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Carabinieri, operazione Dark Web: scoperta filiera di diffusione di banconote false (video)

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Padova, 20 novembre 2017 – Nella mattinata del 18 novembre 2017 i Carabinieri di Padova  hanno dato corso a ulteriori sequestri di banconote contraffatte del taglio di 50 euro e di altri documenti, smerciate in attività commerciali di quel centro. 

Tale sequestro si inquadra in una complessa ed articolata attività di indagine con la quale i Carabinieri di Padova e di Este stanno contrastando una cellula di distribuzione di banconote false e schede telefoniche anonime, molto attiva nella rete sommersa (il c.d. “Dark Web”).

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L’attività investigativa, coordinata dalla  Procura della Repubblica di Rovigo, nei mesi scorsi ha già permesso di neutralizzare due componenti di una filiera di distribuzione di valuta contraffatta e sim-card intestate a terzi, che operavano nel territorio nazionale e in molti Paesi esteri. Si tratta di due giovani soggetti incensurati di Este, coadiuvati da un fiorentino in corso di identificazione.

L’operazione è nata sia a seguito della continua collaborazione con le forze di polizie estere e con l’agenzia Europol sia grazie all’approfondita analisi del fenomeno che il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha prestato, da alcuni anni, in ambienti internet sommersi (il citato “Dark Web”), dove attualmente è possibile commercializzare beni e servizi di qualsiasi tipo, sia leciti ma soprattutto illeciti.

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L’indagine è stata avviata a seguito di una segnalazione proveniente dalla polizia austriaca che, nell’ottobre dello scorso anno, comunicava ai Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria il rinvenimento di 20 banconote false del taglio di 20 euro, risultate spedite dall’ufficio postale di Este.

Le successive attività svolte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Padova, anche attraverso alcuni servizi di pedinamento, consentivano di identificare il soggetto che, sotto falso nome, effettuava spedizioni di banconote contraffate e sim card intestate a terzi ignari, consentendo di rintracciare 5 plichi in Padova, presso il centro meccanizzato postale ed il centro di smistamento di un corriere, spediti da Este e destinati alla Grecia ed alla Svizzera, che contenevano 124 banconote di diverso taglio del valore nominale di euro 6.000, risultate di fattura tale da trarre in inganno la pubblica fede.

L’arresto dell’autore delle spedizioni, appena maggiorenne, ed il sequestro di diverse apparecchiature informatiche ha permesso di accertare come il giovane avesse aperto diversi “negozi virtuali” nel “dark web”, attraverso i quali vendeva banconote contraffatte, reperite attraverso la rete di abilissimi falsari dell’area campana nota con la sigla “Naples Group”, ad acquirenti di diversi Paesi europei, dell’Oriente e del Nord America.

L’attività dei giovani individuati era particolarmente redditizia, atteso che, dall’analisi del portafogli elettronico in Bitcoin sequestrato all’arrestato, è emerso che erano state eseguite circa 640 transazioni per un ammontare di 79,85 Bitcoin, che al cambio attuale valgono circa 500.000 euro.

Questa ulteriore operazione dei Carabinieri nel settore del contrasto alla contraffazione fornisce lo spunto per rinnovare l’allarme sui pericoli che si annidano nella rete (ben noti negli ambienti investigativi), soprattutto nel web sommerso (deep web) e nella rete oscura (dark web), in cui sono attivi siti, raggiungibili solo attraverso specifici software, che offrono i più svariati beni e servizi di natura illecita, quali appunto banconote contraffatte, sostanze stupefacenti, carte di credito e di debito. Tali siti occulti consentono di riciclare i più diversi oggetti proventi di delitti (p. es. in essi hanno un florido mercato i telefoni cellulari oggetto di furto), offrono guide, chiaramente dietro compenso, per hackerare account dei più noti social network.

Ma ciò che è più preoccupante, ancor di più in questo particolare periodo storico in cui molti Paesi sono nel mirino del radicalismo religioso, è la facilità con la quale è possibile procurarsi falsi documenti di identità, quali patenti di guida, carte di identità e passaporti.

Per contrastarne tale crimine, come dimostra l’attività investigativa appena illustrata, l’Arma, con i suoi Reparti Speciali, è impegnata nel monitoraggio della rete e per acquisire elementi di analisi che oltre a contrastare il traffico consentano di fornire elementi utili per conoscere i reati propedeutici al finanziamento e alla copertura di possibili terroristi.      

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Fonte e immagini (tratte dal video): Arma dei Carabinieri
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Napoli: carabinieri arrestano “l’ingegnere” e sequestrano 11.000 euro in banconote false

soldi falsi

NORMNapoli, 18 agosto 2014 – Arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della compagnia di Marcianise, il pluripregiudicato calabrese Vittorio Lo Monaco di anni 74.

L’arresto è avvenuto a seguito del controllo della vettura su cui viaggiava Lo Monaco, presenza precedentemente segnalata a Marcianise. All’interno di una scatola aveva nascosto la somma in contanti di 11.000 euro, in banconote da 50 euro e 20 euro. L’arrestato, all’atto del fermo, ha cercato di eludere il controllo affermando di svolgere la funzione di ingegnere elettronico e di trovarsi a Napoli per motivi di lavoro. L’uomo è stato portato nella casa circondariale di Napoli Poggioreale.

I numerosi precedenti di polizia hanno indotto gli operanti ad effettuare ulteriori accertamenti che hanno permesso di rinvenire l’ingente quantitativo di soldi falsi. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di verificare che l’uomo, è gravato da numerosi precedenti di polizia in materia di truffe elettroniche e di falso in genere. Come emerge da precedenti attività svolte dalla Procura della Repubblica di Napoli, il 74enne è noto nel settore con il soprannome di “ingegnere” poiché ritenuto il capo di una associazione per delinquere, che clonava le carte di credito da utilizzare per puntate al casinò.

Dopo alcune segnalazioni pervenute dai commercianti cittadini, che indicavano alcuni tentativi di spendita di banconote false, la compagnia di Marcianise ha intensificato i controlli. Alcuni giorni prima dell’arresto di Lo Monaco, i  Carabinieri della compagnia di Marcianise, hanno arrestato tre persone sorprese in possesso di 81.000 euro nascosti in un furgone, adibito al trasporto di animali vivi, che percorreva l’autostrada del sole (A1) verso Roma.

Al momento sono in corso accertamenti tesi a verificare la destinazione dei soldi sequestrati oggi, molto probabilmente destinati alle località di villeggiatura calabresi.

Il Comando Provinciale Carabinieri di Caserta è da sempre particolarmente attivo verso il contrasto ti tale tipologia delittuosa. I risultati conseguiti nell’ultimo bimestre del 2013 e i primi mesi del 2014ad oggi hanno permesso di sequestrare circa 300.000 euro in banconote false, arrestare 30 persone e scoprire una stamperia di monete contraffatte nonché un laboratorio per la falsificazione di valori bollati.

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Cosa fare in caso di soldi Falsi? Ecco alcuni consigli utili:

Per fornire al cittadino idonee misure di prevenzione contro la spendita di monete e banconote false un vademecum informativo è visionabile sul sito istituzionale dei carabinieri, al seguente link: 
www.carabinieri.it/Internet/Cittadino/Consigli/Tematici/Banconote+e+monete+false 

È possibile verificare l’originalità delle banconote attraverso una apposita sezione del sito internet del Ministero dell’Interno al seguente link: coordinamento.mininterno.it/servpub/ver2/Banconote/cerca_banco.htm dove l’utente potrà inserire il numero seriale della banconota sospetta per verificarne l’originalità.

Si ricorda che, in ogni caso, il cittadino che entra in possesso di una banconota che pensa possa essere contraffatta dovrà andare agli sportelli di una banca, di un ufficio postale o di una filiale della Banca d’Italia e farla esaminare. Qualora vi siano i presupposti per ritenere la falsità del titolo, lo stesso verrà ritirato dalla circolazione e trasmesso all’amministrazione centrale della Banca d’Italia a Roma, dove il nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità (Nac) la esaminerà per accertarne la falsità.
Alla persona che ha presentato la banconota dovrà essere rilasciata una ricevuta ed una copia del titolo ritirato. Se il Nac della Banca d’Italia accerterà la legittimità della banconota, l’importo sarà rimborsato, senza alcuna trattenuta, con vaglia cambiario della Banca d’Italia. In caso contrario nulla è dovuto. Chi ha consegnato la banconota potrà chiedere informazioni sull’esito dell’accertamento Nac tramite le filiali della Banca d’Italia.
Si ricorda che anche il solo tentativo di spendere una banconota falsa rappresenta una ipotesi di reato.

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Fonte: Arma dei Carabinieri
(Comando Provinciale di Caserta)


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