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Iraq, lutto per la Marina Militare, il capo di 1ª classe Roberto Marfè muore per un malore in servizio

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Foto di repertorio

Baghdad (Iraq), 13 settembre 2019 – Il capo di prima classe Roberto Marfè in missione a Baghdad, è deceduto oggi pomeriggio a causa di un improvviso malore dopo aver ricevuto le prime cure dal personale sanitario.

La moglie e i familiari del militare informati della notizia hanno subito ricevuto assistenza da un nucleo di supporto composto dal personale sanitario del Comando Logistico di Napoli della Marina Militare e dal cappellano militare dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli.

 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, a nome delle Forze Armate e suo personale, ha espresso ai familiari e ai colleghi della Marina Militare profondo cordoglio per la scomparsa del capo di prima classe Roberto Marfe’.

“Ho appreso con profondo dolore la notizia della drammatica scomparsa del Capo di 1^ Classe Roberto Morfè, colto da un improvviso malore” ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini “La scomparsa improvvisa e prematura di un giovane sottufficiale impegnato in una missione italiana in Iraq, per portare pace e stabilità, rappresenta una perdita incolmabile per la sua Famiglia, per le Forze Armate e per l’Italia tutta. In questo momento – ha sottolineato il ministro – voglio esprimere alla famiglia di Roberto e alla Marina Militare Italiana le più sentite condoglianze di tutto il personale della Difesa e mie personali”.

Cordoglio anche da Angelo Tofalo, appena rieletto sottosegretario di Stato alla Difesa dal governo Conte II, dopo appresa la notizia della scomparsa del militare: “Sentimenti di dolore e commozione. Alla famiglia del sottufficiale e alla Marina Militare giunga il mio più sentito cordoglio e vicinanza”.

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Iraq: conclusi i corsi per la protezione dei beni culturali da parte dei Carabinieri alla polizia locale

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Baghdad (Iraq), 15 gennaio, 2019 – Conclusi alcuni corsi di Cultural Heritage Protection (CHP) condotti dal personale dell’Arma dell’Arma dei Carabinieri della Police Task Force Iraq, inquadrati  nel contingente militare italiano dell’operazione Prima Parthica, nell’ambito della missione in Iraq, tra la capitale irachena ed Erbil.

Personale specializzato del Comando Tutela Patrimonio Culturale è giunto dall’Italia, presente in Iraq dal 2003 (Baghdad – Nassyria). Il reparto è noto per le specifiche attività di protezione e recupero di beni culturali sia in Italia che all’estero.

foto 2 - missione in iraq - lezione teorico-pratica

Nel 2018 il personale della Task Force Unite for Heritage  – U4H, meglio conosciuta come Caschi Blu della Cultura, ha condotto in Iraq 15 corsi addestrativi formando oltre 400 unità provenienti dalle forze di polizia e di sicurezza locali e da uffici e dipartimenti civili che si occupano della specifica materia.

In Erbil dal 2016 sono stati svolti 7 corsi di protezione del patrimonio culturale, ospitati da vari dipartimenti del Ministero degli Interni, della Polizia regionale e di altre istituzioni pubbliche, quali l’Università Saladdhin o l’Istituto iracheno per la Conservazione delle Antichità e del Patrimonio Culturale.

Alle attività addestrative, articolate su due settimane per un totale di 10 giornate di lezione, hanno partecipato, tra l’altro, oltre 25 donne alcune delle quali già impiegate nelle strutture pubbliche dedicate al patrimonio culturale ovvero presso i dipartimenti universitari interessati.

Come dimostrato in occasione delle cerimonie di fine corso, nelle quali sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai partecipanti, le personalità locali ed internazionali intervenute hanno manifestato un grandissimo interesse a queste importanti attività addestrative, manifestando i più sentiti ringraziamenti all’Italia e alle sue diverse  componenti schierate nell’ambito di questa missione.

Nel corso delle lezioni sono stati illustrati e discussi temi quali le norme sulla circolazione internazionale dei beni culturali (esportazione illegale e contrabbando), le convenzioni e gli accordi transnazionali che sanciscono le modalità di restituzione al Paese di origine, le normative nazionali circa il divieto di scavi archeologici senza autorizzazione, l’obbligo di denuncia di rinvenimento, i princìpi fondanti del concetto di patrimonio culturale nazionale e mondiale e le modalità di assistenza investigativa.

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Fonte e immagini: SMD/Arma dei Carabinieri
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Polizia: celebrato l’anniversario della morte di Nicola Calipari

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Roma, 4 marzo 2018 – E’ stato ricordato oggi alle ore 17.00, il dott. Nicola Calipari, nel tredicesimo anniversario della morte.

Alla cerimonia commemorativa presso la questura di Roma hanno preso parte, la vedova e i figli del dirigente della Polizia di Stato ucciso nel 2005 a Baghdad, il capo della Polizia direttore generale della P.S. prefetto Franco Gabrielli, il direttore generale del D.I.S. prefetto Alessandro Pansa, il questore di Roma Guido Marino, i rappresentanti delle altre forze di polizia e numerosi funzionari della questura.

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“Nicola Calipari (Reggio Calabria, 23 giugno 1953 – Baghdad, 4 marzo 2005) è stato un poliziotto, funzionario e agente segreto italiano, ucciso da soldati statunitensi in Iraq, nelle fasi immediatamente successive alla liberazione della giornalista de il manifesto Giuliana Sgrena.” (wikipedia)

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Fonte e immagini: Polizia di Stato
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Il Genio dell’Esercito addestra le forze di sicurezza irachene

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Baghdad (Iraq), 3 gennaio 2018 – Gli istruttori del Genio dell’Esercito Italiano hanno concluso, nei giorni scorsi, i primi corsi Tactical Site Explotation (TSE) e Remote Control Vehicle (RCV) in favore della polizia irachena.

I corsi, svolti a favore delle forze di sicurezza irachene e in particolare al personale che ha già acquisito conoscenze di base nell’ambito delle capacità Counter Improvised Explosive Device, hanno avuto lo scopo di fornire una conoscenza teorica e pratica sulle corrette procedure per identificare e recuperare le prove che possono essere reperite dopo un qualsiasi intervento per la bonifica di ordigni (TSE).

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I corsi hanno previsto un ciclo di lezioni dove sono state illustrate tutte le procedure per disinnescare gli ordigni utilizzando tecniche a distanza. In particolare sono state svolte lezioni base per l’utilizzo del robot (RCV). L’ addestramento è necessario per formare le forze di sicurezza irachene al fine di consolidare il processo di stabilizzazione e di normalizzazione del Paese.

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L’Italia contribuisce all’operazione “Inherent Resolve”, con compiti di contrasto al terrorismo internazionale, nell’addestramento delle Forze di Sicurezza irachene e curde (Peshmerga), oltre a garantire la sicurezza della struttura della diga di Mosul per scongiurare il rischio di una catastrofe ambientale. 

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Fonte e immagini: INHERENT RESOLVE 
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Il presidente americano Obama invierebbe 300 uomini delle forze speciali a Baghdad

USA, 21 giugno 2014 – Il Presidente americano Obama ha ordinato giovedì l’invio fino a 300 uomini delle forze speciali in Iraq come supporto ai militari iracheni e eventualmente guidare gli attacchi aerei USA contro gli estremisti dello Stato islamico dell’Iraq e la Siria (ISIS).
Obama ha detto che le truppe equipaggiate in assetto di guerra hanno solo un ruolo di appoggio e che la loro presenza non viola il suo impegno di non mettere “gli stivali sul suolo” (boots on the ground) in Iraq.
Le truppe americane non stanno andando in Iraq per combattere nuovamente” ha detto il presidente Obama in una conferenza stampa alla Casa Bianca.
Alti funzionari dell’amministrazione hanno detto che la missione principale delle truppe è quello di valutare la situazione sul terreno e contribuire a dirigere la risposta irachena, ma potrebbero anche essere utilizzati per indirizzare gli attacchi aerei.
Obama ha parlato indirettamente della possibilità di incursioni aeree.
Il presidente americano ha aggiunto inoltre che “Andando avanti, saremo pronti ad intraprendere un’azione militare mirata e precisa se e quando stabiliremo che la situazione sul terreno lo richieda“.
I 300 uomini si schiererebbero in Iraq in aggiunta ai 275 che Obama ha annunciato, all’inizio di questa settimana, e andrebbero nell’ambasciata statunitense a Baghdad e negli stati vicini, per rafforzare la sicurezza dell’ambasciata e assistere alle evacuazioni, se necessario.
Inizialmente, i 300 soldati arriveranno in piccoli gruppi, in team da dodici e dovranno lavorare con gli iracheni nei centri per le operazioni a Baghdad e nella zona settentrionale del paese, in una città di cui non è stato fatto il nome, ha detto un funzionario di alto grado.

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Fonte: Richard Sisk on military.com
Foto: © by uhuru1701 on flickr.com


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