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Monte Romano: interdizione e raids per il “Nembo”. Due giorni di intenso addestramento

Posizionamento in difesa al contrattacco

Posizionamento in difesa al contrattacco

I paracadutisti, dopo l’avvicinamento effettuato nelle ore notturne, hanno effettuato l’acquisizione dell’obiettivo e una volta analizzate le informazioni tattiche dello stesso, pianificato e condotto l’assalto decisivo e la conseguente distruzione. Quest’ultima fase è stata realizzata con l’impiego di  cariche di esplosivo da un Team di Ricognizione e Combattimento Avanzato (“ACRT”) dell’8° reggimento genio guastatori paracadutisti di Legnago attivamente impiegato nelle fasi di avvicinamento, acquisizione e durante il raid finale.

Non appena bonificata la zona, le unità hanno hanno inoltre sostenuto e risolto positivamente un contrattacco della fazione avversaria in fase di ripiegamento.  In un contesto di massimo realismo ed in varie fasi tattiche, l’attività ha visto la simulazione di feriti in azione e la conseguente applicazione delle misure di primo soccorso e stabilizzazione degli infortunati.

Marcaggio del ferito a premessa dell'esfiltrazione

Marcaggio del ferito a premessa dell’esfiltrazione

L’esercitazione appena svolta fa parte dell’ordinario ciclo addestrativo seguito dell’unità paracadutiste per la conduzione dei basilari atti tattici già presenti e consolidati nel loro bagaglio addestrativo.

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Fonte e immagini: 183° reggimento paracadutisti "Nembo"


Terminata l’esercitazione Veltro 2014 condotta dal 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”

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Monte Romano, 22 ottobre 2014 – Si è conclusa lo scorso 10 ottobre, al poligono di Monte Romano, l’esercitazione Veltro 2014 condotta dal 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo di Pistoia. L’addestramento, condotto nel contesto di validazione connesso all’inserimento dell’unità nel pacchetto JRRF (Joint Reaction Rapid Force) per l’anno 2015, ha visto l’unità impegnata in uno scenario supposto come potenzialmente ostile.

Tale presupposto ha richiesto l’impiego di tutte le armi in dotazione, compresi i mortai da 120 mm. ed i sistemi controcarro “Milan”. Da rilevare la proficua collaborazione con la Scuola di Aerocooperazione di Guidonia che ha consentito di operare con la cosiddetta “terza dimensione”: un supporto alla manovra di vitale importanza per lo sviluppo della successiva operazione avioportata e dello schieramento sul terreno protrattosi per circa cinquantaquattro ore.

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La missione del 183° Reggimento, tipica delle aviotruppe, ha preso il via dall’aviolancio di una forza composta dalla componente esplorante e dal successivo scaglione assalto che hanno garantito la sicurezza dell’area.

Una successiva aliquota di paracadutisti, imbarcata su elicotteri multiruolo, ha invece provveduto alla creazione di un posto comando tattico avanzato avente, tra gli altri, il compito di garantire i collegamenti digitali e satellitari verso i comandi sovraordinati e le dipendenti unità sul terreno. Fondamentale, per lo sviluppo dell’attività addestrativa, il supporto degli equipaggi del 1° Reggimento AVES “Antares” di Viterbo su vettori CH-47 ed AB-412, e dell’11° Reggimento Trasmissioni “Leonessa” di Civitavecchia che ha partecipato all’ esercitazione con materiali tecnici e specialisti.

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In sintesi, un contesto addestrativo aderente ai possibili scenari di impiego dal quale il 183° “Nembo”, grazie alla meticolosa pianificazione ed alla collaborazione a tutto tondo con i numerosi assetti dispiegati sul terreno, ha ottenuto preziose indicazioni utili allo sviluppo ed alla condotta di attività future.

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Fonte: COMFOTER

Rientra la Bandiera di Guerra del 183° Reggimento Paracadutisti ‘Nembo’

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20 febbraio 2014 – Il Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore Generale di Brigata Lorenzo D’Addario, i Comandanti di tutti i Reggimenti della Brigata e le autorità della città di Pistoia hanno reso gli onori alla Bandiera di Guerra del 183° Reggimento Paracadutisti Nembo che dopo sei mesi in Afghanistan è rientrata in Italia. Il Colonnello Franco Merlino ha ringraziato tutti i presenti per il supporto ricevuto per tutta la durata della Missione. Il Nembo ha guidato da settembre a febbraio la Transition Support Unit Centre a Shindand, con il duro compito di supportare le forze afghane e allo stesso tempo favorire la fase di retrograde e la progressiva chiusura di tutte le basi a Sud per il rientro su Herat.

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Fonte:
 Comando delle Forze Operative Terrestri
Foto: © Comando delle Forze Operative Terrestri


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