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Il carabiniere Claudio Polzoni vittima del coronavirus, condoglianze dall’Arma, cordoglio dal sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo

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Bergamo, 20 marzo 2020 – Nella tarda serata di ieri, a causa delle complicanze di una polmonite da coronavirus, è deceduto l’appuntato scelto qualifica speciale Claudio Polzoni, 47enne, addetto alla Centrale Operativa della Compagnia CC di Bergamo. L’Arma piange così la seconda scomparsa a causa di questa terribile malattia.

Il militare in servizio alla Centrale Operativa di Bergamo da quasi dieci anni, era divenuto un valido riferimento per i colleghi in pattuglia sul territorio bergamasco e per tutti coloro che si rivolgevano al “112” per chiedere aiuto, un consiglio o semplicemente per una rassicurazione.

Una vita dedicata alla propria famiglia, al prossimo, all’Arma.

Il Comandante Generale e tutta l’Arma si stringono compatti intorno al dolore alla famiglia del militare.

Il sottosegretario alla Difesa on. Angelo Tofalo, appresa la notizia del decesso scrive in una nota: “Partecipo con sentimenti di profondo cordoglio al dolore della famiglia dell’Appuntato Scelto Qualifica Speciale dei Carabinieri Claudio Polzoni, vittima del coronavirus”, esprimendo inoltre “vicinanza a tutti gli italiani che, in queste drammatiche ore di emergenza, stanno piangendo i propri cari”.

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‘ndrangheta, Carabinieri dei Cacciatori di Calabria arrestano esponente di spicco supportati dai Carabinieri di Locri

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Reggio Calabria, 13 marzo 2020 – “La lotta alla criminalità organizzata continua senza tregua anche in condizioni di grave emergenza come quelle che stiamo vivendo in queste ore. La notte scorsa infatti i Carabinieri dello Squadrone eliportato Cacciatori di Calabria, con il supporto dell’Arma territoriale di Locri, hanno arrestato Cesare Antonio Cordì, esponente di spicco della ‘ndrangheta. Il latitante è stato individuato a seguito delle violazioni delle prescrizioni decise dal governo per l’emergenza coronavirus. Ringrazio tutto il personale dell’Arma dei Carabinieri e di ciascuna Forza armata che, continuando ad operare con il massimo dell’impegno, fanno sentire sempre più forte la presenza dello Stato a salvaguardia della legalità e della sicurezza collettiva”, questo ciò che ha scritto in una nota il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo ringraziando i militari dell’Arma per il lavoro svolto.

Ma come sono riusciti i Carabinieri a incastrare il latitante? L’intraprendenza nel violare le prescrizioni delle norme di emergenza coronavirus dettate in questi giorni dal Governo, ha fornito l’ultimo tassello agli investigatori dell’Arma: quell’abitazione non poteva essere solo il buen-retiro di un onesto cittadino.

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Nella tarda serata di ieri, sono risultate quindi fatali a Cesare Antonio Cordì, classe 1978, le condizioni ambientali generate dall’emergenza sanitaria in atto, impedendogli di celare la propria presenza in una casa tra le tante che, in questi giorni, vedono la sola fugace uscita per gli acquisti quotidiani di derrate alimentari.

È bastata poi il flebile bagliore di una sigaretta – carpito dalla fessura di una tapparella – per dare la certezza ai Carabinieri che, in quella casa in Contrada Monica di Bruzzano Zeffirio, ci fosse il ricercato sulle cui tracce erano ormai da giorni.

Ancora una volta i Carabinieri della provincia aspromontana si sono confermati inesorabili cacciatori di latitanti, pronti a imporre l’osservanza della giustizia a chi, dopo la commissione dei reati, prova a sottrarsi ulteriormente alle proprie responsabilità.  

Un’azione fulminea, quella dei militari delle Compagnie di Bianco e Locri, dei Carabinieri dello squadrone eliportato “Cacciatori d’Aspromonte”, che non ha concesso la minima possibilità alla  fuga già orchestrata da un ingresso secondario al figlio di Antonio “u ragiuneri”, il quale si era reso irreperibile in occasione dell’esecuzione dell’operazione “Riscatto” della Compagnia di Locri.

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Una manovra investigativa che, nell’agosto del 2019, aveva consentito ai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri, di assestare un durissimo colpo alla storica cosca locrese dei “Cordì”, ai cui partecipi furono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, con l’aggravante di aver agito per favorire gli interessi della ‘ndrangheta.

In particolare, a conclusione delle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Lombardo e dai Sostituti Procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, a carico di Cesare Antonio Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria poiché indagato per trasferimento fraudolento di valori – aggravato perché commesso al fine di agevolare l’associazione mafiosa – in quanto, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, attribuiva fittiziamente alla moglie Teresa Giorgi la titolarità formale dell’esercizio commerciale “Dolcemente di Giorgi Teresa” ad Ardore.

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Sono in corso le indagini per ricostruire la rete che di persone che ha favorito la latitanza del 42enne esponente di spicco della ‘ndrangheta di Locri.

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Molotov contro caserma Carabinieri: sottosegretario Difesa Tofalo vicino all’Arma dei Carabinieri

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Roma, 8 gennaio 2020 –  Una notte di paura in provincia di Arezzo per l’esplosione di una molotov lanciata contro la caserma dei Carabinieri di Pergine Valdarno (AR), che ha distrutto un auto e danneggiato la facciata dell’edificio. 

Il sottosegretario alla Difesa, on. Angelo Tofalo nel “condannare fermamente l’accaduto” esprime “massima vicinanza e solidarietà all’Arma dei Carabinieri” sottolineando che “Quanto accaduto è gravissimo, un gesto vigliacco contro la caserma dei carabinieri a Pergine Valdarno e, soprattutto, contro chi ogni giorno è impegnato per la sicurezza dei cittadini. Per fortuna non ci sono stati feriti, solo danni materiali. Gli autori, una volta individuati, devono essere puniti senza sconti”.

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Esercito, lutto per la morte del generale Domenico Corcione del Genio, cordoglio dai vertici della Difesa

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Torino, 4 gennaio 2020 – Il generale Domenico Corcione, nato a Torino il 20 aprile 1929, ufficiale del Genio, ex capo di SME, ex capo di SMD, ex ministro della Difesa del governo Dini, è deceduto ieri 3 gennaio nella sua abitazione a Torino. 

Il generale frequentò l’Accademia Militare di Modena dal 1950 al 1952, da cui uscì con il grado di sottotenente del Genio nel 1952. Successivamente frequentò la Scuola di Applicazione d’Arma a Torino e la Scuola di Guerra di Civitavecchia. Conseguì la laurea in ingegneria civile presso il Politecnico di Milano.

Molti furono gli incarichi a lui affidati, fu comandante di sezione e comandante dei corsi Genio, nonché insegnante titolare presso la Scuola di Applicazione del Genio dal 1961 al 1964. Comandò il battaglione Genio Pontieri “Mantova” negli anni 1967 e 1968, il 2° reggimento Genio Pontieri dal 1972 al 1974, la Brigata Meccanizzata “Legnano” dal 1977 al 1979 e la Divisione Corazzata “Centauro” dall’ottobre 1983 all’ottobre 1984. Prestò servizio presso l’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito ed ricoprì gli incarichi di Capo Ufficio Infrastrutture, Vice Capo del 4° Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito e Vice Ispettore Logistico dell’Esercito. Successivamente dall’ottobre 1980 all’ottobre 1983 è stato Capo dello stesso Reparto ed Ispettore Logistico dell’Esercito. Dal 26 giugno 1985 al 17 settembre 1987 ha comandato la Regione Militare Nord Ovest.

Dal 18 settembre 1987 al 15 maggio 1989 ricoprì la carica del Presidente del Centro Alti Studi della Difesa – CASD. Dal 16 maggio 1989 al 31 dicembre 1990 fu stato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Dal 1° aprile 1990 al 31 dicembre 1993, data del suo collocamento in ausiliaria per superati limiti di età, assolse l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa. Primo militare dell’era repubblicana, nella XII legislatura dal 17 gennaio 1995 al 17 maggio 1996 è stato Ministro della Difesa nel Governo Dini.

Molte le onorificenze a lui conferite, Croce d’Oro al Valore dell’Esercito; Cavaliere Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Medaglia Mauriziana; Medaglia d’Oro della CRI; Medaglia d’Argento al Merito di lungo comando; Croce d’Oro anzianità di servizio; Commendatore dell’Ordine della Legione d’Onore della Repubblica francese; Commendatore dell’Ordine della Legione del Merito degli USA. E’ stato insignito con numerose altre onorificenze, nonché titoli onorifici, nazionali ed internazionali. Coniugato, un figlio, risiede a Torino.

La camera ardente, allestita nell’abitazione del generale Corcione in via Barbaroux 46 a Torino, sarà aperta anche domani mattina dalle 10 alle 13. Il Rosario sarà recitato il 6 gennaio alle 19 nel Duomo di Torino, dove martedì 7 gennaio alle 9.30 verranno celebrati i funerali organizzati dallo Stato Maggiore della Difesa.

Forte la vicinanza alla famiglia da parte dei vertici delle Forze Armate.

Cordoglio del capo di SMD generale Enzo Vecciarelli

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, esprime profondo cordoglio alla famiglia del generale Domenico Corcione a nome suo personale e di tutte le Forze Armate.

Cordoglio del generale Salvatore Farina 

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del generale Domenico Corcione, ha espresso alla famiglia dell’alto ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome di tutti gli uomini e le donne della Forza Armata e suo personale.

Cordoglio del sottosegretario alla Difesa on. Angelo Tofalo

Il sottosegretario in una nota scrive “Cordoglio e vicinanza alla famiglia del Generale Domenico Corcione che, indossando l’uniforme dell’Esercito, servì con alto senso del dovere lo Stato e le istituzioni da Capo di Stato Maggiore della Forza armata e poi della Difesa e, in congedo, ricoprì anche l’incarico di Ministro della Difesa”.

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Giurano 88 allievi del 232° corso della scuola militare “Nunziatella”

allievi che cantano l'inno

Napoli, 16 novembre 2019 – Giuramento di 88 allievi del 232° corso della Scuola Militare “Nunziatella” questa mattina in piazza del Plebiscito. La cerimonia si è svolta alla presenza del sottosegretario di Stato alla Difesa on. Angelo Tofalo e del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale di corpo d’armata Salvatore Farina, dinanzi alla gloriosa bandiera d’istituto, decorata con la Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito.

All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari tra cui il presidente della Regione Campania dott. Vincenzo De Luca, il prefetto dottoressa Carmela Pagano, il generale Rolando Mosca Moschini e la Medaglia d’Oro al Valor Militare, generale di corpo d’armata dei Carabinieri Rosario Aiosa, ex allievo della scuola e padrino del 232° corso. Hanno fatto da cornice agli 88 allievi, di cui 25 donne, numerosi labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Il Sottosegretario Tofalo durante il suo intervento

Nel corso del suo intervento il sottosegretario di Stato alla Difesa Tofalo ha sottolineato “Le Scuole militari sono una realtà portante della Difesa. È qui che nasce la classe dirigente del futuro. Cari ragazzi, avete fatto una scelta che vi impegnerà per tutta la vita. Onoratela. Giurando fedeltà alla Repubblica, siete cittadini italiani ancora più consapevoli e la vostra stella polare resterà sempre l’interesse nazionale e il bene del Paese. Ai familiari dico di esser orgogliosi dei propri figli per la scelta che hanno fatto. La Difesa lo è. Io lo sono”.

il Gen farina durante il discorso

Il generale Farina durante il suo discorso,  ha ringraziato i familiari degli allievi, gli ex allievi e tutta la cittadinanza napoletana e successivamente, rivolgendosi ai giurandi, ha ricordato che “le parole del giuramento pronunciate poco fa saranno da oggi la stella polare che guideranno il vostro cammino. Il loro significato è quello di affrontare lo studio, il lavoro e la vita, di petto, con coraggio e determinazione ma anche con generosità, abnegazione e altruismo”.

Il capo di SME ha poi evidenziato il progetto sulla Grande Nunziatella Europea volto a promuovere il ruolo del Rosso Maniero anche nel futuro trasformando l’istituto secondo le più moderne concezioni, tanto dal punto di vista didattico quanto da quello infrastrutturale e funzionale, facendolo diventare un polo innovativo e al passo con i tempi, aperto anche ad altre nazioni.

consegna dello spadino

Momento saliente della cerimonia è stata la simbolica consegna dello spadino ad un Allievo del primo anno da parte di un Allievo del terzo anno; lo spadino, emblema di appartenenza alla Scuola Militare “Nunziatella”, rappresenta l’importante passaggio di consegne, tradizioni e valori che vengono tramandati alle nuove generazioni.

Cornice unica dell’evento è stata la monumentale Piazza del Plebiscito, gremita da familiari, parenti ed ex-allievi, giunti per l’occasione da ogni parte d’Italia per assistere alla cerimonia, rimarcando così la solennità del momento e accompagnando, idealmente quasi per mano, gli Allievi in questo momento di crescita.

Il reggimento di formazione, così costituito, agli ordini del comandante della scuola militare “Nunziatella”, colonnello Amedeo Cristofaro, ha visto tra le proprie fila la Banda dell’Esercito e la Batteria Tamburi della Scuola.

gruppo bandieraLa scuola militare “Nunziatella”, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo. 

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paese del Mediterraneo”, da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. 

La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori ed alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.  

familiari e allievi dopo la cerimonia

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Iraq, stabili le condizioni dei militari coinvolti, l’attacco è stato rivendicato dall’ISIS

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Roma, 11 novembre 2019 – Sono stabili le condizioni dei 5 militari coinvolti dall’esplosione di  un IED ieri in Iraq. Per quattro di loro il quadro clinico rimane serio ma non sono in pericolo di vita.

Non ci sono particolari variazioni circa il bollettino medico già precedentemente riportato a meno di un militare su cui i sanitari sono dovuti intervenire su un arto inferiore.

Il rientro in Patria dei militari sarà possibile non appena la condizioni sanitarie lo permetteranno.

Il capo di Stato Maggiore augurando a nome suo e di tutte le Forze Armate una pronta guarigione ai militari continua a seguire l’evolversi della situazione tenendo informato il Ministro della Difesa.

Il sottosegretario alla Difesa, on. Angelo Tofalo, ha espresso la sua vicinanza ai militari feriti in Iraq e ha confermato il massimo impegno contro ISIS e in una nota scrive: “L’ISIS ha rivendicato l’attacco contro i nostri militari in Iraq. Le loro condizioni sono stabili e quanto prima ci sarà il loro rimpatrio. Mando ancora un fortissimo abbraccio ai nostri cinque ragazzi, alle loro famiglie, ai loro colleghi e a tutti i militari impegnati nelle missioni all’estero”.

“La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla dinamica dell’agguato. Il contrasto al terrorismo prosegue, consapevoli di quanto importante sia debellare totalmente questa minaccia per la sicurezza di tutti. L’Italia continuerà con il massimo impegno la lotta contro chi vuole seminare paura e terrore!”, aggiunge Tofalo, “Il nostro sforzo dovrà essere quello di potenziare maggiormente le modalità di sicurezza dei nostri uomini cercando anche differenti soluzioni. Maggiori strumenti e risorse andrebbero date sia al Centro Intelligence Interforze che alla nostra Intelligence esterna”.

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Il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo a Bari per visitare reparti e comandi

Brigata Pinerolo Picchetto

Bari, 30 ottobre 2019 – Due giorni intensi a Bari per il sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo con una serie di visite ai reparti e ai comandi della Difesa.

Il giro di incontri è iniziato al Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e Terza Regione Aerea, uno dei 3 Comandi di Vertice dell’Aeronautica Militare che dipendono dal Capo di Stato Maggiore, il più alto nella regione Puglia, preposto pertanto ad assicurare le funzioni territoriali e di collegamento con gli enti e le amministrazioni territoriali. Nel corso della visita il generale di squadra aerea Aurelio Colagrande ha illustrato al sottosegretario Tofalo i principali compiti legati alla selezione, al reclutamento, all’addestramento e alla formazione militare, professionale e culturale del personale dell’Aeronautica Militare.

Comando Scuole dell’Aeronautica Militare e Terza Regione Aerea

A seguire, il sottosegretario Tofalo ha incontrato le donne e gli uomini della brigata “Pinerolo”, “eccellente realtà operativa dell’Esercito Italiano”, nonché prima ed unica unità dell’Esercito che già risponde ai requisiti di Forza NEC (Network Enabled Capabilities).

Con il comandante, generale di brigata Giovanni Gagliano, il sottosegretario ha approfondito le principali attività operative e addestrative in corso e quelle future.

La brigata Pinerolo è una presenza importante nella regione con circa 4900 militari e strutture distribuite in tutta la Puglia. Tre delle caserme sono state incluse nel programma “Caserme Verdi”.

L’on. Tofalo ha quindi evidenziato che la brigata Pinerolo è “una grande Unità impegnata a 360 gradi nella difesa dello Stato, degli spazi euroatlantici ed euromediterranei; fiore all’occhiello dell’Esercito, con 197 anni di storia e una forte connotazione tecnologica”.

Il sottosegretario ha sottolineato anche che “investire in equipaggiamenti e mezzi tattici vuol dire, soprattutto, garantire la sicurezza, e in molti casi salvare la vita, dei nostri ragazzi impegnati sul territorio nazionale e nelle missioni internazionali, per la sicurezza collettiva”.

Tofalo ha poi assistito a un esercizio tattico sulle caratteristiche operative della Forza NEC che accrescono le capacità dell’Esercito. Infatti, questo progetto interforze congiunto Difesa e Industria, punta ad abbattere i tempi di comunicazione e di acquisizione delle informazioni nelle operazioni militari grazie a nuove tecnologie informatiche, tra le quali il programma “Soldato Sicuro”.

“Ho voluto fortemente ringraziare e  salutare tutto il personale e complimentarmi per il livello di addestramento e i traguardi raggiunti. Sono tanti gli impegni che portano avanti, in Italia e all’estero, e riescono a farlo grazie ad una grande motivazione e tanto spirito di sacrificio”, ha detto Tofalo rivolgendosi al personale.

Un’altra realtà importante sul territorio è il Comando Militare Esercito “Puglia” diretto dal generale di brigata Giorgio Rainò.

Nel corso degli anni questo ente si è trasformato per essere sempre più aderente alle esigenze del comparto Difesa in continua evoluzione.

Oggi, grazie alle sue strutture dislocate sul territorio e per le attività svolte dal personale militare e civile, evidenzia Tofalo “rappresenta il più importante elemento di coesione tra popolazione civile e Forze armate. Infatti, è l’interfaccia esclusiva dell’Esercito sul territorio pugliese”.

Inoltre, l’ente dell’Esercito assiste le famiglie dei militari caduti in servizio o colpiti da gravi infortuni e malattie, in Puglia sono complessivamente 110. “Questo è un servizio fondamentale, per far sentire la vicinanza delle istituzioni ai familiari. Stiamo parlando di un importante punto di riferimento per tutta la popolazione”, ha detto Tofalo.

Altri aspetti primari, a cura del comando, sono la promozione dei reclutamenti e il sostegno alla ricollocazione professionale. I militari che hanno terminato il servizio nelle Forze armate possono aderire al progetto “Sbocchi Occupazionali” che oggi vede iscritti oltre 5307 ex VFP1 e VFP4. Si tratta di una banca dati messa a disposizione delle aziende private locali che possono consultare per ricercare determinate figure professionali.

Carabinieri Puglia

Nel pomeriggio, la visita del Sottosegretario Tofalo alla Legione Carabinieri “Puglia” che ha alle dipendenze i Comandi Provinciali Carabinieri di Bari, Foggia, Taranto, Brindisi e Lecce. A ricevere il sottosegretario, il comandante, generale di brigata Alfonso Manzo.

“Al termine di questa intensa giornata – dice Tofalo – ho approfondito la conoscenza di assetti pregiati della Difesa che, sebbene diversi tra loro per attività svolte e competenze, lavorano in sinergia e sanno fare “sistema” per il bene dei cittadini!”

Il sottosegretario Tofalo sarà a Bari il 4 novembre prossimo, con il Presidente della Camera, per la celebrazione del “Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate”.

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