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Libano: il ministro della Difesa in visita al contingente italiano nel settore ovest

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Shama (Libano), 15 maggio 2018 – Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha incontrato a Shama i caschi blu Italiani schierati nel settore ovest del Libano nell’ambito della missione UNIFIL.

Ad accogliere il ministro a Shama, il generale di brigata Paolo Fabbri che dal 17 aprile scorso comanda il settore ovest della missione di UNIFIL, articolato su base brigata alpina “Julia” Multinational Land Force.

Prima del saluto al contingente del settore ovest il ministro ha incontrato a Naqoura il force commander di UNIFIL maggior generale Micheal Beary con cui si è confrontata sull’attuale situazione di sicurezza in Libano e sull’importante ruolo che giocano le Forze Armate italiane nel supportare quelle libanesi a diventare sempre più credibili e ad assumere il pieno controllo del territorio.

I caschi blu hanno il compito di garantire un dispiegamento efficace atto a monitorare l’area di operazioni che occupa nel settore ovest del libano, vigila sulla sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite, degli operatori umanitari e ha inoltre il compito di proteggere la popolazione civile.

L’Italia è schierata nell’ovest del Libano con circa 1.100 uomini della missione UNIFIL implementata recentemente con l’adozione della risoluzione 2373 che sostanzialmente conferma i compiti dei caschi blu nell’area stabiliti nel 2006 con la risoluzione 1701 che fu emanata a seguito del il ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Durante la visita il ministro ha voluto ringraziare il contingente: “Una missione importante per il Libano, per la sicurezza della Regione, per l’Italia e per la comunità internazionale. La “JULIA” saprà farsi onore come sempre!”.

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Fonte e immagini: Contingente italiano in Libano
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Libano: la brigata paracadutisti Folgore cede il comando del settore ovest della missione Unifil alla brigata alpina Julia

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Shama 16 Aprile 2018 – Il generale di brigata Rodolfo Sganga, comandante della brigata paracadutisti Folgore, dopo sei mesi di attività ha ceduto al generale di brigata Paolo Fabbri, comandante della brigata alpina Julia, il comando del Settore Ovest della missione UNIFIL costituito da circa 4.000 peacekeepers provenienti da 12 differenti Nazioni.

Nei sei mesi di mandato, i paracadutisti italiani, seguendo la linea operativa dei predecessori, nell’ottica dell’obiettivo e dello sforzo comune delle Forze Armate Italiane impiegate nelle missioni fuori area, hanno operato nel rispetto delle risoluzioni 1701 e 2373 delle Nazioni Unite, tese a garantire la cessazione delle ostilità nel sud del Libano, la libertà di movimento, il supporto alle Forze Armate Libanesi e ovviamente la sicurezza della popolazione locale.

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In questo periodo sono state incrementate notevolmente le attività operative, passate nell’ultimo anno da una media di 200 ad oltre 240 al giorno e sono stati più di 450 gli uomini delle Forze di Sicurezza Libanesi che hanno svolto attività addestrative con i militari Italiani.

Inoltre, sono state 1650 le attività di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) condotte a supporto della popolazione locale e circa 260 sono state le attività svolte dai medici italiani, sia a domicilio presso le 108 municipalità del settore che presso le basi del nostro contingente visitando oltre2.200 persone.

Nel discorso di commiato, il generale Rodolfo Sganga, ha ringraziato le tantissime autorità locali civili e religiose presenti e incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi. Autorità pubbliche straordinarie, così vicine alle esigenze del proprio popolo, e senza il supporto delle quali il lavoro come UNIFIL, non sarebbe potuto essere così eccezionalmente aderente alle esigenze della popolazione.

Il comandante del Settore Ovest ha concluso il proprio intervento, ringraziando gli uomini e le donne in uniforme delle Forze di sicurezza Libanese “veri protagonisti della sicurezza del popolo Libanese” e tutti i caschi blu internazionali che hanno operato fianco a fianco con i soldati italiani, dimostrandosi ogni giorno, anche nelle differenze culturali e operative “un elemento di forza straordinaria ”.

La brigata Folgore ha operato con successo durante il suo mandato semestrale in un contesto estremamente fragile che è stato caratterizzato da diversi episodi destabilizzanti di notevole rilievo a livello regionale con riflessi politici, sociali ed economici nel delicato scacchiere medio-orientale.

La brigata alpina “Julia”/ Multinational Land Force (MLF), alla prima partecipazione alla missione UNIFIL in Libano, si schiererà  per la prima volta in assoluto in conformazione DECI (Defence Cooperation Initiative) che prevede l’impiego insieme ai militari italiani nelle cellule del comando e nelle unità di manovra di “Leonte XXIV” non solo di personale di Slovenia e Ungheria, ma anche di Austria e Croazia a testimonianza della volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica dell’Europa e renderle un esempio da seguire.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Herat, Afghanistan: brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani

Brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani ad Herat

Brigata Julia e Confartigianato Udine per la formazione di nuovi artigiani ad Herat

Herat, 11 luglio 2015 – La brigata alpina JULIA e la Confartigianato di Udine hanno presentato ieri un progetto di cooperazione che prevede lo svolgimento di alcuni corsi di formazione di base per artigiani a favore dei lavoratori afghani.

Un iniziativa che è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa, indetta dalla stessa Confartigianato a Udine, che ha visto il generale di brigata Michele Risi, comandante del TAACW – Train Advise Assist Command West, collegato in video conferenza con il dott. Tilatti, presidente dell’associazione friulana.

I corsi si svolgeranno presso la base italiana di Camp Area per riqualificare e facilitare il reinserimento nel tessuto socio-economico locale dei lavoratori afghani. Le attività didattiche e pratiche vedranno impegnati nel mese di agosto, in qualità di docenti, alcuni artigiani facenti parte della Confartigianato di Udine che insieme agli alpini della Brigata Julia condurranno dei corsi di falegnameria ed idraulica per il personale maschile e di estetica e parrucchiera per il personale femminile.

Il gen Risi con il governatore della provincia di Herat Mr Rahimi

Il gen Risi con il governatore della provincia di Herat Mr Rahimi

Questo progetto sostenuto dal governatore di Herat, dott. Rahimi, è inserito in un progetto di più ampio respiro volto a riqualificare e rivitalizzare l’economia della provincia partendo dalle imprese artigianali. In tale ottica nei mesi scorsi nella città di Herat si sono tenute alcune manifestazioni quali la Fiera dei Prodotti Locali e la Fiera del Lavoro dove centinaia di imprenditori hanno avuto la possibilità di mettersi in contatto con il lavoratori locali per discutere sulla apertura di nuove attività.

Il gen Risi con la direttrice del Department of Women Affairs di Herat Mrs Jamshidi

Il gen Risi con la direttrice del Department of Women Affairs di Herat Mrs Jamshidi

Dal gennaio 2015, la NATO ha cambiato la missione in Afghanistan trasformandola da una missione in cui le forze della coalizione concorrevano attivamente alla sicurezza ad una missione RS – Resolute Support, in cui le forze armate afghane sono le uniche responsabili della sicurezza del loro Paese mentre quelle della coalizione, tra cui il contingente italiano, mantengono il compito di assistenza all’Esercito ed alla Polizia Afghana.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Afghanistan: cambio tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia

Cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia

Herat, 18 marzo 2015 – Presso la base di Camp Arena, a Herat, ha avuto luogo la cerimonia di avvicendamento tra la brigata bersaglieri Garibaldi e la brigata alpina Julia alla guida del Train Advise Assist Command West, il comando NATO multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione ovest dell’Afghanistan nell’ambito della Missione Resolute Support.

Il generale di brigata Maurizio Angelo Scardino ha ceduto il comando al parigrado Michele Risi alla presenza del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, del comandante delle forze NATO in Afghanistan, il generale statunitense John F. Campbell, dell’ambasciatore italiano a Kabul Luciano Pezzotti e delle massime autorità civili e militari afghane della provincia di Herat.

Gli ultimi anni sono stati centrali per questo Paese – ha sottolineato nel suo intervento il generale Graziano – con importanti miglioramenti in tutti i settori, politico economico e sociale”. Il capo di SMD ha inoltre aggiunto che “il fatto che la nuova missione Resolute Support sia definita non combat non significa che non vi siano più rischi specialmente in considerazione del fatto che la minaccia del terrorismo e l’estremismo è cresciuta a livello globale”.

Nel corso del proprio mandato la brigata Garibaldi è stata impegnata nel delicato compito di transitare dalla missione ISAF (International Security Assistance Force), terminata il 31 dicembre 2014, alla missione Resolute Support. Dal 1° gennaio 2015 il nuovo impegno della NATO in Afghanistan, infatti, non è più connesso a compiti diretti di partecipazione alle operazioni ma si estrinseca attraverso attività di addestramento, consulenza e assistenza condotte da team di specialisti a favore dei vertici operativi delle Afghan National Defence and Security Forces (ANDSF). In tale ambito il contingente militare si è notevolmente ridotto in funzione dei nuovi compiti assegnati dalla NATO e della leadership nel controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza afgane. “La transizione non si compie con un singolo evento ma è un processo evolutivo che si realizza per passi successivi” ha affermato il generale Scardino rivolgendosi ai colleghi afgani, “le ANDSF hanno assunto la responsabilità della sicurezza e noi siamo qui, tutti insieme, per attuare una strategia condivisa che porti ad un Afghanistan stabile e sovrano; questo è un segnale di successo”.

Gli Advisors del TAAC W hanno condotto attività di addestramento (Training) a favore delle ANDSF perseguendo un duplice obiettivo: rendere le Forze di Sicurezza afghane autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale, con la formazione di nuovi istruttori (processo denominato Train the Trainers); formare ed addestrare “specialisti” in materia di intelligence, di contrasto agli ordigni improvvisati, di impiego di mortai ed artiglierie, di controllo dello spazio aereo ed altro ancora, con corsi mirati, seminari e simposi. I corsi completati sono stati 85 per un totale di circa 1500 istruttori e specialisti certificati.

Le attività di consulenza (Advising), focalizzate sulla funzionalità, sui sistemi, sui processi interni nonché sullo sviluppo organizzativo delle forze e mirate al raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse, sono state oltre 7000 per un totale di circa 22.000 ore.

Contestualmente alla riconfigurazione del Contingente per l’assolvimento dei compiti della Missione Resolute Support, gli uomini e le donne alle dipendenze del generale Scardino hanno proseguito il piano di rientro in patria di mezzi e materiali, denominato Itaca 2, che ha rappresentato uno sforzo logistico senza precedenti dal termine della seconda guerra mondiale.

La “Garibaldi” ha inoltre profuso un notevole sforzo anche in attività di cooperazione civile e militare con la realizzazione di 17 opere infrastrutturali e di 47 progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di ricostruzione del paese proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

Prima di ogni altro atto protocollare il generale Graziano, accompagnato dal generale Campbell e dal generale Scardino, ha deposto una corona in omaggio ai 54 caduti italiani ed a quanti, afghani ed appartenenti alle forze della coalizione, hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della libertà e della prosperità dell’Afghanistan. 

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa
(contingente italiano in Afghanistan)

Clever Ferret 2014: esercitazione di alto livello per i militari italiani in Slovenia

Slovenia, 30 giugno 201 – Tiri con i mortai, attacchi di convogli, supporto aereo, interventi di forze speciali, creazioni di varchi con esplosivo, fino all’impiego,  per la prima volta in esercitazione, dei missili anticarro Spike. Prove ad alto livello, quelle che stanno caratterizzando l’esercitazione multinazionale Clever Ferret 2014, che da alcuni giorni vede impegnati in tutta la Slovenia circa 1.300 militari italiani, ungheresi e sloveni appartenenti alla Multinational Land Force (MLF), su base brigata alpina Julia.

I reparti dei tre Paesi stanno svolgendo il loro addestramento nei poligoni militari di Pocek, vicino Postumia, Cerklje, vicino Novo Mesto, e Apace, vicino Maribor, la seconda città della Slovenia dove è installato anche il quartier generale della MLF, al comando del generale di brigata Ignazio Gamba.

L’esercitazione, che serve ad armonizzare le procedure operative, accrescere la conoscenza reciproca e l’affiatamento tra i diversi reparti, ha visto anche l’impiego di nuovi sistemi d’arma. È il caso del missile anticarro Spike, utilizzato per la prima volta in e in un più ampio contesto addestrativo multinazionale dagli alpini della Julia, in un’esercitazione a fuoco appiedata e da bordo dei mezzi Lince. Nell’attacco simulato, gli alpini hanno operato con unità cinofile per l’individuazione di ordigni esplosivi improvvisati e con un Unmanned Aerial Vehicol (UAV – velivolo a pilotaggio remoto) del 41° reggimento per il controllo dall’alto dell’area di operazioni.

Ulteriori esercitazioni a fuoco congiunte sono state svolte impiegando i mortai italiani e ungheresi, i ranger del 4° reggimento alpini paracadutisti “Monte Cervino”, le forze speciali slovene, anche con l’impiego di PC9 sloveni e AMX italiani per il supporto aereo. Creazioni di varchi tramite esplosivo sono state effettuate dai genieri del 2° reggimento assieme ai loro colleghi di Ungheria e Slovenia.

Parlando al personale del quartier generale, il generale Gamba ha ribadito l’importanza dell’esercitazione per affinare la conoscenza delle procedure anche in vista di eventuali futuri impieghi nei teatri operativi all’estero.

 

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Fonte
: Multinational Land Force – Public Affairs Office


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