte le occasioni in cui siete stati impegnati facendomi sentire orgoglioso di essere il vostro Comandante”.

lancieri di montebello in pattuglia al vaticano

Durante i 19 mesi di attività sul territorio, la brigata “Granatieri di Sardegna” ha ottenuto risultati di assoluto rilievo tra i quali emergono:

  • il sequestro di circa 40 kg di droga,
  • quasi 600 fermi,
  • identificazione e controllo di oltre 30.000 persone,
  • controllo di oltre 1.000 veicoli, sequestro di 22 armi
  • sequestro di 14 veicoli.

Oltre ai suddetti risultati, i militari del raggruppamento Lazio Abruzzo hanno contribuito in maniera costante a rendersi sempre più un punto di riferimento per i cittadini romani e per i turisti per problematiche quotidiane come malori, incidenti stradali o accidentali fino a salvare da soffocamento un neonato, allertando immediatamente i soccorsi ed effettuando manovre disostruttive grazie soprattutto alle nozioni di primo soccorso in possesso dei militari.

La missione dei militari impiegati nell’operazione “Strade Sicure” è di concorrere, in concorso e congiuntamente alle forze di polizia, al presidio del territorio e delle principali aree metropolitane e alla sorveglianza dei punti sensibili, al fine di incrementare le attività di prevenzione e di contrasto alla criminalità e per contribuire alla prevenzione di possibili attacchi terroristici.

Non è il primo impiego in questo tipo di attività. Il personale militare è a disposizione dei prefetti e si tratta di un impiego “dual-use”.

L’impiego dell’Esercito nell’operazione “Strade Sicure” contribuisce in modo significativo a innalzare il livello di sicurezza reale e percepita a favore della popolazione.

La brigata Granatieri di Sardegna è costituita dal 1° reggimento Granatieri di Sardegna, dal reggimento “Lancieri di Montebello (8°), dal 2° battaglione Granatieri di stanza a Spoleto e dal reparto comando “Granatieri”.

La brigata “Sassari”, comandata dal generale di brigata Andrea Di Stasio, di stanza in Sardegna assumerà la responsabilità del raggruppamento Lazio e Abruzzo per i prossimi 6 mesi fino a giugno 2019.

© All right reserved
Fonte e immagini: Comando brigata Granatieri Di Sardegna
_______________________________________________________________


Afghanistan: istruttori italiani concludono operazione di supporto alle forze di sicurezza afghane

6d1dbd38-fa2a-481a-ae1f-6f135b296f7b1medium.jpg

Herat (Afghanistan), 16 maggio 2018 – Si è conclusa il 14 maggio la “spedizione” degli istruttori italiani, in supporto alle Forze di Sicurezza afghane, situate nell’abitato di Qal’ha-Ye Now, a circa 120 km a nord Est di Herat, sede del contingente italiano su base brigata “Sassari”.

Circa 50 istruttori italiani, per due settimane, hanno fornito assistenza e consulenza a favore delle controparti locali del 207° corpo d’armata afghano, impegnate in attività operative congiunte con il 209° corpo d’armata, quest’ultimo schierato nella limitrofa regione nord, ed assistito dagli advisor tedeschi.

L’operazione, prima nel suo genere in Afghanistan, è nata su richiesta delle forze di sicurezza e autorità politiche locali ed è stata definita durante un meeting organizzato nel mese di gennaio dal comandante italiano del Train Advise Command West (TAAC W), nella base di Camp Arena, alla presenza del corrispettivo comandante tedesco del TAAC North e dei comandanti del 207° e 209° corpo d’armata operanti nelle confinanti regioni afgane. 

Dopo un lungo periodo di pianificazione, avvenuta attraverso incontri e videoconferenze, in cui gli staff dei differenti corpi d’armata, assistiti dagli istruttori della NATO,  hanno pianificato nei minimi dettagli l’operazione congiunta, nei primi giorni del mese di maggio è partita l’operazione “Unified Purpose”. Lo scopo perseguito dal governo afghano era quello di favorire le condizioni di sicurezza in un’area di confine di difficile controllo per via delle condizioni morfologiche del terreno – area montuosa ed impervia – e per la distanza dalle principali caserme afgane.

Per la riuscita dell’operazione, fondamentale importanza hanno rivestito gli incontri con la popolazione, i capi villaggio e religiosi, a cui sono stati illustrati i benefici connessi con la messa in sicurezza dell’area. Migliori condizioni di sicurezza consentiranno infatti l’avvio dei lavori per il completamento della Ring Road, ovvero l’arteria autostradale che collega l’intero Paese, con importanti ricadute economiche per gli abitanti. Inoltre, una maggiore presenza delle Forze Armate, incoraggerà gli elettori ad esprimere, liberamente, il proprio diritto di voto durante le prossime elezioni elettorali del mese di ottobre.

Expeditionary Advisor Package (EAP), è l’acronimo utilizzato per indicare queste attività di addestramento ed assistenza “a domicilio” sviluppate in aree distanti dalla base di Camp Arena – sede del contingente nazionale – che non possono essere svolte con cadenza giornaliera e quindi vengono organizzate, periodicamente, sulla base delle richieste che le forze di sicurezza afghane rivolgono agli istruttori italiani. Tali consulenze, che escludono l’impiego dei militari italiani in attività cinetiche, contribuiscono all’innalzamento delle competenze tecnico-tattiche dell’Esercito e della Polizia e rafforzano i legami con il territorio.

8203004d-40a0-4e32-acbf-74328539f4e74Medium

Il lavoro degli advisor italiani – che comprende anche le attività di EAP – si sviluppa nell’ambito della missione di Resolute Support (RS) con il compito principale di addestrare, consigliare ed assistere le forze di Sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
____________________________________________

 


Afghanistan: contingente italiano abilita 12 neo istruttori della polizia afgana, al trattamento sanitario sul campo di battaglia

1028a064-227a-430b-b1a7-9399a89a4142dsc_1149medium.jpg

Herat (Afghanistan), 2 maggio 2018 – E’ terminato nei giorni scorsi il corso di abilitazione all’insegnamento Tactical Combat Casuality Care (TCCC) – Train the Trainers (T3). Durante il corso 12 agenti appartenenti alle forze di Polizia afgane, sono stati addestrati dagli istruttori del contingente italiano ad Herat, su base brigata Sassari ed ultimato negli scorsi giorni.

Altamente selezionati fra il personale con precedenti abilitazioni in materia sanitaria, i neo istruttori, dopo la frequenza del corso, durato circa 3 settimane, potranno ora insegnare ed abilitare i propri colleghi alle manovre di soccorso sanitario d’emergenza in ambiente tattico e di combattimento.

Per raggiungere l’importante traguardo, gli agenti hanno dovuto dimostrare di aver ben compreso e di essere in grado di poter istruire altri allievi sulle procedure per il trattamento delle ferite da ustione, da colpi da arma da fuoco, fratture, disostruzione delle vie aeree anche attraverso le tecniche di intubazione e dell’utilizzo della maschera laringea oltre, ovviamente, all’applicazione dei principi generici di primo soccorso ed utilizzo del defibrillatore automatico.

Corsi di questo tipo rivestono un’importanza rilevante per le forze di sicurezza locali in quanto assolvono il duplice obiettivo di renderle autonome nell’auto formazione, Train the Trainers, e di accrescere il numero di personale altamente qualificato e preparato ad affrontare le situazioni di emergenza in ambiente ostile.

Le attività di addestramento (train) e di consulenza (advise e assist) a favore dell’Esercito e della Polizia vengono sviluppate dagli istruttori italiani sulla base del mandato di “Resolute Support”, con l’obiettivo finale di incrementare l’auto sostenibilità delle stesse nella gestione della sicurezza nell’intero Paese.

9eac18c0-f20b-476f-b6df-4417bbfd1582dsc_1916Medium

© All rights reserved
Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
______________________________________________

 


Afghanistan: militari italiani addestrano gli afghani al combattimento in ambiente montano

6eae39a7-00b1-473f-8dc8-f1cbdf12b0e1foto di fine corso mountain warfareMedium 

Herat, 12 marzo 2018 – L’apprendimento dei principali nodi, delle manovre di cordata, delle tecniche di discesa in corda doppia e di risalita di corda fissa nonché l’uso di teleferica per il trasporto dell’armamento di reparto, sono solo alcuni degli obiettivi di apprendimento inseriti nel programma didattico previsto per il corso di “Mountain Warfare” organizzato dal Train Advise Assist Command West (TAAC W) a favore di dieci militari dell’Afghan National Army (ANA) ossia l’Esercito afghano. Il corso rientra rientra nel programma di training della missione in Afghanistan resolute support.

Il corso basico di combattimento in ambiente montano, condotto dal personale di TAAC W ed in particolare da istruttori del Centro Addestramento Alpino di Aosta, è durato tre settimane e si è concluso con una esame finale valido per il conseguimento dell’abilitazione al combattimento in alta quota, che ha avuto luogo su una falesia naturale che era stata attrezzata per l’occasione e che è situata a circa 20 Km di distanza dalla base di distanza da Camp Arena. Questo tipo di addestramento è nato dalle richieste di supporto espresse dal comandante del 207^ corpo d’armata afghano per rendere ancor più aderente l’addestramento dei propri militari  con la morfologia del territorio.

a24d269c-c8f4-4566-a7d6-d3d0e03b8876lezione sull'uso dei chiodi da rocciaMedium

Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del contingente italiano, su base brigata “Sassari”, per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.

Il comandante del TAAC W ha pronunciato parole di elogio nei confronti dei militari afghani incitandoli ad esprimere la medesima professionalità durante le attività operative nelle quali saranno coinvolti con lo scopo di garantire la pace nel proprio Paese.

36a0c659-3d57-402f-adad-f573eba5004clezione di arrampicata all'arrivo in sostaMedium

L’obiettivo della missione Resolute Support consiste nell’addestramento, assistenza e consulenza delle forze di sicurezza afghane, ed in tale ottica si inserisce anche il corso “Mountain Warfare”.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
___________________________________________

Missione compiuta per la Task Force “Genio” del contingente italiano di ISAF

Herat (Afghanistan), 7 agosto 2014 –  Garantire la mobilità delle truppe della coalizione di ISAF e delle forze di sicurezza afgane, proteggere la popolazione civile dalla minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), potenziare il livello di protezione della base e contribuire allo sviluppo delle capacità militari dei genieri afgani al fine consentirne la piena autonomia. Questi i compiti che i militari italiani della Task Force Genio, su base 5° reggimento genio guastatori di Macomer (NU), hanno svolto per sei mesi nella regione occidentale dell’Afghanistan in cui opera il Train Advise Assist Command West, il comando del contingente italiano di ISAF a guida brigata Sassari responsabile del consolidamento del processo di transizione in corso nel paese asiatico che, entro la fine del 2014, vedrà l’assunzione di responsabilità della sicurezza da parte delle autorità locali. 

Per scongiurare la minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati e garantire la libertà di movimento lungo gli itinerari stradali, la Task Force Genio, comandata dal tenente colonnello Stefano Messina, ha condotto specifiche attività denominate C.A.R.C.O., acronimo di Combined Arms Route Clearance Operations, operazioni che consistono nell’individuazione e disattivazione degli “IED” mediante l’impiego sul terreno, oltre che della componente genio, di assetti della Transition Support Unit (su base 152° reggimento fanteria “Sassari”), di personale specializzato nell’interagire con aerei ed elicotteri in missione di supporto tattico alle forze di terra e di velivoli a pilotaggio remoto Predator.

I militari della Task Force Genio, di cui fanno parte anche assetti dell’esercito statunitense ed ucraino, hanno percorso 19.147 chilometri, condotto 83 attività di bonifica di ordigni esplosivi e 144 operazioni di bonifica C.A.R.C.O., effettuato 26 ricognizioni tecniche, ispezionato 240 canali di drenaggio delle acque (culverts) e utilizzato alcuni sistemi sperimentali di nuova generazione quali, ad esempio, il mini Unmanned Aircraft System (UAS) Bramor.

Numerose sono anche le iniziative promosse dallala Task Force Genio per lo sviluppo delle capacità militari e l’acquisizione della piena autonomia delle forze di sicurezza afgane, tra le quali si segnalano la realizzazione della Striscia Counter-IED, un’area addestrativa nella quale i genieri afghani potranno esercitarsi nell’acquisizione e nel perfezionamento delle conoscenze teorico-pratiche per il contrasto della minaccia degli ordigni esplosivi improvvisati.

Ai militari del 5° reggimento genio guastatori di Macomer subentrano i genieri del 21° reggimento guastatori della brigata bersaglieri Garibaldi di stanza a Caserta.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Stato Maggiore della Difesa


Afghanistan: cambio al vertice della Task Force “Fenice” del contingente italiano di ISAF

Herat (Afghanistan), 3 agosto 2014 – Con la resa degli onori agli stendardi di combattimento del 7° reggimento AVES Vega di Rimini e del 5° reggimento AVES Rigel di Casarsa della Delizia (PN), ha avuto luogo a Herat la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello pilota Giuseppe Potenza e il parigrado Giuliano Innecco al comando della Task Force Fenice, la componente ad ala rotante del Train Advise Assist Command West, il comando NATO a guida italiana su base brigata Sassari che opera nella regione ovest dell’Afghanistan.

«Se la “Fenice” ha operato con successo lo si deve alla coesione e all’altissima professionalità di tutto il personale», ha affermato il colonnello Potenza nel suo discorso di commiato.

Dal 2005, anno di impiego dell’Aviazione dell’Esercito in Afghanistan, la Task Force Fenice ha varcato la soglia delle 20.000 ore di volo ed effettuato più di 7.000 missioni a favore delle unità della coalizione ed in supporto alle forze di sicurezza afghane.

c2e45dc3-be64-47e1-910b-67d5ac13011bch-47 in volo nella provincia di heratMedium

Durante i sei mesi di missione trascorsi agli ordini del colonnello Potenza i “baschi azzurri” hanno operato con elicotteri CH-47 Chinook (assetto indispensabile nelle missioni di supporto logistico, di infiltrazione ed esfiltrazione delle forze speciali della coalizione e nelle attività di rifornimento d’urgenza ai posti di controllo delle forze di sicurezza afghane), elicotteri A 129 Mangusta (con compiti di esplorazione e scorta ai convogli terrestri di Isaf e ai MI-17 afghani, gli elicotteri impiegati per il trasporto delle urne e dei rappresentanti delle commissioni elettorali nei distretti più remoti e a rischio del paese) ed elicotteri multiruolo NH-90 (unico assetto nazionale in teatro preposto all’evacuazione medica di feriti).

© All rights reserved
Fonte e immagini: Ministero della Difesa


Afghanistan: il comandante di ISAF visita il Regional Command West

Herat (Afghanistan) 15 maggio 2014 – Il generale statunitense Joseph F. Dunford, comandante delle forze NATO in Afghanistan, si è recato due giorni fa a Herat dove ha incontrato il personale del Regional Command West, il comando multinazionale a guida italiana su base Brigata Sassari che dal febbraio scorso è responsabile delle operazioni militari nella regione occidentale dell’Afghanistan.

I progressi compiuti in Afghanistan devono essere sostenibili”, ha detto Dunford, aggiungendo che in presenza di un preciso quadro giuridico di riferimento, le Forze dei paesi membri della NATO sono pronte per una nuova missione con compiti di addestramento, consulenza e supporto che prenderebbe ufficialmente il via dopo il 2014.

Il comandante di ISAF ha poi incontrato i principali esponenti delle forze di sicurezza afgane, e sottolineato che sebbene le stesse stiano garantendo la sicurezza nel Paese hanno ancora bisogno di supporto.

Nonostante l’assunzione di responsabilità per la sicurezza a livello nazionale da parte degli afgani dimostri chiaramente che i progressi sono reali e tangibili, il generale Dunford ha precisato che restano ancora alcune sfide da affrontare.

Tra le attività che assumeranno sempre maggior rilevanza nei mesi e negli anni a venire, sono fondamentali  l’addestramento, il supporto logistico ed operativo.

Piena soddisfazione è stata espressa infine dall’alto ufficiale americano nei confronti del generale Taj Mohammad Jahed, comandante del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito afghano, per l’eccellente lavoro di pianificazione e di coordinamento svolto dalle Forze afgane nel garantire la sicurezza durante le ultime elezioni.

© All rights reserved
Fonte: Stato Maggiore Difesa
Foto: © Stato Maggiore Difesa


OpinioniWeb-XYZ

Opinioni consapevoli per districarci nel marasma delle mezze verità quotidiane!

Ornitorinco Nano

Blog musicale personale

Monica Palermo

One shot one smile

Antonella Lallo

Lucania la mia ragione di vita

Notizie

Rispetto e onore al Tricolore!

Alamari Musicali

Piccolo contributo per diffondere, in Italia e nel mondo, la conoscenza e l'amore per le Bande e le Fanfare delle Forze Armate, dei Corpi di Polizia e delle Associazioni d'Arma della Repubblica Italiana, della Repubblica di San Marino e dello Stato della Città del Vaticano.

WordAds

High quality ads for WordPress

Geopolitica italiana

Rassegna di analisi, ricerche e studi sulle relazioni internazionali nel Mar Mediterraneo

Rassegna Stampa Militare

News e Foto su Difesa e Cooperazione Internazionale, di Antonio Conte | Edito da 08/2009

Libano

Tre anni in Libano 2006-2009

effenasca

welcome to my webspace, where you can find the activities I am interested in

-Military News from Italy-

Rispetto e onore al Tricolore!

tuttacronaca

un occhio a quello che accade