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Servizio Meteomont dell’Esercito, potenziata la sezione del 6° rgt Alpini con tre nuovi osservatori neve e valanghe

Rilevamento dati della neve

Brunico (BZ),  13 marzo 2020 – Con la formazione di tre nuovi “osservatori militari neve e valanghe” il 6° reggimento Alpini ha potenziato l’organico della propria sezione Meteomont, l’importante servizio che nell’ambito delle attività di “prevenzione, sicurezza e soccorso in montagna” le Truppe Alpine dell’Esercito  continuano a garantire in supporto alla collettività anche in questo difficile periodo.

Nell’ambito della rete di monitoraggio meteonivologico  sull’arco alpino, il 6° reggimento Alpini è infatti responsabile di una zona particolarmente vasta che copre la quasi totalità dell’Alto Adige ed il cui capillare controllo richiede l’impegno costante e senza soluzione di continuità  di personale competente ed altamente qualificato.

I nuovi “osservatori”, accuratamente scelti tra i migliori allievi del corso avanzato di sci svolto in Alta Val Pusteria nel mese di febbraio e formati nelle scorse settimane dagli istruttori del 6°, saranno immediatamente impiegati nelle attività di rilevamento e studio dei dati meteonivologici locali che poi, elaborati e gestiti presso il centro settore Meteomont di Brunico, concorreranno alla realizzazione del bollettino giornaliero sul pericolo valanghe nell’area (fruibile sul sito www.meteomont.org).

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L’Aquila, open day dell’Esercito per gli aspiranti VFP1

FOTO 6 PARETE ARRAMPICATA

L’Aquila, 20 febbraio 2020 – Gli abruzzesi aspiranti Volontari in Ferma Prefissata di un anno del 1° blocco 2020 sono stati invitati oggi all’Open Day dell’Esercito italiano presso la caserma Pasquali de l’Aquila.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo e per il Molise, colonnello Marco Iovinelli ed è stata organizzata dal Comando Militare Esercito “Abruzzo Molise” con la collaborazione del 9° reggimento Alpini. La forza motrice della manifestazione è stata quella di consentire ai candidati di toccare con mano la realtà della Forza Armata in maniera concreta, anche attraverso le testimonianze dirette del personale in servizio, prima della presentazione alle prove selettive.

Le attività hanno avuto inizio con l’Alzabandiera e con il saluto da parte del Comandante del 9° Reggimento Alpini, colonnello Paolo Sandri.

Subito dopo i giovani aspiranti hanno assistito a un breve briefing sull’unità, sulle prove concorsuali che saranno chiamati a sostenere e alla proiezione di alcuni video riguardanti la Forza Armata.

E’ stato illustrato inoltre il Progetto Sbocchi Occupazionali, al quale i candidati potranno accedere all’atto del congedo senza demerito, per favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro.

Infine hanno potuto visitare una mostra statica di armi, mezzi e materiali in dotazione nonché assistere ad alcune attività teoriche e pratiche condotte dal 9° Reggimento Alpini.

FOTO 4 TECNICA DI MASCHERAMENTO

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Roma, celebrato il 77 anniversario della battaglia di Nikolajewka (video)

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(di Monica Palermo) Roma, 26 gennaio 2020 – Domenica 26 gennaio, l’aria è pungente, c’è movimento, emozione, su via Cassia nel Giardino dei Caduti sul Fronte Russo, all’altezza della tomba di Nerone. Associazioni d’arma con labari, colonnelle e stendardi percorrono su mezzi militari e a piedi la via, chiusa momentaneamente al traffico per l’occorrenza, per poi ammassarsi davanti al monumento ai Caduti per rendere gli onori  nel 77 anniversario della battaglia in suolo russo di Nikolajewka.

Un picchetto d’onore della scuola di fanteria dell’Esercito ha presenziato la cerimonia per rendere omaggio ai fatti d’arme del 26 gennaio del 1943. 

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Fu una battaglia allo stremo, dove alla 2ª divisione alpina “Tridentina”, l’unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere, fu assegnato il compito di iniziare l’assalto al villaggio. Particolarmente significative durante questo attacco furono le azioni dei battaglioni “Vestone”, “Verona”, “Valchiese” e “Tirano”. Malgrado lo sbandamento che sarebbe stato comprensibile per delle truppe in ritirata, gli italiani riuscirono a sostenere lo scontro con i sovietici, maggiormente dotati di armi pesanti ed artiglieria.

Da allora ogni anno gli alpini (e non solo) celebrano quel giorno dove migliaia di uomini, con valore, persero la vita. 

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera mentre la banda della Regione Lazio suonava l’inno d’Italia, a seguire dieci rintocchi della Martinella sulle note del Silenzio.

Una corona d’alloro, portata dalla Polizia di Roma Capitale, è stata deposta sul monumento ai caduti e rappresentati dello Stato hanno reso gli onori, il presidente del Municipio Stefano Simonelli, in rappresentanza del sindaco, e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

DSC_9936_Nikolayewka2020A conclusione della cerimonia una messa celebrata da monsignor Giacomino Feminò, concelebrata anche dal parroco della vicina chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

Presenti numerose Associazioni d’Arma: alpini (ANA di Roma), paracadutisti della Folgore, autieri (TRAMAT), bersaglieri, granatieri, crocerossine, croce rossa, artiglieri, fanti, carabinieri, reduci di guerra, medaglie d’oro al valor militare, marina militare. Autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze Armate in servizio e in congedo, delle Associazioni di Volontariato, e delle Associazioni storiche e culturali ritrovate per condividere ricordi di una battaglia così cruenta. Presenti forze dell’ordine, polizia, carabinieri e polizia municipale, a tutelare che ogni cosa filasse liscio. 

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Brunico: gli alpini commemorano il 77° anniversario della battaglia di Nikolajewka

Resa degli onori ai Caduti

Brunico,  23 gennaio 2020 – Il 26 gennaio 1943, a Nikolajewka, gli alpini della Divisione Tridentina scrissero l’ultimo capitolo di una delle storie militari più conosciute dell’Esercito Italiano, l’eroico ripiegamento dal fronte russo durante la 2^ Guerra Mondiale. Un’ultima battaglia per uscire dopo giorni di estenuanti combattimenti dalla sacca dentro cui erano stati chiusi i soldati dell’Asse in ritirata, che vide gli Alpini del 6° reggimento – giunti  per primi  alle porte del paese ucraino – compiere un ennesimo determinante sforzo per consentire il ritorno a casa dei superstiti dell’Armata Militare Italiana in Russia e degli eserciti alleati.

Il loro sacrificio – e quello più in generale di tutti i caduti – è stato ricordato nella caserma “Lugramani” di Brunico, sede del comando del 6° reggimento Alpini, con una breve cerimonia commemorativa alla presenza del generale Ignazio Gamba, vice comandante delle Truppe Alpine per il territorio, delle Autorità civili locali, dei rappresentanti delle altre Forze Armate e dei Corpi militari dello Stato insistenti sul territorio e delle tante Associazioni combattentistiche e d’Arma da sempre vicine al reggimento.

Per quei fatti d’arme alla Bandiera di Guerra del 6° reggimento Alpini fu conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

In sette mesi di durissima campagna sul fronte russo si dimostrava granitica e potente unità di guerra, saldissimo fascio di indomite energie, di ferrea volontà e di leggendario ardimento. Durante la difficilissima manovra di ripiegamento dal fronte del Don sempre vittoriosamente tenuto, i suoi battaglioni Vestone, Verona, Val Chiese, malgrado le eccezionali avverse condizioni di clima e di elementi, la mancanza assoluta di ogni rifornimento, davano continue fulgidissime prove delle loro fiere qualità guerriere. Operando con rara abilità in territorio insidiosissimo, pur spossati dalle più aspre fatiche e privazioni, superando ogni umana possibilità di resistenza fisica e morale, a Posto jalyj, e Scheljakino, a Maiakeiewa, a Arnautowo, a Nikolajewka ed in altri numerosi durissimi combattimenti stroncavano sempre nuove e soverchianti forze nemiche appoggiate da potenti mezzi corazzati, e con furore leonino rompevano il cerchio di ferro e di fuoco in cui l’avversario, rabbiosamente deciso ad annientarli, si illudeva di averli ormai chiusi. Col loro intrepido valore e con la loro travolgente irruenza, in nobile gara di abnegazione, di arditezza e di irresistibile slancio coi battaglioni del reggimento gemello, travolgevano le agguerrite e impetuose truppe nemiche, ne contenevano e ne arginavano la irruente avanzata, creando la indispensabile premessa alla ripresa ed aprivano la via della salvezza a numerose unità italiane ed alleate. Primi nell’offerta, nella sofferenza e nel sacrificio, i tre ferrei battaglioni, sempre fedeli alla loro antica tradizione, hanno superato con più che leggendario valore il loro eroico vittorioso passato di guerra.

Significativa anche la presenza all’evento del sig. Dante Pocchiesa, classe 1920, reduce della Campagna di Russia che da diversi decenni vive nella cittadina pusterese.

Il Comandante del 6° reggimento Alpini accoglie il Sig. Pocchiesa

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Gli Alpini aprono una nuova via sulla Cima Grande di Lavaredo

Brunico (BZ), 10 ottobre 2019 – A realizzare la salita sono stati tre istruttori di alpinismo del 6° reggimento Alpini (battaglione “Bassano”) che, nell’ambito delle attività di preparazione dell’esercitazione alpinistica internazionale “Tre Cime”, organizzata dal Comando Truppe Alpine lo scorso 11 luglio, hanno aperto una nuova via di salita alla Piramide della Cima Grande di Lavaredo.

La “via diretta”, così chiamata dai tre salitori, il luogotenente Ewald Beikircher, il caporale maggiore scelto Matteo Lovat e il caporale maggiore scelto Simone Pomarè Montin, si presenta come otto tiri di corda con difficoltà fino al VI grado ed è stata aperta dal basso utilizzando chiodi alpinistici e spit fix da 10 mm (per le soste).

Questa attività, complessa ed impegnativa svolta sempre nel più profondo rispetto della montagna, conferma la grandissima qualità tecnica del personale istruttore del 6° reggimento Alpini, unità dell’Esercito specializzata nella condotta di operazioni in ambiente montano e nell’insegnamento specifico a favore degli altri Enti della Forza Armata.

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Fonte e immagini
: Comando Truppe Alpine
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Esercitazione Laran 2019, gli alpini della Taurinense testano la flessibilità tattica delle truppe da montagna

7 - Ex LARAN 19 - Il Comandante delle Truppe Alpine incontra gli Alpini e i Dragoni della Taurinense

Il comandante delle Truppe Alpine incontra gli Alpini e i Dragoni della Taurinense

Monteromano, 24 settembre 2019 – Si è conclusa oggi, presso il poligono di Monteromano, l’esercitazione “LARAN 2019”, che ha visto le unità della Taurinense esercitarsi in un complesso scenario full spectrum con il coinvolgimento di tutte le componenti pluriarma di cui è dotata la Brigata. Una compagnia del 3° reggimento Alpini di Pinerolo, rinforzata da elementi del reggimento Nizza Cavalleria (1°) di Bellinzago Novarese, del 1° Artiglieria terrestre (da montagna) e del 32° Genio Guastatori di Fossano, sostenuti nella fase di movimento e di schieramento dal reggimento Logistico di Rivoli, si sono esercitati in un ambiente differente dalle montagne piemontesi.

L’esercitazione, che ha avuto inizio nei primi giorni di settembre, si è sviluppata attraverso obiettivi intermedi che hanno permesso via via di testare scenari e tattiche di complessità sempre più elevata. Esercizi a fuoco diurni e notturni – sia con armi individuali e di reparto, sia con mortai, obici e l’impiego della Blindo Centauro – coordinati con il movimento sul terreno dei reparti, sono culminati con una esercitazione a fuoco continuativa il 23 e 24 settembre u.s..

La “LARAN 2019” ha avuto quali principali elementi di novità l’impiego, anche in funzione “cannone d’assalto”, dell’obice da 105/14 – recentemente reintrodotto in servizio – e l’utilizzo esteso, in ambiente non innevato, dei veicoli BV206. Questa piattaforma non è stata solamente impiegata come mezzo tattico per il trasporto del personale ma anche, grazie alla protezione e alla capacità di fuoco della versione S7, come veicolo da combattimento vero e proprio, in grado di dare supporto alle truppe leggere una volta appiedate.

Oggi è stata verificata – in maniera più che soddisfacente – la capacità delle Truppe Alpine di sapersi adattare ai moderni scenari strategici, totalmente diversi dalla tradizionale tipologia di impiego degli Alpini” ha dichiarato al termine dell’esercitazione il generale Davide Scalabrin, comandante della brigata Taurinense, sottolineando poi che “La capacità di movimento e di combattimento in montagna, insieme alle esperienze e alle professionalità che ne derivano, restano comunque essenziali sia dal punto di vista tecnico sia mentale, rendendoci ancora più in grado di adattarci con flessibilità ed efficacia ad ogni tipo di missione”.

La “LARAN 2019” è stata la rappresentazione perfetta di una sfida che le Truppe Alpine stanno affrontando da anni, con lo scopo di adeguare la propria essenza di soldati di montagna alla dinamicità che i teatri operativi richiedono attualmente e nelle quali si può essere chiamati ad operare.

14 - Ex LARAN 19 - Blindo Centauro del Nizza in azione

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Fonte e immagini: Comando brigata alpina Taurinense
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Gli alpini ricordano il loro patrono San Maurizio con una funzione religiosa

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Bolzano, 24 settembre 2019 – Una funzione religiosa in memoria di San Maurizio patrono del Corpo degli Alpini, a cui ha presenziato il vice comandante delle Truppe Alpine generale di divisione Ignazio Gamba assieme al commissario del governo Vito Cusumano, si è svolta ieri nella chiesa del comprensorio militare “Druso”.

Una messa a cui hanno preso parte autorità militari e civili del capoluogo altoatesino e una rappresentanza delle Forze Armate, dei Corpi Armati dello Stato dell’Associazione Nazionale Alpini e delle associazioni combattentistiche e d’arma presenti in Regione. 

Il corpo degli alpini, che oggi vede oltre 10.000 militari è presente con i suoi reparti in tutto il Nord Italia e nella zona appenninica.

Nel ringraziare i convenuti, il generale di divisione Gamba ha ricordato come “San Maurizio sia un esempio di dedizione al servizio, gli Alpini tutti, in armi e in congedo,  ricordano il comandante della Legione che sacrificò la propria vita ai valori di cristiani. Agli uomini in uniforme – ha continuato – viene richiesto, oggi come allora, la capacità di discernimento, di giudizio e di sacrificio verso il prossimo.”

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San Maurizio, martire del terzo secolo e Patrono del corpo degli Alpini, è l’ esempio del guerriero cristiano. La proposta di nominare un Protettore del Corpo risale al 1938, la scelta cadde su San Maurizio, soldato di una legione romana alpina, martire, intrepido e valoroso combattente per la Patria vicino allo spirito alpino. Nel 1941, con decreto papale del 19 luglio , Papa Pio XII ha dichiarato “San Maurizio martire celeste patrono presso Dio del Corpo dell’Esercito Italiano denominato Alpini”.

Il più antico documento sul suo martirio e su quello dei suoi commilitoni della legione tebana risale al 450-455. Il racconto presenta Maurizio come il primicerius, uno degli ufficiali comandanti della unità che pare fosse originaria dell’Egitto ed era stata trasferita in occidente dall’imperatore Massimiano Erculeo. San Maurizio fu già patrono del Sacro Romano Impero e la sua spada  faceva parte del corredo del trono imperiale.

Santo patrono di diverse località in Italia e all’estero San Maurizio è protettore anche  della Savoia.

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Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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