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I Granatieri tornano nella terra dei cedri con l’operazione “Leonte XXII”

I Granatieri di Sardegna terminano l’approntamento per l’immissione in teatro operativo libanese.

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Roma, 12 aprile 2017 – Si è svolta, presso la caserma “Gandin”, sede della brigata “Granatieri di Sardegna”, la cerimonia di saluto in vista del prossimo impiego in teatro operativo libanese.

Alla presenza dell’ordinario militare, s.e. mons. Santo Marcianò, e del comandante della divisione Aqui, gen. d. Antonio Vittiglio, i reparti schierati chiudono, con questo evento, un intenso periodo di addestramento finalizzato alla guida della Joint Task Force – Lebanon (JTF-L) con il contingente delle Nazioni Unite UNIFIL.

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L’approntamento, durato diversi mesi, è volto alla preparazione delle unità dei plotoni, squadre e singoli soldati dell’Esercito Italiano in tutti i compiti previsti dalla Risoluzione delle Nazioni Unite n° 1701, cioè il monitoraggio della cessazione delle ostilità nelle zone di confine, l’assistenza alla popolazione locale e il supporto all’addestramento delle Forze Armate Libanesi, con assoluta professionalità, trasparenza e imparzialità.

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L’ordinario militare oltre alla cerimonia militare, ha celebrato il precetto pasquale a favore dei reparti della Brigata che a breve saranno proiettati all’estero, nonché delle famiglie dei militari che li compongono.

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La brigata “Granatieri di Sardegna” torna nella terra dei cedri con l’operazione “Leonte XXII” dopo tre anni, nei quali la grande unità ha operato incessantemente alla guida dell’operazione “Strade Sicure” in Roma Capitale ed in occasione del giubileo straordinario della misericordia.

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Il sottosegretario di stato americano ambasciatore Thomas A. Shannon al NATO Defense College di Roma

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Roma, 8 aprile 2017 – Con l’intervento del sottosegretario di stato americano, s.e. ambasciatore Thomas A. Shannon, si è concluso ieri, al NATO Defense College di Roma il modular short course dal titolo “NATO: present and future” nell’ambito del 130 senior course.

Il sottosegretario americano al suo arrivo è stato accolto dal BrigGen (ret.) František Mičánek, preside del prestigioso istituto della NATO e dal suo staff.

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Con la tappa romana si conclude il tour europeo del sottosegretario americano Shannon, iniziato due giorni fa a Bruxelles dove, oltre a partecipare ad una conferenza sulla Syria ha avuto modo di incontrare alti rappresentanti dell’Unione Europea con i quali ha discusso di temi che riguardano le relazioni transatlantiche tra Europa e America.

Il NATO Defense College è a Roma dal 1966 e costituisce un polo di alta formazione, studio e ricerca capace di preparare selezionati ufficiali e funzionari della NATO ad importanti ruoli multinazionali.

Attualmente, il 130 senior course è frequentato da personale proveniente da 19 Paesi.

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Fonte e immagini: Public affairs office NATO Defense College
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NATO: presentato il progetto per la creazione in Italia di un centro di eccellenza per la Security Force Assistance

Il generale Graziano: i militari italiani sono bravi istruttori perché sono prima di tutto dei bravi militari

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Roma, 5 aprile 2017 – Il  capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha inaugurato ieri mattina i lavori della conferenza di presentazione del progetto per la costituzione di un centro di eccellenza NATO per la Security Force Assistance (SFA). La conferenza, che si protrarrà fino al 6 aprile e alla quale interverranno esperti NATO del settore, è la prima tappa necessaria affinché l’attuale centro nazionale, che ha sede all’interno dell’area della scuola di fanteria di Cesano di Roma, diventi un centro di eccellenza dell’Alleanza.

La SFA è l’insieme di attività volte a generare, sviluppare ed incrementare le capacità operative delle forze di sicurezza delle aree  di crisi nei quali operano i militari italiani e di altri paesi dell’Alleanza Atlantica.

Il centro avrà il compito di concorrere allo sviluppo e alla sperimentazione di concetti e dottrina afferenti al settore SFA, di raccogliere ed elaborare lezioni apprese e di condurre attività formative e addestrative a favore di istruttori, mentor e personale estero appartenente alle Security Forces.

Le lezioni apprese dalle operazioni a cui hanno preso parte le Forze Armate italiane negli ultimi 20 anni – ha sottolineato il generale Graziano durante il suo intervento – indicano chiaramente che i maggiori rischi per la stabilità hanno origine in aree del mondo in cui si è verificato un crollo  della struttura statale; crollo che viene frequentemente sfruttato da soggetti aggressivi che hanno interesse a creare o mantenere il caos.”

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Le missioni moderne – ha aggiunto il capo di SMD – sono pensate proprio per portare la stabilità in uno Stato fallito e il nostro fine deve essere sempre il passaggio  di responsabilità alle forze di sicurezza locali, quando esistono. Quando sono scomparse il lavoro è sicuramente più lungo perché bisogna ricostruire un modo di pensare ed offrite anche un patrimonio valoriale di riferimento. I nostri militari  sono bravi istruttori  perché sono prima di tutto dei bravi militari“.

Sono fiero dell’esperienza italiana ma sono anche fermamente convinto che condividere le esperienze di diverse nazioni possa avere riflessi positivi sulle capacità di training e di stesura della dottrina. L’iniziativa che prende il via oggi è un ulteriore tassello dell’impegno dell’Italia nei confronti della NATO.” Ha concluso il generale Graziano.

L’esigenza di un centro di eccellenza di tal genere deriva dalla necessità di disporre di personale delle Forze Armate – istruttore e mentor – che sia ben addestrato, in possesso di ottime capacità tecnico-operative e dotato di un’adeguata preparazione culturale e linguistica. Il progetto per la costituzione di un centro di eccellenza SFA è stata avviato già nel febbraio 2016 e avallato dal Supremo Comando Alleato per la Trasformazione (Supreme Allied Command for Transformation – SACT), per la sua trasformazione in centro NATO. Il pieno funzionamento è stato raggiunto alla fine dell’anno 2016.

L’assistenza alle forze di sicurezza consistente nell’addestramento, nel supporto alla pianificazione e condotta delle operazioni e nell’effettuazione di attività di mentoring and advising. Questo tipo di attività, ad esempio, è svolta dai militari italiani in Somalia, Mali, Libano, Gibuti, Iraq e Afghanistan, sia nell’ambito di organizzazioni internazionali e sovranazionali che agiscono per Risoluzioni dell’ONU sia sulla base di accordi bilaterali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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L’Esercito commemora il 20° anniversario dell’intervento in Albania

Nel 1997 avviata e conclusa l’Operazione “ALBA”. Missione internazionale a guida italiana: 1.700 attività operative in 4 mesi.

 Il Generale di Corpo d'Armata Errico nel corso del suo intervento

Roma, 05 aprile 2017 – Si è svolta ieri nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito la commemorazione del 20° anniversario dell’inizio della missione “ALBA” in Albania, iniziata il 13 aprile 1997 e terminata il 12 agosto dello stesso anno, nel corso della quale l’Esercito contribuì alla costituzione della Forza Multinazionale di Proiezione (FMP), a guida italiana, schierandosi e operando tra Tirana, Durazzo, Valona e Fier. 

Presente alla cerimonia il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di corpo d’armata Danilo Errico, che nel maggio del 1997, con il grado di tenente colonnello era al comando del 7° reggimento “VEGA”, uno dei reparti che costituirono il contingente “ALBA”. Hanno presenziato i comandanti di vertice della Forza Armata, i comandanti delle unità che hanno costituito il contingente italiano in Albania, gli ufficiali in servizio allo Stato Maggiore, e illustri ospiti.

Il generale Errico, nel corso del suo intervento ha ricordato come “in questo complesso e delicato contesto, l’Italia fornì il contributo più consistente alla missione, guidata dal generale Forlani, tanto in termini numerici – con un contingente formato da circa 3.000 uomini – quanto dal punto di vista capacitivo con la piena responsabilità del comando e controllo, della condotta delle operazioni, della logistica, dei trasporti, terrestri e aerei, dei rifornimenti e delle comunicazioni”.

La missione “ALBA” approvata dall’ONU nell’aprile del 1997 e fu la prima forma di intervento multinazionale (con Francia, Turchia, Grecia, Spagna, Romania, Austria e Danimarca) promossa e guidata dall’Italia.

L’Esercito, schierato fra Tirana, Durazzo, Valona e Fier, contribuì con la brigata meccanizzata “Friuli”, il 18° reggimento bersaglieri della Brigata “Garibaldi” (l’attuale 1° reggimento bersaglieri di Cosenza), il 187° reggimento paracadutisti della “Folgore” e il 151° reggimento fanteria della “Sassari”, affiancati dagli incursori del “Col Moschin” e dagli specialisti dell’AVES, genio, sanità e trasmissioni. La presenza dei militari ha consentito di raffreddare la situazione albanese, degenerata all’inizio del 1997 principalmente a causa del fallimento di società di investimento che avevano di fatto bruciato i risparmi di molti cittadini. Con circa 1.700 attività operative, la FMP ha consentito alle organizzazioni umanitarie di distribuire alla popolazione oltre 5.700 tonnellate di viveri, medicinali, sementi e vestiario e di garantire la sicurezza agli osservatori OSCE durante le elezioni albanesi del 29 giugno e del 6 luglio 1997.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Esercito
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Parole di elogio ai caschi blu italiani UNIFIL Libano dal generale Graziano

Il generale Graziano ai caschi blu italiani della Missione UNIFIL in Libano “l’Italia orgogliosa di voi e il Libano riconoscente per vostro servizio”

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Beirut, 3 aprile 2017 – Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano che ha accompagnato il ministro della Difesa Roberta Pinotti in visita ufficiale in Libano, ha incontrato il personale delle forze armate italiane che opera nell’ambito dell’Operazione UNIFIL. 

Prima di raggiungere la base – ha detto il generale Graziano parlando al personale – abbiamo incontrato i massimi vertici politici e militari del Paese e da ciascuno di loro abbiamo ricevuto parole di profonda riconoscenza per il lavoro che svolgete per la sicurezza e la stabilità di questa Terra“. 

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Nello specifico – ha continuato il generale Graziano – il Ministro della Difesa libanese ha tenuto ad evidenziare come la cooperazione tra Italia e Libano passi proprio attraverso la cooperazione tra le due forze armate” sottolineando che il lavoro svolto dai caschi blu italiani è molto apprezzato. 

Stesse attestazioni di stima sono state fatte dal presidente della repubblica libanese generale Michael Aoun e dal portavoce del parlamento Nabih Berri che hanno ringraziato il vertice civile e quello militare della Difesa italiana per il prezioso supporto al Libano. 

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Nella mattinata il generale Graziano ha incontrato anche il nuovo capo delle forze armate libanesi, generale Joseph Aoun “Le Forze Armate italiane e libanesi sono legate da un rapporto solido e antico” questo, in sintesi, il messaggio emerso dall’incontro durante il quale i due alti ufficiali hanno discusso del contesto di sicurezza in Libano e delle nuove minacce alla sicurezza internazionale.

Il capo di Stato Maggiore della Difesa libanese, ha voluto poi ringraziare il generale Graziano per l’eccellente lavoro di addestramento che i militari italiani stanno conducendo a favore delle Forze Armate libanesi nell’ambito della missione italiana bilaterale in Libano (MIBIL) auspicando una sempre maggiore collaborazione. 

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Il generale Tullio Del Sette premia i carabinieri meritevoli

Tra i premiati il comandante Alfa, uno dei padri fondatori del GIS.

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Roma, 3 aprile 2017 – Questa mattina, presso la caserma “Salvo D’Acquisto” di Roma, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette ha conferito una croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri e 77 encomi a militari che si sono particolarmente distinti nell’attività di servizio sul territorio nazionale ed estero.

La croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri è stata consegnata al “Comandante Alfa”, che nel corso di oltre 47 anni di carriera militare ha contribuito alla creazione e allo sviluppo del Gruppo d’Intervento Speciale (GIS), partecipando in prima persona a numerose operazioni ad alto rischio, nel corso delle quali ha fronteggiato, con professionalità e non comune coraggio, ogni genere di rischio. Ha pianificato e condotto delicati servizi di protezione e sicurezza, impegnandosi nello studio e nello sviluppo di tecniche di scorta sempre più aderenti alle emergenti esigenze, contribuendo in maniera determinante all’evoluzione della dottrina d’impiego del reparto speciale.

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“I riconoscimenti di oggi attestano il valore e il coraggio che ogni Carabiniere evidenzia nel momento del bisogno – ha detto il generale Del Sette – ma sono anche testimonianza della varietà delle eccellenze professionali e tecniche che l’Arma esprime nei diversi ambiti e settori in cui quotidianamente è impegnata”.

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Fonte e immagini: Comando generale dell'Arma
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Intesa fra Carabinieri e ANA per la tutela del settore agroalimentare, dell’ambiente e della salute

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Roma, 30 marzo 2017 – Oggi pomeriggio presso il comando generale dell’Arma dei Carabinieri, il comandante generale Tullio Del Sette e il presidente dell’Accademia Nazionale dell’Agricoltura prof. Giorgio Cantelli Forti hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a sviluppare proficui rapporti di collaborazione tra le due organizzazioni con lo scopo di promuovere la tutela ambientale, agroalimentare e della salute.

Le aree prevalenti di collaborazione riguarderanno:

  • attività di studio e ricerca nel settore ambientale e agroalimentare, con specifico riferimento agli aspetti di tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle risorse;
  • iniziative condivise per la diffusione della cultura della difesa del patrimonio paesaggistico, ambientale e forestale, anche attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi e di approfondimento.

L’Arma, per la realizzazione delle finalità dell’accordo, coinvolgerà le proprie articolazioni territoriali e i reparti speciali – in special modo il neo-costituito Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare e il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute –, che opereranno in sinergia con gli organi statutari dell’Accademia Nazionale di Agricoltura.

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Fonte e immagine: Comando generale dell'Arma
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