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Veneto: esercitazione internazionale per gli Alpini alle Tre Cime di Lavaredo

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Auronzo di Cadore (BL), 5 luglio 2019 – Uno scenario mozzafiato per i militari di otto nazioni che si ritroveranno in Cadore in esercitazione. Saranno le Tre cime di Lavaredo, montagna tra le più famose delle Dolomiti, patrimonio mondiale UNESCO, il teatro dell’esercitazione di arrampicata “Lavaredo 2019” che vedrà impegnate le Truppe Alpine dell’Esercito nella settimana al 08 al 12 luglio 2019 nel comune di Auronzo di Cadore. 

L’attività è stata presentata oggi presso la sede del Comune di Auronzo di Cadore, presenti il sindaco di Auronzo di Cadore dott.ssa Tatiana Pais Becher, l’assessore regionale al turismo Federico Caner e il comandante delle Truppe Alpine generale di corpo d’armata Claudio Berto

Lungo le vie attrezzate della montagna nota al mondo intero, 200 alpini effettueranno ascensioni di difficoltà variabile. Assieme a loro, colleghi di altre forze e delegazioni di soldati stranieri che da anni si addestrano al movimento in ambiente alpino in Italia avendo, il nostro paese, le truppe da montagna più antiche, articolate e numerose del mondo occidentale.

Nell’ambito dell’esercitazione, in un’area limitrofa, l’11 luglio, verrà effettuato un “atto tattico” con la presenza di truppe ed elicotteri, una dimostrazione delle capacità di combattimento delle Truppe Alpine del 21° secolo.

L’esercitazione alpinistica e l’atto tattico a cui parteciperà il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, saranno solo la parte finale di una presenza dei soldati di montagna nel cadorino. Nei giorni precedenti Auronzo di Cadore sarà sede di una serie di iniziative a favore della popolazione e dei turisti in area. Si comincerà con un omaggio ai caduti, martedì 09 luglio ore 10:00 in piazza Vigo presso il sacrario militare; mercoledì 10 mentre sulle Tre Cime si svolgeranno le prove generali, ad Auronzo l’Ordinario Militare d’Italia officerà alle 15:30 presso la chiesa di Santa Giustina, una messa in suffragio ai caduti.

Alle 18:00 spettacolo della fanfara “Taurinense” che sfilerà lungo le vie del paese per effettuare un concerto in piazza Santa Giustina.

“La montagna è nel DNA degli alpini, oggi come ieri le sue esigenze e le sue regole dettano l’addestramento, così selettivo da fare degli soldati di montagna dei “militari al quadrato. Nonostante i molti impegni –prosegue il Gen. Berto- abbiamo infatti oltre 2700 alpini impegnati attualmente sulle strade e nelle piazze d’Italia nell’operazione “Strade Sicure” l’addestramento che la montagna permette è irrinunciabile per l’alpino, da qualunque regione esso provenga”.

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© All righte reserved
Fonte e immagini: Comando Truppe Alpine
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Ambasciatore di Israele visita il COMFOTER di supporto

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Verona, 5 luglio 2019 – L’ambasciatore d’Israele in Italia, sua eccellenza Ofer Sachs, in visita privata a Verona, ha incontrato il comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, generale di corpo d’armata Giuseppenicola Tota a palazzo Carli.

La più alta autorità dello Stato d’Israele presente in Italia, accompagnato dalla consorte e dai figli, ha visitato il settecentesco palazzo veronese, dal 1859 sede di comandi militari.

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Gen. c.a. Maurizio Lazzaro de Castiglioni

Durante la visita il generale Tota ha messo in evidenza la figura del generale di corpo d’armata Maurizio Lazzaro de Castiglioni, primo comandante delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa della NATO nel 1951.

Il generale de Castiglioni, già pluridecorato nella Grande Guerra, nel corso del secondo conflitto mondiale in qualità di comandante della 5^ divisione alpina “PUSTERIA” durante l’occupazione militare del sud est della Francia, grazie alla decisa  presa di distanza dalla logica antisemita ha permesso alla città di Grenoble e alla sua regione di divenire un rifugio per migliaia di ebrei francesi e stranieri perseguitati.

 

A testimonianza della veridicità degli eventi storici esiste una lettera conservata al museo della resistenza di Grenoble, scritta da un ebreo, che definisce la città occupata dagli italiani come la “nuova Palestina”.

La visita si è conclusa con la firma dell’albo d’onore, avvenuta nella sala dove sono custodite le immagini di tutti i Comandanti che si sono avvicendati a palazzo Carli dall’annessione del Lombardo Veneto nel 1866 fino ai giorni nostri.

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L’alto rappresentante israeliano ha concluso la visita con un caloroso ringraziamento al comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto per l’ospitalità ricevuta e per averlo portato a conoscenza di un evento storico a lui sconosciuto.

5 Ambasciatore e Gen Tota - Copia

© All rights reserved
Fonte e immagini: Comando Forze Operative Terrestri di supporto
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Firmata la nuova convenzione tra il Comando Logistico dell’Esercito e l’università degli studi di Roma “Sapienza”

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Roma, 5 luglio 2019 – Una innovativa e importante convenzione tra l’Esercito italiano e il prestigioso ateneo romano è stata firmata nei giorni scorsi presso il rettorato dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, alla presenza di numerose autorità militari e civili,  tra cui il generale di corpo d’armata Danilo Errico, già capo di Stato Maggiore dell’Esercito, e il sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, generale di corpo d’armata Francesco Luigi De Leverano.

Il documento è stato firmato dal comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, e dal magnifico rettore, professor Eugenio Gaudio.

firma della convenzione

Questo proficuo rapporto di collaborazione, avviato proprio dal generale De Leverano, già comandante logistico dell’Esercito, e dal generale Errico,  vedrà operare in sinergia medici militari e professionisti universitari e consentirà al Policlinico Militare di Roma “Celio”, già impegnato in una vasta opera di riorganizzazione e razionalizzazione di natura organizzativa, infrastrutturale e funzionale, di accrescere le proprie capacità di intervento e cura fondamentali per il supporto della Forza Armata sia in Patria che nei molteplici scenari operativi all’estero. Ciò anche nella prospettiva di una sempre più crescente integrazione nel tessuto sanitario civile e nel mondo accademico, in previsione di un’apertura delle eccellenze del comparto sanitario militare alle esigenze del Paese.

Il Comandante Logistico, nel suo intervento, ha sottolineato come il processo in atto per il rafforzamento strutturato di sinergie sui temi della salute rappresenti non solo un esempio di virtuosa cooperazione interministeriale e interagenzia ma anche un’imprescindibile prospettiva di sviluppo della sanità militare, in previsione di ampliare le proprie competenze di intervento, specialmente in contesti di strategica valenza operativa. Grazie a questa convenzione si apre un percorso che renderà possibile valorizzare “in rete” alcune specializzazioni che rivestono un ruolo chiave nei vari contesti operativi dove sono schierati assetti sanitari militari.

foto di gruppo

Il Rettore, nel ringraziare tutte le personalità coinvolte per l’impegno profuso nel raggiungimento di questo importante risultato, ha sottolineato come il Policlinico Militare di Roma “Celio” rappresenti una risorsa per il Paese, con il quale già da tempo la Sapienza ha rapporti di collaborazione e troverà con questa convenzione un motivo di crescita reciproca, sia per l’opportunità che i nostri giovani avranno di frequentare le qualificate strutture dell’ospedale, sia perché in questo modo si realizza quella sinergia tra sanità militare e civile che è uno degli scopi dell’apertura del Policlinico “Celio” alla popolazione.

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Aeronautica Militare: trasporto urgente con un Falcon 900 per neonato in imminente pericolo di vita Cagliari-Milano

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Cagliari, 29 giugno 2019 – Nel primo pomeriggio di oggi, sabato 29 giugno, un bimbo di soli due giorni, in imminente pericolo di vita, è stato trasportato con la massima urgenza da Cagliari a Milano Linate, a bordo di un Falcon 900 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare.

Il piccolo, protetto da una culla termica, accompagnato dai familiari e costantemente supervisionato da un’equipe medica, è stato poi trasferito in ambulanza per essere immediatamente ricoverato presso l’ospedale “San Donato Milanese”.

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La richiesta di trasporto è pervenuta dalla Prefettura di Cagliari alla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che tra le proprie funzioni ha anche quella di autorizzare e gestire questo tipo di missioni a favore della popolazione.

Imbarco CagliariPer effettuare la missione, la Sala Situazioni di Vertice ha disposto il decollo urgente di un Falcon 900 Easy, uno degli assetti dell’Aeronautica Militare pronti 24 ore su 24 per questo genere di necessità, che è partito da Ciampino alla volta di Cagliari, da dove è poi decollato, una volta imbarcato il piccolo paziente, intorno alle 13:25. 

Dopo circa un’ora di volo, il Falcon è atterrato all’aeroporto di Linate dove la culla termica con il bimbo è stata trasferita su un’ambulanza pronta sul posto per l’immediato trasporto al reparto TIN dell’ospedale “San Donato Milanese”.

Attraverso i suoi Reparti di Volo, l’Aeronautica Militare mette a disposizione mezzi ed equipaggi pronti a decollare in qualunque momento per assicurare il trasporto urgente non solo di persone in imminente pericolo di vita, come accaduto oggi, ma anche di organi ed equipe mediche per trapianti. Sono centinaia ogni anno le ore di volo effettuate per questo genere di interventi dagli aerei del 31° Stormo di Ciampino, del 14° Stormo di Pratica di Mare e della 46a Brigata Aerea di Pisa.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Col Moschin, forze speciali dell’Esercito, concorrono alla demolizione definitiva del ponte Morandi di Genova

incursori in operazione

Genova, 28 giugno 2019 – Un team di incursori, esperti demolitori, del 9° reggimento d’assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito ha concluso con successo l’attività di concorso per la demolizione del Ponte Morandi.

Gli incursori sono stati richiesti dal commissario straordinario per l’emergenza di Genova per garantire il taglio degli stralli vincolanti il Ponte Morandi alla struttura dell’Autostrada A7, non interessata dalla demolizione, con una procedura peculiare che, nel conseguire gli effetti di taglio, ha minimizzato i danni collaterali.

Le Forze Speciali dell’Esercito hanno impiegato una tipologia di esplosivo appositamente sviluppato per il taglio di manufatti in ferro, utilizzando tecniche militari classificate. L’attività preparatoria è iniziata da febbraio con i primi incontri presso la Prefettura di Genova.

Al fine di garantire la riuscita della demolizione, sono state effettuate due giornate di prove, con diverse tecniche e tipologie di esplosivi, presso una cava nei pressi di Genova. L’intervento è stato particolarmente impegnativo in quanto gli stralli erano costituiti da diversi trefoli, ognuno inguainato, ed ogni strallo ricoperto da una spessa protezione. Per mitigare gli effetti delle onde di sovrappressione e eventuali schegge, sono state predisposte delle sacche d’acqua a copertura delle cariche, mentre l’area è stata circoscritta da un “muro” costituito da sacchetti di sabbia alto quattro metri.

download (1)Il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” è il reparto di forze speciali dell’Esercito il cui personale operativo è brevettato “Incursore” ed è abilitato al maneggio ed impiego degli esplosivi al fine di neutralizzare specifici obiettivi.

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Fonte e immagine: Stato Maggiore Difesa
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Il servizio veterinario dell’Esercito compie 158 anni

Intervento del Comandante Logistico dell'Esercito

Grosseto, 26 giugno 2019 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo, ha presenziato oggi a Grosseto alla cerimonia di commemorazione del 158° anniversario del Servizio Veterinario dell’Esercito, costituitosi il 27 giugno 1861 quando, all’indomani dell’Unità d’Italia, vennero riuniti sotto un unico comando tutti i veterinari militari dei diversi Eserciti preunitari.

Alla cerimonia, svoltasi nella caserma “M.O.V.M. tenente Villi Pasquali”, sede del Centro Militare Veterinario, alla presenza del gonfalone della città e della provincia di Grosseto e delle autorità militari, civili e religiose cittadine, è intervenuto anche il capo reparto Veterinaria del Comando Logistico dell’Esercito, colonnello Giovanni Rucco.

un momento della cerimonia (3)

Nel corso dell’evento, che ha avuto inizio con la deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti, il comandante logistico dell’Esercito ha evidenziato quanto l’operato degli appartenenti al Servizio Veterinario sia fondamentale, sotto il profilo igienico sanitario, per la logistica della Forza Armata, in patria e all’estero. La passione, l’amore nelle pratiche mediche per la cura e l’addestramento degli animali e le grandi conoscenze professionali costituiscono sicuramente un bagaglio che porterà il servizio a traguardi sempre più importanti per il raggiungimento degli obiettivi della sanità militare, della logistica e della Forza Armata.

All’evento erano presenti circa 20 studenti frequentatori del 37° Campus militare di studi veterinari provenienti da tutti i Dipartimenti di Medicina Veterinaria d’Italia.

La cerimonia di oggi ha segnato il termine di due intense settimane trascorse dagli studenti presso il Centro Militare Veterinario, caratterizzate da eventi formativi che hanno arricchito il loro bagaglio culturale e di esperienze in un contesto militare. La formula didattica utilizzata prevedeva l’alternanza di attività teorico – pratiche, a cura di professori universitari e ufficiali veterinari operanti in settori d’eccellenza, quali la clinica, la chirurgia, la ginecologia e l’alimentazione dei cani e dei cavalli, a testimoniare le sinergie esistenti tra la Veterinaria Militare e la Veterinaria Accademica.

foto di gruppo

Il Centro Militare Veterinario è una realtà articolata che unisce componenti specialistiche come il gruppo cinofilo, che forma i binomi “cane – conduttori” impiegati in contesti operativi sul territorio nazionale e all’estero, le componenti allevatoriali e addestrative del cavallo e l’Infermeria veterinaria, a supporto di attività cliniche, diagnostiche e chirurgiche del  cane e del cavallo.

Il Servizio veterinario della Forza Armata, tra l’altro, è responsabile della definizione, del coordinamento e del controllo delle misure volte a garantire la tutela della salute degli animali in tutti  i contesti di impiego.

In questo quadro, si inseriscono anche le attività di studio e ricerca di metodologie, materiali e attrezzature che possono migliorare l’igiene e il benessere dei quadrupedi, nonché le tecniche di allevamento e di governo quotidiano.

Il progetto di collaborazione con ECOPNEUS è espressione di un’importante sinergia stabilita dal CEMIVET con il mondo della ricerca che ha consentito di disporre di locali nei quali potrà essere meglio valutato l’impatto sulla salute e benessere animale in relazione all’utilizzo di gomma riciclata da pneumatici fuori uso (PFU), anche attraverso valutazioni scientifiche effettuate in cooperazione con il Dipartimento di Veterinaria dell’Università di Perugia.

Le superfici in gomma a Grosseto coprono sette box per i cavalli, il locale di visita ostetrico-ginecologica del Centro, l’area per la riproduzione dei cani.

Nelle scuderie e nei maneggi per cavalli la tipologia di pavimentazione rappresenta un fattore cruciale per la salute, il comfort e il benessere complessivo dell’animale. Da essa dipendono, infatti, il possibile insorgere di gran parte dei problemi alle articolazioni e ai legamenti, di patologie respiratorie, ma anche le generali condizioni igienico sanitarie della scuderia.

Tali superfici garantiscono, inoltre, durata, resistenza all’usura e alle intemperie, isolamento acustico con attenuamento del rumore da calpestio in scuderia.

seminario organizzato da ECOPNEUS

Giovanni Corbetta, direttore generale del consorzio ECOPNEUS, ha tracciato un bilancio delle cose fatte ed esprime un auspicio per il futuro: “Stiamo utilizzando ormai da qualche anno i pavimenti antiscivolo e altri manufatti in gomma riciclata in tutte le situazioni dov’è necessario proteggere gli animali da rischi di scivolamento. Siamo orgogliosi che anche un centro altamente specializzato e prestigioso come il CEMIVET abbia adottato questa tecnologia e ci auguriamo che in futuro molte altre realtà possano seguire questo esempio”

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Fonte e immagini: Comando Logistico dell'Esercito
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Capo di SME presenta alla camera dei deputati un quadro sulle condizioni dei militari impiegati nell’operazione “Strade Sicure”

Identità visiva dell'Operazione Strade Sicure

Roma, 26 giugno 2019 – Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Salvatore Farina è stato ascoltato ieri, presso la IV commissione Difesa della Camera dei Deputati, per presentare un quadro di situazione sulle condizioni del personale militare impiegato nell’Operazione “Strade Sicure”.

L’alto ufficiale, nello specifico, ha esposto le misure approvate e quelle in itinere, volte soprattutto a migliorare la condizione psico-fisica del personale e a coniugare l’operatività dell’Istituzione con le esigenze di carattere individuale e familiare.

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Come sottolineato dal capo di Stato Maggiore “…Se si considera che a un militare schierato ne corrisponde uno in approntamento e uno in ricondizionamento post-impiego, si deduce come il numero complessivo di forze dedicate all’Operazione “Strade Sicure” è pari a circa 22.000 unità. Alla stessa stregua, considerando: che il personale impegnato all’estero richiede, a sua volta, un bacino costituito da almeno 10.000 unità; che gli impegni assunti in ambito internazionale e per fronteggiare imprevedibili situazioni emergenziali richiedono circa 10.000 soldati in stand-by, il numerico di forze effettive dell’Esercito mediamente impegnate si avvicina alla quasi totalità della componente operativa. Ulteriori incrementi di personale, così come l’eventuale prolungato mantenimento del livello d’impegno corrente renderebbe difficoltoso il completo svolgimento dei cicli addestrativi e di approntamento per le altre missioni assegnate alla Forza Armata”.

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Per quanto attiene al settore dell’organizzazione”, sottolinea ancora il Generale Farina, “ritengo opportuno rappresentare una forte criticità legata all’accumulo pro-capite di oltre 60 giorni lavorativi di assenza dal servizio al termine di un turno semestrale di impiego. Di fatto, tale situazione limita il quotidiano e fondamentale svolgimento di quelle attività addestrative ed esercitative che sono indispensabili per garantire l’operatività complessiva dello Strumento”.

“…In tale quadro, risulta necessario l’adeguamento del trattamento economico spettante e, in particolare, della c.d. “indennità onnicomprensiva”. Al riguardo, lo scorso anno è stata proposta alle Superiori Autorità l’adozione di un provvedimento ad hoc teso a recuperare l’originaria ratio istitutiva dell’indennità prevedendo che detto istituto economico, incrementato rispetto a quello attuale, costituisca l’unico emolumento accessorio da corrispondere al personale, al quale sarà comunque garantito un adeguato recupero psicofisico… in alternativa… resta al vaglio l’elevazione dell’attuale tetto massimo di ore pro-capite di straordinario remunerabile passando dalle attuali 14,5 alle 38 ore”.

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Altro tema”, prosegue nel suo intervento, “riguarda il ricorso a specifiche capacità e sistemi della Forza Armata e l’impiego di sofisticati sistemi di sorveglianza ad alta connotazione tecnologica… È il caso della già citata «Terra dei Fuochi» dove, a partire dall’8 marzo u.s., sono operativi due velivoli a pilotaggio remoto – i c.d. mini-droni – che coadiuvano il lavoro delle unità di terra nell’identificazione dei siti di sversamento e nelle attività di ricognizione a premessa dei delicati interventi svolti congiuntamente alle Forze di Polizia”.

Centro di gravità per l’Esercito è il personale e, proprio per questo, il generale Farina ha voluto evidenziare alcune considerazioni sugli aspetti infrastrutturali, “colgo l’occasione anzitutto per sottolineare i numerosi e ineludibili interventi fatti o in corso per migliorare la situazione in atto e per richiamare altresì l’attenzione per dare il più ampio e deciso impulso all’importante progetto – già evidenziato anche nell’ambito dell’audizione conoscitiva dello scorso 20 settembre – che va sotto il nome di “Caserme Verdi”. Tale piano, su ben più ampia scala e maggiormente risolutivo, consentirebbe difatti di affrontare, in modo concreto, razionale e radicale, la problematica relativa alle condizioni del parco infrastrutturale di Forza Armata”.  Nel concludere il suo intervento, il Capo di SME ha affermato che “al fine di migliorare le condizioni del personale e, di pari passo, ottimizzare l’output operativo di “Strade Sicure”, è indispensabile implementare e sviluppare le iniziative illustrate nell’intervento odierno…”. Tra le principali evidenzia:

  • l’ottimizzazione delle turnazioni del servizio per salvaguardare le primarie esigenze addestrative e operative della Forza Armata;
  • la ricerca di un impiego più dinamico tale da rendere più efficace, meno routinario e meno gravoso il contributo dell’Esercito;
  • l’adeguamento del trattamento economico;
  • l’assegnazione delle risorse necessarie  per il miglioramento infrastrutturale e per compensare il continuo logorio dei mezzi e dei materiali.

L'Esercito impegnato nell'Operazione Strade Sicure a Palermo (2)

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Fonte: Stato Maggiore Esercito - Immagini: di repertorio
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