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Esercito, attività tattica in Qatar, esercitazione NASR 19, bersaglieri della Garibaldi e soldati qatarini, 2000 soldati e 250 mezzi

Il Capo di SME incontra un tiratore scelto

Qatar, 21 ottobre 2019 – Questa mattina il contingente italiano, a guida Brigata Bersaglieri “Garibaldi” ha condotto, congiuntamente al personale della 2^ Brigata dell’Esercito del Qatar, la fase principale dell’esercitazione NASR 19. La complessa attività tattica, svolta alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina e delle massime autorità militari locali, ha visto l’impiego di circa 800 soldati italiani, 1200 militari qatarini e di oltre 250 veicoli da combattimento e logistici.

A partire dallo scorso 12 settembre, a seguito di un’attenta pianificazione coordinata tra le due nazioni e attraverso una complessa operazione logistica, l’assetto nazionale esercitato si è schierato a 3.800 Km dall’Italia, nell’area addestrativa del poligono di Al-Galail, località a sud della capitale Doha. Una zona con caratteristiche idonee allo svolgimento di attività che, per numero di veicoli cingolati e ruotati impiegati e per volume di fuoco, non sarebbe possibile sviluppare presso aree addestrative presenti sul territorio italiano.

In tal modo le forze, di livello battle group e organizzate secondo l’approccio pluriarma, hanno espresso diverse capacità operative riuscendo così a massimizzare il combat power esprimibile nelle attività tattiche e a verificare il livello di cooperazione e di interoperabilità dei sistemi di comando e controllo tra i due eserciti. Inoltre, nell’ambito delle attività addestrative sviluppate dal personale italiano, sono state altresì testate alcune delle capacità che verranno poste in alta prontezza a favore della NATO.

L’esercitazione conclusiva, svolta a termine di un ciclo addestrativo congiunto della durata di circa un mese, ha previsto una dimostrazione a fuoco di tutti i sistemi d’arma impiegati. In particolare, la compagine di fanteria pesante italiana della Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri, composta da circa 300 soldati, ha impiegato cingolati VCC 80 Dardo, carri armati C1 Ariete, VBM Freccia, mortai da 120 mm e da 81 mm e Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince.

Un momento dello schieramento finale

Presenti sul terreno anche assetti di tiratori scelti, un team Raven, sistemi contro carro Milan e Spike, un team di acquisitori obiettivi delle Forze Speciali dell’Esercito, personale del Genio e relativi veicoli medi di ultima generazione come il VTMM ORSO (in differenti configurazioni), mezzi per il supporto logistico, carri pioniere e veicoli per l’assistenza sanitaria. A completare lo schieramento, obici FH70, lanciatori G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) e PZH 2000, artiglierie di ultima generazione con possibilità d’impiego di munizionamento a guida GPS e a lunga gittata, capaci di colpire obiettivi di dimensioni ridotte limitando i possibili danni collaterali.

In tale contesto è stata confermata la versatilità professionale degli uomini e delle donne dell’Esercito, pronti ad operare in situazioni caratterizzate da fattori ambientali estremi e capaci di impiegare i moderni sistemi di comando e controllo anche in condizioni tecnologicamente degradate.

La NASR 19, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, rappresenta un’importante occasione addestrativa in chiave multinazionale, consentendo il consolidamento delle procedure tecnico-tattiche delle unità schierate dall’Esercito italiano e dall’Esercito qatarino e si inquadra in uno scenario strategico di riferimento sempre più influenzato da molteplici dinamiche ed in continua evoluzione.

La fanfara del 1° reggimento Bersaglieri

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Cambio di strategia dei caschi blu italiani di Unifil per addestrare le forze armate libanesi

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Shama (Libano), 17 febbraio 2019 – I militari italiani hanno inaugurato un nuovo metodo di formazione “a domicilio” che ha favorito, dall’inizio del mese, l’incremento del 25% del personale addestrato delle Forze Armate Libanesi.

Il contingente italiano, della La Joint Task Force Lebanon (JTF-L) – Sector West (SW), dal mese di febbraio, ha inaugurato un cambio di strategia nell’addestramento congiunto con le Forze Armate Libanesi (LAF). Per la prima volta dal 2006, si sono svolti nel training hub di Chawakeer (periferia a Sud di Tiro), i corsi Study of Mission e Patrol Formation, introducendo così un nuovo metodo di formazione che, oltre che continuare presso le sedi stanziali delle unità alle dipendenze del Settore, si sviluppa ora anche “a domicilio”.

La formazione delle LAF “a domicilio” va ad integrare un sistema già consolidato che consente di aumentare in maniera esponenziale il numero degli addestrati, sfruttando strutture militari libanesi che accolgono un elevato numero di soldati; incrementano il pattugliamento congiunto, dato il risparmio di impiego dei mezzi per lo spostamento nelle basi UN e accresce il livello di complessità dell’addestramento. 

Di fatti, i due corsi svolti hanno favorito, in brevissimo tempo, l’incremento del 25% del numero degli addestrati. Infatti, se quelli in sede permettevano, mediamente, la formazione di 20 unità per singola attività addestrativa, l’introduzione del nuovo metodo ha consentito l’addestramento di 160 unità su un totale complessivo di 800, in poco meno di 4 mesi.

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La sede di Chawakeer, per fine febbraio, sarà anche il teatro di una grande esercitazione congiunta con le LAF, denominata “Blue Hammer 2”, a cui sono state già invitate le più alte cariche militari delle Forze Armate Libanesi e dell’area, tra cui anche i vertici delle Internal Security Forces (ISF) e delle Lebanese State Security (LST). Durante l’esercitazione, che costituirà il proseguimento della fase sviluppata nell’approntamento pre-immissione dalla brigata bersaglieri “Garibaldi”, unità pilota del SW, verranno testate, tra le altre potenzialità, le individual skills acquisite, l’abilità di muoversi in pattuglia e la capacità di condurre attività tattiche complesse quali, ad esempio, quelle in ambiente urbano. 

Nell’ultimo periodo, sono stati anche sviluppati a favore delle LAF il PIO skills course diretto dalla cellula pubblica informazione del contingente italiano e il corso scorta VIP, a favore delle ISF, condotto dai Carabinieri del Nucleo di Polizia Militare (MP) di SW.

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UNIFIL: Il generale Abagnara e il Generale Lawans

L’obiettivo del contingente italiano è quello di garantire alle LAF la full operational capability e un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani, come indicato dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: cambio tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia

Cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia

Herat, 18 marzo 2015 – Presso la base di Camp Arena, a Herat, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia alla guida del Train Advise Assist Command West, il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support.

Il generale di brigata Maurizio Angelo Scardino ha ceduto il comando al parigrado Michele Risi alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del comandante delle forze NATO in Afghanistan, il generale statunitense John F. Campbell, dell’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e delle massime autorità civili e militari afghane della provincia di Herat.

Gli ultimi anni sono stati centrali per questo Paese – ha sottolineato nel suo intervento il generale Graziano – con importanti miglioramenti in tutti i settori, politico economico e sociale”. Il capo di SMD ha inoltre aggiunto che “il fatto che la nuova missione Resolute Support sia definita non combat non significa che non vi siano più rischi specialmente in considerazione del fatto che la minaccia del terrorismo e l’estremismo è cresciuta a livello globale”.

Nel corso del proprio mandato la brigata Garibaldi è stata impegnata nel delicato compito di transitare dalla missione ISAF (International Security Assistance Force), terminata il 31 dicembre 2014, alla missione Resolute Support. Dal 1° gennaio 2015 il nuovo impegno della NATO in Afghanistan, infatti, non è più connesso a compiti diretti di partecipazione alle operazioni ma si estrinseca attraverso attività di addestramento, consulenza e assistenza condotte da team di specialisti a favore dei vertici operativi delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF). In tale ambito il contingente militare si è notevolmente ridotto in funzione dei nuovi compiti assegnati dalla NATO e della leadership nel controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza afgane. “La transizione non si compie con un singolo evento ma è un processo evolutivo che si realizza per passi successivi” ha affermato il generale Scardino rivolgendosi ai colleghi afgani, “le ANDSF hanno assunto la responsabilità della sicurezza e noi siamo qui, tutti insieme, per attuare una strategia condivisa che porti ad un Afghanistan stabile e sovrano; questo è un segnale di successo”.

Gli Advisors del TAAC W hanno condotto attività di addestramento (Training) a favore delle ANDSF perseguendo un duplice obiettivo: rendere le Forze di Sicurezza afghane autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale, con la formazione di nuovi istruttori (processo denominato Train the Trainers); formare ed addestrare “specialisti” in materia di intelligence, di contrasto agli ordigni improvvisati, di impiego di mortai ed artiglierie, di controllo dello spazio aereo ed altro ancora, con corsi mirati, seminari e simposi. I corsi completati sono stati 85 per un totale di circa 1500 istruttori e specialisti certificati.

Le attività di consulenza (Advising), focalizzate sulla funzionalità, sui sistemi, sui processi interni nonché sullo sviluppo organizzativo delle forze e mirate al raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse, sono state oltre 7000 per un totale di circa 22.000 ore.

Contestualmente alla riconfigurazione del Contingente per l’assolvimento dei compiti della Missione Resolute Support, gli uomini e le donne alle dipendenze del generale Scardino hanno proseguito il piano di rientro in patria di mezzi e materiali, denominato Itaca 2, che ha rappresentato uno sforzo logistico senza precedenti dal termine della seconda guerra mondiale.

La “Garibaldi” ha inoltre profuso un notevole sforzo anche in attività di cooperazione civile e militare con la realizzazione di 17 opere infrastrutturali e di 47 progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di ricostruzione del paese proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

Prima di ogni altro atto protocollare il generale Graziano, accompagnato dal generale Campbell e dal generale Scardino, ha deposto una corona in omaggio ai 54 caduti italiani ed a quanti, afghani ed appartenenti alle forze della coalizione, hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della libertà e della prosperità dell’Afghanistan. 

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
(contingente italiano in Afghanistan)

Frattamaggiore (NA): l’esercito in una partita di calcio all’insegna dello sport e della legalità

La brigata bersaglieri Garibaldi, giornalisti sportivi e amministratori comunali scenderanno in campo per disputare una partita di calcio all’insegna dello sport e della legalità.

Frattamaggiore (NA), 10 marzo 2015 – Si disputa domani l’incontro Dai un calcio al pallone dell’illegalità, una partita all’insegna dello sport e della legalità, organizzato dall’amministrazione comunale di Frattamaggiore nell’ambito della giornata “Sport e Legalità”. Un’ulteriore testimonianza di quanto il sindaco Francesco Russo sia attento alle tematiche del mondo dello sport e del sociale.

L’evento, in programma mercoledì 11 marzo 2015 allo stadio comunale “Ianniello” di Frattamaggiore, inizia alle ore 09.00 alla presenza delle scuole di ogni ordine e grado. Prima del calcio d’inizio sarà eseguito l’Inno di Mameli dalla fanfara della brigata bersaglieri Garibaldi di Caserta.

E poi via con lo sport. Sul terreno di gioco la brigata bersaglieri Garibaldi quale rappresentativa dell’Esercito Italiano, quella dei giornalisti sportivi arricchita da vecchie glorie del mondo del calcio e gli amministratori comunali.

Non mancheranno personaggi del mondo dello spettacolo. Cantanti come Ivan Granatino, Antonio Pezzella, Giovanna Uccello, Olimpia Penza e Federico Di Napoli nonché Vincenzo Penza musicista, e attori come Vincenzo Messina, Domenico Venti e Gaetano De Martino. Conduce Gabriele Blair Attore e Presentatore.

Presenti anche Diego Armando Maradona Junior e Pietro Bellaiuto titolare della Freestyle Agency. La manifestazione sarà ripresa dall’emittente ufficiale Capri Event. L’occasione sarà inoltre propizia per i numerosi studenti che vogliono intraprendere un futuro professionale nella Forza Armata, per soddisfare ogni curiosità sarà presente un Infoteam dell’Esercito Italiano atto a fornire delucidazioni sui vari concorsi, a partire dall’Accademia Militare di Modena, alla Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo e alla Scuola Militare “Nunziatella” (l’istituto di formazione militare più antico d’Europa). Ampia attenzione verrà riservata alla nuova pedina fondamentale dell’Esercito Italiano che nasce a seguito della sospensione della Leva: il volontario in ferma prefissata di un anno (VFP1), che riconosce nell’Esercito la scuola madre per le Forze di Polizia (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria).

L’iniziativa s’inserisce in un progetto più ampio denominato “sorgente educativa” che mira alla semina dei valori della legalità nei giovani che vivono in realtà particolarmente a rischio, scopo del progetto è quello d’intervenire nei territori a rischio con iniziative a favore dei diritti umani per restituire un senso di legalità a sentimenti deviati.

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Fonte: Comando Militare Esercito "Campania"


Afghanistan: la Joint Air Task Force assume la gestione dell’aeroporto di Herat

Herat, 21 gennaio 2015 – La Joint Air Task Force (JATF), componente dell’aeronautica militare rischierata in Afghanistan, ha di recente assunto la gestione dell’aeroporto di Herat​.

L’operazione rientra nell’ambito delle predisposizioni tattico-logistiche successive al passaggio della base di supporto avanzata (Forward Support Base – FSB) dal comando spagnolo a quello italiano.

Nel corso della cerimonia tenutasi presso la linea volo di Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) su base brigata bersaglieri Garibaldi al comando del generale di brigata Maurizio Angelo Scardino, è stata inoltre formalizzata la costituzione dell’Airfield Management Task Group (AMTG), neocostituita unità multinazionale alle dipendenze della JATF, comandata dal colonnello Paolo Latini, che d’ora in poi svolgerà le principali funzioni di gestione dell’aeroporto, tra cui il controllo del traffico aereo, il meteo, la sicurezza del volo e antincendio, e per la gestione delle operazioni che si svolgeranno.

Il generale Scardino ha sottolineato che il passaggio di responsabilità rientra nel quadro della futura cessione delle strutture di Camp Arena e dello stesso aeroporto alle autorità afghane.

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Fonte: Aeronautica Militare

Afghanistan: il generale Marco Bertolini ha fatto visita al Train Advise Assist Command West

Herat, 14 gennaio 2015 – ​​​​​​​A pochi giorni dall’avvio della nuova Missione Resolute Support (RS), il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), generale di corpo d’armata Marco Bertolini, ha fatto visita al Train Advise Assist Command West (TAAC-W), comando multinazionale a guida italiana su base brigata bersaglieri Garibaldi, di stanza ad Herat.

Il comandante del COI ha ricevuto un aggiornamento sulla situazione operativa e sull’andamento della missione da parte del comandante del TAAC W, generale di brigata Maurizio Angelo Scardino, che ha inoltre illustrato la nuova configurazione delle forze e le fasi fondamentali del passaggio da ISAF a RS. Un momento delicato, che i militari italiani stanno affrontando nel migliore dei modi. “Dopo circa 13 anni – ha dichiarato il generale Bertolini – stiamo concludendo il nostro impegno in questa terra, alla quale abbiamo dato molto e dalla quale abbiamo ricevuto molto“.

Rivolgendo infine un pensiero ai 54 caduti in Afghanistan nell’assolvimento del dovere, il comandante del COI ha affermato che “è proprio grazie al sacrificio di chi ha donato la propria vita che noi siamo oggi una Patria e questo sacrificio continua col vostro impegno di tutti i giorni“.

Il TAAC W è nel contempo impegnato nell’operazione Itaca 2, che ha già portato in Italia oltre 13.000 metri lineari di mezzi e materiali attraverso un complesso ponte aereo e navale; l’operazione logistica più imponente dopo la fine della seconda guerra mondiale.​

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Fonte: contingente italiano in Afghanistan

Afghanistan: visita del ministro della difesa Roberta Pinotti ai militari del contingente italiano

Herat, 22 dicembre 2014 – Il ministro della difesa Roberta Pinotti si è recato in Afghanistan dove ha incontrato il presidente Ashraf Ghani ed il capo del governo Abdullah Abdullah per poi fare visita ai militari del contingente italiano a Kabul e ad Herat.

Ad accogliere il ministro, all’aeroporto militare di Kabul il capo di stato maggiore di ISAF – generale di corpo d’armata Vincenzo Santo e l’ambasciatore Luciano Pezzotti.

Nel corso dell’incontro con il personale militare italiano presente a Kabul, il ministro ha espresso parole di forte apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane, che ricopre incarichi di staff presso il comando della missione ISAF.

La giornata tra i militari italiani in Afghanistan è proseguita ad Herat, dove ha sede il Train Advise Assist Command West, su base brigata bersaglieri Garibaldi, nel quale opera gran parte del personale delle Forze Armate italiane schierato nel paese. Al suo arrivo, il ministro è stato accolto dal comandante, generale di brigata Maurizio Angelo Scardino con il quale, insieme al generale di corpo d’armata Vincenzo Santo, giunto anch’egli da Kabul, e ad una rappresentanza di militari appartenenti a tutte le forze armate, ha preso parte alla video conferenza organizzata in occasione dello scambio di auguri tra il Presidente della Repubblica ed il personale impiegato in tutte le operazioni all’estero.

In tale occasione il ministro Pinotti ha ringraziato il presidente Napolitano perché “il suo sostegno per quello che i nostri militari fanno non è mai mancato ed è sempre stato costante ed assiduo”. Parlando dell’operato dei soldati, il ministro ha evidenziato come il loro lavoro sia sempre svolto bene e con grande professionalità riportando anche le parole di ringraziamento espresse dal presidente afghano Ghani.

Successivamente, il ministro Pinotti ha incontrato le donne e gli uomini del contingente, adunati per l’occasione in piazza Italia di “Camp Arena” ai quali ha detto di aver voluto “essere qui per portare i miei auguri, quelli del Governo e quelli di tutti gli italiani”.

Nel corso del suo intervento il Ministro ha sottolineato che questa missione è stata la più lunga e impegnativa dopo le guerre mondiali e quella in cui più alto è stato il tributo di sangue in termini di caduti e feriti. “L’Italia ha fatto molto in questi anni – ha sottolineato il Ministro – e la misura del lavoro che è stato fatto è data, ad esempio, dai 6.000.000 di bambini e 4.000.000 di bambine che oggi possono andare a scuola rispetto ad 1.000.000 di soli bambini che frequentavano la scuola quando la missione è iniziata perché i talebani negavano l’accesso all’istruzione delle ragazze”. Questi argomenti sono stati affrontati anche nell’incontro con il Presidente Ghani al quale il Ministro ha ricordato che “la scuola, l’educazione e la cultura sono le cose di cui hanno principalmente paura i nemici dell’Afghanistan”.

La visita si è quindi conclusa con il sentito omaggio ai 54 militari italiani caduti in terra afghana attraverso la deposizione di una corona al monumento loro dedicato ed i cui nomi sono stati pronunciati, uno per uno, dall’ordinario militare, mons. Santo Marcianò.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa


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