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Afghanistan: militari italiani concludono il corso di primo soccorso alla polizia femminile afghana

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Herat, 23-24 giugno 2018 – I militari italiani in missione in Afghanistan hanno concluso ad Herat il corso Basic Life Support Defibrillation (BLSD) teso a consentire alle poliziotte in servizio presso il carcere femminile di stabilizzare le detenute ed i loro figli in imminente pericolo di vita.


I carabinieri del Police Advising Team (PAT)  con l’ausilio di personale medico e infermieristico dell’ospedale da campo della base italiana (ROLE 2) appartenenti al Train Advise Assist Command West (TAAC-W), su base brigata “Pinerolo”, hanno abilitato sette poliziotte in servizio presso l’istituto di reclusione femminile di Herat al primo soccorso e al soccorso pediatrico. Il corso è stato richiesto dalla direttrice dell’istituto penitenziario per accrescere la formazione del personale di polizia a fornire una maggiore assistenza alle donne detenute nel carcere e ai loro figli che ad oggi, in circa 60 tra neonati e bambini, vivono con loro nella struttura in età prescolare.

BLS 24 giugno-12

La rianimazione cardio-polmonare, le posizioni di sicurezza post traumatiche e da shock, il trattamento delle ferite lacero-contuse e l’impiego del defibrillatore, sono le principali capacità acquisite dalle poliziotte espresse nella pratica di numerosi esercizi eseguiti su manichino. Inoltre, una sessione a parte è stata dedicata al primo soccorso pediatrico, con particolare riferimento alla disostruzione delle vie respiratorie.

Le attività a favore delle donne afghane, realizzate nell’ambito dei progetti gender, hanno il duplice obiettivo, da una parte,  di rendere le Forze Armate e di Polizia autonome nella gestione dello sviluppo professionale del proprio personale e, dall’altra,  di formare nuovi istruttori (train the trainers) in linea con i compiti del TAAC W che si sviluppano sia sul piano dell’addestramento (train) che su quello della consulenza (advise e assist).

Tutti gli sforzi del contingente italiano, nell’ambito della missione in Afghanistan Resolute Support, sono tesi allo sviluppo organizzativo e funzionale delle forze di sicurezza afgane, per il raggiungimento di un adeguato livello di sostenibilità delle stesse.

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Le partecipanti, al termine della cerimonia di consegna dei diplomi, hanno espresso grande soddisfazione per quanto appreso durante le lezioni teoriche e pratiche, mostrando sempre un vivo interesse per gli argomenti trattati durante il corso.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: istruttori italiani concludono operazione di supporto alle forze di sicurezza afghane

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Herat (Afghanistan), 16 maggio 2018 – Si è conclusa il 14 maggio la “spedizione” degli istruttori italiani, in supporto alle Forze di Sicurezza afghane, situate nell’abitato di Qal’ha-Ye Now, a circa 120 km a nord Est di Herat, sede del contingente italiano su base brigata “Sassari”.

Circa 50 istruttori italiani, per due settimane, hanno fornito assistenza e consulenza a favore delle controparti locali del 207° corpo d’armata afghano, impegnate in attività operative congiunte con il 209° corpo d’armata, quest’ultimo schierato nella limitrofa regione nord, ed assistito dagli advisor tedeschi.

L’operazione, prima nel suo genere in Afghanistan, è nata su richiesta delle forze di sicurezza e autorità politiche locali ed è stata definita durante un meeting organizzato nel mese di gennaio dal comandante italiano del Train Advise Command West (TAAC W), nella base di Camp Arena, alla presenza del corrispettivo comandante tedesco del TAAC North e dei comandanti del 207° e 209° corpo d’armata operanti nelle confinanti regioni afgane. 

Dopo un lungo periodo di pianificazione, avvenuta attraverso incontri e videoconferenze, in cui gli staff dei differenti corpi d’armata, assistiti dagli istruttori della NATO,  hanno pianificato nei minimi dettagli l’operazione congiunta, nei primi giorni del mese di maggio è partita l’operazione “Unified Purpose”. Lo scopo perseguito dal governo afghano era quello di favorire le condizioni di sicurezza in un’area di confine di difficile controllo per via delle condizioni morfologiche del terreno – area montuosa ed impervia – e per la distanza dalle principali caserme afgane.

Per la riuscita dell’operazione, fondamentale importanza hanno rivestito gli incontri con la popolazione, i capi villaggio e religiosi, a cui sono stati illustrati i benefici connessi con la messa in sicurezza dell’area. Migliori condizioni di sicurezza consentiranno infatti l’avvio dei lavori per il completamento della Ring Road, ovvero l’arteria autostradale che collega l’intero Paese, con importanti ricadute economiche per gli abitanti. Inoltre, una maggiore presenza delle Forze Armate, incoraggerà gli elettori ad esprimere, liberamente, il proprio diritto di voto durante le prossime elezioni elettorali del mese di ottobre.

Expeditionary Advisor Package (EAP), è l’acronimo utilizzato per indicare queste attività di addestramento ed assistenza “a domicilio” sviluppate in aree distanti dalla base di Camp Arena – sede del contingente nazionale – che non possono essere svolte con cadenza giornaliera e quindi vengono organizzate, periodicamente, sulla base delle richieste che le forze di sicurezza afghane rivolgono agli istruttori italiani. Tali consulenze, che escludono l’impiego dei militari italiani in attività cinetiche, contribuiscono all’innalzamento delle competenze tecnico-tattiche dell’Esercito e della Polizia e rafforzano i legami con il territorio.

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Il lavoro degli advisor italiani – che comprende anche le attività di EAP – si sviluppa nell’ambito della missione di Resolute Support (RS) con il compito principale di addestrare, consigliare ed assistere le forze di Sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: contingente italiano abilita 12 neo istruttori della polizia afgana, al trattamento sanitario sul campo di battaglia

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Herat (Afghanistan), 2 maggio 2018 – E’ terminato nei giorni scorsi il corso di abilitazione all’insegnamento Tactical Combat Casuality Care (TCCC) – Train the Trainers (T3). Durante il corso 12 agenti appartenenti alle forze di Polizia afgane, sono stati addestrati dagli istruttori del contingente italiano ad Herat, su base brigata Sassari ed ultimato negli scorsi giorni.

Altamente selezionati fra il personale con precedenti abilitazioni in materia sanitaria, i neo istruttori, dopo la frequenza del corso, durato circa 3 settimane, potranno ora insegnare ed abilitare i propri colleghi alle manovre di soccorso sanitario d’emergenza in ambiente tattico e di combattimento.

Per raggiungere l’importante traguardo, gli agenti hanno dovuto dimostrare di aver ben compreso e di essere in grado di poter istruire altri allievi sulle procedure per il trattamento delle ferite da ustione, da colpi da arma da fuoco, fratture, disostruzione delle vie aeree anche attraverso le tecniche di intubazione e dell’utilizzo della maschera laringea oltre, ovviamente, all’applicazione dei principi generici di primo soccorso ed utilizzo del defibrillatore automatico.

Corsi di questo tipo rivestono un’importanza rilevante per le forze di sicurezza locali in quanto assolvono il duplice obiettivo di renderle autonome nell’auto formazione, Train the Trainers, e di accrescere il numero di personale altamente qualificato e preparato ad affrontare le situazioni di emergenza in ambiente ostile.

Le attività di addestramento (train) e di consulenza (advise e assist) a favore dell’Esercito e della Polizia vengono sviluppate dagli istruttori italiani sulla base del mandato di “Resolute Support”, con l’obiettivo finale di incrementare l’auto sostenibilità delle stesse nella gestione della sicurezza nell’intero Paese.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Afghanistan: contrasto agli ordigni esplosivi in favore della popolazione locale

I militari italiani proseguono i corsi di specializzazione per garantire l’autoprotezione delle  Forze Armate afghane e la salvaguardia della popolazione civile

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Herat, 5 aprile 2018 – Nei giorni scorsi i militari del contingente italiano hanno concluso il corso di specializzazione in “Explosive Hazard Reduction”, presso la base italiana di Camp Arena, a favore di 12 poliziotti e militari delle forze di sicurezza afghane, conseguendo l’abilitazione alla bonifica speditiva degli ordigni esplosivi.

Il corso, durato 4 settimane, è stato sviluppato nell’ambito del programma formativo organizzato dagli istruttori italiani del Military AdviseTeam (MAT), con lo scopo di ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono le forze di sicurezza locali e soprattutto la popolazione civile, in occasione di rinvenimento di mine, munizionamento inesploso ed Improvised Explosive Device (IED), ovvero bombe realizzate con materiali non convenzionali.

Attraverso l’apprendimento di accurate tecniche per l’avvicinamento agli esplodenti, messa in sicurezza dell’area, posizionamento di cariche esplosive e successiva bonifica con brillamento speditivo, i neo abilitati, militari e poliziotti, potranno operare senza mettere a repentaglio le proprie vite e tutelando, conseguentemente, la popolazione civile che risulta essere tra le principali vittime da esplosioni.

Il corso è terminato con una esercitazione pratica, in cui le forze di sicurezza locali si sono cimentate nell’impiego di cariche esplosive individuali per la demolizione rapida di alcuni simulacri di ordigni inesplosi, consentendo agli stessi allievi di condurre, autonomamente, una bonifica speditiva.

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La bonifica degli ordigni rientra nei piani di addestramento (train) e di consulenza (advise ed assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano. Come previsto dal mandato di “Resolute Support”, queste attività concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale, che è quello di rendere le Forze di Sicurezza locali capaci di operare in totale autonomia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: militari italiani addestrano gli afghani al combattimento in ambiente montano

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Herat, 12 marzo 2018 – L’apprendimento dei principali nodi, delle manovre di cordata, delle tecniche di discesa in corda doppia e di risalita di corda fissa nonché l’uso di teleferica per il trasporto dell’armamento di reparto, sono solo alcuni degli obiettivi di apprendimento inseriti nel programma didattico previsto per il corso di “Mountain Warfare” organizzato dal Train Advise Assist Command West (TAAC W) a favore di dieci militari dell’Afghan National Army (ANA) ossia l’Esercito afghano. Il corso rientra rientra nel programma di training della missione in Afghanistan resolute support.

Il corso basico di combattimento in ambiente montano, condotto dal personale di TAAC W ed in particolare da istruttori del Centro Addestramento Alpino di Aosta, è durato tre settimane e si è concluso con una esame finale valido per il conseguimento dell’abilitazione al combattimento in alta quota, che ha avuto luogo su una falesia naturale che era stata attrezzata per l’occasione e che è situata a circa 20 Km di distanza dalla base di distanza da Camp Arena. Questo tipo di addestramento è nato dalle richieste di supporto espresse dal comandante del 207^ corpo d’armata afghano per rendere ancor più aderente l’addestramento dei propri militari  con la morfologia del territorio.

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Grande soddisfazione è stata manifestata dagli istruttori del contingente italiano, su base brigata “Sassari”, per i risultati conseguiti e la prestazione fornita dagli allievi durante le attività pratiche.

Il comandante del TAAC W ha pronunciato parole di elogio nei confronti dei militari afghani incitandoli ad esprimere la medesima professionalità durante le attività operative nelle quali saranno coinvolti con lo scopo di garantire la pace nel proprio Paese.

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L’obiettivo della missione Resolute Support consiste nell’addestramento, assistenza e consulenza delle forze di sicurezza afghane, ed in tale ottica si inserisce anche il corso “Mountain Warfare”.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: simposio sulla corruzione organizzato dal contingente italiano ad Herat

12a0c5a7-2e59-4ef7-877c-60f8481a8895lettura del discorso di apertura del simposioMedium

Herat (Afghanistan), 1 marzo 2018 – Il comandante della missione NATO Resolute Support, generale John Nicholson, avvia il simposio con un messaggio rivolto agli organi giurisdizionali ed alle Forze di Sicurezza. “Voglio ringraziare personalmente il contingente italiano per l’impegno nella lotta al terrorismo ed il sostegno al processo di pace. Nonostante il vostro impegno nei vari teatri operativi in tutto il mondo, dal 2002 siete al fianco della comunità internazionale per portare la stabilità e la pace in Afghanistan. Anche la lotta alla corruzione, che quest’oggi affrontate durante il simposio, è parte integrante e fondamentale del processo di ricostruzione”. Con questo messaggio del comandante della missione Resolute Support, il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) ha avviato il simposio dal titolo “La convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione e le misure adottate dallo stato contro i fenomeni corruttivi”.

Il simposio si è svolto presso la base militare di Camp Arena, in video-conferenza con l’Italia, alla presenza del Comandante del contingente italiano, del governatore della provincia di Herat, del dott. Giovanni Caria e della dott.ssa Cristina Carunchio, rispettivamente procuratore della Repubblica e sostituto procuratore del tribunale di Sassari e infine del dott. Addullha Ahmadi procuratore di Herat accompagnato dal vice procuratore dott. Firooz Ahmad Azimi.

Nel prosieguo dei lavori del simposio, il governatore della provincia di Herat ha ringraziato l’Italia per l’attività di supporto a favore delle istituzioni afgane nell’ambito della funzionalità del sistema legislativo e del Rule of law ovvero del principio dell’uguaglianza di fronte alla legge. Nel suo intervento, il comandante di TAAC-W ha invece voluto riconfermare che l’obiettivo primario dei militari italiani è quello di concorrere, attraverso  le attività di addestramento e di consulenza a favore delle Forze di Sicurezza afgane, alla stabilizzazione e alla normalizzazione del paese.

L’operazione Resolute Support (RS) ha il compito principale di continuare ad addestrare, consigliare ed assistere le Forze di Sicurezza afgane, le quali hanno assunto in toto la responsabilità di garantire la sicurezza del proprio Paese, per renderle sempre più aderenti ed efficaci alla funzione che ricoprono.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il generale Graziano riceve il ministro della Difesa afghano generale Bahramee

Il generale Claudio Graziano, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha ricevuto il ministro della Difesa della Repubblica Islamica di Afghanistan, generale Tariq Shah Bahramee. Al centro dei colloqui sono stati evidenziati i progressi compiuti dalla forze di sicurezza afgane.

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Roma, 20 febbraio 2018 – Questa mattina, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha accolto il ministro della Difesa della repubblica islamica dell’Afghanistan, generale Tariq Shah Bahramee, in visita nel nostro Paese.

Preceduta dalla resa degli onori da parte di un picchetto interforze, presso il cortile di Palazzo Esercito, la visita è proseguita con l’incontro tra le due autorità, successivamente allargato anche alle rispettive delegazioni.

Il generale Graziano ha voluto rimarcare che “l’impegno delle Forze Armate italiane in Afghanistan è stato e resta rilevante, anche in considerazione del fatto che siamo i secondi contributori di truppe dopo gli Stati Uniti. In Afghanistan – ha proseguito il capo di Stato Maggiore della Difesa – si è scritta una pagina importante della nostra storia militare e ancora oggi i nostri militari sono lì per sostenere, con l’addestramento e con l’assistenza, le forze di sicurezza afgane affinché siano in grado di riprendere il pieno controllo del proprio territorio e possano garantire adeguatamente la sicurezza dei propri cittadini”. Il generale Graziano si è poi complimentato con il ministro Bahramee per i risultati conseguiti dalle forze di sicurezza afgane in termini di accrescimento della capacità operative oggi esprimibili e di professionalità.

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Il ministro Bahramee ha ringraziato la Difesa italiana per quanto finora fatto per il suo paese, riferendosi alle attività svolte e ai risultati ottenuti dai militari italiani nella provincia di Herat, come un modello da seguire e da applicare in tutto l’Afghanistan. Ha poi elogiato la capacità, tutta italiana, di dare complementarità e sinergia tra attività militari e quelle di cooperazione civile ed ha avuto parole di profondo apprezzamento per l’alta funzione formativa e addestrativa che i militari italiani svolgono, soprattutto a favore del 207° corpo d’armata dell’Esercito afghano. In particolare, ha lodato l’impegno nell’addestramento del personale femminile, tanto dell’Esercito quanto delle forze di polizia afgane, e nel contrasto degli ordigni esplosivi. Il ministro ha quindi concluso rammentando gli storici e solidi legami tra i due Paesi, definendo l’Italia un partner strategico per la crescita e lo sviluppo sociale dell’Afghanistan.

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Oggi, sono circa 900 militari italiani impiegati tra Herat e Kabul, nell’ambito della missione NATO “Resolute Support”, per sostenere l’Afghanistan e continuare a supportarlo in questo delicato momento di lotta al terrorismo.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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