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Il Comando di Reazione Rapida della NATO termina l’esercitazione Eagle Light III

Un soldato impegnato nella Eagle Light III.jpg

Roma, 13 marzo 2019 – Il Comando di Reazione Rapida della NATO ha terminato l’impegnativa e complessa esercitazione, denominata Eagle Light III.

L’attività, condotta nell’arco delle ultime due settimane, ha visto coinvolti militari del comando NATO, della brigata di Supporto, della divisione Friuli, della brigata Informazioni Tattiche con lo scopo di testare l’intero sistema di comando e controllo del corpo d’armata nell’ambito di un contesto warfighting (articolo 5) contro un peer + enemy in un ambiente operativo in progressivo degrado. 

Un momento della Eagle Light III

Al fine di creare uno scenario esercitativo il più vicino possibile alla realtà operativa supposta, l’attività addestrativa ha visto la partecipazione di aliquote dei succitati comando divisione “Friuli” e brigata Informazioni Tattiche, nonché la presenza di un significativo numero di personale, proveniente da diversi comandi in Italia ed in concorso alle differenti branches.

L’esercitazione Eagle Light III non è da considerarsi la fine di un ciclo addestrativo, ma fa parte di un più ampio percorso evolutivo. Durante il corso dell’attività sono emersi significativi ammaestramenti che devono essere recepiti ed implementati a tutti i livelli, per poter affrontare con successo la prossima esercitazione Eagle Meteor, prevista in autunno. 

Un CH47 utilizzato nella Eagle Light III

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Fonte e immagini: Nato Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA)
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Missione in Libano: effettuati 12000 movimenti logistici in cinque mesi

UNIFIL_Afflusso e deflusso mezzi blindati da e per la madrepatria(2)

Libano, 13 marzo 2019 – Dopo quasi cinque mesi dall’assunzione di comando nella “Terra dei Cedri”, sono stati circa 12000 i movimenti logistici effettuati nell’area di responsabilità dalla Joint Task Force Lebanon (JTF-L) – Sector West, su base Brigata Bersaglieri “Garibaldi”, di cui oltre 5500 quelli compiuti dai Caschi Blu italiani, ovvero quasi il 46% dei totali.

I risultati conseguiti viaggiano di pari passo con il contestuale incremento sia delle operazioni congiunte condotte sul terreno con le Forze Armate Libanesi (LAF), che dal 12% iniziale sono passate al 23%, sia del pattugliamento della Blue Line e sono in linea con gli standard prefissati dal contingente nazionale.

I Caschi Blu della Leonte XXV, inquadrati nella Missione in Libano, operano in un teatro operativo molto articolato dove le Nazioni Unite, per l’espletamento del mandato, impiegano componenti civili e militari; le relazioni tra queste componenti e ancora di più quelle con la popolazione locale e le Forze di Sicurezza libanesi, risultano assolutamente complesse.

Inoltre, la JTF-L, fornisce il supporto logistico “integrato” (nazionale e UNIFIL) a tutte le componenti del contingente italiano, nonché quello “partecipato” dal comando della Missione ai contingenti che operano nell’ambito del Settore (Armenia, Brunei, Croazia, Ghana, Irlanda, Repubblica di Macedonia, Malesia, Malta, Repubblica di Corea, Serbia, Slovenia e Tanzania), così come previsto dagli accordi siglati dall’Italia.

Il compito viene assolto mediante una struttura logistica capace di garantire il supporto alle unità nazionali e internazionali assicurando, altresì, il collegamento continuo, attraverso l’Area Logistica di Transito (ALT), tra la madrepatria e il porto/aeroporto di Beirut.

A riguardo, per soddisfare le esigenze che ne derivano, l’individuazione delle risorse, nonché la creazione delle capacità di distribuzione ed il mantenimento ed impiego delle stesse, la JTF-L si avvale di un efficiente impianto logistico, inteso a razionalizzare il sostengo necessario all’attività operativa in modo da poterne minimizzare i rischi ed i costi d’implementazione e massimizzarne l’efficacia e l’efficienza.

In particolare: 

  • il Combat Service Support Battalion (CSS-BN) garantisce il supporto attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti e mantenimento, gli assetti sanitari e i nuclei di disinfezione; 
  • il Combat Support Battalion (CS-BN) assicura la funzionalità giornaliera dell’unità con l’impiego, ad esempio, di una Compagnia trasmissioni, con assetti specialistici dedicati come quelli Chemical Biological Radiological Nuclear (CBRN) ed Electronic Warfare (EW) italiani ed Explosive Ordnance Disposal (EOD) – Improvised Explosive Device Disposal (IEDD) croati; 
  • l’Infrastructure Management Centre (IMC), svolge invece le attività di supporto tecnico e manutentivo delle basi, attraverso l’elaborazione di pratiche tecnico-amministrative e l’esecuzione di attività manutentive, nonché di ammodernamento, rinnovamento e nuove costruzioni; 
  • inoltre, la Joint Multimodal Operation Unit (JMOU), assetto nazionale alle dipendenze dirette del National Contingent Commander italiano del comando UNIFIL di Naqoura, si occupa, nell’ambito della missione in Libano, della gestione dei transiti in entrata e in uscita di uomini, mezzi e materiali. Il trasferimento può avvenire singolarmente o attraverso la combinazione di diverse modalità di trasporto: su strada, in modo flessibile e rapido; su ferro, tendenzialmente economico; via mare, estremamente economico e via aerea, in modo estremamente veloce.

Dal 19 ottobre dello scorso anno ad oggi, sono oltre 800 mila i chilometri percorsi su strada dal Settore Ovest, per i trasporti tattico-logistici da e per l’ALT di Beirut, funzionali al supporto del contingente nell’area di responsabilità. La complessa macchina della logistica si inserisce pertanto in un sistema molto articolato e complesso e deve sempre essere aderente, senza soluzione di continuità, nell’assolvimento del mandato e nella ricerca dell’implementazione della Risoluzione 1701/2006 delle Nazioni Unite, fondamento giuridico della Missione UNIFIL.

© All rigts reserved
Fonte e immagini: UNIFIL
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Esercito: termina l’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal rgt Piemonte Cavalleria

06 centauro 1

Roma, 13 maro 2019 – L’esercitazione “Eagle Eye” organizzata e condotta dal reggimento “Piemonte Cavalleria” si è conclusa dopo alcune settimane di intenso addestramento.

L’attività ha avuto lo scopo di sperimentare le capacità di un reparto di cavalleria nell’esplorazione tattica e su terreni compartimentati a favore delle Truppe Alpine. Il reggimento infatti è l’unità esplorante della brigata alpina “Julia” .

Assieme allo schieramento di un posto comando con capacità di pianificazione dell’impiego di un gruppo tattico esplorante in ambiente con ridotta mobilità, l’addestramento ha interessato anche assetti del genio, dell’artiglieria e della terza dimensione.

L’esercitazione di distaccamento esplorante, che ha visto i militari di “Piemonte Cavalleria” svolgere attività di ricognizione, avvicinamento e combattimento con  azioni di fuoco delle componenti leggere e delle  blindo pesanti “Centauro”, ha coinvolto anche alcuni veicoli cingolati BV 206 dell’8° reggimento alpini, così da fornire la necessaria mobilità agli esploranti in zone particolarmente difficili da raggiungere.

I velivoli del 5° reggimento “Rigel” hanno permesso l’infiltrazione di un posto di osservazione avanzato (POA), lo sgombero di un ferito operando in coordinamento con il nucleo JTAC (Joint Terminal Attack Controller) del 3° reggimento artiglieria terrestre della Brigata.

Un team ACRT (Advanced Combat engineer Reconnaisance Team) del 2° reggimento genio guastatori ha effettuato la ricognizione e bonifica di un itinerario  a favore di alcune unità di manovra coinvolte (in sede esercitativa) dall’esplosione di un IED.

Il comandante delle Truppe Alpine, generale di corpo d’armata Claudio Berto, accompagnato dal comandante della “Julia” generale di brigata Alberto Vezzoli, ha assistito alla fase condotta dell’attività a fuoco complimentandosi per l’integrazione raggiunta tra i reparti ed il livello addestrativo mostrato.

04 cte truppe alpine e cte Julia

Presenti all’attività anche il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini ingegnere Sebastiano Favero, e il  presidente delle sezione ANAC di Trieste Fabio Tognoni.

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Fonte e immagini: COMTA
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Conclusa l’esercitazione “Dynamic Front 19” in Germania

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Grafenwöhr (Germania), 13 marzo 2019 – Conclusa l’esercitazione Dynamic Front 19 presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

Circa 3.200 militari provenienti da 27 nazioni sono stati impiegati nell’Esercitazione “Dynamic Front 19” che ha avuto luogo presso l’area addestrativa del 7th Army Training Command dell’Esercito degli Stati Uniti a Grafenwöhr in Germania.

L’Italia ha partecipato schierando una batteria obici (6 pezzi) PzH 2000 I, tre Lince (adottati come posto di osservazione e comando) e due shelter dell’8° reggimento artiglieria terrestre “Pasubio” (impiegati come direzione dell’esercitazione), con il supporto del 132° reggimento artiglieria corazzata “Ariete” e del comando Artiglieria. In tutto sono state utilizzate 360 granate di cui 60 illuminati.

Obiettivo dell’esercitazione: incrementare il livello di prontezza operativa e di interoperabilità tra unità di artiglieria di diversi calibri e di diverse nazionalità e integrare il supporto di fuoco congiunto in un ambiente multinazionale sia a livello operativo che tattico. In particolare, l’esercitazione ha visto impiegati 62 obici, 24 piattaforme di lancio e 9 radars provenienti dai diversi paesi partecipanti.

I mezzi hanno erogato fuoco congiuntamente per testare in un ambiente “live” l’interoperabilità a livello tattico del sistema di Comando e Controllo integrato Artillery Systems Cooperation Activities (ASCA), al fine di individuare eventuali limiti operativi e ricercare soluzioni tecniche e procedurali condivise.

La particolarità del comprensorio di Grafenwöhr è quella di offrire una vasta area addestrativa in cui vengono riprodotti scenari operativi realistici, con un terreno difficile e con particolari condizioni climatiche, che mettono alla prova la capacità di resistenza di uomini e mezzi. La complessa e minuziosa fase di pianificazione dell’operazione di intervento in area di crisi, ha consentito di conseguire gli obiettivi addestrativi. Un traguardo importante raggiunto grazie all’intenso periodo di amalgama durante il quale, i partecipanti hanno avuto la possibilità di condividere le rispettive esperienze e di incrementare l’integrazione fra il personale delle varie nazioni fino ai livelli ordinativi più bassi.

La ricerca dei massimi livelli di interoperabilità consente di individuare soluzioni idonee alle sfide contemporanee, contribuisce ad elevare il livello di prontezza delle forze ed a creare uno strumento militare flessibile ed idoneo ad operare in ogni contesto.

Alla Dynamic Front 19 hanno partecipato unità e/o osservatori provenienti da: Azerbaigian, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ucraina e Regno Unito. 

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Fonte e immagini: COMFOP Sud
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Rientra dall’Afghanistan la squadra a contatto del 184° TLC “Cansiglio” di Treviso

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Treviso, 13 marzo 2019 – E’ rientrata ieri dal teatro operativo afghano la squadra a contatto composta da personale del 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” di Treviso.

In particolare, la squadra  di tecnici è intervenuta per ripristinare la piena efficienza di alcuni apparati delle telecomunicazioni in uso alla forza multinazionale di stanza in Afghanistan nell’ambito dell’operazione “Resolute Support”. 

Il 184° battaglione di sostegno TLC “Cansiglio” è un organo esecutivo di sostegno per le unità della Forza Armata dislocate nell’area Centro – Nord, alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito, e provvede al mantenimento e rifornimento dei complessi delle trasmissioni sia in Patria che nelle operazioni  all’estero.

© All rights reserved
Fonte e immagini: Comando logistico dell'Esercito
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Difesa aerea: scramble notturno per due Eurofighter dell’Aeronautica Militare

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Grosseto, 10 marzo 2019 – Ieri notte, poco dopo le 23:30, due caccia F-2000 Eurofighter dell’Aeronautica Militare, in prontezza per il servizio di sorveglianza dello spazio aereo, sono decollati rapidamente dalla base aerea di Grosseto, sede del 4° Stormo, per intercettare un velivolo civile ATR-42 di nazionalità polacca che, sorvolando il territorio italiano sulla rotta Skopje-Lipsia, aveva interrotto le comunicazioni con gli Enti del controllo del traffico aereo.

Gli Eurofighter hanno intercettato velocemente il velivolo sul mare Adriatico e, come previsto dalle procedure, hanno verificato la situazione dell’aeromobile e si sono accertati che l’equipaggio avesse ripristinato i contatti radio con gli enti del traffico aereo. I due velivoli sono poi rientrati alla base per riprendere il servizio di prontezza.

Il complesso sistema di difesa mediante il quale l’Aeronautica Militare assicura senza soluzione di continuità la sorveglianza dello spazio aereo nazionale è integrato, anche in tempo di pace, con quello degli altri paesi appartenenti alla NATO.

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La catena di allertamento per questo tipo di eventi e per le violazioni dello spazio aereo prevede infatti che l’ordine di intervento immediato dei caccia (“scramble”) venga impartito dal CAOC (Combined Air Operation Center) di Torrejon (Spagna), l’ente della NATO responsabile del servizio di sorveglianza dello spazio aereo nell’area.

Tre sono gli stormi dotati di assetti Eurofighter, che l’Aeronautica Militare impiega per il servizio di Difesa Aerea: il 4° stormo di Grosseto, il 36° stormo di Gioia del Colle ed il 37° stormo di Trapani, i quali alimentano a turno, secondo necessità, anche una cellula temporanea presso la base del 51° stormo di Istrana.

logo-4-stormo.jpgEnsign_of_the_36º_Stormo_of_the_Italian_Air_Force  225px-37°Stormo-Patch

Nella catena sono inseriti anche l’11° gruppo D.A.M.I. (Difesa Aerea Missilistica Integrata) di Poggio Renatico (FE) e il 22° gruppo radar di Licola (NA), che hanno il compito di guidare gli assetti della Difesa Aerea fornendo le informazioni necessarie per intercettare le potenziali minacce aeree. L’attività di monitoraggio dello spazio aereo è condotta da personale specializzato e addestrato, in possesso della qualifica di controllore alla sorveglianza o di Controllore di intercettazione.

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Fonte e immagini: Aeronautica Militare
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Incontro con Giulio Quintavalli sulla criminalità abigeataria durante la Grande Guerra

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(di Monica Palermo) Roma, 10 marzo 2019 – Un incontro con Giulio Quintavalli, storico e saggista della Polizia di Stato, sulla criminalità abigeataria durante la Grande Guerra si è tenuto giovedì 7 marzo 2019, nell’ambito degli eventi culturali organizzati dalla Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, Palazzo dell’Agricoltura – Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo di via XX Settembre.

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Giulio Quintavalli, autore del volume, è stato introdotto dall’avv. Mario Pulimanti, direttore vicario della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, ha moderato il brigadier generale E.I Angelo Boggia.

L’incontro ha preso spunto dal suo volume “Da sbirro a investigatore. Polizia e investigazione dall’Italia liberale alla Grande guerra”, Aviani e Aviani Editori, nel quale l’autore considera il ruolo della Polizia contro i reati economici e l’approvvigionamento per l’esercito combattente durante la Grande guerra, uno dei compiti che  il presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando affidò alla Polizia per «salvaguardare le spalle all’esercito».

L’abigeato è il furto di più capi di bestiame, sottratti dai recinti o liberi al pascolo per alimentare il commercio clandestino di carne e il mercato clandestino di bovini ed equini per l’esercito combattente.

Tra i presenti il generale Rino De Vito, ora ausiliario dell’Esercito.

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Immagini: Ph. Monica Palermo
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