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Archivi tag: arresti

Polizia intensifica i controlli in ambito ferroviario nel week end di Pasqua, 15.737 controlli e 8 arresti

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Roma, 23 aprile 2019 – La Polizia di Stato ha intensificato i controlli in ambito ferroviario, di seguito alcuni numeri del bilancio di questi giorni:

  • 15.737 controlli effettuati, 8 arrestati e 55 indagati;
  • 1.976 pattuglie in stazione e 381 a bordo treno;
  • 834 convogli ferroviari scortati con una media di 208 treni al giorno;
  • 118 servizi antiborseggio in abiti civili per contrastare i furti a danno dei viaggiatori;
  • 13 gli stranieri rintracciati in posizione irregolare;
  • 40 le sanzioni elevate in materia di sicurezza ferroviaria;
  • 5 i minori non accompagnati rintracciati dal personale della Specialità e restituiti alle famiglie o collocati in comunità.

Gli arresti hanno riguardato per lo più autori di furti e soggetti ricercati perché colpiti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria.

A Pescara un trentacinquenne italiano pluripregiudicato è stato arrestato dagli operatori della Polfer mentre tentava di rubare un’auto civetta della Polizia Ferroviaria nel parcheggio riservato ai mezzi della Polizia di Stato.

A Milano un cittadino algerino è stato arrestato per aver tentato di rubare all’interno di uno zaino indossato da una turista: dopo essersi posizionato alle spalle della vittima sul tapis roulant che conduce dalla stazione ferroviaria alla metro, il ladro è entrato in azione, ma è stato prontamente bloccato dagli operatori Polfer in servizio in abiti civili.

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Fonte e immagine: Polizia di Stato
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Cronaca Roma: spaccio di stupefacenti nel carcere di Rebibbia. Carabinieri arrestano sei persone

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Roma, 10 maggio 2017 – Nel corso della notte, a Roma e Cassino (FR), i Carabinieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica-DDA, nei confronti di 6 persone (2 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) accusate, a vario titolo, di concorso in detenzione e cessione di sostanza stupefacente continuati e aggravati poiché commessi nel carcere di Roma Rebibbia (artt. 81, 110 CP e 73 co. 1-4, 80 lett. g) D.P.R. 309/90).

L’attività investigativa, coordinata dalla D.D.A. di Roma e condotta dal Nucleo Investigativo CC di Roma, ha fatto luce su un articolato sistema di introduzione e spaccio di cocaina, hashish e droghe sintetiche all’interno del carcere di Roma Rebibbia.

Le indagini sono state avviate a novembre 2016, dopo gli arresti di altri sei soggetti eseguiti a Roma e Catania per una serie di estorsioni e rapine aggravate dal metodo mafioso, consumate nell’area capitolina ai danni di un imprenditore operante nel settore dell’autonoleggio.

In particolare, il nuovo filone di indagine è stato avviato a seguito delle intercettazioni riguardanti i parenti di uno degli arrestati per estorsione.

Le attività tecniche e dinamiche e i riscontri effettuati hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire l’attività di spaccio.

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Alcuni indagati già ristretti in carcere, servendosi di telefoni cellulari illecitamente detenuti, ordinavano alle proprie mogli la quantità e la tipologia di sostanza stupefacente. Le donne, dopo aver reperito la droga sul mercato della Capitale, la introducevano all’interno del carcere occultandola nelle parti intime per eludere i controlli. La consegna avveniva durante i colloqui previsti per i familiari, ai quali le indagate partecipavano sempre in compagnia dei propri figli minori per destare meno sospetti.

Entrata nella struttura carceraria, la droga veniva smerciata al dettaglio ad altri detenuti con prezzi maggiorati rispetto a quelli praticati fuori dal carcere, fruttando così svariate migliaia di euro ai detenuti “pusher”.

La richiesta di narcotico è aumentata in maniera esponenziale, essendosi registrato, nel corso delle indagini, un incremento costante dei quantitativi di droga introdotti dalle donne in occasione dei colloqui con i loro parenti detenuti.

In talune circostanze, avendo notato la presenza di cani antidroga all’ingresso del carcere, le donne rinunciavano ad incontrare i mariti e tornavano a casa.

I Carabinieri di Via In Selci stanno eseguendo numerose perquisizioni presso le abitazioni degli arrestati e, con la collaborazione del N.I.C., le celle dell’istituto di Roma Rebibbia in uso ai detenuti coinvolti nell’indagine.

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Fonte e immagini: Legione Carabinieri Lazio, Comando prov. di Roma
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Caltanisetta: polizia esegue 21 ordinanze di custodia cautelare per associazione di tipo mafioso


Caltanissetta, 24 Novembre 2015 – Nel corso della notte la Polizia di Stato ha eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare. Gli arresti sono stati eseguiti dai poliziotti della Squadra Mobile di Caltanissetta, in collaborazione con quelli del Commissariato di P.S. di Gela, della Squadra Mobile di Livorno e con l’ausilio di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine e di Unità Cinofile.

I destinatari delle misure cautelari, appartenenti a cosa nostra (gruppi Rinzivillo ed Emmanuello), sono indagati, a vario titolo, per i reati di associazione di tipo mafioso, aggravata dall’essere armata, finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed alle estorsioni.

L’operazione ha permesso di ricostruire i nuovi assetti di cosa nostra gelese e, ancora una volta, sono stati decapitati i vertici mafiosi, essendo stato individuato il “reggente” della famiglia di Gela, oggi arrestato.

Le indagini sono state avviate sulla base delle dichiarazioni di alcuni imprenditori gelesi che, nel 2014, si sono determinati a collaborare con gli investigatori grazie anche al supporto dell’Associazione Antiracket di Gela. Gli imprenditori hanno segnalato le intimidazioni, da parte di alcuni membri del clan, tese ad estrometterli dal redditizio mercato del recupero di materiali plastici e ferrosi presso le serre dell´agro gelese, nelle quali la consorteria mafiosa aveva anche imposto il servizio retribuito della “guardiania”.

Cosa nostra gelese, inoltre, aveva dato vita ad un fiorente traffico di stupefacenti, che serviva a sostenere l’associazione, forte anche dell’alleanza con membri della “stidda” ragusana.

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Fonte e immagini: Polizia di Stato

Verona: sequestrate 8 aziende per gestione illecita dei rifiuti (foto e video)

Verona, 24 novembre 2015 – La Polizia Stradale di Verona ha concluso una serie di accertamenti che nel giro di meno di due mesi hanno portato ad individuare e sequestrare (totalmente o parzialmente) 8 aziende, denunciare 19 persone ed elevare illeciti di natura amministrativa per oltre 300.000 euro, oltre all’ulteriore sequestro di mezzi pesanti, capannoni e terreni agricoli per un valore stimato di circa un milione di euro.

Gli agenti della Sezione Polizia Stradale di Verona, partendo dal controllo di mezzi pesanti adibiti al trasporto di rifiuti speciali ed analizzando i flussi e la documentazione riguardante la movimentazione dei rifiuti nella Provincia di Verona, hanno dato il via ad una serie di indagini di Polizia Giudiziaria che, partite dalla seconda metà mese di settembre, hanno portato, ad oggi, ai seguenti risultati:

  • Le attività di indagine hanno preso il via, in particolare, analizzando i documenti di viaggio di alcune una ditte di autotrasporti, tra cui una con sede in provincia di Crotone, ma operante nella provincia di Verona.
  • I poliziotti hanno scoperto una serie di attività totalmente abusive ed altre operanti in violazione di leggi in materia di ambientale.

Le 19 persone indagate sono tutte residenti nelle province di Verona e Milano e “dimostrano, laddove ce ne fosse ancora bisogno, che l’illecito guadagno dato dalla gestione illecita dei rifiuti, non fa gola solo alla criminalità organizzata del sud, ma anche ad imprenditori che agiscono senza alcuna remora per i gravissimi danni ambientali ed i conseguenti rischi per la salute della popolazione“, come sottolineato dal dirigente la Sezione Polizia Stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti.

Gli accertamenti sulla pericolosità dei rifiuti sono stati svolti in collaborazione con personale del Servizio Ambientale del Dipartimento ARPAV di Verona che sta verificando i danni da inquinamento soprattutto relativamente all’illecito smaltimento di materiali contaminati da amianto e sostanze pericolose.

Un ulteriore particolare è dato dal fatto che persino lo smaltimento dei rifiuti da attività di esumazione ed estumulazione delle salme, provenienti dai cimiteri, avveniva in modo illecito.

L’attività di indagine“, ha concluso il vicequestore della Polizia Lacquaniti, “proseguirà anche in altre zone della provincia di Verona, visto che gli elementi finora raccolti ci fanno presumere una diffusione particolarmente ampia di questo fenomeno criminale che, è giusto ricordarlo, produce ingenti guadagni illeciti, ma ancora più gravi danni per la salute di tutti i cittadini“.



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Fonte, immagini e video: Polizia di Stato

Polizia di Stato e Polizia rumena smantellano falsa agenzia di viaggi on-line che vendeva biglietti aerei

Roma, 10 ottobre 2015 – La Polizia Postale e delle Comunicazioni, congiuntamente alla Polizia rumena ed al Centro Europeo per la lotta al Cybercrime di Europol, ha arrestato 50 persone, tra cui 4 leader di un gruppo di criminalità organizzata rumena, in quanto responsabili del reato transnazionale di frode informatica.
I criminali erano  infatti autori di frodi con carte di credito clonate, poi utilizzate per l’acquisto in internet di beni di vario tipo, tra i quali anche biglietti aerei, attraverso la creazione di una agenzia di viaggi on-line che gestiva il commercio illegale a livello internazionale.

Durante l’operazione, portata a termine nella parte meridionale della Romania, sono state eseguite 16 perquisizioni domiciliari al termine delle quali si è proceduto al sequestro di una enorme quantità di dispositivi digitali, tra i quali numerosi PC, laptop, telefoni cellulari, schede SIM, schede di memoria e altra documentazione. Su tutto il materiale si provvederà adesso ad effettuare delle accurate analisi forensi alla ricerca di ulteriori prove dei reati commessi.

Le attività criminali andavano avanti dal 2013 causando danni a privati cittadini, compagnie private ed istituzioni bancarie per diverse centinaia di migliaia di Euro. L’organizzazione criminale, che operava su internet, otteneva i dati delle carte di credito e altri dati personali appartenenti ai titolari delle carte di credito da vari Paesi e, successivamente, li utilizzava per acquistare beni e servizi di alto valore, tra cui biglietti aerei (il più delle volte), scommesse sportive, apparati elettronici, gioielli, macchine agricole e immobili. Inoltre, l’organizzazione criminale utilizzava i proventi delle frodi on-line per facilitare altri reati a livello nazionale e internazionale.

L’illecito utilizzo dei dati delle carte di credito per l’acquisto illegale di biglietti aerei è un fenomeno in aumento che comporta non solo enormi perdite finanziarie per le compagnie aeree ed il settore della monetica, ma facilita anche altre forme di illecito, fornendo mezzi di trasporto a livello globale e generando fondi per il finanziamento della criminalità organizzata.

Con riferimento ai biglietti aerei acquistati in frode, peraltro la Polizia Postale italiana, è già scesa in campo diverse volte per la tutela del commercio elettronico su scala mondiale attraverso altre operazioni, l’ultima delle quali effettuata nel giugno scorso, in partnership con Europol, Interpol ed Ameripol.

In tale circostanza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha coordinato i propri Uffici sul territorio italiano negli aeroporti di Milano Malpensa, Milano Linate, Venezia Marco Polo, Bologna Guglielmo Marconi, Roma Fiumicino, Roma Ciampino, Napoli Capodichino, Catania Fontanarossa, Palermo Punta Raisi, attraverso una propria sala operativa istituita presso il Servizio Centrale, laddove per l’operazione congiunta ne sono state allestite altre tre a Singapore, Bogotà e l’Aja.

Il bilancio complessivo a livello globale è stato veramente consistente: 130 le persone tratte in arresto delle quali 101 in Europa, 11 tra Asia e Oceania, 9 nei Paesi dell’America Latina, 6 in Canada e 2 negli Stati Uniti.

Fondamentale per il buon esito delle indagini è stata l’ottimale interazione con le diverse compagnie aeree e il settore dei pagamenti, vittime del reato, che hanno lavorato a stretto contatto con le polizie europee.

DSC_6611 Roberto Sgalla“L’odierna operazione – spiega Roberto Sgalla, direttore delle specialità della Polizia di Stato – è il frutto di una efficace attività di prevenzione e della consolidata collaborazione tra pubblico e privato, sia con le compagnie aeree che con gli uffici antifrode delle varie società emittenti ed intermediarie delle carte di credito, ma anche della costante e qualificata collaborazione con i collaterali organi di polizia stranieri e con le organizzazioni di cooperazione internazionale di polizia Europol ed Interpol”.

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Fonte: Polizia di Stato

Furto di oltre 2000 forme di Parmigiano Reggiano nel modenese. Polizia arresta i colpevoli


Modena, 24 settembre 2015 – Emesse nove ordinanze di custodia cautelare questa mattina dalla Polizia di Stato di Modena nei confronti di nove individui, per lo più di origini foggiane, accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato in concorso tra loro, a danno di numerosi stabilimenti e depositi di stoccaggio di Parmigiano Reggiano nella provincia di Modena ed in altre provincie del Nord Italia.

Le indagini della Squadra Mobile di Modena hanno permesso di scoprire l’organizzazione malavitosa che, nel corso degli scorsi mesi, ha programmato ed eseguito in maniera capillare una serie continua di attività di esplorazione e sopralluogo di alcuni territori del centro-nord del Paese, finalizzati ad individuare gli obiettivi, con un organizzazione di mezzi e ripartizione dei ruoli al momento di ogni singolo furto.

Gli indagati, durante le attività criminose, hanno sempre avuto a disposizione mezzi di trasporto, attrezzi atti allo scasso, ricetrasmittenti, apparati elettronici destinati a disattivare sistemi di allarme, schede telefoniche dedicate ad intestazione fittizia, nonché svariate armi da fuoco.

I furti in questione, avvenuti tra il novembre del 2013 ed il gennaio di quest’anno, hanno consentito all’organizzazione  di appropriarsi indebitamente di derrate alimentari per un valore complessivo pari a € 785.000,00, in particolare 2039 forme di Parmigiano Reggiano, nonché oltre 15.000 chilogrammi di crostacei e pesce surgelato.

Le operazioni per la cattura di tutti i soggetti sono sono state eseguite dalle Squadre Mobili delle province di Modena, Foggia e Cremona.

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Fonte: Polizia di Stato

Operazione “Blue Amber”: arrestate più di 500 persone.

Blue Amber, una delle più grandi operazioni di contrasto alla criminalità mai operate in Europa.

Roma, 29 giugno 2015 – Dopo l’operazione “Archimedes” dello scorso anno, tra il 4 maggio e il 24 giugno 2015 in 260 località del mondo, sono state portate a termine una serie di azioni internazionali sostenute da Europol (European Police Office – Agenzia finalizzata alla lotta al crimine della UE operativa dal 1 luglio 1999). Funzionari di Polizia dei 28 paesi membri UE e partners internazionali hanno unito le loro forze per contrastare i gruppi di criminalità organizzata e le loro infrastrutture.

Ormai da tempo, e h/24, il centro di coordinamento di operazioni di Europol, gli specialisti di Europol, gli ufficiali di collegamento delle Forze  di Polizia, che per l’Italia sono coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, Agenzie partner come SELEC (South Eastern European Law Enforcement Center ) TISPOL (European Traffic Police Network) e PCC-SEE (Police Cooperation Convention For SouthEast Europe Secretariat), processano tutti i dati che provengono dagli stati membri, analizzandoli e prevedendo dei piani di supporto alle attività operative. Tale attività di “intelligence” ha favorito le operazioni che hanno avuto luogo in diverse città; numerosi interventi sono stati effettuati inoltre in aeroporti, frontiere, porti e territori particolarmente soggetti ad attività criminale.

Sono state intraprese attività tese a contrastare:

  • traffico di droga;
  • traffico di armi;
  • traffico di esseri umani;
  • agevolazione dell’immigrazione illegale;
  • produzione e commercio di beni contraffatti;
  • traffici di autoveicoli rubati;
  • analisi sequestro e confisca di beni provento della criminalità organizzata;
  • cybercrime.

I risultati delle operazioni sono di oltre 500 criminali arrestati, 2,8 tonnellate di cocaina sequestrate, 390 veicoli confiscati, circa 1.300 tonnellate di rame sequestrate.

Numerosi ufficiali di Europol erano presenti nelle varie località teatro dell’operazione “Blue Amber” e hanno fornito  strumenti di analisi e accesso diretto ai database  della struttura centrale di Europol; ad esempio per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti sono note le rotte di cocaina dei corrieri dal sud America all’Europa, e di eroina dall’Afghanistan-Pakistan verso l’occidente con cadenza giornaliera, e sono state scoperte varie metodologie di trasporto; dalla droga diluita negli abiti, nascosta nelle suole delle scarpe, o celata o diluita nei medicinali.

Per quanto riguarda il traffico di esseri umani, grazie ad una sempre più stretta collaborazione con i paesi dei Balcani occidentali, sono stati arrestati molti “facilitatori”,  ed è stato scoperto un canale privilegiato che prevedeva anche una “casa sicura” in Ungheria. “E’ stato dimostrato ancora una volta che la cooperazione internazionale può avere un grandissimo impatto nella lotta contro la criminalità organizzata. Gli oltre 500 arresti dimostrano ai criminali che non si possono sentire sicuri da nessuna parte. Europol continuerà a supportare le Forze di Polizia degli stati membri con le capacità tecniche e di intelligence proprie dell’agenzia stessa.” Così Rob  Wainwright, Direttore di Europol. 

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Fonte e immagini: Polizia di Stato

 


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