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Aeronautica Militare, trasporto in biocontenimento per due pazienti Covid con C-130J da Bergamo a Bari

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Pisa, 3 aprile 2020 – Un velivolo dell’Aeronautica Militare, ha trasportato in bio-contenimento ieri mattina altre due persone positive al Covid. Un C-130J della 46ª  Brigata Aerea, li ha trasportati da Bergamo a Bari.

L’aereo è decollato dalla base di Pisa alla volta di Bergamo con a bordo un team di medici ed infermieri della Forza Armata specializzati in trasporti in alto bio-contenimento. Arrivati all’aeroporto di Serio i due pazienti sono stati  imbarcati nel velivolo  all’interno delle speciali barelle ATI (Aircraft Transit Isolator) che è poi ripartito in direzione Bari, dove è atterrato alle 15:15. Al termine delle operazioni di sbarco dei pazienti, il C-130J è rientrato a Pisa, pronto per altre esigenze. 

Sono quattordici, con quella odierna, le missioni di trasporto in biocontenimento effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare sul territorio nazionale e all’estero per trasferire in sicurezza ed in totale isolamento pazienti da un ospedale all’altro, supportando così i centri di cura del nord Italia in questo momento maggiormente interessati dall’epidemia.  

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L’attività di trasporto in biocontenimento rientra tra i supporti che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, sin dalle prime fasi, ha messo a disposizione della Protezione Civile e degli altri dicasteri impegnati per l’emergenza Coronavirus. Il trasporto in biocontenimento è una capacità peculiare dell’Aeronautica Militare, unica ad averla in Europa insieme alla Royal Air Force del Regno Unito, per il trasporto di malati infettivi in totale isolamento e sicurezza.

La missione di oggi è la prima che parte direttamente dalla base aerea di Pisa, che come accaduto con Cervia nelle scorse settimane, diventa un hub temporaneo dove equipaggi e velivoli C-130J e C-27J  della 46ª brigata Aerea sono sempre pronti al decollo insieme ai medici e agli infermieri del team di bio-contenimento dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare.  

46ª Brigata Aerea Aeronautica MilitareL’impegno della 46ª  Brigata Aerea è duplice in questo momento: solo nelle ultime 48 ore, infatti, ben otto voli sono stati effettuati con C-130J e C-27J per supportare il ponte aereo organizzato su tutto il territorio nazionale per velocizzare il trasferimento di materiale sanitario per conto della Protezione Civile. Un grande sforzo operativo e logistico della Difesa nel suo complesso, che ha visto i velivoli dell’Aeronautica Militare impegnati giorno e notte, sia in Italia che all’estero, in 17 missioni di volo, raggiungendo finora 8 regioni italiane diverse e numerosi capoluoghi di provincia e trasportando in totale 100 tonnate di materiale. 

Fin dalle prime fasi, l’Aeronautica Militare ha fornito un significativo contributo al dispositivo messo in campo dal Ministero della Difesa a supporto del Ministero degli Affari Esteri, della Salute e della Protezione Civile: dalle missioni per il rientro di cittadini italiani e stranieri dalla Cina e dal Giappone, effettuate con velivoli KC-767A del 14º Stormo di Pratica di Mare nel mese di febbraio, nonché il supporto logistico garantito ai velivoli dei paesi stranieri e NATO atterrati sugli aeroporti militari di Pratica di Mare e Villafranca con a bordo attrezzature e materiale sanitario a supporto dell’emergenza.

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Covid-19, con volo bio-contenimento Aeronautica Militare trasporta altri due pazienti in Germania (video)

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Roma, 26 marzo 2020 – Continua senza sosta la macchina del soccorso aereo dell’Aeronautica Militare, impegnata in questi giorni con tutte le risorse del Paese per l’emergenza Coronavirus.

Sono già diverse le missioni di trasporto effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare sul territorio nazionale e all’estero per trasferire in sicurezza pazienti da un ospedale all’altro, supportando così i centri di cura del nord Italia in questo momento maggiormente interessati dal problema.

L’ultimo intervento, questa mattina, per il trasporto di due pazienti positivi al Covid-19 con un C-130J della 46ª  Brigata Aerea da Bergamo a Dresda (Germania).

Il velivolo è decollato da Pisa intorno alle ore 8.00 e, dopo aver imbarcato a Cervia le speciali barelle per il trasporto in bio-contenimento, unitamente ai dottori ed infermieri specializzati del Team di Bio-contenimento dell’Infermeria Principale AM di Pratica di Mare, è giunto a Bergamo intorno alle 11. Sull’aeroporto di Orio al Serio è avvenuto il trasferimento dei due pazienti, entrambi maschi, all’interno delle barelle ed il loro successivo imbarco a bordo del velivolo, che è atterrato a Dresda intorno alle 14 :30. Al termine delle operazioni di sbarco dei pazienti, il C130J è rientrato in Italia, pronto per altre eventuali esigenze.

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Presso la base aerea di Cervia, sede del 15° Stormo, è stato creato, per l’occasione, un hub temporaneo dove team di medici ed infermieri della Forza Armata specializzati in trasporti in alto bio-contenimento sono sempre pronti al decollo sia con gli elicotteri HH-101 dello stesso 15° Stormo, sia con i velivoli C-130J di Pisa, in grado di imbarcare due barelle contemporaneamente e di effettuare trasporti su tratte più lunghe. Si tratta di assetti configurati per questa esigenza come delle vere e proprie “ambulanze volanti”, in grado di trasportare pazienti in modalità di bio-contenimento attraverso speciali barelle isolate A.T.I. (Aircraft Transit Isolator), nonché assistere i pazienti con apparati di respirazione durante il volo. Gli equipaggi sono in stato di allerta operativa, 24 ore su 24, pronti a partire in tempi strettissimi. Le attività vengono coordinate dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (Ferrara), centro nevralgico della Forza Armata che attraverso il proprio Air Operation Center è deputato a ricevere e valutare le richieste che di volta in volta possono arrivare da ospedali, prefetture o, in questo caso in modo accentrato dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile, traducendo le stesse in ordini di missione per i reparti di volo designati.  

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Tali interventi si inquadrano nel più ampio quadro delle attività di supporto che le Forze Armate stanno assicurando per l’emergenza COVID-19, come disposto dal Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Fin dalle prime fasi, l’Aeronautica Militare ha fornito un significativo contributo al dispositivo messo in campo dal Ministero della Difesa a supporto del Ministero degli Affari Esteri, della Salute e della Protezione Civile: dalle missioni per il rientro di cittadini italiani e stranieri dalla Cina e dal Giappone, effettuate con velivoli KC-767A del 14º Stormo di Pratica di Mare nel mese di febbraio, alle numerose missioni di trasporto sanitario di urgenza in bio-contenimento – sono finora tredici le missioni di questo tipo effettuate – nonché il supporto, sia con missioni di trasporto sia con personale specializzato e mezzi del 3° Stormo di Villafranca per il trasporto in Italia di ventilatori respiratori ed altro materiale sanitario reperito presso altri Paesi e per l’allestimento di strutture sanitarie campali come ad esempio l’ospedale predisposto a Cremona grazie al supporto dell’organizzazione americana Samaritan’s Purse.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Aeronautica militare: velivolo C130 effettua trasporto in bio-contenimento di un paziente affetto da tubercolosi

Roma, 17 giugno 2015 – L’Aeronautica Militare, su richiesta del Ministero della Salute, ha attivato le procedure per trasportare in alto bio-contenimento un cittadino italiano affetto da Tubercolosi multifarmaco resistente. Un velivolo C-130 della 46^ Brigata Aerea di Pisa è in volo verso l’aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma), dove preleverà una speciale barella aviotrasportabile “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e il  personale medico dell’Aeronautica Militare, specializzato nella gestione e nel trasporto di malati altamente infettivi.

Il velivolo ripartirà immediatamente alla volta del distaccamento aeroportuale di Alghero (SS), dove il paziente sarà imbarcato. Ultimate le operazioni di imbarco, il C130 decollerà alla volta dell’aeroporto di Orio al Serio. Il paziente proseguirà, poi, per la destinazione finale, l’ospedale di tisiologia di Sondalo (SO).

La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l’utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità dell’Aeronautica Militare che, lo scorso novembre ha riportato in Italia, dalla Sierra Leone, il medico di Emergency malato d’ebola. L’Aeronautica Militare ha sviluppato la capacità di evacuazione aeromedica in bio-contenimento fin dal 2005, operando uno stretto coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con il Dipartimento della Protezione Civile; tale capacità si basa sull’utilizzo di speciali barelle aviotrasportabili “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e dei più piccoli sistemi terrestri “S.T.I.” (Stretcher Transit Isolator), indispensabili al momento del trasbordo del paziente dall’aeromobile all’ambulanza. Il trasporto aereo in “bio-contenimento” su lunga tratta viene attualmente svolto su velivoli C-130 J “Hercules”, C-27 J “Spartan” e KC-767.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
(Ufficio Pubblica Informazione)

Aeronautica, concluso corso aereo su malati infettivi. Qualificati tredici militari olandesi

Pratica di Mare, 22 gennaio 2015 – Si è concluso oggi, presso l’infermeria principale dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, un corso sulla gestione dell’evacuazione aero-medica di pazienti affetti da malattie altamente infettive, per la prima volta aperto ad appartenenti di forze armate straniere. È la prima attività di formazione a favore di forze armate straniere. A Pratica di Mare sono state riprodotte le stesse procedure utilizzate per il rimpatrio del medico di Emergency dalla Sierra Leone.

Tredici operatori sanitari della Royal Netherlands Air Force (RNLAF), la forza aerea olandese, hanno infatti preso parte all’attività di formazione organizzata dall’Aeronautica Militare, leader in ambito nazionale ed europeo nella capacità di trasporto in bio-contenimento.

Il corso, richiesto dalle stesse forze armate olandesi, rientra in un programma di addestramento che il servizio sanitario dell’Aeronautica Militare ha da tempo avviato in ambito nazionale. Il programma prevede una serie di corsi ed esercitazioni già svolte in collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma e l’ospedale Sacco di Milano, per condividere le esperienze maturate in circa un decennio di studi ed operazioni reali nonché consolidare un processo di standardizzazione sulle procedure legate alla gestione di malattie emergenti tra tutte le principali realtà, sia civili che militari, che a vario titolo operano nel settore, in particolare in ambito aeroportuale. L’attività di formazione più recente risale ai primi giorni di gennaio, svolta a favore di personale sanitario della Marina Militare; in precedenza, invece, i corsi erano stati rivolti a rappresentanti dello stesso ministero della salute, 118 e Croce Rossa Italiana, e di altre forze armate, corpi armati dello Stato e rappresentanti delle forze dell’ordine.

I membri del Team di Bio-contenimento dell’Aeronautica Militare, molti dei quali erano a bordo del Boeing KC-767 che lo scorso 25 novembre ha riportato in Italia Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency contagiato dal virus ebola in Sierra Leone, hanno fornito ai colleghi olandesi le conoscenze tecniche e le procedure per l’uso dei sistemi di trasporto isolati in dotazione all’Italia, speciali barelle a pressione negativa che permettono il trasporto e la gestione dei pazienti in totale sicurezza durante il volo.

Durante il corso – oltre a cenni di natura teorica sul concetto di bio-contenimento e sulle modalità di trasmissione di particolari agenti biologici e malattie altamente infettive quali appunto ebola, antrace, vaiolo – sono state riprodotte fedelmente tutte le fasi di imbarco/sbarco dal velivolo degli speciali isolatori avio-trasportabili e le procedure di isolamento e decontaminazione utilizzate in area aeroportuale.

Sperimentati, inoltre – in anteprima assoluta – nuovi ed evoluti sistemi di rilevazione della temperatura corporea attraverso speciali telecamere termiche, una delle tecnologie su cui tutti i maggiori Paesi sviluppati stanno puntando quale strumento di scoperta precoce e gestione di potenziali casi infetti in situazioni ad alta concentrazione di persone (quali ad esempio gli aeroporti). L’iniziativa è il frutto di una cooperazione in atto tra l’Aeronautica Militare e l’Istituto di ricerca in tecnologie biomediche avanzate (IBAT) e il dipartimento di neuroscienze dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti.

L’Aeronautica Militare ha sviluppato tale capacità di evacuazione aeromedica sin dal 2005, attraverso l’acquisizione di speciali sistemi detti ATI – Aircraft Transit Isolators (di brevetto britannico). La capacità di trasporto aereo in bio-contenimento è una capacità militare, disponibile ad uso e finalità civili. Essa è stata, infatti, sviluppata dall’Aeronautica Militare in coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con la Protezione Civile, responsabili del trasporto di terra del paziente e della gestione delle operazioni di emergenza sanitaria in ambito nazionale. Il personale deputato alle attività di trasporto in bio-contenimento assicura un servizio di reperibilità che consente, in qualsiasi momento – 24 ore su 24, 365 giorni all’anno – di avviare la procedura in tempi ristrettissimi. L’unità d’isolamento aereo impiegabile per una evacuazione sanitaria in bio-contenimento è costituita da un numero di specialisti che può variare in ragione del tipo di velivolo impiegato e del tipo e livello di minaccia presente.

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Fo: ruMapie
boniento: Aeronautica Militare


Aeronautica Militare: addestramento per biocontenimento

Pratica di Mare (RM), 10 gennaio 2015 – Concluso ieri il corso destinato agli operatori della Marina Militare, una delle eccellenze della difesa italiana che consiste nella formazione del personale sanitario per la gestione clinica e il trasporto dei pazienti infettivi svolta dall’Aeronautica Militare.

​A seguito del successo del trasporto dalla Sierra Leone del medico italiano di Emergency affetto dal virus dell’Ebola, prosegue l’attività formativa svolta dagli specialisti dell’Aeronautica Militare a favore degli operatori delle altre forze armate.

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Quindici operatori della Marina Militare hanno partecipato presso l’aeroporto di Pratica di Mare (Roma) al corso tenuto  dai membri dell’unità di isolamento aeromedico dell’Aeronautica Militare.

Il corso, suddiviso in lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, era incentrato su nozioni tecniche e procedure per l’uso dei sistemi di trasporto isolati, come le speciale barella adatta all’evacuazione tattica in biocontenimento di malati altamente infettivi.

Alla difesa italiana sono giunte anche numerose richieste giunte da Paesi esteri che desiderano acquisire le competenze e le capacità necessarie per gestire situazioni di trasporto in alto biocontenimento e nel  mese di gennaio l’Aeronautica Militare terrà il primo corso per la gestione ed il trasporto dei pazienti altamente infettivi a favore di una delegazione straniera, la Royal Netherlands Air Force.

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Fonte: Ministero della Difesa

Ebola: italiano contagiato arriverà domattina a bordo di un velivolo KC-767 dell’Aeronautica Militare

Roma, 24 novembre 2014 – È programmato per domani mattina l’atterraggio a Pratica di Mare (RM) del Boeing KC-767 dell’Aeronautica Militare che riporterà in Italia il medico italiano dell’Ong Emergency risultato positivo al virus Ebola in Sierra Leone.

Il paziente, che viaggerà all’interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile, verrà assistito durante il volo di trasferimento da un team medico dell’Aeronautica Militare specializzato in bio-contenimento.

Ad attendere il medico contagiato a bordo pista ci sarà un’ambulanza dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, equipaggiata in biocontenimento. Si procederà quindi al trasbordo, sempre in stato di isolamento, del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell’ambulanza, che partirà poi alla volta dello Spallanzani.

La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l’utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità detenuta in Europa esclusivamente dall’Aeronautica Militare e dalla Royal Air Force. L’Aeronautica Militare ha sviluppato la capacità di evacuazione aeromedica in bio-contenimento fin dal 2005, operando uno stretto coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con il Dipartimento della Protezione Civile; tale capacità si basa sull’utilizzo di speciali barelle aviotrasportabili “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e dei più piccoli sistemi terrestri “S.T.I.” (Stretcher Transit Isolator), indispensabili al momento del trasbordo del paziente dall’aeromobile all’ambulanza. Il trasporto aereo in “bio-contenimento” su lunga tratta viene attualmente svolto su velivoli C-130 J “Hercules”, C-27 J “Spartan” e KC-767.

Le immagini sono di repertorio e sono relative ad una simulazione di trasporto di un paziente altamente infettivo, con analoga procedura imbarco/sbarco paziente e tipologia di velivolo e barelle utilizzate.

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Fonte: Aeronautica Militare
(Ufficio pubblica informazione)

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