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Libano, i militari italiani alla Maratona di Beirut

Attraverso lo sport si consolidano i rapporti tra Contingente Italiano e la popolazione in Libano

Il generale Bertoncello taglia il traguardo con il Tricolore italiano

Beirut, 16 novmbre 2022 – I militari italiani del Contingente nazionale con in testa il loro comandante, Generale di Brigata Giuseppe Bertoncello, che ha la guida del Settore Occidentale della missione delle Nazioni Unite in Libano, hanno preso parte alla Maratona di Beirut, gara podistica internazionale che ha visto la partecipazione di 11.500 atleti provenienti da tutte le parti del mondo, suggellando ancora una volta il forte legame che lega i peacekeeper italiani alla “Terra dei Cedri”.

La Presidente della Beirut Marathon Association, Madame May El Khalil, durante la manifestazione sportiva e nelle fasi organizzative che la hanno preceduta, ha più volte manifestato il suo ringraziamento al Contingente italiano, spiegando che “la vostra partecipazione e supporto sono stati preziosi affinché questa bellissima giornata di sport e di pace andasse a buon fine”.

Da parte sua, il comandante del contingente italiano, ha rimarcato come “lo sport sia uno dei principali ambasciatori del processo di pace nel mondo, ed è il trait d’union che accomuna persone di diverse nazionalità, culture e religioni”.

La manifestazione sportiva, che per numero di partecipanti è una delle più prestigiose al mondo e che quest’anno festeggia il 20° anniversario, non si volgeva da prima del periodo pandemico e da sempre è promotrice del messaggio della unità tra le genti”, pilastro della missione ONU in Libano.


La missione italiana in Libano a guida Brigata “Aosta”, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, il contingente italiano porta a termine progetto CIMIC, ristrutturata la sede comunale di Al Boustan

Ultimato il progetto CIMIC di rifacimento della sede comunale alla municipalità di Al Boustan nel Libano del Sud

Il generale Bertoncello e il sindaco di Al Boustan inaugurano la sede comunale

Libano del sud, 23 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano che opera in Libano sotto l’egida della Nazioni Unite, attualmente su base Brigata Aosta, hanno ultimato il progetto di rifacimento della sede comunale della municipalità di Al Boustan, cittadina a sud del Paese.

La donazione, pianificata e condotta in tutte le fasi di esecuzione, dalla progettazione alla realizzazione finale, è stata coordinata dagli specialisti del Multinational Cimic Group di Motta di Livenza (TV) e si inquadra nell’ambito di intervento dei progetti di cooperazione civile e militare per l’amministrazione civile.

Grazie al contributo della prestazione professionale di architetti libanesi e all’apporto di manodopera locale si è cercato di dare ulteriore incentivo all’economia di un’area in difficoltà per la persistente crisi economica che attanaglia da due anni la Terra dei Cedri.

A margine della cerimonia di completamento dei lavori di ristrutturazione degli uffici e dell’intera facciata del palazzo cittadino, il sindaco di Al Boustan, Adnan Al Ahmad ha espresso la sua gratitudine personale e quella dell’intera comunità al generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del settore occidentale della missione UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) e del contingente nazionale, il quale ha rimarcato la continua opera di vicinanza dell’Italia e dei peacekeeper dell’Onu a supporto delle istituzioni del Paese.

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano: il pattugliamento dei Caschi Blu è anche Market Walk

In Libano i Caschi Blu di UNIFIL controllano il territorio anche con lo strumento della Market Walk e della Community Engagement Walk

Market Walk nei villaggi del Libano del Sud

Libano del sud, 15 settembre 2022 – I Caschi Blu del contingente italiano di UNIFIL (la United Nation Interim Force in Lebanon), attualmente su base Brigata Aosta, hanno avviato già dal 2014 un programma di Market Walk, cioè pattugliamenti a piedi nei luoghi di mercato, all’interno dei villaggi situati nell’area di operazioni del Libano del Sud.

L’attività consiste nell’assicurare la presenza e la circolazione di personale militare dell’ONU nelle strade principali dei villaggi, nei mercati e nei maggiori centri di aggregazione, al fine di aumentare la percezione di sicurezza per la popolazione e avvicinare la componente militare alle comunità locali.

Già dalle prime esperienze di Market Walk, i riscontri avuti dalla popolazione sono stati molto positivi, facendo percepire la presenza dei militari, in generale, in modo diverso.

Il programma delle Market Walk rientra nell’ambito delle attività di assistenza alla popolazione libanese, che è uno dei compiti principali stabiliti dalla risoluzione n. 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Libano e Israele e al supporto alle Forze Armate libanesi.

Si tratta di un’attività operativa a tutti gli effetti che concorre, assieme alle cosiddette pattuglie classiche motorizzate ed appiedate, a garantire presenza e sorveglianza sul territorio. Di più, esse permettono una relazione interpersonale con la popolazione, permettendo di ottenere da essa input per comprenderne più a fondo le esigenze. A questo, nel tempo, si sono aggiunte le LAF (Lebanese Armed Forces) che, oltre a garantire un’idonea cornice di sicurezza ai peacekeeper di UNIFIL, ha consentito anche ad esse di immergersi ancor di più nel tessuto sociale.

Nel tempo, a questa tipologia di pattugliamento, si sono affiancate le Community Engagement Walk, attività svolte da personale militare specializzato nell’ingaggio della popolazione civile, con lo scopo di far comprendere alla comunità in cui essi operano quali siano gli scopi e i pilastri della missione che conducono per conto della Nazioni Unite, nonché quello di comprendere e analizzare a loro volta come la popolazione percepisca la presenza degli operatori di pace sul territorio.

I Baschi Blu italiani interagiscono con la popolazione libanese

Inoltre, nel corso di queste attività vengono effettuati acquisti dai soldati, utili a muovere la micro economia locale, il cui beneficio viene avvertito soprattutto nelle aree rurali meno sviluppate commercialmente. 

A queste attività, si aggiungono quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC) per la panificazione e realizzazione di progetti di aiuto alla popolazione, le cui esigenze emergono grazie ai quotidiani incontri che i comandanti ai vari livelli svolgono con i rappresentanti delle autorità civili e religiose del Libano del Sud (Key Leader Engagement). Di questi ultimi, da inizio anno ne sono stati condotti circa 200 nell’area di responsabilità a guida Brigata Aosta.

Per quanto concerne le relazioni con la popolazione, un altro tassello importante è costituito dalla forte presenza di personale femminile tra i militari delle Market Walk e delle Community Engagement Walk che facilita la possibilità di raggiungere le fasce della popolazione più restie ad avere contatti con i Caschi Blu di UNIFIL, quali donne, anziani e bambini, garantendo una migliore valutazione dei bisogni e delle richieste da parte delle autorità locali, in aderenza anche a quanto stabilito dalle risoluzioni n. 1325 del 2000 e n. 2242 del 2015 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevedono di assicurare una partecipazione significativa delle donne in tutti gli aspetti delle operazioni, nonché di aumentarne il numero. 

Peacekeeper italiani incontrano le autorità della municipalità di Ain Ibil

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La missione italiana in Libano a guida Brigata Meccanizzata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3.800 Caschi Blu di 16 dei 48 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte oltre 1.000 Caschi Blu italiani.

Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini: Joint Task Force  – Lebanon Sector West


Libano, i Caschi Blu italiani, impegnati in attività CIMIC, organizzano il Tibnin Cultural Day

Il Contingente Italiano organizza a Tibnin un evento culturale in collaborazione con la municipalità e le associazioni locali

Il generale Bertoncello con i peacekeepers irlandesi e la polizia locale

Tibnin, 22 agosto 2022 – Nell’ambito dei progetti di cooperazione civile e militare che il contingente italiano conduce da tempo per supportare la popolazione libanese, la conoscenza delle reciproche culture, oltre ad essere elemento di aggregazione tra i popoli, è un fattore determinante per una più incisiva e capillare penetrazione nelle dinamiche sociali da parte dei peacekeepers, indispensabile per la conoscenza del territorio in cui si opera, ma è soprattutto occasione per approfondire esigenze e bisogni della popolazione stessa.

I Caschi Blu italiani proprio per questo motivo hanno promosso l’evento culturale Tibnin Cultural Day, su iniziativa dell’associazione umanitaria libanese Alpha, con il patrocinio di Tibnin, uno dei principali centri abitati del sud del Libano, dove libanesi, italiani e militari di diversa nazionalità hanno presentato le proprie peculiarità artigianali, gastronomiche e musicali dei rispettivi paesi e per i più piccoli sono state proposte attività ludiche assieme ai soldati.

Uno dei momenti particolarmente apprezzati dai libanesi, che ha destato notevole curiosità ed interesse, è stato quello dello scambio di conoscenze storico-culturali.

Attualmente, i militari italiani che operano nell’ambito della missione delle Nazioni Unite in Libano, provengono per la gran parte dalla brigata Aosta, che guida il settore occidentale dell’area di responsabilità di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon) i cui reparti hanno sede in Sicilia.

Grazie alle comuni radici storiche fenicie, libanesi e siciliani si sono ritrovati, in una sera, a condividere tradizioni e peculiarità che, con il contributo di alcuni donors della provincia di Ragusa, si sono potute riprodurre nella Terra dei Cedri.

Come ha avuto modo di esprimere il generale di brigata Giuseppe Bertoncello, comandante del contingente italiano in Libano, durante il taglio del nastro inaugurale della manifestazione assieme al sindaco di Tibnin Nabil Assad Fawaz, è indispensabile condividere “le nostre culture tutti assieme per portare prosperità e sviluppo ai nostri popoli”.

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La missione Italiana in Libano a guida brigata Aosta, al suo terzo mandato nella Terra dei Cedri con i colori delle Nazioni Unite, ha la responsabilità del Settore Ovest di UNIFIL in cui operano 3800 Caschi Blu di 16 dei 47 paesi contributori alla missione ONU e di cui fanno parte circa 1.000 militari italiani.

Il sostegno alla popolazione e alle istituzioni locali è uno dei pilastri della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1701 del 2006, compito fondamentale che il contingente italiano svolge con impegno teso anche a rinsaldare i tradizionali vincoli di amicizia che legano Libano e Italia.

I Caschi Blu italiani operano per garantire la stabilità da oltre 16 anni nel Libano del sud, a ridosso della Blu Line, linea di demarcazione con Israele.
Le attività svolte in Teatro Operativo sono condotte sotto il coordinamento e secondo le direttive impartite dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), guidato dal generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Il COVI è l’organo di staff del capo di Stato Maggiore della Difesa, deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

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Fonte e immagini:
Joint Task Force  – Lebanon Sector West


A Messina nuovo asilo nido per 25 bambini, figli dei militari della Brigata Aosta e dei cittadini messinesi

TAGLIO DEL NASTRO INAUGURALE (DOTT. ENRICO BIVONA, SINDACO DE LUCA, GEN. PISCIOTTA, ARCIVESCOVO ACCOLLA)

Messina, 19 dicembre 2019 – Il generale di brigata Bruno Pisciotta, comandante della brigata Aosta e il sindaco di Messina dottor Cateno De Luca hanno inaugurato ieri l’asilo nido dell’Esercito “Lupetto Vittorio”, una nuova infrastruttura che sarà aperta non solo ai figli dei militari ma anche a tutti i cittadini di Messina grazie alla firma della convenzione stipulata tra Esercito e Comune.

Erano presenti al taglio del nastro le maggiori autorità civili, religiose e militari della Città Metropolitana insieme i genitori dei piccoli alunni e gli studenti del liceo artistico “Basile” e dell’Istituto d’istruzione superiore “Verona – Trento”, accompagnati dai rispettivi Dirigenti Scolastici, che hanno contribuito a decorare le pareti della struttura con murales e disegni su tutte le pareti interne.

L’asilo nido, intitolato alla mascotte dell’Esercito “Lupetto Vittorio”, è stato realizzato all’interno della caserma “Crisafulli – Zuccarello”, sede del 5° reggimento fanteria “Aosta”, con le più innovative tecniche di costruzione. Il progetto, realizzato dall’Esercito, ha un ingresso indipendente su viale Europa, un ampio parco giochi esterno, aree verdi attrezzate, giardino sensoriale, locali cucina, mensa ed un funzionale parcheggio per i genitori dei piccoli ospiti.

La costruzione, grazie all’utilizzo di materiali e tecnologie di ultima generazione ha elevate performance energetiche tali da meritarsi la certificazione NZEB (Nearly Zero Energy Building), ovvero capace di bilanciare l’energia consumata con l’energia prodotta, portando i consumi dell’intero edificio a “energia quasi zero” così come dettato dalle nuove normative europee. La struttura verrà gestita da Messina Social City, partecipata del Comune di Messina, e sarà frequentata dai figli dei militari dei reparti della brigata Aosta in servizio a Messina, ma anche dagli abitanti della zona. La realizzazione dell’asilo, primo del genere in Sicilia, consentirà già al termine delle imminenti festività natalizie e di fine anno la fruizione del servizio a 25 bambini.

L’asilo nido dell’Esercito “Lupetto Vittorio” è un’infrastruttura che nasce dal recepimento delle linee guida tracciate dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel progetto “Caserme Verdi”, che ha l’ambizione di creare nuove strutture e adeguare quelle esistenti con le nuove funzionalità e standard, sia in termini di vivibilità, sicurezza dei luoghi di lavoro e  requisiti antisismici sia di dare nuove strutture per il benessere e la vita delle famiglie dei militari e mettere a disposizione dei cittadini gli spazi comuni come asili, piscine e strutture sportive.

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L’Esercito conclude la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO) 2018 (Video)

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Monte Romano (VT), 28 novembre 2018 – Si è conclusa presso il poligono di Monte Romano la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO) 2018 condotta da unità dell’Esercito, nell’ambito della campagna di sperimentazione del progetto congiunto Difesa-Industria, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability). La brigata Aosta ha proseguito la campagna di sperimentazione del progetto forza NEC con l’impiego di assetti specialistici dell’Esercito.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha verificato sul campo l’impiego di nuove tecnologie applicate a nuovi mezzi e sistemi di comunicazione che consentiranno di rendere le operazioni militari più integrate, sicure, protette ed efficaci. Il ministro è stato accompagnato dal generale Enzo Vecciarelli, capo di Stato Maggiore della Difesa e dal generale di corpo d’armata Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

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Il ministro durante i suo discorso ha sottolineato il prezioso contributo grazie al quale,  “l’Italia potrà confermare quel livello di prestigio e visibilità internazionale che è riuscita a ritagliarsi dimostrando di essere all’altezza delle aspettative e di sapersi adattare ai nuovi scenari di riferimento sempre più incerti”.

Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di implementare le capacità di operare in modo interamente digitalizzato e interforze, utilizzando i sistemi di comando e controllo, i mezzi tattici nonché gli equipaggiamenti individuali. In particolare dallo sviluppo del già noto Soldato Futuro sono stati prodotti esemplari di prototipi operativi del sistema individuale al combattimento, che consiste nella realizzazione di un “sistema soldato”, basato sulla sinergia uomo-dotazione, idoneo ad assolvere i compiti all’altezza dei profondi mutamenti intervenuti nello scenario internazionale, nell’ottica di un contesto duale d’impiego.

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La sua integrazione nel sistema automatizzato di comando e controllo permette il completo inserimento delle unità, fino ai minimi livelli, nel processo di digitalizzazione dei nuovi scenari operativi. Sono stati, inoltre, impiegati apparati che consentono di inviare in tempo reale i dati per la raccolta delle informazioni, la ricognizione con mini droni per l’intervento da parte delle unità di artiglieria, i quali inseriti in una cornice più ampia di sistemi di simulazione contribuiranno a ridurre in maniera considerevole l’impatto ambientale delle esercitazioni.

Dopo il dispiegamento logistico iniziato a metà ottobre per realizzare il posto comando di brigata e gli impianti campali, l’attività operativa è stata condotta grazie all’impiego di 25 reparti dell’Esercito, a guida brigata Aosta, con 1200 soldati, 118 veicoli tattici, 96 sistemi d’arma, 27 automezzi speciali, 39 autoveicoli commerciali e l’ultima versione dell’elicottero CH 47 nella configurazione “F”, recentemente acquisito dalla Forza Armata.

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La collaborazione tra Esercito e Leonardo, l’azienda globale italiana ad alta tecnologia nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, ha consentito di sperimentare, durante l’esercitazione, sistemi d’arma ed equipaggiamenti ad alto indice tecnologico, mettendo in evidenza il contributo prezioso dell’industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette, tema centrale nello sviluppo di nuove dotazioni. In particolare, sono stati impiegati il moderno sistema anti-drone CUAV (Counter Unmanned Aerial Vehicle) e i nuovi mezzi tattici recentemente acquisiti dall’Esercito, come il Veicolo Tattico Medio Multiruolo (VTMM) “Orso” e il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo 2 (VTLM2).   

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Fonte e immagini e video: Stato Maggiore Esercito
(Le immagini sono tratte dal video)
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Rinvenuto un ordigno bellico, disinnescato dai genieri guastatori di Palermo

Montagnareale (ME), 16 luglio 2014 – Rinvenuto, nel comune di Montagnareale (ME), un ordigno bellico inesploso risalente al secondo conflitto mondiale.
Sul posto è intervenuta una squadra specializzata del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo alle dipendenze della Brigata Aosta; queste squadre sono denominate nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal) più comunemente indicate come squadre artificieri.

L’attività di disinnesco è stata effettuata con una chiave estrattore di spoletta, azionata a distanza mediante un sistema di tiranteria.
L’attività è stata preceduta da alcuni lavori di protezione in quanto in prossimità della zona di rinvenimento dell’ordigno è presente una condotta di adduzione del gas metano che fornisce i comuni di Gioiosa Marea e Brolo.
Gli specialisti del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo, hanno proceduto al disinnesco mediante rimozione della spoletta e, successivamente, hanno trasportato l’ordigno in sicurezza in una cava, in contrada Cavaretta, per poter eseguire l’operazione di brillamento senza pericolo per la popolazione.

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Fonte: Comando delle Forze Operative Terrestri


Rinvenuto residuato bellico inglese in provincia di Enna. Intervengono gli artificieri del 4° reggimento genio guastatori di Palermo

Piazza Armerina (EN), 20 maggio 2014 – Un manufatto bellico inesploso risalente al secondo conflitto mondiale nel comune di Piazza Armerina (EN). Sul posto è intervenuta una squadra specializzata del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo alle dipendenze della Brigata Aosta; queste squadre sono denominate nuclei EOD (Explosive Ordnance Disposal) più comunemente indicate come squadre artificieri.
Il residuato è stato trovato in una riserva naturale da un raccoglitore di funghi in località S. Caterina ed è stato identificato successivamente dagli specialisti dell’Esercito Italiano come una spoletta per proietti d’artiglieria di nazionalità inglese.
L’ordigno, ritrovato in pessimo stato di conservazione, è stato distrutto dagli specialisti del 4° Reggimento nello stesso luogo del ritrovamento. L’operazione si è svolta in piena sicurezza e quindi senza pericolo per la popolazione.

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Fonte: Comando delle Forze Operative Terrestri

 


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