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I militari della brigata Marina San Marco addestrano le forze speciali della Marina libica

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Brindisi, 17 maggio 2018 Il 15 maggio è terminata presso la Caserma Ermanno Carlotto di Brindisi la seconda edizione del corso di indottrinamento anfibio per il personale della Marina libica. 

Durante la cerimonia conclusiva presieduta dal comandante del 1° reggimento San Marco, capitano di vascello Francesco Marino, ed alla presenza del capo della sezione militare dell’ambasciata libica in Roma sono stati consegnati a dieci militari appartenenti alle Forze Speciali della Marina libica gli attestati di frequenza quale riconoscimento del traguardo professionale raggiunto.

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Il corso, svolto presso la brigata Marina San Marco della Marina Militare italiana, ha visto per sei settimane i militari libici impegnati in un intenso addestramento tattico in ambiente anfibio ed in numerose attività formative a difficoltà crescente, con l’obiettivo di incrementare le capacità operative dello stesso personale straniero giunto in Italia lo scorso 5 aprile.

I militari della Marina libica hanno suggellato il momento formativo con una esercitazione finale anfibia, della durata di 48 ore, pianificata e condotta presso il polo addestrativo anfibio della Marina Militare dell’isola delle Pedagne, sotto la supervisione del personale Istruttore della Brigata Marina San Marco.

Il corso di indottrinamento anfibio rappresenta una preziosa occasione di cooperazione tra il personale appartenente alle Marine italiana e libica, e costituisce un valore aggiunto nel dialogo tra i due Paesi.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Difesa: terminata l’esercitazione italo-spagnola “Firex 1-18”

I fanti della brigata Marina San Marco proseguono l’addestramento internazionale per migliorare le capacità anfibie e fronteggiare al meglio le minacce alla sicurezza nazionale e internazionale

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Sierra del Retin (Spagna), 13 febbraio 2018 – Si è conclusa l’11 febbraio, dopo circa una settimana, l’esercitazione “Firex 1-18” condotta dal personale del 1° reggimento San Marco della Marina Militare presso il campo di addestramento di Sierra del Retin, in Spagna, insieme allo United States Marine Corps e all’Ejercito de Tierra spagnolo, per perfezionare le capacità dei team anfibi che supportano le truppe da sbarco durante le attività di fuoco verso terra.

L’esercitazione, gestita dal comandante del Grupo de Artilleria da Desembarco spagnolo, ha coinvolto gli specialisti “Osservatore Fuoco di Supporto” della Marina Militare che hanno avuto la possibilità, tra l’altro, di confrontarsi con i propri colleghi in un contesto internazionale per affinare le tecniche di richiesta e osservazione del fuoco di artiglieria terrestre e migliorare le tecniche di controllo delle singole armi in supporto.

L’attività addestrativa “Firex 1-18”, rientra nel ciclo di esercitazioni congiunte previste nel piano di addestramento annuale della brigata Marina San Marco e del Tercio de Armada, per il mantenimento delle capacità operative della Spanish  Italian Landing Force (SILF) e rappresenta un’opportunità per consolidare l’utilizzo delle procedure operative della forza anfibia in ambito europeo.

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Nel continuo emergere di nuove sfide alla sicurezza e agli interessi europei (pirateria, migrazione illegittima, cyber security), infatti, la Difesa è divenuta uno delle principali componenti che il sistema Paese e il sistema Europa devono impiegare per prevenire, limitare e fronteggiare le minacce alla sicurezza della collettività.

In tale contesto, l’Unione Europea ha ritenuto importante poter disporre di pacchetti di forze dalle ridotte dimensioni, denominate Battlegroup (BG), caratterizzate da rapidità di impiego e di intervento, per brevi periodi, su un ampio spettro di missioni, a cui ricorrere per far fronte alle minacce.

A partire dal 2007 ha infatti predisposto la possibilità d’uso di due Battlegroup che si rendono adoperabili su base semestrale, secondo una turnazione prestabilita tra Stati membri.

Nell’ambito delle attività di scambio bilaterale tra Spagna e Italia, i rispettivi vertici militari hanno espresso la volontà di contribuire alla turnazione EU-BG del 2° semestre 2020, con un dispositivo a guida italiana che pone sul nostro Paese l’onere di fornire all’Unione Europea la prontezza di un Amphibious Battlegroup, caratterizzato da assetti della Marina Militare Italiana provenienti dalla Terza Divisione Navale e dalla Brigata Marina San Marco, supportati da componenti da sbarco spagnole, configurati sulla struttura dell’iniziativa bilaterale Spanish Italian Amphibious Force (SIAF), e un rinforzo di unità operative portoghesi e greche.

Approfondimenti

Nel trattato dell’Unione Europea (Europen Union – EU) si dichiara che la capacità operativa della Politica Estera di Sicurezza Comune (Common Security and Defence Policy – CSDP) ricorre a mezzi civili e militari che possono essere utilizzati al di fuori dell’Unione per il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Già dai primi anni del XXI secolo, la UE ha sentito la necessità di sviluppare un concetto di “Risposta Rapida” per la condotta di operazioni mirate alla gestione di crisi a guida militare, concretizzatosi gradualmente nel progetto cosiddetto European Union Battlegroup (EUBG), sviluppato tra il gennaio 2005 ed il gennaio 2007, quando è stata raggiunta la full operational capacity.

Il continuo mutamento del quadro geo-strategico internazionale e l’instabilità degli elementi sociali, politici, economici e culturali che lo caratterizzano, hanno portato all’estensione delle missioni iniziali  – i cosiddetti compiti di Petersberg, stabiliti dall’Unione Europea Occidentale il 19 giugno 1992 a Bonn, e successivamente introdotti tra le questioni relative alla sicurezza e alla difesa dell’Unione con il Trattato di Amsterdam del 20 ottobre 1997 – con iniziative nel campo del disarmo, della consulenza, dell’assistenza militare, della prevenzione e della stabilizzazione dei conflitti.

Lo EUBG Package – definito come “pacchetto di Forze militarmente efficace, credibile, coerente, rapidamente schierabile e capace di svolgere sia operazioni stand alone sia la fase iniziale di operazioni su più larga scala” – vedrà nel secondo semestre 2020 l’impiego di una Forza multinazionale a connotazione anfibia, caratterizzata da assetti della Marina Militare italiana provenienti dalla Terza Divisione Navale e dalla Brigata Marina San Marco di Brindisi, supportata da componenti da sbarco spagnole e da un rinforzo di unità operative portoghesi e greche, che sarà configurata sulla base della struttura dell’iniziativa bilaterale Spanish Italian Amphibious Force (SIAF).

Questa forza garantirà un pronto intervento, in caso di necessità sulla base di decisioni del Consiglio dell’Unione Europea, sotto comando dell’Unione Europea, e garantisce la possibilità di svolgere un ampio spettro di operazioni ricadenti nel quadro delle missioni di Petersberg, ad una distanza di 6.000 km da Bruxelles per un periodo di 30 giorni, estendibili a 120.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Brigata Marina San Marco, termina il 2° Modulo Boarding Team

25 novembre 2014 – Dopo 10 settimane di attività, il 21 novembre si è concluso il 2° modulo integrativo per Boarding Team, un addestramento avanzato che ha il fine di far acquisire la capacità di operare in scenari “non cooperativi” in ambiente sia diurno che notturno da parte dei team del 2° Reggimento della Brigata Marina San Marco.

Sulla base dell’esperienza maturata durante il 1° modulo, il 2° è stato ulteriormente integrato dell’addestramento congiunto con i neo formati Tiratori Scelti Anfibi (T.S.A.) e dell’addestramento al Combattimento Militare Corpo a Corpo (C.M.C.C.).

Dei 34 frequentatori totali, 21 sono risultati idonei, accrescendo le capacità “non cooperanti” del 2° Reggimento San Marco.

 

L’esercitazione finale che ha coronato il duro iter formativo dei frequentatori si è svolta nella 3^ settimana di novembre, nella rada di Taranto e ha visto la partecipazione attiva della nave mercantile “Lady Gaia” (General Cargo), agli ordini del comandante Giuseppe Sacco e dei Team Ispettivi delle Navi Durand de La Penne, Espero e Zeffiro.

Nel corso di questa settimana gli istruttori del 2° Reggimento, con la collaborazione dell’equipaggio del mercantile, hanno ricreato uno scenario “non cooperativo” verosimile a livello incrementale crescente, sia diurno che notturno, con attivazioni a fuoco e la simulazione di presenza di criminali a bordo.

Con la prossima acquisizione di Battelli Oceanici di nuova generazione sarà possibile addestrare i Boarding Team ad effettuare abbordaggi in scenari obstructed utilizzando dell’asta telescopica su navi mercantili che rifiutano l’abbordaggio ed eseguono manovre evasive.

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Fonte: Marina Militare

 

 


La Marina del Montenegro dà il benvenuto a Nave Cavour

Montenegro, 25 novembre 2014 – Addestramento, cooperazione, condivisione. Queste le parole chiave dell’attività congiunta tra marina militare italiana e marina montenegrina durante la visita della portaerei Cavour nella rada di Tivat in Montenegro, dove ha sostato dal 17 al 21 novembre.

Uno scambio di intenti e procedure è stato il punto focale di questa tappa balcanica, che ha visto la partecipazione di una rappresentanza di militari della Marina montenegrina, affiancati dai fucilieri della Brigata Marina San Marco, dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei e dagli specialisti di volo.

Fra le attività che hanno impegnato le due Marine, i briefing sulle capacità operative aeronavali e sulle procedure di sicurezza e sorveglianza marittima – con particolare riguardo al tema dell’anti-inquinamento – e soprattutto le dimostrazioni pratiche, di fronte alle Bocche di Cattaro, con un’esercitazione congiunta di boarding (procedura ispettiva su navi sospette) da parte di un team italo-montenegrino sul pattugliatore Kotor della Marina locale.

Soddisfatto il capo di stato maggiore della difesa montenegrino, ammiraglio Dragan Samardzic, in visita sulla Cavour accompagnato dal contrammiraglio Andrea Gueglio, comandante del secondo gruppo navale.

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Fonte: Marina Militare

Un corso per Tiratori Scelti Anfibi (TSA) al Battaglione Scuole Caorle

23 ottobre 2014 – Il Battaglione Scuole Caorle della Brigata Marina San Marco è stato scelto per abilitare il personale provenite dai vari reparti operativi della propria Brigata a diventare tiratori scelti anfibi (TSA). 

La linea formativa del corso è stata modulata con particolare attenzione alllo studio degli scenari addestrativi in cui gli “allievi” sono stati immersi. Aspetto rilevante che non è mai venuto a mancare durante tutto l’arco del corso è quello legato al “livello di stress indotto”  nei confronti dei partecipanti al fine di abituarli ad operare, con lucidità e freddezza,  in ogni condizione.


I 10 frequentatori del corso sono stati formati da personale qualificato all’impiego di armi di precisionein ambiente terrestre e da piattaforma mobile, come le navi e gli elicotteri della Marina Militare.
L’addestramento, terminato il giorno 17 ottobre 2014, ha avuto una durata complessiva di cinque settimane, è stato articolato su due moduli: uno terrestre,di tre settimane, ed uno navale, di 2 settimane.
Scopo del corso addestrare i militari al tiro di precisione, ottenendo un livello qualitativo professionale di assoluta eccellenza.

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Fonte: Marina Militare

Mare Nostrum: nave Fenice intercetta un peschereccio, salvati 172 migranti e individuati 13 scafisiti

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Capo Passero (SI), 22 ottobre 2014 – Nella giornata del 16 ottobre un peschereccio con 171 persone a bordo più 14 membri di equipaggio, proveniente dalle coste egiziane e diretto verso quelle italiane, è stato intercettato dalla corvetta Fenice, unità del 29° gruppo navale dell’Operazione Mare Nostrum, al largo delle coste siciliane a circa 120 miglia a sud-est di Capo Passero.

Il peschereccio, apparso fin da subito sovraffollato, oltre che in precarie condizioni di galleggiabilità e stabilità, ha indotto il comandante di Nave Fenice, tenente di vascello Claudia Di Paolo, a dichiarare lo stato di emergenza e a predisporre l’Unità al soccorso dei migranti e al controllo del rischio biologico.

Portati a bordo i 171 migranti, tra cui donne e bambini, ulteriori 14 uomini si dichiaravano “equipaggio” del peschereccio e, con fare sospetto, si rifiutavano di salire a bordo della corvetta della Marina Militare. Il comandante, valutato il comportamento sospetto dei 14 membri dell’equipaggio del peschereccio, in stretto coordinamento con il sostituto procuratore presso la procura della repubblica di Siracusa, dott. Antonino Nicastro, esercitava i poteri di polizia in alto mare, consistenti nell’inchiesta di bandiera con diritto di visita, con l’obiettivo di individuare eventuali elementi di responsabilità afferenti al reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

I fucilieri della Brigata Marina San Marco, inviati a bordo del peschereccio, riscontravano l’allagamento di alcune zone interne a causa di una infiltrazione di acqua dall’asse dell’apparato motore, una perdita di gasolio e l’avaria dell’impianto elettrico e per tali ragioni trasbordavano i 14 membri dell’equipaggio, tutti egiziani, a bordo di nave Fenice e assicuravano il peschereccio a rimorchio della stessa unità militare.

Dalle dichiarazioni spontanee dei migranti, rese a bordo durante il trasferimento nel porto di Augusta, sono emerse determinanti indicazioni comprovanti le responsabilità di alcuni dei 14 membri dell’equipaggio, collusi con le organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani via mare.  Si è appreso che il viaggio è iniziato il 7 ottobre su un primo peschereccio partito dalla Turchia e il 10 ottobre è avvenuto, al largo delle coste egiziane, il trasferimento sul peschereccio fermato, diretto verso le coste italiane.

Giunti nel porto di Augusta i 14 membri dell’equipaggio del peschereccio sono stati consegnati agli uomini del gruppo interforze per il contrasto all’immigrazione clandestina presso la procura della repubblica di Siracusa, costantemente aggiornati sull’evolversi della attività di indagine avviata a bordo di nave Fenice.

Il gruppo interforze, dopo  ulteriori indagini, ha proceduto al fermo di 13 soggetti con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al sequestro del peschereccio.

Il contrasto alle organizzazioni criminali è anche una missione dell’Operazione Mare Nostrum e dal 18 ottobre 2013 ad oggi sono 351 gli “scafisti” arrestati e 9 le imbarcazioni maggiori sottratte alla rete di criminali che lucrano sul traffico di esseri umani via mare. Un risultano raggiunto grazie soprattutto ad una stretta collaborazione tra la Marina Militare e le Procure della Repubblica Catania e Siracusa.

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Fonte: Marina Militare
(Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione)


Mare Nostrum: marina militare soccorre mercantile carico di migranti a 180 miglia dalla costa

Mare Nostrum: il pattugliatore Spica e la nave anfibia San Giusto della marina militare in soccorso ad un mercantile in difficoltà carico di migranti.

Capo Passero (SI), 16 ottobre 2014Il pattugliatore Spica della Marina Militare impegnato nell’Operazione Mare Nostrum, ieri ha localizzato il mercantile TISS (battente bandiera moldava), diretto verso le coste italiane, con a bordo 317 migranti (230 uomini, 37 donne, 50 minori) a circa 180 miglia ad est di Capo Passero.

Il mercantile, apparentemente alla deriva, ha lanciato una richiesta di soccorso dichiarando di non avere a bordo né il comandante né l’equipaggioDopo il primo intervento del pattugliatore Spica e del proprio elicottero, è subito intervenuta la nave anfibia San Giusto per assicurare il soccorso del mercantile.

A bordo di esso è, infatti, stato inviato un team specializzato dell’equipaggio di nave San Giusto composto da fucilieri della Brigata Marina San Marco, per la messa in sicurezza della nave, e un team tecnico per le verifiche dell’apparato motore e degli organi di governo in modo da garantire la navigazione verso le coste siciliane. Constatato lo stato di disidratazione dei migranti, sono stati forniti acqua e viveri.

Per le attività investigative è intervenuto a bordo anche il personale della Polizia di Stato, due mediatori culturali e un team sanitario che ha effettuato i primi controlli ai migranti, i quali al momento non manifestano particolari malesseri se non quelli dovuti alle difficoltà del viaggio.

Il mercantile TISS, scortato dalla nave anfibia San Giusto, dal pattugliatore Spica e da una motovedetta della Capitanerie di Porto, raggiungerà il porto di Catania nella tarda serata di oggi.

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Fonte: Marina Militare

Brigata Marina San Marco, termina il 1° stage di sistema di combattimento militare corpo a corpo

 

13 ottobre 2014 – Dopo un periodo di addestramento di circa un mese, il 10 ottobre si è svolta la dimostrazione finale del 1° stage per istruttori Marina Militare al ‘combattimento militare corpo a corpo’ presso la Brigata Marina San Marco (BMSM). Il programma e le tecniche sono state sviluppate inizialmente durante il 1° modulo integrativo per i boarding team e diffuse durante lo stage a tutti gli istruttori designati dalla BMSM.
Scopo dello stage è fornire a tutti i militari la padronanza e l’efficacia delle tecniche nonostante le limitazioni di movimento, dovute agli equipaggiamenti individuali sia per peso sia per ingombri. Un’accurata scelta ed un continuo perfezionamento delle tecniche, con un costante allenamento, rappresentano i punti di forza del combattimento militare corpo a corpo.
Il team, condotto dal tenente di vascello Francesco Santoro, ha unito le esperienze maturate nel campo operativo e le competenze acquisite nella pratica delle arti marziali e degli sport da combattimento, utilizzando tecniche di combattimento militare idonee ad ogni situazione e contesto.
Questo sistema si articola su di una serie di tecniche che spaziano da proiezioni a terra, leve e abilità nell’immobilizzare l’avversario, sia a mani nude che con l’impiego delle armi come ausili alle tecniche di difesa.

Inoltre il continuo confronto attraverso la lotta rimane uno dei migliori metodi per stimolare la sana competizione e la possibilità di mantenere il proprio corpo al top delle prestazioni privilegiando l’elasticità e l’equilibrio.

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Fonte: Marina Militare


Mare Nostrum: marina militare, sequestrate due navi e fermati 16 scafisti. Determinante l’intervento del sommergibile Prini

 

Catania, 2 ottobre 2014 – In nottata, al termine di una complessa ed articolata operazione di sorveglianza, la Marina Militare ha effettuato il sequestro di un peschereccio, con sedici scafisti a bordo dediti al traffico di migranti.

È stata una operazione della Marina Militare, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania, che ha portato il pattugliatore Borsini e la fregata Maestrale ad intercettare e sequestrare, nel corso della notte tra 1 e 2 ottobre, due “navi maggiori” dedite al traffico di esseri umani ed allo stesso tempo salvare centinaia di migranti e porre in stato di fermo 16 scafisti di sedicente nazionalità egiziana.

Particolare importanza ha rivestito l’operazione svolta dal sommergibile Prini che ha raccolto  informazioni determinanti per l’autorità giudiziaria per il contrasto al traffico di esseri umani via mare. (video)

Nave Borsini e nave Maestrale, che controllavano a distanza i movimenti delle due navi, appena hanno rilevato che il peschereccio aveva abbandonato lo yacht con il carico di esseri umani, sono intervenute per assicurare alla giustizia i trafficanti di esseri umani e allo stesso tempo soccorrere i migranti lasciati in balia del mare mosso.

Un team di fucilieri della Brigata Marina San Marco, imbarcato su nave Borsini, ha preso il controllo del peschereccio mentre nave Maestrale ha tratto in salvo 304 migranti (23 donne e 63 minori).  Le imbarcazioni e i 16 scafisti saranno condotte ad Augusta e consegnate alle autorità giudiziarie.

Il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla vita dei migranti ha consentito fino ad oggi di assicurare alla giustizia oltre 300 scafisti e 6 “navi madre” utilizzate per l’illecito traffico mentre sale a 144.000 il numero di uomini, donne e bambini tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo centrale.

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Fonte: Marina Militare


Brigata Marina San Marco, consegnati 21 brevetti di abilitazione anfibia

20 marzo 2014 – “Arma la prora marinaio, vesti la giubba di battaglia…”, è iniziata così la cerimonia di consegna del basco bordato di rosso ai 21 neo brevettati anfibi, della Brigata Marina San Marco, tra ufficiali, sottufficiali e graduati, che hanno concluso con successo il 24° Corso di Abilitazione Anfibia per la componente operativa e del supporto logistico.

Il 20 marzo, nella piazza d’armi della Caserma Carlotto, sede del 1° Reggimento San Marco e del Battaglione Scuole Caorle, si è svolta la tradizionale cerimonia dell’abbandono del berretto verde, che ha accompagnato i frequentatori durante tutte le fasi del corso, e la consegna del basco che riassume simbolicamente l’ingresso ufficiale nel Reparto.

Ai nuovi Leoni brevettati, i complimenti per aver superato il percorso formativo con l’auspicio che siano sempre pronti a onorare l’insegna del Leone Alato.
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Fonte: Minitero della Difesa, Marina Militare

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