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Festa del 2 giugno anche per i militari italiani in Afghanistan

Un momento della cerimonia. Da destra l’ambasciatore Cantone con la signora Tania, il generale Camporeale, il dott. Claudi, il generale Panizzi

Kabul (Afghanistan), 4 giugno 2019 – Nel ricordo dei caduti di tutte le guerre, tra allenamento fisico, cibo della nostra cucina e tanta solidarietà: ecco come si festeggia il 2 giugno tra i soldati italiani in missione a Kabul.

I militari del contingente italiano domenica 2 giugno hanno celebrato la Festa della Repubblica Italiana insieme ai soldati dei 41 diversi Paesi che compongono la coalizione internazionale a guida NATO. La celebrazione si è svolta nella base militare di Camp RS, quartier generale della Missione Resolute Support (RS) nella missione in Afghanistan, sotto la guida dal generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative. 

L’alzabandiera

Nel cortile dell’alzabandiera, l’ambasciatore d’Italia in Afghanistan, sua eccellenza Roberto Cantone, accompagnato dal generale Camporeale e alla presenza del comandante di RS e delle Forze Statunitensi in Afghanistan, generale USA Austin Scott Miller, ha deposto una corona al monumento ai caduti. Alla cerimonia hanno preso parte anche il Senior Civilian Representative della NATO, l’ambasciatore inglese Sir Nicholas Kay, il personale dell’ambasciata d’Italia a Kabul e gli uomini e le donne del comando di Resolute Support.

Il generale Camporeale, nel suo discorso introduttivo, ha spiegato ai presenti il significato delle celebrazioni odierne, illustrando storicamente il percorso politico e sociale che, il 2 giugno del 1946, portò il popolo italiano e esprimere, con un referendum istituzionale, la propria scelta tra la forma di Stato monarchica o repubblicana.

 

 

“In questo 2 giugno” – ha detto invece l’ambasciatore Cantone – “voglio rivolgere la mia profonda gratitudine alle Forze Armate italiane, che sono impiegate in Afghanistan sin dal 2001 e che, con dedizione e sacrificio, lavorano ogni giorno per il progresso e lo sviluppo di questo Paese”.

Prima della cerimonia militare, la giornata di celebrazioni è iniziata con il consueto allenamento fisico domenicale. Il personale della base infatti, ogni domenica, si riunisce per svolgere quello che i soldati americani chiamano physical training (o più semplicemente “PT”), un circuito di corsa intervallato da diversi esercizi di resistenza e potenza muscolare: piegamenti sulle braccia, arrampicate alla fune, trazioni alla sbarra, parallele, pull-up con bilanciere e via dicendo. Per l’occasione – generale Miller in testa – i partecipanti hanno indossato una maglietta commemorativa commissionata ad hoc dal contingente italiano. La maglia, naturalmente di colore azzurro e “graffiata” su una spalla con i colori della bandiera italiana, reca sul petto la scritta “2 June 2019, Italian National Day, Kabul”.

 

Al termine della cerimonia militare, nel giardino intitolato a Nancy Dupree – la storica americana che per mezzo secolo si è impegnata a preservare il patrimonio afghano dai danni causati dall’invasione sovietica, dalla guerra civile e dall’era talebana – il generale Camporeale e il contingente italiano hanno invitato gli ospiti e i residenti della base a una degustazione di prodotti tipici della nostra cucina.

 

In questa occasione non è mancata la solidarietà benefica, anch’essa tipicamente italiana. Il contingente ha infatti esteso l’invito alle suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e all’Associazione Pro Bambini di Kabul, una realtà intercongregazionale, gestita da una Onlus italiana, presente nella capitale afghana dal 2004. Le prime si dedicano all’assistenza delle famiglie disagiate e accolgono nella loro sede una quindicina di bambine abbandonate, disabili e/o vittime di abusi. L’Associazione, invece, ha aperto a Kabul una scuola per ragazzi affetti dalla sindrome di Down, che vengono gradualmente preparati a inserirsi nella scuola pubblica. 

La Festa della Repubblica è il giorno in cui tutti gli italiani esprimono un sentimento di appartenenza all’Italia, orgogliosi della storia del nostro Paese e di quanto chi ci ha preceduto ha saputo costruire negli anni: una storia che trova oggi solide fondamenta nei principi e nei doveri della nostra Carta Costituzionale.

Le suore missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta a Camp RS

Resolute Support è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al temine dell’operazione ISAF. La Coalizione, alla quale aderiscono 41 Paesi alleati e partner della NATO, è oggi guidata dal Generale USA Austin Scott Miller e il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di giungere alla creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

1. Foto del Physical Training del 2 giugno 2019

© All rights reserved
Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan
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Afghanistan: generale Austin Scott Miller comandante della missione NATO “Resolute Support” a Herat

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Il generale Miller arriva alla base militare di Camp Arena ricevuto dal comandante del TAAC W, generale di brigata Salvatore Annigliato

Herat (Afghanistan), 17 maggio 2019 – Il comandante della missione NATO Resolute Support (RS), generale (USA) Austin Scott Miller, ha incontrato le più importanti autorità politiche e militari della Regione Ovest dell’Afghanistan martedì scorso a Herat.

L’alto ufficiale americano, accompagnato dai vice ministri della Difesa e degli Interni della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, rispettivamente il tenente generale Yasin Zia e il brigadier generale Koshal Sadat, dal vicecomandante di RS e Italian Senior National Representative, generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale e dal comandante del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W), generale di brigata Salvatore Annigliato, si è recato presso il Palazzo del Governatore di Herat, Abdul Qayum Rahimi, per partecipare a una riunione sulla sicurezza (security shura).

Nel corso dell’incontro, le autorità locali hanno fornito al comandante di Resolute Support un aggiornamento circa la situazione attuale nell’area di responsabilità del comando italiano, soffermandosi, in particolare, su aspetti afferenti alla sicurezza, alle prossime elezioni presidenziali, al processo di riconciliazione con il movimento talebano, all’importanza e allo sviluppo dei settori dell’Istruzione e dell’economia che, nella regione ovest, risultano essere tra i più virtuosi di tutto l’Afghanistan.

Il governatore Rahimi ha affermato che, dal punto della vista della sicurezza, la situazione nella Regione Ovest è sotto controllo: “Le forze di sicurezza afghane di Herat” – ha detto il Governatore – “lavorano giorno e notte per il popolo afghano e sono in grado di colpire il talebani ovunque”.

Il generale Miller ha sottolineato l’impegno della NATO e della Coalizione di Resolute Support a sostenere le Afghan National Defense Security Forces (ANDSF) nel difendere il proprio Paese. “Stiamo lavorando per la pace” ha detto il Comandante di RS “perché gli afghani vogliono la pace”, ma purtroppo, ha aggiunto, molti membri delle ANDSF muoiono ancora a causa di combattimenti in tutto il Paese e quindi non può venir meno l’impegno della Coalizione nelle attività di addestramento, consulenza e assistenza che dal 2015 continua a svolgere a favore delle Istituzioni e delle Forze locali.

Al termine della shura, le autorità hanno passeggiato insieme per le strade di Herat, salutando i soldati e i poliziotti delle ANDSF impegnati nella sicurezza della città, incontrando i cittadini, parlando con i giovani e i mercanti e visitando le loro botteghe.

“Resolute Support” è una missione a guida NATO avviata il 1° gennaio 2015 al termine dell’operazione ISAF. Il suo scopo è contribuire all’addestramento, assistenza e consulenza in favore delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza locali, al fine di facilitare le condizioni per la creazione di uno stato di diritto, Istituzioni credibili e trasparenti e, soprattutto, di Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese e dei propri cittadini.

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© All rights reserved
Fonte e immagini: Contingente italiano in Afghanistan/RSPA
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A Kabul, cuore pulsante della missione RS (Resolute Support), con i soldati italiani

 

Riportiamo l’interessante reportage della giornalista di Cybernaua Maria Clara Mussa, con le foto di  Papagni e Militello Mirto.
L’articolo prosiegue poi sulla pagina di Cybernaua.

Kabul (Afghanistan), 19 novembre 2018 – Trascorrendo un periodo di tempo a contatto con i nostri militari che lavorano in terra afghana, nei brevi racconti di vita vissuta cogliamo alcune espressioni che riescono a rendere evidente la situazione in cui vive il popolo afghano, ma anche quella non certo facile dei nostri soldati che trascorrono tempi lunghi, da sei a nove mesi, impegnati ad aiutare la forze di sicurezza afghane, a offrire contributi alla popolazione, donazioni di medicinali, di strumenti sanitari, di cose utili alle scuole… 

E così abbiamo sorriso al racconto di quando, dopo un lungo periodo di attività a Shindand, anni or sono, i nostri soldati hanno esultato entrando in possesso di qualche confezione di M&Mums… felicità!

Oppure, la gioia di una bimba afghana a cui era stata donata una bottiglia di acqua…felicità.

O, quando dopo sei mesi di lavoro intenso, la gioia del rientro a casa passa anche attraverso un panino con prosciutto e mozzarella, alla prima fermata in autostrada…felicità.

I quindici giorni trascorsi con i nostri soldati, in una missione mediatica finalmente concessa dopo quattro anni di interruzione, ci hanno dato l’opportunità di seguirne la attività per offrire ai nostro lettori la testimonianza di cosa e come si lavora a favore del Paese che da sempre, e negli ultimi diciassette anni con la nostra testimonianza, subisce “attentati” contro la propria attività di nazione libera.

Nella regione Ovest dell’Afghanistan opera il contingente italiano, attualmente su base Brigata Pinerolo al comando del generale Francesco Bruno.

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Dal primo gennaio 2015, terminata la missione ISAF, è stata inaugurata la RS (Resolute Support), le cui funzioni principali sono contenute nello Status of Forces Agreement (SOFA) siglato a Kabul il 230 settembre 2014 dal presidente della Repubblica afghana e, quindi, ratificato dal Parlamento.

La nuova forza multinazionale con sede a Kabul, al cui comando è il generale Austin Scott Miller l’eroe di Black Hawk Down, svolge i compiti di :

  • Supporto alla pianificazione, programmazione ed impiego delle risorse finanziarie nel lungo termine; 
  • Assicurare trasparenza, affidabilità e vigilanza anticorruzione; 
  • Supportare l’aderenza ai principi di stato di diritto e di buon governo; 
  • Supportare e sostenere processi di arruolamento, addestramento, gestione e crescita deve personale, anche tramite fornitura di materiali e di equipaggiamenti; 
  • Intelligence; 
  • Comunicazione Strategica.

Un elenco di attività che impiegano i nostri militari dislocati a Kabul e ad Herat.

Una visita di 4 giorni a Kabul, ci ha dato la possibilità di constatare quantità e qualità del lavoro che i nostri svolgono, in un contesto di 41 Paesi che operano in coalizione.

Con un volo in C130 dell’USA Air Force, da Herat, dopo una sosta a Mazar El Sharif per raccogliere un buon numero di militari afghani con loro generali, reduci da una celebrazione commemorativa, siamo atterrati al KAIA, l’aeroporto internazionale di Kabul.

Dopo aver trascorso la notte ospiti di un residence per ospiti di passaggio al KAIA, la mattina successiva un elicottero Chinook di piccole dimensioni ci ha condotti al compound del comando, nella Green Zone di Kabul.

Un luogo ben organizzato, ove i Paesi della coalizione, ognuno con un proprio compito, lavorano in sintonia per la transizione dell’Afghanistan e dove non è permesso transitare senza accompagnatore autorizzato né concesso scattare fotografie nel rispetto assoluto della sicurezza.

Accolti dall’ITA NSE (National Support Element) e subito immersi nel vortice degli avvenimenti e degli incontri con i vari responsabili dei diversi settori di competenza nel programma di aiuto al Paese, abbiamo assistito anche alla cerimonia in cui l’incarico di Deputy Commander of RSM (Resolute Support Mission) è stato affidato al generale di corpo d’armata Salvatore Camporeale, che ha sostituito il generale Richard Cripwell.

//www.cybernaua.it/photoreportage/reportage.php?idnews=6841

Il Chief of Strategic Engagement, generale Sergio Cardea, ci ha illustrato in modo chiaro come si stia sviluppando il processo di stabilizzazione: dal 2016 l’addestramento delle forze afghan…. segue QUI

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Fonte e immagini: Cybernaua
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Afghanistan: il generale Austin Scott Miller in visita a Herat

Foto 11 - incontro con il Comandante del 207 Corpo d'Armata ANA

Herat, 14 settembre 2018 – Il comandante di Resolute Support ha incontrato nei giorni scorsi i militari del Train Advise and Assist Command West in missione in Afghanistan 

Il comandante di Resolute Support (RS), generale Austin Scott Miller, ha incontrato presso Camp Arena i militari del TAAC-W (Train Advise and Assist Command West) di Herat, comando multinazionale della NATO su base brigata “Pinerolo”, in missione in Afghanistan.

In occasione dell’anniversario della tragedia delle Torri Gemelle l’alto ufficiale, accompagnato dal comandante del TAAC-W, ha reso gli onori in suffragio alle vittime con la deposizione di una corona al monumento ai caduti di Camp Arena. Il generale Miller ha sottolineato ed evidenziato come l’Italia e le altre Nazioni della coalizione siano state sempre vicine agli Stati Uniti d’America sin dai primi giorni in cui il Paese è stato attaccato dal terrorismo internazionale e, ancora oggi a distanza di diciassette anni, continuano a garantire in modo efficace il loro supporto.

Il comandante di Resolute Support, dopo la cerimonia, ha visitato le aree dove i militari del Contingente Italiano e delle Nazioni della Coalizione sviluppano le attività addestrative, di assistenza e di consulenza alle Forze di Sicurezza afgane. In particolare, il Generale ha voluto incontrare i militari della Coalizione che, con la collaborazione di personale proveniente dalla Security Force Assistance Brigade dell’Esercito statunitense, sono impegnati giornalmente nell’addestramento dei futuri istruttori delle Forze di Sicurezza afgane nell’ambito dell’innovativo ciclo addestrativo ideato e sviluppato dal Contingente Italiano su base brigata “Pinerolo”denominato OMNIA.

Inoltre la visita ad Herat è stata occasione per incontrare, presso il palazzo del governatore, tutte le autorità civili e militari della Regione Ovest. Durante la Shura le autorità locali hanno fornito al generale Miller un chiaro aggiornamento circa la situazione della regione, soffermandosi in particolare su alcuni aspetti tra i quali si annoverano la situazione di sicurezza, l’approssimarsi delle elezioni, il processo di riconciliazione, l’importanza e lo sviluppo del settore dell’Istruzione e dell’economia che, ad Herat, risulta essere la più importante di tutta la regione anche grazie alla presenza in questi anni del Contingente Italiano.

Il governatore di Herat, Mohammad Asif Rahimi, ha espresso tutta la sua gratitudine per la presenza del comandante di Resolute Support confermando e ricercando anche per il futuro una continua e fattiva collaborazione con le Forze della NATO. Il generale Miller, al termine dell’incontro con le autorità locali, ha espresso apprezzamento per l’impegno delle Forze di Sicurezza locali spronandole ad avere un approccio maggiormente proattivo nella risoluzione delle problematiche di sicurezza.

Il lavoro degli Advisors italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza ed assistenza alle Forze di Sicurezza afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Foonte e immagini: Ministero della Difesa
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