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Esercito: conclusa l’esercitazione “Claymore Soring” in Lettonia

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Meža Mackeviči (Lettonia) 18 aprile 2018 – Si è conclusa l’esercitazione a livello compagnia denominata “Claymore Soring”, che ha visto impegnata una compagnia di fanteria alpina italiana,  da più di 4 mesi inquadrata nel Battle Group di eFP (enhanced forward presence) in teatro lettone, assieme a una compagnia del 3° reggimento della guardia nazionale lettone di Zemessardze e il supporto di un’unità di 3 elicotteri UH 60 “Black hawk” statunitensi del “227th Aviation Regiment” dislocato a Lielvārde, a circa 100 Km da Riga.

L’esercitazione, iniziata il 10 aprile per la durata di 3 giorni continuativi, è stata svolta circa 250 km a Sud-Est di Riga, nella zona di Meža Mackeviči, area addestrativa del 3° reggimento di Zemessardze e luogo idoneo per effettuare infiltrazioni attraverso assetti con ala rotante. L’attività si è svolta in maniera totalmente congiunta con le unità citate sopra, dando segno dell’interoperabilità delle nostre forze con gli altri eserciti e forze armate appartenenti all’Alleanza Atlantica.

Il  focus di quest’esercitazione è stato quello di pianificare e condurre un’infiltrazione tramite elicotteri UH 60 “Black Hawk”, per poi effettuare pattuglie da combattimento appiedate su un territorio considerato ostile, con osservazione e acquisizione di diversi obbiettivi nemici designati in fase di pianificazione, e successivo attacco e distruzione simulata degli stessi. L’esercitazione è stata condotta a partiti contrapposti, per rendere più realistica possibile l’esecuzione dell’operazione, dove le forze nemiche sono state rappresentate in maniera simulata da militari di altre nazioni provenienti dal Battle Group eFP Latvia, tra cui polacchi, canadesi e lettoni. 

La compagnia italiana prima di poter intraprendere questo tipo di operazione con inserzione tramite elicotteri “Black hawk”, ha dovuto effettuare una fase di addestramento congiunto con i piloti statunitensi al fine di essere abilitati al trasporto su questo tipo di elicotteri d’assalto, coordinando e integrando le varie procedure tecnico/tattiche di questo tipo di attività operativa. Inoltre è stato un banco di prova per il comando di compagnia, che ha dovuto sostenere tutta la fase di pianificazione dell’inserzione, condotta della pattuglia ed esfiltrazione a stretto contatto con i propri corrispettivi lettoni, dimostrando la flessibilità operativa nella condotta di operazioni tattiche tra i due eserciti alleati.

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Tale attività ha voluto testare e convalidare nuovamente sul campo la capacità di ricognizione, pattugliamento e acquisizione, diurna e notturna, della compagnia alpina italiana, sfruttando l’occasione di poter lavorare in modo congiunto con i colleghi lettoni e statunitensi presenti permanentemente nel territorio.

Durante l’esercitazione “Claymore soring”, i militari del 5° reggimento alpini hanno dimostrato di saper lavorare, vivere, muovere combattere in condizioni ambientali decisamente avverse, caratterizzate in questo caso da sbalzi notevoli di temperatura tra il giorno e la notte e terreni paludosi; ciò ha confermato ed evidenziato le doti di fanteria leggera delle nostre truppe, soprattutto per quanto riguarda il combattimento nei boschi e l’attuazione di pattuglie appiedate.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Esercito: visita del comandante logistico all’8° reggimento trasporti Casilina

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Roma, 18 aprile 2018 – Il comandante logistico dell’Esercito, generale di corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano, ha visitato ieri l’8° reggimento trasporti “Casilina” di Roma. 

Il comandante logistico, accompagnato dal comandante dei Trasporti e Materiali, maggior generale Arnaldo Della Sala, e dal capo reparto trasporti, brigadier generale Salvatore Loria, è stato accolto dal comandante del reggimento, colonnello Giuseppe Gaetani.

onori al Cte Logistico dell'Esercito

La visita, dopo un incontro con il personale dell’Ente, è proseguita con un briefing tenuto dal comandante dell’8° “Casilina”, che ha illustrato le peculiarità e le funzionalità del reparto.

Successivamente il generale De Leverano ha visitato l’officina leggera e le attrezzature delle squadre a contatto incaricate della bonifica e della verifica periodica delle cisterne fisse e mobili in uso nei vari teatri operativi e in territorio nazionale. Si è proseguito con una mostra statica presso il battaglione Trasporti,  dove sono stati descritti i principali mezzi in dotazione e le peculiari capacità di trasporto eccezionale del reggimento. 

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All’atto della firma dell’albo d’onore, il comandante logistico ha espresso l’apprezzamento per il livello organizzativo e funzionale raggiunto dall’8° reggimento trasporti “Casilina” grazie all’apporto professionale profuso da tutto il personale.

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Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Libano: la brigata paracadutisti Folgore cede il comando del settore ovest della missione Unifil alla brigata alpina Julia

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Shama 16 Aprile 2018 – Il generale di brigata Rodolfo Sganga, comandante della brigata paracadutisti Folgore, dopo sei mesi di attività ha ceduto al generale di brigata Paolo Fabbri, comandante della brigata alpina Julia, il comando del Settore Ovest della missione UNIFIL costituito da circa 4.000 peacekeepers provenienti da 12 differenti Nazioni.

Nei sei mesi di mandato, i paracadutisti italiani, seguendo la linea operativa dei predecessori, nell’ottica dell’obiettivo e dello sforzo comune delle Forze Armate Italiane impiegate nelle missioni fuori area, hanno operato nel rispetto delle risoluzioni 1701 e 2373 delle Nazioni Unite, tese a garantire la cessazione delle ostilità nel sud del Libano, la libertà di movimento, il supporto alle Forze Armate Libanesi e ovviamente la sicurezza della popolazione locale.

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In questo periodo sono state incrementate notevolmente le attività operative, passate nell’ultimo anno da una media di 200 ad oltre 240 al giorno e sono stati più di 450 gli uomini delle Forze di Sicurezza Libanesi che hanno svolto attività addestrative con i militari Italiani.

Inoltre, sono state 1650 le attività di Cooperazione Civile Militare (CIMIC) condotte a supporto della popolazione locale e circa 260 sono state le attività svolte dai medici italiani, sia a domicilio presso le 108 municipalità del settore che presso le basi del nostro contingente visitando oltre2.200 persone.

Nel discorso di commiato, il generale Rodolfo Sganga, ha ringraziato le tantissime autorità locali civili e religiose presenti e incontrate quotidianamente nel corso di questi mesi. Autorità pubbliche straordinarie, così vicine alle esigenze del proprio popolo, e senza il supporto delle quali il lavoro come UNIFIL, non sarebbe potuto essere così eccezionalmente aderente alle esigenze della popolazione.

Il comandante del Settore Ovest ha concluso il proprio intervento, ringraziando gli uomini e le donne in uniforme delle Forze di sicurezza Libanese “veri protagonisti della sicurezza del popolo Libanese” e tutti i caschi blu internazionali che hanno operato fianco a fianco con i soldati italiani, dimostrandosi ogni giorno, anche nelle differenze culturali e operative “un elemento di forza straordinaria ”.

La brigata Folgore ha operato con successo durante il suo mandato semestrale in un contesto estremamente fragile che è stato caratterizzato da diversi episodi destabilizzanti di notevole rilievo a livello regionale con riflessi politici, sociali ed economici nel delicato scacchiere medio-orientale.

La brigata alpina “Julia”/ Multinational Land Force (MLF), alla prima partecipazione alla missione UNIFIL in Libano, si schiererà  per la prima volta in assoluto in conformazione DECI (Defence Cooperation Initiative) che prevede l’impiego insieme ai militari italiani nelle cellule del comando e nelle unità di manovra di “Leonte XXIV” non solo di personale di Slovenia e Ungheria, ma anche di Austria e Croazia a testimonianza della volontà di costruire ancora di più solide capacità per stringere le relazioni nell’area sud adriatica dell’Europa e renderle un esempio da seguire.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Messa in suffragio dei soldati italiani caduti in Russia durante la seconda guerra mondiale

100 soldati italiani caduti in Russia durante il 2° conflitto mondiale rientreranno a breve in Italia per essere tumulati  presso il sacrario militare di Cargnacco.

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Mosca, 10 aprile 2018 – Questa mattina, presso la cattedrale della Immacolata Concezione in Mosca, il nunzio apostolico monsignor Celestino Migliore, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia, s.e. Pasquale Terracciano e dell’addetto per la Difesa generale di brigata Alfonso Miro, ha officiato una messa di suffragio per 100 soldati italiani caduti in Russia durante la 2^ guerra mondiale destinati presto a rientrare in Patria per essere tumulati  presso il sacrario militare di Cargnacco.

L’individuazione, l’esumazione e il successivo rimpatrio dei caduti italiani individuati è stata un’attività lunga e delicata svolta dall’associazione russa “I Memoriali Militari” su iniziativa della direzione storico-statistica del commissariato generale per le onoranze ai caduti della Difesa per il tramite dell’ufficio militare dell’ambasciata d’Italia a Mosca.

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Le spoglie dei militari italiani caduti, dopo la benedizione, saranno custodite in locali dedicati prima del definitivo rientro in Italia presso l’aeroporto Marco Polo di Venezia con un volo proveniente da Mosca, che avverrà nei prossimi giorni.

Nel sacrario militare di Cargnacco riposano circa 8700 (di cui circa 500 noti) caduti italiani che a partire dal 1990 sono stati rimpatriati dalla Russia. A tale numero si aggiungono altri 3086 caduti identificati che dopo il rientro in Patria sono stati affidati alle famiglie di origine.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Marina: elicottero cade in mare, morto un membro dell’equipaggio, cordoglio del generale Graziano e del generale Vecciarelli

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Roma, 6 aprile 2018 – Un elicottero della Marina Militare imbarcato su nave Borsini, unità impegnata nell’operazione “Mare Sicuro” nel Mediterraneo centrale, ha impattato sull’acqua durante un’attività addestrativa notturna programmata, nel Mediterraneo. Morto un membro dell’equipaggio, il capo di 1ª classe Andrea Fazio. 

Il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano ha espresso cordoglio alla famiglia del sottufficiale Andrea Fazio, a nome delle Forze Armate e suo personale. Il maresciallo Andrea Fazio era specialista di volo. Il generale Graziano augura pronta guarigione agli altri quattro componenti dell’equipaggio tratti in salvo, ora in prognosi riservata ed esprime vicinanza a tutta la Marina Militare per la triste notizia.

Il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, ha espresso il profondo cordoglio suo personale e degli uomini e le donne della Forza Armata per la notizia del decesso.

Il generale Vecciarelli si dice “profondamente addolorato per il tragico incidente. La commossa vicinanza mia e dell’Aeronautica Militare va alla famiglia del giovane sottufficiale e a tutta la Marina Militare.”

Le attività di soccorso per il recupero dell’equipaggio sono scattate con immediatezza.

In corso gli accertamenti per appurare i motivi dell’incidente.

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Fonte: Stato Maggiore Difesa - Immagine: Marina Militare
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Corno d’Africa: l’Italia assume il comando in mare dell’operazione antipirateria Atalanta

Prosegue a bordo di nave Margottini l’impegno del nostro Paese in ambito europeo ed internazionale per il contrasto del fenomeno della pirateria nell’Oceano Indiano

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Gibuti, 5 aprile 2018 – Oggi a Gibuti, la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) “Carlo Margottini” ha assunto il ruolo di Flag Ship dell’operazione “EUNAVFOR Atalanta”, ruolo che manterrà sino al prossimo 5 agosto. Il capitano di vascello Simone Malvagna ha assunto il ruolo di Force Commander dell’intera forza navale cui partecipano diversi Paesi dell’Unione Europea.

L’operazione “EUNAVFOR Atalanta”, decisa dal Consiglio Europeo nel 2008, è infatti la prima operazione militare a carattere marittimo a guida europea con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli atti di pirateria nell’area del Corno d’Africa (Mar Rosso, Golfo di Aden e bacino Somalo) che continuano a rappresentare una minaccia per la libertà di navigazione del traffico mercantile e in particolare per il trasporto degli aiuti umanitari del World Food Program.

Tra i compiti di questa operazione rientrano anche le attività Local Maritime Capacity Building (LMCB), ossia addestramento a favore delle forze armate e di polizia locali per permettere loro di sviluppare e trasmettere le conoscenze necessarie ad operare in autonomia nel contrasto alle attività illecite tra le quali la pirateria.

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La fregata Margottini, che partecipa per la prima volta alla missione Atalanta, è la terza unità FREMM consegnata alla Marina Militare il 27 febbraio 2014  in versione “antisommergibile” ed è allestita con sistemi d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile. Partita il 20 febbraio scorso dal porto di La Spezia, prima di dirigersi verso l’area di operazioni di Atalanta, ha compiuto una campagna navale nel Mar Arabico e nel Golfo Persico, finalizzata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali e avviare relazioni con nuovi potenziali partner del nostro Paese, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

Durante la campagna, nave Margottini ha inoltre rappresentato la Marina Militare alla Doha International Maritime Defence Exhibition & Conference (DIMDEX 18) in Qatar.

Nei prossimi mesi, durante le soste nei vari porti, l’equipaggio di nave Margottini sarà anche impegnato in attività CiMiC (Civilian and Military Cooperation), allo scopo di fornire supporto alle popolazioni locali.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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Afghanistan: contrasto agli ordigni esplosivi in favore della popolazione locale

I militari italiani proseguono i corsi di specializzazione per garantire l’autoprotezione delle  Forze Armate afghane e la salvaguardia della popolazione civile

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Herat, 5 aprile 2018 – Nei giorni scorsi i militari del contingente italiano hanno concluso il corso di specializzazione in “Explosive Hazard Reduction”, presso la base italiana di Camp Arena, a favore di 12 poliziotti e militari delle forze di sicurezza afghane, conseguendo l’abilitazione alla bonifica speditiva degli ordigni esplosivi.

Il corso, durato 4 settimane, è stato sviluppato nell’ambito del programma formativo organizzato dagli istruttori italiani del Military AdviseTeam (MAT), con lo scopo di ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono le forze di sicurezza locali e soprattutto la popolazione civile, in occasione di rinvenimento di mine, munizionamento inesploso ed Improvised Explosive Device (IED), ovvero bombe realizzate con materiali non convenzionali.

Attraverso l’apprendimento di accurate tecniche per l’avvicinamento agli esplodenti, messa in sicurezza dell’area, posizionamento di cariche esplosive e successiva bonifica con brillamento speditivo, i neo abilitati, militari e poliziotti, potranno operare senza mettere a repentaglio le proprie vite e tutelando, conseguentemente, la popolazione civile che risulta essere tra le principali vittime da esplosioni.

Il corso è terminato con una esercitazione pratica, in cui le forze di sicurezza locali si sono cimentate nell’impiego di cariche esplosive individuali per la demolizione rapida di alcuni simulacri di ordigni inesplosi, consentendo agli stessi allievi di condurre, autonomamente, una bonifica speditiva.

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La bonifica degli ordigni rientra nei piani di addestramento (train) e di consulenza (advise ed assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano. Come previsto dal mandato di “Resolute Support”, queste attività concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale, che è quello di rendere le Forze di Sicurezza locali capaci di operare in totale autonomia.

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Fonte e immagini: Stato Maggiore Difesa
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