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I Granatieri di Sardegna si addestrano in montagna

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San Candido (BZ), 9 aprile 2019 – Il 1° reggimento Granatieri di Sardegna ha condotto una serie di attività addestrative per conseguire piene e complete capacità di combattimento tali da poter condurre tutte le operazioni dello spettro dei conflitti, dalle attività militari in tempo di pace fino al warfighting.

I militari dell’Esercito a San Candido sono stati ospiti del battaglione alpini “Bassano”, sotto la guida degli istruttori del 6° reggimento alpini e si sono addestrati alle procedure tecnico – tattiche tipiche dell’ambiente montano, guida fuori strada road su terreno misto ed in presenza di neve e ghiaccio, capacità di muovere ed operare nei boschi ed in aree urbanizzate e marcia di reparto in quota con dislivelli e carichi progressivi.

Queste alcune della attività che hanno rappresentato il quotidiano impegno delle compagnie che si sono alternate in Val Pusteria nell’ambito di un intenso e impegnativo ciclo addestrativo.

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Il 1° reggimento Granatieri di Sardegna è un reggimento di fanteria leggera, impiegato sia nei vari teatri d’operazione, Kosovo, Afghanistan e Libano sia in operazioni di homeland security. Alla veste operativa abbina quella cerimoniale assicurando lo svolgimento di servizi di alta  rappresentanza tra i quali i picchetti in onore dei Capi di Stato e di governo in visita agli organi costituzionali italiani, cerimonie di commemorazione, deposizione di corone, la guardia d’onore al Palazzo del Quirinale, al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati e al Sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

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Inoltre, importante è stato il contributo fornito dai granatieri sin dalle prime ore nelle zone del centro Italia colpite dal sisma del 2016, nelle attività di primo soccorso in supporto della popolazione locale.

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Esercito: attività addestrative Livex per operare in ambienti reali utilizzando armi individuali, veicoli e sistemi d’arma in dotazione

3 - CAT C. Teulada addestramento

Roma, 28 novembre 2018 – Tre gli impegni “Livex” che si sono tenuti nel mese di novembre presso i dipendenti Centri di Addestramento Tattico di Capo Teulada, Lecce e Monteromano.

Nel quadro della programmazione delle attività addestrative del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (Ce.Si.Va.), dal 5 al 23 novembre i dipendenti Centri di Addestramento Tattico (C.A.T.) di Capo Teulada, Lecce e Monteromano sono stati impegnati in tre distinte esercitazioni “Livex”.

Lo scopo delle esercitazioni “livex”, è quello di permettere alle unità addestrate di operare in ambienti reali utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione. L’attività, condotta in due distinti momenti, vede una fase di preparazione comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi nel corso della quale sono schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione, e una fase di condotta che si sviluppa con azioni continuative sul terreno di 36/48 ore, costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei Comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno.

Il 5 novembre, presso l’area addestrativa di Capo Teulada, ha preso il via l’esercitazione “Capricorno 5/2018”, attività a fuoco a partiti contrapposti che ha visto confrontarsi unità BLUFOR formate da un gruppo tattico del 1° reggimento bersaglieri a unità OPFOR composte da un complesso minore del 3° reggimento bersaglieri. Nel corso dell’esercitazione, finalizzata all’approntamento del personale di futuro impiego in Niger, il 1° rgt. bersaglieri ha operato su più missioni: dalla condotta di pattuglie da ricognizione all’impiego della riserva; dalla pianificazione e condotta di scorta convogli alla distribuzione di aiuti umanitari, al trattamento dei feriti, ecc.. 

La settimana dopo e fino al 15 di novembre al C.A.T. di Lecce si è tenuta l’attività a fuoco, “Centauro 5/2018”. In tale contesto le unità BLUFOR composte da Ufficiali frequentatori Ufficiali del 196° C.T.A. della Scuola di Cavalleria (1 plotone carri) si sono fronteggiate con unità OPFOR a livello plotone del 31° reggimento carri utilizzando, per la prima volta in una attività continuativa, i kit di simulazione in dotazione per il C.A. “Ariete”.

Lo scopo dell’attività è stato quello di addestrare gli ufficiali alle procedure di impiego del plotone carri durante attività tattiche offensive e difensive nel combattimento classico, assicurando la perfetta formazione dei corsisti quali comandanti di uomini e, nello specifico, di rafforzare le capacità di concepire, pianificare e condurre un’attività tattica protratta nell’arco delle 24 ore con particolare riferimento allo sfruttamento del terreno.

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Infine, dal 12 al 23 novembre, al C.A.T. di Monteromano, nell’ambito della 2^ sessione di Integrazione Operativa 2018 del Programma Forza NEC, si è svolta l’esercitazione “Scorpione 6/2018”. L’esercitazione è stata finalizzata all’esigenza di valutare l’incremento di capacità di combattimento, in termini di situational awareness e di superiorità di ingaggio di una minore unità equipaggiata con i sistemi del programma forza NEC rispetto a una minore unità non dotata di tali sistemi. In questo contesto, il C.A.T. di Monteromano è stato impiegato, in veste di “Battle Lab” nella condotta di un “Prototype Refinement Experiment”, in un’esercitazione force on force di 48h durante la quale le unità BLUFOR, composte da complesso minore costituito su base del 6° rgt Bersaglieri, si sono contrapposte a una unità OPFOR formata da un plotone del 1° rgt Granatieri di Sardegna e dell’8° rgt Lancieri Montebello.

8 -CAT Monteromano addestramento

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Fonte e immagini: Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito
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Monte Romano: la Granatieri in addestramento insieme alla Folgore

Monte Romano (VT), 2 dicembre 2015 – Si è conclusa, nel poligono permanente di Monte Romano (VT), un’altra fase del programma SIAT (Sistema Integrato per l’Addestramento Terrestre), progetto dell’Esercito Italiano finalizzato all’evoluzione dell’addestramento dei militari in differenti contesti operativi.

Il programma SIAT ha come obiettivo la simulazione dell’impiego di unità, sistema live, nonché un sistema virtual in grado di riprodurre la condotta di operazioni in uno scenario artificiale sulla base dell’ambiente e dell’obiettivo addestrativo da conseguire.

Particolare attenzione viene posta anche all’addestramento dello staff all’esercizio della funzione operativa di comando e controllo sulle unità dipendenti (sistema constructive) in situazione tattiche che possono svilupparsi durante la simulazione.

In tale contesto, un complesso minore del 1° Reggimento “Granatieri di Sardegna” ha operato come opposing force (OPFOR), nell’ambito del sistema live, contro un complesso minore rinforzato del 183° Reggimento paracadutisti “Nembo”, in ambiente sia diurno che notturno, per la durata di una settimana. Scopo dell’attività è stato quello di incrementare le capacità del personale nell’applicazione delle tecniche e delle procedure relative ad uno scenario ad alta intensità o comunque in un ambiente non permissivo, replicando sul terreno i principali scenari e attività operative che si sono riscontrate nell’impiego fuori area.

L’esercitazione si è articolata in tre fasi, da una iniziale di prova (rehearsal), approntamento dei mezzi e dei materiali schierati, si è passati ad una fase centrale di attività live con le truppe sul terreno, arrivando ad una conclusiva di ripiegamento (redeployment) e ricondizionamento di uomini, mezzi e materiali.

Il progetto SIAT si propone, entro i prossimi anni, di offrire uno strumento addestrativo aderente ai molteplici contesti operativi in cui i militari dell’Esercito Italiano operano, sia sul territorio nazionale che internazionale.​

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Fonte e immagini: COMFOTER

I Rangers del 4° Rgt alpini paracadutisti in addestramento tattico con gli omologhi statunitensi

Roma, 04 settembre 2015 – Alla presenza del sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Giovanbattista Borrini, i Rangers del 4° Reggimento alpini paracadutisti hanno condotto nella giornata di ieri, in ambiente di alta montagna, una serie di attività tattiche con un plotone di “Rangers” statunitensi del 75° Reggimento stanziato a Fort Benning in Georgia.

L’addestramento, sviluppato a carattere continuativo e in condizioni meteorologiche decisamente difficoltose, è stato incentrato sulla condivisione di procedure operative e tecniche alpinistiche con la controparte specialistica d’oltreoceano.

Gli eccellenti esiti della complessa attività bilaterale, terminata con una esercitazione notturna che includeva l’effettuazione di un raid congiunto in alta quota, hanno ulteriormente confermato l’elevato grado di interoperabilità fra i due reparti per operazioni speciali, nonché evidenziato il reciproco interesse a consolidare una preziosa e proficua partnership.

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Fonte e immagini: COMFOTER

Cordoglio del capo di SMD per il decesso di una giovane volontaria durante addestramento in montagna

 

Claudio Graziano

Roma, 27 maggio 2015 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del caporal maggiore Alessia Chiaro, in servizio presso Reggimento Logistico Julia di Merano ed impegnata in un’attività addestrativa di movimento in  montagna, ha espresso ai familiari del militare e al capo di Stato Maggiore dell’Esercito profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

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Fonte: Stato Maggiore della Difesa

Volontari del CNSAS Marche in volo sull’HH-139. Addestramento del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico con l’aeronautica militare

Macerata, 20 dicembre 2014 -Venerdì 12 Dicembre, la località di Pioraco (Macerata) ha fatto da sfondo all’addestramento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) con l’Aeronautica Militare.

Sono numerose le occasioni in cui il CNSAS e l’A.M. si trovano a lavorare fianco a fianco in missioni di Ricerca e Soccorso (SAR) ed allo scopo di aumentare sempre di più la standardizzazione e la sinergia tra i due organi, continua l’attività di addestramento congiunto.

Il livello di addestramento dei volontari CNSAS era vario. Per la maggior parte di loro questa è stata la prima occasione per conoscere da vicino la nuova macchina del 15° Stormo: l’elicottero HH-139. A prescindere dall’esperienza pregressa dei partecipanti, quella di Pioraco, è stata per tutti un’ottima palestra: a brevissima distanza dal campo base è stato possibile sfruttare rilievi fino a 4000 piedi di quota sia per imbarchi e sbarchi dall’elicottero che per verricelli da parete rocciosa.
Per l’Equipaggio di Volo è stata un’ottima opportunità per poter simulare a pieno un intervento reale in territorio montuoso sconosciuto.
Nel corso delle operazioni tutti i volontari hanno avuto la possibilità di esercitarsi nelle fasi di imbarco e sbarco dall’elicottero oltre a quelle ancora più delicate di salita e discesa al verricello. Inoltre è stato possibile effettuare anche attività con la nuova barella verricellabile “Kong”.

Esercitazioni di questo tipo sono fondamentali sia per il personale dell’Aeronautica Militare che per gli enti che collaborano con la forza armata: l’utilizzo di procedure comuni, infatti, assicura la massima celerità in caso di impiego reale, oltre a permettere di minimizzare i rischi operativi connessi agli interventi di soccorso.

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Fonte: Aeronautica Militare
(15° Stormo - Cervia)

 

 

 


Il 9° Reggimento della brigata Taurinense in addestramento sulle cime della Majella

​Parco della Majella, 3 ottobre 2014 – Terminata oggi l’attività addestrativa del 9° Reggimento nel parco della Majella. Gli alpini della Brigata Taurinense hanno condotto tre settimane di addestramento al movimento in montagna, in diverse zone dell’Appennino abruzzese.

Per molti giovani alpini, appena arruolati, è stata la prima esperienza in assoluto sui sentieri appenninici, con marce di difficoltà progressiva e in assetto regolamentare con arma e zaino affardellato.

Il programma delle escursioni, momento formativo essenziale per le unità di specialità alpina, ha compreso ben 6 ascensioni, ha toccato vette intorno ai 2800 metri, 4 scavalcamenti di colle, 4 marce notturne e 14 pernotti in quota, oltre a 2 itinerari su vie ferrate. Lo sviluppo lineare complessivo del movimento in montagna è stato di 160 km, con 12000 metri di dislivello da superare.

Per il 9° Reggimento, comandato dal colonnello Massimo Iacobucci, si è trattato di un gradito ritorno, dopo oltre un decennio, sulle vette della Majella, area appenninica di formidabile bellezza ed assoluta difficoltà alpinistica, luogo in cui tradizione alpina e storia militare si sono più volte incrociate durante il secolo scorso.

Numerose le località dove gli uomini e le donne del  9° hanno costituito le proprie basi dalle quali partire in marcia: gli accampamenti della 93^ compagnia “fai strada” e della 108^ compagnia “a zump de camosce” in successione sono stati allestiti nei territori di Campo di Giove, Passo San Leonardo e Pacentro  mentre il comando di reggimento ha costituito il proprio centro decisionale nelle suggestive aree del parco della Majella.

Tra le ascensioni più importanti figurano il monte Mileto (quota 2793), il monte Tavola Rotonda (q. 2403), il monte Amaro (q. 2796) ed il monte Morrone (q. 2061) quest’ultima quota conquistata dopo un passaggio suggestivo sul versante dominato dall’eremo di Celestino V.

La sicurezza è stata fornita da 2 squadre di soccorso costituite da istruttori militari di alpinismo, le sale operative delle basi hanno avuto la possibilità di tracciare in tempo reale le posizioni delle compagnie in marcia mediante l’integrazione GPS-radio, garantendo al comando del Reggimento rischierato il controllo istantaneo delle attività addestrative e logistiche.

Per il 9° Alpini, il campo marciante appena concluso ha rappresentato non solo un momento addestrativo peculiare ed importantissimo, ma oltremodo l’occasione per rivivere con i numerosi gruppi ANA della zona le tradizioni della storia degli Alpini abruzzesi e di onorare i numerosi caduti con le stellette che sui pendii della Majella parteciparono alla liberazione d’Italia alla fine seconda guerra mondiale.

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Fonte: Esercito

Antonella Lallo

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