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Aeronautica Militare, consegnate le Aquile ai piloti delle scuole di volo del 72° e 61° stormo

Il sottosegretario Angelo Tofalo appunta un Aquila al pilota

Pratica di Mare (RM), 2 ottobre 2020 – Cerimonia di consegna delle “Aquile” a 29 piloti ed un navigatore provenienti dalle Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare questa mattina presso l’aeroporto militare “Mario de Bernardi” di Pratica di Mare.

Le scuole di volo interessate sono il 72° stormo di Frosinone per le linee elicottero, il Centro Addestramento Equipaggi Multi Crew per le linee di trasporto aereo e il 61° stormo di Lecce per le linee jet.

Hanno presenziato alla cerimonia il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Angelo Tofalo, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di squadra aerea Alberto Rosso e il comandante del comando delle scuole AM/3a Regione Aerea di Bari, generale di squadra aerea Aurelio Colagrande.

Il culmine della cerimonia è stato quando le massime autorità presenti hanno appuntato le aquile distintive sulle divise dei 18 brevettati a Frosinone a cui se ne sonoaggiunti altri 12 provenienti dalle altre scuole di volo del Comando Scuole.

Quindici ufficiali dell’Aeronautica Militare saranno destinati rispettivamente alle linee “caccia”, “plurimotore” ed “ala rotante”; gli altri piloti dell’Esercito Italiano, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che hanno frequentato il corso presso il 72° stormo di Frosinone, scuola di addestramento per l’ala rotante, saranno quindi impiegati sugli elicotteri. A margine della cerimonia è stata consegnata una targa di riconoscimento a tre istruttori di volo provenienti da ciascuna delle tre scuole di volo dell’Aeronautica che si sono particolarmente distinti durante il periodo di formazione dei brevettandi.


Il sottosegretario Angelo Tofalo rivolgendosi ai piloti ha sottolineato ai piloti che “Il Paese è orgoglioso di voi. Fate parte di Forze armate e Corpi differenti, piloterete aeromobili diversi ma, da oggi, avete in comune l’aquila sul petto ed entrate così a far parte della famiglia dei piloti militari“, e ha inoltre espresso parole di apprezzamento per l’Aeronautica Militare, le Forze Armate e i Corpi dello Stato che hanno impiegato i propri assetti durante l’emergenza Covid-19. “Un contributo prezioso che ha consentito di riportare a casa i nostri connazionali, trasportare i contagiati in bio-contenimento, oltre ai presidi sanitari, operando in grande sinergia con la Protezione Civile“. Infine, evidenziando il ruolo importante e fondamentale degli istruttori, l’onorevole Angelo Tofalo ha aggiunto: “Il modello addestrativo italiano è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, grazie alla professionalità ed alla generosa dedizione degli istruttori. L’Italia, grazie all’Arma Azzurra, è un riferimento importante per le aeronautiche delle altre nazioni perché offre un sistema di addestramento al volo tra i più tecnologici e moderni che punta a standard qualitativi sempre più elevati“.


Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Alberto Rosso, rivolgendosi ai piloti ha rimarcato che “Quella di oggi è una tappa importante perché sottolinea una doppia sfida che l’Aeronautica Militare ha portato a termine: suggellare un percorso di formazione complesso e molto selettivo, uno dei compiti più importanti che la Difesa ci assegna ed un esempio di concreta ed efficace integrazione e cooperazione interforze ed interministeriale, il tutto in un periodo estremamente difficile a causa della situazione di emergenza sanitaria“. aggiungendo poi che: “Le Scuole dell’Aeronautica Militare, come tutte le forze armate, non si sono mai fermate. Un traguardo conseguito dopo aver superato una selezione severa, un periodo intenso di studio ed una serie continua di esami in volo, che idealmente unisce questi ragazzi a tutti i loro predecessori, del presente e del passato, e a tutti coloro che fanno del volo la propria ragione di vita. Questi giovani alimenteranno i Reparti volo delle nostre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato a supporto delle varie missioni assegnate, sia in ambito nazionale che internazionale“.


Il comandante delle scuole dell’AM/3^ R.A., generale di squadra aerea Aurelio Colagrande rivolgendosi ai giovani piloti, ha voluto sottolineare come “il brevetto di pilota e navigatore militare e il brevetto militare di pilota di elicottero vogliono dire professionalità, responsabilità, senso del dovere, coraggio, altruismo. Essere pronti a dare tutto sé stessi per il proprio leader o per il proprio gregario, per il proprio capo equipaggio, per il proprio copilota in caso di difficoltà. Essere pronti a tutto per svolgere la propria missione, anche al limite delle proprie possibilità, al servizio della collettività e per salvare vite umane quando necessario. Entusiasmanti attività operative vi attendono. – ha aggiunto il comandante generale Colagrande – Vi auguro di vivere da protagonisti la meravigliosa avventura del volo militare

Il 72° stormo ai tempi del CoViD

Attraverso le opportune rimodulazioni delle procedure interne, che hanno consentito di operare nel pieno rispetto delle disposizioni per la tutela della salute del personale, sono stati effettuati tutti i corsi previsti dall’offerta formativa della scuola senza soluzione di continuità e nel pieno rispetto delle tempistiche previste dai singoli iter.

Nell’intero anno 2020 solo il 72° stormo riuscirà a brevettare 30 militari:

  • 10 dell’Aeronautica di cui 8 piloti e 2 istruttori,
  • 6 piloti dell’Esercito,
  • 1 pilota della Capitaneria di Porto,
  • 4 piloti dei Carabinieri,
  • 5 piloti della Guardia di Finanza
  • 4 piloti dei Vigili del Fuoco.

Grazie alla razionalizzazione delle procedure e dei mezzi in linea volo si è riusciti a contenere, a parità di offerta formativa, la durata del periodo istruzionale a favore dell’aumento dell’output della scuola in termini di piloti brevettati. Basti pensare che nel solo anno 2020 saranno brevettati complessivamente 8 nuovi piloti AM a fronte di 9 piloti AM in totale brevettati negli scorsi 3 anni.

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Il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo in visita al Comando Logistico dell’Esercito

il Comandante Logistico e il SSSD nella Sala operativa logistica

Roma, 16 luglio 2020 – Il sottosegretario di Stato alla Difesa, onorevole Angelo Tofalo, si è recato ieri mattina in visita presso la caserma “M.O.V.M. Emilio Bianchi”, sede del Comando Logistico dell’Esercito.

Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha accolto l’on. Tofalo che ha assistito, presso la sala operativa “Simone Cola”, ad un briefing su tutte le attività dell’area logistica. In particolare, il generale Figliuolo ha illustrato l’organizzazione e il funzionamento del Comando Logistico dell’Esercito, gli obiettivi raggiunti e le aree su cui continuare a focalizzare gli sforzi, oltre alle numerose funzionalità e applicazioni dell’infologistica a supporto delle decisioni.

il Comandante Logistico e il SSSD nella Sala operativa logistica 2

Un approfondimento sul tema “Emergenza COVID-19 – lezioni apprese” è stato poi successivamente presentato dal comandante al sottosegretario, presso la sala decisionale “Giovanni Messe”, che ha evidenziato gli insegnamenti derivanti dalle operazioni condotte per fronteggiare e contenere l’emergenza Coronavirus sul territorio nazionale.

“Un assetto tanto prezioso quanto strategico che organizza, dirige e controlla tutte le attività logistiche e tecniche della Forza armata a sostegno dei Comandi e delle unità sul territorio nazionale e nelle missioni all’estero.

Il lavoro silenzioso degli straordinari uomini e delle donne del Comando Logistico dell’Esercito garantisce a tuttotondo la cura del personale, nonché l’approvvigionamento e il mantenimento dei materiali e dei mezzi in dotazione”, sono state le parole del Sottosegretario Tofalo. “Un impegno espresso con grande professionalità e capillare puntualità che si è rivelato determinante soprattutto nella gestione  dell’emergenza sanitaria Covid-19 ancora in corso” ha evidenziato Tofalo, “Non ultimo, l’assistenza sanitaria a favore dei migranti giunti in Italia nei giorni scorsi che sono stati ricoverati al Policlinico Militare Celio, dopo esser risultati positivi al Covid-19”.

Il Comando Logistico dell’Esercito, costituito nel 2006 per riconfigurazione del preesistente Ispettorato Logistico dell’Esercito, si avvale di  uno Stato Maggiore, di quattro Comandi  specialistici  – Trasporti e Materiali, Commissariato, Sanità e Veterinaria e Tecnico – che operano nei settori di interesse e del Policlinico Militare di Roma, ospedale polifunzionale militare nazionale di riferimento per il personale militare e civile della Difesa, che in occasione dell’emergenza sanitaria pandemica si è riconfigurato in ospedale misto con la possibilità di ricovero e cura fino a 150 pazienti Covid di cui 50 in terapia intensiva.

Dal Comando Logistico dipende inoltre il Nucleo Ispettivo Centrale, con il compito di effettuare un costante e puntuale monitoraggio del livello di funzionalità ed efficienza della logistica di Forza Armata. 

firma dell'albo d'onore

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Esercito: conferenza Caserme Verdi con focus sulla green economy oggi a palazzo Esercito

lI Generale Farina a conclusione dei lavori

Roma, 14 luglio 2020 – Una conferenza incentrata sul progetto “Caserme Verdi” si è tenuta oggi, presso la biblioteca storica di Palazzo Esercito, nel pieno rispetto delle limitazioni per il contenimento della diffusione del covid-19. Dibattito che ha coinvolto direttamente le categorie professionali degli ordini degli ingegneri e degli architetti.

La conferenza, avvenuta alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, on. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelliè stata aperta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, che ha ringraziato per la partecipazione tutti gli specialisti del settore progettuale e ingegneristico in grado di sfruttare le opportunità derivanti dal progetto.

Le Autorità presenti

L’evento, promosso dal dipartimento delle Infrastrutture dell’Esercito in collaborazione con la Task Force per la valorizzazione e la dismissione degli immobili militari della Difesa, ha avuto come focus l’ammodernamento del parco infrastrutturale di Forza Armata, mediante il ricorso a strutture semplici e modulari, a basso impatto ambientale ed elevata efficienza energetica, al contempo rispondenti alle norme antisismiche, in cui far coesistere poli alloggiativi, aree addestrative, impianti sportivi, scuole e asili nonché spazi per il tempo libero aperti anche alle comunità locali.

Il sottosegretario Tofalo nel suo intervento ha sottolineato il pieno supporto del dicastero al “Progetto Caserme Verdi” e più in generale al rinnovamento delle infrastrutture della Difesa con focus sulla green economy, l’integrazione con le comunità e la digitalizzazione. Assai interessanti sono stati gli interventi dell’architetto Boeri per il settore green-ambiente, del prof. ing. De Santoli per il risparmio energetico e l’utilizzo dell’idrogeno e del prof. De Masi per gli aspetti sociologici e i “bisogni” dei futuri utenti.

Tra i vari relatori, moderati dalla dottoressa Silvia Mari, si sono alternati l’ingegnere Armando Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, l’architetto Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, i quali hanno proposto e condiviso l’opportunità di ricorrere ai cosiddetti “concorsi progettuali” per accelerare i tempi e accrescere la qualità delle opere.

Il generale di divisione Vasco Angelotti, capo dipartimento Infrastrutture dello Stato Maggiore dell’Esercito ha illustrato i principi cardine e le nuove tecnologie costruttive, orientate alla riqualificazione energetico-ambientale e alla rigenerazione urbana delle 28 sedi distribuite su tutto il territorio nazionale attualmente interessate dalla trasformazione. L’iniziativa “Caserme Verdi” inoltre ha la caratteristica di poter essere estesa ad altri impianti strategici dell’Esercito, anche all’Estero nelle operazioni internazionali, poiché non riservata esclusivamente a nuove realizzazioni, ma destinata anche a strutture già esistenti opportunamente rinnovate e potenziate grazie alla collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e il mondo dell’Industria nazionale.

Il Prof Domenico De Masi in collegamento

La conferenza è stata trasmessa in streaming sui canali social della Forza Armata, ampliando la partecipazione di pubblico, di settore e non, per approfondire il progetto di ampio respiro che rappresenta la svolta green dell’Esercito Italiano: un investimento nell’immediato con un immenso ritorno futuro per l’intera comunità. 

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Esercito: in piena operatività il Reparto Sicurezza Cibernetica

 

1. L'On. Angelo Tofalo (a destra) e il Generale di Corpo d'Armata Salvatore FarinaRoma, 30 giugno 2020 – Un’attività dimostrativa per il conseguimento della Full Operational Capability (F.O.C.) del Reparto di Sicurezza Cibernetica (RSC) si è svolta questa mattina, presso il Comando Trasmissioni alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa, on. ing. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina.

Il Reparto di Sicurezza Cibernetica ha confermato le capacità cyber acquisite durante il percorso formativo iniziato circa un anno fa con l’Initial Operation Capability (I.O.C.) e con l’inaugurazione del laboratorio addestrativo per la Difesa Cibernetica .

L’attività ha interessato alcuni ambiti futuri d’impiego nel nuovo dominio cibernetico, verificando al contempo le eccellenti capacità acquisite dal RSC. Per quanto riguarda le tecnologie sono state dimostrate capacità inerenti Information Technology (IT) per la difesa di reti informatiche e sistemi di C2, Operational Technology, per la protezione di infrastrutture critiche e piattaforme e sistemi d’arma e Disruptive Technology, per la presentazione di alcune delle tecnologie emergenti che determinano un impatto dirompente sull’Operational Environment e l’Information Environment (quali 5G, Intelligenza Artificiale, Big Data, ecc.).

Durante la dimostrazione è stato di particolare interesse l’illustrazione di metodologie quali l’Information Collection, per l’analisi delle attività di ricerca informativa a supporto della rispettiva cellula e il Cyber Command Staff & Forensic Operations, per le attività cyber a supporto della pianificazione di operazioni militari cibernetiche e di operazioni militari tradizionali, con effetti nel cyberspace.

Sono state mostrate anche attività sperimentali che prevedono l’applicazione di componenti tecnologiche capaci di svolgere funzioni innovative e sofisticate, come ad esempio l’esfiltrazione di informazioni tra sistemi isolati/reti informatiche chiuse (ovvero in condizioni di Air Gapping), o l’impiego di dispositivi informatici che agiscono direttamente su piattaforme o sistemi d’arma (Cyber-IED).

“Oggi sono rimasto piacevolmente colpito nel visitare il Reparto Sicurezza Cibernetica, unità dell’Esercito Italiano costituita ad aprile 2019, che ha raggiunto la Full Operational Capability. In virtù della delega per la trattazione della materia cibernetica, continuo a seguire con impegno e interesse ogni singola attività nell’ambito del Dicastero. Ogni singola Forza Armata, in armonia con lo Stato Maggiore della Difesa, sta continuando a portare avanti senza sosta un lavoro specifico e articolato riguardante la trattazione del dominio cibernetico del dicastero che vede oggi nel Comando per le Operazioni in Rete la sua stella polare”, ha commentato il sottosegretario Tofalo a margine dell’attività.

Il generale Farina durante la visita ha sottolineato come agli elevati standard di dinamismo e di connessione corrispondono altrettanti livelli di vulnerabilità e inevitabili ripercussioni sulla sicurezza derivanti da una nuova minaccia cyber, e come gli attacchi portati nel dominio cibernetico possono avere effetti concreti anche sul piano reale, compromettendo, tanto infrastrutture critiche, quanto servizi fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. Per questi motivi, L’Esercito si è voluto dotare di una propria unità altamente specializzata e preparata in sicurezza cibernetica per difendere le proprie reti non classificate da qualsiasi tipo di attacco, e inoltre prevenire, rilevare e contrastare ogni possibile rischio o azione ostile verso reti, sistemi e/o servizi di Forza Armata. Rivolgendosi poi al personale del Reparto Sicurezza Cibernetica ha concluso – “con orgoglio ho potuto constatare che avete acquisito in brevissimo tempo capacità di altissimo valore professionale assicurando la protezione e la resilienza degli strumenti informatici dell’Esercito e contribuendo alla capacità di Cyber Defence complessiva della Difesa e del Paese.”

Non è un caso che questo importante evento si collochi a pochi giorni dall’anniversario della costituzione dell’Arma delle Trasmissioni. La nascita del Reparto di Sicurezza Cibernetica è la dimostrazione di come le Trasmissioni, nonostante gli oltre 100 anni di vita, costituiscano un’Arma in continua evoluzione, costantemente proiettata al futuro e sempre in aderenza alle necessità ed ai progetti della Forza Armata.

5. Operatore del Reparto Sicurezza Cibernetica durante l'esercitazione

È proprio nell’intento di tradurre in immagine le peculiarità dell’Arma delle Trasmissioni che si è scelto il simbolo del “GIANO bifronte” per realizzare il distintivo d’appartenenza su pendente in cuoio del Reparto di Sicurezza Cibernetica: con esso si è voluto evidenziare, da un lato, la propensione di guardare al futuro, dall’altro lo sguardo rivolto sempre al passato.

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Il carabiniere Claudio Polzoni vittima del coronavirus, condoglianze dall’Arma, cordoglio dal sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo

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Bergamo, 20 marzo 2020 – Nella tarda serata di ieri, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto l’appuntato scelto qualifica speciale Claudio Polzoni, 47enne, addetto alla Centrale Operativa della Compagnia CC di Bergamo. L’Arma piange così la seconda scomparsa a causa di questa terribile malattia.

Il militare in servizio alla Centrale Operativa di Bergamo da quasi dieci anni, era divenuto un valido riferimento per i colleghi in pattuglia sul territorio bergamasco e per tutti coloro che si rivolgevano al “112” per chiedere aiuto, un consiglio o semplicemente per una rassicurazione.

Una vita dedicata alla propria famiglia, al prossimo, all’Arma.

Il Comandante Generale e tutta l’Arma si stringono compatti intorno al dolore alla famiglia del militare.

Il sottosegretario alla Difesa on. Angelo Tofalo, appresa la notizia del decesso scrive in una nota: “Partecipo con sentimenti di profondo cordoglio al dolore della famiglia dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale dei Carabinieri Claudio Polzoni, vittima del coronavirus”, esprimendo inoltre “vicinanza a tutti gli italiani che, in queste drammatiche ore di emergenza, stanno piangendo i propri cari”.

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‘ndrangheta, Carabinieri dei Cacciatori di Calabria arrestano esponente di spicco supportati dai Carabinieri di Locri

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Reggio Calabria, 13 marzo 2020 – “La lotta alla criminalità organizzata continua senza tregua anche in condizioni di grave emergenza come quelle che stiamo vivendo in queste ore. La notte scorsa infatti i Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto dell’Arma territoriale di Locri, hanno arrestato Cesare Antonio Cordì, esponente di spicco della ‘ndrangheta. Il latitante è stato individuato a seguito delle violazioni delle prescrizioni decise dal governo per l’emergenza coronavirus. Ringrazio tutto il personale dell’Arma dei Carabinieri e di ciascuna Forza armata che, continuando ad operare con il massimo dell’impegno, fanno sentire sempre più forte la presenza dello Stato a salvaguardia della legalità e della sicurezza collettiva”, questo ciò che ha scritto in una nota il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ringraziando i militari dell’Arma per il lavoro svolto.

Ma come sono riusciti i Carabinieri a incastrare il latitante? L’intraprendenza nel violare le prescrizioni delle norme di emergenza coronavirus dettate in questi giorni dal Governo, ha fornito l’ultimo tassello agli investigatori dell’Arma: quell’abitazione non poteva essere solo il buen-retiro di un onesto cittadino.

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Nella tarda serata di ieri, sono risultate quindi fatali a Cesare Antonio Cordì, classe 1978, le condizioni ambientali generate dall’emergenza sanitaria in atto, impedendogli di celare la propria presenza in una casa tra le tante che, in questi giorni, vedono la sola fugace uscita per gli acquisti quotidiani di derrate alimentari.

È bastata poi il flebile bagliore di una sigaretta – carpito dalla fessura di una tapparella – per dare la certezza ai Carabinieri che, in quella casa in Contrada Monica di Bruzzano Zeffirio, ci fosse il ricercato sulle cui tracce erano ormai da giorni.

Ancora una volta i Carabinieri della provincia aspromontana si sono confermati inesorabili cacciatori di latitanti, pronti a imporre l’osservanza della giustizia a chi, dopo la commissione dei reati, prova a sottrarsi ulteriormente alle proprie responsabilità.  

Un’azione fulminea, quella dei militari delle Compagnie di Bianco e Locri, dei Carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori d’Aspromonte”, che non ha concesso la minima possibilità alla  fuga già orchestrata da un ingresso secondario al figlio di Antonio “u ragiuneri”, il quale si era reso irreperibile in occasione dell’esecuzione dell’operazione “Riscatto” della Compagnia di Locri.

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Una manovra investigativa che, nell’agosto del 2019, aveva consentito ai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, di assestare un durissimo colpo alla storica cosca locrese dei “Cordì”, ai cui partecipi furono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta.

In particolare, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, a carico di Cesare Antonio Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria poiché indagato per trasferimento fraudolento di valori – aggravato perché commesso al fine di agevolare l’associazione mafiosa – in quanto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, attribuiva fittiziamente alla moglie Teresa Giorgi la titolarità formale dell’esercizio commerciale “Dolcemente di Giorgi Teresa” ad Ardore.

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Sono in corso le indagini per ricostruire la rete che di persone che ha favorito la latitanza del 42enne esponente di spicco della ‘ndrangheta di Locri.

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Molotov contro caserma Carabinieri: sottosegretario Difesa Tofalo vicino all’Arma dei Carabinieri

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Roma, 8 gennaio 2020 –  Una notte di paura in provincia di Arezzo per l’esplosione di una molotov lanciata contro la caserma dei Carabinieri di Pergine Valdarno (AR), che ha distrutto un auto e danneggiato la facciata dell’edificio. 

Il sottosegretario alla Difesa, on. Angelo Tofalo nel “condannare fermamente l’accaduto” esprime “massima vicinanza e solidarietà all’Arma dei Carabinieri” sottolineando che “Quanto accaduto è gravissimo, un gesto vigliacco contro la caserma dei carabinieri a Pergine Valdarno e, soprattutto, contro chi ogni giorno è impegnato per la sicurezza dei cittadini. Per fortuna non ci sono stati feriti, solo danni materiali. Gli autori, una volta individuati, devono essere puniti senza sconti”.

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Esercito, lutto per la morte del generale Domenico Corcione del Genio, cordoglio dai vertici della Difesa

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Torino, 4 gennaio 2020 – Il generale Domenico Corcione, nato a Torino il 20 aprile 1929, ufficiale del Genio, ex capo di SME, ex capo di SMD, ex ministro della Difesa del governo Dini, è deceduto ieri 3 gennaio nella sua abitazione a Torino. 

Il generale frequentò l’Accademia Militare di Modena dal 1950 al 1952, da cui uscì con il grado di sottotenente del Genio nel 1952. Successivamente frequentò la Scuola di Applicazione d’Arma a Torino e la Scuola di Guerra di Civitavecchia. Conseguì la laurea in ingegneria civile presso il Politecnico di Milano.

Molti furono gli incarichi a lui affidati, fu comandante di sezione e comandante dei corsi Genio, nonché insegnante titolare presso la Scuola di Applicazione del Genio dal 1961 al 1964. Comandò il battaglione Genio Pontieri “Mantova” negli anni 1967 e 1968, il 2° reggimento Genio Pontieri dal 1972 al 1974, la Brigata Meccanizzata “Legnano” dal 1977 al 1979 e la Divisione Corazzata “Centauro” dall’ottobre 1983 all’ottobre 1984. Prestò servizio presso l’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito ed ricoprì gli incarichi di Capo Ufficio Infrastrutture, Vice Capo del 4° Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito e Vice Ispettore Logistico dell’Esercito. Successivamente dall’ottobre 1980 all’ottobre 1983 è stato Capo dello stesso Reparto ed Ispettore Logistico dell’Esercito. Dal 26 giugno 1985 al 17 settembre 1987 ha comandato la Regione Militare Nord Ovest.

Dal 18 settembre 1987 al 15 maggio 1989 ricoprì la carica del Presidente del Centro Alti Studi della Difesa – CASD. Dal 16 maggio 1989 al 31 dicembre 1990 fu stato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Dal 1° aprile 1990 al 31 dicembre 1993, data del suo collocamento in ausiliaria per superati limiti di età, assolse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa. Primo militare dell’era repubblicana, nella XII legislatura dal 17 gennaio 1995 al 17 maggio 1996 è stato Ministro della Difesa nel Governo Dini.

Molte le onorificenze a lui conferite, Croce d’Oro al Valore dell’Esercito; Cavaliere Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Medaglia Mauriziana; Medaglia d’Oro della CRI; Medaglia d’Argento al Merito di lungo comando; Croce d’Oro anzianità di servizio; Commendatore dell’Ordine della Legione d’Onore della Repubblica francese; Commendatore dell’Ordine della Legione del Merito degli USA. E’ stato insignito con numerose altre onorificenze, nonché titoli onorifici, nazionali ed internazionali. Coniugato, un figlio, risiede a Torino.

La camera ardente, allestita nell’abitazione del generale Corcione in via Barbaroux 46 a Torino, sarà aperta anche domani mattina dalle 10 alle 13. Il Rosario sarà recitato il 6 gennaio alle 19 nel Duomo di Torino, dove martedì 7 gennaio alle 9.30 verranno celebrati i funerali organizzati dallo Stato Maggiore della Difesa.

Forte la vicinanza alla famiglia da parte dei vertici delle Forze Armate.

Cordoglio del capo di SMD generale Enzo Vecciarelli

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, esprime profondo cordoglio alla famiglia del generale Domenico Corcione a nome suo personale e di tutte le Forze Armate.

Cordoglio del generale Salvatore Farina 

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del generale Domenico Corcione, ha espresso alla famiglia dell’alto ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome di tutti gli uomini e le donne della Forza Armata e suo personale.

Cordoglio del sottosegretario alla Difesa on. Angelo Tofalo

Il sottosegretario in una nota scrive “Cordoglio e vicinanza alla famiglia del Generale Domenico Corcione che, indossando l’uniforme dell’Esercito, servì con alto senso del dovere lo Stato e le istituzioni da Capo di Stato Maggiore della Forza armata e poi della Difesa e, in congedo, ricoprì anche l’incarico di Ministro della Difesa”.

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Giurano 88 allievi del 232° corso della scuola militare “Nunziatella”

allievi che cantano l'inno

Napoli, 16 novembre 2019 – Giuramento di 88 allievi del 232° corso della Scuola Militare “Nunziatella” questa mattina in piazza del Plebiscito. La cerimonia si è svolta alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa on. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, dinanzi alla gloriosa bandiera d’istituto, decorata con la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.

All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari tra cui il presidente della Regione Campania dott. Vincenzo De Luca, il prefetto dottoressa Carmela Pagano, il generale Rolando Mosca Moschini e la Medaglia d’Oro al Valor Militare, generale di corpo d’armata dei Carabinieri Rosario Aiosa, ex allievo della scuola e padrino del 232° corso. Hanno fatto da cornice agli 88 allievi, di cui 25 donne, numerosi labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Il Sottosegretario Tofalo durante il suo intervento

Nel corso del suo intervento il sottosegretario di Stato alla Difesa Tofalo ha sottolineato “Le Scuole militari sono una realtà portante della Difesa. È qui che nasce la classe dirigente del futuro. Cari ragazzi, avete fatto una scelta che vi impegnerà per tutta la vita. Onoratela. Giurando fedeltà alla Repubblica, siete cittadini italiani ancora più consapevoli e la vostra stella polare resterà sempre l’interesse nazionale e il bene del Paese. Ai familiari dico di esser orgogliosi dei propri figli per la scelta che hanno fatto. La Difesa lo è. Io lo sono”.

il Gen farina durante il discorso

Il generale Farina durante il suo discorso,  ha ringraziato i familiari degli allievi, gli ex allievi e tutta la cittadinanza napoletana e successivamente, rivolgendosi ai giurandi, ha ricordato che “le parole del giuramento pronunciate poco fa saranno da oggi la stella polare che guideranno il vostro cammino. Il loro significato è quello di affrontare lo studio, il lavoro e la vita, di petto, con coraggio e determinazione ma anche con generosità, abnegazione e altruismo”.

Il capo di SME ha poi evidenziato il progetto sulla Grande Nunziatella Europea volto a promuovere il ruolo del Rosso Maniero anche nel futuro trasformando l’istituto secondo le più moderne concezioni, tanto dal punto di vista didattico quanto da quello infrastrutturale e funzionale, facendolo diventare un polo innovativo e al passo con i tempi, aperto anche ad altre nazioni.

consegna dello spadino

Momento saliente della cerimonia è stata la simbolica consegna dello spadino ad un Allievo del primo anno da parte di un Allievo del terzo anno; lo spadino, emblema di appartenenza alla Scuola Militare “Nunziatella”, rappresenta l’importante passaggio di consegne, tradizioni e valori che vengono tramandati alle nuove generazioni.

Cornice unica dell’evento è stata la monumentale Piazza del Plebiscito, gremita da familiari, parenti ed ex-allievi, giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia per assistere alla cerimonia, rimarcando così la solennità del momento e accompagnando, idealmente quasi per mano, gli Allievi in questo momento di crescita.

Il reggimento di formazione, così costituito, agli ordini del comandante della scuola militare “Nunziatella”, colonnello Amedeo Cristofaro, ha visto tra le proprie fila la Banda dell’Esercito e la Batteria Tamburi della Scuola.

gruppo bandieraLa scuola militare “Nunziatella”, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo. 

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paese del Mediterraneo”, da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. 

La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori ed alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.  

familiari e allievi dopo la cerimonia

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Iraq, stabili le condizioni dei militari coinvolti, l’attacco è stato rivendicato dall’ISIS

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Roma, 11 novembre 2019 – Sono stabili le condizioni dei 5 militari coinvolti dall’esplosione di  un IED ieri in Iraq. Per quattro di loro il quadro clinico rimane serio ma non sono in pericolo di vita.

Non ci sono particolari variazioni circa il bollettino medico già precedentemente riportato a meno di un militare su cui i sanitari sono dovuti intervenire su un arto inferiore.

Il rientro in Patria dei militari sarà possibile non appena la condizioni sanitarie lo permetteranno.

Il capo di Stato Maggiore augurando a nome suo e di tutte le Forze Armate una pronta guarigione ai militari continua a seguire l’evolversi della situazione tenendo informato il Ministro della Difesa.

Il sottosegretario alla Difesa, on. Angelo Tofalo, ha espresso la sua vicinanza ai militari feriti in Iraq e ha confermato il massimo impegno contro ISIS e in una nota scrive: “L’ISIS ha rivendicato l’attacco contro i nostri militari in Iraq. Le loro condizioni sono stabili e quanto prima ci sarà il loro rimpatrio. Mando ancora un fortissimo abbraccio ai nostri cinque ragazzi, alle loro famiglie, ai loro colleghi e a tutti i militari impegnati nelle missioni all’estero”.

“La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla dinamica dell’agguato. Il contrasto al terrorismo prosegue, consapevoli di quanto importante sia debellare totalmente questa minaccia per la sicurezza di tutti. L’Italia continuerà con il massimo impegno la lotta contro chi vuole seminare paura e terrore!”, aggiunge Tofalo, “Il nostro sforzo dovrà essere quello di potenziare maggiormente le modalità di sicurezza dei nostri uomini cercando anche differenti soluzioni. Maggiori strumenti e risorse andrebbero date sia al Centro Intelligence Interforze che alla nostra Intelligence esterna”.

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