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Presentato il calendario CITES 2020, sulla tutela delle specie italiane e dei loro habitat protetti dai Carabinieri

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Roma, 11 dicembre 2019 – Presentato il Calendario CITES 2020 presso la Fondazione Bioparco di Roma, alla presenza del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e del generale corpo di armata Ciro D’Angelo, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri:

Il tema centrale che l’edizione 2020 del Calendario CITES si propone di diffondere è rappresentato dalla conoscenza delle specie CITES italiane ed europee e degli habitat dove, in Italia, queste vengono tutelate con azioni di vigilanza, controllo e gestione da parte dell’Arma dei carabinieri. La scelta è avvenuta dopo aver sviluppato negli ultimi anni la tematica delle specie esotiche, per le quali il nostro Paese si pone, in molti casi, come uno dei principali importatori, grazie alle eccellenze nazionali nel settore della pelletteria, del tessile e del legname.

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“La legge Madia prevedeva un risparmio di 19 milioni mentre a oggi ne abbiamo risparmiati 21. Due in più. I dati sono incontrovertibili”, detto Giovanni Nistri, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri riferendosi ai parametri del provvedimento legislativo che ha unificato l’Arma dei Carabinieri con il Corpo forestale dello Stato. “I controlli negli ultimi 2 anni sono aumentati: il primo anno dell’11%, il secondo anno del 17% e a novembre scorso il dato è di +10%. Gli illeciti amministrativi accertati nel 2018 sono cresciuti del 25%, mentre le sanzioni ammontano a circa 3 milioni e stiamo destinando i primi 11 ufficiali che andranno a rinforzare i reparti da lungo tempo senza funzionari. Abbiamo aumentato le stazioni Meteomont, dedicate al servizio antivalanghe, e l’intenzione è di dislocarle progressivamente in tutte le regioni in cui non erano presenti. L’Arma al settore ambientale ci tiene molto, e non da ora, ma da quando nel 1982 sono stati creati i primi reparti per la tutela ambientale. L’unificazione tra Arma dei Carabinieri e Corpo forestale è funzionale a migliorare il futuro, perché se continuiamo a guardare i confini non andiamo da nessuna parte, nelle istituzioni come nella geografia”.

La presentazione si è conclusa con una tavola rotonda moderata dal giornalista e Presidente della Fondazione Bioparco di Roma Francesco Petretti. Vi hanno preso parte tra gli altri, il professori ed esperti del settore Luigi Boitani e Gianluca Piovesan, Paolo Aielli, amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (che anche quest’anno ha fornito la propria collaborazione per la stampa e la grafica) e Maria Carmela Giarratano, direttore generale per la protezione della natura e del mare del Ministero dell’Ambiente.

impag_calendario_2020_pagina_06_.jpgIl raggruppamento Carabinieri CITES con i suoi 35 Nuclei, 11 distaccamenti in area doganale ed una Sezione Operativa Centrale nell’ambito del Reparto Operativo, sovrintende alle attività previste dalla normativa nazionale e comunitaria di attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche in pericolo di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973 e ratificata con legge n.874 del 19 dicembre 1975.

Il Calendario CITES, realizzato per la prima volta nel 2008, riscuote ogni anno apprezzamento nel mondo scientifico, anche internazionale, tra gli addetti al settore e tra i giovani, in particolare tra gli studenti; per questo ha ottenuto, nel 2014, un riconoscimento del Segretariato Generale CITES di Ginevra che, in occasione del World Wildlife Day, lo ha citato tra i dieci progetti di comunicazione nel settore più importanti a livello mondiale.

Il Calendario si rinnova ogni anno, pur mantenendo alcuni punti fermi, come la proposizione di immagini di alta qualità e dal forte potere attrattivo, ritraenti alcune specie simbolo del dramma della minaccia di estinzione delle specie, cui sono associate informazioni in ”pillole”, tradotte anche in inglese, sul grado e la natura della minaccia in natura, su alcune curiosità che le distinguono, su quanto il Servizio CITES dell’Arma ha fatto e fa per tutelarle in Italia e nel Mondo.

I carabinieri del Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari, infatti, operano nello specifico settore attraverso due grandi azioni di competenza: l’applicazione della “CITES”, attraverso il Raggruppamento Carabinieri CITES e i reparti funzionalmente dipendenti, al fine di contrastare il commercio illegale nazionale ed internazionale di queste specie, con attività di certificazione, controllo e polizia giudiziaria, e grazie alla gestione, monitoraggio e sorveglianza delle oltre 130 riserve naturali statali e delle 17 aree demaniali di interesse naturalistico, da parte del Raggruppamento Carabinieri per la Biodiversità, con i suoi 28 reparti sul territorio.

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Il Calendario Cites non è in vendita ma viene distribuito gratuitamente dai reparti forestali soprattutto a scolaresche e in occasione di eventi di educazione ambientale.

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Carabinieri e Bioparco di Roma, inaugurato il Museo Ambiente e Crimine

La struttura, unica in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui reati che deturpano l’ambiente

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Roma, 8 luglio 2017 – È stato inaugurato ieri, alla presenza del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, del presidente della Fondazione Bioparco di Roma Federico Coccìa e del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, il Museo Ambiente e Crimine (M.A.CRI.) realizzato dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA) e dal Bioparco di Roma.

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La struttura è stata intitolata al grande etologo e scienziato Danilo Mainardi, per il suo prezioso contributo allo studio del comportamento animale e alla diffusione della cultura del rispetto e della salvaguardia della natura. 

Il museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico su diverse tipologie di reati, da quelli che deturpano il patrimonio ambientale, a quelli perpetrati nei confronti della specie protette, nonché sui reati commessi nell’ambito del settore agroalimentare. Basti pensare che, nel primo semestre 2017 il CUTFAA ha effettuato sul territorio nazionale circa 234.800 controlli che hanno riguardato le aree protette, le discariche, il settore della salute ed agroalimentare, la flora e la fauna (antibracconaggio, commercio specie in via d’estinzione, maltrattamento, caccia, zoo, circhi, etc.), incendi, illeciti contro la pubblica Amministrazione.

La struttura è divisa in sezioni: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale delle foreste, CITES (Convenzione che regolamenta il commercio internazionale di specie di flora e fauna in via di estinzione), maltrattamento animale, sicurezza in montagna, sicurezza agroalimentare e tecniche investigative mettendo in risalto gli strumenti di cui dispone lo Stato per combattere simili forme di illegalità.

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Sono grato all’Arma dei Carabinieri e al Bioparco di Roma per il lavoro fatto, in quanto la salvaguardia della biodiversità è una grande responsabilità per tutti” – afferma il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina – “l’accorpamento dei Forestali con i Carabinieri dimostra come lo Stato e le istituzioni possano crescere in professionalità“.

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 “Quello che l’Arma assume oggi è un impegno importante e prestigioso, che porteremo avanti con determinazione e nel migliore dei modi” – ha evidenziato il generale Del Sette – “un’ulteriore attestazione di come il lavoro iniziato con l’accorpamento del primo gennaio stia funzionando”.

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Il presidente Coccìa ha posto l’accento sull’alto valore educativo dell’iniziativa: “con  la realizzazione del Museo abbiamo rivolto una particolare attenzione ai fruitori finali, i bambini, affinché possano comprendere e conoscere da vicino le tematiche ambientali”.

IL PERCORSO DI VISITA

Il MACRI si sviluppa su circa 400 metri quadrati in cui sono stati ricreati numerosi contesti ambientali che rappresentano i fenomeni criminali e i danni prodotti sull’ambiente.

Il percorso è corredato da pannelli in italiano e inglese che offrono per ogni argomento una spiegazione chiara, arricchita da dati e curiosità.

Nell’area dedicata al tema dell’inquinamento ambientale e agli incendi sono presenti esemplari vivi di avocette (uccelli dal curioso becco all’insù), sovente vittime dell’inquinamento delle zone umide, e testuggini marginate, in rappresentanza di tutti gli animali vittime degli incendi boschivi.

Nella parte centrale della struttura si trovano le teche espositive dedicate alla CITES e contenenti, tra gli altri, esemplari imbalsamati, parti e prodotti derivati di animali, confiscati e custoditi dal Servizio CITES dei Carabinieri Forestali, che vengono esposti e mostrati al pubblico per la prima volta. I reperti provengono dalle innumerevoli operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio CITES negli ultimi venti anni, sia sul territorio nazionale che internazionale. In prossimità delle teche sono illustrati i più importanti fenomeni criminali ai danni delle specie protette, obiettivo principale dell’attività di contrasto condotta dal Servizio attraverso i suoi uffici dislocati sul territorio e presso le dogane (traffico illegale di avorio, pelli e pellicce, trofei, medicina tradizionale, conchiglie, etc..). Altre teche sono dedicate al bracconaggio, al reato di maltrattamento animale, alle agromafie, agli inquinamenti, alla sicurezza in montagna col servizio METEOMONT, e contengono gli strumenti di cattura più utilizzati nella caccia illegale. Altre ancora espongono gli strumenti di cui dispone l’investigatore della natura nella sua attività di indagine, che vanno dalle tecniche di laboratorio forense al laboratorio mobile del CUTFAA Carabinieri, dal Metodo delle Evidenze Fisiche per l’individuazione del punto di innesco di un incendio boschivo, al criminal profiling, dalle tecniche di identificazione delle specie protette, alla collaborazione internazionale (Interpol, Europol, etc.). È inoltre presente una saletta audio-video dove sono proiettati filmati che spiegano le varie attività svolte dal CUTFAA Carabinieri a difesa degli ecosistemi.

Uno spazio è dedicato alla promozione della nuova rivista ambientale dell’Arma dei Carabinieri #Natura che tratta le tematiche della tutela della biodiversità, del paesaggio, del patrimonio culturale e della sicurezza agroalimentare.

Chiude il percorso un’area dedicata all’educazione – in cui sono presenti materiali didattici utilizzati dell’educazione ambientale e alla legalità – e ai bambini, che possono farsi fotografare posizionando il viso in corrispondenza di un foro, creato su una sagoma in forex, che ritrae, quasi a dimensioni naturali, l’investigatore della natura (ovvero l’immagine di un Carabiniere Forestale).

In diversi punti del Museo è inoltre possibile consultare in maniera interattiva un totem con touchscreen ed uno schermo, anch’esso tattile, mediante i quali visionare immagini, filmati e presentazioni afferenti ai diversi crimini ambientali e alle tematiche affrontate nel percorso di visita.

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Fonte: Arma dei Carabinieri - Immagini: Ph. Monica Palermo
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Corpo Forestale dello Stato e Bioparco di Roma inaugurano il primo Museo del Crimine Ambientale

Roma, 6 marzo 2014 – È stato inaugurato il primo Museo del Crimine Ambientale (MACRI) realizzato dal Corpo forestale dello Stato e dal Bioparco.

A tagliare il nastro erano il capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone, il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e il Presidente della Commissione Ambiente di Roma Capitale, Athos De Luca. Presente all’inaugurazione anche Renato Grimaldi, direttore generale per la Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente.

Il museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sui reati che spesso deturpano il patrimonio ambientale. Basti pensare che, nel corso dei primi sei mesi del 2013, il Corpo forestale dello Stato nei suoi molteplici settori di intervento ha complessivamente accertato 5.095 reati ambientali e 13.970 illeciti amministrativi.

La struttura è divisa in sette sezioni: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale, Cites, maltrattamento animale e tecniche investigative. I visitatori possono così conoscere più da vicino la gravità di fenomeni come il commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione attraverso reperti provenienti dalle innumerevoli operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio CITES del Corpo forestale dello Stato negli ultimi venti anni. immagini, e ambientazioni. Queste attività, che sono spesso associate alla criminalità organizzata, mettono in risalto gli strumenti di cui dispone lo Stato per combattere simili forme di illegalità.

Il Macri si sviluppa su circa 400 metri quadri in cui sono stati ricreati numerosi contesti ambientali che rappresentano i fenomeni criminali e i danni prodotti sull’ambiente. Il visitatore è accolto da un breve filmato in cui l’etologo Danilo Mainardi interviene sulle tematiche del Museo. Il percorso è corredato da diversi pannelli in duplice lingua che offrono per ogni argomento una spiegazione chiara, arricchita da dati e curiosità.

L’iniziativa è stata supportata dall’AgustaWestland, una società Finmeccanica, azienda leader nel mercato elicotteristico mondiale, che ha anche fornito in esposizione temporanea al Bioparco di Roma un Elicottero AgustaWestland mod. 109AII, con la livrea attualmente in uso sugli elicotteri AW109N in dotazione al Corpo forestale dello Stato utilizzati per le indagini ambientali.

Il Centro di Referenza Nazionale di Medicina Veterinaria Forense dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana ha invece realizzato l’allestimento della Scena del Crimine, una teca esplicativa nella quale vengono illustrati i compiti del medico veterinario forense, del biologo, del genetista e del chimico, che riescono a risalire al colpevole dell’eventuale reato attraverso specifiche indagini di laboratorio sull’animale e sui reperti rinvenuti sulla scena del crimine.

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Foto: Ph. Monica Palermo


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