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Esercito: conclusa l’esercitazione “Aquila 1/2018” al centro addestramento tattico di Brunico

CAT di Brunico in addestramento 4

Brunico (BZ), 5 febbraio 2018 –  Si è conclusa l’esercitazione “Aquila 1/2018” che si è tenuta dal 22 gennaio al 2 febbraio, nel Centro Addestramento Tattico (C.A.T.). L’esercitazione fa parte della programmazione delle attività addestrative del Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito. 

L’attività, finalizzata all’approntamento di unità da impiegare nei vari teatri operativi, ha visto contrapposti 2 unità: la prima costituita da due plotoni del 7° reggimento alpini insieme a “mentor team” del 2° reggimento “Piemonte Cavalleria”; la seconda da forze del 6° reggimento alpini.

CAT di Brunico in addestramento 3

Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di permettere alle unità dell’Esercito di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione. L’attività condotta si è sviluppata in una prima fase di preparazione, comprendente lo studio dello scenario e degli obiettivi addestrativi, nel corso dei quali sono stati schierati i sensori di rilevamento sul campo e i dispositivi mobili per il controllo e la valutazione dell’esercitazione; la seconda fase, di condotta, si è sviluppata con azioni continuative sul terreno della durata di 36/48 ore, costantemente seguite da osservatori/controllori e analisti in grado di monitorare e valutare i processi decisionali dei comandanti di ogni livello e il comportamento delle unità sul terreno.

CAT Brunico in addestramento 2

Nell’ambito della simulazione addestrativa live, constructive e virtual, il Centro di Simulazione e Validazione costituisce l’unico riferimento dell’Esercito per l’approntamento dei nuclei adibiti alla gestione delle attività, definiti posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale. Il centro utilizza sistemi informatici, tecnologicamente avanzati, di simulazione e di comando e controllo, avvalendosi della collaborazione di aziende civili leader di settore e di personale militare altamente qualificato, in possesso di esperienze maturate in ambito di impiego nei vari teatri operativi internazionali.

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Fonte e immagini: COMFORDOT
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KFOR: il 132° reggimento carri subentra al 5° reggimento alpini

 

PEĆ/PEJA, 9 giugno 2015 – Si è svolto questa mattina, presso la base di Camp Villaggio Italia, il passaggio di responsabilità del Comando del Contingente italiano: gli uomini e le donne del 5° Reggimento Alpini faranno ritorno nei prossimi giorni a Vipiteno dopo sei mesi di mandato, mentre il 132° Reggimento Carri assumerà il Comando del Multinational Battle Group West, l’unità multinazionale a guida italiana che ha competenza sul settore occidentale del Kosovo.

A dare ufficialità alla cerimonia ha contribuito la presenza dell’ambasciatore per l’Italia in Kosovo S.E. Andreas Ferrarese e del generale di divisione Francesco Paolo Figliuolo, comandante di KFOR.

Nel corso del suo intervento, il COMKFOR ha ringraziato i militari del MNBG-W “per la professionalità, l’imparzialità e l’umanità” con cui hanno operato in Kosovo.

Avete sempre agito – ha ricordato il generale Figliuolo – nel rispetto del mandato, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento a tutte le genti del Kosovo. Non vi siete mai risparmiati in attività a favore della popolazione e a supporto della società e delle autorità locali, consapevoli che una società più giusta contribuisce in maniera decisiva ad eliminare tensioni etniche e ogni forma di estremismo.”

Gli alpini del 5° Reggimento non sono nuovi alle missioni fuori area, hanno già operato in Bosnia, Kosovo e due volte in Afghanistan, in questi sei mesi, al comando del colonnello Cavalli, hanno garantito la libertà di movimento nell’area occidentale del Kosovo, nonché, garantendo la sorveglianza continuativa del monastero ortodosso di  “Visoki Dečani” e fornendo una forza di reazione rapida impiegabile per qualunque evenienza, specie in assetto anti sommossa, in piena  aderenza alla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite.

Oltre alle attività operative, grande impegno è stato profuso anche nelle attività  di cooperazione-civile militare, uno dei pilastri dell’impegno italiano nel teatro balcanico. Tra i maggiori risultati ottenuti, ricordiamo la costituzione del primo team di soccorso in montagna, la nascita di un primo nucleo di disinfettori ambientali, la forte cooperazione mirata allo sviluppo delle capacità dei Vigili del Fuoco delle 12 municipalità del settore occidentale del Kosovo e le numerose donazioni di generi alimentari ed altri beni in favore di varie organizzazioni locali.

Inoltre, il Multinational Battle Group West ha avuto un fondamentale ruolo di mediazione tra la municipalità di Deçan/Dečani e il monastero di “Visoki Dečani” per raggiungere l’accordo sulla costruzione di un ponte Bailey sul fiume attiguo all’area su cui insiste il monastero: oltre ai risvolti di carattere operativo, quest’opera agevolerà l’accesso di tutta la popolazione all’area naturalistica vicina al monastero, favorendone un possibile sviluppo economico.

Lo stendardo del 132° Reggimento Carri, al comando del colonnello Ciro Forte, torna per la seconda volta in territorio balcanico, dopo aver partecipato all’Operazione “Joint Guardian” nel 2000. I carristi dell’Ariete continueranno a svolgere i compiti assegnati all’unità multinazionale, che vede la partecipazione anche di militari sloveni, austriaci e moldavi.   

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Fonte e immagini: contingente italiano in Kosovo (KFOR)

Kosovo: conclusa l’operazione Orthodox White Christmas

Decane, 10 gennaio 2015 – Si è svolta due giorni fa, nei dintorni del monastero ortodosso di Decane, l’operazione Orthodox White Christmas condotta dal Multinational Battle Group West (MNBG W) comando a guida italiana su base 5° reggimento Alpini schierato in Kosovo per garantire alla celebrazione religiosa del Natale ortodosso un’adeguata cornice di sicurezza

Alla celebrazione religiosa del Natale ortodosso ha preso parte anche una rappresentanza italiana del Multinational battle Group West, a testimonianza del dialogo esistente tra il contingente e tutti i gruppi etnici e le confessioni kosovare.

Dal 1999 i soldati italiani fanno parte della missione KFOR che oggi, nell’ambito dell’operazione Joint Enterprise, vede la partecipazione di 31 Paesi, con un impegno complessivo di circa 5000 soldati.

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Fonte: contingente italiano in Kosovo

Kosovo: cambio al vertice del Multinational Battle Group – West

Pec/Peja, 10 Dicembre 2014 – Si è tenuta ieri mattina presso la base “Villaggio Italia” di Belo Polje, sede del Contingente Italiano in Kosovo, la cerimonia di avvicendamento del Multinational Battle Group West (MNBG-W) tra il reggimento Lancieri di Montebello e il 5° reggimento Alpini. Il colonnello Angelo Minelli, comandante del reggimento Lancieri, ha passato il testimone al parigrado Carlo Cavalli, comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno (BZ), che dopo 9 anni dalla sua prima partecipazione all’operazione Joint Enterprise, ritorna in terra kosovara.

La cerimonia si è svolta alla presenza del comandante della missione KFOR generale Francesco Paolo Figliuolo e di diverse autorità locali politiche e religiose. Il Comandante di KFOR si è complimentato per i risultati raggiunti dagli uomini e le donne dei “Verdi Lancieri”, del 232° Reggimento Trasmissioni di Avellino e dei colleghi stranieri che, con costante e quotidiana dedizione, hanno portato a termine i compiti loro assegnati: “Voi tutti avete rappresentato le vostre Nazioni con grande orgoglio ed onore”, ha affermato, “Il Colonnello Angelo Minelli può essere fiero di aver comandato una forza multinazionale di tale professionalità, che ha operato e sta continuando egregiamente ad operare per il futuro del Kosovo”.

Nei sei mesi appena trascorsi, la compagnia operativa italiana, in cui era inquadrato anche un plotone moldavo, è stata rischierata per la prima volta nel nord del Paese per pattugliare il confine amministrativo tra Kosovo e Serbia e controllare i varchi autorizzati e le vie di comunicazione non ufficiali, in base al principio del Kosovo-wide, tutte le unità di KFOR possono infatti essere impiegate nell’intera Area di Operazione. L’unità, equipaggiata con i VTLM Lince, impiegati per la prima volta ora anche in Kosovo, ha contribuito al mantenimento di un generale clima di sicurezza e libertà di movimento, supportando le forze di polizia locali.

I “Lancieri di Montebello” hanno inoltre avviato e portato a termine un progetto di reshaping dei servizi svolti dalle compagnie italiana, slovene ed austriache del MNBG-W al fine di permettere una rotazione che distribuisse i compiti in maniera paritaria. Grazie a questa maggiore integrazione tra tutte le forze del MNBG-W, la compagnia italiana è stata svincolata da compiti prettamente statici nel solo settore occidentale, a presidio del Monastero di Decane e nel controllo della propria Area di Responsabilità, a beneficio di una maggiore dinamicità.

Numerose sono state anche le attività di cooperazione civile-militare, condotte in favore delle varie etnie e religioni presenti sul territorio, e al solo scopo di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale.

Il 5° Reggimento Alpini, integrato in questa nuova esperienza da una compagnia del 2° Reggimento Trasmissioni Alpino di Bolzano, ha all’attivo numerose operazioni in Patria di concorso alle Forze dell’Ordine e di soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, nonché all’estero nell’Operazione Joint Forge in Bosnia-Herzegovina (2004), nella Joint Enterprise in Kosovo (2005), e per due volte nell’Operazione ISAF in Afghanistan (2007 e 2010-2011).

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Fonte: contingente italiano in Kosovo

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